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Archive for 30 dicembre 2014

Giovanni Cassenti

Giovanni Cassenti

Il 30 dicembre 1923, dalla fusione delle borgate di Milocca e San Biagio, nasceva Milena.

La storia delle lotte per liberarsi da Sutera e Campofranco è stata raccolta dal cav. Giovanni Cassenti, che assieme a Salvatore Angilella e Giuseppe Cannella fu tra i principali artefici dell’Autonomia.

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Cinquanta anni dopo…

Giovanni Cassenti

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901973, sono passati cinquanta anni dall’Autonomia, ormai finì quell’epoca ormai lontana in cui i forestieri chiamavano i nostri nonni “mulucchisi”,  “truffara”.

Ormai finì Racalmuto di essere la fonte di ogni  commercio, finirono i diversi medici di quel paese a essere chiamati a visitare gli ammalati di Milocca con conseguenti prelevamenti di medicine, finì il via vai di giorno e di notte di milocchesi che attraversavano la mulattiera Milocca – Racalmuto per ogni tipo di necessità indispensabili.

Finirono le due matrigne Sutera e Campofranco di curare ogni anno la riscossione di esose tasse dagli abitanti delle due borgate sottoposte di Milocca e San Biagio e finì, in caso di morosità, il subitaneo piombare di messi esattoriali che procedevano a pignoramenti e svendite ad asta pubblica, mentre mai e poi mai le matrigne si degnarono di offrire alcun servizio pubblico.

toto-angilella1Io ho vissuto sia il periodo della colonizzazione delle terre: nacqui a Sutera e seguii mio padre che si trasferì a Milocca con la famiglia in cerca di uscita dalla povertà con la coltivazione della terra in un posto accogliente ma al di fuori dal mondo senza alcun servizio pubblico; sia il periodo più bello: la vittoriosa ascesa all’indipendenza amministrativa del nostro paese.

E voglio raccontarlo alle nuove generazioni  con la precisione di un esatto giornalista. Le notizie che do sono brevi e aliene da ogni caratteristica speculativa. Quello che non ho visto di persona l’ho raccolto, grazie alla mia natura proclive a volere sapere sempre di più, fermando i vecchi del paese e, dopo il saluto, domandare sul passato. Mi hanno aiutato i capi delle famiglie Gandolfo, Mantione, Genuardi, Cassenti, Ingrao, Serrao, Saia e altri ancora dandomi tante e tante descrizioni da formare un libro.

Giuseppe Cannella "'u presidenti"

Giuseppe Cannella “‘u presidenti”

Allora non c’erano come oggi automobili, biciclette, treni, littorine, autocarri, autobus, cinema, televisione, caffè, illuminazione, acqua, gas, esercizi commerciali, banche, chiesa, asili, scuole, edifici e ogni altro benessere.

Allora il mondo contadino era tutto terra, quadrupede da lavoro, la famiglia e caso mai il fucile, non altro. Il giorno seguiva il buio senza altre novità, tutto come da secoli e secoli.

A complicare le cose purtroppo c’era la presenza di alcuni fuorilegge, ma i nostri padri seppero resistere anche a loro, lottarono eroicamente come tanti leoni: tanto era l’attaccamento alla terra che permetteva di campare se stessi e le proprie famiglie, famiglie che spesso raggiungevano anche i dieci figli. Si deve a loro se ora Milena è il popoloso e bel paese di oggi.

MML ha pubblicato tutta una serie di scritti del cav. Cassenti sull’Autonomia di Milena della quale ricorre oggi il 91° anno. Pochi altri ancora ne mancano. Non perdetevi l’ultimo, in cui Cassenti e Angilella, realizzato il loro sogno, decidono di formarsi finalmente una famiglia e si distaccano dall’impegno in prima persona. Col passare degli anni giungeranno ad un’amara riflessione…

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Anche chi non ha pagato la prima potrà mettersi in regola pagando però l’intero importo.

Le banche pretendono non meno di 10 mila euro per il servizio di tesoreria.

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Il pagamento della Tari slitta a fine aprile

C. L.

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Menuccia Falletta

Menuccia Falletta

Il presidente del consiglio comunale Menuccia Falletta ha convocato per le ore 10 di lunedì in seduta straordinaria e urgente l’assise civica per procedere alla proroga delle scadenze riferite alla Tari per l’anno 2014. Tale proroga s’è resa necessaria al fine di consentire ai cittadini di poter far slittare il pagamento della tassa sui rifiuti.

Altro punto di una certa importanza, quello legato all’esame ed approvazione dello schema di convenzione per il servizio di tesoreria e di cassa comunale. Lo schema, che è già stato approvato dalla Giunta, deve ora passare al vaglio del consiglio comunale per la sua definitiva approvazione.

Infine l’esame del piano di rientro relativo ai debiti del Comune nei confronti dell’Ato Cl1 al 31 dicembre 2012. In questo caso, l’approvazione consentirà al Comune di dare l’ok, oltre ai debiti con l’Ato Cl1, anche al piano di rientro. Sarà la Regione ad anticipare i fondi ai Comuni, dopo di che, gli stessi, in venti anni, provvederanno a rientrare dal debito. La Giunta ha stabilito che l’atto sottoscritto con verbale del tavolo tecnico tenuto tra Ato Cl1 e Comune di Milena prevede un credito vantato dall’Ato Cl1 nei confronti del Comune di Milena di 181.028 euro, che gli interessi legali del lodo arbitrale vantati dal Comune di Milena sono di 60.803,98 euro e che il credito vantato dall’Ato Cl1 per interessi legali di cui al lodo arbitrale è di 7.849,05 euro. Il debito in favore dell’Ato Cl1 ammonta pertanto a 128.073,07 euro.
A tale somma va aggiunta quella legata alla mancata riscossione negli anni precedenti della tassa sui rifiuti per 215.444 euro. Pertanto, il debito complessivo ammonta a 343.517,77 euro da estinguere in venti anni.

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L’Etna su Agira

etna agiraClicca sulla foto per ingrandirla

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Un po’ di RELAX

abc.

“Procederemo al pagamento” è un’espressione sbagliata.

Come si deve dire?

 

Risposta

(altro…)

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reAut regem aut fatuum, nasci oportere

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O re o stupido, nascere conviene

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(SENECA,

Apocolokyntosis, 1,2)

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Il cibo non attrae solo per il gusto, ma anche per la suggestione visiva, oltre che per la componente olfattiva

Zino Pecoraro
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images8IB9CASUIl cibo non attrae solo per il gusto, ma anche per la suggestione visiva, oltre che per la componente olfattiva. I banconi delle pasticcerie, nei giorni di festa, brulicano di una tempesta di colori, che catturano subito gli occhi.
L’abbondanza e la stessa esposizione dei prodotti inducono l’ingenuo cliente a dare spessore al vassoio, e gli sembra quasi di avere fatto torto a quei dolci che non ha scelto.
Così avviene nei buoni ristoranti, che espongono tavoli ricolmi di antipasti e pietanze di vario genere; i colori, la forma, l’aroma stesso spingono a riempire sempre di più il piatto piuttosto modesto di dimensioni, che, per prudenza (o anche per risparmio?), i gestori dei ristoranti offrono ai loro clienti.

Il cibo è, prima di tutto, gioia della vista. Nella Cena di Trimalcione, nel Satiricon di Petronio, il cibo stesso si trasforma, nell’ottica trash del parvenu in una azione spettacolare ad uso e consumo di una vasta, annoiata, decadente platea di convitati.
“Ecco dei mastini spartani si diedero a correre sin dentro alla mensa. Ma dietro ai cani, ecco giungere un vassoio, nel quale era acconciato un cinghiale di eccezionale grandezza, e per giunta con tanto di berretto, mentre dai denti gli pendevano due sportelle fatte di foglie di palma, l’una piena di datteri freschi della Caria, l’altra di datteri secchi egiziani. Tutt’intorno, si stringevano dei porcellini piccolini, fatti di pasta croccante, come se si sforzassero di suggere alle mammelle, per far capire che si trattava di una scrofa. Anche quei porcellini furono distribuiti in dono… E (Trincia) snudato un coltellaccio da caccia, inferse un violento colpo al fianco del cinghiale, facendo spiccare il volo ad uno stormo di tordi. ” (Petronio, Satyricon, XL, p. 67). In quel contesto la quantità enorme di cibo – come di solito avviene – non poteva essere consumata dagli invitati; serviva a satollarli presto o sotto forma di rifiuti era data in pasto ai cani.
trimL’approccio al cibo era di tipo godereccio, epicureo, ritualizzato sull’onda dell’oraziano “Carpe diem”.
Per questo motivo, quando il corpo rifiutava l’eccesso di cibo, i convitati – ormai satolli e in preda agli effetti del vino – non si ritiravano dallo scenario conviviale, ma preferivano continuare a prendervi parte, sfidando la legge stessa della nutrizione e il funzionamento degli organi del corpo.
Era, questa, l’accusa che Seneca rivolgeva ai romani: “vomunt ut edant, edunt ut vomant”, (Seneca, Consolatio ad Helviam matrem, X, 3), “vomitano per mangiare, mangiano per vomitare”. E in effetti l’attaccamento al cibo era tanto forte che per mantenere intatta la capacità di goderne si faceva ricorso a mezzi estremi.

Di fronte alla sfarzo delle vetrine imbandite di dolciumi e di prelibati piatti, a margine dei passi letterari in cui si esalta l’esuberanza del cibo e della buona tavola, in antitesi alla degenerata abitudine della liberazione dello stomaco, per ingurgitare ancora cibo, quali sono i sentimenti o i risentimenti che può nutrire chi è costretto a sottoporsi ad una rigida dieta per perdere una certa quantità di parte grassa e per cercare di recuperare qualche taglia inferiore rispetto a quella in uso?

imagesT3ZAVP3GLa sua è una tavola triste. E’ regolata dalla bilancia che deve amministrare la quantità di cibo: 50 grammi di pasta, 40 grammi di pane, 150 grammi di carne di qualsiasi tipo, niente vino, niente formaggi, niente dolci.
La tavola triste – in compenso – prevede il consumo di molta verdura. Ma la verdura – l’unica che potrebbe competere per quantità con i cibi della cena di Trimalcione – riempie lo stomaco e subito è digerita. La dieta sarà salutare, ma è sempre un’esperienza certosina!

 

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Il Volo al Senato

IL VOLO

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Via 8 regioni, ne resteranno solo 12. Se l’idea così com’è stata concepita dai parlamentari Pd Roberto Morassut e Raffaele Ranucci andasse in porto, dovremmo prepararci a dire addio alla cartina dell’Italia per disegnarne una nuova. Niente più Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria. Un accorpamento per far nascere la regione Alpina. Via anche Marche, Abruzzo e Molise, nella nuova mappa ci sarà un’unica grande macchia con il nome di Adriatica.

regLa proposta di legge – La proposta di legge presentata alla Camera è realtà, e secondo quanto riporta oggi il Messaggero – si inserisce in un dibattito aperto direttamente dal presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino che – scrive il quotidiano – sarebbe favorevole a un accorpamento e avrebbe anzi chiesto al presidente Renzi un incontro urgente per discutere “di prospettive e ruolo delle Regioni”. E siccome per i soli consigli regionali si spendono circa 1160 milioni di euro, dall’aggregazione potrebbero arrivare soltanto da questo capitolo risparmi per almeno 400 milioni di euro.

La mappa – Ecco dunque la nuova mappa. A Nord, l’unica amministrazione a rimanere inalterata sarebbe la Lombardia. Al suo fianco, oltre all’Alpina, nascerebbe il Triveneto, unione di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige. Al centro Italia, l’Emilia guadagnerebbe dalle Marche la provincia di Pesaro e accanto alla già citata Adriatica, nascerebbe l’Appenninica, unione di Toscana, Umbria e provincia di Viterbo. Il Lazio scomparirebbe, diventando un unico grande Distretto di Roma Capitale, lasciando le province meridionali alla neonata regione Tirrenica, insieme alla Campania. Sempre al Sud, la Puglia guadagnerebbe dalla Basilicata – soppressa – la provincia di Matera, trasformandosi in Levante. Mentre la Calabria. Immutate, infine, Sicilia e Sardegna.

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MUTI

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