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Archive for the ‘Turismo’ Category

Milena, un paesino con tanti villaggi

Enzo Di Pasquale

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Milena vista da Robba Magaru

Milena è un paesino collinare di circa tremila abitanti che sorge in una zona naturalisticamente interessante, a oltre 400 mettri sul livello del mare, nella parte occidentale del fiume Platani.

Di origini arabe, divenne comune autonomo nel 1924 per volontà di Vittorio Emanuele III di Savoia. Si tratta di una località unica nel suo genere poiché in una estensione di 24 chilometri quadrati, ospita circa sessanta robbe (villaggi) e un centro urbano.

Il territorio del comune ricade in un comprensorio geografico ricco di storia (da visitare le Tombe micenee e il Villaggio neolitico), tradizioni, cultura e bellezze naturalistiche. Il turismo è in via di sviluppo e sono possibili vari itinerari alla scoperta della pecularietà di quest’area.

milenaNon mancano le attrazioni naturalistiche, come la riserva di monte Conca: Milena è infatti una meta indicata anche per gli amanti dell’escursionismo e trekking.

Tra i luoghi di interesse segnaliamo la chiesa madre, dedicata all’Immacolata Concezione, in piazza Garibaldi: l’architettura dalle linee semplici ed eleganti, è arricchita all’interno da quadri e sculture di Francesco Biangardi. La chiesa risale all’ultimo ventennio dell’Ottocento, mentre è successiva la torre dell’orologio.

Particolare la Croce in via Nazionale, un capitello votivo realizzato nella prima metà del Novecento i sostituzione di una vecchia cappella.

 

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Approvazione schema Protocollo d’Intesa al fine di disciplinare i rapporti tra il Comune di Milena e l’Associazione “Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia” per la realizzazione del progetto Vie Francigene di Sicilia: testimonianze antiche e viabilità storica tra natura e storia

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Nel mese di maggio 2015 si è aderito al progetto “Magna Via Francigena: sulle orme dei pellegrini da Palermo ad Agrigento” come comune partner e volto all’accoglienza dei camminatori e dei pellegrini, che partono da Palermo e sono diretti verso Agrigento lungo una direttrice “Magna Via Francigena”.

Il “cammino inaugurale” tenutosi questa estate dal gruppo di camminatori guidato dall’Associazione “Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia”, è servito a costruire le basi per il consolidamento del punto di tappa.

Attraverso questo atto si punta ad un accordo quadro per rendere tutte le vie percorribili e mappate, cercando non solo un recupero storico del patrimonio culturale del territorio ma soprattutto una nuova microeconomia, ad impatto zero, basata sulla promozione dei prodotti locali, sull’accoglienza come valore e come risorsa.

L’Amministrazione Comunale e l’Associazione perseguono entrambe l’obiettivo della promozione e valorizzazione delle risorse naturalistiche e culturali del territorio anche attraverso accordi e collaborazioni con altri Enti, Istituzioni o Associazioni.

via.PNGIl Comune di Milena ricade nella zona interessata dal passaggio della regia trazzera che ricalca il tracciato storico della via tardo-antico-medievale che transitava da Agrigento verso Palermo risalendo la valle del Platani. Nei decreti del 1278 di parla di divisione dei feudi della Milocca. Il possesso per enfiteusi del territorio della Milocca, antico nome del luogo, venne mantenuto fino al secolo XIX dall’abbazia benedettina di San Martino delle Scale di Palermo che ne condizionò la vita produttiva e lo sviluppo sin dal XIV secolo: Nel territorio circostante sono presenti numerose testimonianze archeologiche di periodo protostorico e classico. Lungo il tracciato della Magna Via Francigena, il luogo, per la sua posizione, si può prestare ad ospitare iniziative culturali-naturalistiche e progetti didattici rivolti soprattutto ai più giovani e finalizzati a diffondere il rispetto per l’ambiente e la conoscenza storica del territorio di Milena, ma anche ad ampliare l’offerta turistica locale.

A tal fine la Giunta ha approvato (assenti gli assessori Curto Carmelo e Ingrao Giuseppe) un Protocollo d’Intesa per regolamentare i rapporti fra l’Associazione “Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia” ed il Comune di Milena per la tappa che lo riguarda per la realizzazione del progetto denominato “Vie Francigene di Sicilia: testimonianze antiche e viabilità storica tra natura e storia” autorizzando il Sindaco pro-tempore alla sottoscrizione del suddetto Protocollo d’Intesa che non costituisce impegno economico a carico dell’amministrazione. E ha anche dichiarato l’atto immediatamente esecutivo.

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Campofranco: luogo di fede e tradizioni

Enzo di Pasquale

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Era solo un baglio di case quando nel 1573 giunsero a Campofranco 19 famiglie di Sutera attratte dalle agevolazioni economiche offerte a chi si sarebbe stabilito nel nuovo casale. I nuovi “immigrati”  portarono con loro le proprie abitudini e tradizioni.

La prima chiesa fu fondata su iniziativa di un frate del convento di Sutera. Attorno ad essa iniziò a svilupparsi il villaggio e nacquero varie confraternite, come quelle del Santissimo Salvatore, della Carità e del sacramento, che si occuparono di organizzare le festività più importanti. In questo piccolo contesto culturale, nacque quello che oggi è il comune di Campofranco.

A valle si possono osservare i resti di due tronconi del cosidddetto Pontre romano, parte di un’importante arteria stradale che conduceva ad Agrigento.

Il comprensorio è ricco di giacimenti minerali e di sorgenti fresche. Si consiglia di raggiungere la contrada Auricella, a tre chilometri dal centro abitato, dove una vecchia strada di campagna conduce in una zona panoramica molto bella, il Gallo d’oro. Del comune di Campofranco fa parte la riserva naturale integrale di monte Conca.

La riserva naturale di Monte Conca è meta per gli amanti della speleologia. Si trata di una riserva istituit a per tutelare alcune grotte e gli straordinari fenomeni carsici, molto interessanti dal punto di vista scientifico e naturalistico. L’area protetta è caratterizzata dalla presenza di un rilievo gessoso esteso per circa un chilometro.

Tra le grotte da visitare l’inghiottitoio di monte Conca che si apre  sul versante sud. La prima parte della grotat è costituita da una galleria orizzontale, che però dopo 100 metri sprofonda verticalmente con quattro pozzi a cascata, profondi dai 9 ai 26 metri. Alla base di questi pozzi sono presenti ampie marmitte scavate dal violento impoatto dell’acqua.

Sul versante settentrionale si trova la grotta del carlazzo, in corrispondenza di un’ansa del fiume Gallo d’oro, che si sviluppa su due regimo sovrapposti. Bel settore nordo de fiume si trovano cavità importanti per la ricostruzione del circuito idrogeologicop della sorgente di Fontana di Rose.

Inoltre in molte grotte si nota la presenza di tracce umane con la presenza di cocic di vasellame, nicchie, rudimentali gradini e appigli per agevolare gli spostamenti interni.

Nel territorio della riserva vi sono coltivazioni di cereali,mandorli, olivi, vigneti e frutteti. Interessanti dal punto di vista naturalistico le aree umide legate alla presenza di sorgenti. In quest’area protetta la fauna selvatica ha trovato l’ambiente ideale per riprodursi. Buona la peresenza anche di volatili notturni.

La direzione della riserva organizza visite guidate alle cavità carsiche e attraverso sentieri tracciati vi sarà la possibilità di intraprendere serene passeggiate a contatto con la natura. Sono programmate attività scientifiche finalizzate a migliorare la conoscienza del patrimonio naturalistico.

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Dove sventola la bandiera arancione

Enzo Di Pasquale

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Pittoresco borgo medioevale, situato nella valle del fiume Platani, è una delle 162 località insignite dalla “bandiera arancione”, il marchio di qualità assegnato dal Touring Club Italiano nell’ambito del progetto Sviluppo Italia. Situato in una posizione invidiabile, cinge con le sue caratteristiche case una gigantesca rocca.

Si consiglia di iniziare la visita dalla piazzetta Sant’Agata, sede del municipio, sulla quale si affaccia la chiesa omonima, con la scalinata a tribuna, in stridente contrasto con la geometria del munificio. L’edificio è un rifacimento di un antico convento delle benedettine.

La parte più antica del paese è il quartiere del Rabato, caratterizzato da una serie di viuzze strette e tortuose. Il museo etnoantropologico, in piazza Rettore Carruba, non esprime solo gli attrezzi del pastore o del contadino, ma anche quelli del fabbro di fine Ottocento, del conciabrocche, del calzolaio, del muratore, del falegname e raccoglie le stampe religiose che tra l’Ottocento e il Novecento le famiglie appendevano all’interno delle proprie case.

Da vedere la chiesa di San Giovanni, per gli stucchi del Serpotta, e la chiesa del Carmine, per la mirabile statua della Madonna del Soccorso, un’acquasantiera del 1516 e una statua lignea dell’Immacolata.

Tra gli eventi più importanti, il presepe vivente che anima durante il Natale le strade del Rabato. Partricolari anche i riti della Settimana Santa.

Singolare la sagra del peperone, che si svolge la seconda settimana di settembre, in concomutanza con la festa di san Francesco, e prevede ricche scorpacciate collettive di peperoni fritti, patate bollite e uova sode, innaffiati da un ottimo vino locale.

Il santuario di san Paolino si trova sulla sommità del monte San Paolino, dalla cui cima si possono scorgere ben 22 comuni e le cime dell’Etna e delle Madonie. Al santuario si accede attraverso una via fatta da ampi gradoni e scavata nella roccia.

Si segue un percorso mistico, lungo il quale si incontreranno le stazioni della Via Crucis, la campanella tradizionalmente suonata dai pellegrini e il luogo dove, nell’anno 57, fu eratta una croce a ricordo della conversione degli abitanti della zona alla fede cristiana.

Accanto alla chiesa sorge il convento che un tempo ospitava i padri filippini, oggi eremo di Sant’Onofrio. Più n alto la cella campanaria i cui rintocchi si diffondono per tutto il vallone.

Il santuario, dedicato a san Paolino vescovo, è un edificio a tre navate con decorazioni molto ricercate. Fu costruito intorno al 1370 dal barone di Sutera, Giovanni III di Chiarramonte. Secondo la tradizione, il santuario fu realizzato in parte con i materiali provenienti da un fortilizio di origine bizantina, di cui ancora oggi esistono i ruderi. Nel corso delle varie ristrutturazioni sono venute alla luce antiche sepolture.

Al suo interno sono custodite due preziose urne in oro quella di san Paolino e quella di sant’Onofrio martire. Nerl santuario troverete tre statue: quella in pregiato legno di sant’Onofrio, la statua di san Paolino sempre in legno e quella del Santissimo Crocifisso in cartapesta. Lungo le pareti si ammirano inoltre tredici tele di frà Domenico di Palermo, raffiguranti gli apostoli, e tre tele di Sant’Agata, santa Cecila e santa Lucia.

 

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 Mussomeli: una città medievale famosa per i suoi formaggi

Enzo Di Pasquale

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peppeSi trova in una posizione strategica, a circa 800 metri sul livello del mare nell’entroterra siciliano, e domina a ovest l’area montuosa che separa le province di Caltanissetta e Agrigento. Conta circa 11.000 residenti e l’economia è basata prevalentemente sull’agricoltura e sull’allevamento. A tal proposito si consiglia di assaggiare l’ottimo pecorino locale.

Fondata nel XIV secolo, oggi la cittadina presenta un caratteristico centro storico di chiara origine medievale con bellissime chiese.

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chiesa madre

Tra le tante segnaliamo la chiesa madre dedicata a san Ludovico e il santuario di Maria Saantissima dei Miracoli con l’attiguo chiostro. Ricordiamo anche le chiese di Santa Maria, di sant’Enrico, di Maria Santissima del Carmelo, di Cristo Re. C’è anche una chiesa dedicata alla Madonna di Trapani.

Notevoli abitazioni nobiliari sono sparse per il paese: Palazzo Trabia, Palazzo Langela, Palazzo Minneci, Palazzo Sgadari; in quest’ultimo, adibito amuseo archeologico, sono esposti i reperti dei siti archeologici di Polizzello e Raffe.

Bella la torre civica del 1533.

Molto interessante il castello di Mussomeli, chiaro esemplare di arte gotica, a soli due chilometri dal centro abitato. Costruito su uno sperone calcareo, presenta alla base una cinta muraria posta a difesa della strada di accesso. In vetta noterete una seconda cinta muraria che racchiude la parte residenziale della struttura. Dopo aver attraversato un ponte levatoio, si accede, attraverso una porta ad arco, all’interno della prima cinta muraria.

castello-manfredonico-02Poi, grazie a una seconda rampa, si giunge all’ingresso vero e proprio del castello. Ci si trova così in un cortile delimitato a destra dalla cappella e a sinistra dalle mura di cinta. L’atrio è diviso dal vestibolo da un arco a sesto acuto. La piccola dimensione degli usci comunicanti dimostra che queste erano stanze di passaggio e di servizio. Nel cortile vi è un portone in stilegotico.

Nei sotterranei, scavati nella roccia, si possono ammirare la sala d’armi, le prigioni e una serie di pozzi. La cappella del castello presenta una porta decorata e un tetto a due volte a crociera divise da un arco mediano. Sulla cima dello sperone si trova una costruzione con possenti mura.

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Raccolta differenziata: migliorarla si deve!

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diff.jpgQuando si affronta una campagna “porta a porta” in un paese di superficie molto estesa come Milena, bisogna avere a disposizione personale sufficiente e usufruire di mezzi adatti e in buono stato.

Ce li ha il comune?

Riteniamo di no.

Gli operai addetti alla raccolta sono pochi e sottoposti a turni pesanti. Spesso si ricorre ad altre persone alle quali non compete tale lavoro e anche ad altre assunte “extra”.

Il pagamento dello straordinario poi non è puntuale…

Ma il punto dolente e più debole sta nei mezzi usati per la raccolta che definire fatiscenti è riduttivo.

Si tratta di mezzi vetusti e fatiscenti che non vengono sostituiti con altri nuovi, ma nemmeno con altri di seconda mano; per acquistare i quali basterebbero poche migliaia di euro: probabilmente meno di quelli che si spendono per ripararli o affittarne degli altri.

Ecco i mezzi “schierati” dal Comune, ecco i tre autoveicoli impiegati per fare l’ambiziosa campagna porta a porta. daylyPer le strade del paese vediamo arrancare: un vetusto “fiat daily”, un vecchio “gasolone” e un intramontabile “porter”.

Mischini fannu pena!

E’ con questi che si vuole devvero affrontare la campagna della raccolta? Come si fa a non considerare che, appena se rompe qualcuno, si deve rallentare il servizio e si deve perfino ricorrere all’affitto  di un mezzo sostitutivo molto costoso, si dice,  di parecchie centinaia di euro al giorno… ?

E allora perché non rinnovare il parco mezzi della raccolta dei rifiuti?

Perché non eliminare gli sprechi delle riparazioni e degli affitti acquistando nuovi mezzi oppure di seconda mano in buone condizioni? Lo suggerisce il buon senso.

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In un paese qui vicino hanno avuto lo stesso problema, Il nuovo sindaco ha provveduto ad acquistare dei mezzi per la raccolta differenziata “quasi” nuovi spendendo, ci riferiscono, una cifra inferiore a 10 mila euro.

Se noi di Milena non siamo capaci di inventare una soluzione nuova, almeno limitiamoci a “copiare” le cose buone che fanno nei paesi limitrofi.

Non  per forza dobbiamo sforzarci di ideare cose geniali che, talvolta (spesso), prendono le solite sfumature degne delle migliori novelle pirandelliane su Milocca-Milena.

A proposito di tali novelle, la sapete l’ultima… novità voluta dall’amministrazione comunale: presto avremo i vigili a pedalata assistita: bellezze in bicicletta!

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