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Archive for the ‘SiciliAntica’ Category

Quelle frazzate made in Sicily

Armando Carruba

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tappeti-erice

Tappeti di Erice

Carissimi amici, che cosa non vi debbo raccontare!!!

Domenica mattina, di primu matinu, sono andato al Centro Commerciale, quel luogo magico ca tu trasi ppi ‘na cosa e ti riempi il carrello pieno di cose ca certe volte non ti servono ma siccome c’è l’offerta speciale…

Ma quello che mi ha colpito è il tappetino… Dovevamo comprarlo per il bagno e … – i fimmini si sapi ssu difficili – questo no e quell’altro manco a parlarne… unni ci jeru l’occhi? In un tappeto made in China originale con l’addetto al negozio che mi spiegava che erano stati i cinesi a spirimentarlo….

Educatamente ci dissi: “Giovanotto permette che mi faccio una risata?” e quello “permettuto permettuto”,

$_35 Ah ah e poi ah! Chista amicu miu al paese di mio padre, Milocca in provincia di Caltanissetta si chiama FRAZZATA ripeto F R A Z Z A T A ! u capisti? quali cinisi e giappunisi,

Questa FRAZZATA è nata dall’intelligenza delle donne milucchisi che a tempu di guerra non jttavunu nenti di nenti ma nenti in assoluto! Sfilavano i maglioni di lana, le pezze li facevanu pizzuddi, anche noi ragazzini collaboravamo e alla fine veniva una bella coperta artigianale e adatta a tutte le circostanze… quali cinisi??? Peccato solo che di queste coperte non se ne fanno più, cu è che ci perde tutto stu tempu??? Però a ricordo del tempo che fu ne ho una sutta i matarazza….

Buona serata amici milucchisi ‘ntò paisi e unni siti siti 🙂

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Guardando vecchie foto…

di Armando Carruba

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Amici di Milocca,

a volte mi capita, come succede a noi tutti, di guardare delle vecchie foto, ed alcune sono lo specchio dell’anima. Questa è stata scattata a Siracusa nel 1954 a casa nostra. Ricordo che era il 1° anniversario della Madonnina delle Lacrime ed era venuto a trovarci un grandissimo AMICO di mio padre – Benedetto Falcone, con moglie e figlia. L’amicizia era, e mi auguro sia una sacralità per Milena. Un amico era un amico …

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Benedetto Falcone è il primo a destra, il secondo è mio padre Salvatore Carruba (Turiddu ‘u saristanu). Io sono il primo accovacciato a sinistra.

Gioivi? informavi l’amico. Eri in difficoltà? ecco l’amico pronto a darti una mano. Ricordo bambino la solidarietà tra paesani, tutti pronti a dar una mano. Chi partiva, scriveva lettere e quelle lettere, detto alla Pirandello, erano chiocce che chiamavano i puddicini, e chi partiva al nord o all’estero non era solo, c’era il paesano. Quante storie che hanno da raccontare quelli che sono partiti…

Ecco, una foto, una semplice foto di una grande amicizia, suscita a distanza d’anni emozioni come nuove. Buona serata!

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mbriul

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petman

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FONTANA-MONTEDORO

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Cu’ pilu e senza u pilu…

di Nonna M.

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bompensiere 40Questa storiella viene da Bompensiere e l’hanno raccontata amici di mio padre residenti in quel paese. Fa di certo ridere ma è la fotografia vera di quanto allora era diffuso l’analfabetismo e di quanto fosse necessario andare a scuola.

Sotto il Fascismo e la scuola era una cosa seria e gli insegnati molto severi, ma veniva dato molto spazio alla ginnastica, ai saggi ginnici e in particolare alle marce.

Si partiva con l’ordine “avanti march” e poi il maestro dava il tempo di marcia con l’ “uno-due, uno-due”.

Capitava che non tutti marciavano con lo stesso piede e la fila si sbilanciava e allora per fare riprendere il passo giusto diceva di battere il piede destro e poi il sinistro, dicendo per l’appunto”destro” e poi “sinistro”.

Purtroppo allora non tutti sapevano conoscere il lato destro e il lato sinistro per tale motivo la fila rallentava e finiva con il fermarsi e la cosa faceva arrabbiare i maestri. In realtà “uno-due” veniva capito subito, mentre con “destro” “sinistro” qualcuno si confondeva perché era difficile a farlo capire a ragazzini che non sapevano distinguere la destra dalla sinistra.

La stessa cosa capitava anche a Milena e nei paesi vicini, ci voleva veramente molto tempo a fare capire la differenza tra il piede destro e quello sinistro; delle volte si arrivava fino alla terza classe elemenatre per fare marciare bene gli scolari!

A Bompensiere ci fu un maestro che ebbe una idea geniale, anche se comica, per non far marciare più con il piede sbagliato la scolaresca e allineare tutti allo stesso passo. Si fece portare la pelliccia di alcuni conigli e un po’ di colla.

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