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Archive for the ‘Costume/Società’ Category

Il candidato ideale

di Fabio Ceraulo

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Nel quartiere dove sono nato e ho vissuto per tanti anni – tra via Napoli, via Venezia e via S. Agostino – c’erano personaggi e volti sui quali si potrebbero scrivere fiumi di parole. Uno, in particolare, era un avvocato ben noto nella zona, detto semplicemente “il signor Tommaso”, che nei negozi in cui entrava o al bar dove sempre si serviva favendo mettere tutto in conto, in sospeso. In altri posti era chiamato “avvocà”, specie quando gli si chiedeva un parere su qualsiasi questione, persino su cose assolutamente estranee alla sua competenza, ammesso che ne avesse una.

Già, perchè l’ “avvocà” era un bonario fanfarone, aveva pochissimi clienti che spesso neanche lo pagavano e passava gran parte della sua giornata tra l’edicola – dove attorno a sè riuniva drappelli di persone che arringava in maniera elegante e forbita (per poi scoprire che in realtà dava consigli sulla corsa Tris di quel giorno) –  e il bar, dove pur non pagando era una celebrità: “Un caffè lungo per l’avvocato!” dicevano non appena lo vedevano entrare. “Avvocà, u cornetto u vuole ca crema gialla o ca marmellata?”.

Qualche anno fa, in periodo elettorale, in zona c’era un viavai irrefrenabile di gente che si dava da fare e si dannava l’esistenza per questo o per quel candidato alle comunali. Qualcuno consigliava un suo parente, introducendolo così: “E’ un bravu criustianu”. Qualcun altro sosteneva un amico che gli doveva fare un favore e si sentiva rispondere: “Ma se il favore lo deve fare a te, piccì lo devo votare pure io?”. Altri ancora fecevano propaganda per un vicino di casa che prometteva migliorie condominiali o per un bottegaio di fiducia.

C’era però un candidato che si ergeva su tutti: proprio lui, l’avvocato.

Esordì un giorno avvicinandosi a un gruppo di ragazzi, tra i quali me, esclamando: “Ragazzi, lo sapete? Mi porto alla elezioni!”. A Palermo non ci si candida, ma ci si “porta”, sebbene sia lo stesso concetto, in realtà il “mi porta” suona imperativo e prepotente, raccoglie subito maggiori consensi. La risposta di noi ragazzi fu: “Avvocà, guardi che il più grande di noi ha sedici anni, quindi…”. L’avvocato rimase male a quella risposta e con un lieve tremolio a un occhio – una specie di tic nervoso – per la “malafiura” fatta, si allontanò dicendo: “Vabbè… casomai ditelo ai vostri genitori”. Uno di loro mormorò: “Sì, figurati… se lo dico a mio padre che ‘stu imbecille vuole ilvoto, mi butta come minimo dalle scale”.

Iniziò così la campagna elettorale dell’ “avvocà”, ricca di passeggiate nel quartiere con larghi sorrisi e strette di mano, nonchè promesse ai limiti dell’assurdo, come quando diede un buffetto sulla guancia di un neonato e promise: “Ci penso io ad impostarlo, ‘stu giovanotto!”. Il tutto sotto lo sguardo allibito dei genitori.

Il clou fu il manifesto che fece affiggere sui muri del quartiere, una sua foto a mezzobusto – orrendo abito principe di Gallee e foulard al collo – e un pugno chiuso proteso verso l’alto. Sotto campeggiava il suo slogan: “La persona giusta al posto giusto”. Al quale, qualche giorno dopo, un ignoto passante aggiunse impietosamente a penna: “A casa”.

Per acchiappare piùvoti possibili, l’ “avvocà” desise anche di affidarsi a un tipetto niente male, tale Guido, con una lista chilometrica di precedenti penali. La sede del “comitato elettorale” di questo “eccelso” collaboratore era una sorta di sgabuzzino in via S. Agostino, dove pare che tenesse merce rubata. “Ci penso io a fare acchianare all’avvocato”, assicurava.

(altro…)

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Usare la cosa più adatta

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Cu sparagna la vardeddra

sparda la visazza.

Chi risparmia la sella

consuma la bisaccia

Per dire che è meglio usare ciò che è più adatto all’uso.

PROVERBI MILOCCHESI RACCOLTI DA NONNA M.

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cdice penale militare

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montedoro

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1aqsdffff

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Ecco come arrivare pronti all’estate

Libero

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panciaIl vero incubo di tantissimi uomini, ma anche di tante donne, è come smaltire la pancia accumulata nei mesi di bagordi invernali. Con l’arrivo della primavera, chi può cerca di rimediare all’ultimo momento ritornando a correre o sottoponendosi a ripetute sedute di esercizi addominali, nella speranza di rivedere la famigerata tartaruga, ormai giratasi dalla parte del guscio.

Tutto fa brodo, ma non può bastare. Oltre all’esercizio fisico, è necessario secondo gli esperti stare più attenti a tavola, evitando alcuni cibi per lo più insospettabili che possono vanificare ogni sforzo. Vanno ridotte per esempio le cipolle, che contengono fruttati e carboidrati che aumentano l’acqua nell’intestino, con relativo gas e gonfiore. Non meno dannoso è lo yogurt, spesso ricco di zuccheri: la variante greca è una scelta indubbiamente più magra e salutare.

Sul fronte verdure, meglio non abusare dei broccoli, cavoletti e cavolfiori, perché contengono raffinosio, zucchero complesso che il corpo fa una gran fatica a smaltire, provocando altro gonfiore. Già più noto è l’effetto dei fagioli, che sarebbe sempre meglio tenere in ammollo una notte prima di cucinarli. Occhio anche alla frutta: l’anguria è tanto gettonata in estate, quanto traditrice, perché non semplice da digerire senza provocare un po’ di gas nell’intestino.

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Torino, 60 magrebini tengono in ostaggio un treno a Pasqua

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CatturaSono stati fermati quattro ragazzi dopo il viaggio da incubo che ha terrorizzato 300 passeggeri del treno Ventimiglia-Torino, partito dalla Liguria nel pomeriggio della domenica di Pasqua. Circa sessanta per la maggior parte magrebini e alcuni italiani del torinese e cuneese hanno infatti occupato le carrozze del convoglio, tenendo in ostaggio tutti i passeggeri, tra aggressioni e parolacce. L’orda di teppisti, inoltre, ha reso inutilizzabili i bagni del convoglio e ha squarciato i sedili con dei coltelli. I fermati sono un maggiorenne italiano e tre minorenni marocchini di età compresa tra i 15 e 16 anni.

La vicenda viene rivelata da La Stampa, che dà conto di diverse testimonianze. Simona, una giovane studentessa che viaggia spesso su questa tratta, ha offerto un racconto drammatico di quanto accaduto: “L’incubo è iniziato all’arrivo a Finale. Qui è salito un gruppo di giovani. Erano tantissimi, penso nordafricani, credo tutti minorenni. Con loro c’erano delle ragazze italiane ubriache, che continuavano a spostarsi tra gli scompartimenti e a chiudersi nei bagni per non farsi vedere dal controllore”.

Una coppia di anziani ha poi avvisato il capotreno dei continui schiamazzi e i carabinieri hanno fatto scendere i teppisti, ma quando il treno è ripartito il gruppo è risalito. Ha continuato Simona: “Alla fine non gli hanno fatto nemmeno una multa e hanno trascorso il resto del viaggio a prendere in giro tutti gli altri passeggeri. Le loro parole: Visto? Non ci possono fare niente. Hanno sfogato la loro rabbia sui sedili di uno scompartimento, squarciandoli con i coltelli, e nei bagni, resi del tutto inutilizzabili. Una volta a Porta Nuova, poi, c’è stato il fuggifuggi generale. Sono scesa e ho lasciato la stazione tra cordoni di poliziotti dove molti di quei ragazzi scappavano, correndo in mezzo ai binari. Insomma, credo che la maggior parte di loro, dopo tutto quello che ha combinato, l’abbia fatta franca”.

Quelli che si sono dati alla fuga, attraversando i binari, hanno inoltre costretto a bloccare la circolazione ferroviaria dell’intera stazione per circa venti minuti. La polizia è riuscita a identificare solo due degli extracomunitari vandali, che restano comunque a piede libero, come il resto del gruppo.

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