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Archive for the ‘Costume/Società’ Category

Guidi scalzo o in infradito: non solo multa, che guaio con l’assicurazione

Libero

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aGuidare con le infradito o con i piedi scalzi potrebbe costare caro. Sembra infatti che in caso di sinistro stradale l’assicurazione possa chiedere la rivalsa dopo aver pagato i danni causati.

Guidare con un abbigliamento non consono vìola due articoli del codice della strada, il 140 e il 142, che prevedono “che in ogni caso sia salvaguardata la sicurezza stradale” e che la persona alla guida debba “essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile“, che con delle calzature non consone potrebbe essere difficile.

Il rimborso dei danni sarà a carico del conducente a meno che l’intestatario del contratto assicurativo non abbia firmato la clausola che prevede la rinuncia alla rivalsa per infrazioni al Codice della Strada.

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1636.

MML nel Mondo alle 16:36

 

 

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naro

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Perché non tenere accese tutte le videocamere di sorveglianza?

Alfonso Cipolla

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telecamera nenni.jpgSubito dopo il grosso colpo perpretato ai danni delle due anziane sorelle – che più tempo passa e più stanno male – si è sparsa in giro la voce che la telecamera, fatta collocare dall’amministrazione comunale in via Caltanissetta – proprio a poche decine di metri dall’abitazione delle sorelle derubate – non era funzionante!

La telecamera, se attiva, avrebbe consentito di vedere il filmato e magari di riprendere la targa dell’auto usata dai ladrie e pure le loro facce, cosa che avrebbe consentito di identificarli e magari catturarli. Che la telecamera non funzionasse lo avvalora la tesi che i carabinieri si sono recati in un esercizio lì vicino per visionare quanto accaduto quel pomeriggio di domenica scorsa.

20170719_084209Ma, con il passare delle ore, si facevano sempre più insistenti le voci che quella telecamera fosse “spenta” e quindi inattiva e inutile. Addirittura, con il passare dei giorni, veniva pure fuori che inattiva non fosse solo quella di via Caltanissetta, ma che anche “altre” non fossero attive e funzionanti: vero o falso lo si saprà, presto o tardi.

Se fosse così, la videosorveglianza del territorio comunale sarebbe stata quasi del tutto compromessa, ciò significa che i malintenzionati, i ladri, gli spacciatori e quanti non amano essere ripresi nei loro spostamenti vengono agevolati, mentre al contrario sono ostacolate le forze dell’ordine preposte alla tutela del territorio e dei cittadini residenti.

Prima ancora di conoscere i motivi di questa assurdità di tenere spente le telecamere (è puro masochismo, volersi fare del male, dare messaggi sbagliati ai delinquenti etc. etc.) bisogna chiedere all’Amministrazione comunale di renderle tutte funzionanti al più presto. La videosorveglianza non va interrotta nè ridimensionata semmai aumentata collocando qualche altra telecamera in altri punti delicati e sensibili.

punto-di-domandaSul perché non fossero attive alcune telecamere, come dovrebbe accadere in un paese civile e democratico  chi di dovere dovrebbe sentire il bisogno di spiegare in poche e chiare righe alla cittadinanza il motivo di queste disattivazioni, anche sul sito del Comune.

E, sempre chi di dovere dovrebbe immedesimarsi nei cittadini che hanno già subito le decine di visite dei ladri (prima delle videocamere) che ricevono danni materiali e morali indicibili, oltre la irreversibile perdita della tranquillità ritornando a casa; e, magari, pensare che un giorno le telecamere potrebbero individuare i malviventi che potrebbero colpirli nei loro beni.

Infine, mi piace sottolineare un fatto che da solo dovrebbe portare gli amministratori a non sottovalutare la video-sorveglianza del territorio: il caso, che speriamo mai avvenga, di un rapimento di qualche bambino o di violenze sui minori…

Insomma… mai più telecamere non attive.

 

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Borsellino a 25 anni da strage, serata evento su Rai1

Ansa

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download“La paura è normale che ci sia, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, sennò diventa un ostacolo che t’impedisce di andare avanti”, sono le parole di Paolo Borsellino. La sua storia, quella di un eroe civile, capace di rimanere al suo posto sapendo di essere condannato a morte, mantenendo nel contempo la sua profonda umanità, viene raccontata nella docufiction ‘Paolo Borsellino-Adesso tocca a Me’, in onda su Rai1 il 19 luglio, in occasione del venticinquesimo anniversario della strage di via d’Amelio.

images (2)Cesare Bocci presta il volto al magistrato ucciso insieme ai 5 agenti della sua scorta (Claudio Traina, Agostino Catalano, Walter Cosina, Emanuela Loi e Vincenzo Li Muli) il 19 luglio 1992.
Il film è un mix di fiction con la ricostruzione della vita del magistrato e di testimonianze, di interviste, e di filmati dell’epoca. Nel luogo dove dove avvenne la strage abitava la madre di Paolo Borsellino presso la quale il giudice si era recato per una visita domenicale. L’esplosione fu terribile.

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Rita Borsellino con Antonio Vullo

Filo conduttore del racconto saranno i ricordi di Antonio Vullo, l’unico agente della scorta sopravvissuto alla strage, che con la sua voce narrante offrirà uno sguardo privilegiato a tutta la vicenda. Con il soggetto e la sceneggiatura di Sandrone Dazieri, nel film tv insieme a Cesare Bocci, Giulio Corso, Ninni Bruschetta, Anna Ammirati. La regia è di Francesco Miccichè. Una coproduzione Rai Fiction e Aurora tv.
Alla presentazione a Viale Mazzini anche il presidente del Senato Grasso (“E’ importante continuare a cercare la verità, lo dobbiamo alle vittime, lo dobbiamo al Paese”); la presidente della Rai Monica Maggioni, il direttore generale Mario Orfeo, oltre ai direttori di Rai1 Andrea Fabiano e di Rai Fiction Tinny Andreatta.

images (3)Bocci ha fatto notare: “Quando ci si confronta con personaggi reali si sente sempre una grossa responsabilità. Qui la mia faccia viene messa direttamente a confronto con quella di Paolo Borsellino. Avevo un innegabile timore. Abbiamo cercato di cogliere gli aspetti del viso di Borsellino che ci avrebbero aiutato. Ma non è stata tanto la mia trasformazione fisica, quanto piuttosto la ricostruzione, il mixare documenti reali e fiction in maniera puntuale e magistrale, a fare la differenza. Poi se anche gli assomigliassi un decimo per la sua moralità sarei l’uomo più felice al mondo”.
“Quel tipo di mafia lì – ha concluso l’attore – ha perso, perché c’è stato il risveglio delle coscienze di tanti giovani, non solo siciliani”. “Vinceva la paura con la sua positività”.
Sei morti ancora senza un colpevole: al processo di revisione, nei giorni scorsi, la corte d’appello di Catania ha assolto tutti gli imputati. Il processo di revisione e’ stato chiesto, inizialmente, dalla procura generale di Caltanissetta ed è stato celebrato a Catania, come prevede la legge. A consentire il nuovo giudizio sono state le rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza.

Tra le testimonianze del film di Rai1 quelle dell’agente Antonio Vullo, oggi in pensione, è l’unico sopravvissuto della strage di Via D’Amelio. Vullo, all’epoca, era in servizio come autista: il giorno della strage nell’attimo in cui Borsellino e i cinque colleghi della scorta scendevano dall’auto per andare a citofonare alla madre del giudice prima di saltare in aria con una Fiat 126 imbottita di tritolo, lui è tornato indietro a parcheggiare la macchina.

agenda_rossa_borsellino-e1340920060937“Ci sono stati tanti processi, tante condanne, ma qualcosa ancora manca. Molto ruota, secondo me, intorno all’agenda rossa. Borsellino si sentì isolato dopo la morte di Falcone.

Se l’appoggio dello Stato fosse stato più forte, la storia sarebbe andata diversamente”. “Molti sono convinti che l’esplosione ci sia stata dopo aver premuto il campanello del citofono. Non è vero, si è appurato che chi ha premuto il telecomando dell’ordigno era nascosto dietro un muretto alla fine di via D’Amelio. In questo docufilm viene raccontato, finalmente”.

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