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Archive for the ‘Costume/Società’ Category

ECCO IL PORCO!

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Alzi la mano chi non ha mai visto un maiale! A tutti nella vita sarà capitato! In una fattoria, in un allevamento … Certo è un incontro un po’ particolare, ma se affrontato con la giusta consapevolezza, può diventare un preziosissimo momento di arricchimento.

Il maiale è un mammifero onnivoro, in pratica senza palato, mangia di tutto. Il nome scientifico è Sus Scrofa Domesticus, la femmina, mentre Verro il maschio. Non ha un colore preciso perché depigmentato, ma lo possiamo vedere nero, pezzato, col pelo lungo … insomma una grande varietà.

Da sempre ritenuta bestia importante e financo sacra, presente nello zodiaco cinese, ma in altri posti del mondo buono per i salami, i cotechini, la salsiccia, il lardo … Animale colto, dall’apparenza docile ed incredibilmente socievole, affettuoso, presente, ossequioso, galante e “nobile”. È il re della pozzanghera prima. Della salumeria o macelleria dopo.

Come vive? Vive nel fango, si sa, è risaputo, si rotola per rinfrescarsi e quando il fango si asciuga e si scrosta porta via anche la pelle morta. Uno scrub direbbero gli esperti del settore! Sono degli animali che arrivano a pesare tantissimo, molto intelligenti, ma diventano aggressivi soprattutto se qualcuno invade il loro territorio. Permalosissimi!

Una specie particolare è il maialino nano, quest’ultimo ha una forte personalità ed una peculiarità rispetto ai suoi simili, è scarsamente dotato di vista, non vede e quindi si innervosisce e diventa diffidente verso gli estranei. Questo esemplare, ama passeggiare e pascolare liberamente per i campi, è conosciuto anche come maiale vietnamita o thailandese, ma riesce a vivere anche dentro le abitazioni, ha imparato a convivere con l’uomo. Certo, per tenerlo in casa bisogna rispettare alcune basilari e semplici regole, come la dichiarazione all’ufficio sanitario, il trasporto con mezzi autorizzati e le vaccinazioni. Ha il difetto che diventa adulto …

Poi, però, c’è un’altra scuola di pensiero che, invece, dice che il grazioso animaletto ami l’acqua e non il letame, che il suo rotolarsi nel fango sia da imputare ad una caccia ai parassiti e non per il mero piacere di sguazzare nello sporco. Furono i romani, grandi estimatori della preziosa carne, a dargli questo nome, proprio dalla dea della Fecondità: Maia.

Animale pulito o sporco, noi riteniamo che sia un abominio confinarlo all’interno, perché la sua natura è selvatica e quindi proprio per questa sua natura è sempre propenso per la vita selvatica. Col suo proverbiale grugno, egli riesce a trovare e scoprire il mondo dei suoi simili e cibarsi in libertà. L’etologia ci dice tra l’altro che sono animali spigliatissimi tant’è che quando vengono chiamati per nome rispondono sempre con il caratteristico grugnito.

Non sappiamo come stiano davvero le cose, ma siamo certissimi che i maiali anche se “ripuliti” restano maiali ed è inutile camuffare la natura perché, lasciati liberi di vivere le loro vite, esprimeranno sempre, solo ed esclusivamente il proprio vero essere.

L’unico modo per non avere problemi con questo tipo di animali è tenerli in freezer a fettine, altrimenti bisogna rassegnarsi ad un modus operandi sopra righe. Nessuno può fuggire dalla propria essenza, men che meno i nostri cari amici maiali. Guardateli bene e osservateli attentamente nelle loro performance, quando sono sotto pressione e reagiscono sempre in maniera trattenuta, ma scomposta.

Difficile contenere la rabbia eh?!

Scrutateli nelle dispute dialettiche, incapaci di un normale dialogo e, per di più, segnano nel libro nero la “malaparte” per giorni, mesi e anni come conti in sospeso da … pagare. Vendicativi!

Pretendono di essere considerati unici, ma non considerano l’unicità altrui. Non la concepiscono proprio!

Pettinati, profumati, spazzolati, stirati e puliti tentano di ingannare gli ingenui. Fumo negli occhi, maschere, finzioni. Abbelliti non belli. Arricchiti non ricchi. Buonisti non buoni. Moralisti non morali. Chiacchiere e non fatti.

Lindi, pinti e superbi, ma anche se cambiano odore, un porco resta un porco e non la fa mai franca! Suini si nasce e non si diventa improvvisamente tacchini!

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 Americani alla ricerca delle loro origini nella natia Villalba

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Oggi giornata intensa al comune di Villalba, abbiamo avuto la visita di tre gruppi diversi di Americani, un gruppo veniva dal Connecticut, un altro dal New Jersey e l’ultimo dalla California, tutti con lo stesso scopo ritrovare le proprie origini, è stato bello vedere i loro volti emozionati quando abbiamo mostrato i registri di nascita originali che riportavano i nomi dei loro nonni.

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DIO NON GIOCA A DADI

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Carpiamo in una eco … “Dio non gioca a dadi”. Sempre così, da poche parole, abbiamo fatto miliardi di pensieri. Anche questa volta non ci smentiamo … Ammettiamo di pensare troppo, è vero, ma se questo, per alcuni, può essere considerato un fardello, per altri, e in questi ci siamo noi, è un piacere che coltiviamo come prima, più e meglio, di prima …

Curiosi delle dinamiche della vita e degli eventi. Ci cimentiamo sempre nel gioco dell’assurdo e proviamo a coglierne il senso, perfino laddove il senso sembrerebbe non esserci! E senza presunzione lo abbiamo sempre trovato! Forse ce la raccontiamo, ma che importa. È impresa assai ardua, se non impossibile, capire come funziona la vita!

Quando Einstein pronunciò queste parole “Dio non gioca a dadi” si era nel pieno dibattito culturale-scientifico con il fisico tedesco Max Born. Le posizioni erano opposte, uno sosteneva che le leggi della fisica rispondessero a criteri di logica quantistica e, l’altro invece, era alla ricerca titanica di una teoria fisica al di fuori delle prospettive quantistiche, che inglobasse in un’unica visione i fenomeni magnetici, elettrici e gravitazionali.

Naturalmente il Dio di Einstein non è un Dio religioso, ma un Dio filosofico che non lascia niente al libero arbitrio, ma funziona esattamente come i principi che regolano la fisica: causa, effetto, conseguenza. Tutto è mosso da determinismo, altrochè libertà di scegliere e decidere!

Noi ragioniamo e proviamo ad orientarci con la nostra proverbiale bussola scassata e, sorprendentemente, ci ritroviamo a pensare che davvero “Dio non gioca a dadi” e, ammesso che giochi, conosce il meccanismo del gioco. Insomma non prendeteci per folli, ma davvero riusciamo a condividere il pensiero. Il caso, il fato esistono solo se osservati superficialmente, i fatti e gli eventi che viviamo sono frutto di una architettura precisa. L’errore di fondo è quello di valutare ogni singolo avvenimento in un tempo piccolo, infatti se spostiamo lo sguardo ed ampliamo la forbice del tempo, non troveremo caos, ma ordine preciso.

Tutto quadra, o se preferiamo, tutto torna.

La verità si svela nel caos, ma a condizione di allungare il tempo. Noi abbiamo trovato la perfezione in una porzione di tempo ampia. Concretamente ci siamo resi conto che tutti gli avvenimenti non si sono verificati immotivatamente, ma ordinatamente, forse in modo caotico, ma di una perfezione strabiliante. Quello che sulle prime poteva apparire una catastrofe si è rivelato “il più grande spettacolo dopo il Big Bang!” (Cit.)

Ne avevamo letti di articoli in cui ci si riferiva proprio a questo, ma forse non avevamo la maturità di capirli pienamente oppure, molto banalmente, non avevamo toccato con mano e … Quanta bellezza e piacere abbiamo provato nel comporre il mosaico, cose e persone apparentemente insignificanti, poi si sono rivelate determinanti.

È proprio vero il cosmo concorre alla felicità!

I nessi c’erano, bisognava solo aspettare … e coglierli, planando, in volo … volando. Dall’alto soltanto, e dopo un tempo lunghissimo si può vedere nitidamente la “perfezione”. Gli intrecci apparentemente senza un perché e senza una spiegazione, si palesano in una geometria disordinata e precisa che toglie il fiato.

I nostri comportamenti ci hanno anche spiazzati, ma alla fine generano e hanno generato la forma originaria. Il male è tornato male e il bene è tornato bene.

Dio non ha giocato a dadi … Dio non gioca a dadi.

Il caso è chiuso.

kenna, Giugno 2019.

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Arialdo Giammusso
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La mattina San Leone è un porcile: bottiglie, bicchieri, cartoni di pizza e tovaglioli ovunque mentre le squadre di operatori puliscono i ricordi della serata dei maiali che si sono divertiti.

Un popolo di incivili va educato: bicchieri e bottiglie sotto cauzione! Compri, paghi 2 euro di cauzione, consumi, riporti il vuoto all’esercente e ti riprendi i tuoi 2 euro.

Solo così i porci 🐷 diventeranno meno porci!!!!

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Maledetti coloro che hanno abusato di Noa

 

“Una ragazza olandese di 17 anni, Noa Pothoven, ha chiesto e ottenuto, dopo una lunga battaglia, l’eutanasia, legale nei Paesi Bassi, dopo anni di sofferenze psichiche seguite ad una violenza subita da bambina. La giovane è morta domenica in casa con l’assistenza medica fornita da una clinica specializzata”. Questa la falsa notizia riportata dai giornali. Ma non era vero. La ragazza è morta per avere smesso di mangiare e di bere. La successiva rettifica della notizia da parte dei giornali, ha evitato la solita valanga di critiche al Paese che primo in Europa ha emanato una legge sull’eutanasia.

Una critica però a quel Paese è giusto rivolgerla, ed è la stessa che le rivolgeva la sventurata ragazza: “Se hai un problema cardiaco in due giorni ti operano. Se hai un problema mentale, aspetti due anni per un posto in clinica”, così ebbe a scrivere. Significa che un sistema sanitario che permette la morte in alcuni casi particolari, giustamente a mio parere, ma è non è in grado di prendersi cura delle malattie della mente, è un cattivo sistema sanitario.

E’ una cattiva società quella che abbandona i malati e non adopera ogni mezzo per aiutarli. Giustamente il Papa ha scritto su Twitter: “L’eutanasia e il suicidio assistito sono una sconfitta per tutti. La risposta a cui siamo chiamati è non abbandonare mai chi soffre, non arrendersi, ma prendersi cura e amare per ridare la speranza”.  Giustamente, tranne nei casi in cui ogni sforzo possibile per aiutare il malato, per ridargli speranza, sia risultato vano.

Detto questo, poco cristianamente auguro a coloro che hanno abusato di Noa Pothoven, di crepare soffrendo moltissimo, se già non sono crepati, e di sentirsi dire dopo la morte: “Andate via da me, o maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e i suoi seguaci” (Mt 25,41).

 

Renato Pierri

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