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Archive for the ‘Costume/Società’ Category

Divieto di vendita per asporto di bevande contenute in BOTTIGLIE e/o BICCHIERI di VETRO, agli esercenti attività di somm. di alimenti e bevande e similari, in occasione delle manifestazioni estive.

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L’anno duemiladiciotto addì dieci del mese di luglio, il Sindaco CIPOLLA Claudio Salvatore.

PREMESSO che nei mesi di luglio, agosto, in concomitanza con il rientro per le ferie degli emigrati, avranno luogo le manifestazioni nell’ambito di “Estate 2018 nel Paese delle Robbe”;
CONSIDERATO che in tali occasioni si registra un incremento di uso di bottiglie di vetro depositati al di fuori di contenitori per la raccolta dei rifiuti, venendosi a creare, in caso di rottura, un pericolo per l’incolumità pubblica;
VISTE le note ministeriali in tema di Safety e Security del 07 e 19 giugno 2017 e del 28 luglio 2017 che impongono particolare attenzione in tutti i luoghi ove è previsto un elevato afflusso di persone, con le indicazioni necessarie allo svolgimento in sicurezza di manifestazioni pubbliche, compreso il divieto di vendita per asporto di bevande contenute in bottiglie e/o bicchieri di vetro;
ATTESO che il divieto di cui sopra riguarda gli esercenti dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, gli esercenti degli esercizi di vicinato, di media struttura di vendita, gli esercenti di vendita al dettaglio su area pubblica, i laboratori artigianali alimentari con annessa attività di vendita di bevande;
RITENUTO per ragioni di ordine e di sicurezza pubblica, di dover evitare possibili danni a cose e persone vietando l’uso di bottiglie e bicchieri di vetro per asportare bevande dai locali di somministrazione di alimenti e/o bevande, o a qualsiasi titolo esercenti tale attività, dal giorno 14 luglio 2018 al giorno 26 agosto 2018, dalle ore 20,30 alle ore 06,00.
VISTO l’art. 54 del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali;
VISTO l’art. 9 del regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773 e s.m.i. Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza;
ORDINA
per i motivi di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica dal giorno 14 luglio 2018 al giorno 27 agosto 2018, dalle ore 20,30 alle ore 06,00 su tutto il territorio comunale è vietata la vendita per asporto di bevande contenute in bottiglie e bicchieri di vetro, da parte degli esercenti delle seguenti attività:
  • Attività di somministrazione di alimenti e bevande, autorizzate anche in forma temporanea;
  • Circoli privati;
  • Attività artigianali autorizzati alla vendita di bevande;
  • Attività di commercio di prodotti alimentari;
  • Ed in genere da tutte le forme speciali di commercio che consentono la vendita di bevande in vetro.
Resta ferma, per le attività autorizzate la facoltà di vendere per asporto le bevande in contenitori di plastica e nelle lattine.
AVVERTE
L’inottemperanza alla presente ordinanza, salvo che il fatto non costituisca più grave reato, costituisce illecito amministrativo ed è punibile ai sensi dell’art. 7 – bis del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e ss.mm.ii., con la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 100,00 applicata con le modalità previste dalla Legge 24 novembre 1981, n. 689 e ss.mm.i.;
DISPONE CHE
  • La presente ordinanza è immediatamente eseguibile;
  • La presente ordinanza venga trasmessa al Comando dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza, al Comando di Polizia Municipale per la verifica della sua esatta osservanza.

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Catania, ancora violenza in corsia: dottoressa del Vittorio Emanuele presa a sprangate

La Sicilia

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Catania, ancora violenza in corsia: dottoressa del Vittorio Emanuele presa a sprangate

Hanno tentato di aggredirla a colpi di spranga, solo perché lei aveva chiesto il rispetto dei turni, e solo grazie all’intervento della Polizia non è finita male.

E’ quanto avvenuto al pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele di Catania, con protagonisti una dottoressa, una donna e due ragazze minorenni, una delle quali aveva una ferita da una forchetta in una mano.

L’aggressione è scattata quando il medico, di fronte all’insistenza dei pazienti, ha chiesto che venissero rispettati i turni. La donna che ha tentato di colpirla è stata denunciata mentre la dottoressa ha 3 giorni di prognosi per stato d’ansia.
Sull’episodio è intervenuta con una nota la segreteria regionale dell’Anaao Assomed, che esprime «solidarietà alla collega».

«Assistiamo – afferma il segretario regionale Antonio Palermo – all’ennesimo episodio di violenza al Pronto Soccorso del Vittorio Emanuele di Catania. Non intendiamo restare spettatori inermi nei confronti delle continue e ripetute aggressioni al personale sanitario, chiamato a svolgere il proprio lavoro». «Responsabilità strutturali, mancata vigilanza, carenza di organico, mancanza di rispetto nei confronti degli operatori sanitari: poco importano le motivazioni. È inconcepibile che un professionista vada a lavorare e debba rischiare la sua incolumità. Bisogna dire basta». «Chiediamo – conclude – l’intervento del prefetto e del sindaco ed un incontro urgente per definire gli interventi necessari per la tutela della salute del personale che esercita nei Pronto Soccorso».

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Via d’Amelio, Fiammetta Borsellino: “Depistaggi sulla morte di mio padre. Ecco le mie 13 domande allo Stato”

F.Q.

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Alla vigilia dell’anniversario della strage in cui suo padre venne assassinato ha preso carta e penna per porgere alcune domande sui depistaggi delle indagini su via d’Amelio. È una lista con tredici quesiti quella stilata dal Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato ucciso da Cosa nostra il 19 luglio 1992.

“Sono passati 26 anni dalla morte di mio padre, Paolo Borsellino. E ancora aspettiamo delle risposte da uomini delle istituzioni e non solo. Ci sono domande – le domande che io e miei fratelli Manfredi e Lucia non smetteremo di ripetere – che non possono essere rimosse dall’indifferenza o da colpevoli disattenzioni. Domande su un depistaggio iniziato nel 1992, ordito da vertici investigativi ed accettato da schiere di giudici”, scrive Fiammetta in una lettera pubblicata dal quotidiano La Repubblica.

Il primo quesito è sulla mancata messa in atto di “tutte le misure necessarie per proteggere mio padre, che dopo la morte di Falcone era diventato l’obiettivo numero uno di Cosa nostra”, scrive Borsellino, che chiede conto anche della mancata protezione della scena del crimine, con la conseguente sottrazione dell’agenda rossa.

“Perché i pm di Caltanissetta non ritennero mai di interrogare il procuratore capo di Palermo Pietro Giammanco, che non aveva informato mio padre della nota del Ros sul ‘tritolo arrivato in città‘ e gli aveva pure negato il coordinamento delle indagini su Palermo, cosa che concesse solo il giorno della strage, con una telefonata alle 7 del mattino?”, prosegue la donna.

“Perché nei 57 giorni fra Capaci e via D’Amelio, i pm di Caltanissetta non convocarono mai mio padre, che aveva detto pubblicamente di avere cose importanti da riferire?”.

Le ultime otto domande riguardano Scarantino, a cominciare da cosa c’è ancora negli archivi del vecchio Sisde sul “falso pentito (indicato dall’intelligence come vicino ad esponenti mafiosi) e sul suo suggeritore, l’ex capo della squadra mobile di Palermo Arnaldo La Barbera“.

Sempre oggi Fiammetta Borsellino è stata audita dalla commissione antimafia dell’Assemblea regionale siciliana.  “Le motivazione del Borsellino quater hanno avvalorato quanto sapevamo sui depistaggi cominciati a partire dal ’92. Io racconto fatti, mi riferisco a dati contenuti nelle carte processuali. Le mie non sono opinioni.

I nomi non li faccio io, ma sono negli atti. Se la procura di Caltanissetta e i magistrati del tempo hanno fatto male, è giusto che rendano conto del loro operato”, ha detto la donna alla fine dell’audizione a Palazzo dei Normanni, cominciata alle 14 e durata fino alle 15.30. “Continueremo con martellanti richieste fino a quando la verità non verrà a galla”, ha aggiunto.

I riferimenti sono chiaramente per le motivazioni della sentenza emessa dai giudici della corte d’assise di Caltanisetta sull’ultimo procedimento legato alla strage di via d’Amelio. I giudici hanno confermato che le prime indagini sull’omicidio di Borsellino rappresentano “uno dei più gravi depistaggi della storia giudiziaria italiana”,

 

LE 13 DOMANDE DI FIAMMETTA BORSELLINO 

FOTOGRAMMA DELLUOMO CHE AVREBBE PRESO L’AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO

1. Perché le autorità locali e nazionali preposte alla sicurezza non misero in atto tutte le misure necessarie per proteggere mio padre, che dopo la morte di Falcone era diventato l’obiettivo numero uno di Cosa nostra? 

2. Perché per una strage di così ampia portata fu prescelta una procura composta da magistrati che non avevano competenze in ambito di mafia? 

3. Perché via D’Amelio, la scena della strage, non fu preservata consentendo così la sottrazione dell’agenda rossa di mio padre? E perché l’ex pm allora parlamentare Giuseppe Ayala, fra i primi a vedere la borsa, ha fornito versioni contraddittorie su quei momenti? 

4. Perché i pm di Caltanissetta non ritennero mai di interrogare il procuratore capo di Palermo Pietro Giammanco, che non aveva informato mio padre della nota del Ros sul ‘tritolo arrivato in città’ e gli aveva pure negato il coordinamento delle indagini su Palermo, cosa che concesse solo il giorno della strage, con una telefonata alle 7 del mattino? 

5. Perché nei 57 giorni fra Capaci e via D’Amelio, i pm di Caltanissetta non convocarono mai mio padre, che aveva detto pubblicamente di avere cose importanti da riferire? 

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