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Archive for the ‘Poesia’ Category

ignazio-russoHo avuto il piacere di conoscere e apprezzare Ignazio Russo, morto il 13 ottobre 1980 a 52 anni. Sciacca, la sua città, gli ha dedicato un busto nella Villa Comunale ricordandolo come il “Poeta del popolo”. Scrive lo storico Salvatore Cantone: “Poeta popolare nel senso più genuino della parola , sia perché figlio del popolo, sia perché del popolo ha le caratteristiche fondamentali: l’ingenuità, l’arguzia, la bonomia, l’umore, l’attitudine a parlare per sentenze”. Russo amava il contatto con il popolo e spesso recitava i propri componimenti in varie piazze di Sicilia. I suoi libri – tra cui “Sicilia meli e feli” che ha anche dato il nome a una trasmissione Rai – sono custoditi nella Biblioteca comunale .

Ho il piacere di ricordare il mio amico Ignazio Russo, pubblicando su questo blog alcune tra le sue poesie più popolari, esempio della visione del mondo al contrario, “a la riversa”, proprio come lo vede dal basso l’uomo del popolo povero e insofferente degli agi dei ricchi.

Giuseppe Ferrante

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Lu munnu a la riversa

Ignazio Russo

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lumunnu

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Boom di contatti ieri: 7.324 visualizzazioni

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vis

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Ombre di Napoli

ombre

Buon Anniversario, Poeta dai Ragazzi di via Sampolo

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Cesare si copre la testa

Cesare si copre la testa

Paolo Ivan Tona

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OIP (2)Centotrè pugnalate dritto al cuore
centotrè pugnalate Bruto e Cassio
mi hanno inferto
(Yago rideva sulla sedia di Otello).
Buon Giove sono proprio così scemi questi figli?
Augusto e Antonio li hanno turlupinati
Con la tunica rossa mi son coperto il capo
per non vedere lo scempio degli idioti!
(Buon Giove come li hai resi stupidi!).

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A Ravanusa servono solo il silenzio e la preghiera e la presenza

Nello Musumeci

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ravCredo che in questo momento servano solo il silenzio e la preghiera.
Il silenzio per evitare che si possano alimentare interpretazioni non prioritarie e destinate a creare confusione, la preghiera perché chi ancora manca all’appello possa essere presto recuperato vivo.
Ci sarà tempo per fare analisi e ogni altra considerazione.
Al sindaco ed a tutti i cittadini di Ravanusa va il pensiero affettuoso e la vicinanza mia personale e del governo della Regione Siciliana.
Questa sciagura ha colpito tutta la comunità siciliana.
La Regione ha dato la disponibilità al sindaco di sistemare, ove necessario, le persone evacuate dagli immobili lesionati o colpiti.
Non faremo mancare, quindi, la nostra presenza per ridurre i disagi delle persone direttamente o indirettamente colpite.
Ci auguriamo che tutti gli altri dispersi possano essere recuperati vivi, anche se perdere una sola vita umana diventa sempre una sconfitta per tutti.

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Il vento di Paolo Ivan Tona

Il vento

Paolo Ivan Tona

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RIl vento che sfoglia le pagine del libro
sono forse gli Angeli curiosi che vanno
a vedere cosa hai scritto!

E più il vento gira le pagine
più è segno che la curiosità è forte.

Cosa vogliono trovarci che non sanno?
Forse cercano l’Angelo disperso
nella prima grande guerra combattuta
per i destini del mondo.

O Satana vi cerca il quid del grande NO
quello che disse, a suo dire, per Amore
per far uscire l’Uomo dall’ebetudine.

Spera forse in una via d’uscita,
in una riconciliazione.

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RKostantino Kavafis scrisse che chi ha detto NO ancora NO direbbe.

Mi chiedo, se ripensandoci, avrebbe detto SI (per motivi diversi da quelli del grande Kostantino).

Paolo Ivan Tona

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Davanti al falò

Davanti al falò

di Rosa Lombardo

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fu1Un gaio preludio di festa annunciata
Sussulta velato nell’umida sera
Sentivo nell’aria
Qualcosa di strano
Quand’ero bambina
La gente accerchiata
Cantava ritornelli
Intonata canzoni
Inventate dal vento
Intorno a un falò
Lo scalpitio di campane
Ridesta memorie mai
Spente nel tempo
La gente felice
Cantava per scordare
In un atmosfera
Di luce irreale
Sognava giornate
Di pace ripiene
I cuori puliti
e le menti serene
Ed era una perenne rincorrer fuggivo
In quella sfrenata ballata di vita tremavano i corpi.
Oh ingrato destino
Ho il gelo per viver
E il sole per morire
Ardeva silente malinconica attesa
Stagnava nell’aria
Del fuoco l’odore
Imbrogliato pantano
Che in ceneri muti
Le vane speranze
Dei sogni e del cuor
Quand’ero bambina
Sentivo nell’aria
La gente felice
Che Cantava per scordare
Ma tutto il dolore
restava in quel canto
Era un grido d’aiuto
Era un inno di pianto.

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Il Municipio di Bompensiere trasformato in un palazzo di vetro. Tutti possono assistere al Consiglio comunale grazie alle videoregistrazioni. Ancora una volta Bompensiere “anticipa” e batte la vicina Milena!

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Vorrei fermare l’attimo

Giuseppe Ganci

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Vorrei fermare l’attimo,

un attimo, un respiro,

un sospiro, un afflato di vita.

Vorrei fermare il tempo,

il tempo che è, che era, che fu,

il tempo che potrebbe essere.

Ma….non ho il tempo.

Il tempo sfugge, scivola addosso,

sorride beffardo.

Vorrei dipingere la tua anima

del colore dell’amore

e fonderla con la mia

in un tripudio di colori.

Vorrei dirigere un’orchestra,

suoni e melodie

in un pentagramma pieno di note

colorate della tua voce.

Vorrei essere un ricordo

per tenerti con me all’infinito !

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