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Archive for the ‘Poesia’ Category

La minoranza: “Ripristino dei bagni distrutti e pulizia del Parco Urbano. Proposta di custodia e di collocamento di qualche telecamera di sorveglianza”

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I consiglieri comunali del gruppo MILENA DOMANI hanno protocollato una lettera al Sindaco sulla situazione pessima del Parco urbano Sandro Pertini.

“Sicuramente lei sarà a conoscenza dello stato di abbandono e degli atti vandalici diretti contro alcune strutture del Parco Urbano intitolato a Sandro Pertini. E’ necessaria una pulizia straordinaria dello stesso in considerazione del fatto che per tutta l’estate il parco rappresenta il principale luogo di ritrovo delle persone residenti e degli emigrati che rientrano per le ferie, e anche di ristoro dal caldo.

Il tenere il parco pulito spetta ai cittadini molti dei quali, nonostante la presenza di tanti cestini, si ostinano a buttare per terra ogni genere di rifiuti; a proposito rinnoviamo l’invito (nostra interrogazione dell’anno scorso, 11/07/208, prot. N°002) a far collocare all’esterno del parco urbano alcuni contenitori per la differenziata visto che si trovano bottiglie di vetro, lattine e quant’altro sui muretti, sugli scalini e sul marciapiede per assicurare pulizia e un maggiore decoro urbano.

videosorvLa pulizia generale della struttura spetta al Comune, come all’Amministrazione spetta il compito di identificare e punire i colpevoli delle trasgressioni: ma chi lo fa, chi dovrebbe farlo? Secondo noi, bisognerebbe prevedere la figura di un custode della villa o la presenza dei tanti giovani disponibili a lavorare per la comunità.

Discorso a parte va fatto per i vandali disruttori, per identificare i quali è necessario immediatamente far collocare una o più videocamere di sorveglianza nelle aree più a rischio. Inoltre sarebbe auspicabile un servizio di pattugliamento concordato tra i vigili e i carabinieri, la cui presenza sul posto fungerebbe da deterrente.

I bagni distrutti, le porte rotte invece andrebbero subito sostituiti per consentire ai frequentatori dei bagni pubblici un accesso sicuro e al riparo di occhi indiscreti. Non si possono lasciare così come si trovano i bagni: è come darla vinta a chi li vandalizza e anche un segno di superficialità.

I sottoscritti consiglieri comunali la invitano quindi a mettere in atto tutte le misure indispensabili per rendere la struttura del parco urbano idonea e perfettamente fruibile dalla cittadinanza.

Alfonso Cipolla, Angela Falcone, Maria Carmela Ferlisi, Maria Giulia Provenzano.

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Premio di Poesia “Il Paese delle Robbe” 11^ edizione – Anno 2019

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E’ indetta l’11^ Edizione del Premio di Poesia “Il Paese delle Robbe” a tema libero, organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milena, riservato a chiunque voglia proporre la propria opera. La partecipazione è gratuita.

 

Allegati

NOME DIMENSIONE
Allegato Bando – Premio di Poesia.pdf 587.82 KB
Allegato Domanda di partecipazione 2019.docx 156.57 KB
Allegato Domanda di partecipazione 2019.pdf 514.53 KB

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Vivi!

La Vita è troppo bella per essere insignificante!

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Ogni tanto ci piace tornare tra le poesie che abbiamo amato e con piacere la riproponiamo ai nostri lettori. Noi crediamo che le poesie così come le canzoni, non debbano essere spiegate, è chi legge che deve trovare il nesso con la propria essenza. Leggere è sempre stata una nostra passione, o forse una preghiera silenziosa.

Siamo dell’idea che c’è un tempo nella vita in cui bisognerebbe solo fermarsi. Rimanere fermi e zitti e lasciare il mondo al suo continuare … imperterrito. Immobili come se niente e nulla possa davvero toccarci. Questo è il tempo per prendere fiato, partire o ripartire, cominciare o ricominciare. Insomma un tempo fermo in cui ogni istante dura un’eternità, in cui niente vale più di quel momento.

Non si tratta di filosofia spicciola, è solo che ad un certo punto ognuno di noi sente l’esigenza di mettersi in disparte e respirare profondamente, chiudendo gli occhi e … abbandonarsi al silenzio. Pensiamo che niente possa essere paragonato a questo sublime stato di immobilità.

L’ascolto del silenzio, la bellezza del silenzio, un fil rouge con la propria essenza, con la propria radice. Come leggere una poesia, ascoltare una canzone e godersi ogni singola nota o leggere un libro ed assaporarne parola per parola, nel silenzio. A noi succede di volere e di cercare l’attimo per essere avvolti da questi momenti, per sentire e provare la profondità dell’interno. Ascoltare il nostro silenzio, uno spettacolo ad occhi chiusi. Ascoltare il discorso intimo e silenzioso. Una conoscenza contemplativa di noi stessi. Un racconto al buio. La volontà di capirsi per capire.

Il desiderio di guardarsi dentro per ascoltare la quiete. Niente può essere meglio di quest’istante.

Kenna, marzo 2019.

 

 

 

VIVI

Charlie Chaplin

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Ho perdonato errori quasi imperdonabili,
ho provato a sostituire persone insostituibili
e dimenticato persone indimenticabili.

Ho agito per impulso,
sono stato deluso dalle persone
che non pensavo lo potessero fare,
ma anch’io ho deluso.

Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo;
mi sono fatto amici per l’eternità.

Ho riso quando non era necessario,
ho amato e sono stato riamato,
ma sono stato anche respinto.

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DOMENICA

di Leo Milazzo

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Non le campane del paesetto
ad annunciar la prima messa
sento suonare per la festa,

non piu’ le scarpe e il nuovo vestito
vedo a fianco al mio lettino,
che la mamma preparava
per un giorno si festivo.

E Domenica e per strada
solo un cane vedo in giro,
mentre il mondo stanco e pigro
si raggira al suo camino .

In cucina tutta accolta
la famiglia a colazione
si rilassa e si balocca
della mamma all’attenzione .

E’ Domenica e il pensiero
va lontano e s’apre il core
per qualcuno che ci manca
a completar tanta bonanza .

Sacro e’ il giorno e ogni momento,
e le campane par che sento
della pieve a quel tormento
d’una vita si lontano
dal sorriso del nostrano !

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NUN ME TRATTÀ MALE
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Ije,

si nu juorno vecchia e stanca,
m’avvessa spurcà quanno magno,
pecchè me tremmene ‘e mmane, 
tu nun me guardà stuorto,
pienze quanti vvote te spurcave tu,
pe te mparà a magnà piccerillo mbraccia me.

Si ‘a vicchiaja;
me fà dicere sempe e stessi ccose,
tu suppuorteme nu me trattà male,
pienze quanti ssere,
t’aggio cantato a stessa ninnanna,
pe te fà addurmmì.

Si ‘e coscie me tremmano,
e nun c’a faccio a stà vicino a te a cammenà,
aspiettemi e nu sbuffà,
tu nun te scurdà,
ca ije t’aggio nmparato a cammenà,
senza maje sbuffà manco na vota.

Si mo parlo e sbaglio ‘e pparole,
tu nun ridere e me nun me fa sentere na scema,
ije pe te aggio accumminciato lettera pe lettera,
pe te mparà a parlà.

Si mo aggio bisogno e te pe m’appuià nu poco,
ncoppo a spalla pe m’arrupusà,
pienze quanti vvote t’aggio purtato mbbraccio.

E mo aiuteme sulo arrivà a fine e chesta vita,
arricurdete figliu mjo,
che tu si tutto ‘a vita mja,
e nun te scurddà maje e me,
pecchè ije,
aggio campato sulo pe te.

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‘A SPIRANZA, ‘U RISPETTU, ‘U PIRDUNU

Armando Carruba

Armando Carruba

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O chi ti vanu ‘i cosi cchiù dritti
o chi ti vanu puramenti storti
‘a spiranza è ultima a moriri
pirchì ‘ntà vita tuttu pò succediri

Cu di spiranza sempri iddu campa
si dici, dispiratu poi mori!
ppi cui lassa stari ogni lagnanza
e duna pocu cuntu a spiranza.

‘U rispettu no! Ca è misuratu
si tu lu porti l’aviri purtatu
Non tò fari scappisari ‘i nuddu
ma pritennulu ‘i chistu e chiddu

Pirduna tò frati ca fa piccatu
e si penti di cori, è dovutu
e si pecca setti voti e setti
ccu tia, pirdunalu, t’arrizzetti

St”nzignamentu ‘u lassò ‘u Signuri
ppi campari ‘n paci e amuri

 

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