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Archive for the ‘Giovani’ Category

LA VISITA DEL PREMIER GENTILONI AD ARQUATA DEL TRONTO: SOLO POLVERE NEGLI OCCHI

di Franco Petrraglia

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idotm_gentiloni_ad_arquata_del_tronto_rimozione_macerie_segnale_importante_640_ori_crop_master__0x0_640x360La  recente visita del premier Gentiloni ad Arquata del Tronto, uno dei borghi delle Marche fra i più colpiti dal terremoto, per me significa gettare la polvere negli occhi a tanti abitanti del loco.

Ad un anno dal terremoto, le popolazioni delle Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo  fanno bene a far sentire la loro voce di protesta: le macerie sono ancora lì, le casette di legno arrivate sono pochissime, la ricostruzione è lenta e faticosa. L’agricoltura è in ginocchio.

Il rischio è l’abbandono definitivo dei territori colpiti. Il governo, sull’onda dell’emozione, ha promesso mari e monti ed ora tutto sta cadendo nell’oblio. Ma la gente di qua, coraggiosa e caparbia, vuole tornare, far rinascere i borghi e la loro economia. Le istituzioni facciano il loro sacrosanto dovere e assicurino, in tempi brevi, il ritorno ad una vita dignitosa e civile di questi nostri poveri fratelli sfortunati.

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Parla l’uomo che ha denunciato le Ong: “Così aiutavano gli scafisti”

di Cristiana Lodi

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Parla l'uomo che ha denunciato le Ong: "Così aiutavano gli scafisti"

2 agosto scorso: la nave Iuventa della Ong tedesca Jugend Rettet viene scortata nel porto di Lampedusa e messa sotto sequestro su ordine della Procura di Trapani. I magistrati ipotizzano il reato di favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina, anche se sul registro degli indagati non risulterebbe iscritto (per ora) nessun membro dell’ equipaggio.
Il sequestro è l’ epilogo (o forse soltanto il primo atto) di un’ indagine partita dalla denuncia di Pietro Gallo e Lucio Montanino, dipendenti dell’ agenzia di sicurezza Imi Security Service, imbarcati sulla nave di una Ong. La Vox Hestia di Save the children.
Per la prima volta, il direttore della società di sicurezza, Cristian Ricci, racconta quanto accaduto sotto i loro occhi nel mare di Libia. In sette mesi di salvataggi. E ricompone intrecci e sospetti della presunta connivenza fra trafficanti di uomini, scafisti e Ong.

La denuncia alla Squadra Mobile di Trapani (il 12 settembre 2016) subito dopo uno sbarco. E poi la segnalazione all’ Aise, il nostro servizio segreto per l’ estero. Cosa avete visto al largo di Tripoli che meritasse tanto allarme?
«Anomalie? Qualcuno le ha chiamate così, trascurando di specificare che chiunque (attraverso internet o dal satellite) potrebbe vedere (anche ora) e assistere a quel che noi abbiamo denunciato. Cioè una nave (in questo caso la Iuventa) che durante una delle infinite operazioni di soccorso in mare si avvicina alla costa (libica) fino a ad arrivarci a ridosso, per fornire supporto agli scafisti, stando all’ accusa, come da programma».

Eravate a bordo di una nave della più importante Ong, una scelta coraggiosa denunciare.
«Abbiamo scelto di non essere complici. Tacere, girare la testa, avrebbe significato diventare complici».

Avete perso il lavoro.
«Ovvio. Siamo senza contratto. L’ armatore non ce lo ha rinnovato. Ci mancherebbe. Ma la nostra coscienza è libera e adesso vogliamo sperare che l’ inchiesta non si fermi e porti a galla il resto del marcio. Questo è soltanto una parte, se si continuerà a indagare, si potrà vedere il resto.

Sia chiaro, io non sono qui a dire che in generale le Ong sono colluse con i trafficanti o che traggono vantaggi economici dalla tratta dei migranti. Certo è che nel traffico degli essere umani esse hanno il conclamato ruolo del facilitatore. È innegabile. Il fatto che nessuna delle Ong abbia mai denunciato quel che è sotto i propri occhi e che noi abbiamo segnalato, ne è la prova».

Avete lavorato per una di esse, anzi eravate a bordo della Vox Hestia di Save the children, che si dà il caso sia una delle più importanti organizzazioni non governative. Perché non avete discusso del problema con i vertici?
«Abbiamo avuto infiniti confronti, contrapposizioni e scontri durissimi. Reiterati. È stato così fino alla vigilia della nostra denuncia. Io e gli altri dipendenti di Security service abbiamo detto infinite volte che non si poteva chiudere gli occhi davanti allo sfruttamento disumano e alle connivenze con i trafficanti che ci passavano davanti agli occhi. Ma la risposta delle Ong è sempre stata e resta che il solo obiettivo è salvare la gente, portare a terra tutti. L’ autonomia, l’ indipendenza. Ecco, in virtù di questo le organizzazioni si dicono legittimate a tacere. Se e cosa ci sia sotto io non sono tenuto a dirlo né sono in grado di farlo».

Soldi?
«Si dice che il tema sia quello. Io non lo so. Però constato che spesso la Ong di turno rende noto il salvataggio di un bambino e nel farlo scrive “Donare a”. Le donazioni sono soldi. Troppo spesso si pubblicizzano i salvataggi di uomini. Ma non si racconta di quando vengono fatti sbarcare con la varicella, la tubercolosi o la scabbia; sì, a me sono capitati anche i malati di scabbia».

 

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Per una Milena migliore

di nonnolibero

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milemandorlo

MANDORLO IN FIORE A MILENA

Quando una cosa non va se ne prende atto e si deve cambiarla. Possibilmente in meglio. Mi riferisco all’amministrazione comunale intesa come sindaco e giunta, mi riferisco ai consiglieri comunali tutti.

Intendo fare un ragionamento al positivo ma non posso non dare un giudizio complessivamente negativo su quanti hanno amministrato il paese sotto il segno del cambiamento. Un cambiamento in meglio che non c’è stato.

Unico fatto positivo la rinuncia alle indennità di carica. Un fatto positivo in se stesso ma che ha portato delle conseguenze negative perché alle indennità può rinunciare il ricco, non il povero. Non si possono agevolare nel fare politica quelli che hanno le tasche piene e penalizzare chi a stento arriva a fine mese o, addirittura, non ha lavoro stabile.

Il prossimo sindaco (l’attuale non si può candidare una terza volta) sia meno appariscente e più presente nel municipio. Se ha un lavoro, si prenda pure i permessi che gli spettano e anche l’indennità di carica, ma stia il più possibile a Milena a contatto con i cittadini e vada più spesso nei palazzi palermitani a trovare finanziamenti.

Non dica sì a tutti. Faccia rispettare le regole e l’ambiente. Guardi di più agli ultimi, i primi non hanno bisogno di lui. Renda il municipio un palazzo di vetro e trasparente. Metta un responsabile unico che controlli gli uffici e la macchina burocratica.

Dia responsabilità ad ogni assessore e lo lasci libero di fare per il paese. E se non va lo cambi pure. Abbiamo bisogno di assessori bravi e capaci di fare. Ma ricordiamoci che bravura e capacità non le determinano il numero dei voti. Le preferenza lasciamole ai consiglieri comunali perchè si diano da fare per essere eletti a fare con dignità i consiglieri e non, contemporaneamente, gli assessori.

Diamo loro dignità eanche i gettoni di presenza. Ne facciano quello che vogliono, lasciamoli liberi anche di rinunciare. I consiglieri stiano attenti ai problemi del paese, li riportino in consiglio e propongano soluzioni. Non possono limitarsi a fare i passacarte della giunte ed eseguiore gli ordini di chi sta più in alto di tutti. Salvo qualche rara eccezione femminile, nessuno ha brillato al riguardo. L’opposizione sia coinvolta nelle scelte di interesse generale. Non si può litigare su tutto e creare inutili muri.

Come fare? Non perdersi d’animo.

A Milena ci sono tante energie che vanno incanalate, tante persone capaci e in grado di spendersi per il paese, andando a cercare occasioni di occupazione e lavoro. Quello che non dobbiamo fare è selezionare le persone secondo criteri di affinità parentale o secondo l’esclusivo peso elettorale.

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Lo studio, pubblicato dalla fondazione Reuters, mostra che chi arriva con i barconi in cerca di fortuna, poi è costretto a lavorare in condizioni inumane.

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Il triplice sfruttamento

G. Veneziani

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imagesSecondo l’Indice Globale della Schiavitù redatto dalla Walk Free Foundation, ecco i cinque paesi sfruttatori peggiori: Bulgaria, Cipro, Grecia, Italia e Romania.

Il numero degli sfruttati, chiamamoli con il preciso nome “schiavi”, è formato in buona parte migranti e rifugiati. Dobbiamo ammettere che i migranti e rifugiati sono soggetti a un triplice sfruttamento.

  1. Quello degli schiavisti e dei trafficanti di morte che lucrano sulla loro disperazione, a volte avvalendosi di complicità delle navi delle ong.
  2. Quello delle cooperative che speculano sull’accoglienza gestendo e intascando barche di soldi, non meno succulente dei barconi di profughi.
  3. Quello dei nuovi schiavisti che impongono paghe da fame, orari insostenibili e condizioni umilianti a quelli che i profeti sinistrorsi dell’integrazione si ostinano a considerare risorse preziose per la nostra economia.

images (1)La verità è che al di là di tutte le parabole edificanti e i messaggi buonisti, è che quello dell’immigrazione è un business milionario che fa gola a tanti e crea una filiera di sfruttamento di cui beneficiano traghettatori, soccorritori, gestori dei centri di accoglienza e datori di lavoro.

Milioni di eurogenerati sulla pelle di chi non ha soldi e spesso scappa per procurarseli.

 

(tratto da “In Italia è tornato lo schiavismo” di Gianluca Veneziani)

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Speriamo che non facciano il bis!

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palNella notte tra il venerdì e il sabato si sono “consumati” due eventi, per nulla spettacolari.

Area Cassenti, intesa “aria” dove una volra si “spagliava” a Robba Cassenti, oggi trasformata in un grandissimo spiazzo.

Prima dell’alba, una vettura si è incidentata. Chi era alla guida, si è schiantato contro il palo centrale della pubblica illuminazione contenuto al centro dell’aiuola. Si spera che lincidente sia stato accidentale e non di proposito. A farne le spese è stata la recinzione in muratura e la parte anteriore del veicolo “ufo” rimasto non identificato.

CatturaSul posto si è recata l’Unità Mobile capitanata dall’ispettore Ino Patti (in s.e.p. presso il Comune) che, dai resti, sta tentando di risalire alle cause del disastro e al conducente, il quale prima di schiantarsi ha frenato, purtroppo tardi.

Solo il pallonciino in dotazione avrebbe potuto accertare le reali condizione del guidatore, nè le solite “voci” anonime sono in grado di chiarire se la musica ad alto volume che hanno sentito provenisse dall’autoradio, perché al momento del disastro concomitava “musica a tutto volume” proveniente da un locale a poca distanza d’aria dal luogo dell’incidente.

imagesCirconvallazione. Già perchè l’inquinamento acustico della nottataccia tra venerdì e sabato è stato uno dei più alti in quanto ad emissione forzata di decibel, come se i giovani nottambuli fossero tutti sordi. Invece, dicono, che la musica va ascoltata così.

Se ne fregano se l’altissimo volume disturba il riposo del vicinato e di chi di notte riposa per poi andare al lavoro. Noi non siamo bacchettoni né contari per partito preso al divertimento dei giovani gaudenti, nè contro chi suda fino a notte fonda per “lavoro e guadagno”. Ma… Ma c’è un limite a tutto, cideve essere.

Cattura2La libertà non può consistere nel disturbare gli altri. Senza richiamare che esistono delle leggi in materia di inquinamento acustico e di rottura di balle, e senza invocare l’intervento della polizia urbana e dei carabinieri, ci limitiamo a chiedere agli esercenti di locali “notturni” di adottare solo un po’ di buon senso, quel buon senso che potrebbe accontentare sia i giovani nottambuli che gli anziani già a letto: ridurre il volume!

Buon senso coincide con auto-regolamentazione.

imagesDopo la Sagra della ‘Mbriulata” in piazza non si può poi, mezzora dopo la mezzanotte, fare musica a tutto volume, senza tenere conto del diritto al riposo degli altri, sancito dalle leggi regolarmente disattese in questo nostro paese rimasto senza nè capo nè coda.

Incrocio di Corso Nenni con via Rimembranza Nella mattinata di sabato c’è stato un incidente  che ha coinvolto un bambino, che avrebbe potuto avere gravi conseguenze.

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programma testata3mbriul

1415

MML nel Mondo alle 13:15

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