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Archive for the ‘Giovani’ Category

«Più sicurezza per le donne all’interno del Cara di Mineo»

La Sicilia

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CATANIA – I sindaci dei Comuni di Mineo e di Caltagirone, «pur sottolineando una diffusa percezione di insicurezza tra i cittadini dovuta anche alla presenza del Cara e di numerosi Centri Sprar», osservano che «la presenza dei migranti sia comunque una realtà accettata dalla popolazione senza particolari tensioni».

E’ quanto emerso da una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduta dal prefetto di Catania, Silvana Riccio, che si è tenuta nella Procura di Caltagirone.

Il Comitato, rende noto la Prefettura, ha deciso di «implementare le misure di vigilanza all’interno del Cara, con particolare riguardo alla tutela delle donne», avviando un’azione di sensibilizzazione nei confronti «dell’Azienda sanitaria provinciale per realizzare il servizio “Codice rosa” nell’ospedale di Caltagirone».

Cara Mineo 00E’ stata anche disposta l’intensificazione dei servizi di prevenzione e contrasto dei fenomeni del caporalato e del lavoro nero prestato dai migranti.
E’ stata concordata «una maggiore sinergia delle attività svolte dall’Autorità giudiziaria e dalla prefettura per una più celere adozione dei provvedimenti di rispettiva competenza riguardo i reati commessi dagli ospiti del Cara».

Infine, il commissario prefettizio e il direttore del Cara «hanno assicurato una rapida eliminazione delle bancarelle presenti, nonché un più rigoroso rispetto del regolamento del Centro di accoglienza, come ad esempio il divieto di usare fornellini all’interno delle strutture abitative».

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Dubbi sul leale affidamento del Campo di calcio a 5

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Dalla fase burocratica a quella di progettazione fino alla realizzazione è passato tanto tempo, ma alla fine il campetto di calcio a 5 intitolato al giudice Rosario Livatino è stato realizzato.

Certo poteva essere realizzato meglio, gli spogliatoi potevano essere realizzati abbattendo i vecchi spogliatoi del campo di calcio, certo poteva avere misure più grandi in grado di ospitare grandi competizioni… queste alcune delle critiche principali… ma alla fine, come si dice da noi, “abboné chissu ca nenti”

Il 30 giugno 2016 il Campo di calcio a 5 Rosario Livatino fu inaugurato in pompa magna, alla presenza di autorità religiose, politiche e militari con una cornice festosa. La prima gara disputata fu tra Amministratori e Impiegati comunali.

Poi, inspiegabilmente, il Campo fu tenuto chiuso per tanto tempo, tanto che nell’ottobre scorso la minoranza aveva scritto al sindaco per interrogarlo sul perchè non fosse stato messo a disposizione dei cittadini.

C5Alcuni mesi dopo finalmente c’è stato l’affidamento diretto ad un’associazione sportiva locale con la delibera di Giunta N. 39 del  12-05-2017 “Gestione impianto di calcetto “Rosario Livativo”: Approvazione schema di convenzione”.

In sintesi si legge che “sono state sentite le Associazioni presenti sul territorio. La ASD Milena Calcio si è dichiarata disponibile a gestire l’impianto perciò la Giunta – assente solo l’assessore Antinoro Alessandra – all’unanimità le affida la gestione dell’impianto di calcetto “Rosario Livativo” per anni uno e dichiara la delibera immediatamente esecutiva”.

Tutto regolare, tutto ok, nel massimo rispetto della legalità com’è giusto che sia.

Eppure, dopo la pubblicazione della delibera, sono affiorate alcune critiche che proiettano qualche ombra e fanno sorgere qualche dubbio, da parte di qualcuno che si rammarica per quanto concerne l’affidamento del campo di calcio a/5 “Rosario Livatino” di Milena.

7930632-testa-umana-con-il-simbolo-del-punto-interrogativoIn sintesi:

  1. non c’è stato alcun bando,
  2. il campo sarebbe stato affidato ad un’associazione che non svolge attività da parecchio tempo e non avrebbe in atto calciatori tesserati,
  3. a chiedere l’affidamento non sarebbe  stata solo la ASD Milena Calcio…

La Giunta adesso deve verificare se queste critiche siano vere, dare spiegazioni alla Cittadinanza e, se è il caso, annullare la delibera.

(altro…)

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Morto bimbo leucemico per aver contratto il morbillo a causa del calo delle vaccinazioni

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morbilloE’ morto “per complicanze polmonari e cerebrali da morbillo, il piccolo di 6 anni che si trovava nel reparto di rianimazione dell’Ospedale San Gerardo di Monza”. Lo ha annunciato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera. “La storia di questo piccolo affetto da leucemia è l’esempio di come la cosiddetta immunità di gregge sia fondamentale per la protezione di coloro che, per la loro malattia o per lo stato di trattamento in cui si trovano, non sono protetti, anche quando fossero vaccinati dal morbillo così come da altre malattie infettive”.

“Il piccolo – ha spiegato l’assessore – era affetto da una Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA), malattia che oggi ha una probabilità di guarigione in oltre 85% dei casi con forme simili. In data 15 marzo, per il sospetto di infezione da morbillo (diagnosi confermata il 16 marzo), è stato trasferito in terapia intensiva per il peggioramento progressivo del quadro polmonare con necessità di assistenza respiratoria. E’ stato intubato e successivamente è iniziata l’assistenza mediante Ecmo per insufficienza cardiaca o respiratoria, proseguita fino alla data di oggi”.

Secondo quanto si apprende da fonti ospedaliere, il bambino sarebbe stato contagiato dai suoi fratelli più grandi, che i genitori avrebbero scelto di non vaccinare, benché il più piccolo fosse affetto da leucemia e avesse un sistema immunitario già compromesso.

Sconvolta Beatrice Lorenzin, ministro della salute. “È dolorosissimo commentare la morte del bimbo di 6 anni a Monza, che si sarebbe probabilmente salvato dalla leucemia, ma che il morbillo ha ucciso perché essendo malato non poteva essere vaccinato. Succede, come dice la scienza, quando manca l’immunità di gregge”. Prosegue la Lorenzin: “Bisogna rispettare la medicina e le verità scientifiche per fare il bene dei nostri figli. Sono vicina ai genitori e al loro immenso dolore”.

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Traccie Fedeli

Cattura

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Fisco onnipotente

Fisco, il vampiro che prosciuga i conticorrenti

Libero

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L’unico aspetto positivo è che col nuovo sistema non arriveranno più a casa quelle mostruose cartelle esattoriali per cui ci trovavamo a sborsare centinaia e centinaia di euro per una multa non pagata da poche decine di euro. Ma la misura che entrerà in vigore dal prossimo 1 luglio è comunque l’ennesima intromissione del grande fratello fiscale nel nostro privato.

Perchè dal primo giorno del prossimo mese Equitalia sarà soppressa e confluirà nell’Agenzia delle Entrate, che diventerà anche ente riscossore. Il passaggio permetterà a Equitalia di attingere dalle varie banche dati a disposizione del Fisco, conti correnti compresi, potendo così attingere direttamente da quelli in caso di somme dovute e non corrisposte.

Il caso che più toccherà gli italiani sarà, probabilmente, quello delle multe per infrazioni al codice della strada: prima fra tutte il divieto di sosta.

Il sistema attuale prevede che, una volta ricevuta una multa sul parabrezza, l’automobilista abbia cinque giorni per pagare la sanzione usufruendo del 30 per cento di sconto sulla somma prevista dal codice della strada. Trascorsi i 5 giorni, la somma da pagare torna quella intera. A casa dell’automobilista, tramite raccomandata, arriva il verbale, con la descrizione dell’infrazione e i bollettini per il pagamento da effettuare entro 60 giorni dalla notifica del verbale stesso.

Trascorsi i due mesi senza che il pagamento sia stato effettuato, la palla passa a Equitalia, che fino a ora inviava mesi e mesi dopo cartella esattoriale con tanto di penali, more e interessi che facevano lievitare in modo enorme la cifra dovuta.

Dal 1 luglio, invece, Equitalia, attraverso l’Agenzia delle Entrate, potrà “entrare” direttamente nel conto corrente dell’automobilista insolvente e prelevargli da lì in modo forzoso la somma dovuta.

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Aumentano i costi legati al mantenimento dell’auto: almeno 3.800 euro all’anno

Libero

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Aumentano i costi legati al mantenimento dell'auto: almeno 3800 euro all'anno

C’è una verità che gli automobilisti conoscono, anche se non hanno ancora letto l’ultimo rapporto dell’Automobile club d’Italia. Quella sensazione di impoverimento continuo cominciata dal giorno dell’acquisto dell’auto è più che giustificata: tra manutenzione, parcheggi, assicurazione, pneumatici e carburante ogni italiano ha speso una media di 3800 euro all’anno. Senza considerare le multe, naturalmente.

Mentre si attende che il ministro Carlo Calenda metta in pratica la sua proposta di rincarare il bollo auto per i veicoli più vecchi, sono ben cinque le voci di spesa aumentate. A cominciare dalle tasse che già si fanno sentire da diversi anni, dal 2015 a oggi sono rincarate del 2,23%, con un costo medio aggiuntivo di 136,67 euro ad auto. Nell’ultimo anno sono aumentati anche i costi dei pedaggi del 3,11%, pesando in più di 141,01 euro. Non si possono ignorare i costi destinati ai parcheggi, per i quali gli italiani hanno speso in media 224,80 euro in un solo anno. E poi c’è il carburante, costato in media 903,41 euro in un solo anno.

Non meno marginali sono i costi destinati alla manutenzione ordinaria dell’auto. Per i soli pneumatici gli italiani nel 2016 hanno speso in media 193,43 euro, per far fronte a costi di manutenzione e riparazioni varie ognuno in media ha speso circa 659,06 euro.

Un discorso a parte merita l’Rc auto, pesata in più a ogni italiano di poco oltre le 200 euro, stando ai dati dell’Aci. Secondo i dati rilasciati da facile.it, a maggio 2017 i prezzi sono aumentati in tutta Italia, con una crescita media dell’11,6%, toccando rincari medi di 566 euro. In cima alla classifica degli aumenti si trovano Trentino Alto Adige (+18,34%), Molise (+17,85%) e Valle d’Aosta (+15,92%) mentre gli incrementi più contenuti hanno riguardato il Veneto (+8,97%), la Basilicata (+7,75%) e la Puglia (5,44%). In Campania (933,84 euro) e Calabria (694,97 euro) si pagano, invece, i premi più alti d’Italia.

A livello provinciale, l’area dove l’RC auto costa di più è Caserta (1.014,26 euro) mentre il rincaro più alto è stato a Imperia (+23,19%). Le uniche due province italiane che hanno visto una riduzione delle tariffe sono Barletta-Andria-Trani (-5,82%) ed Enna (-2,47%).

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