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Archive for the ‘Giovani’ Category

“CONTRATTO DI GOVERNO È UNA FOLLIA”

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Musumeci: “Salvini e Di Maio la smettano di far finta di litigare”

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“Non sono l’uomo adatto a dare pagelle, né a Salvini, né a Di Maio, né ad altri. Le campagne elettorali registrano alti e bassi, la contingenza del momento. Sono convinto che questo governo se vuole governare debba smetterla di fare finta di litigare perchè ognuno possa accreditarsi lo spazio dell’altro”.

Cosi il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, a margine della festa dell’autonomia a Palermo.

“Serve un governo serio che lavori e che parli con un unico linguaggio, ma non un contratto – dice Musumeci –Dobbiamo tornare alla politica, cioè ai valori affini, al retroterra culturale. Questo significa arte del governo, non si può governare una grande nazione come l’Italia sulla scorta di un contratto. Ecco perché la gente si allontana dalla politica“.

E sul contratto di Governo dice: “È una follia. La politica va a farsi benedire. Le coalizioni di governo si fondano su un’affinità culturale, su un comune sentire, su un comune linguaggio e una comune strategia. Il contratto mi sembra troppo aziendale. Peraltro è sotto gli occhi di tutti come questo Governo ogni giorno offra di se un’immagine che allontana la gente dalla politica intesa come valore, responsabilità, comunione di intenti”.

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Tre sindaci e un deputato regionale dall’assessore Lagalla

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I sindaci PITANZA – GRIZZANTI – BUFALINO

Ieri mattina i sindaci Rosario Pitanza di Campofranco, Renzo Bufalino di Montedoro, Giuseppe Grizzanti di Sutera, con i propri assessori comunali alla pubblica istruzione, accompagnati dal deputato Michele Mancuso sono stati ricevuti dall’assessore regionale all’Istruzione e Formazione Roberto Lagalla per vedere cosa si può fare sulla difficoltà dei vari comuni a formare classi con un minimo di 15 alunni che si iscriveranno per il prossimo anno scolastico alla 1^ media.

LAGALLA

Attualmente si prevedono per il 2019-2020 classi con un numero variabile tra 11 e 13, comunque inferiore a 15; mentre per i prossimi anni il numero delle iscrizioni dovrebbe aumentare visto che le attuali terze e quarte classi elementari asssicurerebbero di raggiungere o addirittura superarare quota 15.

Limitatamente al problema numerico – ci sono tanti altri problemi che tormentano le varie scuole del Vallone – non sembra improbabile ottenere una deroga per il prossimo anno, ma bisogna attendere un po’ di tempo in attesa che il governo nazionale nomini il dirigente dell’USR (ufficio scolastico regionale), dopo di che si dà per scontato il parere faorevole dell’assessore regionale Lagalla.

MANCUSO

L’incontro si è svolto in modo pacato ma determinato e i sindaci hanno potuto esprimere la situazione e i bisogni delle cittadine amministrate grazie alla mediazione dell’on.le Mancuso al quale si sono rivolti per l’incontro.

Il deputato Michele Mancuso si dichiara soddisfatto ma invita a non abbassare la guardia perché i giovani studenti non siano costretti a fare i pendolari in una parte della provincia in cui la viabilità è pessima e annuncia atti eclatanti se i governanti dovessero dimostarsi sordi alle richieste dei centri più piccoli del nisseno.

paDi questo e dei tanti altri problemi del mondo scolastico questo blog ha trattato e tratterà continuamente, disponibile a pubblicare ogni osservazione utile a risolvere nel migliore modo possibile la crisi della scuola di Milena e dintorni che dovrebbe stare a cuore dei sindaci, dei consigli comunali e del mondo scolastico di questa zona marginale del nisseno.

Ieri abbiamo pubblicato l’interrogazione dei consiglieri comunali di Milena Domani al sindaco per conoscere quale politica scolastica l’amministrazione vuole seguire a tal proposito. Nei prossimi giorni ospiteremo una proposta del prof. Giovanni Schillaci e di altri ancora per mantenere viva l’attenzione e se possibile trovare la migliore soluzione possibile.

scuole

 

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GOVERNI IMPOTENTI

Roberto Mangosi
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Puntuale come la morte, sotto ogni festività si ripresenta l’immancabile rincaro ingiustificato dei carburanti.
Una vergogna a cui nessun governo, nella storia del nostro disgraziatissimo paese, ha voluto mai porre rimedio. Potremmo definirlo una rapina in POMPA magna, anzi, magna-magna.

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L’ANNUNCIO DI MUSUMECI E LAGALLA

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Regione: 6,7 milioni per finanziare master, corsi di lingua e alta formazione | video intervista

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Una dotazione da 6,7 milioni di euro per finanziare master e corsi di perfezionamento post lauream, certificazioni internazionali di lingue straniere e licenze, patenti o brevetti.
La Regione siciliana vara il progetto Giovani 4.0 destinato a giovani che non abbiano compiuto il trentaseiesimo anno di età e che risultino iscritti nelle liste anagrafiche della Regione siciliana da almeno due anni o che abbiano trasferito la residenza da non più di dodici mesi. Il bando sarà pubblicato nei prossimi giorni.

 

Si tratta di voucher a rimborso, parziale o totale. In particolare, quelli per finanziare Master e corsi post lauream sono destinati a chi sia in possesso di lauree del vecchio ordinamento, triennali, magistrali o conseguite all’estero e riconosciute in Italia.

Gli ambiti di studio previsti sono quello agroalimentare, turismo e beni culturali, energia, smart cities e communities, Economia del Mare e Scienze della vita. In questo caso la fetta di dotazione prevista è pari a 3,5 milioni di euro. Due le finestre temporali per presentare la propria candidatura a questa misura, dal 29 aprile al 14 giugno e dal 2 settembre al 18 ottobre.

Ciascun voucher potrà coprire un importo massimo di 7.500 euro, nel caso in cui i percorsi formativi siano erogati da atenei italiani, mentre il tetto arriva a diecimila euro se l’università è straniera, con sede nel territorio dell’Unione europea.

Per i voucher utili al conseguimento di una certificazione internazionale di lingua estera – inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo e cinese – sono stanziati un milione e duecento mila euro, che potranno essere erogati durante tre finestre temporali: dal 29 aprile al 14 giugno (400mila euro), dal 2 settembre al 18 ottobre (400mila euro) e poi dal 1 aprile al 15 maggio 2020 (400mila euro). Il valore massimo di ciascun voucher sarà di 1.800 euro per le lingue europee e 2.800 euro per cinese e russo. In entrambi i casi, i fondi saranno utili alla copertura delle spese di iscrizione, di frequenza e di certificazione obbligatoria.

Infine, per il rilascio di voucher per la copertura dei costi di corsi finalizzati al conseguimento di licenze, patenti e brevetti (qualifiche dei tecnici sportivi, patenti e certificati di guida o di altro genere) sono previsti due milioni di euro complessivi, distribuiti in voucher dal valore massimo di cinquemila euro e resi disponibili durante tre finestre temporali, le stesse valide per la sezione precedente.

0004DCB5-nello-musumeciIeri si pensava a parrucchieri e manicure, oggi pensiamo a questo tipo di formazione – ha detto Nello Musumeci – Saranno i giovani a decidere a quale corso partecipare. La Regione attraverso un voucher consegnerà il rimborso, totale o parziale, per le spese affrontate.

E’ chiaro che non ci fermiamo ai 7 milioni, non appena avremo la possibilità di disporre di nuove risorse, e all’esito di questo bando, potremo benissimo continuare a utilizzare la graduatoria per i giovani che hanno fatto domanda ma si sono visti esclusi per esaurimento delle risorse stanziate nella prima fase.

E’ una iniziativa di alto valore sociale, finalizzata ad accompagnare le aspirazioni legittime di giovani che hanno conseguito la laurea o dei giovani che ritengono di arrivare alla laurea attraverso una dotazione formativa più completa“.

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Le Zone economiche speciali in Sicilia: a un anno dalla nascita già dimenticate

di Tony Zermo

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Le Zone economiche speciali in Sicilia: a un anno dalla nascita già dimenticate

L’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone: «Aspettiamo le norme attuative che devono arrivare dal ministero». Ma sulle Zes è calata il silenzi

Le Zes, le Zone economiche speciali, che dovevano servire ad attrarre nuove industrie, dopo oltre un anno dalla loro istituzione sono ancora ben lontane dall’entrare in funzione. È come se il nuovo governo gialloverde non gradisse questa iniziativa del precedente esecutivo, e in particolare dell’allora ministro Graziano Delrio. E questo è un grave danno per quelle regioni come la Sicilia che attendono di recuperare il tempo perduto, perchè nelle Zes sono previsti previsti strumenti e agevolazioni agli operatori economici che vi operano. In Cina ma anche in Polonia sono una realtà, funzionano e attirano investimenti.

Ma in Italia è come se su queste Zes, che interessano soprattutto i porti con i loro retroporti, sia sceso il silenzio, non ne parla più nessuno, nemmeno il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, quello stesso che in visita in Sicilia ha detto che «parlare del Ponte è offensivo», a cui il governatore Nello Musumeci ha replicato che affermazioni del genere «in casa nostra sono inammissibili».

Qui non si tratta del Ponte sullo Stretto, un discorso da riaprire appena possibile, ma di qualcosa di più facile che però improvvisamente diventa difficile. Ma perché le Zes sono state sostanzialmente dimenticate? Lo chiediamo all’assessore regionale per le Infrastrutture e i Trasporti Marco Falcone. «Stiamo aspettando – spiega – che il governo nazionale approvi le norme attuative che mettano in campo il contenuto di questo contenitore. Il governo nazionale ci deve dire quali sono le agevolazioni fiscali e finanziarie per gli imprenditori che andranno a investire nelle zone speciali. Se non si sa questo, cosa diciamo agli imprenditori?».

Il governo nazionale finora non ha fatto nulla di concreto per fare partire le Zes. Ma la Regione che cosa ha fatto per la parte che le compete?

«Abbiamo messo in campo tutti i fattori per muovere le Zes, abbiamo circoscritto le aree, abbiamo individuato i soggetti pubblici per il governo di queste aree come le autorità portuali. Ma ancora siamo in attesa delle norme applicative che debbono arrivare dal ministero».

Non vorrei che siccome queste Zes sono state lanciate dal governo precedente, ora il nuovo governo intende ignorarle?

«Questo lo ha detto lei».

Scusi, ma gli uffici regionali hanno proceduto alla delimitazione delle aree?

«Certo abbiamo messo in campo tutto quello che c’era da fare, abbiamo incontrato anche i sindacati. Ho curato personalmente queste cose conoscendo la loro importanza sul piano degli investimenti e dei posti di lavoro. Una volta che abbiamo individuato le aree dobbiamo anche poter dire agli eventuali investitori quali sono le opportunità offerta dalle Zes. Le ripeto che siamo in attesa che ci dicano cosa c’è dentro il contenitore Zes. Naturalmente uno dei fattori riguarda anche l’Interporto, compresa la parte della cementeria».

Ma la cementeria, ormai dismessa da anni e che inquina, bisognerà acquisirla. A chi tocca provvedere?

«Naturalmente al governo nazionale, che però al momento non fornisce risposte. Ecco, ad esempio la cementeria bisogna collegarla al porto. Per collegarla cosa dobbiamo fare, un sottopasso, un sovrappasso, dobbiamo fare una rotonda? Dobbiamo farle tutte queste cose».

Ma intanto, dopo un anno di attesa, le Zes – che in altri Paesi sono già una realtà – restano una sigla che corrisponde ad un grande vuoto e a una grande delusione.

 

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