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Archive for the ‘Stampa’ Category

L’ira di Re Carlo d’Inghilterra allergico alle penne

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Il passaggio di potere nel Regno Unito dopo la morte di Elisabetta II prevedeva la firma del figlio per salire al trono e diventare il nuovo Re sotto il nome di Carlo III. Durante la firma Carlo è parso piuttosto irritato e nervoso per una serie di fattori: la scrivania piccola gli rendeva difficile firmare i grandi registri e quaderni che aveva davanti, la custodia per le penne gli si è chiusa a metà durante l’operazione e una penna sembrava non scrivere bene…

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Il momento storico dell’ascesa al trono di Carlo III è stato catturato dagli utenti di Twitter e YouTube che non hanno esitato a trasformarlo in un’esilarante serie di clip: “Sarà ma questa insofferenza, quasi stizza, per cose così banali non mi sembrano molto … regali, anzi!”, ha scritto un utente su Twitter commentando l’accaduto.

Mai la Regina Madre in 70 anni di regno si era scomposta in pubblico, il figlio invece a qualche giorno di distanza è riapparso infastidito anche a Belfast, quando il nuovo monarca è arrivato alla residenza reale di Hillsborough Castle.

Mentre cercava di firmare un libro degli ospiti alla fine della sua visita, è apparso nuovamente in difficoltà. La penna che gli avevano dato, infatti, gocciolava inchiostro. Il liquido gli ha macchiato le dita, mentre lui ha cominciato a lamentarsi con sua moglie Camilla.

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È stata proprio la Regina consorte a chiedere di sostituire la stilografica mentre un furioso Re Carlo ha lasciato la stanza insofferente dicendo “Odio tutto questo“. La firma, alla fine, l’ha apposta proprio Camilla con una nuova penna (decisamente non difettosa).

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Adottiamo il Regolamento Edilizio tipo e adattiamolo a Milena

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Michele Mancuso: “Tra Camera dei Deputati e Assemblea Regionale sceglierei di restare in Sicilia”

Dario Cataldo

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“Le consultazioni del 25 settembre sono uno snodo importante per dare stabilità politica e amministrativa sia alla nostra Regione che al Paese intero.

Sono onorato di essere candidato sia alla Camera dei Deputati che per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Lo sapete, sono un militante di Forza Italia e se il partito chiede non mi tiro indietro.

A scanso di equivoci però tengo a precisare che la mia priorità è il territorio.

Ecco perché se dipendesse da me, non esiterei un secondo a scegliere di restare in Sicilia e portare avanti il lavoro che ho cominciato in questi cinque anni all’Ars.

Un lavoro che nella prossima Legislatura richiederà un impegno ulteriore, per garantire alla comunità che rappresento, che le proprie istanze continuino ad essere rappresentate all’interno delle istituzioni regionali”.

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Regionali, ecco tutte le liste e i listini dei 7 candidati alla Presidenza

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I LISTINI

regione pagina ufficiale

Gaetano Armao, Giulia Licitra, Fabrizio Di Paola, Giuseppina Valenti, Calogero Cittadino, Maria Grazia Cutrera e Giovanni Bavetta.

Caterina Chinnici, Cleo Li Calzi, Antonio “Peppe” Calabrese, Cettina Martorana, Cesare Mattaliano, Roberta Bellia e Nicola Grassi.

Cateno De Luca, Giulia Polizzi, Danilo Lo Giudice, Francesca Draià, Ismaele La Vardera, Marzia Maniscalco, Mirko Stefio.

Nuccio Di Paola, Stefania Campo, Antonio De Luca, Jose Marano, Giovanni Di Caro, Roberta Schillaci, Giorgio Pasqua.

Renato Schifani, Elvira Amata, Riccardo Gallo Afflitto, Marianna Caronia, Giuseppe Lombardo, Federica Marchetta, Gaetano Galvagno.

Eliana Silvia Saturnia Esposito, Ciro Lomonte, Anna Manzo, Fonso Genchi, Angela Romano, Marco Lo Dico, Carmela Cappello

Fabio Maggiore, Gery Bavetta, Davide Amato, Marco Baiamonte, Silvia Bentivegna, Maria Franca Garro.

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LISTE ALL’ARS

FORZA ITALIA

Agrigento: Riccardo Gallo Afflitto Margherita La Rocca Ruvolo, Vincenzo Antonio Fontana, Alessandra Fiaccabrino, Luigi Salvaggio, Antonio Vincenti.

Caltanissetta: Michele Mancuso, Rosetta Cirrone Cipolla, Salvatore Sannito.

Catania: Marco Falcone, Alfio Papale, Nicola D’Agostino, Marco Maria Salvatore Alosi, Riccardo Angelo Pellegrino, Desireè Platania, Ivana Catena Pollicina, Antonino Russo, Salvatore Scollo, Marina Scordo, Deborah Tommasina Sozzi, Salvo Tomarchio, Antonio Villardita.

Enna: Luisa Lantieri, Francesco Paolo Occhipinti.

Messina: Tommaso Calderone, Bruno Cilento, Giuseppe Corvaja, Daniela Di Ciuccio, Bernadette Grasso, Giuseppe Picciolo, Donatella Sindoni, Giovanni Villari.

Palermo: Gianfranco Miccichè, Mario Caputo, Totò Lentini, Edy Tamajo Pietro Alongi, Giuseppina Bruno, Francesco Cascio, Ilenia Cicero, Mario Fricano, Margherita Maniscalco, Adelaide Mazzarino, Giacomo Nincica, Pier Luigi Morreale, Silviane Nicosia, Ferdinando Parisi, Gaspare Vitrano.

Ragusa: Daniela Baglieri, Vincenzo Cannizzaro, Giovanni Giancarlo Cugnata, Marco Greco.

Siracusa: Corrado Bonfanti, Riccardo Gennuso, Edy Bandiera, Irene Ferrauto, Concetta Morelli

Trapani: Tony Scilla, Stefano Pellegrino, Nicola Li Causi, Rossana Palermo, Giusy Milazzo

FRATELLI D’ITALIA

Agrigento: Giusy Savarino, Matteo Mangiacavallo, Giovanni Cirillo, Daniela Ragona, Giovanni Di Caro, Paola Antinoro.

Caltanissetta: Ilaria Amico, Giuseppe Catania, Salvatore Scuvera.

Catania: Angela Foti, Gaetano Galvagno, Giuseppe Zitelli, Dario Letterio Daidone, Francesco D’Urso Somma, Tania Andreoli, Nicolò Bonanno, Riccardo Castro, Santa Garilli, Francesco Longo, Barbara Mirabella, Carmelo Nicotra, Rosalba Giovanna Paglia.

Enna: Elena Pagana, Salvatore Carmelo Barbera

Messina: Elvira Amata, Giuseppe Galluzzo, Luigi Miceli, Gaetano Nanì, Vincenzo Ciraolo, Ferdinando Croce, Giovanna Giacobbe, Teresa Pino

Palermo: Alessandro Aricò, Brigida Alaimo, Antonella Calì, Simona Cascino, Fabrizio Ferrara, Valentina Guarino Marco Intravaia, Giosuè Maniaci, Giuseppe Palmeri, Michele Pivetti, Massimo Polizzi, Luisa Pullara, Giovanni Rossi, Francesco Paolo Scarpinato, Giuseppe Scialabba, Vincenzo Sclafani.

Ragusa: Giorgio Assenza, Vincenzo Cavallino, Maria Ignaccolo, Alfredo Vinciguerra

Siracusa: Pietro Forestiere, Carlo Auteri, Francesca Catalano, Noemi Giangravè

Trapani: Sergio Tancredi, Giuseppe Bica, Nicolò Catania, Rita D’Antoni, Antonella Pantaleo

LEGA – PRIMA L’ITALIA

Agrigento: Carmelo Pullara, Carmelo D’Angelo, Sabrina Lattuca, Paola Sacco, Cesare Sciabarrà, Antonino Lauricella.

Caltanissetta: Oscar Aiello, Valeria Piera Rita Vella, Roberto Alabiso.

Catania: Luca Sammartino, Fabio Cantarella, Anastasio Carrà, Santo Orazio Caruso, Antonio Carmelo Corsaro, Mercedes Floreana Di Mauro, Tiziana Fiscella, Agatino Giusti, Ignazio Manino, Brigida Morsellino, Raffaele Musumeci, Sara Pettinato, Francesco Saglimbene.

Enna: Nino Fuoco Mancuso, Lorena Amico.

Messina: Maria Aloisi, Antonella Bartolomeo, Giovanna Pantò, Marilena Salamone , Antonio Catalfamo, Giuseppe Laccoto, Davide Paratore, Giuseppe Buzzanca.

Palermo: Vincenzo Figuccia, Marianna Caronia, Alessandro Anello, Giovanni Di Giacinto, Giuseppe Arredi, Loredana Badalamenti, Carolina Barbagiovanni, Gaetano Cammarata, Maurizio Castagnetta, Salvatore Causarano, Michele Cerniglia, Giuseppe Di Vincenti, Simona Gallina, Davide Lercara, Alfonso Lo Cascio, Antonella Perrone.

Ragusa: Orazio Ragusa, Andrea La Rosa, Salvatore Mallìa, Doriana Anzalone.

Siracusa: Vincenzo Vinciullo, Giovanni Cafeo, Deborah Marino, Corrado Roccasalvo, Martina Strano.

Trapani: Mimmo Turano, Eleonora Lo Curto, Francesco Lombardo, Pietro Marino, Adelaide Terranova

POPOLARI E AUTONOMISTI

Agrigento: Giovanni Di Mauro, Assunta Galluzzo, Giulia Gulisano Giulia, Dyana Intorre, Domenico Licata; Vito Maglio.

Caltanissetta: Rosario Caci, Massimo Dell’Utri, Carmela Ricotta.

Catania: Giuseppe Compagnone, Antonino Amendolia, Francesco Barchitta, Martina Concetta Bucisca, Gabriella  Patrizia Caruso, Giuseppe Castiglione, Francesca Filippa Garigliano, Salvatore Italia, Giuseppe Lombardo,  Alessandro Porto, Sabrina Lucia Concetta Renna, Francesco Sgro, Maria Spalletta

Enna: Francesco Colianni, Francesca Gemmellaro

Messina: Luigi Genovese, Marcello Greco, Emanuele Carnevale, Nunziata D’Angelo, Luca Frontino,. Paolo Mangano,  Rosa Angela Mazzeo

Palermo: Paola Amato, Valerio Barrale, Giuseppe Paolo Emilio Alessandro Dell’Utri, Calogero Di Carlo, Bartolomeo Di Salvo, Salvatore Ferrigno, Maria Furio, Manuela Gucciardo, Gabriele Manfrè, Annalisa Marfia, Martina Panno, Morena Picone, Paola Saladino, Antonio Testaverde, Patrizio Lodato, Claudia Vitello

Ragusa: Paolo Amato, Giuseppe  Arestia, Rosaria Nigro, Giovanni Vindigni

Siracusa: Mario Bonomo Mario, Giuseppe Carta, Raffaele Leone, Carmela Tata, Adriana Raiti

Trapani: Maria Concetta Hopps, Giuseppe Bonanno, Claudia La Barbera, Vincenzo Patrizio Sturiano, Angelo Rocca

NUOVA DC

Agrigento: Carmelo Pace, Salvatore Fanara, Giuseppe Alaimo, Decio Terrana, Marinella Notonica, Chiara Cosentino

Catania: Daniela Di Piazza, Maria Katia Muratore, Angela Reale, Cinzia Saccomando, Giovanni Bulla,  Giovanni Giuffrè, Pietro Lipera, Giuseppe Marletta, Andrea Barbaro Messina, Giuseppe Orfanò, Giovanni Mario Rapisarda, Angelo Spina e Carmelo Tagliaferro.

Caltanissetta: Angela Cocita, Pino Federico e Gero Valenza.

Enna: Roberto Li Volsi e Filippa Greco.

Messina: Gabriella Barbera, Salvatore Merlino, Maria Teresa Prestigiacomo, Giovanni Princiotta, Federico Raineri, Carla Mariagrazia Riscifuli, Massimo Russo e Salvatore Totaro.

Palermo: Nuccia Albano, Antonino Calia, Adriana Canestrari, Nicola Figlia, Giuseppe Gennuso, Nicola Greco, Elisabetta Liparoto, Giuseppe Manzella, Luciano Marino, Cristina Nasca, Sandro Oliveri, Angelo Onorato, Mauro Pantó, Carla Maria Grazia Riscifuli, Natale Tubiolo, Ignazio Zuccaro.

Ragusa: Ignazio Abbate, Sebastiano Guerrieri, Filippo Frasca e Paola Santificato.

Siracusa: Maria Gennuso, Alessandra Giuffrida, Daniele Lentini, Renzo Spada e Giuseppe Vasta.

Trapani: Vito Gancitano, Peppe Guaiana, Serafina Marchetta, Giacomo Scala e Rosalia Ventimiglia

PARTITO DEMOCRATICO

Agrigento: Michele Catanzaro, Salvatore Martello, Vita Maria Mazza, Calogero Roul passarello, Stella Vella, Antonio Zarcone.

Caltanissetta: Marco Andaloro, Marina Castiglione, Peppe Di Cristina.

Catania: Anthony Barbagallo, Ersilia Saverino, Giovanni Burtone, Valentina Chinnici, Lev Grasso, Antonino Lo Giudice, Mario Maugeri, Ketty Rita Panebianco, Giovanni Petta, Santi Maria Randazzo, Anna Maria Rita Faro, Concetta Antonella D’Orto.

Enna: Sebastiano Fabio Venezia, Angela Patelmo

Messina: Antonino Bartolotta, Francesco Capria, Calogero Leanza, Palmira Mancuso, Giovanni Mastroeni, Laura Pulejo, Giuseppe Vitarelli

Palermo: Antonino Cracolici, Fabio Angelini, Antonio Calabrese, Valentina Chinnici, Isabelle Christine Cosentino, Maria Rita Crisci, Mario Giambona, Cleo Li Calzi, Pietro Macaluso, Cettina Martorana, Cesare Mattaliano, Carmelo Miceli, Francesco Ribaudo, Leonardo Spera.

Ragusa: Nello Dipasquale, Giuseppa Brullo, Francesco Stornello, Silvia Melia

Siracusa: Katiuscia Caramella, Vania Ciulla, Gaetano Cutrufo, Tiziano Spada, Giuseppe Stefio.

Trapani: Domenico Venuti, Giuseppe Bianco, Lucia Daniela Canino, Maria Linda Licari, Dario Safina.

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Elezioni 2022, quarta rilevazione Tecnè: Centrodestra stabile, sfiora il 50% dei voti

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I sondaggi di Tecnè, eseguiti nella settimana del 25 agosto 2022, confermano il trend elettorale dell’ultimo periodo.

  • Il Centrodestra sfiora il 50% delle preferenze nell’uninominale (49,6% alla Camera, 49,5% al Senato).
  • Il Centrosinistra si attesta al 29% in entrambe le Camere.
  • M5s al 10,2%.
  • Terzo Polo al 4,8%.
 

mlPer quanto riguarda il proporzionale, Fdi si conferma il primo partito (24,6%), in crescita dello 0,3%,  seguito dal Pd (22,5%), dalla Lega (12,7%) e da Forza Italia (11,1%). In lieve aumento il numero tra indecisi e tra chi si astiene (+0,7% rispetto alla settimana precedente).

Sul fronte Centrosinistra gli alleati del Pd di Verdi-Sinistra Italiana sono dati al 3,7% mentre +Europa e poco sotto la soglia di sbarramento (2,8%). Questa settimana è inoltre partita la rilevazione per l’alleanza tra Azione e Italia Viva (prima erano controllate separatamente). La coalizione tra Calenda e Renzi per ora raccoglie il 4,8% dei consensi.

Migliora la situazione del Movimento 5 Stelle: il partito guidato da Giuseppe Conte è dato al 10,2% con un incremento dello 0,4% rispetto a una settimana fa. E’ il partito che più guadagna consensi. Tra le forze minori si segnala Italexit di Gianluigi Paragone che sfiora lo sbarramento piazzandosi al 2,7%.

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Il fico d’India fa bene alla salute: ecco come cucinarlo

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a28Se esiste ancora qualche remora a considerare le piante grasse come una pietanza da servire sulle nostre tavole, tra non molto potremmo ricrederci.

Prendiamo il fico d’India: questo cactus è originario di zone piuttosto aride a sud degli Stati Uniti e nel Messico, dove la fertilità dei terreni scarseggia, ma dietro le sue spine e il suo aspetto coriaceo nasconde ottime opportunità culinarie e proprietà nutrizionali.

La sua scoperta si deve ai Maya, che ne sfruttavano ampiamente la foglia, cioè il nopal, come alimento.

Il fico d’India (che appartiene al genere opuntia) può vivere a lungo, fino a cinquant’anni o più, e raggiungere i cinque metri d’altezza. Ha un fiore giallo, che sboccia proprio sul nopal, e un frutto, dalla tinta porpora, che si scurisce con la maturazione, e che può rientrare nella nostra dieta anche se provvisto di sottilissime spine, perché possiede una polpa rossastra succosa e zuccherina che contiene numerosi piccoli semi ricchi di vitamina C.

Coltivare l’opuntia non è difficile: è sufficiente evitare le condizioni di umidità, l’acqua stagnante nel suolo e una scarsa esposizione alla luce, per il resto, come tutti i cactus, ha una grande capacità di adattamento. È per questo, e anche per loro ricchezza nutrizionale, che le piante grasse possono essere annoverate tra i cibi del futuro.

Cactus: un concentrato di vitamine e minerali 

ficoDa ricerche e report scientifici realizzati dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) risulta che i cactus, tra cui il fico d’India, contengono ottime quantità di vitamina C ed E, aminoacidi e fibre oltre che, ovviamente, di acqua.

Il nopal, in particolare, gode di una densa concentrazione di sali minerali, come potassio, ferro, magnesio, calcio e manganese, e conta su ulteriori vitamine, come la A, la B e la K.

Questo profilo nutrizionale, analogamente a quello di tutti i vegetali, genera una serie di benefici per l’organismo: le fibre, ad esempio, sono un modo ottimale per prevenire problematiche intestinali e digestive. I frutti del fico d’India, invece, contengono polifenoli e betalaine, dei composti fitochimici ad attività antinfiammatoria e antiossidante. Come effetti dell’assunzione delle piante grasse vanno considerati l’incremento della diuresi e dell’equilibrio degli zuccheri nel sangue. Grazie al loro apporto vitaminico, poi, il sistema immunitario godrà di un netto irrobustimento.

Il fico d’India è visto solo come un’icona mediterranea, al massimo come frutto

In Italia esistono coltivazioni di opuntia che spaziano tra Sardegna, Calabria, Puglia e Sicilia. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), fa sapere che l’opuntia ficus indica, cioè il comune fico d’India, si trova sul mercato come alimento e ingrediente già da tempo, addirittura da prima della legge sui novel food, che ne ha autorizzato la produzione e la commercializzazione come cibo, non soltanto del frutto, ma anche delle foglie. Nonostante ciò, la barriera psicologica nei confronti del nopal è ancora forte e l’Italia ancora lo utilizza poco.

Se non fosse per la Sicilia, che lo sfrutta in tutte le sue parti, nel resto d’Italia il fico d’India è visto solo come un’icona mediterranea, al massimo come frutto, e di certo non viene considerato come una papabile verdura da mettere nel piatto. Al momento, soltanto l’approvvigionamento autonomo presso le coltivazioni del sud Italia e qualche negozio di alimentari locale garantiscono di poter trovare nopal a chilometro zero. Presso le grandi piattaforme di e-commerce, invece, è disponibile in confezioni di cubetti già puliti.

Fico d’India: idee in cucina

fikIl nopal si consuma cotto, saltato in padella o fritto, una volta rimosse le spine e tagliato a cubetti, perché contiene un gel che ne rende difficoltosa la masticazione a crudo.

Le foglie dell’opuntia, infatti, condividono con quelle di aloe vera un gel benefico per la pelle, dalle proprietà cicatrizzanti e utili contro le infiammazioni. Ma mentre il gel di aloe vera è controindicato per uso alimentare, quello del fico d’India può essere una gradita aggiunta a frullati e yogurt.

Questa tipologia di novel food, quindi, è pronta ad affermarsi in cucina diventando protagonista di ricette invitanti: si può preparare una grigliata di foglie (prima di cucinarlo alla brace solitamente va sbollentato per mezz’ora aggiungendo del bicarbonato per farlo ammorbidire) oppure si può condire in insalata, ad esempio con cipolle, pomodori, cetrioli e tonno, ideale per piatti estivi, nutrienti e sfiziosi. Per cimentarsi in preparazioni più creative si può sperimentare una parmigiana, in cui le foglie di cactus si sostituiscono alle melanzane, ma anche un risotto o una frittata. Se poi si vuole trattare il nopal come semplice contorno, si può passare in padella con aglio, cipolla e pomodoro, oppure spezzettarlo in uno sfizioso piatto a base di quinoa, mais e pollo.

Il vantaggio della frittura…

È la frittura, però, il miglior metodo di cottura, secondo Antonio Galatà, nutrizionista e presidente dell’Associazione italiana nutrizionisti in cucina (Ainc), perché gli antiossidanti e la vitamina C si conservano meglio. «In tre minuti di frittura», spiega, «il vegetale non si espone all’ossidazione mentre sulla griglia il rischio è disperdere i nutrienti per via della temperatura elevata, andando così a dissipare l’ingrediente vivo e correndo il rischio di formare sostanze tossiche in cottura».

…E della vasocottura

La variante in vasocottura premia invece la sostenibilità. «Grazie alle conserve in vetro si amplia la dispensa con alimenti utili per tutto l’anno» aggiunge l’esperto. «Per evitare la proliferazione microbica, anziché l’aggiunta di zuccheri si può abbassare il pH aggiungendo alla conserva una soluzione acetica (50% acqua e 50% aceto) e poi si può insaporire con componenti aromatiche come salvia, bacche di ginepro, rosmarino o semi di finocchietto». Infine, il fico d’India, inteso come frutto, può essere spremuto per fare un succo, lavorato per una marmellata oppure per un gelato.

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Ho restituito credibilità morale e istituzionale alla mia Regione, in Italia e all’estero

Nello Musumeci

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Riguardo la mia esperienza di governo potrei dire di essere orgoglioso d’avere programmato, progettato e investito risorse per oltre cinque miliardi di euro, dando ossigeno all’economia isolana.

Oppure orgoglioso di avere avviato la procedura per due termovalorizzatori che finalmente libereranno la Sicilia dalla schiavitù delle discariche e dalle indebite pressioni che si esercitano su questo fronte. E potrei ancora aggiungere centinaia di analoghi esempi di buon governo, dalla lotta al dissesto idrogeologico alla stabilizzazione di migliaia di dipendenti precari.

E invece no: l’orgoglio maggiore che provo è avere restituito credibilità morale e istituzionale alla mia Regione, in Italia e all’estero. Ricevere ogni mese la visita di un ambasciatore e sentirmi dire ‘la Sicilia sta cambiando’ è una soddisfazione che non ha prezzo.

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Leggi la mia intervista a Live Sicilia

(eccone un brano)

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Tirando le somme ha concluso questi 5 anni senza neanche un avviso di garanzia come atto dovuto?

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legalita-aperti“Non è un vanto. Per chi governa dev’essere normale il rispetto della legalità.

Certo, quando si è alla guida di un ente con un bilancio di 26 miliardi di euro l’anno e tredicimila dipendenti, commettere errori è sempre possibile.

Altra cosa sono il dolo, l’interesse personale, i rapporti equivoci.

Sono stato educato ad una visione etica della politica che mi porta ad essere molto rigoroso, è vero. Ma lo sono innanzitutto con me stesso, prima che con gli alleati. E forse questo metodo a qualcuno non è mai andato giù”.

Col suo passo indietro il centrodestra ha trovato una strategia unitaria a livello nazionale, com’è andata l’interlocuzione con i leader nazionali?

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unio“Con la mia disponibilità a fare un passo di lato, dichiarata già alla fine di giugno, ho impedito che il centrodestra in Sicilia si spaccasse, con le inevitabili ripercussioni che avrebbe determinato anche a livello nazionale. Di fronte a un veto assurdo e irragionevole, avrei potuto reagire dicendo: mi candido lo stesso. Forse non avrei vinto, ma certamente avrei diviso la coalizione, provocandone la sconfitta.

Ha prevalso in me il senso di responsabilità. L’unità è un valore che andava tutelato. Giorgia Meloni credo abbia apprezzato. E non mi stanco di ringraziarla, assieme a Ignazio La Russa, per avere fino all’ultimo sostenuto il rispetto delle regole e, quindi, il mio diritto di uscente alla ricandidatura”.

Che consiglio si sente di dare a Schifani?

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lupo_agnello“L’amico Schifani non ha bisogno dei miei consigli: la sua esperienza a Palazzo Madama è una garanzia per tutti.

Su una sola cosa vorrei metterlo in guardia: si tenga lontano da cortigiani e cospiratori, sappia distinguere le maschere dai volti e si protegga dal ‘fuoco amico’. È il più pericoloso”.

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Musumeci: «Mi farò da parte solo se i leader nazionali del centrodestra mi troveranno divisivo e se la coalizione trova un candidato unitario, ben venga».

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Il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci nel corso di una conferenza stampa convocata a Palermo per rendere note le sue decisioni in vista delle prossime elezioni regionali che si svolgeranno a novembre ha detto: «Dopo i ballottaggi si riuniranno a Roma i leader del centrodestra. Ho detto alla mia leader Giorgia Meloni, che ringrazio per la tenacia la perseveranza e la passione con cui ha difeso la mia ricandidatura, se al tavolo nazionale il mio nome dovesse risultare divisivo sono pronto a fare un passo di lato».

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Musumeci: “Non è una resa, non mi dimetto. Sulla ricandidatura pronto a un passo di lato”

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Il giorno della resa dei conti inizia con i fedelissimi a palazzo. Nello Musumeci convoca i giornalisti per annunciare il passo di lato in vista delle prossime Regionali, ma prima incontra gli uomini-chiave del suo partito: una riunione del gruppo parlamentare all’Ars, estesa anche agli ex grillini di Attiva Sicilia ormai confluiti in Diventerà Bellissima, e poi un faccia a faccia con gli assessori prima dell’incontro con i giornalisti.

Poi l’annuncio, anticipato dalla stampa nelle scorse ore: “Ho detto alla mia leader, Giorgia Meloni, che ringrazio per la tenacia, la perseveranza, la passione con cui ha difeso il diritto alla mia ricandidatura, che se il mio nome risultasse divisivo sarò pronto a fare un passo di lato. Se tutto questo può servire all’individuazione di un candidato unitario – dice il governatore – quando lo avranno trovato me lo presenteranno e tutti saremo felici di poterlo sostenere”.

poQuesta, però, secondo Musumeci non è una resa: “Non so cosa sia la parola resa – prosegue – Non mi dimetto. Fino all’ultimo giorno servirò il popolo siciliano rimanendo con la schiena dritta, con la stessa integrità morale e con lo stesso entusiasmo del primo giorno ad aprire cantieri e a inaugurare nuove opere”.

Musumeci, del resto, non si ritira. “Sono un presidente scomodo in una terra che finge di volere cambiare – avvisa – Il miglior candidato è ancora Nello Musumeci. Tutti i sondaggi mi danno vincitore, in tutti gli scenari”. Non ci sarà però un paracadute in Parlamento: “Io – garantisce il governatore – non svendo la mia terra e il mio popolo per un posto al Parlamento nazionale. Sono di un’altra pasta. O vengo messo nelle condizioni di raccogliere nei prossimi cinque anni, assieme ai partiti della coalizione, quello che abbiamo seminato, o mi metto da parte.

Continuo a fare politica da militante. Non accetto compromessi, né Meloni mi ha mai proposto qualcosa del genere. Conosce bene la mia dirittura morale e lei conosce la mia fermezza”. Da Milano arriva intanto il gelo di Matteo Salvini: “Della Sicilia – dice a TeleLombardia – decideranno i siciliani. Tanti si aspettano qualcosa di nuovo, di concreto e che comprenda tutti. L’importante è che ci sia il centrodestra unito”.

Il governatore parla poi anche di Ficarra e Picone, che sul palco di Taobuk lo avevano incalzato: “I fischi di Taormina? Non c’entrano con le mia decisione di fare un passo di lato per la ricandidatura. No, no, i comici fanno i comici e lo fanno per professione, sono pagati per farlo. Peraltro hanno fatto il nostro gioco, visto che le strade sono di competenza dello Stato. Era una claque di 12 persone”.

Semmai c’è spazio per un attacco a Gianfranco Miccichè e ai leader della coalizione che l’hanno attaccato in questi giorni: “Nell’ultimo anno – accusa Musumeci – ho dovuto subire indicibili e ignobili attacchi dal fuoco amico, preoccupato più a delegittimare il presidente della Regione che ad attaccare le opposizioni”. E poi, di nuovo: “Rimane una casella vuota – attacca il governatore uscente – perché Musumeci no? Rimane una domanda senza risposta.

Se lo chiede anche Meloni. Fa ridere ‘non parla con i partiti’ o ‘non fa toccare palla’. CI sarà un momento anche per parlare delle palle, quelle che si possono toccare e quelle che è pericoloso toccare. Siamo in Sicilia”. Un’allusione a qualcosa che secondo Musumeci ha cambiato la partita: “Spero che mi si dica presto, se non dovessi essere io il candidato, la verità – sbuffa –

Ma forse se qualcuno dicesse la verità il centrodestra pregiudicherebbe la prossima vittoria. Ho avuto ottimi rapporti con i segretari dei partiti della coalizione fino a qualche mese addietro. Poi è cambiato qualcosa. Perché? Non fatemi dire altro”.

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Magico allineamento di 5 pianeti visibili a occhio nudo: quando avverrà il raro fenomeno

LolNews

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pianIl cielo di giugno riserva per gli amanti delle stelle e non solo un raro fenomeno: l’allineamento di 5 pianeti visibili ad occhio nudo. Si tratta di un evento eccezionale che non si verificava dal 2004 e che potrà essere ammirato per tutto il mese.

Stando a quanto affermato da Skyandtelescope, buttando il naso all’insù è già possibile vedere Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno.

Sono loro i protagonisti astronomici dei prossimi trenta giorni che avrà il suo apice il prossimo 24 giugno. All’allineamento dei 5 pianeti si unirà anche uno spicchio di luna.

Per ammirare questo raro fenomeno, dovrete puntare la sveglia al mattino presto intorno alle 4:45 e dirigere il vostro sguardo tra Nord Est e Sud. L’alba e il tramonto sono i momenti migliori per vedere i 5 pianeti. Per individuarli potete partire da Venere il più riconoscibile dei 5. Questo pianeta è il più luminoso della volta celeste dopo Sole e Luna; si trova sopra la costellazione della BalenaMarte e Giove (che è il quarto corpo celeste per luminosità) li troverete vicini l’uno all’altro sotto la costellazione dei Pesci, mentre Mercurio sarà un puntino luminoso sopra quella del Toro. Infine per trovare Saturno, guardate in direzione Sud tra la costellazione dell’Acquario e quella del Capricorno.

Segnate le coordinate? Non ci resta che augurarvi buona visione e sperare che il cielo sia terso e limpido così da potervi regalare l’emozione di questo raro fenomeno.

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“Grazie giudice”. Il marocchino col machete torna libero

Marco Leardi
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Aveva rincorso un connazionale brandendo un machete, filmato da alcuni passanti mentre seminava spavento nel quartiere Aurora di Torino. La polizia lo aveva arrestato con l’accusa di lesioni aggravate, ma ora Hamza Zarir è stato tornato libero.

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Il giudice Piergiorgio Balestretti ha infatti accolto la richiesta del suo difensore, l’avvocata Francesca D’Urzo, di revocare la misura cautelare di detenzione emessa a suo carico. Una decisione accolta con soddisfazione dal 28enne marocchino, il quale – secondo quanto riportano le cronache – ha anche ringraziato il magistrato.

“Grazie signor giudice, grazie”, avrebbe affermato l’uomo, che ora avrà solo l’obbligo di firma (misura peraltro già in atto nei suoi confronti per un precedente di ricettazione). Il pronunciamento del giudice è arrivato al termine dell’udienza, al processo con rito abbreviato, nella quale sono stati sentiti alcuni testimoni per fare chiarezza sull’episodio accaduto lo scorso 1° giugno.

Quel giorno, Hamza Zarir era stato bloccato dagli agenti mentre si aggirava con un lungo coltello tra le mani, a torso nudo e ferito a sua volta. In un filmato, il ragazzo era stato inquadrato mentre inseguiva un connazionale, al momento non rintraccibile. “Io sono la vittima di un’aggressione: quel machete non era mio, l’ho solo raccolto da terra per difendermi”, aveva sostenuto l’imputato durante la convalida del fermo per lesioni aggravate.

Zarir aveva raccontato di essere stato aggredito da un gruppo di spacciatori alla fermata del tram. Una versione confermata anche da un amico che lo accompagnava. “Eravamo andati a firmare alla polizia, stavamo tornando a casa quando un gruppo di ragazzi ha iniziato a strattonare Hamza: avevano coltelli, una catena per biciclette, una stampella come arma, e anche lo spray al peperoncino e il machete”, ha detto l’uomo. A quel punto, i due avevano preso un tram per recarsi in ospedale e proprio sul mezzo erano stati fermati dalla polizia. Fatti e circostanze sulle quali ora si sta cercando di fare chiarezza proprio con l’aiuto di alcuni testimoni.

Nella concitazione di quel parapiglia era stata coinvolta e ferita – suo malgrado – anche un’anziana signora marocchina che transitava proprio in quel momento. “Mi sono nascosta dietro a un’auto”, ha raccontato la donna all’udienza. L’imputato ha voluto leggerle una lettera con cui le chiedeva scusa. “Non sono io ad averla colpita, ma mi dispiace”, ha affermato il 28enne marocchino, ricevendo il perdono della donna.

L’udienza è stata rinviata a mercoledì quando sarà sentito un altro testimone.

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