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Archive for the ‘Cultura’ Category

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Il bikini è romano di Sicilia

Gianfilippo Fontana

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Quando senti i francesi vantarsi di aver inventato il bikini nel 1946…

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… ma tu sei Siciliano, e sai che il bikini già esisteva a Piazza Armerina nel 325 d.C…”

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DA TROPPI ANNI TRALASCIANO I TESORI DI MILENA…

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PERO’ FANNO PROMOZIONE TURISTICA CON LE TOMBE MICENEE, IL MUSEO DELLA CIVILTA’ CONTADINA E IL CONVENTO DI SAN MARTINO RIDOTTO A MISERE ROVINE…

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… SENZA NEMMENO ARROSSIRE PER LA VERGOGNA !!!

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Fatalista

Fatalismo

Guido Clericetti

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Campa che ti passa…

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abelloQuesta passeggiata va fatta rigorosamente a piedi perché la nostra meta si trova in un posto piccino piccino, nel cuore di Bagheria. Seguiteci alla scoperta di tesori nascosti.

Oggi vi porto idealmente a spasso con me per dei vicoletti baarioti a scoprire tesori la cui esistenza è stata oscura fino a non molto tempo fa anche a me. E dire che la curiosità non mi è mai mancata, insieme alla voglia di guardarmi intorno. Stavolta però, quando vi indicherò bene dove ci troviamo, capirete da voi che era proprio complicato da intercettare.

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Una “passiata” tra i vicoli baarioti: dove si trovano gli agnonelli (nascosti) di Palaunia

Sara Abello

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Ai Cantieri Culturali alla Zisa nasce Averna Spazio Open

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zisaDa area industriale, tra le più importanti del ‘900, a centro di produzione culturale a Palermo l’Averna Spazio Open.

Il 31 agosto, il padiglione 7, il cosiddetto Spazio Incolto dei Cantieri Culturali alla Zisa ha aperto i battenti dopo un progetto di riqualificazione urbana portato avanti da Averna, il noto brand di amari, in collaborazione con la comunità dei Cantieri Culturali alla Zisa. Si tratta di uno degli ultimi tasselli della imponente azione di rigenerazione partita dall’acquisto dell’area delle ex fabbriche Ducrot avvenuta a metà degli anni ’90.

Per la serata inaugurale aperta alla stampa a salire sul palco è stato Roy Paci, mentre oggi è il Beat Full a battezzare gli eventi aperti al pubblico di questo nuovo spazio.

Dopo un anno di gestazione e il progetto dell’architetto Francesca Italiano prende vita Averna Spazio Open, uno spazio di oltre 2000 metri quadrati che sarà teatro di importanti eventi culturali. S’inizia con il Beat Full Fest (dal 31 agosto al 3 settembre) che porterà tra gli altri Miss Keta sul palco di Averna Spazio Open. Si prosegue con Sponde Sonore (sempre a settembre), il Festival Mercurio (da settembre a ottobre), Piano City (a ottobre).

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L’ex “spazio incolto”, abbandonato da anni, è stato riprogettato per trasformarsi in una piazza giardino con piante ed erbe aromatiche, con un’area relax che oggi diventa palco per eventi e concerti, con tavoli e sedute a disposizione per studiare e lavorare, con un anfiteatro ma anche con un bar all’aperto.

Lo spazio sarà a disposizione degli operatori culturali che ne sposano il “mood”. Averna Spazio Open, infatti, non solo sarà destinato ad eventi di qualità che possano essere di interesse per la comunità locale, ma è a caccia di idee. È già attiva la “call for ideas”, un modo per mettere al servizio dello spazio la creatività dei tanti talenti dell’Isola che hanno la possibilità così di proporre temi, iniziative e attività da realizzare nel nuovo hub.

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E’ solo un pensiero

di Briciolanellatte

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Lo so, sei una celebre star e sei abituata ad avere questo tipo di attenzioni, ma, ti ribadisco, non sono un fan qualunque, perché il mio amore per te è veramente autentico e sincero. Se solo tu mi dessi una possibilità, saprei dimostrartelo.
Mi ricordo ancora di quando, una decina di anni fa, ho visto per la prima volta un tuo film in tv. Sono rimasto incantato per la tua bellezza, la tua grazia e la tua bravura. E ora, a distanza di tempo, sei ancora più affascinante e meravigliosa.

Per fortuna ora ci sono i social. Nonostante il fatto che non rispondi alle mie mail e alle mie telefonate, grazie ai social appunto, so come passi le tue giornate, cosa pensi, quali sono i tuoi progetti per il tuo futuro. A proposito: Jack non ti merita, lo sai. Ne abbiamo già parlato. Non ha la sensibilità e la cultura giuste per comprenderti e valorizzarti. E poi non è neppure una persona seria, a volerla dire tutta, visto che è un donnaiolo impenitente come hai tu stessa dovuto sperimentare. A mio avviso ti prende in giro e non ti merita.

Io invece capisco subito cosa ti passa per la testa anche solo dall’espressione che hai in foto. Lui non ti guarda a sufficienza negli occhi, non sa cogliere quel che di stupendo c’è in te.
La casa a Malibu poi dobbiamo venderla. Costa troppo e non è poi tutto questo che. Sono sicuro che se venissi a stare qui a casa mia a Mendocino, ti sentiresti meglio. La tua villa è troppo dispersiva con tutte quelle stanze, senza contare il lavoro di manutenzione che ti dà il parco e la piscina a sfioro o i purosangue.

Certo, ci sarebbero delle migliorie da fare alla mia casetta. Ma se tu trovassi il tempo di dare anche solo un’occhiata alle foto che ti ho inviato tempo fa, potrei intanto avvantaggiarmi e cominciare a organizzarmi per apportare tutte quelle modifiche che riterrai opportune per sentirtela anche un po’ tua. Pensa al vantaggio di una piccola abitazione! Non dovresti circondarti di domestici, giardinieri e personal trainer. Qui basteremmo solo io e te, te e io.

Guarda poi che non tutti i tuoi amici mi piacciono. Scusa se te lo faccio notare, ma il nostro rapporto deve essere basato sulla sincerità. Capisco che devi frequentare il jet set e che certe frequentazioni sono necessarie per la tua carriera.

Ma io mi domando: vuoi davvero continuare a fare l’attrice internazionale tutta la vita? È faticoso e stressante, mentre se stessimo insieme potrei garantirti una vita decorosa e tranquilla senza che tu debba più lavorare limitandoti a fare la signora (la “mia” signora). Potrei persino mettermi in proprio. È da parecchio che ci penso.

In fondo in tutti questi anni passati da aiutante in un negozio di caccia e pesca ho imparato tante cose e con il tuo aiuto potremmo aprire addirittura un bel markettino. Mi rendo conto che guadagni milioni di dollari all’anno, ma cosa saranno mai i soldi se in fondo c’è l’amore? Tu, con il tuo fascino e la tua fama, saresti una calamita per i clienti. Qualora non ci fosse tanta gente in negozio, potresti intrattenerli nel modo amabile che tu conosci bene. Potresti inoltre occuparti della cassa standotene comodamente seduta. Io penserò a tutto il resto. Non è forse una splendida idea?
Per fare il grande passo ho però bisogno che tu mi dica se sei d’accordo, come penso. Il fatto che tu non voglia parlarmi, purtroppo, non mi aiuta nelle scelte, né in quelle presenti né in quelle future. E diventa tutto più complicato.

Lo so che mi è stata vietata ogni forma di contatto con te o anche solo con uno dei tuoi familiari entro un raggio di 500 metri. Ho letto la diffida che mi hai fatto fare dai tuoi costosi avvocati.

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Smaccato

SMACCATO (smac-cà-to)

unaparolaalgiorno

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d7d1172a15c09f04984c5e310845ab1dTroppo dolce, nauseante; esagerato, sfacciato, eccessivo. Etimo incerto; forse da smaccare, che significa ‘avvilire, umiliare, svergognare’, di origine incerta, forse da ricollegare ad ammaccare, di etimo oscuro ma che forse è un derivato del latino macula, ‘macchia’.

Qui siamo davanti a parole non particolarmente ricercate che però fra significati ed etimologie formano un intrico su cui i migliori studiosi si sono arrovellati senza riuscire a fare luce chiara.

Già, perché per quanto le loro forme siano prossime i loro significati sono distanti, e sembrano irriducibili a un’origine comune: se lo smaccato è il troppo dolce, l’eccessivo, invece lo smacco (al fianco dello ‘smaccare’) è l’onta, la delusione bruciante, l’umiliante sconfitta. C’è chi ha ipotizzato che siano riconducibili tutte, da ‘smaccare’, ad ‘ammaccare’, ma nessuno ne sembra persuaso.

smacLo smaccato non lo conosciamo tanto come participio passato di ‘smaccare’ (anche perché è un verbo desueto), ma con dei significati propri: alla fine del Cinquecento emerge in italiano parlando di un sapore. Il sapore descritto dallo smaccato è un dolce esagerato, perfino nauseabondo.

Dopo un mese d’infusione scopriamo che il nostro limoncello è smaccato perché abbiamo sbagliato le dosi di sciroppo, ci sembrano smaccati i torroni di cui è ghiotta la nonna, e nel momento di gran fame la torta smaccata è comunque godutissima.

awMa più consuetamente lo smaccato è per noi in genere l’esagerato, l’eccessivo: lo zio ha una fortuna smaccata nelle lotterie, l’amico si prodiga in lodi smaccate per pura piaggeria, e quando ha due soldi in più il collega ostenta in modo smaccato i suoi nuovi acquisti.

C’è una sfacciataggine intensa, nello smaccato, un troppo che non tenta di nascondersi e che anzi è palese come è palese un sapore tanto dolce da urtare – e in questo richiamo sensoriale, e nel suo suono schioccante, quasi allappato, mostra la sua forza.

Così come è fine notare la vicinanza di parole che non s’immaginano prossime, è fine notare la lontananza di termini che parrebbero naturalmente parenti: e quanto è lontana la sofferenza dello smacco dalla dolcezza che aggozza dello smaccato.

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