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Archive for the ‘Cultura’ Category

Torna il Kaos Festival, dal 18 al 20 gennaio al Centro culturale San Domenico di Canicattì, un percorso ideale tra libri, arte e sapori. I premi speciale creati dall’Accademia d Belle Arti Michelangelo.

Daniela Gambino

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Torna il Kaos e promette di creare stimoli, dare spunti e idee. Kaos Festival ripropone a Canicattì il suo format vincente, creando un percorso ideale tra libri, arte e sapori. Le date da segnare in agenda sono il 18, 19 e 20 gennaio.

Tre giorni in cui l’editoria e l’identità siciliana fanno festa, all’insegna della legalità, delle eccellenze umane e materiali. il Kaos Festival, itinerante per scelta e inclinazione (come non portare in giro la cultura?), in occasione dell’edizione del 2019 verrà ospitato nello splendido complesso del centro San Domenico. ristrutturato su progetto dell’archistar Paolo Portoghesi.

L’arte e la cultura vanno a braccetto. Il festival infatti non è solo una fiera del Libro con editori siciliani indipendenti, ma offre uno spazio con allestimenti di mostre e installazioni di artisti straordinari, curato da Salvino Marrali e Aldo Cammalleri e un angolo degustazioni di qualità, sapori ed eccellenze che scopriremo insieme ad Antonio Cani, sabato 19 gennaio alle ore 12, con il coordinamento di Piera Lo Leggio che cure le numerose e sorprendenti incursioni artistiche.

In quest’ottica si rinnova la collaborazione, fondamentale, fra il Kaos Festival e l’Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento.

Kaos festival non solo vivifica e crea eventi lungo un intero week end, ma crea legami con il territorio, “contamina” e ribadisce alcune necessità, “fare arte e scommettere sulla cultura come volano di crescita – sottolinea il direttore artistico Peppe Zambito – creare una fitta serie di appuntamenti che dimostrino la capacità trasformativa della cultura, dei libri, del confronto, che ribadiscano l’importanza del patrimonio di tradizioni e saperi”.

I premi speciali, dunque – uno dedicato alla memoria dei Giudici Rosario Livatino e Antonino Saetta –  saranno manufatti pensati e realizzati dal maestro Domenico Boscia, artista riconosciuto, oltre che docente dell’Accademia, attualmente impegnato in un progetto di ricerca in Spagna.

Si tratterà di un piatto in ceramica che riporta il logo che accompagna il Kaos Festival ormai da anni.

“Per noi è importante condividere l’esperienza del Kaos Festival – fa sapere Alfredo Prado, direttore del’Accademia BB.AA: “Michelangelo” – l’idea di fondo, coinvolgere il pubblico su temi seri, e riportare i libri in primo piano, discuterli e assimilarli, fa parte delle nostre priorità, siamo convinti che sia una delle azioni necessarie non solo alla crescita personale ma al miglioramento generale del territorio”.

Presenti in programma una serie di incontri, fra cui quelli con l’Assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla e con lo scrittore Gaetano Savatteri, intervallati da momenti di musica, teatro e intrattenimento.

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Selezionati i finalisti delle tre sezioni del concorso letterario promosso nell’ambito del Kaos Festival dell’editoria, della legalità e dell’identità siciliana

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Selezionati i finalisti delle tre sezioni del concorso letterario promosso nell’ambito del Kaos Festival dell’editoria, della legalità e dell’identità siciliana, che si terrà nei giorni 18 19 e 20 gennaio 2019.
La manifestazione, che quest’anno fa tappa a Canicattì, si svolgerà nella prestigiosa sede del centro culturale “San Domenico”.
Per la narrativa:
Davide Camarrone “Tempesta” Corrimano Edizioni, Gianfranco Perriera “L’amore custodito” il Palindromo, Nicolò D’Alessandro “La cantautrice muta” Edizioni Medinova, Sibilla Gambino “Il silenzio dell’orso” Carlo Saladino Editore e Christian Bartolomeo “Le Quindici” Navarra Editore.
Per la sezione “Racconti”
la terna finalista è composta da: “Le stelle di Minicuzza” di Maria Carmela Miccichè, “Telone americano” di Giuseppe Pierconti e “Grazia” di Maria Concetta De Marco.
Finalisti sezione poesia:
“L’ulivo” di Rosaria Alaimo; “Io, Isola” di Elisabetta Ternullo e “‘A notti…ddri vuci” di Giuseppa Iacono  Baldanza.
A presiedere la giuria della sezione narrativa sarà Francesco Pira, giornalista, scrittore e Professore presso l’Università di Messina.
Anche per l’edizione 2018, oltre alle consuete Conversazioni letterarie e la Fiera del Libro, sono previste numerosi appuntamenti collaterali:  mostre,  degustazione di prodotti locali,  incursioni musicali e momenti teatrali. Un programma ricco e variegato con la direzione artistica di Peppe Zambito.
Programma e i premi speciali assegnati verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà nei primi di gennaio alla quale prenderanno parte, oltre al direttore artistico, il Sindaco di Canicattì Ettore Di Ventura, l’assessore alla cultura Katia Farrauto, il presidente di giuria Professore Francesco Pira e per l’associazione Ahtena (partner organizzativo) il Presidente avvocato Giovanni Salvaggio e la dottoressa Mariella Di Grigoli responsabile comitato scientifico dell’associazione

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Il vecchio Puck

Il vecchio Puck

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Il plotone stava prendendo il suo posto lentamente. L’esecuzione sarebbe stata eseguita, come da regolamento, all’alba contro il muro nord della caserma, là ove viene buttato il materiale non riparabile e gli scarti delle camerate e della cucina.
L’alba sembrava tardare sul filo dei monti lontani. E qualcosa si muoveva laggiù tra le ombre incerte della notte che si diradavano sasso dopo sasso; ma qualunque cosa fosse era protetta dal grigiore informe della luce. Forse era un coyote dallo stomaco vuoto, forse solo un sogno che non voleva abbandonare il mondo delle cose irreali.
McFarland si era sistemato in piedi guardando la radura. Un piede più avanti dell’altro, la sigaretta appena accesa tra le labbra. Faceva freddo ma la giacca la teneva aperta sul davanti e il bavero alzato come un capitano che scrutasse l’orizzonte e studiasse la debolezza delle difese nemiche. Il plotone si sistemò a pochi metri davanti a lui. I volti dei camerati erano induriti dalla notte insonne e dal nervosismo del momento. I fucili erano già pronti e le canne brunite sembravano listate a lutto. Un urubù dal collo nudo spiccò il volo con un grande sbatter d’ali, giusto per godersi lo spettacolo dall’alto.
«Signore, il prigioniero non può essere messo di spalle, Signore?»
Chiese Namara violando la consegna del silenzio durante l’esecuzione.
Il sottotenente sembrava aspettarsi quella domanda ma prese tempo. Poi urlò contro i monti che si stavano scoprendo al sole:
«Il prigioniero non è un disertore, Namara, e deve essere fucilato di fronte.»
«Signore, il prigioniero può essere bendato, Signore?» fece O’Roorke che neppure lui voleva sparare a un amico guardandolo negli occhi.
«È lui che non vuole la benda» rispose il sottotenente questa volta a voce più bassa, ma tutti lo sentirono bene perché sembrava provenisse direttamente dal profondo del proprio cuore.
«Perché l’hai fatto McFarland, perché?» mormorò un altro del plotone. Forse era Dooghan o forse Cameron, non lo sapremo mai. Ma McFarland non rispose o se lo fece fu coperto dal grido del sottotenente che spaccò in due l’aria come un tuono.
«PLOTONE, ATTENTI!»
McFarland ci guardava come se ci sfidasse. Noi, i suoi più cari amici.
«CARICARE!» urlò subito dopo.
«Pensaci tu al Vecchio Puck» mi disse McFarland.
Avevamo chiamato così un bellissimo maschio di cervo in cui ci eravamo imbattuti anni prima quando andavamo a caccia lassù nella gola del Puck’s Glen nel Cowal. La prima volta gli avevamo sparato mancandolo di poco mentre la seconda dovevamo averlo colpito, ma lui era rimasto immobile a osservarci quasi divertito, come se sapesse d’essere immortale; e poi si era girato trotterellando in direzione del Loch Lomond. Ci eravamo tornati tante altre volte ancora, io e lui, dimenticandoci del fucile e solo per vedere quel cervo maestoso il cui bramito d’amore riempiva la valle e faceva fremere i larici.
«PUNTARE!»
«Sì, andrò a trovarlo…» gli risposi meccanicamente pensando che tanto a McFarland non avrei tirato se non di lato per non colpirlo. Il cuore mi scuoteva le tempie.
«FUOCO!»
Quel ricordo mi distrasse. Esplosi il colpo una frazione di secondo in ritardo rispetto a tutti gli altri camerati che già avevano premuto il grilletto.

 

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Ogni Cometa ha il suo Presepe

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«Si può sapere cosa sta succedendo, quest’anno?» chiese Karim mettendosi a tracolla una pecorella e rivolgendosi alla moglie.
«È vero! Eravamo già al nostro posto di questi tempi…» gli rispose Aisha con gli occhi tristi.
«Non ci resta che pregare…» sospirò la Madonnina nella Capanna rovesciata e ingombra della mangiatoia vuota.
«Io però dovrei fare pipì…» puntualizzò San Giuseppe agitato.
«La verità è che non mi sembra che quest’anno lui abbia voglia di fare il Presepe…» fece il Re Magio Baldassarre indicando il Padrone di Casa attraverso la parete in plexiglas dello Scatolone del Presepe.
«Convengo, caro collega» fece il Re Magio Melchiorre con sussiego. «Hanno preparato da giorni l’albero e sistemato pure gli addobbi nelle diverse stanze; ma non hanno né raccolto il muschio né liberato il caminetto dalle cianfrusaglie per far posto a Noi. La vedo male, ah se la vedo male…» e cercò di spostare la zampa di un agnellino che gli finiva continuamente sulla testa.
«Potremmo cantare un bel coro tutti insieme per attirare l’attenzione…» fece l’Angioletto che sul tetto della Capanna regge sorridente la scritta “Pace in terra agli uomini di buona volontà“.»
«Ma che coro e coro!» disse un Principe caldeo, a cavallo di uno splendido cavallo arabo, armato di tutto punto. «È un insulto al Natale e a quello che rappresenta. In meno di mezzo giornata posso tornare qui alla testa di diecimila miei fidi e vedrete se non risolviamo una volta per tutte questa incresciosa situazione!»
«Principe Ammukani,» esortò Qualcuno in modo ieratico dal fondo dello Scatolone «orsù rinsavisci da uomo saggio qual tu sei; non parlare come gli ultimi degli stolti: il Natale è un momento di bontà, comprensione e gioia tra gli Uomini…»
«Ma contro gli infedeli c’è solo un linguaggio che vale la pena usare, mio Signore…» fece Ammukani sguainando la scimitarra e dividendo in due la Colomba della Pace.
«La vedo male, ah se la vedo male…» ripeté Melchiorre spostando ora una zampogna che gli era finita tra le costole.
«Ve l’avevo mai detto che soffro seriamente di claustrofobia?» fece a quel punto il Re Magio Gaspare con voce strozzata «Qui dentro non c’è aria, non ne posso più.»
«E cosa dovrei dire io allora che è un anno che mi ritrovo con la faccia praticamente tra le chiappe dell’Asinello?» sbottò Baldassarre. «Ho provato a non respirare, ma non è cosa…»
«Io dovrei fare davvero pipì…» insistette San Giuseppe saltellando.
«Te l’avevo già detto a gennaio di farla prima di entrare nello Scatolone, o mio Sposo, ma non mi dai mai retta…»
«Hai ragione, ma è la prostata mia Diletta; e poi nella fretta di metter via le cose me ne sono dimenticato; a proposito… è da un po’ di giorni che non vedo la Mucca.»
«È un Bue, mio Sposo, un Bue. Il Bue e l’Asinello, ricordi?»
«Bue? Ah… ecco perché non fa il latte!»
«Almeno fate tacere quell’Angelo che suona la tromba» brontolò Gaspare aggiustandosi il copricapo tutto spiegazzato. «Sono dodici mesi che prova sempre lo stesso pezzo e continua pure a sbagliarlo…»
«SÌÌÌÌÌÌÌ, FACCIAMOLO TACERE!» urlarono in molti all’unisono.
«È un pezzo molto difficile da suonare questo della Gloria nell’Alto dei Cieli, cosa credete?» disse indispettito l’Angelo della Gloria nell’Alto dei Cieli. «E la tromba che mi hanno dato è ricavata da un femore di cavallo… vorrei vedere voi.»
«Intanto da qui non ci si schioda… ed è quasi Natale…» disse la Lavandaia-che-attinge-l’acqua-dal-pozzo «non riusciremo mai a convincerlo a preparare il Presepe…»
«Aspetta, aspetta…» fece il Re Magio Gaspare con voce quasi garrula. «Forse… Ma sì, sta venendo verso di Noi… sta prendendo proprio il nostro Scatolone. Ragazzi, si va in scena anche quest’anno!»
«Oh… grazie al Cielo: le mie preghiere sono state ascoltate» fece la Madonnina inginocchiandosi di nuovo. «Ringraziamo l’Altissimo.»

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I tre doni di Dio

Théophile Gautier, l’autore di Capitan Fracassa, ha così sintetizzato che cosa sia essenziale al mondo:

“Dio si è riservato la distribuzione di due o tre piccole cose sulle quali non può nulla l’oro dei potenti della terra:

il genio, la bellezza e la felicità”.

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Domani, domenica 6 gennaio, ingresso gratuito per tutti alla #ValleDeiTempli.
E a partire dalle 10:00 non perdetevi il presepe vivente e la degustazione di ricotta presso Casa Barbadoro.
Vi aspettiamo!

Tomorrow, Sunday, January 6, free admission for all to the #ValleyOfTheTemples.
From 10 a.m. do not miss the Nativity and the ricotta cheese tasting at Casa Barbadoro.
We’ll be waiting for you!

Credits: G. Mendola

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“Non siamo a libro paga dei petrolieri”

 

Musumeci e il commissario Arena in aula consiliare durante la visita istituzionale

Il modello di riconversione industriale avviato a Gela “deve essere seguito tanto a Milazzo quanto nel siracusano”.

Il presidente della Regione Nello Musumeci lo ha precisato in questo inizio d’anno, nel corso di un’intervista rilasciata a Meridionews.it.

Il governatore sembra molto interessato alle cose gelesi e si è soffermato proprio su quanto sta accadendo in città. E’ sua la nomina del commissario Rosario Arena che traghetterà il Comune fino alle prossime amministrative e Musumeci un messaggio lo lancia chiaramente.

“Noi non siamo nemici dei petrolieri – ha detto durante l’intervista – ma non siamo neanche iscritti sul loro libro paga. Quindi o loro si adeguano alla nuova economia compatibile, oppure in noi non avranno un interlocutore attento e disponibile”.

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Regione Siciliana: OK alle Zone Economiche Speciali.

Il leader di DiventeràBellissima, che lo scorso novembre è stato in visita ufficiale a Palazzo di Città, si sbilancia anche su un tema che potrebbe essere decisivo, almeno da un punto di vista di nuovi finanziamenti e di investimenti facilitati.

Gela sarebbe infatti destinata a rientrare tra le Zone economiche speciali dell’isola. “Un impulso arriverà anche dalla Zes, la zona economica speciale – ha continuato – le Zes non sono ancora partite perché manca il decreto attuativo del governo nazionale, ma noi siamo già pronti. Quando partiranno, zone come Gela ma anche altre subiranno un impulso positivo”.

Quasi un annuncio anticipato. Da mesi si cerca di capire se per l’area locale ci sarà posto nel sistema delle Zes isolane.

Lo stesso Musumeci rilancia quanto aveva già sostenuto nel corso della sua visita ufficiale in città, puntando sulla valorizzazione del “petrolio archeologico”.

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il PETROLIO ARCHEOLOGICO

“Ma non è solo il modello industriale al quale dobbiamo puntare – ha detto ancora – Gela è tornata a essere un grande giacimento archeologico, mai valorizzato. Segno evidente che quella città può puntare su un turismo culturale di qualità.

Non è un caso che proprio nel 2019 vogliamo realizzare a Gela un Museo delle Navi Antiche, perché poi i musei non sono soltanto a terra. Se questo viene fatto anche ad Acireale o a Milazzo, io credo che la Sicilia non sarà più la terra del più grande petrolchimico d’Europa, ma sarà una terra a vocazione turistica”.

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