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Archive for the ‘Cultura’ Category

In una chiesa, che cos’è l’AMBONE?

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Colti e non colti

C’è della gente che possiede una biblioteca…

 

…come gli eunuchi hanno un harem.

 

Victor Hugo

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La Valle anno 200

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Il Castello di Cafuri

Armano Carruba
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L'immagine può contenere: cielo e spazio all'aperto
La storia del castello Tafuri inizia nel 1933 quando il marchese Bruno di Belmonte, ammaliato da quello scorcio di territorio pachinese, volle costrurvi un edificio che ne fosse all’altezza.
E pretese che per la costruzione fosse usato solo materiale della cava di pietra dell’Isola delle Correnti.
L’opera, progettata dall’architetto Saverino Crotti di Firenze, fu portata a termine nel 1935 e divenne proprietà della famiglia Tafuri solo alla fine degli anni ’50.
In stile liberty, il castello si erge accanto a quella che fu la tonnara di Portopalo.
Antonio Randazzo sul Castello di Tafuri, risalente al sec. XVI, nell’isolotto di Capo Passero, ha scritto:
castello-tafuri
“Riflette i raggi del sole al tramonto mentre domina la vecchia Tonnara.
Si erge sull’estremità sud orientale della Sicilia, lungo la strada di Portopalo che conduce nella zona archeologica di Scalo Mandrie.
Il castello Tafuri a Portopalo è una struttura che sorge in una zona di incomparabile bellezza naturale.
Prima di Schumacher, Flavio Briatore si era interessato al castello Tafuri. Ma l’affare non si fece.
A scoraggiare forse il prezzo dell’acquisto e le spese per la ristrutturazione.
Oppure, peggio, le classiche voci, su riti satanici e sacrifrici demoniaci che si sarebbero consumati tra quelle mura.

 

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Dove si trova l’APPARATO DI GOLGI?

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Le feste, il meteo, i detti siciliani, i patronati: la grande popolarità del santo di Tours

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San Martino, non solo estate: 6 cose da sapere sul patrono di tante categorie

di Carmen Greco

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San Martino, non solo estate: 6 cose da sapere sul patrono dei cornuti

Chi era

Martino di Tours è stato un vescovo e confessore francese venerato come santo dalla Chiesa Cattolica, Ortodossa e Copta.

Nato nel 316 o 317 Dopo Cristo, figlio di un tribuno della legione romana, era originario della Pannonia, l’attuale Ungheria. La sua ricorrenza cade l’11 Novembre, il giorno dei suoi funerali a Tours.

San Martino è il patrono di cavalieri e cavalli, dei sarti e dei mendicanti, dei poveri e dei sinistrati, dei fabbricanti di botti e degli ubriachi, degli alcolizzati guariti, dei sommelier e anche dei mariti traditi.

San Martino e la Sicilia

Detti siciliani: “A San Martino ogni mustu diventa vinu“; “S’ammazza lu porcu e si sazza lu vinu“; “Abbagnatu nn’u muscatu“: la tradizione prevedeva un San Martino dei ricchi, che è quello dell’11 novembre, e uno dei poveri, che per festeggiare attendevano la prima Domenica successiva al giorno 11. Il San Martino dei poveri veniva festeggiato a Palermo, con il rito del biscotto di San Martino inzuppato nel vino moscato e liquoroso, il “moscato di Pantelleria” che grazie alla particolare fermentazione presentava un profumo fruttato ed un gusto dolce ed aromatico.

Un’altra curiosa tradizione è quella che si svolge a Palazzo Adriano. Qui si ripete una antica usanza che vede i parenti di una coppia farsi carico delle spese degli sposi novelli per la casa e il cibo utile per tutto l’anno. Si prevede anche che durante le ore della mattina, alcuni bambini sfilino per le strade del paese, portando ceste piene degli squisiti “pani di San Martino”. Ai genitori dello sposo spetta in questa occasione regalare ”u quadaruni”, cioè la grossa pentola di rame e, a quelli della sposa “a brascera”, cioè il braciere di rame che serve a riscaldare la casa nei mesi invernali.

A Messina e più precisamente a Mongiuffi Melia, sul versante ionico, si svolge la tradizionale Sagra “Odori e Sapori della Valle del Ghiodaro”. Sempre a Messina nella frazione San Martino del comune di Spadafora si festeggia San Martino santo Patrono del borgo.

Il vino di San Martino

San Martino è collegato al settore viti-vinicolo in quanto protettore di vendemmiatori, dei viticoltori, ma anche dei consumatori di vino. Tra i tanti miracoli a lui attribuiti va ricordato l’aver favorito, da poca uva, una grande produzione di vino.

San Martino viene tirato in ballo anche per l’uva prodotta dai tranci secondari della vite  che maturano tardivamente l’uva di San Martino, che di solito veniva raccolta dai dipendenti delle aziende per prodursi un vino di bassa gradazione da consumarsi prima dei grandi caldi.

L’estate di San Martino: arriva anche quest’anno

E’ famoso l’episodio di Martino a cavallo, che con la spada taglia in due il suo mantello militare, per difendere un mendicante dal freddo. Subito dopo, secondo la leggenda apparve il sole. Da allora, ogni anno arriva l’estate di San Martino, giorni tradizionalmente con un clima più mite.

E secondo le previsioni arriverà anche quet’anno, probabilmente con un giorno di ritardo visto che sabato 10 e domenica 11 novembre il meteo porta piogge anche abbondanti in Sicilia, ma dopo si dovrebbe aprire una lunga fase mite e soleggiata favorita dall’alta pressione. Ci aspettiamo quindi tempo molto stabile e soleggiato per tanti giorni su praticamente tutta la Penisola. Questa particolare condizione meteorologica prende il nome di Estate di San Martino, per sottolineare un periodo autunnale in cui, dopo il primo freddo e le piogge, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore quasi estivo.

 

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