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Archive for the ‘Cultura’ Category

abcUn po’ di Relax

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L’ortoclasio è:

 

un giardino chiuso?

un minerale alcalino

un osso dell’avambraccio?

(altro…)

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Vettovaglia (vet-to-và-glia)

unaparolaalgiorno.it

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Quanto è necessario al sostentamento di una comunità di persone dal latino tardo victualia, propriamente neutro plurale del classico victualis ‘che riguarda il vitto’, derivato di victus ‘vitto’, derivato di vivere.
Questa gustosissima parola, che riempie a lungo la bocca solo a pronunciarla, descrive ciò che è necessario per il sostentamento alimentare di una comunità di persone – difatti è nipote del ‘vitto’, nutrimento necessario per vivere. Va notato subito che di solito se ne parla al plurale, ‘vettovaglie’, curiosa reiterazione di quella forma propriamente plurale che aveva già in latino.

Le comunità che consideriamo sono delle più svariate: spesso e anzi classicamente si tratta di comunità militari, ma non solo. I generali organizzano l’approvvigionamento delle vettovaglie per l’esercito, i naufraghi si mettono subito alla ricerca di vettovaglie nello scafo arenato, e tornati a casa dopo la lunga vacanza ci si preoccupa delle vettovaglie – qualcuno deve andare a fare la spesa, non io.

Un carattere accessorio ma molto interessante delle vivande in questione è la loro strumentalità: non di rado ci si cura delle vettovaglie che servono non per un sostentamento generico, ma di sostegno a un fine specifico. Per esempio si devono preparare le vettovaglie per il viaggio a piedi, al mattino cuciniamo le vettovaglie da portarci in spiaggia (e che alle undici saranno già finite), e prima della maratona di studio con gli amici si approntano ricche vettovaglie.
(E lo possiamo dire? Quella sfumatura progettuale, quasi rituale, che troviamo spesso nelle vettovaglie è rafforzata da quel ‘tovaglie’ con cui finisce: niente di etimologico, beninteso, ma ci chiama subito all’orecchio un desco imbandito, nevvero?)

 

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Free Flyght Day a Montedoro

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Ancora un evento all’insegna dell’entusiasmo e della partecipazione per gli allievi della Scuola Secondaria di Primo Grado “L. Pirandello” di Montedoro retta dal Dirigente Scolastico, Prof.ssa Calogera Genco.

I giovani allievi dell’Istituto, mercoledì 15 novembre, sono stati protagonisti di una giornata didattica e divulgativa sul volo libero coordinata dal Professor Angelo Alfano, docente di matematica e scienze, e organizzata grazie alla partecipazione dell’Associazione Volo libero, Ali Sicane e del presidente Bruno Catania che si è prodigato per la perfetta riuscita della manifestazione.

L’attività ha interessato l’intera giornata scolastica. Gli alunni hanno accolto    favorevolmente la presenza dell’esperto deltaplanista, Bruno Catania, che ha spiegato loro le diverse tecniche di volo, in particolare il volo libero, come questo dipenda dalle correnti ascensionali e dal vento partendo dalle origini fino ai giorni nostri.

Ancora una volta i piccoli discenti di Montedoro si sono, poi, trasformati in veri e propri intervistatori ponendo al presidente dell’Associazione delle domande relative agli argomenti trattati facendo trasparire curiosità e interesse .

La parte, sicuramente, più entusiasmante ha riguardato il montaggio, nei locali della palestra, di un deltaplano e di un parapendio con relativa descrizione delle diverse fasi che ha suscitato non solo partecipazione, ma soprattutto emozione nei discenti che per la prima volta visivamente e fattivamente hanno potuto ammirare, toccare e provare da vicino attrezzature e strumenti, per loro, fino ad allora sconosciuti.

In seguito la scolaresca ha dato il via ad un dibattito che si è concluso con la visione di alcuni voli liberi effettuati dallo stesso deltaplanista e quello che ha maggiormente incuriosito i ragazzi è stato quello realizzato dal Monte Ottavio proprio perché all’interno del loro territorio di appartenenza.

A fine giornata tutti gli alunni hanno ricevuto un attestato di partecipazione.

L’attività sopra descritta rientra nell’ambito dell’apprendimento scolastico in quanto è pertinente ad alcune attività didattiche concernenti gli strati dell’atmosfera, la pressione atmosferica, i venti e la relativa classificazione e strumenti di misurazione dei gradienti.

Attività didattica che prevede l’acquisizione di una maggiore consapevolezza riguardo alle disciplina aeronautica in riferimento alle tematiche relative all’atmosfera terrestre.

Il Dirigente Scolatico si congratula per la riuscita dell’evento a dimostrazione del fatto che iprogetti curriculari rappresentato un arricchimento non solo dal punto di vista didattico-disciplinare, ma anche e soprattutto dal punto di vista emozionale dati l’enormeentusiasmo mostrato dagli studenti per l’evento.

Bruno Catania si dichiara soddisfatto della giornata, dell’interesse che ha riscontrato nei giovani alunni anche perché ciò gli ha consentito di pubblicizzare lo sport da lui praticato che è soprattutto una passione.

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L’amica

L’amica

di Briciolanellatte

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amicaA Marcello era morto il padre da qualche mese. Anche se il genitore aveva superato i novant’anni, perderlo era stato pur sempre un fatto che oltre a turbarlo profondamente lo aveva colto di sorpresa. Non si riesce mai a realizzare che la persona che ti è stata vicina fin dalla nascita all’improvviso non ci possa più essere.

Ciò che lo preoccupava di più però era la madre. Loro erano stati sposati per più di 55 anni. Più di una vita, fino a confondersi con essa.

La morte del marito l’aveva devastata. Per mesi era rimasta chiusa in casa, in una sorta di mutismo doloroso, seduta sulla poltrona preferita di lui. Non batteva ciglio, sembrava persino non respirare. Poi piano piano aveva ripreso la vita normale. Ma era sempre taciturna, assente, come se fosse scesa in un pozzo.

Fino a qualche giorno fa.

Marcello, telefonandole aveva sentito un’altra voce, un altro tono. Sembrava ritornata giovane, a quando era il vero motore della casa.

«Ho conosciuto una nuova amica» gli aveva riferito per telefono e il suo sorriso attraverso il cavo telefonico era arrivato intatto e radioso sino alla immaginazione del figlio. «Si chiama Annina».

Ed era stato il caso ad averle fatte incontrare, gli spiegò. Lei aveva perso la strada andando chissà dove ed era entrata nel suo giardino chiedendo informazioni. E così avevano cominciato a parlare, a discutere di ogni cosa, a ridere e scherzare, come se fossero state sempre grandi amiche. Aveva saputo che era di Padova dove aveva passato la sua gioventù sino a quando non si era innamorata di un bel tipo che l’aveva portata con sé ad Alvona per poi lasciarla per un’altra dopo qualche tempo.

Marcello, incuriosito di un così grande cambiamento, si mise in macchina un week end e andò a farle visita nella sua casetta di campagna.

Appena arrivato la vide che stava badando alle sue rose; era in splendida forma, ben vestita, raggiante, serena.

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CCI APPIZZARU LU SCECCU E LI CARRUBI

Sara Cappello

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Cc’era ‘na vota un Capaciotu, unu di chisti cu la pagghia-luonga, e purtava un sceccu càrricu di carrubbi. ‘Ncugna un malufujutu di chisti chi vannu strati strati, ‘nfila la manu, e cci pigghia un pugnu di carrubbi. Lu Capaciotu cci abbia c’un càuciu ‘nta li sigreti, e lu stinnicchia ‘n terra. Currinu li genti:

– Mischinu, mischinu!… Stu viddannazzu! ca pi nenti ammazza li genti! – e cci vulia chiantari di manu a lu Capaciotu.

Nta mentri, vennu li sbirri, unu accùcchia a lu Capaciotu, n’àutru si pigghia lu picciottu assintumatu, e n’àutru lu sceccu.

Causa, Patrucinaturi, Avvocati, cumprimentu a chistu, terzu a chiddu: lu poviru Capaciotu nni nisciu pi puru miraculu; ma ‘nta tricchi e barracchi cci appizzò lu sceccu e li carrubbi.

(raccontata da Agatuzza Messina di Palermo)

 

 

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