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Archive for the ‘Religiosità’ Category

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 22,15-21

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downloadIn quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva ridotto al silenzio i sadducei, ritiratisi, tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi.
Mandarono dunque a lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno.
Dicci dunque il tuo parere: E’ lecito o no pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché mi tentate?
Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro.
Egli domandò loro: «Di chi è questa immagine e l’iscrizione?».
Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

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LA DRAMMATICITA’ DELLA FAME NEL MONDO RIMANE UN’EMERGENZA

Franco Petraglia

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Contrariamente alle numerose affermazioni di principio-dichiarazioni d’intenti fatte nel tempo da parte dei Paesi ricchi del pianeta, la fame continua a rappresentare una quotidiana emergenza mondiale.

La conferma di quanto sopra ci viene data anche dai recenti rapporti del World Food Program (Agenzia dell’ONU), che stima in 800 milioni circa le persone che nel mondo soffrono di malnutrizione. Le nazioni più colpite sono: Etiopia, Eritrea, Congo, Angola, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Guinea, Burundi ed altri Stati africani.

Questa “brutta bestia” uccide ogni anno, nel mondo, circa 3 milioni di bambini. A lanciare l’allarme è il nuovo rapporto di “ Save The Children.” E’ una vergogna! Noi “lottiamo” ogni giorno contro le malattie causate dall’iperalimentazione, mentre ci sono nel globo interi popoli che vengono costantemente morsi dalla fame.

Basta con interventi propagandistici e dalle connotazioni quasi esclusivamente assistenzialistiche e pietistiche.

E’ necessario che questi Paesi sfortunati, che tendono la mano per chiedere l’elemosina, si affranchino completamente dalle dipendenze economiche e  politiche verso gli Stati più opulenti: più giustizia sociale, più uguaglianza, più pace, più benessere materiale! Solo se riusciamo ad offrire ossigeno vero a questi nostri fratelli disperati, possiamo dire di aver lavorato per la civiltà e il progresso di tutta l’umanità.

Parole sante quelle di Papa Bergoglio nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione che si è celebrata presso la FAO di Roma il 16 ottobre scorso:” La fame non è una malattia incurabile”.

E qui amo riportare anche altre tre citazioni: “I poveri non possono aspettare”(San Giovanni Paolo II); ”Non capisco perché, se do da mangiare ai poveri mi chiamano santo, se chiedo perché i poveri non hanno da mangiare mi chiamano comunista” (Dom Hèlder  Pessoa Camara (compianto Arcivescovo cattolico e teologo brasiliano) ; “Il sazio non crede al digiuno” (la buonanima di mia madre).

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 22,1-14

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Mt-221-14.jpgIn quel tempo, rispondendo Gesù riprese a parlare in parabole ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio.
Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire.
Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono gia macellati e tutto è pronto; venite alle nozze.
Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.
Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.
Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l’abito nuziale, gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz’abito nuziale? Ed egli ammutolì.
Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

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IN CHIESA MANCA IL SENSO DEL PUDORE

Franco Petraglia

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1502462023-chiesaPremetto che non sono un moralista né tanto meno un baciapile, ma credo che si stiano superando il limiti della decenza.

Ho notato, nell’estate appena trascorsa, che le nostre chiese sono diventate delle spiagge o altri luoghi pubblici. Ogni anno è sempre peggio tra scollature provocanti, trasparenze, pantaloncini inguinali e via discorrendo. L’atteggiamento di decoro, il senso della misura, ma soprattutto il pudore, sono letteralmente scomparsi.

Ricordo, ai miei tempi, che c’era più rispetto verso il Signore e al luogo sacro. Le donne, prima della santa comunione, dovevano mettere il velo in testa. Ritengo sia necessario e opportuno, da parte dei presbiteri, un pacato richiamo al buon senso. Altrimenti, mi verrebbe da esclamare “O tempora, o mores” (Cicerone).

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Papa Francesco, le donne nella Chiesa e… l’utopia del “neutro”

Renato Pierri

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imagesPapa Bergoglio mi è simpatico, spesso ne ho fatto gli elogi e quindi penso possa permettermi ogni tanto anche di rivolgergli qualche critica. Scherzando un po’, con tutto il rispetto ovviamente. Solo fantasia, ovviamente, solo fantasia.

Ho immaginato che dopo il discorso ai membri della Pontificia Accademia per la Vita,  papa Bergoglio se ne sia andato contando fra sé una canzone di Gigliola Cinquetti. Ve la ricordate? Il ritornello recitava così: “E qui comando io e questa e casa mia, ogni dì voglio sapere chi viene e chi va”.

Sempre fantasticando, ho pensato ad un marito che dice alla moglie: “Le forme di subordinazione che hanno tristemente segnato la storia delle donne vanno definitivamente abbandonate” (parole del Papa). “Tu moglie mia sei importantissima in questa famiglia, ma il capo resto io. Sei importantissima, ma qualsiasi decisione importante che riguardi la nostra bella famiglia la prendo io. I tuoi consigli, cara moglie, sono preziosi, ma sono io che stabilisco le regole. Sei importantissima, preziosa, indispensabile, ma…”.

images (3)Il Papa ha poi detto: “L’ipotesi recentemente avanzata di riaprire la strada per la dignità della persona neutralizzando radicalmente la differenza sessuale e, quindi, l’intesa dell’uomo e della donna, non è giusta […] l’utopia del “neutro” rimuove ad un tempo sia la dignità umana della costituzione sessualmente differente, sia la qualità personale della trasmissione generativa della vita”.

Neutralizzare radicalmente la differenza sessuale? E dove l’ha letta il Papa questa ipotesi? Quando mai gli studiosi della materia si sono prefissi di cancellare le differenze? E se le differenze ci sono, chi potrebbe illudersi di cancellarle? Gli studi gender non si prefiggono di cancellare le differenze, ma di cancellare le discriminazioni perpetrate in base alle differenze. E’ così difficile da comprendere?

bergoglio1-650x401.jpg--«Purtroppo su questi temi papa Francesco non fa che ripetere banali luoghi comuni… Davvero manca il senso della storicità e della parzialità delle “dottrine”. Per questo il cardinal Martini parlava di un ritardo della chiesa cattolica di almeno 2 secoli. Talvolta a me sembra che, su taluni terreni, il ritardo si avvicini al mezzo millennio…». Le parole tra virgolette sono di don Franco Barbero, il sacerdote ridotto alla stato laicale da Giovanni Paolo II.

Tornando alle donne nella Chiesa: saranno sempre subordinate sino a che la Chiesa negherà loro l’ordinazione sacerdotale, e quindi la possibilità che a capo della grande bella famiglia sia un giorno una donna,

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 21,33-43

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downloadIn quel tempo, Gesù disse ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli e se ne andò.
Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto.
Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono.
Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio!
Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità. E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero.
Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli? ».
Gli rispondono: «Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri? Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare.»

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