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Archive for the ‘Religiosità’ Category

Don Pino Puglisi, persona umile, sempre a fianco dei più deboli, ucciso dalla mafia

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Un pensiero per non dimenticarlo

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Pestano sacerdote e il fratello per essere stati rimproverati

La Sicilia

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Calci e pugni dal branco a sacerdote e a suo fratello: prete racconta tutto su Fb

Alcuni ragazzi, tra 12 e 15 anni, hanno aggredito il prelato e il fratello per essere stati rimproverati per schiamazzi.

Un gruppo di adolescenti ha aggredito ieri notte un sacerdote di Mazara de Vallo e il fratello. Le vittime avevano rimproverato i ragazzini che urlavano e facevano chiasso in strada.

Il prete, don Antonino Favata, cappellano dell’ospedale Abele Ajello, non ha riportato ferite, mentre il fratello ha diverse escoriazioni: entrambi sono andati al pronto soccorso e poi dai carabinieri per sporgere denuncia.

«Un gruppo di 12-15 enni, dopo essere stati invitati ad andare via perchè facevano schiamazzi ed altro, aggrediscono mio fratello pestandolo in maniera feroce e continua, scaraventandolo a terra -, ha raccontato su FB lo stesso sacerdote -.

Mi precipito fuori per sedare la rissa -ma nel frattempo il branco aveva chiamato aiuto: in circa 15 ragazzi hanno continuato a prendere a calci e pugni mio fratello e me in maniera feroce ed incontrollata».

 

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 15,1-32

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In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.
I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro».
Allora egli disse loro questa parabola:
«Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova?
Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta.
Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.
O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova?
E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta.
Così, vi dico, c’è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
Disse ancora: «Un uomo aveva due figli.
Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze.
Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto.
Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.
Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci.
Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava.
Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!
Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni.
Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.
Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio.
Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi.
Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò.
Il servo gli rispose: E’ tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo.
Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo.
Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici.
Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso.
Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

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Parrocchia Immacolata Milena

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12 settembre 2019

Ricomincia il nuovo anno scolastico per i piccoli alunni della Scuola dell’infanzia paritaria Immacolata di Milena.

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Papa Francesco in Mozambico sfoggia un abito con simil pelle di giaguaro

Libero

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Non è passato inosservato, affatto, il look sfoggiato da Papa Francesco nel corso della sua visita in Mozambico.
Questo foto sono state scattate venerdì 6 settembre allo stadio Zimpeto, a Maputo, dove ha incontrato un enorme numero di fedeli.
E per l’occasione, il Pontefice ha sfoggiato un abito papale che, probabilmente, non si era mai visto.
La stoffa bianca, infatti, era arricchita da peculiari inserti in simil-pelle di giaguaro, come si vede in modo chiarissimo dalle fotografie.
Una sorta di abito papale africano, che ovviamente ha scatenato ironia online.
In molti si interrogavano sulle ragioni della scelta di Francesco: un Papa così non lo avevamo mai visto.

 

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papLa festa della Madonna dei Miracoli: “La Straripante Devozione”. L’identità del popolo di Mussomeli e non solo, nella Madonna dei Miracoli: un volto che affascina ed emoziona.

A te Vergine Maria, dei Miracoli Signora nostra, affido l’anima e la vita mia.

Pino Antonio Palumbo

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