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Archive for the ‘Religiosità’ Category

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 20,1-16a

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g1In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna.
Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono.
Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto.
Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi?
Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi.
g2Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero un denaro per ciascuno.
Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo: Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro?
Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te.
Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?
Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi».

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Pedofilia. Perché il Papa non ascolta don Leonardi?

Renato Pierri

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Era il 16 agosto del 2014, ben sei anni fa, quando pubblicavo su alcuni giornali le righe che seguono. «Ovviamente il Papa non potrà rispondere a questa mia domanda che tuttavia farò lo stesso. Non si sa mai. Capisco bene che sua Santità ha altre cose ben più importanti alle quali pensare, e non può rispondere a tutti…

Ma ecco la domanda: Sua Santità, dopo lo scandalo dei sacerdoti pedofili, non sarebbe opportuno arrecare una modifica al Catechismo della Chiesa Cattolica? Il Catechismo, alla masturbazione dedica un paragrafo di ben 15 righe. Sono tante. All’omosessualità dedica tre paragrafi (2357; 2358; 2359), complessivamente di oltre 20 righe. Tantissime.

Agli abusi sessuali su minori è invece dedicato un solo paragrafo (2389) di quattro righe e mezza, e un paio di righe in altro contesto. Poche. Pochissime. Inoltre: mentre i termini “omosessualità”, “omosessuali”  nel Catechismo compaiono più volte, il termine “pedofilia” è inesistente, e sarebbe quindi impresa vana cercarlo nell’indice tematico. La ragione è che la Chiesa nel passato non ha mai dato eccessiva importanza a questo peccato. Ma oggi le cose sono cambiate».

Adesso leggo sul blog “Come Gesù”: «Raccolta firme – La parola pedofilia all’interno del Catechismo. A seguito di una domanda di un utente sul mio profilo TikTok rilanciamo la petizione per chiedere a Papa Francesco di inserire la parola pedofilia dentro il Catechismo della Chiesa Cattolica.

È bene che negli oratori, nei campi scuola, ovunque, quando si fa catechismo, si usi anche la parola “pedofilia”: allora magari un bambino o una bambina può capire cosa le è successo poche ore prima, a casa o magari col prete, e può parlarne con qualche adulto che andrà a denunciare ai carabinieri. Parlare fa bene. Sempre.

Diamo ai bambini abusati la possibilità di dire cosa succede loro, diamo loro le parole per dirlo» (Don Mauro Leonardi).

E allora: Sua Santità, se non vuole ascoltare lo sconosciuto Renato Pierri, perché non ascolta il sacerdote Mauro Leonardi? Con l’occasione, mettendo mano al Catechismo per inserirvi un paragrafo chiaro sul peccato della pedofilia, si potrebbero cancellare i paragrafi sull’omosessualità.

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Proficuo incontro Chiesa e Regione

Maria Rita Bonetta
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“Sono certo – ha detto il vescovo di Cefalù Giuseppe Marciante rivolto al governatore – che molte delle mie considerazioni potrebbe condividerle perché corrispondono a valori da lei apprezzati.
I protocolli di sicurezza restano preziosissimi, perché in questo delicatissimo momento storico rappresentano la voce della legalità e della carità verso il mio prossimo più prossimo.
Lo sappiamo benissimo: il Coronavirus non guarda in faccia nessuno.
Per questo dobbiamo dare voce alla dignità umana con il megafono della carità e della solidarietà. Dobbiamo scegliere la via dell’integrazione, chiedendoci se oggi ghettizzare in un campo, elargire una somma mensile utile per sopravvivere, per sopperire alla spese, sia un tentativo di integrazione azzeccato».
cpaPer monsignor Marciante bisogna interrogarsi anche “sulle cause legate alla penuria di strutture di accoglienza, sulle fughe degli immigrati da hotspot e centri.
Facciamo sentire la nostra voce, sempre tenendo in mano la bussola del dialogo, ai politici della nostra Europa, incapaci sul fenomeno migratorio di pianificare strategie e politiche condivise.
Sono certo – ha concluso il vescovo – che Chiesa e Istituzioni democratiche sapranno trovare nel dialogo una via dignitosa e sicura per tutti”.
Il presidente della Regione Siciliana Musumeci, nell’apprezzare i toni e nell’accogliere le parole del delegato della Conferenza episcopale siciliana, ha ribadito la volontà del governo regionale di proseguire nella logica del dialogo con la Chiesa isolana, evidenziando come:
pdo“La mia vita e il mio impegno politico sono sempre stati guidati da una convinta ispirazione cristiana.
Servono realismo e buon senso per affrontare e avviare a soluzione la triste questione dei migranti che perdura da anni e che non ammette più distrazioni da parte di alcuno, a cominciare dall’Unione europea.
Compito del presidente della Regione è quello di garantire la salute di tutti, nel rispetto delle leggi e della dignità umana”.

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Il 12 settembre a Zafferana Etnea la Festa dell’Amicizia e Solidarietà Lions, con mons. Raspanti e il presidente Musumeci.

La Sicilia

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Organizzata dal club di Zafferana Ionica, dal Lions Club International e dal Comune di Zafferana Etnea, sabato 12 settembre si terrà la prima festa dell’amicizia e della solidarietà Lions.

Ricco il programma di eventi tra sport, spettacolo e cultura.

Al mattino, alle 10.00, al Parco Comunale di Zafferana si terrà il torneo di tennis; nel pomeriggio, alle 17.00, ci saranno due esibizioni: la prima di balli latino americani allestita dalla scuola Lia Dance, la seconda sarà un concerto del corpo bandistico Città di Zafferana. A partire dalle 17.30 invece ci saranno due sessioni di lavoro su temi inerenti la solidarietà che si terranno presso il Teatro Falcone- Borsellino, ma in caso di cattive condizioni meteo ci si sposterà presso l’Esperia Palace Hotel.

Dopo gli indirizzi di saluti del Sindaco di Zafferana, Salvatore Russo, del Presidente del club Zafferana Ionica, Maria Carmela Calì, del Presidente di zona 16 Graziella Torrisi e del Presidente della VI circoscrizione del Distretto Lions 108YB Sicilia Giovanni Licciardello, si terrà la prima sessione sul tema “L’associazionismo motore di sviluppo delle comunità” moderata dal giornalista Enzo Stroscio.

Vi parteciperanno i rappresentanti di Rotary, Kiwanis, Soroptimist e Lions. Dopo un break nel corso del quale saranno consegnati attestati e riconoscimenti, la seconda sessione delle 20.30 affronterà il tema “L’associazionismo motore della società civile. Modelli inclusivi di partecipazione democratica al governo delle istituzioni” che sarà moderata dal giornalista Antonio Iacona. Parteciperanno: il presidente del Movimento Cristiano Lavoratori Piergiuseppe De Luca, il giornalista Carlo Alberto Tregua, i docenti universitari Francesco Pira e Rosario Faraci, i Past Governatori del Distretto Lions 108YB Sicilia Antonio Pogliese e Angelo Collura.

Concluderanno la sessione il Vescovo di Acireale mons. Antonino Raspanti, vice presidente della Conferenza Episcopale Italiana, e il Presidente della Regione Siciliana on. Nello Musumeci. A chiusura della prima festa dell’amicizia e della solidarietà Lions si terrà il concerto del maestro Giuseppe Milici.

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LETTERA APERTA AL VESCOVO MOGAVERO


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Domenico Mogavero vescovo di Mazara del Vallo

Monsignore Mogavero,

sono un dirigente regionale di Diventerà Bellissima presente alla convention di sabato scorso che si è deciso a scriverle per amore della verità.

Desidero farle notare che è incorso in un clamoroso errore nel prendersela con il Presidente della Regione Siciliana, attribuendogli frasi e messaggi anti-emigranti, dallo stesso mai pronunciati nel convegno di San Leone.

pretinoCerti ridicoli atteggiamenti di alcuni pretini che sconsigliano di andare in chiesa ai fedeli che condividono l’ordinanza di Musumeci ce li possiamo aspettare, non altrettanto però dagli alti prelati,  come lei quando afferma su La Sicilia: “Tradisce il Vangelo chi respinge” a proposito del recente convegno di Diventerà Bellissima.

Eminenza, le scrive un suo quasi coetaneo che ricorda bene come una volta vescovi e cardinali erano soliti informarsi bene prima di intervenire pubblicamente. Per restare in tema, come si dice, sentivano le proverbiali due campane e usavano i canali diplomatici quando trattavano agli alti livelli.

Lei invece non ha saputo riflettere e trattenersi e, purtroppo per lei e la istituzione che rappresenta, è inciampato in un clamoroso errore, o in un autogoal se preferisce il gergo calcistico.

Nello Musumeci

Ciò che brevemente riassumo di seguito in questa lettera aperta potrà riscontrarlo nella videoregistrazione dell’intero convegno di sabato scorso. Ho scelto la lettera aperta che mi consente di riportare i fatti perché i lettori possano scoprire la verità.

Musumeci ha affermato: “I migranti in pericolo nella traversata vanno salvati, sempre”, “Noi siciliani abbiamo nel nostro sangue il senso dell’accoglienza”, “Da cristiano dico che non si possono ammassare come bestie questi disgraziati fratelli”, “I centri di accoglienza in cui ho mandato gli ispettori sanitari sono risultati fuori dalle norme igienico-sanitarie e terreno favorevole alla trasmissione del coronavirus e di altre malattie infettive”.

Accoglienza, umanità e rispetto della salute del prossimo: come non condividere queste frasi e l’intero senso del discorso del Presidente della Regione?

Eppure tra gli apprezzamenti unanimi per questa moderata ma decisa presa di posizione, la Chiesa, quella siciliana in particolare, non si è schierata a fianco del Presidente della nostra Regione il quale si preoccupa degli ultimi, dei migranti “trattati come animali, venduti dai mercanti di carne umana, che una volta in Sicilia vengono lasciati nelle mani della delinquenza a rubare e spacciare con le donne a prostituirsi lungo le strade”.

Transeat che certi pretini in preda a pulsioni estremiste si spingano a gamba tesa nello sconsigliare l’accesso alla chiesa ai fedeli che condividono l’ordinanza umana e cristiana di Mussumeci, ma da un alto prelato come lei non ci si poteva certo aspettare che agitasse come una clava contro Nello Musumeci il messaggio cristiano “Tradisce il Vangelo chi respinge”.

Per il semplice motivo che lui di “respingimenti” non ne ha parlato!

Alfonso Cipolla

Musumeci non lo ha mai detto che gli extracomunitari vanno respinti, anzi ha sostenuto che vanno accolti rispettandone la dignità umana e in sicurezza, della loro e dei siciliani che li accolgono.

Così pensa Musumeci, così la pensiamo noi di Diventerà Bellissima.

Caro Vescovo, risulta vero invece che Musumeci ha attaccato certi preti e prelati dai quali si sarebbe aspettato non dissensi ma consenso alla sua posizione inerente l’ordinanza in cui attenzionava gli aspetti umanitari e sanitari dei centri di raccolta. Ma è altrettanto vero che sicuramente non ha attaccato la Chiesa nella sua interezza!

Eccellenza, anzicché guardarci in cagnesco, vada a vedersi la registrazione dell’intervento del nostro Presidente. L’avesse vista prima della sua intemerata (o fatta vedere da un suo sottoposto) avrebbe evitato questa bruttissima figuraccia.

E dopo, se crede, si scusi pubblicamente e si schieri al fianco del Presidente della Regione Siciliana al fine di salvare vite umane per un’accoglienza veramente cristiana. Non lo facesse, confermerebbe i dubbi del Presidente e anche nostri: nella Chiesa oltre a preti che svolgono il mandato nel segno di Cristo, c’è anche una fetta di pretini e porporati “rossi” politicizzati i quali spesso e volentieri escono dal seminato. Costoro, lascino la tonaca e i pulpiti e facciano comizi elettorali nelle tribune e sui palchi.

Eccellenza, perdoni il disturbo che le reco, ma l’amore per la Verità è più forte di ogni polemica insensata e infondata. La prossima volta si documenti e non si fidi dei suoi cattivi informatori. Sia lodato Gesù Cristo.

Alfonso Cipolla

L’INTERVENTO DEL VESCOVO DI MAZZARA


Migranti, il vescovo Mogavero a Musumeci «Tradisce il Vangelo chi evoca respingimenti»

La Sicilia

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«E’ penoso sentire definire gregari di questo o quel politico i sacerdoti che predicano il Vangelo di Cristo “senza se e senza ma”! Dovremmo brandire Vangelo e rosario e fischiare il Papa, urlando contro i migranti, per non urtare la sensibilità di chi pensa a respingimenti, rifiuto di soccorso e non accoglienza?».

Lo ha detto il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero, rispondendo a distanza al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, che, sabato scorso ad Agrigento, durante il meeting politico del suo movimento “Diventerà Bellissima” ha detto: «Non si chiedono perché la gente si allontana dalla Chiesa cattolica: quando si cerca un sacerdote e le persone trovano un gregario di Zingaretti e Di Maio a fare le prediche, qualche cattolico manda a quel paese i preti e decide di pregare per conto suo. In questa vicenda mi sono ritrovato a combattere contro la gente da cui ci si aspetta condivisione».

«Non è dato di sapere in quali chiese il presidente della Regione, o chi per lui, ha ascoltato parole di preti che hanno talmente turbato il suo spirito da provocare l’invettiva lanciata ad Agrigento», aggiunge monsignor Mogavero.

«Si sappia che giudicare gli eventi del nostro tempo secondo la logica del Vangelo non è interferenza politica. E’, invece, tradimento del Vangelo diventare accoliti di chi pretende respingimenti, rifiuto di soccorso, discriminazioni razziste» ha aggiunto il vescovo di Mazara del Vallo. «Tali orientamenti e progetti politici, peraltro, stanno snaturando e tradendo la tradizionale cultura del popolo siciliano, la sua storia, la sua innata religiosità e lo spiccato senso di fraternità – aggiunge – e mal si compongono con la soluzione vera e urgente di problematiche spinose del nostro tempo, ancora una volta rinviate dalla politica attuale».


IL NOSTRO BLOG OGGI NEL MONDO

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Migranti, il presidente Musumeci alza il tiro: «Deluso dalla Chiesa». Critiche anche ai sindacati.

La Sicilia

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«La cosa che più mi addolora della situazione dei migranti è che la sorte post sbarco di questa gente disperata non importa neanche a qualche rappresentante della Chiesa cattolica, questo è quello che più mi ha deluso». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, ad Agrigento, partecipando al meeting politico del gruppo all’Ars Diventerà Bellissima.

«Non si chiedono perché la gente si allontana dalla Chiesa cattolica: quando si cerca un sacerdote e le persone trovano un gregario di Zingaretti e Di Maio a fare le prediche, qualche cattolico manda a quel paese i preti e decide di pregare per conto suo. In questa vicenda mi sono ritrovato a combattere contro la gente da cui ci si aspetta condivisione».

«Noi non vogliamo combattere i migranti. La gente in mare va sempre soccorsa. Il problema è capire se noi vogliamo fare ancora della migrazione o farne una risorsa. Non vogliamo lasciare spazio a speculatori e a chi fa business sulla pelle dei disperati – ha detto MUsumeci –

Se vogliamo farne una risorsa occorrono delle leggi e quindi bisogna che il problema migratorio venga affrontato nella Comunità Europea. Si discute sui carciofi e non ci si preoccupa del flusso di milioni di persone che dal continente nero vogliono andare verso nord. Dov’è l’Europa in tutto questo? Dov’è l’Europa quando doveva fare degli interventi seri nel continente africano? L’Europa è assente, non c’è nel Mediterraneo».

«In Tunisia hanno capito che venire in Italia si può fare, noi condanniamo i tunisini a una vita di stenti. L’emergenza migranti – ha aggiunto – avviene sotto lo sguardo indifferente dei preti rossi, dei grillini e dell’estrema Sinistra. Invece di discutere se è vero o no che gli hotspot siano un carnaio, si discute se l’ordinanza è stata fatta bene o no, se la pec andava inviata a quell’indirizzo o no. L’ordinanza è sospesa in questo momento, ma questo non mi interessa».

«Il Coronavirus si è fatto vivo, ma c’è tanta irresponsabilità. Stiamo lavorando e facciamo appello ad una maggiore responsabilità collettiva per tutelare la salute della nostra gente, di chi arriva in Sicilia e di chi approda sull’isola con un barcone, pagando i mercanti di carne umana per arrivare qui» ha poi aggiunto Musumeci. «All’opposizione – ha proseguito – non interessa cosa fa l’immigrato quando arriva qui, ammassato in strutture senza servizi, in condizioni disumane.

A loro non interessa se alcuni vanno a spacciare, se alcuni vengono sfruttati e le donne avviate alla prostituzione. Ai buonisti del Centrosinistra questo non importa, per loro è importante salvare la faccia».

«Stiamo dando la terra ai giovani che vogliono fare gli agricoltori. Stiamo dividendo le terre in lotti, dando la possibilità ai giovani di fare impresa, anche mettendo a disposizione prestiti attraverso l’Irfis.

In questo momento ci sono 60 fiumi che non venivano puliti da trent’anni in cui stanno lavorando gli escavatori per ripulirli. Abbiamo fatto tanto ma nessuno ne parla: siamo dei pessimi comunicatori» ha anche detto il presidente.

«I sindaci – ha aggiunto – devono dire la verità: nessuno è stato ricattato per avere finanziamenti. A nessun amministratore è stato imposto il cambio di partito per ricevere fondi.

Noi continuiamo a lavorare contro le difficoltà nonostante la pubblica amministrazione, che vogliamo riformare e i sindacati che non si comportano in maniera corretta».

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