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Mozione al Sindaco del gruppo “Milena Domani” per l’attivazione urgente del Baratto Amministrativo.

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I Consiglieri comunali Alfonso Cipolla, Angela Falcone, Maria Carmela Ferlisi e Maria Giulia Provenzano il 22 settembre hanno chiesto al Presidente del Consiglio Comunale di inserire all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale una mozione al Sindaco perché attivi urgentemente il Baratto Amministrativo. Ecco il testo.


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Signor Presidente,

chiediamo che venga inserita nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale la “Mozione al Sindaco per l’attivazione urgente del Baratto Amministrativo”.

In sintesi, giova ricordare che:

Il 23 maggio 2019 il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità il Regolamento per il Baratto Amministrativo allo scopo di consentire a quanti si trovano in cattive situazioni economiche e non possono pagare la tassa sulla spazzatura, di estinguere il debito con l’Amministrazione comunale eseguendo dei lavori socialmente utili per il nostro paese.

– Lei stesso aveva avuto parole di apprezzamento per il lavoro fatto dalla commissione consiliare composta da maggioranza e minoranza a dimostrazione che lavorare assieme si può e si deve per questa e per altre cose nell’interesse generale e per il bene del Paese.

La data iniziale per accedere al Baratto amministrativo era stata fissata a partire dal 1° gennaio 2020 per dare tempo agli uffici preposti di svolgere tutte le pratiche e creare un apposito capitolo nel bilancio.

–  Nonostante le numerose sollecitazioni al Sindaco, anche in diversi consigli comunali, la decisione unanime del Consiglio comunale di Milena da lei presieduto è stata disattesa dall’Amministrazione comunale. Si è mostrata da un lato assoluta mancanza di rispetto nei confronti dell’Istituzione Consiglio Comunale e dall’altro una preoccupante indifferenza nei riguardi di quei cittadini più bisognosi di Milena che non sono in grado di pagare la tassa della spazzatura, sempre più cara di anno in anno.

Considerato che:

– In passato l’importo della Tari non pagato finiva con un lungo contenzioso contro gli utenti morosi ma non si ripercuoteva su tutti gli altri cittadini che invece avevano pagato la tassa.

Da quest’anno non è più così perché l’importo complessivo del mancato pagamento dell’onerosa tassa sui rifiuti viene ripartito sui cittadini che invece l’hanno pagata.

– Questa norma sarà conveniente per l’erario ma è certamente iniqua e vessatoria nei confronti dei cittadini in regola con il pagamento che adesso saranno costretti a pagare anche per chi non paga la Tari, sia che si rifiuti di pagare sia perché non può davvero pagare.

Il Baratto Amministrativo viene incontro proprio a quanti non sono in condizioni di pagare perché in grave e comprovata indigenza, ma conviene anche al Comune che, in cambio dell’estinzione del debito, senza avventurarsi in liti giudiziarie con i concittadini, potrà avvalersi di lavori utili alla cittadinanza fatti dai cittadini più bisognosi che in questo modo pagano il loro debito con dignità .

Sono ormai tanti i comuni che hanno reso esecutivo il Baratto Amministrativo ma anche le città, ultima in ordine di tempo Trapani dove gli stessi cittadini aderenti al Baratto amministrativo si sono detti contenti di prestare la loro opera per la cominità.

Anche il nostro Comune potrebbe entrare nell’elenco sempre più numeroso di quelli più virtuosi e sensibili. Ma finora, nonostante le nostre continue sollecitazioni dal 2019 ad oggi, il Sindaco per ignoti motivi che sarebbe doveroso rendere pubblici, si rifiuta di accedere a questo sistema che viene incontro ai più bisognosi, al comune stesso perché, grazie al lavoro socialmente utile dei cittadini più bisognosi, si terrebbe il paese pulito e in ordine.

Oggi le nostre sollecitazioni si fanno più pressanti perché si è aggiunto un altro motivo non meno importante: non si può caricare sui cittadini che hanno pagato la tari (a volte con pesanti sacrifici) pure l’importo di quanti non hanno pagato la tassa sui rifiuti! E’ ingiusto e immorale.

Al fine di consentire una giusta ripartizione delle tasse, per venire incontro ai più bisognosi, perché si puniscano soltanto quanti potendo pagare non lo fanno, i Consiglieri comunali del gruppo “Milena Domani” Alfonso Cipolla, Angela Falcone, Maria Carmela Ferlisi e Maria Giulia Provenzano chiedono al Sindaco e alla sua Giunta il ricorso urgente al Baratto Amministrativo.

Si conta anche nel suo intervento perché, in qualità di Presidente del Civico Consesso, faccia rispettare e rendere esecutiva la decisione unanime del Consiglio Comunale di Milena sul Baratto Amministrativo e che si evitino comportamenti omissivi che si ripercuotano nei confronti dei contribuenti di Milena che non possono sopportare di pagare anche per chi non paga le tasse al Comune.

A nostro parere bisogna al più presto accedere al Baratto Amministrativo seguendo l’apposito Regolamento se vogliamo dare la giusta risposta ai cittadini più bisognosi.

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E’ l’unione che fa la forza

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Il gruppo consiliare “Milena Domani” il 7 settembre ha sottoscritto una “Mozione per la realizzazione dei lavori di sistemazione della strada SP 151 Milena – Grotte in pessime condizioni. Si sollecita la realizzazione di  un progetto di valutazione tecnico-economica”. La mozione sarà esaminata e votata il prossimo consiglio comunale.

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Nel frattempo, per rinforzare l’azione politica, i Consiglieri comunali hanno organizzato una Petizione popolare rivolta al Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci per un suo autorevole intervento.

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La raccolta delle firme per la sistemazione della strada provinciale 151 che collega Masaniello a Grotte inizierà domenica mattina 19 settembre 2021, a partire dalle ore 10, in Piazza Garibaldi.

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I Consiglieri comunali continueranno a raccogliere e autenticare le firme per tutto il mese di settembre.

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I consiglieri di “Milena Domani” porteranno all’esame del prossimo consiglio comunale la mozione per impegnare il Sindaco affinché venga presto sistemata la strada provinciale Milena-Grotte ridotta in pessimo stato e ai limiti della praticabilità. Ecco il testo della mozione inviata il 7 settembre al Presidente del Consiglio Comunale.


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“Mozione per la realizzazione dei lavori di sistemazione della strada SP 151 Milena – Grotte in pessime condizioni. Richiesta di un progetto di valutazione tecnico-economica”.

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Signor Presidente,

Noi consiglieri comunali Alfonso Cipolla, Angela Falcone, Maria Carmela Ferlisi e Maria Giulia Provenzano del gruppo “Milena Domani” chiediamo che la mozione in oggetto venga inserita all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale.

In seguito a molte segnalazioni, riteniamo utile venire incontro alle giuste richieste dei tantissimi cittadini milenesi che percorrono la strada provinciale Milena-Grotte, in particolare degli agricoltori che si recano frequentemente al lavoro nelle loro proprietà. Le condizioni talmente disastrose del fondo stradale mettono a rischio l’incolumità personale e accelerano l’usura dei mezzi di trasporto.

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Affinché possano iniziare i lavori di sistemazione della strada provinciale Sp 151 Milena-Grotte nel tratto che ricade nella provincia di Caltanissetta, è indispensabile che l’Amministrazione comunale faccia redigere un progetto di massima di sistemazione con valutazione tecnico-economica.

La sistemazione della Sp 151, partendo dal villaggio Masaniello, agevolerà la viabilità tra i comuni di Milena, Grotte e Racalmuto e tutti coloro che devono raggiungere questi centri per motivi di lavoro, commercio, salute e non solo.

Bisogna considerare anche l’aspetto culturale e turistico. Sul tratto della stessa strada, in località Serra del Palco, infatti si trovano le Tombe micenee a tholos e il Villaggio Neolitico, preziosi siti archeologici di notevole interesse al momento irraggiungibili e ciò ostacola lo sviluppo culturale e turistico del paese. Su questo aspetto il nostro gruppo ha relazionato l’Assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità siciliana il quale ha mostrato particolare attenzione e interessamento.

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La redazione del progetto di massima con la valutazione tecnico-economica dei lavori per la sistemazione del tratto della Sp 151 Milena-Grotte appartenente alla provincia di Caltanissetta, rappresenta il passo fondamentale per consentire l’intervento dell’Ente provinciale e anche dello stesso Governo regionale, tramite l’Assessorato alla viabilità al quale non mancherà il sostegno della deputazione regionale.

gruppoRiteniamo indispensabile l’unione di tutti per potere raggiungere l’obbiettivo della sistemazione della Milena-Grotte nell’esclusivo interesse del nostro paese.

Distinti saluti,

Alfonso dott. Cipolla – capogruppo di “Milena Domani”


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Foto di questa mattina, segnalato un albero caduto sulla Milena-Grotte

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Incendi, Roma nomina Musumeci commissario per l’emergenza

muIl presidente della Regione Nello Musumeci è stato nominato, dal governo nazionale, commissario delegato per fronteggiare l’emergenza dovuta ai numerosissimi roghi che nell’ultimo mese hanno colpito molti Comuni della Sicilia.

Il provvedimento è stato firmato dal capo della Protezione civile Fabrizio Curcio e segue la delibera del Consiglio dei ministri del 26 agosto con la quale è stato dichiarato, per sei mesi, “lo stato di emergenza in conseguenza dell’eccezionale diffusione degli incendi boschivi”.

All’Isola, nelle more della ricognizione dei fabbisogni, sono stati assegnati per l’attuazione dei primi interventi due milioni di euro. Le altre regioni coinvolte sono: Calabria, Sardegna e Molise.

Spetterà adesso al presidente della Regione individuare, anche grazie alla mappatura satellitare messa a disposizione dalla Protezione civile, i Comuni, le aree interessate e l’ammontare dei danni, oltre a predisporre, contestualmente, un Piano degli interventi urgenti.

incQuattro gli ambiti nei quali sarà possibile operare: attività di soccorso e assistenza alla popolazione; ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche compromesse, danneggiate o interrotte, delle attività di gestione dei rifiuti, delle macerie e del materiale vegetale prodotto dagli incendi; prime misure di immediato sostegno al tessuto economico e sociale nei confronti della popolazione e delle attività economiche e produttive; individuazione degli interventi, anche strutturali, per la riduzione del rischio residuo nelle aree colpite finalizzati alla tutela dell’incolumità pubblica e privata.

fondi-europeiIn particolare:

1. Ai nuclei familiari la cui abitazione principale risulti compromessa, potrà essere assegnato un contributo fino a cinquemila euro, che diventa di ventimila per favorire l’immediata ripresa delle attività economiche e produttive danneggiate dagli incendi.

2. Per le aziende agricole e zootecniche sono previste risorse per: l’acquisto di foraggio, mangime o altri alimenti per il bestiame; la riparazione e il ripristino di recinzioni, impianti per l’approvvigionamento idrico e l’abbeverata degli animali; fronteggiare le criticità dovute alla perdita degli alveari da parte degli apicoltori.

3. Alle famiglie la cui abitazione principale sia stata distrutta in tutto o in parte o sia stata sgomberata per motivi di  sicurezza può essere assegnato un contributo mensile che varia da 400 a 900 euro in base al numero di persone che compongono il nucleo familiare.

4. I titolari di mutui relativi agli edifici distrutti o resi inagibili anche parzialmente o alla gestione di attività commerciale o economica potranno, inoltre, chiedere agli istituti di credito una sospensione delle rate.

 

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Non vaccinarsi fa male a sè, agli altri, alla sanità pubblica e all’economia

Alfonso Cipolla

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exLa mia lettera ai concittadini di qualche giorno fa ha raggiunto molte persone, non solo di Milena ma anche di fuori, è stata condivisa su facebook e ha avuto un’eco anche sulla stampa e su altri blog.

Ha raggiunto l’obbiettivo che mi ero prefisso quello di far riflettere e convincere alcuni che avevano già deciso di non vaccinarsi per convinzioni non basate sull’evidenza scientifica e nemmeno sui numeri.

La maggior parte di quanti l’hanno letta si sono complimentati perché avevo “parlato chiaro” a differenza di quei medici che in tv e sui giornali dicono e scrivono cose diverse l’uno dall’altro”.

Non sono mancate le critiche.

Da chi mi chideva da dove prendevo queste certezze a chi  mi ha invitato a non terrorrizzare. Qualche altro invece mi ha confidato le proprie paure per gli eventuali effetti collaterali dannosi alla salute.

Ho ringraziato tutti.

Ma l’aver aperto un dialogo mi porta a continuare a parlare pubblicamnte di questa pandemia, pur sapendo che esiste una frangia di persone irriducubili con le quali discutere è peggio d’una fatica d’Ercole.

Per costoro che, con le loro decisioni infondate mettono a repentaglio la propria vita,  degli stessi familiari e degli estranei che incontrano ogni giorno. Per costoro che riempiono gli ospedali e contribuiscono a “rubare posti letto agli ammalati di altre patologie”.

ripostoPer questi ostinati no-vax  deve pensarci lo Stato che, di fronte a questa nuova maxi-ondata di pandemia, non può piegarsi alla prepotenza di pochi che vogliono condizionare negativamente la sanità pubblica e la stessa economia.

Io continuo a parlare con chi vuole dialogare e ragionare, ma non di filosofia e dei massimi sistemi ma di cose pratiche di fatti riscontrabili, di numeri.

Voglio parlare anche ai no-vax pentiti perché possono diventare i “migliori testimonial” del si-vax.

Infatti, giorno dopo giorno stanno aumentando gli ex no-vax i quali, dopo aver contratto il covid-19 ed essere passati dai reparti di terapia intensiva o dopo essere stati intubati perché non risucivano più a respirare da soli e dopo esserne per fortuna usciti vivi, parlano di medici e infermieri come “angeli”, della paura di stare morendo e della voglia di dire a tutti che l’unica arma che che c’è contro il covid è il vaccino.

Bravi. Meglio tardi che mai.

Questa nuova ondata della pandemia che sta colpendo l’Italia, in particolare le regioni del sud e principalmente la Sicilia non ha nulla a che vedere con le ondate che ci sono state “prima dei vaccini”. Bisogna però dire che le vaccinazioni pur arrivate a buon punto, non hanno ancora raggiunto l’obbiettivo (effetto gregge) di proteggere l’intera nazione.

covQuesta di oggi è un’ondata diversa perché avviene “dopo le vaccinazioni”. E’ un’ondata anzi uno tsunami provocato dai no-vax, sì bisogna dirlo: è colpa loro.

Se tra qualche giorno la Sicilia passerà in giallo, se sono aumentati i contagi e i morti per contagio, se le sale di rianimazione, di terapia intesiva e i posti letto per i ricoveri ospedalieri sono in gran parte pieni lo dobbiamo a lor signori e signore.

Se il numero di contagiati aumenta è sempre grazie a loro.

Se il commercio, il lavoro, il turismo perderanno occupazione e guadagni dobbiamo ringraziare sempre loro.

blog2Eppure – INCREDIBILE MA VERO – sono proprio loro, i no-vax le principali vittime delle loro sbagliatissime idee che pretendono di imporre a quanti invece le hanno chiare.

Come i medici che abbiamo più titolo di altri a parlare di malattie e dato ampia prova di capacità, dedizione spinta all’estremo sacrificio. Oltre duecento sono morti per non fare perdere la vita agli altri: ciò dovrebbe bastare se non a convincere del tutto almeno a fare riflettere anche i più ostinati.

cov1Che si convincano da soli finché sono in tempo i no-vax. Non rischino di ammalarsi, ricoverarsi e perdere la vita.

Si convincano da soli prima che lo Stato finisca con imporre loro di vaccinarsi.

E già che ci siamo, certi rappresentanti di partiti del centrodestra di maggioranza e di opposizione siano più responsabili, la smettano di inseguire il voto a tutti i costi dei no-vax, ricerchino piuttosto il bene di tutti, non della loro bottega.

dum1Il governo Draghi parli con una voce sola agli Italiani. Non faccia come quei luminari della medicina che un giorno sì e l’altro pure s’affacciano in televisione per dirci cose diverse.

Non c’è più tempo per le chiacchiere. Mentre a Roma perdono tempo a discutere il virus sta infettando l’Italia.

Lo insegna la storia: “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”.

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L’uomo universale sta scomparendo dalla faccia della Terra

Enzo Trantino

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trantEnzo,
i “Viaggi nell’utopia” agli inizi degli anni 2000 erano un ristoro dello spirito.

La sapienza selettiva aveva scelto: Erasmo da Rotterdam, Elogio della Follia e Il disprezzo del mondo; Tomaso Moro, L’utopia; Niccolò Machiavelli, il Principe, annotato da Napoleone Bonaparte; Giulio Cesare Croce, Le sottilissime astuzie di Bertoldo; Giovanni Pico della Mirandola, De hominis dignitate; Francesco Bacone, Nuova Atlantide; Tomaso Campanella, La città del Sole; Karl Marx e Friederich Engels, Manifesto del Partito Comunista; Giordano Bruno, Spaccio della bestia trionfante; Girolamo Cardano, Il Prosseneta.

Con questa splendida compagnia ti veniva da cantare l’inno alla gioia, convinti che Beethoven ne fosse felice. Lo eravamo di certo noi, lettori privilegiati di quella rara “collana”. Sceglievamo a caso, e, persino chi appariva tra i meno celebri, lasciava nelle nostre teste presenza di sé.

caStringiamo, di nuovo tra le mani, Giacomo Cardano e il suo “Prosseneta”, “testo permeato di realismo, lontano dalle idee stoiche, vicino alle concretezze di Aristotele, una sorta di Machiavelli morale, un libro che insegna le mosse della vita”.

Quando allora si oscurava il cielo della Giustizia, prima cioè che arrivassero i devastanti temporali attuali, apprendevamo che punire con accanimento non fosse “opera di un giudice ma di un nemico” (pag. 415), prevedendosi una giustizia più giusta, che, a volte, non preferisse la preda alla caccia.
Ma, per intenderci, occorre presentare l’attività del “Prosseneta”: pensate al “mediatore culturale” attuale, essendo quello greco “il cittadino incaricato della protezione degli stranieri”.

Leonardo da Vinci statue and drawing in background

Leonardo da vinci, one of the greatest mind in the humanity

Cardano nato a Pavia oltre cinque secoli fa, morì a Roma nel 1576.

“Acquisì un’ampia fama nell’Europa dotta del suo tempo, fu medico, filosofo, scienziato naturale; seppe coltivare l’astrologia – celebri i suoi oroscopi, specie quello di Cristo, che gli procurò gli strali dell’Inquisizione, insieme allo studio della matematica – fu sua la risoluzione delle equazioni cubiche, detta “Formula di Cardano”, oltre le scoperte sulla innovazione tecnologica, sino al “giunto cardanico”.

Era “l’uomo universale”.

Siamo arrivati al pettine: se l’uomo universale incontra tra i dotti pochi conoscenti, che fine faranno tanti odierni pavoni che poco sanno e molti pretendono d’insegnare quello che non sanno?

imagesSembrerebbe una sorta di giustificazione sulla inutilità della cultura e sulla sorte effimera della fama.

E’, invece, il deludente bilancio dell’attraversamento di un deserto, l’attuale, che non finisce mai, spostando sempre oltre i propri confini. In una “missione istituzionale”, in un viaggio verso Bagdad, l’autista, un saggio locale che conosceva la nostra lingua, quasi parlando tra sé e sé, mi insegnò: “Non abituarti al deserto”.

enzo.trantino@virgilio.it

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Usiamo la ragione e vacciniamoci tutti

Alfonso Cipolla

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2Cari concittadini sento il dovere di dirvi quel che penso sull’attuale situazione del contagio, in base ai dati ufficiali senza niente aggiungere e nulla togliere. Che siamo messi male è chiaro a tutti ma come comportarci non lo è per niente, c’è chi dice una cosa e chi un’altra che è diversa se non l’opposto. Perfino tra i medici professoroni video-dipendenti c’è discordia quotidiana e questo genera ancora più confusione.

Molti si sono già vaccinati. Alcuni, preoccupati degli effetti collaterali del vaccino AstraZeneca, non lo hanno fatto. Altri credono che il vaccino sia inutile se non addirittura dannoso. Taluni che pascolano liberi in internet credono a complotti finanziari e ad oscure trame mondiali.

Cari concittadini mi rivolgo a voi continuando a sostenere l’utilità dei vaccini, ricordandovi quando vi “convincevo” dell’utilità dell’anti-influenzale e vi vaccinavo in diverse centinaia l’anno. Ricordandovi che parecchi anni fa si diffuse la voce che qualche lotto del vaccino antinfluenzale era pericoloso e fu così che calarono i numeri delle vaccinazioni in tutta l’Italia.

Anche a Milena. Per convincervi che non non c’era alcun pericolo mi feci iniettare il vaccino davanti alla sala di aspetto piena e così continuammo a vaccinarci senza dimezzare le vaccinazioni. Il risultato della cattiva informazione fu che molti dei non vaccinati si misero a letto con l’influenza, aumentarono le polmoniti e i decessi.  Mentre quelli che si vaccinarono passarono indenni l’inverno o ebbero un’influenza più leggera e di breve durata.

Tutta questa premessa per farvi capire che dobbiamo abituarci all’idea che, come per il virus dell’influenza, anche per il coronavirus che ci ha colpito e non vuole sapere di andarsene e non se ne andrà facimente, l’arma più efficace resta il vaccino. Dovremo quindi, in attesa di rimedi più efficaci da scoprire, continuare a vaccinarci… se teniamo alla salute e alla nostra pelle.

E della nostra salute e della nostra pelle dobbiamo parlarci seriamente partendo da dati certi e abbandonando le fantasie, le fake news e le paure.

Io ho fatto entrambe le dosi, ho usato le precauzioni della mascherina, il distanziamento e le norme igieniche. Non ho contratto il coronavirus né l’ho diffuso agli altri. Un medico non può non dare che questo esempio ai suoi pazienti e bene ha fatto l’ordine dei Medici a sospendere anche dallo stipendio i colleghi che, pur potendolo fare, non hanno voluto vaccinarsi.

E bene fa il ministro della pubblica istruzione a pretendere che tutti gli operatori scolastici si vaccinino. Nel mondo scolastico centinaia di migliaia di no-vax rischiano di diffondere il contagio anche agli studenti. Chi ha dubbi si chieda cosa può insegnare di positivo ai nostri figli un insegnante che non si vaccina.

OIP (1)E siamo arrivati al green-pass. Non solo è giusto, ma rappresenta un forte strumento di pressione e persuasione su quanti vogliono essere lasciati “liberi” di non farselo. Ma in questo momento di crisi sanitaria mondiale non siamo davanti a un problema di libertà personale, ma al rispetto della libertà degli altri di salvaguardare la propria salute e quella dei familiari, di non correre il rischio di venire contagiati, di potere frequentare gli spazi sociali e lavorativi, di spostarsi, insomma di avere una vita normale.

Il paradosso è che una piccola minoranza di persone pretende di limitare la libertà della maggioranza della popolazione italiana.

Guido Rasi, microbiologo dell’Univerità Tor Vergata di Roma, sostiene senza mezze parole l’utilità di regole più dure contro chi non si vaccina, che la libertà di infettare non è prevista in alcuna Costituzione e che, particolare importante, non si possa permettere a migliaia di no-vax di essere contagiati dal Covid-19 e di andare ad intasare gli ospedali molti dei quali sono stati convertiti in Covid-Hospital appunto per l’alto numero dei ricoverati, limitando i posti per tutti gli altri malati di medicina, chirurgia e oncologia. Cià non può essere consentito.

tpNon dimentichiamo infine che quasi tutti i ricoverati e i deceduti sono non-vaccinati. Davanti a questi numeri non ci sono ragionamenti che tengano. Ostinarsi a “ragionare” serve a far perdere tempo prezioso, e il tempo è oro quando parliamo di salute pubblica. Non abbiamo tempo da perdere in discussioni perché nel frattempo ci si ammala e muore.

Ci troviamo nella stessa situazione – sostiene Carlo Bonomi di Confindustria – in cui si trovò l’Italia negli anni Sessanta quando la poliomielite, prima della diffusione del vaccino di Sabin, continuava a  mietere vittime a migliaia. Allora in un anno di “discussioni” in Parlamento furono contagiati ben 10 mila bambini, parte morirono, parte restarono paralizzati. Poi il vaccino fu distribuito per bocca, classe per classe. Poche gocce su una zolletta di zucchero e la polio scomparve completamente dall’Italia e in gran parte del mondo.

miCome avvenne anche per il vaiolo, altra terribile malattia mortale e deturpante. Alle scuole elementari ci fecero la “pusteddra”. Con un pennino graffiavano la pelle della parte alta del braccio e inoculavano il vaccino. Restava la cicatrice ma il vaiolo scomparve dal mondo intero.

Lo stesso discorso vale per i vaccini “obbligatori” dell’infanzia: senza di essi, milioni di bambini sarebbero morti o rimasti “mali-vivi” con gravi coseguenze. Bambini e genitori ancora ringraziano chi ha inventato e messo a disposizione dell’umanità questi sieri miracolosi.

Qualche anno fa, sempre sull’ondata dei no-vax, lo stato italiano aveva “liberalizzato” alcuni vaccini, tra questi l’anti-morbillo. La pericolosa malattia dell’infanzia che era quasi scomparsa, riprese vigore mietendo vittime con la complicazione dell’encefalite che, se non portava a morte i bambini, lasciava gravissime conseguenze al cervello e al sistema motorio.

camQuesta è la scienza medica che dobbiamo ringraziare e continuare a seguire. Questi i fatti. Il resto sono chiacchiere e paure più o meno nascoste o fomentate. Insomma, e concludo, a mio parere la vaccinazione dovrebbe essere fatta a tutti per il bene di tutti.

Se questo obbiettvo non può essere raggiunto, allora la si renda obbligatoria. A mali estremi, estremi rimedi. So che alcuni troveranno da ridire, ma come sempre vostro medico sentivo il dovere di continuare a parlare con voi, a fornirvi dei dati e degli spunti utili perché possiate difendere la vostra salute e quella delle vostre famiglie dal virus e dalla disinformazione.

Saluti e salute ad ognuno di voi.


I NUMERI PARLANO MEGLIO DELLE PAROLE

Nello Musumeci

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nello mPiù delle parole, forse, possono i numeri.

E allora eccoli quelli di oggi, giorno in cui registriamo altri 14 ingressi in terapia intensiva, che fanno salire a 102 le persone attualmente ricoverate.

Sono donne e uomini che il Covid19 ha attaccato duramente e che rischiano – è duro dirlo ma è la drammatica verità – la vita.

I numeri, dicevamo: ben 78 di loro non sono vaccinati. In degenza ordinaria il trend non cambia. Dei 729 attuali degenti, 552 non hanno fatto neppure una dose di siero.

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Appelli, iniziative speciali, open day, testimonianze di esperti, di chi di Covid è malato o di chi è guarito. Tutte le strade abbiamo percorso in questi mesi per far sì che i siciliani si vaccinassero.

Rinnovo l’appello a tutti i siciliani e mi attendo molto dalla esecuzione della ordinanza che da oggi è diventata operativa.

Noi continueremo a fare di tutto, ma anche i cittadini facciano la loro parte. La maggioranza dei siciliani lo ha dimostrato ed è tempo che ciascuno prenda coscienza del dovere civico di proteggersi.

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SEGESTA

Dionisiache “Sette contro Tebe” un omaggio ad Aurelio Pes

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777In prima nazionale, per l’occasione, è sato messo in scena “Sette contro Tebe”, mise en espace dell’adattamento e interventi dello stesso Aurelio Pes, progetto curato da Nicasio Anselmo, che rientra anche nel Progetto Segesta e vede in scena Lorenzo Parrotto, Roberta Azzarone, Giovanni Carta e Anna Lisa Amodio, Giuseppe Benvegna, Camillo Marcello Ciorciaro, Giovanni Di Lonardo, Nicolò Giacalone, Monica Guazzini, Alessandro Marmorini, Giacomo Mattia, Mimma Mercurio, Marco Valerio Montesano, Matteo Munari; con la partecipazione di Domenico Pantano.

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samona«La mise en espace “Sette contro Tebe”, frutto dell’adattamento e degli interventi lasciatici in eredità da Aurelio Pes, tra la moltitudine di lavori e approfondimenti che da siciliano, studioso e intellettuale, ha donato nei suoi anni di vita alla Sicilia e non solo, è il primo dei tre omaggi che ho fortemente voluto promuovere nei principali appuntamenti dell’estate siciliana», dichiara l’assessore Samonà.

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Fondi del calendario per vaccinare bimbi poveri

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p1E’ possibile prenotare il calendario della Polizia di Stato 2022.

Lo scorso anno devoluti quasi 200mila euro a un progetto volto a fronteggiare le situazioni di disagio minorile. Quest’anno il ricavato della vendita sosterrà il progetto “Covax per un accesso equo e globale ai vaccini” dei bambini dei paesi più poveri.
Il calendario della Polizia di Stato 2022 racconterà l’attività operativa
delle donne e degli uomini della Polizia di Stato al servizio della comunità
in un modo diverso: le fotografie che accompagnano i mesi sono state infatti scattate da dodici poliziotti che hanno così coniugato passione professionale e sensibilità estetica.

p2Anche quest’anno la realizzazione del calendario della Polizia di Stato ha trovato la partnership di Unicef. Il ricavato della vendita sosterrà il progetto “Covax per un accesso equo e globale ai vaccini” che consentirà di estendere la campagna vaccinale ai bambini dei paesi più poveri.

Una quota, come di consueto, sarà devoluta al Piano di assistenza “Marco Valerio”, riservato ai figli dei dipendenti della Polizia di Stato affetti da patologie croniche.

Chiunque potrà prenotare il calendario da parete (costo 8 euro) e il calendario da tavolo (costo 6 euro), entro il prossimo 21 settembre, facendo un versamento sul conto corrente postale nr. 745000, intestato a “Comitato Italiano per l’Unicef”.

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