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Archive for the ‘Temi importanti’ Category

La dignità è come il coraggio chi non ce l’ha non può acquistarsela

Alfonso Cipolla

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Ascoltate le parole del presidente della Regione Nello Musumeci in questo video.

Sono quelle di un uomo serio, dignitoso e rispettoso delle istituzioni, del quale mi onoro di essere amico e con il quale ho condiviso qualche momento decisivo della sua vita politica che lo ha visto sempre protagonista.

Ieri, dopo lo sgambetto in aula da parte del M5S e del Pd – con i quali si era concordato un iter comune nei lavori della Commissione – Musumeci da uomo forte e prudente non ha ceduto all’impulso viscerale di mandare tutti al diavolo e in mezzo alla strada, rassegnado le sue dimissioni, sarebbe stato comprensibile e umano, ma Nello non è un impulsivo ed ha aggiustato il tiro.

Musumeci ha messo sull’altro piatto della bilancia le sorti dello sfortunato popolo siciliano che sprofonda nei rifiuti pagati al kg più della carne e ha deciso di restare al timone, lasciando però un chiaro messaggio ai siciliani, indicando le precise responsabilità di quanti hanno affossato non tanto il suo governo quanto la riforma generale sulla gestione dei rifiuti.

E, non se la prendano a male, i rifiuti presenti in aula che, nascondendosi dietro il voto segreto, hanno fatto il tiro al bersaglio; sfortunatamente per loro, questa volta l’arma del voto è esplosa nelle loro sinistre mani: il popolo ora sa come sono andati i fatti e i misfatti.

Certamente le opposizioni, se lo rtengono giusto, hanno la possibilità di votare contro le proposte del governo regionale e della maggioranza, ma non possono farlo quando hanno raggiunto un accordo su dei punti condivisi.

Son dei vigliacchi? Sì, ma non solo, anche rifiuti politici.

A Nello che ha annunciato che il suo governo non andrà più in Aula fin quando non verrà eliminato il voto segreto; e al gruppo di Diventerà Bellissima esprimiamo il plauso di aver fatto la proposta di eliminare il voto segreto, così come avviene alla Camera e al Senato.

Avanti così, Presidente, sei l’orgoglio dei siciliani per bene che amano la loro terra che, presto o tardi, diventerà bellissima, come sosteneva il nostro caro Paolo Borsellino.

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No al razzismo ma niente censura

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In Italia, evidentemente, abbiamo un grosso problema di razzismo. Un’emergenza nazionale.

Anzi, a giudicare dalla solerzia del governo, combattere l’odio è la priorità, il primo punto nell’agenda dell’esecutivo. Seguito a un’incollatura dall’innalzamento delle tasse, come dimostrano le cronache politiche di questi giorni. Ieri il Senato ha approvato la mozione Segre sull’istituzione di una «Commissione straordinaria per il contrasto ai fenomeni dell’intolleranza, del razzismo, dell’antisemitismo e dell’istigazione all’odio e alla violenza». Il centrodestra si è astenuto.

La mozione parte dai vergognosi attacchi antisemiti alla senatrice a vita Liliana Segre. Ma siamo sicuri che il miglior modo per arginare l’odio razziale sia una commissione straordinaria? Perché è sempre pericoloso misurare le opinioni altrui con il righello del codice penale. L’ombra del bavaglio si affaccia sempre quando si vuole recintare con il filo spinato la libertà di parola. Nel caso Segre non v’è dubbio: si tratta di antisemitismo e, come tale, va perseguito. Ma, in tutti gli altri casi, chi deciderà se siamo di fronte a critiche legittime o a razzismo e istigazione all’odio?

Sia chiaro: arginare l’odio è sacrosanto, comprimere la libertà di espressione è diabolico. E troppo spesso, in questo Paese sempre pronto a trasformare il confronto in tifoseria, con la scusa del politicamente corretto si è cercato di silenziare le voci fuori dal coro, cioè tutto quello che non va a genio alla sinistra.

Potremo ancora dire la nazionalità di chi commette un reato o verremo bollati come seminatori di odio? Salvini potrà ancora dire prima gli italiani o verrà zittito come un pericoloso razzista? Le incognite sulla strada della commissione sono tante, troppe. Perché, purtroppo, i politici non sono tutti come Liliana Segre, ed è facile immaginare che ci sia già qualcuno pronto a silenziare l’avversario con l’accusa infamante di razzismo.

censuraE questo governo sembra particolarmente propenso alla censura, basti pensare al caso Radio Radicale.

Due giorni fa Luigi Marattin, deputato di Italia viva, ha proposto l’obbligo di registrazione con la carta d’identità per chi vuole aprire un profilo Facebook. Un’ennesima schedatura che, nelle intenzioni del suo promotore, servirebbe a debellare la piaga delle fake news.

E anche qui siamo nello stesso vicolo cieco: chi decide cosa si può scrivere e cosa no? Chi stilerà la lista nera di coloro i quali non hanno libera circolazione sui social? (Il paradosso è che la proposta è stata giudicata illiberale dai grillini, che con la loro piattaforma Rousseau sono gli alfieri della profilazione e della schedatura).

Il dibattito sulla libertà di parola e sul confine tra critica legittima e odio illegale durerà a lungo. Ma il razzismo (qualora si tratti effettivamente di razzismo) non si ferma con le commissioni straordinarie, le censure o gli algoritmi. Si ferma con la cultura e la buona politica. Due elementi che sembrano scarseggiare in questo esecutivo. Bavagli e lacci servono solo ad avvelenare il clima e incattivire il Paese.

 

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Perché una Commissione per la prevenzione dell’odio “in generale” è un mostro giuridico

di Antonio di Siena

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Perché una Commissione per la prevenzione dell'odio in generale è un mostro giuridico
Con il pretesto di contrastare l’intolleranza e il razzismo, è stata istituita fra applausi scroscianti una commissione per la prevenzione dell’odio in “generale”.

Un comitato di controllo che si “impegna a livello nazionale contro l’odio in TUTTE le sue forme e in particolare contro l’hate speech”. Definizione di cui, lo stesso testo approvato dal Senato, dice esplicitamente “non esistere ancora una definizione normativa” di essere quindi di “difficile definizione” e pertanto [..] “suscettibile di applicazioni arbitrarie”.
Ma nonostante i rischi connessi all’adozione di un provvedimento così generico, e quindi potenzialmente liberticida, si è voluto proseguire dritti, perché è ritenuto “fondamentale prevedere una norma che vieta OGNI forma di odio”.

Creando pertanto i presupposti (evidentemente con scientifica cognizione di causa) per la formazione di uno specifico reato aberrante: l’odio “generico”.  Attraverso il quale sarà possibile perseguire penalmente qualunque manifestazione di dissenso nei confronti del potere costituito. Una mostruosità giuridica, mascherata dagli alti valori democratici, degna dei peggiori regimi dispotici. Un attacco frontale a chiunque dissenta, sopratutto in un momento storico in cui si sta disvelando con tutta la sua potenza il conflitto di natura politico-economica fra governanti e governati.

Perché va ricordato ai plaudenti benpensanti che anche l’odio di classe è odio. E renderlo potenzialmente punibile significa stare dalla parte degli oppressori e non da quella degli oppressi.

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Questa è quella merda che chiamano guerra

ZAPPING2017.MYBLOG.IT

Una bomba che costa 100 mila dollari, lanciata da un aereo che costa 100 milioni e che vola con il costo di 42 mila dollari all’ora, per uccidere gente che vive con meno di un dollaro al giorno.

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Non siamo stati messi nelle condizioni di esercitare il nostro mandato di controllo e di proposta

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Per la prima volta, i consiglieri di MILENA DOMANI abbandonano l’aula consiliare interrompendo i lavori per protesta perché non sono stati messi in condizione di svolgere il loro ruolo di controllo e di proposta.
Il sindaco non ha voluto riferire in consiglio sui motivi del taglio urgente dell’Albero del Gemellaggio.
Non è stata portata in consiglio la proposta di adozione del ravvedimento operoso e di altre misure idonee a sgravare le bollette di multe e interessi quadriennali nonostante all’odg fosse un solo argomento, la variazione del bilancio per trovare le somme da destinare all’ospitalità di un centinaio di ospiti di Aix-les-Bains città gemellata con Milena.
STEMMA GRUPPO CONSILIARELa minoranza comunque auspica che, dopo le polemiche vengano ripristinati i buoni rapporti tra le istituzioni e assicurato il rispetto della dignità e del lavoro dei consiglieri comunali tutti
Per i consiglieri di MILENA DOMANI quanto accaduto rappresenta soltanto uno spiacevole ritardo della loro azione, non certo di una rinuncia a svolgere il loro mandato di controllo sull’Amministrazione e di proporre azioni intese a fare il bene comune, infatti di questi argomenti si dovrà riparlarne al prossimo consiglio comunale.

Ecco il testo integrale della loro nota.

Signor Presidente del Consiglio Comunale,

noi sottoscritti Consiglieri comunali Alfonso Cipolla, Angela Falcone, Maria Carmela Ferlisi e Maria Giulia Provenzano, siamo costretti, nostro malgrado, ad informarla in merito ad alcuni fatti recenti che ci hanno impedito di esercitare il nostro mandato sia di controllo che propositivo.

-Il 10/09/2019 avevamo richiesto al Sindaco di venire a riferire in Consiglio comunale sul da lui preannunciato taglio dell’Albero del Gemellaggio al fine di trovare una soluzione condivisa per evitarlo e trovare un altro posto idoneo per un’opera celebrativa del Gemellaggio in arrivo da Aix-les-Bains.

-Il 13/09/2019 il Sindaco faceva tagliare quell’albero senza preoccuparsi minimamente di informare il nostro Gruppo consiliare. Ritenendo che un simile comportamento configuri uno sgarbo istituzionale, ci siamo appellati a lei perché tuteli la dignità e il ruolo dei Consiglieri comunali.

IMG_20190924_180004-Il 30/09/2019 abbiamo invitato il Sindaco a venire a riferire nel prossimo consiglio comunale sull’intera vicenda che ha portato al taglio dell’Albero del Gemellaggio per documentare i motivi dell’urgenza e della pericolosità per la pubblica incolumità.

– Il 30/09/2019 abbiamo chiesto formalmente di inserire all’ordine del giorno del prossimo consiglio (questo di oggi) un punto molto importante per l’intera Cittadinanza in cui si proponeva l’esame di alcuni sistemi, tra cui il Ravvedimento operoso, al fine di ridurre il peso delle tasse e dei tributi comunali che gravano sui contribuenti, incolpevoli, costretti a pagare penalità e interessi per tributi che riguardano il 2014, con l’intento di creare un rapporto più amichevole tra i Cittadini e l’Amministrazione Comunale.

tax– L’1 ottobre lei convocava il consiglio comunale con un solo punto all’ordine del giorno: una variazione di bilancio per consentire di stanziare i fondi per ospitare una delegazione francese che verrà a Milena a rinverdire il Gemellaggio. Un argomento importante, come altrettanto importante riteniamo quello di cambiare in meglio, per i cittadini e lo stesso Comune, il Regolamento dei tributi .

Così stando le cose, di fatto ci è stato impedito di ascoltare il Sindaco sull’urgenza del taglio dell’Albero del Gemellaggio e di esaminare le proposte sulle tasse che, secondo noi, non possono essere richieste con oltre quattro anni di ritardo e pretendere pure il pagamento degli interessi e delle penalità.

Per i motivi detti, siamo costretti a non partecipare all’unico ordine del giorno di questa seduta consiliare, confidando che questa spossa essere la prima e l’ultima volta, sperando nel pronto ripristino del rispetto dei ruoli istituzionali e nel permettere ai consiglieri della minoranza di esercitare il loro diritto propositivo e di controllo sull’operato dell’Amministrazione, senza l’interposizione di alcun ostacolo e ritardo.

Con questo auspici la invitiamo ad allegare agli atti questa nostra nota di protesta e la salutiamo.

 

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