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Biscione contro Zebra

VERSO IL CAMPIONATO

Serie A, ecco perché l’Inter è da scudetto

di Andrea Saronni

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Pensandoci bene, l’ Inter ha risposto alla Juventus con la più semplice delle operazioni algebriche: loro hanno preso il 7? Bene, noi ne prendiamo sette.
Nessuno di loro è Cristiano Ronaldo, certo monsieur Lapalisse, ma sono sette veri, sette nomi che nulla c’ entrano con rientri da prestiti, affarucci dell’ ultima ora, soluzioni di seconda o terza mano.
Al terzo mercato estivo della sua gestione, il gigante Suning e mister Zhang hanno chiuso a doppia mandata le bocche degli ancora nutriti plotoni degli scettici, molti dei quali regolarmente equipaggiati di sciarpa e fede nerazzurra: lo slalom in stile Ingemar Stenmark tra i paletti del Fair Play Finanziario Uefa ha fatto combinata con la discesa libera in un mercato in cui la Juventus ha scelto il citato all-in, il Milan si è palesato troppo tardi e il Napoli ha fatto molta – probabilmente troppa – ammuina.

Oltre a Zhang, si è preso delle grosse rivincite Piero Ausilio, che ha colpito in tutte le direzioni: quella dei fine contratto di valore, ed ecco De Vrij e Asamoah; quella del mercato sudamericano, con Lautaro Martinez; quella del mercato interno con Politano; quella del mercato europeo con Vrsaljko e Keita – già ben collaudati in Italia – e infine nel giardinetto d’ oro dei “top player” (o perlomeno così considerati dal mercato) con Radja Nainggolan, che inizialmente si è beccato l’ onere-onere del personaggio da copertina di questa estate molto azzurra e poco nera dell’ Inter, ma che già è stato sorpassato dal “Toro” Martinez, che ha abbagliato nel precampionato, quel gol di sabato all’ Atletico Madrid non è da occasionali.

Martinez che si aggiunge a Keita (in doppia cifra nell’ ultima stagione alla Lazio), a Politano (10 l’ anno passato a Sassuolo), allo stesso Nainggolan (11 nel 2016/17 alla Roma con Spalletti).

E soprattutto si aggiunge al capocannoniere del campionato, Mauro Icardi, e al suo partner del cuore, Ivan Perisic, un altro che ha grande feeling con le porte altrui. Ammesso e non concesso che la Beneamata dipendesse dalle lune (quasi sempre buone) del suo capitano, ora Spalletti si trova a disposizione un arsenale offensivo di prim’ ordine, e molti saluti agli zero gol dell’ esterno offensivo Antonio Candreva dello scorso campionato.

Candreva che, con tutto questo ben di dio davanti, potrebbe venire utile da interno, per fare legna in mezzo a Brozovic, completamente rilanciato dal Mondiale dopo la sospirata rinascita in nerazzurro nell’ ultima parte della stagione. Se le spiccate caratteristiche offensive di tutto il pack nerazzurro possono rappresentare un potenziale pericolo per gli equilibri di Mister Luciano da Certaldo, ecco una task force difensiva che in mezzo non ha eguali nel panorama italiano: De Vrij e Skriniar sono stati i migliori centrali del campionato e in più – nel caso Spalletti viri deciso sulla difesa a tre – il vecchio lupo Miranda.

Sui lati, atavico problema interista, l’ ormai affermato Vrsaljko e Asamoah, una specie di polizza di assicurazione, giocatore sottovalutato da molti, ma non da Allegri, che ha salutato a denti stretti la decisione del ghanese di trovare più spazio in un’ altra big del campionato. Asamoah che, meglio ricordarlo, può anche e sempre fare benissimo la mezzala in un centrocampo a tre. Pezzi di puzzle variabili e molto colorati, che si intarsiano a un quadro comunque già impostato da tempo, perlomeno da quando Spalletti ha trovato la quadra da primavera in poi.

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IL RETROSCENA

Salvini fa sperare la Città dell’Elefante: pronto ad aiutare Catania

di Mario Barresi

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Dentro la sala giunta di Palazzo degli Elefanti, nel giorno del disastro sul ponte di Genova, davanti a Matteo Salvini, s’è parlato anche del futuro del Catania Calcio.

Salvini fa sperare la Città dell'Elefante: pronto ad aiutare Catania e il Catania

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Europei deltaplano, ennesimo trionfo azzurro nei cieli della Macedonia

Gustavo Vitali

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La squadra nazionale di volo libero in deltaplano si è aggiudicata per la quarta volta il titolo europeo. Il pilota Alessandro Ploner di San Cassiano (Bolzano) è il nuovo campione europeo e prende in consegna il testimone da Christian Ciech, trentino trapiantato a Varese, che lo aveva vinto nel 2016.

Teatro dell’impresa la cittadina di Krushevo in Macedonia, posta alle soglie della pianura chiamata Pelagonia, circondata da tre catene montuose indipendenti a nord, est e ovest e aperta a sud verso la Grecia e alla mite influenza del clima mediterraneo.
Dal decollo posto a un’altitudine di 1450 metri 89 piloti provenienti da 24 nazioni hanno spiccato il volo otto volte, una al giorno, lungo percorsi tra i 103 e i 165 chilometri. Contrassegnati da punti di aggiramento certificati dai GPS in dotazione ai partecipanti, questi mezzi privi di motore hanno impiegato mediamente circa tre ore per completare i tragitti, sfruttando un propulsore assolutamente ecologico, vale a dire l’azione del sole sul suolo e le correnti ascensionali che essa provoca.

La squadra nazionale italiana ai Campionato Europeo 2018

Il team Italia è balzato in testa alla classifica a metà del campionato giunto alla 20.a edizione, mantenendola fino alla fine. Dietro gli azzurri le nazionali della Repubblica Ceca e del Regno Unito, due ossi duri che hanno dato del filo da torcere agli Italiani.

il nuovo campione d’Europa Alex Ploner (destra) con il CT Flavio Tebaldi

Alex Ploner ha guidato la classifica individuale per circa metà competizione, inseguito dal britannico Grant Crossingham, medaglia d’argento. Terzo l’ungherese Balazs Ujhelyi, quarto ancora un azzurro, Filippo Oppici di Parma. Gli altri membri della squadra italiana: Tullio Gervasoni di Brescia, Anton Moroder dal Sud Tirolo, Davide Guiducci di Villa Minozzo (Reggio Emilia) e Marco Laurenzi di Veroli (Frosinone). Li ha guidati il CT varesino Flavio Tebaldi.

Immenso il palmare del team italiano: otto volte campione del mondo, delle quali cinque consecutive, e quattro volte campione d’Europa, tutte consecutive; innumerevoli medaglie individuali dei suoi piloti.

In contemporanea nel medesimo sito di volo 33 piloti di otto nazioni hanno dato vita all’8° Campionato Mondiale per deltaplani cosiddetti “ala rigida”. Mezzi più performanti di quelli ad “ala flessibile” impegnati nell’europeo, differiscono da questi sostanzialmente nella struttura.

Ha vinto il titolo l’austriaco Wolfgang Kothgasser, medaglia d’argento al tedesco Tim Grabowski e quella di bronzo al connazionale Robert Bernat. Quarto Toni Raumauf (Austria). L’unico italiano in lizza, Luca Comino di Mondovì (Cuneo), dopo alterne vicende ha chiuso la competizione con un apprezzabile quinto posto.

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