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Archive for the ‘Sport’ Category

 

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Il volo libero in parapendio e deltaplano si appresta ad affrontare l’anno nuovo con tutte le carte in regola per i migliori successi.

Gustavo Vitali

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A cavallo tra la fine del 2018 e la Befana 2019 si è volata la prima edizione della Winter Cup Sicilia che ha coinvolto tutte le realtà di volo libero dell’isola. Ben 70 piloti di parapendio provenienti da tutta Italia e dall’estero hanno levato le loro vele dal letargo invernale, un indiscusso successo di partecipazione.

Non hanno intaccato il generale entusiasmo le difficoltà con le quali gli organizzatori hanno dovuto fare i conti a partire dalla meteo non eccellente a dispetto delle aspettative.

Alla fine hanno trovato il sito giusto per due voli: Niscemi in provincia di Caltanissetta. Dal decollo Belvedere, una terrazza panoramica a 322 metri d’altitudine con una magnifica vista sulla piana di Gela, la moltitudine di parapendio colorati si è alzata in cielo percorrendo tragitti ragguardevoli per la stagione invernale prima di toccare terra.

Al termine sono state stilate tre classifiche: “open” con vittoria di Marco Busetta, geologo di Paternò, seguito da Alfio Ragaglia di Giarre e da Federico Brown Manzone di Pedara, tutti piloti del catanese. A pari merito con Brown Manzone un ragusano trapiantato a Bologna, Alberto Vitale, pilota come Busetta del team azzurro. Nella categoria “serial” vittoria del palermitano Ciro Spataro, seguito dai catanesi Nicola Scorza e Francesco Formica. Altri due palermitani nella categoria “sport”: primo Walter Lo Giudice e terzo Alessandro De Vivo. In mezzo a loro, mosca bianca tra tanti siciliani, Flavio Perona di Torino.

Il grande successo dell’evento ha gettato le basi per la nascita di un nuovo progetto: il Campionato Regionale Siciliano (CReSi), patrocinato dalla FIVL come la Winter Cup.

Una pagina importante per il volo in deltaplano si aprirà in Friuli tra il 12 e il 27 luglio dove l’Italia ospiterà la XXXII edizione dei Campionati del Mondo di deltaplano con base a Tolmezzo (Udine). Per la prima volta l’evento non si svolgerà in una singola nazione, ma le gare si estenderanno ai cieli delle vicine Austria e Slovenia. L’organizzazione, a cura di Aero Club Lega Piloti e Flyve sta lavorando a pieno regime per garantire il massimo successo alla competizione. Invece attendono al successo agonistico i piloti del team azzurro di deltaplano nove volte campione del mondo e quattro campione d’Europa.

Subito dopo dal 5 al 18 agosto la squadra nazionale di parapendio, vice campione d’Europa in carica, volerà a Kruscevo in Macedonia, sito che la federazione internazionale ha scelto per la disputa della 16.a edizione dei Campionati del Mondo di questa specialità.

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VERGOGNA E INDIGNAZIONE PER LA TRAGICA MORTE DEL TIFOSO INTERISTA

Franco Petraglia

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Una volta il grande giornalista Indro Montanelli sentenziò: “Mi verrebbe voglia di chiedere la cittadinanza del Ghana, tale è la vergogna che provo come italiano”. Parole che faccio mie per esternare il turbamento e la collera che ho provato per la tragica scomparsa del tifoso interista di 35 anni investito durante gli scontri prima della partita tra Inter e Napoli.

La situazione nei nostri stadi è obiettivamente gravissima. Bisogna accentuare le attività di prevenzione ricorrendo, se necessario, anche a misure più energiche. Perché non imitiamo la Gran Bretagna, il cui governo, dopo le tragedie del 1985 all’Heysel e del 1989 a Sheffield, prese le adeguate contromisure per riportare il pubblico sugli spalti e combattere la piaga degli Hooligans? La misura è colma. Per questa ragione siamo chiamati tutti ad un ruolo più responsabile.

Le società sportive devono rifiutare alle tifoserie estreme ogni forma di comprensione ed esigere da loro comportamenti civili.La giustizia sportiva deve essere molto più severa nel reprimere ogni tipo di violenza. I mass media devono cambiare linguaggio. Spesso è il tono che fa la musica e anche i commentatori sportivi ne fanno un uso tutt’altro che “super partes”. Le cose non miglioreranno se non ci sarà più rispetto per la persona e più obiettività nei fatti.

I giovani, dentro e fuori lo stadio, devono cercare sì la felicità, ma non si devono fare attrarre da miraggi in cui la vita, privata di ogni suo valore, diventa un gioco vigliacco e funesto. Insomma, no alla cultura della morte!

Il calcio non può e non deve morire. Esso è una necessità per tutti, un controveleno indicatoci per combattere i molti inquinamenti cui va soggetto l’individuo, un punto fondamentale per propiziare la civile convivenza. Non dimentichiamo, oltre a ciò, gli ideali che indirizzarono il De Coubertin: la pace, la fratellanza e l’amore fraterno.

Vorrei lanciare, a bocce ferme e senza partigianeria, un messaggio di amore alle tifoserie del Napoli e dell’Inter. Premetto che non ho i titoli per ergermi a giudice del grave fatto avvenuto a San Siro, ma il mio appello, a tragedia avvenuta, è quello di accantonare subito l’odio, le ostilità e quant’altro di belluino possa caratterizzare l’animo dei tifosi esagitati.

Bisogna coltivare un  rapporto ex novo tra i due club, affinchè possa germogliare una nuova pianta:quella del fair-play e del vero senso dello sport. Solo così possiamo dare un esempio di civiltà e di lealtà sportiva ai tantissimi giovani, ora scoraggiati e disorientati, che amano profondamente il football e altre discipline.

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