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Archive for the ‘Governo’ Category

Luigi Di Maio, assume un fotografo personale a 35mila euro all’anno: “Necessario per gli eventi istituzionali”

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Luigi Di Maio vanitosissimo verrebbe da dire. L’ex leader del Movimento 5 Stelle infatti non può fare a meno del fotografo personale. Nonostante la Farnesina abbia già un rapporto con l’agenzia Ansa, al ministro degli Esteri non basta.

E così, stando a quanto rivela lo staff del grillino a Panorama, si è reso necessario “assumere un fotografo professionale che desse disponibilità completa in occasione degli eventi istituzionali”.

Il professionista in questione è Roberto Dia, siciliano, originario di Alcamo (Trapani). L’uomo, che si occupa prevalentemente di matrimoni, guadagna – stando al sito degli Esteri – 35mila euro all’anno per seguire Di Maio.

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“Conte a casa, va condannato per aver fatto una legge assurda”

Vittorio Feltri

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Quest’ultima assurda e scandalosa vicenda che riguarda i bonus distribuiti perfino a cinque parlamentari, gente che guadagna 15 mila euro al mese, è l’ennesima dimostrazione dell’incosciente pressappochismo del governo, incline a buttare soldi a destra e a manca, senza discernimento.

Personalmente non me la sento di accanirmi contro coloro che hanno incassato furbescamente gli oboli, perché in fondo essi, e anche in cima, erano concessi in ossequio a una legge firmata dagli amministratori dello Stato. Il quale è avvezzo da sempre a sprecare pubblico denaro, tanto è vero che ha accumulato un debito mostruoso.

Quindi non voglio accusare nessuno di aver violato le regole, ma non posso fare a meno di deplorare un esecutivo talmente inetto da permettere a cani e porci di incamerare quattrini a titolo di mancia elettorale. Certamente, c’è un problema di onestà dubbia di chi ha richiesto e percepito somme a titolo di sostegno, però spicca evidentemente una incapacità raccapricciante di Conte e compagnia di elargire assennatamente le risorse del Paese. L’assistenzialismo è legittimo entro determinati limiti, estenderlo a qualunque furbetto è una sorta di crimine.

Davanti a fatti turpi quale quello descritto è fatale chiedere al premier e alla sua servitù di liberare Palazzo Chigi dalla loro mefitica presenza. Sono consapevole che tale invito resterà lettera morta, tuttavia è mio dovere segnalare agli italiani che i veri colpevoli della storia vergognosa non sono coloro che hanno intascato le palanche, bensì i politici tonti che gliele hanno regalate per catturarne la simpatia.

Che il governo sia da sciogliere nell’acido suppongo lo sappiano tutti, tuttavia è strano che la politica non sia in grado di mobilitare chimici capaci di liquidarlo. Immagino che pure il presidente della Repubblica sia chiamato nella circostanza a prendere provvedimenti acconci per stroncare lo sfacelo. Se alcune leggi emanate sono strampalate e permettono una distribuzione di denaro a persone che percepiscono già compensi lauti, è necessario non promulgarle. E chi ha facoltà di bloccarle se non il Quirinale? Qualora sbagli, correggetemi ma non prendetemi in giro.

Mi dicono che i nomi dei cinque onorevoli accattoni che hanno riscosso la carità dovuta agli sfigati sono protetti dalla privacy e difficilmente saranno resi noti. Mi sembra folle che i fondi creati dai contribuenti siano destinati a cittadini anonimi. Chiunque ha ricevuto liquidi statali non ha motivo di essere tenuto segreto. Vogliamo sapere nome e cognome dei fortunelli, tutti, che hanno beneficiato di euro prelevati dalle nostre tasche.

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V E R G O G N A

STEFANO CANDIANI

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Caro #ministro #Lamorgese, mettiamo che questi anzichè essere “solo” dei #migranti #irregolari, potenziali infetti e veicolo di contagio #Covid19, siano invece dei pericolosi #terroristi (tipo quelli che ammazzano gridando “Allah akbar”, se li ricorda???) arrivati per far strage di “infedeli”, bene, come la mettiamo?
Ecco, tutto questo è accaduto poco fa a #Lampedusa. Dove gli #sbarchi sono controllati solo dagli #scafisti.
L’‪#Italia è abbandonata, indifesa e tradita. Senza controllo alle frontiere, dove tutto è allo sbando. Vergogna.
ANSA.it

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Verbali Cts su Alzano e Nembro, la Lega contro Giuseppe Conte: “Sarebbe da criminali”, “Dimissioni istantanee”

Inevitabili le richieste di dimissioni che piovono dalla Lega contro Giuseppe Conte. Le carte del Cts hanno infatti chiarito che fu il premier a dire “no” all’istituzione della zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro, nonostante le pressioni del Comitato tecnico scientifico messe a verbale il 3 marzo. Altro che decisione della Lombardia ed Attilio Fontana. E così, ecco che il primo a passare all’attacco è Roberto Calderoli: “Il Governo al posto che attuare i suggerimenti del Cts ha perso diversi giorni per poi creare un’inutile zona arancione regionale e a seguire la zona rossa nazionale, impedendo di bloccare il contagio del virus dai focolai di Alzano e Nembro, aprendo la strada alla disastrosa pandemia che ha travolto la provincia di Bergamo con migliaia di morti – ha premesso . Il Cts aveva indicato la strada da seguire: replicare la zona rossa di Codogno anche in Val Seriana ma il Governo ha scelto diversamente. Dopo la pubblicazione di queste carte, in un Paese normale, il presidente del Consiglio in quanto responsabile politico dell’azione del suo Governo si dimetterebbe all’istante“.

Dunque, le bordate anche di Matteo Salvini: “Se io vado a processo il 3 ottobre per avere trattenuto poche decine di immigranti per qualche giorno su una barca, allora portiamo Conte e i suoi al Tribunale internazionale perché hanno sequestrato mezza Italia”, ha affermato in relazione alla decisione, trapelata ieri – giovedì 6 agosto – di un lockdown totale, presa da Conte in contrapposizione alle chiusure parziali chieste dal Cts. Da Perugia, dove era impegnato per un comizio elettorale, Salvini ha aggiunto: “Se così fosse sarebbe un criminale“.


Giuseppe Conte ai magistrati: “Alzano e Nembro, mai visto quel verbale”. Coronavirus, chi sta mentendo?

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Carta canta. I verbali resi pubblici del Comitato tecnico scientifico sono un siluro dritto dritto contro Giuseppe Conte, la cui credibilità sta a zero: sulle zone rosse ad Alzano Lombardo e Nembro fu il governo a dire di “no”, nonostante le pressioni del Cts.

Si capisce, ora, perché il presunto avvocato del popolo abbia battagliato a lungo contro la desecretazione di quegli atti, dopo aver accusato per mesi la Lombardia e Attilio Fontana per la mancata istituzione della zona rossa.

Ma oltre ai verbali, ad assestare un altro colpo da ko tecnico all’inquilino di Palazzo Chigi, ci pensano Fiorenza Sarzanini, Marco Imarisio Simona Ravizza del Corriere della Sera, che in un estratto del libro Come nasce un’epidemia – la strage di Bergamo, il focolaio più micidiale d’Europa (Rizzoli) ricostruiscono l’intera vicenda.

Ma non solo: mostrano le prove del fatto che Conte disse ai magistrati, quando fu interrogato dai magistrati di Bergamo, che il verbale del Cts che premeva per la zona rossa non arrivò mai sulla sua scrivania.

(altro…)

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Povera Caltanissetta!!!

La mia città non è la latrina dell’Africa!

Arialdo Giammusso
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Se qualcuno pensa di mortificare i nisseni in questa maniera, troverà in me un instancabile avversario. Caltanissetta non è un bordello, non è la giungla, non è un cesso pubblico: Caltanissetta è la mia amata città.
Secoli di storia e di cultura ci dividono da questa gente, e se pensano di far adeguare noi ai loro usi, si sbagliano di grosso.
Chi vuole questo scempio, inviti questo signore col culo al vento nella doccia della propria abitazione. Se i buonisti non si indignano e non ci trovano alcun male, io mi sono rotto i ……..
Basta! Basta! Basta! Rispediamo in Africa questa gentaglia.

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Kazzolinate

ROBA DA FARE ACCAPPOTTARE LA PELLE!!!

Lino Giusti

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La ministra dell’Istruzione in un tweet ha condannato un episodio avvenuto in un istituto in provincia di Foggia, dove alcuni ladri sono riusciti a entrare, confondendo il termine “effrazione” con quello, non corretto, di “infrazione“.

effrazione [ef-fra-zió-ne]
s.f. (pl. -ni)

1 Rottura di finestre, porte, mobili, casseforti e sim. a scopo di furto; scasso
2 fig. Violazione di regole, di norme: l’e. stilistica della poesia del Novecento

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Il Governo trovi soluzioni alternative alla tendopoli

Nello Musumeci
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t2La tendopoli per ospitare i migranti in quarantena, che il Governo centrale intende realizzare nel territorio di Vizzini, nel Catanese, all’interno dell’ex deposito dell’Aeronautica militare, è stata al centro di un vertice con i sindaci del Calatino. All’incontro, richiesto dagli stessi amministratori, ha preso parte anche l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.
I primi cittadini hanno manifestato “preoccupazione e contrarietà circa le decisioni assunte dal governo nazionale”. In particolare, anche a seguito di una ricognizione effettuata all’interno della area individuata dal Viminale, “ritengono inadeguate le strutture finora approntate, essendo non idonee a ospitare i migranti”.
t1Durante il vertice, che si tenuto al Palazzo della Regione di Catania, gli amministratori locali hanno manifestato “preoccupazione per l’inevitabile promiscuità di contatti a causa delle dimensioni delle strutture, apparse modeste”.
I sindaci, mostrando apprezzamento per l’ordinanza emanata ieri che “garantisce sicurezza e salute sia per i siciliani che per i migranti”, hanno sottolineato la necessità di rappresentare al Governo “di prendere in considerazione soluzioni alternative”.
All’incontro erano presenti: Vito Cortese (Vizzini), Giovanni Verga (Licodia Eubea), Giovanni Burtone (Militello in Val di Catania), Giuseppe Mistretta (Mineo), Giuseppe Branciforte (vicesindaco di Grammichele), Salvatore Astuti (Palagonia) e Franco Barchitta (Scordia).

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La nuova ordinanza del presidente della Regione per contrastare la recrudescenza dei casi di contagio. Stop alle tendopoli per i migranti e misure di salvaguardia sanitaria più stringenti

La Sicilia

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Controlli e ingressi limitati nei locali e negli esercizi pubblici, con sanzioni fino al massimo previsto per i trasgressori, ma anche misure sanitarie speciali per contrastare il diffondersi del virus tra i migranti sbarcati in Sicilia.

Sono alcune delle disposizioni contenute nell’ordinanza firmata poco fa dal presidente della Regione, Nello Musumeci, a seguito della pubblicazione dell’ultimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri.

In Sicilia, nelle discoteche e negli esercizi pubblici similari, sono vietati gli eventi al chiuso, mentre per quelli all’aperto si fa riferimento alle linee guida recepite dal Dpcm e predisposte dalla Conferenza delle Regioni, individuando i principi di distanziamento, obbligo della mascherina e riduzione della capienza massima per garantire il distanziamento previsto nelle aree destinate al ballo.

La nuova ordinanza invita le Prefetture ed i sindaci a predisporre controlli nell’ambito delle rispettive competenze e prevede inoltre il massimo delle sanzioni amministrative per i trasgressori delle disposizioni. In particolare, per le serate di Ferragosto, per agevolare l’organizzazione di controlli adeguati da parte delle autorità di pubblica sicurezza competenti, il governatore ha disposto l’obbligo di comunicazione entro le 48 ore antecedenti all’evento per gli esercenti delle attività destinate al ballo e con afflusso di pubblico numeroso.

Migranti

Un articolo dell’ordinanza del presidente Musumeci è dedicato all’emergenza migranti. Niente tendopoli per ospitare i migranti e in caso di altre strutture individuate dal governo centrale serve la preventiva idoneità della locale Asp.

La dura misura tiene conto dell’elevata incidenza dei soggetti positivi al Coronavirus tra le persone sbarcate nel territorio siciliano che è determinata, in larga parte, dalla promiscuità dei luoghi di partenza e di accoglienza, con l’effetto di un rapporto proporzionale assai superiore alla media regionale tra il numero complessivo dei soggetti interessati e quelli risultati positivi.

Nelle more dell’eventuale sottoscrizione di un protocollo di sicurezza sanitaria tra il Ministero dell’Interno e la presidenza della Regione Siciliana, chiesto più volte dallo stesso governatore, nell’ordinanza appena emanata viene disposto obbligo del tampone su ogni migrante sbarcato.

E’ prevista inoltre un’ adeguata profilassi sanitaria con visita medica di tutti i soggetti interessati. Il divieto di allestire o utilizzare tensostrutture è determinato dai frequenti e deprecabili episodi quotidiani di fuga dei migranti e dalla pericolosa promiscuità che si determina fra gli stessi ospiti, con gli assembramenti. I luoghi destinati alla quarantena dei migranti, invece, saranno definiti solo dopo il parere dell’autorità sanitaria che dovrà verificare la conformità dei siti alle regole di prevenzione del contagio e distanziamento interpersonale .

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Immigrazione e coronavirus, così i clandestini infettano il cibo in caserma: orrore oltre ogni limite

Salvatore Dama

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Tu pensa al posto più schifoso che conosci. Moltiplica per dieci e ti avvicini a quello che può essere l’hotspot di Lampedusa in questi giorni.

L’ingresso principale è presidiato dai bersaglieri dell’esercito. Se ti avvicini, aprono il cancello, chiedono di qualificarti (con gentilezza) e ti invitano a non fare foto o riprese. Affianco al portone, dove c’è un via vai di macchine di polizia, finanza e carabinieri, giace abbandonato un bancale con l’acqua minerale. Qualche centinaio di bottiglie. Sotto il sole. Da tre giorni.

Saluti, risali in macchina e ti addentri verso il centro dell’isola passando per Contrada Cave. Al secondo dammuso che incroci prosegui a destra. Sullo sterrato. Con due precauzioni: la coppa dell’olio e i tunisini che camminano al bordo della strada.

Non potrebbero uscire dall’hotspot, ma escono. C’è un buco nella recinzione. Che non viene riparato apposta. È’ una valvola di sfiato. È impossibile tenere mille persone in un luogo predisposto per novanta. È algebra, non c’entra l’accoglienza. Tanti si portano le coperte e i materassi fuori (materassi sono dei rettangoli di spugna compressa) e vanno a dormire nelle campagne, cercando l’ombra di un carrubo.

Ma poi lasciano sporcizia e schifo e i residenti della zona si incazzano. Altri vanno fuori per andare a mangiare, perché dicono cheil cibo della mensasia insufficiente oltre che di pessima qualità. Arrivano alla gastronomia del porto nuovo o al Simply del centro città. E qui entrano in contatto con i turisti, che si godono le spiagge dell’isola ignari di quello che accada a Contrada Imbriacola.

CONTATTI A RISCHIO
È un problema. Che qui sembrano sottovalutare. Perché nell’hotspot la profilassi sanitaria è affidata a un preciso protocollo: il fato. Se chiedi, ti assicurano che tutti i migranti ospitati hanno fatto il tampone. Ma poi vengono fuori dei casi di positivi e nessuno sa come sia possibile. Dodici migranti dei 350 fatti salire sulla nave-quarantena sono risultati contagiati.

E gli altri? Sono stati tutti a contatto. E, per contatto, si intende questo: hanno dormito, mangiato, pisciato e cagato nello stesso metro quadrato, in condizioni igieniche perlomeno discutibili. Non ci sono docce. Non ci si lava. Nessuno (o quasi) utilizza le mascherine. Questa è la allucinante situazione riferita da una delegazione di tunisini al loro deputato Sami Ben Abdelaali, che ha tentato invano di fare una visita nel centro. Autorizzazione negata dal ministero dell’Interno.

Una bomba sanitaria che può esplodere da un momento all’altro. Ma non si può dire. Altrimenti il sindaco Totò Martello si offende. E dice che i giornalisti diffondono “fake news”. Ieri il primo cittadino di Lampedusa e Linosa ha accusato Libero di aver diffuso la notizia del barbecue canino organizzato da un gruppo di migranti: «Una bufala», ha detto. Peccato (per lui) che ci siano foto e video con i resti della carcassa dell’animale cucinato alla brace.

Per dare la dimensione del problema sanitario, comunque, basta aggiungere questo: anche il presidente della Nova Facility, cooperativa che gestisce l’hotspot di Lampedusa, pare che abbia preso il virus. «Non c’è una avvisaglia di un mio eventuale contagio», rivela Gianlorenzo Marinese al Corriere Veneto, «ma sono in sorveglianza sanitaria: ho trasportato in auto due migranti che poi sono risultati positivi al Covid-19». Marinese è bloccato sull’isola. Mentre dovrebbe raggiungere Treviso. Lì un altro centro di accoglienza amministrato dalla sua coop – la caserma Serena – è diventato focolaio di contagio.

 

Colpa delle autorità, che non intervengono, e dei migranti. Sono indisciplinati: «I malati si rifiutano di lasciare le loro stanze e io non posso costringerli». Sani e contagiati continuano a rimanere insieme. E c’è anche un fatto culturale, oltre alla disobbedienza: «La maggioranza degli ospiti non crede all’esistenza del coronavirus, non vuole utilizzare le mascherine e arriva perfino a sputare sul cibo di chi invece teme la malattia».

VIDEOTESTIMONIANZA

FUGA DA POZZALLO
Intanto ieri a Pozzallo, cinquanta migranti sono fuggiti dall’hotspot. Lo stesso dove sono stati trovati 19 covid-positivi.

Il sindaco, Roberto Ammatuna, ha informato la cittadinanza sostenendo che si sia trattato di una fuga dal padiglione in cui al momento non ci sono infetti. Le forze dell’ordine stanno pattugliando il territorio.

Alcuni migranti sarebbero poi rientrati autonomamente e altri sarebbero stati e ricondotti al centro.

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