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Archive for the ‘Governo’ Category

Il progetto governativo di schiavitù collettiva a vita prende sempre più forma.

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Incremento delle aspettative di vita, mancanza di fondi ed altre mille frottole tutte scuse per intascar soldi a tradimento e trasformare la società in un gigantesco pollaio a sfruttamento intensivo.
Le maxipensioni, intanto, non si toccano.

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IL MONOPOLIO AVVERTE: “IL FUMO UCCIDE”, MA LO STATO CI GUADAGNA

Franco Petraglia

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Nel pacco delle sigarette scrivono “Il fumo uccide”. allora nel certificato elettorale dovrebbero scrivere “Il governo ti fotte”.

E’ noto a tutti che il fumo di sigaretta rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le patologie respiratorie, cardiovascolari e tumorali. In Italia si calcola che siano 90-100.000 i morti attribuibili al fumo di tabacco.

Il fumo ci costa in termini di spesa sanitaria circa sette miliardi e mezzo di euro all’anno mentre lo Stato incassa, più o meno, quindici miliardi dalla vendita di sigarette, sigari e trinciati vari( accise al 58,5 per cento del prezzo di vendita) con un attivo di oltre sette miliardi di euro.

downloadE’ chiaro ed evidente che siamo di fronte ad uno Stato stravagante e incoerente.

Da una parte avverte che il fumo uccide, mentre dall’altra continua a lucrare vendendo prodotti che nuocciono gravemente la salute e possono condurre alla morte dei suoi cittadini.

Sic rebus stantibus , stando così le cose, aveva ragione Vespasiano quando diceva:”pecunia non olet”.

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L’UTILIZZO DEI TELEFONINI IN CLASSE: NO AL PROVVEDIMENTO DELLA MINISTRA DELL’ISTRUZIONE FEDELI

Franco Petraglia

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Vorrei dissentire vibratamente e con forza rispetto alla scelta scriteriata della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli: consentire, dopo tanti anni di divieto, l’uso dei telefonini in classe. Per me è solo un mezzo di distrazione per chi lo usa. Per non parlare della pericolosità di questo strumento, che può condurre gli studenti all’indebolimento della capacità di pensare, leggere e scrivere autonomamente.

No, quindi, agli studenti robot!

Vorrei ricordare quanto ha detto la psicologa americana Jean Twenge: l’abuso di smartphone e tablet causa nelle giovani generazioni depressione e apatia, mentre lo psicoterapeuta Alberto Pellai suggerisce di regolamentare  l’uso degli strumenti tecnologici per evitare un pericoloso allontanamento dalla realtà. Rilfetta, signora ministra!

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Clandestino algerino stupra e uccide cagnolina randagia

di Azzurra Noemi Barbuto
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Clandestino algerino stupra e uccide cagnolina randagia

Ci perdoneranno i colleghi che si scandalizzano – per troppa sensibilità – davanti alla parola “clandestino” e alla diffusione della nazionalità di uno stupratore, perché questo è l’ assassino della docile randagia, il quale per due notti l’ ha seviziata infilandole un tubo di ferro nell’ ano, provocandole terribili lesioni.

Nerina era accudita con amore da alcuni volontari e stazionava nei pressi di un distributore di benzina. Ed è proprio lì che si è consumata la violenza, così come hanno testimoniato le telecamere di sorveglianza piazzate davanti alle pompe di gasolio, i cui filmati sono stati visionati dal titolare della stazione di servizio, che aveva notato copiose e preoccupanti tracce di sangue sull’ asfalto.

Il clandestino arriva in bicicletta, la socievole Nerina lo saluta piena di gioia, in cerca di una carezza da parte di quelle mani che stanno per massacrarla. Alla fine del filmato, che non riusciamo a visionare per intero a causa della sua brutalità, la piccola fugge agonizzante dalla morsa del suo carnefice. I fatti risalgono allo scorso ottobre. Ma adesso la gente del posto è insorta contro l’ algerino, che, nonostante fosse stato immediatamente identificato come autore del reato, ha continuato a restare a piede libero e a trastullarsi torturando altri randagi, combattendo così la noia che lo status di immigrato irregolare comporta, almeno in Italia.

Gli abitanti del posto non hanno dimenticato quella dolce cucciola hanno organizzato in suo onore una manifestazione di protesta a Vittoria davanti alla casa in cui l’ assassino alloggia abusivamente, chiedendone l’ espulsione immediata.

«L’ uomo che ha ucciso brutalmente, senza necessità e per crudeltà, la randagina Nerina è un clandestino violento, socialmente pericoloso e senza identità. Anche se il fatto non è recente, in queste ore ci è stato recapitato il video inedito della telecamera a circuito chiuso che mostra l’ intera dinamica dell’ uccisione. In più, i cittadini sono esasperati e preoccupati perché costui continua a molestare i randagi.

La legge 129/2011 prevede l’ espulsione immediata dall’ Italia o l’ accompagnamento all’ interno di un CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione), e comunque l’ algerino non avrebbe dovuto circolare liberamente. Se le istituzioni avessero rispettato la legge, oggi Nerina sarebbe ancora in vita», hanno dichiarato mediante una nota congiunta Stefano Fuccelli ed Enrico Rizzi, rispettivamente presidente del Partito Animalista Europeo e presidente del Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali, promotori della manifestazione di protesta.

 

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La ministra Valeria Fedeli. “Sì all’uso degli smartphone nelle classi”

Libero

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La ministra Valeria Fedeli. "Sì all'uso degli smartphone nelle classi"

Nel 2007, l’allora ministro dell’Istruzione Beppe Fioroni aveva bollato in una circolare il telefonino in classe come “elemento di distrazione in classe sia per chi lo usa sia per i compagni, oltre che una grave mancanza di rispetto per il docente”. E per questo, sempre in quella circolare, lo aveva bandito dalle aule scolastiche.

Si badi come, dieci anni fa, si fosse appena agli albori dell’era degli smartphpne: in nove casi su dieci, il telefonino era una scatoletta con la quale si poteva al massimo mandare gli sms e le diavolerie di oggi, le app, erano cosa pressochè sconosciuta. Oggi, alzi la mano, invece, chi non è dotato di smartphone e relative diavolerie.

E’ in questa epoca che la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha istituito un gruppo di lavoro che partirà il 15 settembre e avrà 45 giorni di tempo per “chiarire l’uso dei dispositivi personali delle studentesse e degli studenti in classe, intervenendo sulle circolari attuali, risalenti a un periodo troppo lontano da oggi”.

In altre parole, la Fedeli apre le porte delle classi agli smartphone degli allievi in quanto strumenti didattici. Se poi questo aprirà le porte all’abuso del loro impiego, saranno affarazzi (come al solito) degli insegnanti. Tanto, la Fedeli mica sta dietro una cattedra…

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ADESSO BASTA

Cattura

24commenti

Ecco il video, brutale, del pestaggio subito dal conducente di un autobus, a Parma, da parte di un immigrato. “Cosa fai? Cosa fai? Chiamate la polizia”, urla il conducente, la voce terrorizzata. L’uomo viene sbattuto a terra dal ragazzo che, per raggiungerlo, forza la porta del bus. Dunque i pugni in faccia. Una violenza inaudita, avvenuta alla stazione degli autobus.

I fatti risalgono al primo pomeriggio di martedì, quando un gruppo di africani è rimasto chiuso fuori dal mezzo. Si tratta di sette individui, tra cui una donna, che prima sbattono i pugni contro il vetro della vettura e poi insultano il conducente, 47 anni, barricato all’interno del mezzo per evitare il peggio. E giù insulti: “Pezzo di merda, “sei un coglione”, urlano le “risorse”. Poi i pugni al parabrezza, le minacce di riempirlo di pugni. Pochi minuti dopo la brutale aggressione.

CatturaNon è ancora chiaro cosa abbia scatenato la violenza degli immigrati: forse un diverbio sul biglietto non pagato, ma ancora non ci sono conferme. Le immagini, però, parlano da sole. “Stai zitto o ti spacco la faccia”, urla un immigrato, lo si può sentire in un secondo video che circola online. “Non puoi fare il video”, grida un altro.

Dunque, si fanno “giustizia” da soli: la porta dell’autobus viene sfondata, un giovane sale a bordo, inizia il linciaggio. “Siamo indignati – ha dichiarato Paolo Leporati, segretario regionale del sindacato Orsa trasporti -. Non è possibile che i lavoratori debbano sempre mettere a rischio tutti i giorni la propria incolumità”.

Il conducente, G.P., è stato portato all’ospedale dove gli sono stati notificati 7 giorni di prognosi. I video delle aggressioni sono già nelle mani dei carabinieri, che procederanno con le indagini.

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