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Archive for the ‘Governo’ Category

AMAREZZA NEL CUORE PER UN’ALTRA  EDICOLA – LIBRERIA CHE CHIUDE. CRISI E CALO DELLE VENDITE DEI GIORNALI ITALIANI.
Franco Petraglia
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Un’altra saracinesca che si abbassa a Cervinara (Avellino).
Chiude i battenti  la storica edicola  della  Via Trescine. Ho tanta amarezza nel cuore per il fatto che si sia interrotto un rapporto quotidiano simbiotico e di antichissima data tra noi lettori e la sempre disponibile, leggiadra e raffinata titolare.
L’altro sconforto che pervade il mio animo è la crisi dell’editoria con il calo delle vendite dei giornali.
In Italia, nel triennio 2014/2017, sono state chiuse circa diecimila edicole per motivi economici. Questo triste dato oggettivo non può non impoverire la vita dei cittadini e la qualità di una città.
Vorrei tanto che il governo facesse qualcosa per aiutare questa categoria in situazione difficile.
Voglio solo ricordare che Hegel diceva:” La lettura dei giornali quotidiani, preghiera dell’uomo laico”. Aristotele credeva persino che la letteratura avesse effetti di guarigione e gli antichi riconobbero l’esistenza di un rapporto tra medicina e lettura.

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Per non che non li dimentichiamo

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Maxi inchiesta sulla corruzione a Trapani, arrestati l’armatore Morace e il candidato sindaco Fazio. Indagata la sottosegretaria Vicari. Coinvolti Crocetta e il suo collaboratore Finocchiaro.

di Lara Sirignano

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Una corruzione sistematica realizzata attraverso una rete di legami con politici, magistrati, funzionari regionali ed esponenti delle forze dell’ordine. E’ lo svelamento del «sistema Trapani» che scuote il mondo politico siciliano e provoca le dimissioni del sottosegretario alle Infrastrutture Simona Vicari.

E al centro di questa ragnatela politico affaristica c’è Ettore Morace, 54 anni, armatore napoletano che ha ereditato dal padre, Vittorio, detto il «comandante», la più grande compagnia marittima di aliscafi d’Europa, la trapanese Ustica Lines, ora ribattezzata Liberty Lines.

Morace è stato arrestato con l’accusa di corruzione dai carabinieri di Palermo e Trapani. Ai domiciliari sono finiti il consulente della Regione Giuseppe Montalto e il candidato sindaco di Trapani Girolamo Fazio, attuale deputato regionale.

1495221861355.jpg--il_rolex_che__inguaia_il_sottosegretario_vicari___sei_stato_un_tesoro_Diversi gli indagati tra cui, oltre al sottosegretario Vicari, il governatore siciliano Rosario Crocetta. Lo scossone nel mondo politico siciliano è forte.

Vicari dopo aver appreso particolari dell’inchiesta dice: «Poichè la mia permanenza nell’incarico di sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture comporterebbe di affrontare quotidianamente una materia per la quale sono oggi sottoposta ad indagine, al fine di garantire a me e al mondo che è maggiormente interessato al trasporto marittimo e a tutto il Governo che ho avuto l’onore di rappresentare, una maggiore serenità, ritengo opportuno rassegnare le mie dimissioni».

1495208724842.jpg--trapani__tangenti_per_il_trasporto_marittimo__arrestati_candidato_a_sindaco_fazio_e_armatore_moracePer gli investigatori Morace, grazie ai suoi rapporti con politici come Vicari e Fazio e alla connivenza di consulenti e funzionari della Regione, avrebbe consolidato il suo impero. Intascando, attraverso le stime gonfiate delle compensazioni regionali, fondi che non avrebbe dovuto avere. O risparmiando milioni di euro grazie a un emendamento alla Legge di Stabilità voluto dalla Vicari, che abbassava l’Iva sui trasporti marittimi dal 10 al 4%: operazione che ha portato un ammanco di 7 milioni alle casse dello Stato.

In cambio l’armatore distribuiva soldi, regali, assunzioni di amici e parenti, come il nipote di Fazio. E all’aspirante sindaco di Trapani, finito ai domiciliari, avrebbe anche dato in uso un’auto da 40 mila euro, finanziato con 10 mila euro di gadget e manifesti la campagna elettorale, regalato biglietti di viaggio e d’ingresso allo stadio: il padre di Morace è il patron del Trapani calcio.

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E’ SEMPRE TEMPO DA LUPI

Vicari, invece, avrebbe ricevuto un Rolex del valore di 5mila euro che le avrebbe consegnato il fratello, Manfredi, dipendente di Morace. Stesso compenso per un collaboratore della senatrice di Ap, Marcello Di Caterina che oggi ha consegnato l’orologio ai carabinieri a casa sua per una perquisizione. Entrambi sono indagati per corruzione.

«Zio Nunzio ci ho pensato ce lo voglio fare il regalo, quei due regali a questi due personaggi», dice Morace non sapendo di essere intercettato. Dopo pochi giorni, il 24 dicembre, Vicari al telefono lo ringrazia. «Sei stato un tesoro».

L’armatore sarebbe riuscito a condizionare la politica regionale in materia di trasporti marittimi. Prima della scadenza del servizio con le isole Egadi, fissata per il 3 settembre, avrebbe ad esempio ottenuto una proroga costata alla Regione tre milioni.

crocetta-fili-5 Ed è attorno a questa circostanza che ruota l’inchiesta su Crocetta. Morace, scrivono i carabinieri nell’informativa confluita nella misura cautelare, avrebbe dichiarato di aver ospitato il governatore sulla sua barca e di avergli pagato una vacanza a Filicudi.

«Non sono mai salito in barca con Morace nè con altri. Apprendo queste notizie dai giornalisti, non so altro dell’inchiesta», replica Crocetta.

I carabinieri hanno notificato un avviso di garanzia a Massimo Finocchiaro, collaboratore del presidente della Regione Rosario Crocetta, e presidente dell’Ast.

finocchiaro-crocetta I militari si sono recati questa mattina nella sede della società di trasporti in viale Regione Siciliana per notificare il provvedimento e hanno perquisito gli uffici.

«Sono sereno, non so perché sono finito nell’inchiesta – dice Finocchiaro – Ho solo organizzato una festa a Messina per Riparti Sicilia, (il movimento del governatore Crocetta ndr). C’è chi ha dato contributi di 30, 50 o 100 euro tutto registrato. Morace ha versato 5 mila euro. Tutto nella massima trasparenza».

download E sarebbe proprio la somma versata tramite Finocchiaro a Crocetta ad essere finita nella tranche di indagine che riguarda il presidente della Regione che, in cambio, avrebbe fatto ottenere a Morace l’estensione del servizio di collegamento con le Egadi oltre la data inizialmente fissata, incassando così 3 milioni di euro.

Il potere di Morace era tale da riuscire a bloccare la nomina all’Ars di un consulente a lui sgradito, grazie alle pressioni di Fazio e di Montalto che in cambio piazzava amici come il giornalista Piero Messina all’ufficio stampa della compagnia e faceva avere liquidazioni gonfiate a sue conoscenti: Marianna Caronia, ex dipendente della società dell’armatore. (altro…)

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La Svizzera finanzia la Ong che con le sue navi ci riempie di immigrati

rassegna stampa
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Loro, per carità, di immigrati non ne pigliano. A malapena sopportano i transfrontalieri, i lavoratori italiani che contribuiscono non poco con la loro fatica al Pil della Confederazione Svizzera. Ma immigrati africani o profughi siriani, quelli no, per carità. Si accomodino pure in Italia, Austria, Francia. Insomma, ovunque ma non tra i lindi monti e laghi della Svizzera.
La Svizzera finanzia la Ong che con le sue navi ci riempie di immigrati
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La quale,  scrive il quotidiano Il Giornale, finanzia attivamente una delle maggiori Ong che con le loro navi ogni giorno fanno arrivare in Europa centinaia di immigrati. Non un privato svizzero, magari uno dei tanti miliardari che girano da quelle parti in ferrari. Ma proprio la Confederazione svizzera, tramite il suo ministero degli Esteri. Che da anni dà soldi alla Moas, la Ong fondata da una ricca coppia italo-americana, Chris e Regina Catambrone, con sede a Malta e dirigenti provenienti dall’esercito maltese. Ovvero, un altro Paese che non accoglie immigrati.

Al pari della Svizzera che, come riporta sempre Il Giornale, tra il 2009 e il 2014 ha accolto 2.523 richiedenti asilo e ne ha ricacciati verso altri Paesi 19.517. Lo scorso maggio, in un’audizione al Parlamento italiano, i vertici della Moas hanno fatto sapere che la Ong aveva ricevuto “230mila euro da una istituzione europea”. La Ong aveva però detto di non essere in grado di specificare quale. Nell’elenco ottenuto da Il Giornale, l’unica istituzione pubblica è, appunto, la Confederazione Svizzera tramite il suo Ministero degli Esteri.

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Cei, Bagnasco a fine mandato: “In un anno la Chiesa ha servito 25 milioni di pasti”

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Appena ieri il governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi, proclamava finita la crisi nell’Eurozona. E come dimenticare il doping ottimistico dell’allora premier Matteo Renzi che esaltava bricioli di ripresa spacciandola per rinascita miracolosa.
Ci voleva questo intervento del cardinale Angelo Bagnasco a riportare un po’ di sano realismo.Gli è bastata una semplice frase:
Cei, Bagnasco a fine mandato: "In un anno la Chiesa ha servito 25 milioni di pasti"
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“L’Italia oggi è un paese affamato”.

Alla fine del suo secondo mandato da presidente della Cei, Bagnasco ha messo il dito nella più grave piaga che il nostro Paese si ritrova a curare senza riuscirci da anni: “L’anno scorso – ha aggiunto il cardinale – la Chiesa italiana nel suo complesso ha distribuito tra i 20 e i 25 milioni di pasti. E solo a Genova, la mia diocesi, l’anno scorso abbiamo distribuito quasi 600mila pasti su 580mila abitanti“. 

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TRA NON MOLTO SI DICE CHE RITIRERANNO LE PELLICOLE DI RAME NEL FRATTEMPO LEGGETE QUESTO CURIOSO EPISODIO E MEDITATE

La banca non gli cambia 25 euro di monete: nonno si barrica dentro

di Paola Treppo
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TARCENTO (Udine) – Un pensionato di Lusevera di 68 anni, Franco Clemente, che vive con la pensione minima, si è recato nella Banca FriulAdria di Tarcento.
Maglione datato e un po’ sgualcito, sotto la pioggia senza ombrello, capelli un po’ scompigliati.

Un uomo semplice ma mite. Si reca allo sportello con un sacchetto di nylon in mano con dentro monetine da 1, 2 e 5 centesimi, per un totale esatto di 25 euro. «Me li cambia in banconote per favore?» dice. Si sente dir “no”.

«In verità – dice l’anziano -, mi hanno chiesto prima se avevo un conto corrente lì, da loro. Ma io non ho conti correnti. Vivo con 500 euro al mese che ritiro dalla Posta. E poi, quei soldi da cambiare, non erano per me ma per un amico mio che gestisce un piccolo bar e che mi ha chiesto un favore; di andare in banca un attimo per lui che era impegnato dietro al banco. Certo che lo aiuto se posso, un amico».

723576_0151028_109879_02_nonnoMa il “no” della banca è tassativo. «Mi hanno chiesto poi un documento di identità, e glielo ho dato. Sono in regola, io». Ma niente da fare. La banca non fa questo tipo d servizio “di cassa”: arriva anche il direttore, che lo ribadisce.

Il nonno a quel punto si “arrabbia”: non vuole uscire dalla banca, che è in chiusura, e sul posto arrivano i carabinieri della stazione di Tarcento che fanno capo alla Compagnia di Cividale del Friuli.
Grazie al loro intervento la situazione non precipita: i militari dell’Arma placano gli animi, accompagnano fuori dalla banca il 68enne che poi, “scortato” sempre dalle divise, l’uomo “tenta” il cambio all’Ufficio Postale, che sorge lì a fianco. Qui va tutto bene. Le monetine di rame vengono cambiate in due carte da 10 e in una da 5. Franco a quel punto ringrazia di cuore i carabinieri, pubblicamente, in mezzo alla piazza, e se ne torna a casa, perché è già buio.

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