Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Governo’ Category

Convocazione Consiglio Comunale

cc

Errore al punto 5: Al posto di Commissione deve leggersi COMUNICAZIONE, quindi: “Adozione della comunicazione dell’Ufficio comunale dei tributi di presunte irregolarità nei pagamenti”

———–

—-

Uno spunto di riflessione per i Consiglieri comunali

Avviso bonario Agenzia delle Entrate: cos’è?

.
Avviso bonario Agenzia delle Entrate: cos’è?
Accertamenti sulla dichiarazione dei redditi e comunicazioni di irregolarità dell’Agenzia delle Entrate: come si difende il contribuente.

Quando arriva un avviso dell’Agenzia delle Entrate c’è sempre molto timore che, da questo, possano scaturire sanzioni e oneri gravosi da pagare. Tuttavia, quando si tratta di un avviso bonario non c’è molto da preoccuparsi: il contribuente è infatti messo nella condizione di conformarsi alle indicazioni fornitegli dal fisco e, così, evitare conseguenze peggiori.

Ma, concretamente, cos’è l’avviso bonario dell’Agenzia delle Entrate? In realtà, se vai a cercare all’interno delle leggi tributarie, non troverai mai il nome «avviso bonario» ma piuttosto quello di comunicazione di irregolarità. Si tratta di una comunicazione, appunto, che l’Agenza delle Entrate invia al contribuente a seguito di un controllo della sua dichiarazione dei redditi e della verifica di alcune incongruenze. Detta comunicazione, per quanto “bonaria” è anche obbligatoria. Difatti l’eventuale successiva cartella di pagamento emessa in conseguenza dell’avviso bonario, senza che però quest’ultimo sia mai stato ricevuto dal contribuente, è nulla. 

Esempio di comunicazione

Gentile Signora/Signore,

ogni anno l’Agenzia delle Entrate esegue dei controlli automatizzati sulle dichiarazioni fiscali presentate per verificare che i dati siano corretti e i calcoli esatti. Si tratta, quindi, di un riscontro per controllare che non ci siano errori di compilazione o di calcolo e che i versamenti delle imposte siano stati effettuati esattamente e nei termini previsti.

Le comunichiamo, quindi, che secondo i nostri controlli la Sua dichiarazione Redditi XXX presenta gli errori che sono evidenziati nelle pagine che seguono.

Se è d’accordo con i nostri dati, può regolarizzare la Sua posizione versando la somma di …… euro, entro 30 giorni dal ricevimento di questa comunicazione. In questo caso, la sanzione, normalmente pari al 30% delle somme non pagate o pagate in ritardo, è ridotta al 10%. Per effettuare il versamento può utilizzare il modello di pagamento F24 già compilato che trova in allegato. L’importo è comprensivo della sanzione ridotta e degli interessi previsti.

Può usufruire della sanzione ridotta anche se decide di pagare a rate, versando la prima entro lo stesso termine di 30 giorni. All’interno del foglio Avvertenze, alla voce Modalità e termini di versamento, trova le indicazioni per il pagamento rateale.

Se, invece, ritiene che l’esito del controllo non sia corretto, sempre entro i 30 giorni, può fornire chiarimenti e dimostrare la correttezza dei dati da Lei dichiarati, utilizzando il nuovo canale di assistenza online CIVIS o la Posta elettronica certificata (PEC) oppure contattando i Centri di assistenza multicanale al numero telefonico 848.800.444 ovvero rivolgendosi a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia. Nel foglio Avvertenze, alla voce Come far correggere eventuali errori, trova le indicazioni per accedere ai diversi servizi.

Infine, Le ricordiamo di conservare fino al 31 dicembre 20X3 tutti i documenti relativi alla dichiarazione Redditi 20X0. Entro quella data, infatti, l’Amministrazione finanziaria potrebbe eseguire ulteriori e più approfonditi controlli per verificare la Sua posizione fiscale.

Distinti saluti

Il Direttore Centrale

In questo articolo forniremo alcuni interessanti chiarimenti sulla procedura relativa ai controlli sulle dichiarazioni dei redditi e alle conseguenti comunicazioni inviate dal fisco al contribuente. Inoltre spiegheremo, in termini pratici, cos’è l’avviso bonario dell’Agenzia delle Entrate e quali conseguenze comporta per il cittadino.

(altro…)

Read Full Post »

La mafia sarà sconfitta da un esercito di Maestre elementari, diceva Gesualdo Bufalino. Oggi invece abbiamo un ministro dell’Istruzione che inneggiava all’uccisione dei Carabinieri

Biagio Capitti

 .

images (2)Un lungo articolo del Giornale apre il caso Fioramonti.

Il quotidiano passa in rassegna diversi tweet e dichiarazioni del ministro dell’Istruzione, riportando “decine di attacchi” contro “politici e forze dell’ordine”, con toni violenti e sessisti. Parole contro cui si scaglia Fratelli d’Italia, che guida la rivolta contro il ministro.

Il quotidiano riporta una serie di vecchi post su Facebook in cui Fioramonti definisce Silvio Berlusconi uno “iettatore nano”, critica la Santanchè sostenendo che “continua a sputare c…..e” e accusa la polizia di essere “un corpo di guardia del potere”.

In prima linea per Fratelli d’Italia c’è Giorgia Meloni che definisce “deliranti e ripugnanti i post”, nei quali Fioramonti “inneggia alla morte dei carabinieri, vomita insulti sessisti contro una donna impegnata in politica e ironizza sulla tragedia del terremoto dell’Aquila”.

La leader della formazione di destra auspica “la condanna di tutte le forze politiche, senza se se senza ma, e ci aspettiamo che il premier Conte, sempre attento a chiedere rispetto per le istituzioni, pretenda le dimissioni di una persona così palesemente indegna di rappresentare la Nazione”.

FedeliAnche nel Partito democratico, alleato di governo del M5s di cui Fioramonti fa parte, la dem Valeria Fedeli sostiene che il ministro dell’Istruzione “debba spiegare al più presto. Il suo silenzio in merito a quanto riportato questa mattina in un articolo de Il Giornale non è sostenibile nel ruolo che ricopre”.

“Il linguaggio d’odio, sessista, violento non è mai accettabile – sottolinea Fedeli – ma quando viene utilizzato da chi si è assunto responsabilità importanti nei confronti del Paese e in particolare dell’istruzione, educazione e formazione delle nostre ragazze e ragazzi, è ancora più grave”.

Fonte UffPost

 

Read Full Post »

Borgo dei Borghi, il “pasticcio” Daverio finisce in Parlamento

La Sicilia

.

"Il Borgo dei borghi" e la sconfitta di Palazzolo, Daverio: «Una roba da querela»

L’ex presidente del Senato Renato Schifani ha chiesto chiarimenti alla Rai: «Chiarire perché il voto popolare non è stato considerato decisivo»

“La vicenda legata al concorso televisivo Borgo dei Borghi, andato in onda su Rai3, merita un chiarimento. La questione, infatti, non riguarda solo l’esito della competizione tra i borghi italiani ma coinvolge la trasparenza e l’imparzialità del servizio pubblico nonchè le modalità con cui la Rai valuta le partecipazioni ai suoi programmi”.

 

Così in una nota il senatore di Forza Italia Renato Schifani, componente della commissione di Vigilanza Rai, che sul tema ha inviato una lettera ai vertici Rai e ha depositato un’interrogazione parlamentare.

“La questione, come noto, parla di inaccettabili e reiterati attacchi mossi dal professor Philippe Daverio alla Sicilia e ai siciliani, nonché di dubbi sull’esito del concorso che, in base al voto della giuria presieduta da Daverio, ha visto prevalere il borgo di Bobbio, di cui lo stesso Daverio è poi risultato cittadino onorario, sul borgo siciliano di Palazzolo Acreide che era stato invece premiato dal televoto”, aggiunge.

cb11ef68-daverio-bobbio-740x400

“Chiediamo perciò ai vertici Rai se in questa vicenda ci siano stati un conflitto d’interessi e un danno ai numerosi tele votanti e all’Azienda, e se la Rai intende continuare ad avvalersi della partecipazione del professor Daverio ai suoi programmi”, conclude.

 

L’iniziativa è sostenuta anche dalla senatrice di Forza Italia Urania Papatheu, secondo la quale “il Servizio pubblico ha il dovere di spiegare ai suoi abbonati che hanno partecipato alla votazione tv cosa sia accaduto”.

1572215110-0-daverio-la-sicilia-mi-fa-paura

Read Full Post »

Miliardi di nuove tasse e nemmeno un euro di tagli a sprechi e privilegi

Biagio Capitti

.

Nella Pubblica Amministrazione si pagano stipendi anche di 15 mila euro al mese. Avete mai sentito parlare di ridurre lo stipendio a prefetti, magistrati, dirigenti ministeriali e regionali o presidenti di ASL? Perché dobbiamo pagare un segretario comunale anche 10 mila euro al mese?
Hanno ridotto i parlamentari il cui costo incide sul bilancio dello Stato per lo 0,000…
soldi-tagli_mediumMa chi mette davvero mano alla mangiatoia della Pubblica Amministrazione? Perché un falegname che guadagna 40 mila euro all’anno deve consegnarne 20 allo Stato?
I privilegi e gli sprechi della Pubblica Amministrazione li pagano imprese, artigiani e lavoratori autonomi, cioè l’Italia che produce.
È un Paese alla rovescia: puniscono chi lavora per gratificare chi non fa nulla.
Il Pd e il Movimento 5 Stelle sono due partiti che difendono questo “sistema”.

#primaopoivoteremo

Read Full Post »

Pensioni, Bruno Vespa inchioda Pd, M5s e Renzi: “Se non avevate i soldi, perché allora…”.

.

 

Pensioni, Bruno Vespa inchioda Pd, M5s e Renzi: "Se non avevate i soldi, perché allora...". Vergogna italiana

Una manovra-capestro per l’Italia, ma soprattutto per il governo di Giuseppe Conte.

Nel suo editoriale sul Quotidiano nazionaleBruno Vespa punta il dito contro tutte le incongruenze di questo esecutivo, emerse impietosamente dalle discussioni sulla finanziaria.

“Aumentare la indetraibilità sulle auto aziendali in uso ai dipendenti (il 40% del totale) significherebbe aumentare le imposte di 2.000 euro all’anno a un impiegato che guadagna meno di 1.500 euro netti al mese e staccare la spina a un settore già in coma”, spiega Vespa numeri alla mano.

“Se non ci sono i soldi per aumentare le pensioni, perché proporre 3 euro al mese?”, chiede ancora un Vespa visibilmente stupefatto da tale insipienza.

“Se si è deciso di rendere indetraibili per le imprese le spese per le fiere all’estero, perché colpire le esportazioni di un Paese che ha i consumi interni fermi?”.

Da Matteo Renzi al M5s, tutti giurano che si porranno correttivi in Parlamento, dunque “la manovra che sarà presentata alle Camere è la controfigura di quella che verrà approvata a Natale”. Ma è tutto tranne che un segnale di salute.

Leggi anche: Pd e 5 Stelle danno spiccioli a pensionati e disabili, ma… Sapete quanto prendono gli immigrati?

Read Full Post »

No al razzismo ma niente censura

.
In Italia, evidentemente, abbiamo un grosso problema di razzismo. Un’emergenza nazionale.

Anzi, a giudicare dalla solerzia del governo, combattere l’odio è la priorità, il primo punto nell’agenda dell’esecutivo. Seguito a un’incollatura dall’innalzamento delle tasse, come dimostrano le cronache politiche di questi giorni. Ieri il Senato ha approvato la mozione Segre sull’istituzione di una «Commissione straordinaria per il contrasto ai fenomeni dell’intolleranza, del razzismo, dell’antisemitismo e dell’istigazione all’odio e alla violenza». Il centrodestra si è astenuto.

La mozione parte dai vergognosi attacchi antisemiti alla senatrice a vita Liliana Segre. Ma siamo sicuri che il miglior modo per arginare l’odio razziale sia una commissione straordinaria? Perché è sempre pericoloso misurare le opinioni altrui con il righello del codice penale. L’ombra del bavaglio si affaccia sempre quando si vuole recintare con il filo spinato la libertà di parola. Nel caso Segre non v’è dubbio: si tratta di antisemitismo e, come tale, va perseguito. Ma, in tutti gli altri casi, chi deciderà se siamo di fronte a critiche legittime o a razzismo e istigazione all’odio?

Sia chiaro: arginare l’odio è sacrosanto, comprimere la libertà di espressione è diabolico. E troppo spesso, in questo Paese sempre pronto a trasformare il confronto in tifoseria, con la scusa del politicamente corretto si è cercato di silenziare le voci fuori dal coro, cioè tutto quello che non va a genio alla sinistra.

Potremo ancora dire la nazionalità di chi commette un reato o verremo bollati come seminatori di odio? Salvini potrà ancora dire prima gli italiani o verrà zittito come un pericoloso razzista? Le incognite sulla strada della commissione sono tante, troppe. Perché, purtroppo, i politici non sono tutti come Liliana Segre, ed è facile immaginare che ci sia già qualcuno pronto a silenziare l’avversario con l’accusa infamante di razzismo.

censuraE questo governo sembra particolarmente propenso alla censura, basti pensare al caso Radio Radicale.

Due giorni fa Luigi Marattin, deputato di Italia viva, ha proposto l’obbligo di registrazione con la carta d’identità per chi vuole aprire un profilo Facebook. Un’ennesima schedatura che, nelle intenzioni del suo promotore, servirebbe a debellare la piaga delle fake news.

E anche qui siamo nello stesso vicolo cieco: chi decide cosa si può scrivere e cosa no? Chi stilerà la lista nera di coloro i quali non hanno libera circolazione sui social? (Il paradosso è che la proposta è stata giudicata illiberale dai grillini, che con la loro piattaforma Rousseau sono gli alfieri della profilazione e della schedatura).

Il dibattito sulla libertà di parola e sul confine tra critica legittima e odio illegale durerà a lungo. Ma il razzismo (qualora si tratti effettivamente di razzismo) non si ferma con le commissioni straordinarie, le censure o gli algoritmi. Si ferma con la cultura e la buona politica. Due elementi che sembrano scarseggiare in questo esecutivo. Bavagli e lacci servono solo ad avvelenare il clima e incattivire il Paese.

 

Read Full Post »

Autogol giallo-rosso

battuta di Lino Giusti

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: