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Archive for the ‘Governo’ Category

Discriminazione assurda. Il Governo la elimini

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Elezioni europee nel nostro paese. Purtroppo, ancora una volta, migliaia di studenti universitari fuorisede non hanno potuto votare.
Un diritto costituzionale che non possono esercitare, oppure lo fanno affrontando importanti spese economiche.

Il diritto di voto è un diritto costituzionalmente riconosciuto e tutti devono potervi accedere.

Per questo, nel giorno del voto, abbiamo voluto denunciare il problema con una fotopetizione.

 

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Da anni denunciamo la situazione degli studenti fuorisede. Sono circa 400.000 giovani che studiano in una città diversa dalla propria città di residenza e, nonostante le tariffe scontate per il trasporto pubblico, i prezzi per tornare a casa a votare molto spesso restano proibitivi, soprattutto per chi viaggia in aereo.

A questo fattore di difficoltà se ne aggiunge un altro, ovvero la lunga durata dei viaggi, che spesso impedisce il raggiungimento della città di residenza a causa delle attività e degli impegni (didattici o di lavoro, considerando l’alto tasso di studenti lavoratori) nella città di studio.

In altri paesi europei esistono forme di voto fuorisede o voto per corrispondenza, addirittura in Estonia quest’anno si è votato online. Pretendiamo che altrettanto nel nostro paese si tuteli il diritto di voto per tutti, compresi studenti e lavoratori fuorisede.

Siamo arrivati al paradosso per cui esiste la forma di voto per corrispondenza per gli italiani all’estero ma non per chi si sposta all’interno dei confini nazionali. Si parla spesso della distanza dei giovani dalla politica, eppure non si garantisce loro neanche la reale garanzia di poter esercitare il diritto di voto.

Questo governo deve assumersi le proprie responsabilità dell’ennesima promessa non mantenuta, e procedere immediatamente con una modifica della legge elettorale per risolvere questo annoso problema. Siamo stanchi di questa situazione, vogliamo votare fuorisede!

 

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Lettera a Mattarella «Non possiamo restare isolati a vita»

di Giuseppe Scibetta

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Lettera a Mattarella «Non possiamo restare isolati a vita»

Caltanissetta – «È indispensabile arrivare a completare i lavori che prevedono il raddoppio della ex scorrimento veloce Agrigento-autostrada Palermo/Catania: la città di Caltanissetta non può rischiare di rimanere isolata a vita da tutto il resto del territorio isolano come sta accadendo ormai da qualche mese, con gravi disagi per gli automobilisti costretti a zigzagare in mezzo al “labirinto” messo in atto dalla “Cmc” (Cooperativa Muratori Cementisti) nel tratto che da contrada “Favarella” arriva sino all’ingresso del capoluogo nisseno, procurando così grossi problemi economici per le aziende nissene che, considerate le difficoltà esistenti per raggiungere la città, hanno dovuto registrare un preoccupante calo delle loro attività».

È il testo della lettera-appello che il vescovo di Caltanissetta, monsignor Mario Russotto, ha inviato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per chiedere di intervenire e fare in modo che quella che è stata considerata la più grande opera degli ultimi decenni prevista in Sicilia, non debba trasformarsi in una enorme incompiuta destinata a isolare pesantemente la città di Caltanissetta. Una lettera inviata al Capo dello Stato su quello che mons. Mario Russotto ritiene un argomento fondamentale per la comunità nissena e per tutti i paesi della diocesi, tanto da indurlo ad intervenire ripetutamente per sollecitare l’intervento degli enti interessati al completamento dell’opera (Regione Siciliana, Anas), e di mettersi alla testa del corteo di protesta organizzato assieme all’ex sindaco Giovanni Ruvolo il 2 febbraio scorso al fine di sollecitare la ripresa dei lavori dopo la terribile crisi che aveva costretto l’impresa ravennate a sospendere l’attività ed a chiudere i cantieri.

In quell’occasione mons. Russotto salì pure sul palco allestito davanti Palazzo del Carmine e sollecitò i presenti a non arrendersi a quella che per i nisseni poteva diventare una «catastrofe». «Non ci si può rassegnare alla politica della “bona ‘a bonè”, e cioè dell’accontentarsi su come vanno le cose (anche quelle storte) per amore di pace – ha detto ieri mons. Russotto – ma occorre reclamare i propri diritti, anche perché i cittadini di Caltanissetta pagano le tasse alla stessa maniera di come fanno quelli delle regioni del nord, dove le strade, come è avvenuto recentemente nei giorni scorsi a Monza, vengono riparate immediatamente in una sola notte. Non ci possono essere figli e figliastri».

Ancora stavolta il vescovo è stato molto esplicito: «Dov’è la Regione Siciliana? Dove sono tutti i politici? Vengono a fare delle promesse e poi se ne dimenticano: in questo modo le persone si sentono tradite dai loro rappresentanti. Dov’è lo Stato che dà l’appalto e poi per far riprendere i lavori chiede l’aiuto ai creditori e ai fornitori dei servizi assicurati alla Cmc, che sono disperati per tutte le somme che devono ricevere e che sono di nuovo costretti ad anticipare?».

E poi, ha anche detto: «A Caltanissetta per convegni o altro non vuole più venire nessuno perché ci sono delle difficoltà per arrivarci in macchina: siamo arrivati al punto che stavamo meglio quando stavamo peggio, poiché prima sulla ex scorrimento veloce 640 si transitava regolarmente poiché erano fruibili entrambe due corsie. Si vuole far morire questo territorio? Davanti ad una situazione del genere non possiamo rimanere inerti: questa non è più democrazia, non è uno stato civile, non una società civilizzata: ed è per questo che dobbiamo reagire ed aiutarci da noi…».

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Grazie Governo Lega – Movimento 5 Stelle…

…Grazie dall’ultima provincia d’Italia

Giuseppe Milano

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Una scelta scellerata del Governo

Nello Musumeci

Il ritiro da parte del governo nazionale dell’emendamento salva-imprese nel decreto “Sblocca cantieri” è una scelta scellerata che fa venire meno gli impegni assunti dal ministro Danilo Toninelli nelle sue numerose visite in Sicilia alla vigilia delle elezioni europee.

Se non si corre subito ai ripari, con un’apposita norma, si costringe l’Isola a pagare un altissimo prezzo in termini sociali e infrastrutturali.

 

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Le ambulanze private troppo care!!! Quelle pubbliche non revisionate!!!

Evviva l’Italia!!!!!!

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"Missione compiuta": la balordaggine leghista fa chiudere la tonnara di Favignana - I Nuovi Vespri

“Missione compiuta”: la balordaggine leghista fa chiudere la tonnara…

INUOVIVESPRI.IT
Michelangelo Russo https://www.inuovivespri.it/…/missione-compiuta-la…/
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Non ci sto!

Lo dico lontano da ogni spirito polemico e nel rispetto della leale collaborazione tra le istituzioni.

Dopo anni di chiusura, proprio ora che grazie a un imprenditore coraggioso la Tonnara di Favignana è stata riaperta, la ripartizione delle quote di pesca, decise dal governo centrale per quell’impianto, non è compatibile con la sostenibilità finanziaria di un progetto serio.

Per questo motivo, ho già chiesto al ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, di fissare un Tavolo tecnico a Roma per riesaminare il decreto di assegnazione delle quote tonno, magari in un utile confronto con le autorità sarde.

La Sicilia non può subire una così pesante e ingiusta penalizzazione. Al di là di ogni ragione regolamentare, spetta alla politica il compito di garantire equilibrio ed equità. Ed è quello che chiedo per la mia Isola al governo nazionale.

#Trapani #governoMusumeci Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Regione Siciliana

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Tonnara Favignana quote tonno, “La Lega getta la maschera e affossa la Sicilia, non era solo uno lo Stronzo”

Michele Mancuso

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“Il Sottosegretario leghista Manzato, ha gettato la maschera mostrando il reale volto del suo Partito, a cominciare da quello del suo leader,

Matteo Salvini, considerando il Sud come terra di conquista, da depredare e sfruttare all’occasione. La cosa si sta verificando puntualmente con la Tonnara di Favignana, a rischio chiusura a causa della ridicola ripartizione delle quote Tonno, umiliante per un’Isola come la nostra.

Evidentemente lo ‘Stronzo’ della Lega non era solo uno”.

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2 giugno, la parata delle defezioni. I generali: no a chi umilia i soldati. E Meloni: io esclusa

Mario Ajello

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La contro-parata dei generali. Ovvero: il ministro Trenta umilia le forze armate, tra tardo-pacifismo, tagli e l’invenzione del 2 giugno come «festa dell’inclusione», e «noi non ci saremo».

Ed è un gesto forte, e inedito, contro il primo 2 giugno giallo-verde, quello di due ex capi di stato maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini e Mario Arpino. E Dino Tricarico, ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica, a sua volta è particolarmente duro: «Non parteciperò alla parata perché sarebbe ipocrita applaudire i nostri soldati in compagnia di soggetti che stanno contribuendo a un progressivo e, per certi versi, irreversibile indebolimento delle Forze Armate». E ancora: «Una componente della maggioranza giallo-verde – lamenta il generale e le accuse di essere pensionati d’oro lui e gli altri non le possono sopportare – sta portando avanti un atteggiamento ostile nei confronti di una delle poche istituzioni che funzionano bene in Italia: le Forze Armate».

Non ci sarà, in polemica contro la ministra Trenta, che «vuole smilitarizzare i militari e farli diventare una Ong», anche uno dei suoi predecessori al ministero: Ignazio La Russa.

Ma l’assenza più pesante, domani sui Fori Imperiali, sarà quella di Giorgia Meloni. Lo scontro dell’altro giorno in aula al Senato tra i Fratelli d’Italia e la Trenta, contestata perché ai loro occhi vuole ridurre le forze armate a «Peace & Love», è stato un episodio importante dello scontro in atto.

E sarà un caso, ma la scelta della Difesa di non invitare alla parata i leader di partito ha finito per escludere soltanto la Meloni. Zingaretti ci sarà in quanto presidente regionale del Lazio, Salvini in quanto ministro dell’Interno, Di Maio come vice-premier, Tajani come presidente del Parlamento europeo.

E lei, Meloni, niente?

«Non ci sarei andata lo stesso. Perché non posso accettare che le forze armate, orgoglio della nostra nazione, siano derise e sbeffeggiate da un ministro che vorrebbe vedere i nostri soldati fare le torte e non fare i militari. E Conte, lei lo sa che cosa ha detto? Ha affermato che è disposto a rinunciare all’acquisto di cinque fucili, per finanziare una borsa di studio per la pace. Questi s’infischiano dell’interesse nazionale e del ruolo dell’Italia nel mondo».

LINO GIUSTI


 

La Sicilia fa sfilare il CORPO FORESTALE e il GONFALONE

0004DCB5-nello-musumeciNello Musumeci

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In questa giornata così densa di significato, la Regione Siciliana riafferma il valore della irrinunciabile Unità nazionale e, al tempo stesso, dello Statuto autonomistico, rivendicando il diritto alla sua piena e corretta applicazione.

La Regione Siciliana presente oggi a Roma, alla sfilata per la #FestadellaRepubblica, con una rappresentanza del suo CORPO FORESTALE della REGIONE SICILIANA ed il gonfalone.

#Italia #Sicilia #governoMusumeci

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Il ministro Bussetti dà il via libera alla facoltà di Medicina a Enna

La Sicilia

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Il ministro Bussetti dà il via libera alla facoltà di Medicina a Enna

L’annuncio sui social al termine di una riunione con i quattro rettori delle Università siciliane

«Al lavoro per il potenziamento dell’offerta universitaria, in particolare per la creazione della quarta facoltà di medicina in #Sicilia, nell’Ateneo di #Enna. Un lavoro avviato grazie alla sinergia e alla collaborazione tra MIUR Social, Regione Siciliana e Rettori delle quattro università dell’Isola».

Lo ha scritto in un post su Facebook il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti commenta la riunione che si è svolta oggi a Roma sull’istituzione della Facoltà di Medicina nell’ateneo di Enna.

All’incontro erano presenti, oltre al ministro, il Capo Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca del MIUR Giuseppe Valditara, i 4 rettori siciliani (Cuzzocrea, Micari, Puglisi e Basile), il presidente della Regione Nello Musumeci, l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla e l’onorevole Alessandro Pagano.

«Stiamo lavorando con il ministro dell’Università Marco Bussetti per consentire alle Università siciliane di istituire una nuova Facoltà di medicina a Enna.

È dal 2007 che in Italia non se ne aprono più, e oggi, grazie allo sforzo congiunto dei rettori degli atenei di Palermo Fabrizio Micari, di Enna Giovanni Puglisi, di Catania Francesco Basile, di Messina Salvatore Cuzzocrea e dall’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla, la Sicilia è la Regione italiana che inaugura una nuova stagione per il mondo accademico italiano» ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, dopo la riunione di oggi a Roma con il ministro dell’Università Marco Bussetti.

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