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Archive for the ‘Governo’ Category

Guidi scalzo o in infradito: non solo multa, che guaio con l’assicurazione

Libero

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aGuidare con le infradito o con i piedi scalzi potrebbe costare caro. Sembra infatti che in caso di sinistro stradale l’assicurazione possa chiedere la rivalsa dopo aver pagato i danni causati.

Guidare con un abbigliamento non consono vìola due articoli del codice della strada, il 140 e il 142, che prevedono “che in ogni caso sia salvaguardata la sicurezza stradale” e che la persona alla guida debba “essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile“, che con delle calzature non consone potrebbe essere difficile.

Il rimborso dei danni sarà a carico del conducente a meno che l’intestatario del contratto assicurativo non abbia firmato la clausola che prevede la rinuncia alla rivalsa per infrazioni al Codice della Strada.

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Si accaparravano i minori migranti per i soldi e poi li chiamavano “zingari” e “porci”

Redazione La Sicilia

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Catania: si accaparravano i minori migranti e poi li chiamavano “zingari” e “porci”

Giovanni e Mario Impellizzeri

Minori stranieri sbarcati sulle coste italiane definiti “zingari” e “porci”, vittime di maltrattamenti, privati del diritto allo studio e di farmaci e costretti a vivere in locali con gravissime carenze sanitarie strutturali e privi di autorizzazioni, con la complicità di un ex dipendente del Comune di Catania, che vi dirottava i minori pur sapendo che non avevano i requisiti per la gestione. Un altro amministratore, del Comune di Sant’Alfio, avrebbe rilasciato false certificazioni.

E’ il quadro che viene fuori dall’inchiesta, coordinata dalla Procura di Catania, che ha portato all’arresto del responsabile di due cooperative che gestivano sei centri di accoglienza per minori, Giovanni Pellizzeri, 56 anni, e del figlio Mario, 29 anni,con le accuse, a vario titolo, di corruzione, falso in atto pubblico e maltrattamenti. Una loro collaboratrice, accusata di maltrattamenti, è stata raggiunta da divieto di dimora.

Nell’inchiesta sono indagate altre sette persone. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Gip su richiesta della Procura etnea. L’inchiesta ha consentito di far luce su una gestione non conforme alla legge, che gli investigatori hanno definito «illecita e truffaldina», dei centri di accoglienza. L’indagine ha preso avvio da alcuni fatti di violenza segnalati nel 2014 in alcune comunità di accoglienza. Le cooperative gestivano centri di accoglienza dove erano ospitati 196 minori per un giro d’affari di due milioni di euro.

«E’ ovvio che non si deve fare di tutta l’erba un fascio. Vi sono centri di accoglienza certificati che sono motivati da scopi di solidarietà e questi operano bene. Ma dobbiamo essere assolutamente severi nei confronti di quelli che invece, speculando sul bisogno ed approfittando di questa situazione emergenziale, non fanno il loro dovere», ha detto il Procuratore della Repubblica a Catania, Carmelo Zuccaro, incontrando i giornalisti in merito all’operazione “Camaleonte”.

«Quello che oggi emerge – ha osservato – è quello che spesso abbiamo temuto e che già in parte avevamo accertato: in una situazione emergenziale, non bastando i centri di accoglienza certificati dagli organi dello Stato, dalle prefetture, si deve far ricorso ad altri centri accreditati dai Comuni e non sempre questi centri rispondono ai requisiti».

«Abbiamo delle intercettazioni sconvolgenti – ha aggiunto Zuccaro – in cui questi ragazzi accolti vengono definiti come degli zingari e dei porci e si dice che come tali devono essere trattati. Anche di questo dobbiamo essere consapevoli. Persone che vengono qui in condizioni di indigenza, in una situazione difficilmente gestibile, spesso finiscono per essere oggetto di speculatori».

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La protesta a Castell’Umberto (Me) per l’arrivo di 30 migranti: le auto bloccano l’accesso dell’hotel

Libero

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CatturaL’arrivo di trenta migranti minorenni non accompagnati fa salire la tensione al Comune di Castell’Umberto, piccolo centro in provincia di Messina dove il sindaco Vincenzo Lionetto Civa è insorto sostenendo di essere stato avvisato all’ultimo momento.

A destinarli in una struttura alberghiera di quel territorio, la Prefettura di Messina.

1500127007015.JPG--messina__la_protesta_a_castell_umberto_per_l_arrivo_di_30_migranti__le_auto_bloccano_l_accesso_dell_hotelIl sindaco però non ci sta e già ieri sera era insorto dicendo che si sarebbe recato davanti alla struttura alberghiera e sarebbe rimasto lì davanti. “Non ritengo questo – aveva scritto su Facebook – un atto di coinvolgimento istituzionale corretto per gli ovvi motivi di ricaduta sulla nostra comunità”.

Si è rivolto ai suoi concittadini protestando sulla tempistica: “In una struttura dichiarata da mesi inagibile – scrive il sindaco -, senza luce, con acqua fornita dal Comune di Castell’Umberto con morosità dal 2012 (regolarmente attivati da tempo tutti i procedimenti amministrativi di recupero) hanno provato a far entrare un gruppo elettrogeno….i cittadini hanno bloccato le vie di accesso… garantiti ingresso mezzi di pronto intervento”.

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EMERGENZA ROGHI, BRUCIA IL VESUVIO

Franco Petraglia

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IncendiAnche quest’anno stiamo assistendo supinamente al lugubre, pietoso rito degli incendi. Il sud Italia brucia. Da Messina al Gargano al Vesuvio, si moltiplicano i roghi. La già martoriata Campania è la regione nella  quale si sta sviluppando il maggior numero di incendi. Nella mia terra natia, Cervinara, nelle ultime due notti si respirava un’aria tossica.

Gli esperti dicono che gli incendi boschivi sono di origine dolosa e le cause sono molteplici. Non ho la competenza né i titoli per fare indagini, ma ciò che posso dire a gran voce è che questi atti incivili andrebbero puniti severamente. Per non parlare dei danni prodotti e le spese per gestire queste situazioni di emergenza.

Ricordiamoci che la natura è un bene preziosissimo. Stephen Littleword, scrittore americano,  dice:” La natura è un miracolo che si perpetua  ogni giorno davanti ai nostri occhi, e noi spesso non riusciamo a vedere”. A buon intenditor poche parole!

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Contro gli immigrati provenienti dal nordafrica barricate al porto e rivolta

Libero

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Cattura“Siamo pronti alle barricate davanti al Porto o a incatenarci di fronte ad ogni luogo che l’amministrazione possa prendere in esame per ospitare i migranti”.

Civitavecchia si ribella all’invasione, dalle periferie fino al centro.

I residenti, infatti protestano contro il governo, che sta pensando alla città come attracco portuale per immigrati e richiedenti asilo che salpano in particolare dal Nord Africa.

E non è servito a nulla il fatto che Mario Morcon, capo di gabinetto al Viminale, abbia smentito la possibilità di trasformare il porto in punto di sbarco. La città ha paura, ed è pronta a ribellarsi.

Il problema è logistico. Donata Fanelli, insegnante e volontaria, spiega a Il Messaggero: “Non so quanto Civitavecchia sia pronta dal punto di vista organizzativo ad ospitare ancora migranti”.

images (2)Il punto è che pesa, e tantissimo, il precedente del 2011, quando l’ex caserma De Carolis fu trasformata in un centro di prima assistenza e trasformata in ricovero per più di 700 migranti.

“Li portarono nel cuore della notte – ricorda sempre al quotidiano capitolino Marinella Scaccia, a capo del comitato di quartiere No Migranti – e in meno di un anno successe di tutto: aggressioni, furti, saccheggi, faremo quello che serve, siamo disposti a incatenarci per evitare di rivivere quei momenti”.

Le voci della rivolta si moltiplicano. In prima linea i residenti: “Se pensano di farci rivivere quell’incubo – spiega Bruno Ferraccioli, residente nella piazzetta che guarda la chiesa San Pio X – sarà la rivolta: io accoltellamenti e risse non ne voglio più vedere”. E il prossimo lunedì, due comitati di quartiere andranno in Municipio per chiedere spiegazioni. Civitavecchia, per evitare l’invasione, è pronta a tutto.

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ORA BASTA

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Milano, nigeriano arrestato per violenze sessuali: sul treno palpa anche una ragazzina di 13 anni

Libero

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CatturaAncora in azione quelle che certa sinistra si ostina a definire “Risorse  per l’Italia”.

L’ultimo orrore arriva dalla provincia di Milano, Sesto San Giovanni per la precisione. Un 23enne nigeriano è stato arrestato dai carabinieri per violenza sessuale e atti sessuali su una minorenne.

I fatti sono avvenuti sul treno Lecco-Milano, all’altezza della stazione di Arcore, dove l’immigrato ha aggredito sessualmente quattro donne, palpeggiandole nelle parti intime. Le vittime avevano tra i 35 e i 50 anni, oltre a una ragazzina di soli 13 anni.

download (1)Le violenze sono avvenute passando da un vagone all’altro. Quando il nigeriano ha aggredito la ragazzina e sua madre, per bloccarlo sono intervenuti due cittadini marocchini, un senegalese e un italiano.

Il maniaco è poi fuggito quando il treno si è fermato alla stazione di Sesto. Poco dopo, però, i carabinieri lo hanno bloccato mentre si masturbava all’interno di un altro vagone.

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