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MML nel Mondo alle 18:25

 

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Mandorlo in fiore eredità immateriale della Regione

La Sicilia

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«È un’ulteriore attestazione della qualità e varietà del nostro patrimonio – dice il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto. – È anche un altro tassello che si aggiunge per testimoniare la serietà delle intuizioni e delle strategie condivise, che abbiamo portato avanti: sin dal 2015 abbiamo sostenuto con la Regione siciliana la necessità, e nel 2016 l’urgenza, di orientare il nostro Mandorlo in fiore su percorsi di valorizzazione e di collettivo riconoscimento, ponendolo al pari, se non al di sopra, di manifestazioni di eccezionale valore».

«La Conferenza Iccn (Internazionale delle città custodi del patrimonio immateriale dell’Unesco), che fu organizzata ad Agrigento nel dicembre 2016, ne fu la premessa. È un momento straordinario per Agrigento e per il Patrimonio del sito Unesco della Valle dei Templi – aggiunge Firetto -. D’intesa con il Parco archeologico della Valle dei Templi, il Mandorlo in fiore è tappa fondamentale del programma di Agrigento 2020 per i 2600 anni di storia della città».

I VERI FASCISTI

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Matteo Salvini, vietato farlo parlare: la vergogna dei centri sociali a Pisa, guerriglia rossa contro la polizia

Libero

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Matteo Salvini, vietato farlo parlare: la vergogna dei centri sociali a Pisa, guerriglia rossa contro la polizia

Vietato far parlare Matteo Salvini e Giorgia Meloni: questa passerà alla storia come la campagna elettorale della “violenza antifascista”.

È di 7 manifestanti fermati e 2 feriti il bilancio degli scontri che si sono verificati venerdì pomeriggio a Pisa, in occasione di un comizio del leader della Lega Salvini, tra antagonisti e forze dell’ordine.

Salvini era in centro per un incontro elettorale. Come accaduto poche ore prima a Livorno, c’è stato un ritrovo di antagonisti e centri sociali. Un corteo per contestare Salvini che è partito da Logge di Banchi, vicino all’Arno, per dirigersi proprio nella zona della manifestazione elettorale.

Slogan e fumogeni lungo il percorso, poi al termine di corso Italia i momenti di tensione con la polizia. Sono state lanciate bottiglie e sassi. C’è stata una carica di alleggerimento della polizia.

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Molte persone che stavano passando da corso Italia, luogo dello shopping a Pisa, si sono rifugiate nei negozi e molte le saracinesche che si sono abbassate. Dopo la fine del comizio di Salvini, il corteo degli antagonisti ha proseguito sfilando sui lungarni,
dove ci sono stati altri momenti di tensione fino a quando i manifestanti si sono fermati su Ponte di Mezzo dove hanno improvvisato un comizio.

Fascisti e antifascisti, Marcello Veneziani definitivo: “Ecco la differenza tra neri e rossi”. Lezione alla Boldrini.

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Marcello Veneziani

Marcello Veneziani, sul Tempo, dice la sua sul dibattito, assai peloso, su violenza fascista e antifascista e lo fa con una sentenza spietata, raggelante, definitiva. “I reati dei fascisti – spiega – sono soprattutto simbolici, a volte non sono neanche considerati tali, come i saluti romani nelle commemorazioni e il richiamo proibito al fascismo.

I reati dei rossi – antagonisti, centri sociali, anarco-insurrezionalisti, neo- comunisti – sono soprattutto fisici, reali, su persone e cose”.

I neri, continua Veneziani, non impediscono ai rossi di fare manifestazioni, cosa che puntualmente accade a parti invertite quando, alla fine, quelli dei centri sociali si ritrovano a “fare la guerra” contro le forze dell’ordine. “I due movimenti neri più accusati dai media e dalla piazza, vale a dire CasaPound e Forza Nuova, si sono presentati alle elezioni, aspirano a far comizi e campagna elettorale e una democrazia saggia dovrebbe incoraggiare i gruppi radicali che cercano di essere inclusi nella democrazia parlamentare – continua nell’analisi -. Invece i centri sociali rossi non si presentano alle elezioni, non cercano il consenso, non vogliono entrare in parlamento, ma vogliono restare selvatici, extraparlamentari”.

E poi, qui c’entra la stampa “amica”, quando accadono atti violenti come quello di Luca Traini a Macerata si parla di violenza fascista, anche se l’atto è di un isolato squilibrato. Quando a menare le mani sono gli antifascisti si arriva alla patetica formula della “violenza senza colore” tanto cara a Repubblica. “Alle origini – è l’amara conclusione di Veneziani – c’è un’indulgenza culturale e politica verso la violenza in nome dell’antifascismo rispetto a quella nel nome del fascismo”. Perché alla fine siamo sempre qua: a stabilire cos’è bene e cosa è male sono i comunisti stessi, “che sono giocatori, arbitri e giudici”.

 

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l’arma del delitto la sciaccacani

Stiamo attenti che qui non frana solo la strada ma rischiano anche le case

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Siccome non è la prima volta che la strada “cede” in questa zona di via nazionale e nella vicina piazza Garibaldi, secondo il parere di alcuni tecnici, sarebbe opportuno che prima di ripristinarla, si facesse un sondaggio sul terreno sia per fare lavori come si deve ed evitare altri cedimenti che per evitare danni alle abitazioni vicine.

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