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Pagare si deve, ma dove vogliono Lor Signori

Alfonso Cipolla *

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patente-80Per rinnovare la patente di guida c’è tutta una serie di adempimenti da fare: alcuni sono dovuti, altri opinabili, altri ancora insopportabili!

Gli atti dovuti, si devono appunto fare.

Quelli opinabili – quelli che dispongono di eseguire a pagamento visite ed esami specialistici (come per esempio la visita cardiologica e l’elettrocardiogramma, la visite neurologica ed oculistica) che l’Asp eroga in regime di assistenza – si possono e si devono contestare nel merito.  Di questa particolare imposizione ce ne occuperemo un’altra volta, prossimamente.

Questa volta vogliamo parlare del versamento dell’imposta da bollo di 16 euro al dipartimento infrastrutturale mobilità e trasporto da pagare presso uno sportello Unicredit (ex Banco di Sicilia) o con il bancomat presso la motorizzazione civile.

c1Ci sono altri due versamenti da fare: uno di 10 euro e 20 centesimi al dipartimento trasporti terrestri di Roma su contocorrente, l’altro di 19 euro pure su contocorrente al servizio provinciale di medicina legale dell’asp di Caltanissetta. Questi due si possono fare quì negli sportelli esistenti nel nostro paese.

Invece per recarsi presso le sedi “obbligate” dell”ex Banco di Sicilia, bisogna percorrere decine di chilometri raggiungendo comuni distanti da Milena, come Serradifalco, Campofranco o, nei giorni in cui è chiuso a Campofranco, salire su per i tornanti fino a Sutera.

Ma perché i Cittadini di Milena non possono fare il versamento intestato al dipartimento infrastrutturale mobilità e trasporto dall’ufficio postale o dalle banche milenesi, senza essere costretti a sciupare tempo e denaro per il carburante, rischiando pure qualche incidente e di rovinare le macchine per via delle buche stradali?

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Unicredit (ex Banco di Sicilia) di Campofranco

Una domanda legittima rivolta ad una politica e ad una burocrazia obsolete e prepotenti che non mettono al centro il cittadino ma gli affari e gli interessi della casta.

Intanto i Cittadini di Milena  sono costretti a salire in macchina, percorrere la strada in parte franosa, in massima parte ricoperta da buche, alcune delle quali profonde più di 10 centimetri per raggiungere la banca più vicina in cui un gentile dipendente ci spiega che esiste un accordo, una comvenzione tra la regione sicilana e la banca che prevede appunto il pagamento di questa tassa esclusivamamente presso le sedi della stessa.

Alla faccia del buon senbso e della libertà di scelta e del rispetto dei cittadini costretti a perdere tempo e denaro e a percorrere delle vere e proprie gimkane per semplicemnete rinnovare la patente!

Ci si augura che le Istituzioni, i Partiti e i Sindacati di Sicilia prendano a cuore questa incresciosa situazione e facciano le dovute rimostranze/pressioni per cambiare in meglio le cose e a facilitare la vita dei Cittadini.

 * Portavoce di Cittadini Attivi di Milena

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IL DIALETTO E’ UNA LINGUA PREVALENTEMENTE PARLATA

segnalato da Armando Carruba

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Armando Carruba a Milena

Infatti il dialetto lo si impara in famiglia, nella stretta cerchia di parenti e conoscenti. Le parole, i suoni, le inflessioni, sono quelle della famiglia o della stretta cerchia, infatti non c’è una scuola per imparare il dialetto.
Dopo l’unità d’Italia, c’era bisogno di una lingua nazionale, una lingua scritta e parlata da tutti. Sarà l’italiano a dover essere la lingua ufficiale: una lingua colta, usata esclusivamente in letteratura, studiata a tavolino su un modello di dialetto toscano elaborato dai manzoniani. Il nuovo Stato anzichè incoraggiare e perseguire il bilinguismo, una ricchezza immensa, dichiara guerra ai dialetti.
Chi è che parla e scrive la nuova lingua? Fin da subito i pochi nobili e letterati e i colti borghesi. Tutti gli altri – compreso Vittorio Emanuele che parla piemontese e francese, parlano il loro dialetto.
lingua_del_siChi può manda i figli a scuola ad imparare l’italiano. L’operaio e il contadino, in situazione di disagio sociale, continuano a parlare il dialetto e trametterlo alle nuove generazioni.
Abbandonato dalle classi dominanti, il dialetto perde terreno nei confronti dell’italiano e già all’inizio del ‘900 chi lo parla come unica lingua conosciuta è connotato come persona di basso ceto, povera e ignorante.
Il colpo di grazia lo dà il ventennio fascista con il disprezzo che le autorità governative nutrono nei confronti del dialetto; portano a vietarne e sanzionarne qualunque uso nelle scuole.
Nel secondo dopoguerra si prosegue con immutata determinazione all’emarginazione del dialetto.
La scuola continua la sua opera demolitrice: chi non ricorda, nei temi, le righe di matita blu con la scritta “espressione dialettale”?
imagesIl dialetto abbandonato da tempo dalla classe dirigente, viene abbandonato anche dalla classe media e dal popolino che vede nell’istruzione un mezzo per emanciparsi. In famiglia lo si parla sempre di meno e i giovani vengono scoraggiati a parlarlo. I nonni sono i primi a vietarne l’uso e a parlare ai loro nipoti in italiano, quasi sempre in modo povero e inadeguato.
L’interesse per il dialetto, dove esiste, è confinato a pochi studiosi, , che già sensibili alla perdita della lingua, cominciano a catalogarla, raccogliendo le variazioni locali, le forme lessicali e sintattiche.
Opera meritoria per biblioteche, ma quasi nulla dal punto di vista dell’emancipazione della lingua perchè non è più lo stesso dialetto del contadino, dell’operaio del pescatore…
Il dialetto non parla più di se stesso in dialetto, nei vari convegni e nelle serate all’insegne del dialetto … si parla un’altra lingua: l’italiano.

 

Il coordinatore provinciale di Forza Italia, Michele Mancuso,  dopo le dichiarazioni fatte dal rappresentante leghista On.le Pagano si dice sbalordito

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Mi stupisce la versione leghista dell’on.le Pagano

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Michele Mancuso con Gianfranco Miccichè

E’ davvero disarmante che un politico di rango come Pagano che fino a ieri faceva da stampella a Renzi, parla di inciuci a carico di altri.

L’on.le Gianfranco Miccichè che io sappia, è lo stesso che gli ha permesso di fare l’assessore regionale per quasi dieci anni.

Il fatto di prendere le distanze da chi aspetta “l’eruzione dell’Etna” – così sosteneva qualche leghista – per risolvere i problemi siciliani fa riflettere davvero. Noi da sempre siamo stati con il Presidente Berlusconi, anche quando eravamo in pochi. Adesso speriamo. al contrario di chi si preoccupa dei giudizi degli elettori. in una legge il più possibile proporzionale.

Vedremo chi ha lavorato sul territorio!

Comunicato del sindaco

Campofranco ha adottato la raccolta differenziata e porta a porta dei rifiuti

 
cassonetto rifiuti“L’amministrazione comunale ha voluto adottare il sistema di raccolta porta a porta ed eliminare i cassonetti sparsi per le vie cittadine.
Il  piano d’intervento è stato elaborato dall’ufficio tecnico e divide il comune in due zone e  prevede i giorni in cui vengono ritirati i vari materiali, plastica, carta, vetro ed alluminio e l’ indifferenziata, inoltre è stato attivato presso l’isola ecologica un sistema di pesatura dei materiali differenziati che consente alle utenze domestiche di usufruire di una riduzione del tributo.
Il piano per la raccolta dei rifiuti, adottato  ha raggiunto notevoli risultati grazie anche alla collaborazione attiva della cittadinanza.
La raccolta  del materiale indifferenziato, plastica, carta, vetro ed alluminio è balzata in pochi giorni al 21.50 % i conferimento in discarica della  indifferenziata nel mese di ottobre del 2016 è stato quasi dimezzato rispetto allo stesso periodo del 2015, sono stati conferiti in discarica  infatti ad Ottobre di quest’anno  circa 64000 Kg a fronte dei  114000 dello scorso anno. Il dato è dato è stato confermato per il mese di Novembre”.

D’Alema lo sgambettatore

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Gatti / Fetenti

Quannu a jatta ‘n arriva ‘o prumuni,
dici chi feti

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(Quando il gatto non arriva al polmone, – dice che puzza)

 

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