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La denuncia di MareAmico che con un video testimonia la “fuga assistita” di tanti tunisini dopo il formale riconoscimento

La Sicilia

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Dopo il riconoscimento formale a Lampedusa i migranti tunisini vengono accompagnati nel traghetto e inviati a Porto Empedocle dove ricevono un panino e un frutto e il foglio di via e poi vengono lasciati liberi di andare.
Lo dice l’associazione Mareamico che accompagna la propria nota con un video che testimonia quanto asserito.

«Quando il loro numero diventa insostenibile per Lampedusa – dice l’associazione – e dopo il formale riconoscimento, i tunisini vengono accompagnati alla nave di linea e inviati verso la terraferma.

A Porto Empedocle arrivano in decine, gli viene dato un sacchetto contenente un panino ed un frutto e con il foglio di via in mano – valido per sette giorni – vengono praticamente abbandonati sulla banchina del porto. Senza alcuna assistenza e senza alcuna informazione – continua – si incamminano al buio sulla strada statale, con notevoli rischi per loro e per gli automobilisti di passaggio.

Percorrono i circa 15 chilometri che li separano dal porto di Porto Empedocle alla stazione ferroviaria di Agrigento. Bivaccano li al freddo senza alcun controllo e senza alcuna assistenza per tutta la notte e all’alba prenderanno il primo treno che li condurrà a Palermo e poi in tutta l’Europa, nella loro inevitabile clandestinità».

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La verginità all’asta di Nicole e il “Ciondolo d’oro”

Renato Pierri

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Cattura“Nicole, la modella italiana 18enne che ha messo all’asta la sua verginità per pagarsi gli studi, getta brutalmente nelle nostre vite la domanda se la verginità abbia ancora un valore per il nostro tempo.

La sua verginità è stata quotata un milione di euro: per noi quanto vale? Nella società sacrale la verginità era un valore assoluto: chi non era vergine non poteva sposarsi, diventare prete o suora” (Don Mauro Leonardi sul quotidiano Metro del 17 gennaio).

Beh, ci sarebbe subito da osservare che se la verginità di Nicole è stata messa all’asta, significa che un valore ce l’ha, ché non si mettono all’asta cose di nessun valore. Sicuramente la verginità di Nicole ha un bel valore per chi la compra a caro prezzo, e se Nicole, rinunciando alla sua verginità fa un sacrificio, significa che un certo valore lo ha anche per lei.

download (2)Freud nel suo noto libro “La vita sessuale” scriveva: “Poche singolarità della vita sessuale dei popoli primitivi sono così sorprendenti per il nostro modo di sentire come la valutazione che essi fanno dell’illibatezza femminile. A noi l’alto valore che il corteggiatore ripone nella verginità della donna sembra così naturale e ovvio, che quasi ci troviamo imbarazzati se dobbiamo spiegare il perché del nostro giudizio.

La pretesa moderna che la ragazza non porti nel matrimonio con un uomo alcun ricordo di relazioni sessuali con un altro, non è, a ben vedere altro che la continuazione logica del diritto all’esclusivo possesso di una donna, che forma l’essenza della monogamia, l’estensione di questo monopolio sul passato della donna”.

Ma non voglio addentrami in discorsi complicati. Nicole mi ha fatto tornare alla mente una vecchia canzone che cantava mia madre. Ve la ricordate? Sembra che il paroliere Bixio Cherubini l’avesse scritta mentre era sotto le armi durante la Prima guerra mondiale.

s-l300 (1)La ragazza del “Ciondolo d’oro”, così s’intitola la canzone, non doveva pagarsi gli studi, manco sapeva che cosa fossero gli studi, poverina, vestita di stracci, “sparuta e tremante pel crudo rigore”, guardava incantata “i gioielli in un gran magazzin”.

E mai avrebbe pensato a barattare la sua verginità con un ciondolo d’oro, se non si fosse avvicinato un furbo, ricco signore per dirle: “Un ciondolo d’oro è pronto piccina per te qual giusto compenso di un’ora d’amore, d’amore per me”. Come dire di no al ricco signore? “Due passi affrettati, l’entrée d’un villino, un gaio stanzino… “. E dopo un’ora d’amore, d’amore qual giusto compenso per lui, lei esce “col ciondol donato, lo sguardo offuscato, sul viso il rossor”.

Farà così anche Nicole dopo aver concluso l’affare?

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Policlinico Palermo, un’auto con autista per le donne colpite da tumore al seno

Giusi Spica

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Cattura.PNGSaranno prese sotto casa e accompagnate a fare la terapia in ospedale, senza dover più chiedere l’aiuto di parenti o amici e – soprattutto – dimenticando l’incubo del parcheggio impossibile.

Con la consegna delle chiavi di una Yaris Toyota da parte dll’assessore comunale Iolanda Riolo diventa realtà il progetto PinCar, una macchina con autista per accompagnare le donne che devono sottoporsi a trattamenti chemioterapici.

Il progetto è stato pensato dalla professoressa Adriana Cordova nell’ambito delle attività della BABC (Beautiful After Breast Cancer) e della unità operativa di Chirurgia palstica dell’ospedale universitario e gestito in collaborazione con l’associazione “Insieme Per”, che mette a disposizione i volontari per la guida della vettura, e con la supervisione di Giusi Lo Vasco e Clotilde Guarnaccia.

“La vita delle donne che devono affrontare la chemioterapia – spiega la professoressa – si complica nella gestione della quotidianità, supportarle con un servizio che le rende autonome nello spostamento da casa all’ospedale è una piccola facilitazione in una giornata faticosa che rischia di diventare anche stressante perché costrette a ricorrere all’aiuto di parenti e amici non sempre disponibili».

La macchina è stata data in comodato di uso gratuito dall’azienda Riolo che ha risposto al progetto lanciato nel 2015 in occasione del BRAday (giornata di orgoglio della ricostruzione mammaria post oncologica) organizzato dalla prof. Cordova, ma l’auspicio è quello di riuscire ad ampliare le vetture a disposizione «Stiamo cercando di ottenere le macchine sequestrate alla mafia, per esempio» aggiunge la Cordova.

Le spese per gestire il mezzo saranno sostenute grazie alla generosità di chi sosterrà le attività benefiche di BABC, ma anche attraverso un piccolo finanziamento ottenuto da banca Mediolanum.

Per prenotare l’utilizzo della vettura ci si può rivolgere all’Associazione “Insieme Per” chiamando al numero: 3341828081 (invia segnalazioni a clicksalute@gmail.com).

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