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Avvoltoi sulle macerie

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Così Sia

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milena

 

Una storia straziante: il cocker Charlie, simbolo del dramma

Libero

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1472376943689.jpg--La sua foto, triste e accucciato a fianco della bara del padrone, ha fatto il giro del mondo. Flash è il cucciolo di cocker scampato al crollo della casa di Andrea Cossu e Rita Soldati a Pescara del Tronto. Andrea, falegname 47enne di Pomezia, non ce l’ha fatta. È morto travolto dalle macerie. Quando l’hanno trovato, era abbracciato a Charly, l’altro cocker di famiglia, padre di Flash.

“Ha provato a salvarlo”

1472376954672.jpg--Una storia straziante raccontata in lacrime da Rita, la moglie sopravvissuta: “Erano insieme perché mio marito deve aver provato a salvarlo – spiega tra i singhiozzi a Repubblica -. Non abbiamo avuto figli. C’era solo Charly per noi, era speciale. Poi è arrivato Flash, lo abbiamo chiamato così perché è instancabile. Ora, però, se ne sta immobile sul pavimento. È rimasto fermo per ore in camera ardente accanto a mio marito e oggi (ieri, ndr) anche al cimitero. Non è più lui. Lo avete visto tutti”. Come sotto choc, Flash aveva scavato per ore tra i resti della loro casa, avvertiva la presenza del padrone e di suo padre. Ma non c’è stato nulla da fare.

Il momento del dramma

1472376994689.jpg--“Ero sotto alle macerie e sentivo suonare uno dei campanelli che i miei cani portano legati al collare – ricorda ancora Rita -. Non sapevo se fosse Charly o Flash. Chiamavo mio marito, ma non ricevevo risposta. Subito dopo la prima scossa l’ho sentito urlare No e poi Andrea è sparito nel nulla. È stato terribile. A quel punto ho provato a chiamare anche i cuccioli, ma non abbaiavano. Mi hanno tirato fuori dopo cinque ore e poi portato via, in un campo. Lì ho visto una signora con il mio Flash. Aveva un guinzaglio fatto con la corda di una tenda, una di quelle da soggiorno. Era spaesato, ma appena l’ho chiamato è corso da me. È l’unica cosa che mi è rimasta”. L’ultimo pensiero è da brividi: “Spero che Charly e mio marito siano ancora insieme e che stiano correndo assieme per i campi di Castelluccio”.

 

Un’ora di stipendio dei medici per i terremotati

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anaaoL’Anaao Assomed esprime solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite dal sisma di ieri e a tutti i colleghi che in queste ore, con il loro straordinario lavoro, stanno garantendo il massimo impegno nelle opere di soccorso. E chiama i medici e i dirigenti sanitari del Ssn, a partire dai propri iscritti, a devolvere 1 ora di lavoro a sostegno delle necessità sanitarie, di persone e strutture, nelle aree colpite.

aaa_3942543_terremoto“Il crollo d’interi pezzi di ospedali denuncia, però, la necessità che, una volta superata la fase di emergenza, si dia priorità alla messa in sicurezza delle strutture ospedaliere”, commenta il Segretario nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise, concordando con le recenti dichiarazioni del responsabile sanità del Pd, Federico Gelli.

“Se la ripresa economica ha bisogno di investimenti pubblici e di maxi opere – prosegue Troise – non c’è chi non veda il ruolo che spetta alle strutture sanitarie chiamate a rispondere alle necessità delle popolazioni in momenti di urgenza e di massimo bisogno. Occorre un piano straordinario di investimenti che metta in sicurezza sismica gli ospedali per impedire che vengano a mancare, proprio quando sono più necessari”

Medici volontari nei paesi terremotati

images (12)«Ho apprezzato come dal primo all’ultimo collega, dagli iscritti sollecitati via sms ai presidenti Enpam e Fnomceo che ci sono stati vicini, tutti abbiano colto la gravità della situazione ed abbiano compiuto gesti concreti e coordinati».

Dario Chiriacò presidente dell’Ordine dei medici di Rieti, ha testimoniato al Portale Fnomceo la situazione reale dei paesi terremotati del Reatino, dove la conta delle vittime è purtroppo in crescita e non c’è tempo nemmeno per valutare se e quanto sangue serva. I feriti sono trasportati agli ospedali di Rieti Terni, l’Aquila, Roma (Ascoli è il punto di riferimento per i comuni della provincia oltre lo spartiacque appenninico).

Poco si parla dei malati “locali”: l’Ospedale di Amatrice è evacuato.

JU2XDERP-k3WB-U10903105040067KI-1024x576@LaStampa.it«Vi erano ricoverati almeno 30 degenti. Si tratta di un piccolo ospedale di valore, con una chirurgia e apparecchiature di livello, uno di quegli ospedali difficili da chiudere o riconvertire perché risultano strategici per collocazione», spiega Chiriacò. Che conferma come l’edificio fosse relativamente nuovo. «Ma il terremoto lo ha segnato in modo, pare, grave, e i malati sono stati distribuiti anch’essi negli ospedali “vicini” a vari chilometri di distanza». Nell’area del terremoto l’assistenza non manca, né per l’urgenza né per l’ordinaria gestione alla quale si tornerà.

Terremoto_Amatrice_7219-300x200«Sono presenti varie realtà del 118», sintetizza Chiriacò. Che in un comunicato sul sito Omceo locale racconta come sia bastato un sms dell’Ordine agli iscritti, in cui si chiedeva la disponibilità ad andare a prestare assistenza sul teatro del sisma, per avere una risposta “travolgente” in pochi minuti. «Medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, odontoiatri, specialisti di grande esperienza in medicina d’urgenza o in traumatologia, insieme a giovani Colleghi freschi di specializzazione si sono offerti senza condizioni. Ora questo patrimonio di umanità e competenze, sostenuto da una profonda motivazione, sarà messo a disposizione della Protezione Civile per il tramite della Centrale Operativa del 118 di Rieti».

Mauro Miserendino

CHI PUO’ DIRE CHE NON LO RIFAREBBERO?

Fracesco Matarazzo

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GN4_DAT_7533618.jpg--Il cane sbrana il bambino: colpa di chi lo tiene.

Ma, detto tra noi, c’è proprio bisogno di questi mostri a quattro zampe?

Ma avete visto quanto sono brutti?

Un bel pastore tedesco bene addestrato non basta?

Io comunque ora sbranerei il cane.

Lo spietato “doppiogiochista” che ha paura delle urne

Alessandro Pagano

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pinorenziEsiste un Renzi ‘ballista’ e un Renzi cinico e spietato. In qualunque caso due facce della stessa medaglia: un Renzi inaffidabile, che continua a mentire agli italiani pur di rimanere incollato alla poltrona.

Il clamoroso dietrofront sul suo futuro post referendum rappresenta un unicum nella storia repubblicana.

Un premier non eletto da nessuno, a capo di una maggioranza dopata dal premio previsto dal Porcellum poi dichiarato incostituzionale, si permette pure di prendere in giro gli italiani, non avendo alcun pudore di smentire se stesso.

I cittadini questo ormai lo hanno capito e con il No al referendum su una riforma obbrobriosa gli daranno il foglio di via. Allo stesso tempo Renzi non pensi però di fare il doppiogioco e quindi di dimettersi da premier ma poi rimanere a dare le carte come segretario del Pd magari per un nuovo incarico. Gli italiani meritano un governo eletto e realmente rappresentativo della maggioranza del Paese, no giochi di palazzo.

cinisi

campofranco cinisi

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