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L’ex viceré di Salvini in Sicilia denunciò minacce di ignoti, ma le indagini lo smentiscono e ora la Procura di Catania chiede al Gip che gli si infligga una pena pecuniaria di 22.500 euro per simulazione di reato

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«False denunce», chiesta condanna per il leghista Angelo Attaguile

di Mario Barresi

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E ora, per l’ex deputato della Lega, Angelo Attaguile, la Procura di Catania chiede un decreto penale di condanna per simulazione di reato continuata. La richiesta del sostituto procuratore Andrea Ursino, inoltrata all’ufficio dei Gip presieduto da Nunzio Sarpietro, prevede l’applicazione di una pena pecuniaria (in sostituzione di quella detentiva) di 22.500 euro.

CatturaAttaguile, iscritto nel registro degli indagati da gennaio del 2017, è ora imputato «perché, con più denunce presentate in tempi diversi ed in esecuzione di un medesimo disegno criminoso» davanti alla polizia «affermava falsamente di aver ricevuto minacce ed intimidazioni, in modo che si potesse iniziare un procedimento penale a carico di ignoti».

Un’accusa non da poco per l’uomo politico più influente della Lega in Sicilia, almeno fino alla doppia doccia fredda degli scorsi mesi: prima la mancata rielezione alle Politiche e poi il recente commissariamento con il senatore Stefano Candiani “inviato speciale” direttamente dal leader Matteo Salvini.

Gli episodi contestati come false denunce, raccolti in una corposa informativa della stessa Digos etnea, partono dal dicembre del 2016. In quell’occasione l’ex coordinatore regionale di “Noi con Salvini” denunciò che ignoti gli avessero citofonato a casa dicendogli «finiscila ora».

images (4)Qualche settimana dopo un’altra segnalazione: il giorno di Natale del 2016 avrebbe «rinvenuto, nella buca delle lettere, un ritaglio di giornale asseritamente di contenuto intimidatorio». Ma poco meno di un mese dopo, annotano gli investigatori, l’indagato ritrattò in parte la versione «riferendo che il ritaglio di giornale gli era stato consegnato da persona sconosciuta che lo aveva avvicinato per strada».

Nel frattempo, in questa misteriosa escalation, Attaguile aveva già denunciato, sempre «falsamente» secondo la Procura, due nuovi episodi. Un’altra intimidazione al citofono: «Sei peggio di quello stronzo di Salvini e ti ho detto di finirla ora». E un presunto pedinamento, «durante il suo rientro da Grammichele a Catania» da parte di «un’auto condotta da persona non identificata».

Nell’ultimo esposto, ritenuto anch’esso privo di fondamento, l’ex leader siciliano del Carroccio alzò l’asticella. Affermando di «avere rinvenuto, nella buca delle lettere, una busta contenente un proiettile». La denuncia è del 18 gennaio 2017. Nei due giorni successivi, ricostruisce la Digos, arrivò un’altra sospetta modifica del racconto: Attaguile riferì che «la busta gli era stata consegnata da persona sconosciuta che lo aveva avvicinato in aeroporto».

 

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falcone filippo

Filippo Falcone

Tra i politici locali Napoleone Colajanni condivise la nuova ideologia e chiese l’iscrizione al relativo gruppo parlamentare.

Anche in Sicilia vi fu l’assalto agli organismi democratici e sindacali e alle amministrazioni comunali non allineate, come fu il caso di Niscemi e Terranova (Gela).

In provincia scontri e incidenti si verificarono a Serradifalco tra fascisti e lavoratori

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Così novant’anni fa il “listone” fascista trionfò alle urne

Filippo Falcone

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Già nel 1921 anche a Caltanissetta e nei paesi della provincia iniziavano a farsi sentire le prime avvisaglie di presenza fascista.

Il ceto possidente e la piccola borghesia, sentitisi minacciati dalle agitazioni post belliche, che ancora continuavano, si erano avvicinati sempre più al nascente fascismo. In esso vedevano quello strumento di ordine sociale e disciplina, che i governi liberali di quella fase non erano riusciti a garantire.

Alle porte delle elezioni politiche di quell’anno, il nascente partito di Mussolini stringeva, anche in Sicilia, un accordo che culminava con la nascita di un listone unico. La strategia era quella di inserire esponenti fascisti nelle liste governative vicine al giolittismo, ormai al tramonto, ma pur sempre più organico ed organizzato.

Nell’allora collegio Caltanissetta-Agrigento-Trapani le liste in tutto erano sette: Democratica liberale, Alleanza democratica sociale, Partito democratico riformista, Unione democratica, Partito popolare, liste minori socialista e comunista. Per quella circoscrizione i nisseni eletti alla fine risultavano: per la lista Democratica-sociale Colajanni, Pasqualino, Lo Piano, per i Popolari Aldisio, per l’Unione democratica Nasi; che pur non essendo nisseno, con il territorio intratteneva forti rapporti elettorali.

Nei gruppi parlamentari alla Camera dei deputati i siciliani eletti nelle varie liste erano così suddivisi: 18 democratici sociali, 2 liberali democratici, 6 riformisti, 4 democratici liberali, 6 agrari, 5 popolari, 3 socialisti, 2 gruppo misto e, clamorosamente, nessun fascista.

Napoleone Colaianni

Ma, paradossalmente, al clamoroso risultato negativo per i fascisti in Sicilia, in quell’inizio di legislatura vi era un’altrettanta clamorosa novità, rappresentata dalla richiesta, già nel giugno, dell’on. Colajanni – per l’ennesima volta rieletto – che chiedeva di essere iscritto al gruppo parlamentare fascista.

Formalizzata la richiesta, l’esame della stessa, da parte degli organismi di quel gruppo parlamentare, veniva rimandata ad un prossimo suo incontro con il segretario del gruppo l’on. Bottai. La richiesta non sarebbe però mai più stata esaminata, per la sopraggiunta morte del Colajanni, avvenuta il 2 settembre di quello stesso anno.

In quell’ultima fase della sua lunga carriera politica, in effetti, il politico di Castrogiovanni più volte aveva pubblicamente – e per mezzo della stampa dell’epoca – condiviso alcune scelte del nascente fascismo, di fronte, ad esempio, a talune manifestazioni popolari sfociate – a suo dire – in vere e proprie “violenze del proletariato, manovrato dai socialisti e dai comunisti” e alle quali – secondo lui – le squadre fasciste avevano prontamente risposto come “santa manifestazione di italianità”.

download (1)In verità non c’era voluto molto, dopo la Marcia su Roma, per comprendere la vera natura del fascismo ed il suo vero volto di violenza. Preso il potere Mussolini avrebbe dichiarato che la “democrazia aveva esaurito il suo compito storico”, che “il secolo della democrazia era finito, così come le ideologie democratiche si potevano considerare liquidate”.

Da quel momento in poi era partito, anche in Sicilia, l’assalto fascista agli organismi democratici e sindacali ed ai Comuni democraticamente eletti. Quelle poche amministrazioni comunali che non erano già in mano fascista sarebbero state presto sciolte.

In provincia di Caltanissetta, nel 1923, quella sorte era toccata, nel luglio al Comune di Niscemi, nel settembre a quello di Terranova (Gela).

In molti altri comuni, devastate erano state molte sedi di partiti politici, di categoria e sindacali; soprattutto le camere del lavoro.

Qualche scontro aveva luogo qua e là, anche nel nisseno: a Serradifalco, ad esempio, nell’agosto, in occasione dell’inaugurazione di una centrale elettrica si erano verificati incidenti tra fascisti e lavoratori. Qualcuno di questi ultimi veniva arrestato ed incarcerato provocando la reazione degli altri lavoratori. A quel punto le stesse forze dell’ordine erano costrette a ricorrere all’aiuto della milizia fascista locale.

Il+fascismo+è+arrivato+al+potere+con+metodi+violenti,+usando+il+manganello+e+l_olio+di+ricino+(un+potente+lassativo)+contro+gli+avversari+politici.Altri scontri, nel dicembre, avevano luogo a Mazzarino tra esponenti democratici e fascisti, a causa dell’ostilità di questi ultimi nei confronti dell’amministrazione comunale democratica.

Le elezioni politiche dell’aprile 1924 portavano ad una strepitosa vittoria in Sicilia del listone Nazionale (manovrato dai fascisti) con 484.811 voti, contro i poco più dei 200mila di tutte le altre liste. Della lista Nazionale ben 38 erano gli eletti e tra essi quelli legati al territorio nisseno: il principe Lanza di Scalea e Rosario Pasqualino Vassallo. La spuntava anche il gelese Salvatore Aldisio per la lista dei Popolari.

Il mese dopo Mussolini era in visita ufficiale in Sicilia. La visita prevedeva la presenza in tutte le province dell’isola. Il 10 maggio visitava, tra l’altro, anche la miniera di zolfo Trabia-Tallarita, tra Sommatino e Riesi da cui proseguiva per Caltanissetta.

mussoliniacaltanissetta

La sua parola d’ordine sull’isola sarebbe divenuta da lì a poco, che nell’Italia fascista non era più tollerabile tenere la Sicilia in uno stato “negletto e dimenticato”, ma che sarebbe dovuta divenire terra “fonte di civiltà e ricchezza del Mezzogiorno d’Italia”.

L’isola ecologica

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,57-66.80

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Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio.
I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei.
All’ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria.
Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni».
Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse.
Egli chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati.
In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose.
Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: «Che sarà mai questo bambino?» si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui.
Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

Nomina Giunta Comunale e assegnazione deleghe

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La L.R. 11/2015 prevede per i Comuni sino a 5.000 abitanti un numero di assessori pari a tre; la L.R. 6/2011 prevede che la Giunta sia composta in modo da garantire la rappresentanza di entrambi i generi.

Il 21 giugno 2018 è stata nominata con un decreto del Sindaco la nuova Giunta del Comune di Milena. Erano stati indicati assessori Ilenia Tona e Salvatore Carlino che vengono riconfermati. A loro si aggiunge Rosaria Vitello la quale è stata nominata anche vicesindaco.

Così sono state assegnate le deleghe agli assessori con facoltà di firma dei relativi provvedimenti:

– Vitello Rosaria: Ambiente – Lavori Pubblici – Urbanistica – Agricoltura, Commercio, Industria e Artigianato.

– Tona Ilenia: Sanità – Servizi Sociali  – Beni Culturali – Patrimonio –  Cultura e Pubblica Istruzione.

– Carlino Salvatore: Lavoro – Politiche Giovanili – Turismo e Spettacolo –  Caccia e Sport – Viabilità – Gemellaggio e rapporti con gli emigrati.

Copia del decreto è stata trasmessa a:  Consiglio Comunale; Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e Funzione Pubblica;   Prefettura di Caltanissetta; Questura di Caltanissetta: Comando Provinciale dei Carabinieri di Caltanissetta: Stazione dei Carabinieri di Milena; Segretario Comunale; Comando della Polizia Municipale di Milena; Responsabili di P.O. del Comune di Milena.

Auguri di buon lavoro alla nuova Giunta da parte della Redazione di MML

LEGGI IL DECRETO INTEGRALE

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Non vi raccontavamo balle

Alfonso Cipolla

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Così come promesso ai nostri concittadini l’on.le Michele Mancuso è riuscito ad ottenere 4 milioni di euro per le strade della nostra provincia.

Un grazie sincero all’ass.re regionale Marco Falcone che si era impegnato in tal senso nel corso del comizio di chiusura della Lista “Milena Domani” non premiata dalla maggioranza degli elettori.

Elettori che, a un promettente futuro, hanno preferito un improduttivo passato, spacciato per toccasana.

IMG-20180609-WA0000Un miscuglio rappresentato dalla strana e innaturale Triplice Alleanza elettorale Vitellaro – Randazzo – Ippolito, uniti soltanto dalla sete di arrivare ad ogni costo al potere.

I tre gruppi non hanno avuto il coraggio di presentarsi ognuno con la propria lista, com’era doveroso. Gli piaceva vincere facile.

Peccato, è stata un’occasione persa per il nostro paese. Noi continueremo nel nostro impegno per il bene della Cittadinanza. Abbiamo perso, ma ciò nonstante sono state mantenute le promesse sulle strade del nisseno: stanziati 4 milioni di euro da parte dell’assessore regionale delle infrastrutture, trasporti e viabilità, on.le Marco Falcone.

mancuso arsEppure non mancano le critiche al deputato Michele Mancuso da parte di alcuni cittadini di serie M (emme come m….), utili idioti, in gran parte si tratta di invidiosi, con la bava alla bocca, delle sue capacità.

Eccovi un esempio di queste m……, offerto da un tale che si firma MUSTAD a proposito di un articolo in cui si comunicava l’inizio della sistemazione della strada Mazzarino-Gela e del ringraziamento all’on.le Mancuso per l’interessamento:

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