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Die festi apud Romanos

Culto e feste

di Tebaldo Fabbri ed Elde Balzani

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Suovetaurile_LouvreI Romani onoravano le loro divinità soprattutto con sacrifici di animali.

Ecco il complesso sacrificio detto Suovetaurilia, in cui s’immolava un porco (sus), una pecora (ovis), un toro (taurus) e che si svolgeva in un clima di grande serenità.

Altra suggestiva festa era quella del dio Termine (Terminalia), che presiedeva ai confini dei campi, delle città e dei regni. Veniva celebrata, nei poderi, ogni anno alla fine di febbraio.

La religione romana fu, nel suo complesso, molto formalistica, fatta cioè di atti esteriori più che di intima disposizione d’animo: ebbe perciò uno scarso contenuto morale.

Processione-di-sacerdoti-della-corteSi ricordi infine che i Romani avevano ereditato dagli Etruschi, insieme ad uno spirito superstizioso, le pratiche della divinazione e dei presagi, ai quali attendevano specili sacerdoti detti ” àuguri “. Dai loro responsi dipendevano le decisioni più importanti della vita pubblica e privata.

Vennero poi via via creati altri collegi di sacerdoti. Sopra di tutti stava il collegio dei Pontefici sotto la direzione del Pontefice Massimo (Pontìfex Maximus).

Questo, nelle sue linee essenziali, il panorama della vita religiosa in Roma prima del trionfo definitivo del cristianesimo che verrà ad illuminare gli spiriti e a segnare altre mete nella vita dell’uomo.

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FISCO

Pagano: “su No Imu a paritarie ora si passi ai fatti”

(AdnKronos)

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scuole-paritarie-“Il ministro Padoan ha fatto chiarezza: le scuole paritarie non devono pagare l’Imu. Questa è una buona notizia, perché il pagamento di questa tassa sarebbe una mannaia per molti istituti paritari, che offrono un servizio eccellente al 10 per cento della popolazione scolastica italiana e che generano un risparmio per lo Stato di 6miliardi di euro“.

E’ quanto dichiara il capogruppo di Area popolare in commissione Finanze alla Camera, Alessandro Pagano.

“Ora dalle parole bisogna passare ai fatti e il Mef si muova di conseguenza, emanando atti amministrativi volti a fugare ogni dubbio interpretativo. Gli enti locali siano debitamente informati – conclude Pagano – in modo che possano agire nel rispetto della legge e delle normative”.

I pantaloncini corti

Sogni in una biblioteca di Roma

Carmelo Dini

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images (4)Si può continuare a sognare a settantanove anni? E si può continuare ad essere timidi a settantanove anni?

Adesso vi racconto come è andata, però voi siate clementi e non mi prendete troppo in giro.

Entro in biblioteca questa mattina, la biblioteca del quartiere dove abito qui a Roma, e mi fermo nella saletta con qualche poltroncina, dove ci si può comodamente sedere a leggere i giornali, messi sul tavolo lì apposta. Una ragazza che sta uscendo, forse per telefonare (ha il cellulare in mano), incrocia il mio sguardo e mi sorride appena. Mi succede spesso da quando ho la barba bianca. Vedono la faccia buona di un nonno e lo salutano. Niente di nuovo.

Sennonché dopo un po’ la ragazza, non bellissima ma deliziosa, senza trucco, pantaloncini corti, va a prendere le dispense sul tavolo dove stava studiando e viene a sedersi sulla poltrona accanto alla mia, e prende a far scorrere ciocche di capelli tra le dita, e mi guarda ancora e si accorge che la sto guardando e mi sorride appena, e io, per non sembrare maleducato, e per timidezza, distolgo lo sguardo e riprendo a leggere il giornale.

Ma dopo poco la guardo ancora. Lei sa che la sto guardando. Forse le fa piacere che io la guardi. Forse. La ragazza non bellissima ma deliziosa assume l’espressione di chi sta mandando qualcosa a memoria, ma a me sembra che stia fingendo di mandare qualcosa a memoria. Dopo un po’ prende a sorridere mentre invia messaggi sul cellulare. Sembra che aspetti che io le rivolga la parola. Io non le rivolgo la parola. Sono timido, e poi c’è gente a poca distanza. L’unica cosa che so fare è alzarmi, dirle arrivederci e darle un bigliettino con l’immagine della copertina di un mio libro. Sul bigliettino c’è il numero di telefono e l’indirizzo elettronico. La ragazza non bellissima ma deliziosa mi saluta con un sorriso aperto questa volta, mentre mi ringrazia.

So con certezza che non telefonerà mai al nonno, che non scriverà mai al nonno. Sicuramente sorrideva al nonno, forse voleva scambiare due chiacchiere col nonno. La tragedia è (non mi prendete troppo in giro) che io la ragazza non bellissima ma deliziosa, dai deliziosi pantaloni corti, non la consideravo una nipotina.

Fino a che età si può continuare a sognare?

RIPENSAMENTO

Ex jihadista rientrato in Francia si confessa: “In Siria non è religione, è barbarie”

libero

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UpkPfA5XLjhCXjzkZHWnE7CLH2ZmTNNJnlcTSufx+10=--Ci sono numerose ombre che dovranno essere dissipate sul racconto di un ex jihadista rientrato in Francia dopo sei mesi fra le fila dell’Isis in Siria. La confessione, pubblicata sulle pagine del quotidiano francese Le parisien, ritrae nel dettaglio l’esperienza dell’uomo che si era unito al Califfato convinto di poter vivere in armonia con i precetti dell’Islam nella capitale dell’autoproclamato stato islamico Raqqa, ma che si è ritrovato circondato solo da barbarie.

I dubbi – Ombre, si diceva, perché è ancora da chiarire come l’uomo sia riuscito ad espatriare senza lasciarci le penne, chiedendo semplicemente l’autorizzazione per abbandonare Raqqa. Solo una lunga trattativa lo avrebbe separato dalla richiesta al lasciapassare; addirittura al confine gli hanno donato 500 dollari per acquistare il biglietto aereo di ritorno. Un caso più unico che raro, visto che solitamente i pentiti del Califatto vengono trucidati senza esitazione alcuna.

Il training –

downloadIn ogni caso la testimonianza dell’ex jihadista è da pelle d’oca. Viene conquistato dal fascino dell’islam radicale mentre è in un carcere vicino a Parigi, dove è detenuto per reati minori. Esce di prigione, va in Egitto, poi in Tunisia e ancora il carcere per droga. Torna a Parigi ma è insoddisfatto, trova la luce nella voce dell’Isis. Parte per la Siria nel settembre 2014, e qui comincia il suo viaggio nelle terre delle bandiere nere.

Contatta con facilità gli esponenti del Califfato, che gli danno il benvenuto e lo conducono a Raqqa. Dopo il sequestro del passaporto e due giorni di interrogatorio per verificare che non sia un infiltrato occidentale, accede alla fase due: l’indottrinamento. In quello che l’uomo ha definito come un campo scout jihadista, insieme a reclute da ogni parte del mondo, è stato sottoposto ad allenamenti sportivi e lezioni di cultura religiosa. In branda alle 22, e la sveglia a suon di kalashnikov. Nove giorni così, poi il giuramento all’Isis davanti a un santone: “prestare fedeltà al solo vero califfo dei musulmani”. Fase tre: addestramento militare, per imparare a maneggiare pistole, mitragliatrici e lanciarazzi. Ma il nostro protagonista è un po’ pavido, rifiuta il martirio e viene assegnato alla polizia, per fare multe e sedare risse. “Le cure sono gratuite. Mi hanno dato 300mila dollari per acquistare auto e casa, oltre a un salario mensile di 90 dollari” afferma l’ex-Isis.

gay_isis_R439_thumb400x275Le atrocità –

Cosa gli ha fatto cambiare idea? Il disgusto nei confronti delle barbarie compiute dagli uomini del Califfo. Un quattordicenne sgozzato perché non aveva finito di recitare la preghiera, gli omosessuali buttati giù dal tetto di un palazzo, cadaveri ovunque con addosso l’etichetta esplicativa del reato per cui si sono meritati l’esecuzione: l’ex jihadista sarebbe stato spettatore di ognuna di queste atrocità.

Un mondo di morte quello raccontato dal francese pentito, lontano dall’idea che si era fatto in Europa dello Stato islamico. “Quello che ho visto in Siria non è religione, è barbarie. Non ho ucciso, ora voglio solo una vita normale, voglio dimenticare”. E mentre lui vuole dimenticare, il resto del mondo continua a inorridire.

Pila di Volta

Pila di Volta

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Alessandro Volta mostra a Napoleone il nuovo “apparato elettromotore” o pila voltaica, capostipite di una lunga serie di pile e accumulatori

Alessandro Volta mostra a Napoleone il nuovo “apparato elettromotore” o pila voltaica, capostipite di una lunga serie di pile e accumulatori

La pila di Volta è stata inventata da Alessandro Volta nel 1800 e rappresenta il prototipo delle moderne batterie. E’ formata da una colonna di più elementi simili, gli elementi voltaici, che consistono in un disco di zinco sovrapposto ad uno di rame, uniti grazie ad uno strato intermedio di feltro o cartone imbevuto di acqua salata o acidulata.

Per la costruzione della pila di Volta si può usare l’argento al posto del rame e lo stagno al posto dello zinco. Gli estremi della pila vengono collegati grazie ad un conduttore elettrico e così facendo si produce un circuito nel quale passa la corrente.

Per realizzare la pila, Volta ha ripreso i precedenti studi effettuati da Luigi Galvani. Volta ha annunciato l’invenzione della pila, descrivendola con precisione, in una lettera rivolta a Joseph Banks, presidente della Royal Society di Londra, e datata 20 marzo 1800.

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