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Un re raru

UN RE RARU

Sara Cappello

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Cc’era un galantomu cadutu nbascia fortuna, chi un avia forma di travagghiari di nudda manera, pirchì era lagnusu. Un jornu si nni va nni lu Re a Palermu, ma siccome era mala-cunnutta, vulia campari di patroni; comi si prisintò nni lu Re, lu Re cci dici: ca era un binignu e caritatevoli.

-Amicu, chi cosa vuliti?

-Maistà, siccuomu nu puozzu campari, can un sacciu fari nudda sorti di fatica, sugnu vinutu nni vostra Maistà; mi duna quarchi limosina.

Lu Re lu talia, e tuttu lu guarda di capu a piedi, e pua cci dici:

-Amicu, quantu aviti cumpratu sti causi?

-Maistà, cincu scuti

– E sti cilecca?

-Maistà, du scuti

– E sta giammerìa?

– Maistà, se scuti.

– E stu cappieddu?

– Maestà, du scuti, pua cci talia li mani e cci li vidi belli bianchi e cci dici:

-Pri ora nun puozzu, pua viniti n’antra vota.

E lu galantomu si nni ji’.

C’era un jardinaru ch’avia un sciccareddu, ed era affamigghiatu ca avia setti figgi e la muglieri ottu; e campava cu lu sceccu ca cariava verdura a la cità: cci murì lu sciccareddu e si perdi di curaggiu can un putia campari cchiù la famiglia.

Un juornu cci dici la muglieri:

-Sapiti vu c’aviemmu un Re buonu e caritatevoli, ijticci, ca vi duna quantu vi accattati lu sceccu.

Si parti e si nni va a lu palazzu nni lu Re, duna l’ammasciata e trasi, e si presenta, si leva la birritta:

– Maistà, sugnu un poghiru jardinaru e hajiu setti figgi e la muglieri e mi piriscinu di la fami; avia un sciccareddu e mi murì e nun lu puozzu accattari ca mi mancanu li dinari.

Lu Re lu talia e cci piglia li manu e cci li cumencia a talari e vidi ca cci avia li caddi pri lu tantu travagghiari, e cci li accumincia a vasari, e cci dici:

-Omani biniditti, ca dati a la vostra famigghia; ora va: quantu putia iri stu sciccareddu?

– Maistà, putia iri ott0unzi.

Lu Re cci fa un vigliettu di cent’unzi e cci dici: cu quarant’unzi ti accatti na mula e lu riestu ti viesti li figli e la muglieri. Lu poghiru jardinaru scinni li scali tuttu contenti, si nni j inni la muglieri, si accattò lu sceccu, vistì li figli e cci ristaru li dinari pi farisi lu capitali. E chistu fu un fattu pri daveru.

Casteltermini

 

 

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Ecco le info su “Il Presepe Vivente di Sutera” giunto alla ventesima edizione!!!

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Inserito dal 2005 nel R.E.I. (Registro delle Eredità Immateriali) della Regione Siciliana.

25, 26, 29 e 30 dicembre 2017
4, 5, 6 e 7 gennaio 2018.
Ticket: 6 euro adulti, 3 euro i bambini compresi tra i 3 e i 10 anni.
Apertura ore 17.00
Chiusura biglietteria ore 21.00.

Cinepanettoni disgustosi

Finalmente un critico – Roberto Escobar de “L’Espresso” ha denunciato la vergogna, tutta italiana, “dei cinepanettoni”. “

Ha scritto Escobar:

Nato circa trentanni fa con “Vacanze di Natale” dei Vanzina il cinepanettone ha devastato il gusto e l’immaginario (non solo immaginario) di un paio di generazioni.

Resta un dilemma il nostro gusto è stato devastato da chi ci propina queste storie, o chi ce li propina non fa che adeguarsi al nostro gusto?”.

Petri – Petri

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,6-8.19-28

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gesu-e-giovanni-battistaVenne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Chi sei tu?».
Egli confessò e non negò, e confessò: «Io non sono il Cristo».
Allora gli chiesero: «Che cosa dunque? Sei Elia?». Rispose: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?». Rispose: «No».
Gli dissero dunque: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?».
Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia».
Essi erano stati mandati da parte dei farisei.
Lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?».
Giovanni rispose loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

L’elezione di Gianfranco Miccichè a presidente Ars, la soddisfazione del deputato forzista Michele Mancuso

blogsicilia

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mancuso micciche

Mancuso e Miccichè

“Doppia è la mia felicità, per questo risultato bello e importante, per questa elezione.

Felicità politica, per la stima e fiducia nelle indubbie capacità del nostro leader regionale; umana, perché con lui ho condiviso un percorso lungo ed articolato, ricco di gioie e di qualche dolore, che ha creato un’amicizia preziosa”. 

Così commenta l’elezione a presidente dell’Ars di Gianfranco Miccichè il deputato regionale di Forza Italia nisseno Michele Mancuso che ha aggiunto: “Immediatamente metteremo a disposizione del territorio le nostre competenze per attuare il programma di governo, non mancano le emergenze da affrontare: lavoro, sanità, servizi, viabilità, formazione professionale ed agricoltura. Quest’ultimo comparto, nevralgico e determinante nella ripresa dell’isola, potrà essere implementato dall’attività dell’assessore forzista siracusano Edy Bandiera”.

Cattura.PNGIl pensiero di Mancuso è rivolto al territorio nisseno.

“Contiamo quattro deputati: 2 M5S e un Pd, oltre me. Voglio onorare la fiducia che mi è stata concessa con il massimo impegno lavorando senza sosta. Già oggi saremo a Riesi alla festa del vino e poi a Gela per affrontare la crisi che si è abbattuta su quella Amministrazione: vogliamo dare il nostro contributo alla risoluzione dei problemi”.

La chiusura è rivolta alla svolta che questo governo vuole imprimere alla Sicilia: “Siamo pronti con Musumeci e Miccichè a cambiare lo stato delle cose. Lavoriamo per la Sicilia di tutti ed io, da ‘buon soldato’, voglio contribuire fattivamente a questo cambiamento”.

 

Il presidente che piace anche a Sicilia Futura e Pd!

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miccGianfranco Miccichè è stato eletto, con 39 voti, e dunque più di quelli che sulla carta avrebbe dovuto avere, alla terza votazione, Presidente dell’Assemblea regionale siciliana.

Hanno votato tutti i 69 deputati presenti in aula. L’unico assente è il deputato autonomista Giuseppe Gennuso, colpito da un grave lutto.

Al secondo posto la capogruppo Udc Margherita La Rocca Ruvolo, votata in massa dal M5S.

L’elezione di Miccichè è stata salutata da un lungo applauso.

I DUE DEPUTATI DI SICILIA FUTURA VOTANO PER MICCICHE’

PD: QUATTRO UTILI IDIOTI CON QUATTRO INUTILI VOTI PER MICCICHE’

cracol«Ci sono stati quattro “utili idioti” nel Pd, quattro voti inutili. Evidentemente qualcuno ha voluto fare il soccorritore di un vincitore preventivo ma alla fine questi quattro voti sono stati inutili, perché Micciché sarebbe riuscito a vincere lo stesso”. Sono le parole di Antonello Cracolici, subito dopo l’elezione di Gianfranco Miccichè a Presidente Ars.

«I conti si fanno in fretta, il Pd ha 11 deputati e il nostro candidato ha raccolto 7 voti: ci sono stati 4 utili idioti. Mi spiace e sono amareggiato per quello che è successo, qualcuno ha voluto fare il soccorritore di un  vincitore preventivo che ce l’ha fatta comunque a prescindere da questi voti che evidentemente sono stati ininfluenti ai fini dell’elezione di Gianfranco Miccichè».

Il candidato «di bandiera» del Pd era il parlamentare dem Nello Di Pasquale, che ha ricevuto sette voti, a fronte degli 11 deputati dem.

«Prendiamo atto – ha concluso Cracolici – anche alla luce del voto dei deputati di Sicilia Futura che il centrosinistra non ha tenuto la barra».

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