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Archive for the ‘Foto/Video’ Category

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LA PASSATA EDIZIONE

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Guardando vecchie foto…

di Armando Carruba

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Amici di Milocca,

a volte mi capita, come succede a noi tutti, di guardare delle vecchie foto, ed alcune sono lo specchio dell’anima. Questa è stata scattata a Siracusa nel 1954 a casa nostra. Ricordo che era il 1° anniversario della Madonnina delle Lacrime ed era venuto a trovarci un grandissimo AMICO di mio padre – Benedetto Falcone, con moglie e figlia. L’amicizia era, e mi auguro sia una sacralità per Milena. Un amico era un amico …

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Benedetto Falcone è il primo a destra, il secondo è mio padre Salvatore Carruba (Turiddu ‘u saristanu). Io sono il primo accovacciato a sinistra.

Gioivi? informavi l’amico. Eri in difficoltà? ecco l’amico pronto a darti una mano. Ricordo bambino la solidarietà tra paesani, tutti pronti a dar una mano. Chi partiva, scriveva lettere e quelle lettere, detto alla Pirandello, erano chiocce che chiamavano i puddicini, e chi partiva al nord o all’estero non era solo, c’era il paesano. Quante storie che hanno da raccontare quelli che sono partiti…

Ecco, una foto, una semplice foto di una grande amicizia, suscita a distanza d’anni emozioni come nuove. Buona serata!

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Vandali e incontinenti

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In questa che poteva essere un’isola verde… c’è di tutto e di più in fatto di inquinamento ambientale, come si conviene in una discarica pubblica abusiva.

I soliti vandali vi abbandonano di tutto, dalla solita immondizia ai rifiuti ingombranti (come se l’Amministrazione non assicurasse questi servizi!), ma non manca neanche il pericoloso amianto…

Questa volta alcuni di questi così detti vandali, l’hanno fatta proprio grossa: hanno lasciato la propria firma… insomma per sommo disprezzo ci hanno cacato pure sopra e accanto i rifiuti abbandonati!

LE FOTO che pubblichiamo (alcune) PARLANO CHIARO e ci dicono due cose a proposito del vandalismo selvaggio e del totale disinteresse di chi dovrebbe sorvegliare l’ambiente, tenerlo pulito e (possibilmente) punire i colpevoli. E se bene osservate potrebbero aiutare ad individuare i colpevoli…

Una telecamera sarebbe indispensabile per questi scopi: l’unico rimedio per tenere pulito l’ambiente e punire i colpevoli, ma gli Ammninistratori sembrano non sentirci da questo orecchio, ma ciò non scoraggia quanti come noi, che amiamo il nostro paese e lo sogniamo bello e pulito, siamo impegnati a stimolare tutti a fare meglio e di più in tema ambientalistico.

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La Minoranza interroga il Sindaco sul funzionamento dell’impianto di videosorveglianza all’interno del territorio comunale e propone la collocazione di altre videocamere.

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I Consiglieri comunali del Gruppo “Milena in Comune” – partendo da alcuni recenti furti in due abitazionil il primo ai danni di una giovane coppia, il secondo ai danni di due anziane sorelle – hanno interrogato il Sindaco sul funzionamento della videosorveglianza del paese. Pare infatti che la telecamera vicina all’abitazione delle due sorelle, al momento del furto, non fosse attiva.

I Consiglieri della Minoranza fa presente che il Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, per rendere il territorio meno aggredibile da fattispecie criminose che rappresentano un grave ostacolo allo sviluppo economico, alla civile convivenza, alla qualità e produttività del lavoro  e all’ attrattività dei territori ha stanziato dei fondi per promuovere e finanziare la realizzazione di iniziative in materia di Videosorveglianza Territoriale.

Il Comune di Milena ha aderito stanziando nel 2012 parte delle somme necessarie.

 

Con la Delibera di Giunta Comunale n.80 del 15.11.2015 è stato approvato il progetto relativo alla realizzazione di un sistema di videosorveglianza denominato sorvegliamilena con la quale il Comune assicura per i prossimi cinque anni il servizio di manutenzione e gestione, individuando al proprio interno le fonti di finanziamento a cui fare riferimento.

I Consiglieri della Minoranza fanno presente che anche in passato il Consiglio Comunale ha trattato l’argomento relativo all’Ordine Pubblico ed alla sicurezza dei cittadini e mettono nero su biano che ritengono necessario ed indispensabile il potenziamento dell’impianto di videosorveglianza di proprietà comunale, per raggiungere un integrale controllo del territorio comunale.

La proposta è di grande attualità visti i continui fenomeni di microcriminalità e piccolo vandalismo posti in essere negli ultimi mesi nel nostro territorio, con esse si persegue l’ obiettivo di prevenzione di fatti criminosi attraverso un’azione di deterrenza che la presenza di telecamere è in grado di esercitare, mediante l’installazione degli elementi di segnaletica specifica nelle zone controllate per massimizzarne l’efficacia. Servono nuove telecamere per dotare il nostro territorio di ulteriori strumenti tecnologici avanzati che siano di ausilio alle Forze dell’Ordine per combattere al meglio i fenomeni malavitosi.

Molti cittadini hanno segnalato al Gruppo consiliare “Milena in Comune” tale necessità è di installare ulteriori telecamere di videosorveglianza per garantire alle proprie abitazioni una maggiore tutela e sicurezza.

In tal modo nel Comune, mediante l’utilizzo di moderne tecnologie, dovrebbe migliorare la qualità della vita delle persone che vivono e lavorano sul territorio di Milena in termini di sicurezza, tutela del patrimonio comunale e dell’ambiente, razionalizzazione del traffico e a garanzia della protezione civile. La disponibilità tempestiva delle immagini e dei dati presso il Comando di Polizia Municipale costituisce, inoltre, uno strumento di prevenzione e razionalizzazione dell’azione della polizia Municipale stessa.

Gli impianti di videosorveglianza sono, quindi, finalizzati a:

  • assicurare maggiore sicurezza e maggiore vigilanza ai cittadini
  • tutelare il patrimonio pubblico dell’Ente da atti di vandalismo e danneggiamento garantendo il decoro urbano
  • monitorare il traffico veicolare e curare la sicurezza stradale e la fluidità e la sicurezza della circolazione
  • garantire la Protezione civile
  • controllare determinate aree critiche per la sicurezza urbana
  • controllare il territorio comunale ai fini di tutela ambientale e monitoraggio di discariche abusive
  •  assicurare, con presidio in remoto sul territorio, l’estensione della vigilanza ottimizzando le risorse umane a favore di una maggiore presenza in località non presidiate e le capacità di intervento
  • costituire supporto alle indagini di polizia giudiziaria in caso di commissione di illeciti e reati.

Per quanto esposto in narrativa il Gruppo Consiliare Milena in Comune chiede di conoscere ed interroga su quanto segue:

  1. viene rispettato il dettato del Regolamento per la disciplina della videosorveglianza nel territorio Comunale?
  2. le telecamere installate all’interno del territorio comunale sono funzionanti?
  3. viene effettuata la manutenzione degli impianti di videosorveglianza?

 

 

LEGGI L’INTERROGAZIONE INTEGRALE

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Ottaviano Del Turco, il racconto dell’incontro con un orso marsicano: “Ha divorato 17 galline del nostro pollaio”

di Melania Rizzoli

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Ottaviano Del Turco, il racconto dell'incontro con un orso marsicano: "Ha divorato 17 galline del nostro pollaio"

“Orso marsicano” era il soprannome che gli avevano affibbiato quando era in politica, prima da sindacalista e poi da ministro dell’ Economia, per la sua origine abruzzese, per la sua mole e per il suo carattere, schivo e riservato, ma che diventava aggressivo quando veniva provocato. E per la nemesi storica del suo nomignolo, Ottaviano Del Turco l’ orso marsicano lo conosce davvero, ne è diventato confidente e quasi convive con lui, e giorni fa lo ha visto in azione in un incontro ravvicinato nel pollaio del fratello Alfiere.

«L’ altra sera ha fatto fuori diciassette galline, le ha uccise tutte. Siamo stati svegliati dallo starnazzare disperato dei polli, ma quando siamo arrivati la strage era già compiuta, e l’ orso, quando ci ha visti, si è allontanato tranquillo, nemmeno correndo o scappando, ma sicuramente sazio, con la pancia piena. No, non ha divorato intere le galline, ne ha mangiato solo la carne, lasciando a terra la testa e le zampe. Il nostro orso è un buongustaio. E doveva essere davvero affamato. Si chiama Rocco, ed opera in questo territorio. Qui lo conoscono tutti.

Sì, sì, è lo stesso animale che è entrato 10 giorni fa in una casa dove dormiva una famiglia con due bambini, a Villavallelonga, il paese qui vicino, dove però lo chiamano Mario; lui ha una tana in alto nel bosco e vive in quella zona. In quella casa, dove era rimasto intrappolato, ha addirittura aperto e mangiato un panettone intero».

PORTE CHIUSE A CHIAVE
Del Turco, da quando si è ritirato dalla politica, vive a Collelongo, il suo paese natale in provincia dell’ Aquila, da dove continua il suo racconto: «Sai, le nostre abitazioni sorgono ai piedi del Parco Nazionale d’ Abruzzo, ed il nostro orso è diventato confidente, opera da mesi prevalentemente nella zona di protezione esterna e fuori dal parco, alla ricerca di qualcosa da mangiare facilmente reperibile. Al calar della sera lui esce dalla fitta vegetazione del bosco e si aggira indisturbato tra le strade deserte dei due paesi, a caccia di cibo nei pollai che si trovano all’ interno del centro abitato, nel cuore della Marsica. Qui dopo il tramonto fa freddo, la gente si ritira in casa, cena e va a letto presto. E la mattina i contadini contano i danni notturni degli orsi, che ultimamente sono diventati ospiti abitudinari, e cacciano attorno alle nostre case.

Come i vostri gabbiani o i cinghiali a Roma. Cosa vuoi, anche per questo i pollai si sono ridotti, perché questi animali non trovano più la frutta e i cibi essenziali; in questo territorio non ci sono più le piantagioni di mele che esistevano fino a qualche anno fa, e nelle campagne sono sparite anche le coltivazioni di granturco, quindi gli orsi si sono adattati a mangiare di tutto. Sono onnivori. E quando hanno fame non li ferma nessuno. Questa è una terra di cacciatori, e prima gli sparavano.

Oggi i carabinieri forestali ed i veterinari del parco stanno seguendo una linea difensiva nei loro confronti, di quei pochi rimasti, per impedire il loro abbattimento quando vengono trovati ad uccidere gli animali da allevamento, e per governare la situazione, vista la complessità del momento, il controllo è diventato più serrato e continuativo, perché se un orso ti entra in casa di notte, questo costituisce un problema. Noi, qui in paese, chiudiamo a chiave la porta di casa la sera non per i ladri, che qui non esistono, ma per gli orsi, che non chiedono mai il permesso di entrare».

Ottaviano mi spiega che nel Parco Nazionale d’ Abruzzo gli orsi sono monitorati, gli viene messo un collare identificativo e vengono dati loro dei nomi, e quando invadono i centri abitati, per la presenza elevata di fonti alimentari, facilmente accessibili e di forte attrattiva, quando non è possibile respingerli spontaneamente, o quando provocano una situazione di pericolo, come l’ ingresso in casa, gli animali vengono sedati dal veterinario di turno,per poi essere rilasciati in montagna, lontano dal paese.

RISCHIO ESTINZIONE
«Qui gli orsi non sono ancora arrivati a far strage di agnelli, perché gli ovili hanno i cani pastori abruzzesi di guardia. Ma il Wwf Abruzzo ha attivato un protocollo di gestione dell’ animale da parte degli organi competenti, convocando anche una riunione urgente al ministero dell’ Ambiente, per garantire la sicurezza dei cittadini, che è fondamentale, ma che al tempo stesso metta in campo tutti gli sforzi possibili per salvaguardare i pochi orsi marsicani ancora in vita, per evitarne l’ estinzione, poiché secondo le ultime stime in questo territorio ne rimangono appena 50 individui. Li chiamo individui, e non esemplari, perché oggi vivono tra di noi e mangiano nei nostri piatti, ma Rocco, dopo le sue scorribande, rischia di finire in cattività.

Ed a noi dispiace, perché siamo per la conservazione dell’ orso, che è l’ animale simbolo della Marsica. Certo, quando scendono nelle nostre strade provocano danni e razzie, ma noi siamo abituati ad incontrarli, ci sono familiari, e non è una sorpresa quando li avvistiamo sul percorso tra Trasacco e Collelongo. I sindaci del territorio hanno anche emesso un’ ordinanza che vieta ai residenti di avvicinarli, ma a nessuno dei miei compaesani è mai venuto in mente di andare ad accarezzarli».

ESEMPLARI PACIFICI
A Del Turco rammento il fatto di cronaca recente dell’ orso che in Trentino ha aggredito e ferito un uomo di 69 anni che percorreva un sentiero nel bosco insieme al suo cane, al quale stanno dando la caccia intere squadre del corpo forestale e del soccorso alpino, e del quale sono stati raccolti campioni di pelo per identificarlo, nemmeno fosse Igor il russo, anche lui tuttora latitante, nonostante il dispiego di forze esagerato, impegnato per catturare un esemplare tanto pericoloso.

 

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