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Archive for the ‘Medicina/Sanità’ Category

Tossicodipendenze: thc, fumo, mariuana, olio di haschis, danni psico-sociali

di avatar MISS_LY2

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Ciò che determina nella canapa l’effetto è il tenore di THC, più è alto il valore più l’effetto sarà forte e duraturo. Il THC, noto anche come tetraidrocannabinolo, è il prodotto chimico che causa gli effetti psicologici della marijuana.

Il THC si lega nel cervello ai recettori per l’anandamide, una sostanza organica; questi recettori si trovano nel cervello, nel cervelletto ed in alcuni nuclei del mesencefalo. Queste strutture partecipano ai processi di percezione e riconoscimento, alla memoria, allo stato d’animo e a funzioni intellettive e motorie superiori. Si capisce pertanto come mai il consumo di Marijuana si ripercuota negativamente e in modo dannoso proprio su queste funzioni.

I recettori dell’anandamide sono presenti anche nel sistema immunitario, nel cuore, nei polmoni, negli organi che producono ormoni e negli organi riproduttivi. Molti di questi effetti collaterali sono ancora sconosciuti alla Ricerca, ma alcuni sono ben noti. Essi vengono descritti nel prosieguo e sono dimostrati da una ricerca e da un’esperienza decennali. “I pericoli del consumo non sono legati al prodotto in se ma alla sua concentrazione, alla regolarità e all’intensità della sua consumazione. Ci può essere un modo pesante di consumare droghe leggere”

Consumo

Generalmente haschisch e marijuana vengono fumati, viene preparata una sigaretta (joint) dove alla sostanza si mischia del tabacco. Talvolta la marijuana viene fumata “pura”, cioè senza l’aggiunta di tabacco.

L’utilizzo della canapa può essere anche di tipo alimentare: tè, biscotti, torte, o altro. La canapa non viene iniettata in vena ed è pure raro che venga ingerita senza essere stata trattata soprattutto a scopo alimentare.

Effetti

L’effetto può dipendere dallo stato d’animo del momento, dal rituale della preparazione dello spinello e dall’atmosfera del gruppo; ma sono soprattutto la qualità e la quantità della sostanza e la costituzione del consumatore che contano nella determinazione degli effetti.

L’haschisch intensifica la comune percezione sensoriale, specialmente dei colori e della musica. Fra i consumatori c’é anche chi vive degli stati d’allucinazione, per alcune persone sono forti al punto da creare degli stati di paura o di panico. Ma l’intensità varia da persona a persona.

Dipendenza

Se si sospende l’uso di haschisch, non si verificano crisi di astinenza. Non si produce, cioè, una dipendenza fisica. Un uso intenso può tuttavia indurre una dipendenza psico-fisica tale che senza il “Joint” quotidiano non è più possibile provare sensazioni di benessere. Un aumento progressivo della dose non è però necessariamente legato all’uso eccessivo che si fa dell’haschisch.

Tabella 2Sebbene non sia descritta una astinenza fisica vera e propria dalla cannabis, il soggetto ha difficoltà ad abbandonarla in modo definitivo: proprio la subdola condizione amotivazionale e la difficoltà ad esprimere e comunicare emozioni possono indurre la ricaduta.

Sono pertanto consigliabili forme di supporto psicologico individuale e di gruppo.

Il passaggio dall’haschisch all’eroina non è scontato. L’haschisch può comunque essere uno dei fattori responsabili, insieme all’alcol, alla nicotina o agli psicofarmaci.

Anche se la maggioranza dei consumatori di droghe pesanti sono stati consumatori di haschisch (e fumatori di sigarette), più del 98% di coloro che hanno fatto uso di haschisch non passa al consumo di eroina o cocaina. Ma in passato si stimava che almeno l’80 percento dei successivi eroinomani o cocainomani ha iniziato la propria carriera nella droga con Hashish o Marijuana. Con le più o meno recenti evoluzioni nel mondo della droga non siamo certi che tali dati siano ancora corretti!

La credenza comune, secondo la quale gli spacciatori mescolerebbero l’eroina all’haschich per indurre il consumatore all’uso di droghe pesanti, non é suffragata da fatti.

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topi crocePanico giorni fa in zona “Croce” quando un grosso ratto ha fatto la sua improvvisa comparsa sulla scena tra la sorpresa dei presenti.

Ma guarda quanto è grosso questo!

Sembra un gatto!

Vero, ma anche gli altri che si vedono non scherzano.

Mentre si commentava, il topo si avvicinava alle persone per nulla impaurito, anzi ad aver paura erano le persone che salivano sui marciapiedi e non certo per vedersi meglio dall’alto la scena.

images (4)Intanto si apriva la caccia grossa al roditore, alla quale partecipavano alcuni dipendenti esterni del Comune, uno dei quali alla fine ha avuto ragione e a colpi di scopa ha tramortito il ratto, eliminando il pericolo.

Ma questa “caccia grossa” ai topi da parte dei dipendenti con pettorina utilizzati per i lavori di pulizia esterna non è il migliore sistema di derattizzazione, ques’ultima  si farà quando e dove ancora non si sa.

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A volte è necessaria la radiazione chirurgica.

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fuoridise

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Ecco come arrivare pronti all’estate

Libero

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panciaIl vero incubo di tantissimi uomini, ma anche di tante donne, è come smaltire la pancia accumulata nei mesi di bagordi invernali. Con l’arrivo della primavera, chi può cerca di rimediare all’ultimo momento ritornando a correre o sottoponendosi a ripetute sedute di esercizi addominali, nella speranza di rivedere la famigerata tartaruga, ormai giratasi dalla parte del guscio.

Tutto fa brodo, ma non può bastare. Oltre all’esercizio fisico, è necessario secondo gli esperti stare più attenti a tavola, evitando alcuni cibi per lo più insospettabili che possono vanificare ogni sforzo. Vanno ridotte per esempio le cipolle, che contengono fruttati e carboidrati che aumentano l’acqua nell’intestino, con relativo gas e gonfiore. Non meno dannoso è lo yogurt, spesso ricco di zuccheri: la variante greca è una scelta indubbiamente più magra e salutare.

Sul fronte verdure, meglio non abusare dei broccoli, cavoletti e cavolfiori, perché contengono raffinosio, zucchero complesso che il corpo fa una gran fatica a smaltire, provocando altro gonfiore. Già più noto è l’effetto dei fagioli, che sarebbe sempre meglio tenere in ammollo una notte prima di cucinarli. Occhio anche alla frutta: l’anguria è tanto gettonata in estate, quanto traditrice, perché non semplice da digerire senza provocare un po’ di gas nell’intestino.

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Articolo per adulti e ragazzi accompagnati da persone mature

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Aborto, così fanno a pezzi i feti senza anestesia

di Melania Rizzoli

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Che fine fa un feto abortito? Come muore e come avviene il feticidio?

In una settimana nella quale abbiamo molto parlato di eutanasia e scritto soprattutto di dolce morte, desidero ricordare a tutti coloro che si sono scandalizzati e si sono espressi in modo critico per il trattamento di fine vita che si pratica presso la clinica elvetica Dignitas, ed in molte altre simili in Svizzera e nel mondo, che in Italia esiste dal 1978 la legge 194 sulla interruzione volontaria di gravidanza (IDV) che permette di abortire, cioè di sopprimere la vita nascente, cioè di eliminare un feto vivo di alcuni mesi, ovvero di ucciderlo, sano o malato che sia.

Se è vero infatti che la legge si applica di norma nel caso in cui il feto presenti malattie o malformazioni, anche compatibili con la vita, se la madre lo richiede, è pur vero che la stessa é valida anche nel caso in cui questo sia perfettamente sano, ma percepito dalla donna come causa di una gravidanza che mette a rischio il suo stato psico-fisico,condizione questa che avviene in oltre il 90% di tutti i circa 200mila casi di aborto che vengono eseguiti ogni anno nel nostro Paese.

L’ intervento chirurgico praticato sui feti da eliminare viene effettuato su di loro senza alcuna terapia di “dolce morte”, senza alcun farmaco per anestetizzarli, senza un antidolorifico e nemmeno una goccia di pentobarbital, poiché essi vengono soppressi da vivi e da svegli, mentre sono inconsapevoli ma reattivi, cioè già capaci di tentare di difendersi e di muoversi e quindi con muscoli, cervello e nervi in maturazione ma già formati, come anche la testa, le braccia, le gambe e il loro cuore che batte a ritmo regolare. Come la chiamate questa procedura? Non è forse una forma di eutanasia legalizzata?

LA LEGGE

È doveroso precisare che la 194 è una legge sacrosanta, un diritto fondamentale delle donne che permette loro di decidere cosa fare del loro corpo e della vita che cresce nel loro utero, un libero arbitrio che ha salvato milioni di mancate madri dalle complicanze e dalle morti degli aborti clandestini, e prima che venisse varata molte ragazze erano costrette ad usare canali illegali o a recarsi all’ estero per interrompere la gravidanza, a varcare i confini, esattamente come accade oggi a chi decide di porre fine alla propria esistenza e di morire assistito con dignità, anche senza ricorrere all’ eutanasia. Secondo la legge italiana l’ aborto “volontario” (IDV) può essere praticato entro e non oltre il primo trimestre, cioè entro i primi novanta giorni di gravidanza.

Se però si riscontrano complicazioni o problemi per il feto o la madre, la legge permette di abortire anche dopo il termine consueto, ovvero fino al 180° giorno, cioè entro il sesto mese di gestazione. In questo caso si parla di aborto “terapeutico” (ITG) che oggi può essere esteso fino alla 22ma settimana, considerata il periodo limite prima che il feto possa vivere autonomamente fuori dall’ utero materno.

Le procedure mediche e chirurgiche per l’ interruzione di gravidanza sono diverse a secondo delle settimane di gestazione. Attualmente entro la settima settimana si usa somministrare alla gestante la pillola RU486 (mifepristone) da assumere per via orale, un farmaco che “blocca” la gravidanza, che la interrompe con il successivo apporto di progesterone per via locale, producendo entro 48ore un aborto “medico” per cui il feto muore e viene espulso per via vaginale, come avviene in un normale aborto spontaneo.

Dal 60° giorno di gravidanza in poi l’ aborto può essere solo chirurgico, per le aumentate dimensioni del feto che cresce e dei suoi annessi, ed il convincimento comune è che esso venga eseguito in modo indolore, con una semplice procedura di aspirazione del “contenuto” uterino (metodo Karmal) e con un successivo raschiamento delle pareti interne dell’ organo, allo scopo di eliminare i residui fetali e la placenta.

Un feto di 60/90giorni però, per le sue dimensioni, non passa attraverso il calibro ridotto della cannula dell’ aspiratore e quindi va necessariamente smembrato (da vivo) usando sul suo fragile corpo la pressione negativa del risucchio del tubo aspirante od utilizzando apposite pinze sul suo corpicino (sempre da vivo) per estrarlo a pezzi, nel caso in cui le sue dimensioni fossero maggiori. Il successivo curettage della cavità uterina, un grattamento delle pareti interne eseguito con un apposito cucchiaio metallico, serve infatti, oltre che a staccare, frantumare ed aspirare il cordone ombelicale e la placenta ancora adesa alla parete dell’ organo, anche ad eliminare i residui fetali che eventualmente fossero caduti sul fondo dell’ utero e sfuggiti quindi alla forza dell’ isterosuzione.

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G7, ospedale Taormina “promosso” dai medici di Trump

redazione La Sicilia

G7, ospedale Taormina "promosso" dai medici di Trump

Una delegazione medica della Casa Bianca è a Taormina per una verifica delle strutture mediche «per fare fronte a eventuali emergenze», in vista del prossimo G7.

A guidarla il dottor Benjamin Barlow, il traumatologo del presidente Donald Trump, che ha compiuto un sopralluogo all’ospedale San Vincenzo, ricevuto dal direttore Azienda sanitaria provinciale (Asp) di Messina, Gaetano Sirna.

Barlow, dell’unità medica della Casa Bianca, ha controllato il pronto soccorso, le sale operatorie, il reparto emodinamico, le strutture per radiografie, Tac e risonanze magnetiche. La valutazione finale è stata soddisfacente e il San Vincenzo ha superato l’esame: per Barlow «l’ospedale è very nice» e funzionale.

E un’altra delegazione americana, composta da una cinquantina di persone compreso personale della Casa Bianca, ha effettuato sopralluoghi per tastare i sistemi di sicurezza della Perla dello Ionio i cui requisiti, secondo quanto si è appreso, avrebbero finora soddisfatto gli esperti statunitensi.

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