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Archive for the ‘Medicina/Sanità’ Category

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Aiuti ai celiaci, nuovi limiti di spesa: ecco il tariffario per 15.000 siciliani. Assistenza sanitaria integrativa per l’acquisto di alimenti senza glutine, cambiano le misure del sostegno: più soldi per i minori, mentre per gli over 60 tagli che vanno dal 20 fino al 50%

di Antonio Fiasconaro

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Al via la revisione dell’assistenza sanitaria integrativa per l’alimentazione dei celiaci. Un passo avanti che interessa ben 15 mila siciliani che soffrono di questa malattia. Infatti, dopo aver incassato lo scorso 10 maggio il parere positivo della Conferenza Stato-Regioni, è stato pubblicato il 28 agosto sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica il decreto del ministero della Salute sui nuovi “Limiti massimi di spesa per l’erogazione dei prodotti senza glutine”. Si tratta di una nuova divisione delle fasce di età, con differenze tra uomini e donne e con tetti di spesa più alti rispetto al passato per i soggetti minori.

Ecco il nuovo tariffario: fascia di età tra 6 mesi e cinque anni, il limite mensile sia per maschi che per femmine è stato stabilito in 56 euro; per la fascia di età da 6 a 9 anni in 70 euro; la fascia da 10 a 13 anni in 100 euro mensili per i maschi e 90 per le femmine. Per le fasce da 14 a 17 anni i limite mensile passa a 124 euro per i maschi e 99 per le femmine; per la fascia da 18 a 59 anni il limite mensile per i maschi è di 110 euro e per le donne 90. Ed infine per gli over 60 il limite per i maschi è di 89 euro e per le femmine di 75.

Il ministero della Salute al riguardo è stato chiaro: «È opportuno rendere uniformi le modalità di erogazione degli alimenti senza glutine specificamente formulati per celiaci al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale e di contenere i costi per il Servizio sanitario nazionale». Il testo, che abroga il decreto ministeriale 4 maggio 2006, spiega nelle premesse che «è opportuno rendere uniformi le modalità di erogazione», per «garantire i livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale» e «contenere i costi per il Servizio sanitario nazionale».

Inoltre il decreto sottolinea che «il celiaco deve seguire una dieta varia ed equilibrata con un apporto energetico giornaliero da carboidrati stimabile in almeno il 55%, che deve derivare anche da alimenti naturalmente privi di glutine provenienti da riso, mais, patate legumi come fonte di carboidrati complessi, per cui la quota da soddisfare con alimenti senza glutine di base (pane, pasta e farina) è stimabile nel 35% dell’apporto energetico totale».

Insomma è un decreto che era atteso da tempo non solo da parte dei soggetti portati della malattia ma anche dall’Aic (l’Associazione italiana celiachia), tanto che il presidente regionale, Giuseppina Costa si ritiene soddisfatta per il traguardo compiuto e spera che quanto prima la Regione recepisca il decreto. Quali dunque i tempi di attuazione del nuovo decreto?
L’articolo 4 quello relativo alla norme transitorie riposta che « Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto viene pubblicato il registro nazionale privo degli alimenti senza glutine che non rientrano nelle categorie di cui all’art. 2, comma 1».

Il nuovo Registro nazionale degli alimenti con dicitura “senza glutine, specificatamente formulati per celiaci” o “senza glutine, specificatamente formulati per persone intolleranti al glutine”, che saranno erogati gratuitamente ai soggetti affetti da celiachia, anche nella variante dermatite erpetiforme. Queste le categorie previste dal decreto: pane e affini, prodotti da forno salati; pasta e affini; pizza e affini; piatti pronti a base di pasta; preparati e basi pronte per dolci, pane, pasta, pizza e affini; prodotti da forno e altri prodotti dolciari; cereali per la prima colazione.

Ed ancora, entro tre mesi dalla pubblicazione del registro nazionale di cui al comma 1 le Regioni, quindi anche la Sicilia, dovranno provvedere ad adeguare le modalità di erogazione degli alimenti senza glutine conformemente a quanto previsto dal decreto.

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Vaccini: il potere della scienza e della coscienza contro quello dell’ignoranza e della presunzione.

Alfonso Cipolla

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Potrei scrivere due km di parole per contestare l’associazione di Ignoranti & Presuntuosi targata 5 Stelle & Lega limitatamente al tema della vaccinazione. Non lo farò, mi limiterò a testimoniare quanto ho potuto vedere e toccare con mano in oltre 40 anni di professione medica.

Non ho mai visto una complicazione seria causata dai vaccini per i bambini, oltre i gonfiori e gli arrossamenti cutanei nel punto della puntura e qualche reazione febbrile.

Lo stesso dicasi per la vaccinazione influenzale che ogni anno pratico a circa 400 pazienti  nessuno dei quali ha accusato una seria complicazione.

Ma torniamo alle vaccinazioni obbligatorie dell’età pediatrica, quelle che immunizzano i bambini da malattie che una volta portavano a conseguenze serie, anche alla morte. Ne ho viste complicazioni che hanno interessato il cervello, il sistema nervoso, i polmoni etc. etc.

Ho visto, con grandissimo dispiacere, morire un neonato per una encefalite dovuta al morbillo; altri restare sordi per la pertosse; moltissimi contrarre polmoniti.

Quand’ero adolescente sono cresciuto con compagni rimasti paralizzati dalla poliomielite che, oggi dopo la vaccinazione in grande scala, non fa nemmeno una vittima.

images (5)La scienza è scienza. Questa è la mia modesta testimonianza a favore di essa.

Contro la scienza l’avvento di questo governo ha portato a galla quanto di peggio si agita nella pancia elettorale dei cinque stelle e leghisti, alla ricerca spasmodica di voti nel movimento NO VAX, al quale aderiscono migliaia di genitori che pretendono di sostituirsi alla scienza e di mandare i loro figli a scuola senza prima vaccinarli, rischiando così di contagiare i figli degli altri.

Invocano questi scriteriati un “libero arbitrio” che la società non può né deve consentire loro, e non può consentirlo soprattutto un governo serio.

Un governo serio e coscienzioso non si mette contro gli scienziati, contro la medicina, contro i pediatri. Un governo serio non può nemmeno emanare una circolare che consente a genitori irresponsabili di fare una “autodichiarazione” che apre le porte ai furbetti e alla ricomparsa delle malattie esantematiche.

Governanti irresponsabili come costoro andrebbero preventivamente diffidati e minacciati di pagare, di tasca loro, tutti i danni conseguenti alla mancate vaccinazioni.

vacciniRicordino tutti questi ignoranti e presuntuosi che gli eventuali i danni e le morti di innocenti bambini non hanno nulla da “invidiare” ai danni alle persone e alle cose che sono stati causati dal famoso crollo del ponte di Genova: lì la magistratura sta trovando i responsabili e i colpevoli.

E la stessa (mala) sorte potrebbe toccare anche a questi ignoranti e presuntuosi governanti, se qualcuno venisse danneggiato e, come è prevedibile, potrebbe in futuro ricorrere alla magistratura.

Ecco questa potrebbe essere la strada giustra per fermarli: informarli che, nel caso di guai causati dai loro atti, potrebbero essere chiamati a rispondere personalmente dei danni causati a causa del loro inescusabile atteggiamento antiscientifico.

Comunque, per fortuna una circolare non è una legge e quindi la legge della ex ministra Beatrice Lorenzin è ancora in vigore e prevale sulle indicazioni della circolare della ministra attuale. Conseguentemente, invito i Dirigenti Scolastici a non applicarla questa circolare, anche per non assumersi pesanti responsabilità che non competono loro.

E prendo atto con piacere che molte Regioni italiane stanno schierandosi dalla parte della scienza, tra queste c’è la nostra Sicilia governata da Nello Musumeci.

L’assessore regionale siciliano alla salute Ruggero Razza, di cui conosco la preparazione e le grandi capacità, ieri ha emanato una circolare nella quale in sintesi sta scritto: “senza profilassi, niente lezioni”, cioè a scuola non si entra se non si è vaccinati.

Come si vede praticamente, la politica seria può benissimo andare a braccetto con la scienza, alla faccia del bullismo governativo rappresentato da alcuni (molti?) politici ignoranti e presuntuosi.

(altro…)

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Cerume, perché non dovete mai pulire le orecchie con il cotton fioc

Libero

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L’abitudine sin da bambini di pulire le orecchie dal cerume con i cotton fioc è destinata a tramontare sotto i colpi dei consigli dei medici, da tempo impegnati a scongiurare l’uso dei bastoncini di cotone per l’igiene del condotto uditivo.
Come sostiene Claudio Albizzati del servizio di otorinolaringoiatria dell’ospedale Multimedica di Milano al Corriere della sera, la pulizia delle orecchie non deve essere collegata con la necessità di sentire meglio.

Certo a qualcuno può succedere di sentire meno per la formazione di un “tappo”, in quei casi però meglio lasciar fare a uno specialista: “Normalmente il cerume migra da solo verso l’esterno, insieme con la pelle del condotto uditivo, in piccole scaglie, senza bisogno di nessun intervento. Se però – ha aggiunto l’esperto – ristagna e diventa un tappo, va rimosso da uno specialista, con idonei mezzi meccanici o con aspirazione”.

Eliminare il cerume non è un’operazione di igiene, ma riduce le difese per il nostro orecchio: “Funziona come lubrificante, poi impedisce l’ingresso di insetti e altro materiale indesiderato, infine è una barriera contro le infezioni e probabilmente anche da quelle sostenute da batteri. Dovrebbero essere argomenti sufficienti a convincerci che la produzione di cerume è indice di un orecchio sano e non di un orecchio sporco”.

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