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Archive for the ‘Regione Siciliana’ Category

Sicilia, Nello Musumeci dichiara la zona rossa nelle strutture dei senza tetto: allarme Covid tra stranieri

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Il coronavirus corre in Sicilia e soprattutto a Palermo, dove il governatore Nello Musumeci ha deciso di intervenire nella maniera più drastica: le quattro strutture della Missione Speranza e Carità che ospitano quasi un migliaio di senza tetto – in prevalenza stranieri – sono state dichiarate zona rossa.

La decisione dopo il focolaio con 37 casi all’interno della struttura gestita da fratel Biagio Conte

Un provvedimento necessario dopo quasi 40 casi (su 50 tamponi) accertati fra gli ospiti del centro e soprattutto dopo il rifiuto di quasi tutti gli ospiti a farsi trasferire al Covid Hotel San Paolo per rispettare la quarantena obbligatoria (solo in tre hanno accettato).

missione_biagio_conte-625x350È quindi stata una decisione forzata quella di Musumeci, che non può permettersi che la situazione sfugga totalmente di mano.

Tra l’altro poche ore prima l’ordinanza del governatore, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando aveva scritto una lettera al premier Giuseppe Conte: “Nella struttura più grande, che ospita circa 600 cittadini stranieri, la situazione è particolarmente seria, con un tasso di positività oltre il 60% dei tamponi effettuati, aggravata dalla condizione di impossibile rispetto del distanziamento e dell’isolamento dei positivi asintomatici”.


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Ora c’è poco da scherzare!

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Non costringeteci ad agire di nuovo!

Nello Musumeci
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Leggere sui giornali che l’Europa cambia la linea sui migranti, mentre tutte le Ong si dirigono solo sui porti siciliani, suona come una beffa.
Sembra che la cosa non interessi più a nessuno, ma continua ad essere la Sicilia a sostenere il peso più grande di questa emergenza nell’emergenza.
Aspettiamo il 23 settembre, un nuovo accordo che superi finalmente quello di Dublino?
O qualcuno – se davvero è cambiata la musica – si fa carico di venire incontro all’Italia e alla Sicilia, aprendo i porti di altri Paesi europei?
Da mesi chiediamo al governo centrale di mettere in sicurezza igienico-sanitaria hotspot e centri di accoglienza.
Il Viminale sembrava essersi svegliato tra il 4 e il 5 settembre (con due atti e dopo l’incontro chiesto e ottenuto a Roma con il premier), ma ancora passano i giorni, le settimane e non si è visto un solo intervento concreto per restituire sicurezza sanitaria a quei luoghi e alla nostra popolazione.
Tanti impegni ma nessun fatto concreto.
Quando le parole diventeranno azioni?
Siate veloci, presidente Giuseppe Conte e ministro Lamorgese, come fate quando impugnate una nostra ordinanza.
Non costringeteci ad agire di nuovo!

 

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Covid e crisi economica: Musumeci lancia un piano da 278 milioni per la Sicilia. Si tratta di una serie di bandi regionali per contributi alle imprese, promozione turistica, scuola, editoria e Confidi, servizi di trasporto.

La Sicilia

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Covid e crisi economica: Musumeci lancia un piano da 278 milioni per la Sicilia

Si chiama “Piano Covid Sicilia”, si tratta di una serie di bandi regionali per un totale di 278 milioni di euro per contributi alle imprese, promozione turistica, scuola, editoria e Confidi, servizi di trasporto.

Il piano, finanziato con fondi Fesr, rientra nelle misure previste dalla legge di stabilità approvata a maggio dall’Ars.

I contenuti sono stati presentati, in conferenza stampa a palazzo d’Orleans, dal presidente della Regione Nello Musumeci e dagli assessori coinvolti: Gaetano Armao (Economia), Marco Falcone (Trasporti), Mimmo Turano (Attività produttive), Roberto Lagalla (Istruzione e Formazione), Manlio Messina (Turismo).

«Andremo avanti con altri bandi a seconda della reazione che registreremo su questi primi bandi – ha detto Musumeci – Ho raccomandato che i bandi fossero più snelli possibili, si tratta di un intervento emergenziale, perché le disponibilità finanziarie devono arrivare subito alle imprese, che sono in condizioni cianotiche».

Il governatore ha sottolineato che «il piano è stato frutto di un processo di confronto, di concertazione con tutti i gruppi parlamentari della coalizione di governo e opposizione. Ci siamo incontrati, abbiamo comunicato i nostri obiettivi, dal Parlamento sono arrivate le proposte integrative e la legge di stabilità 2020 è stata varata col proposito prioritario di dare sostegno agli operatori economici.

In questi mesi ci sono state inevitabili polemiche sui ritardi, ma davvero siamo serenamente convinti di non avere perso un solo giorno per potere arrivare ad oggi in tempi ragionevolmente brevi.

Abbiamo dovuto aspettare il 13 luglio, per sapere se il nostro bilancio fosse stato impugnato o meno, e da allora abbiamo lavorato assieme alla burocrazia per raggiungere questo primo risultato».


SICILIA, LA REGIONE DEI FIORI D’ARANCIO

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La Regione spinge le coppie, via al “bonus matrimonio”: stanziati 3,5 milioni pere incentivare i riti, religiosi e civili

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Per la Regione siciliana il turismo nuziale è l’ultima frontiera per incentivare il fatturato delle imprese che si muovono attorno al business dei matrimoni. Così la giunta guidata da Nello Musumeci ha destinato 3,5 milioni di euro – fino al prossimo luglio – a chi decide di dire sì in terra di Sicilia.

Ogni coppia potrà usufruire di una somma fino a tremila euro.

Secondo l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, “si stima che il nostro contributo riuscirà a sviluppare un fatturato complessivo di circa 40, 50 milioni. Non va trascurato che la stima degli introiti che ne deriveranno per l’erario regionale è pari, se non superiore, alla somma stanziata dal governo, oltre a considerare la riattivazione dell’indotto occupazionale legato alla realizzazione e svolgimento di questa tipologia di eventi».

Il «bonus matrimonio» riguarderà i riti celebrati in Sicilia, siano essi religiosi che civili.

I criteri e le modalità di esecuzione degli interventi di sostegno saranno approvati con decreto degli assessori all’Economia e alla Famiglia, quest’ultimo, Antonio Scavone, spiega che la misura vuole attenuare gli effetti della crisi da Covid-19:

«Basti pensare che, secondo i recenti dati Istat si stima che i matrimoni annullati in Italia per effetto dell’epidemia sono circa 70 mila. L’obiettivo è quello di dare un incentivo concreto ed immediato alle imprese del settore e a tutte le coppie di sposi».

Negli ultimi anni infatti il comparto registra un successo crescente soprattutto per la domanda internazionale di location in alcune regioni, tra le quali la Sicilia.
Proprio nell’Isola, circa 25 anni fa, una coppia svedese fece da apripista scegliendo di sposarsi a Corleone, nel paese dei padrini della mafia. Il passaparola portò in quelle contrade altre coppie di nordeuropei, suprattutto danesi, tanto che il piazzale della vecchia stazione ferroviari di Corleone si chiama oggi piazza Danimarca e ospita un parco giochi donato da una comunità di famiglie straniere che avevano contratto matrimonio in Sicilia.
Per contare il numero delle celebrazioni nuziali, basta contare gli ulivi piantati nella villa comunale, e poi nel piazzale, dalle coppie che si sono dette sì a Corleone.

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Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, insieme all’assessore alla Salute Ruggero Razza, ha incontrato a Palazzo Orleans una delegazione della Fasted Sicilia (Federazione associazioni siciliane di talassemia emoglobinopatie e drepanocitosi).

Al centro del confronto le politiche della Regione per i pazienti affetti dalla patologia. Il vice presidente di Fasted Sicilia Raffaele Vindigni, accompagnato dal vice vicario Giancarlo Manoli e dal referente unico presso l’assessorato alla Salute Filippo Meli, ha consegnato al governatore un documento nel quale sono contenute le priorità da affrontare in un corretto rapporto con le istituzioni.

Tra le altre richieste della federazione, il rinnovo e la convocazione della Consulta tecnica permanente, il potenziamento delle Unità operative dipartimentali di talassemia e il raggiungimento dell’autosufficienza per gli emocomponenti nell’Isola con la revisione del sistema delle compensazioni tra banche del sangue in Sicilia.

“Abbiamo doverosamente ascoltato le richieste che provengono dalle associazioni e insieme all’assessore Razza – ha detto il governatore – intendiamo operare, fin da subito, per dare risposte concrete alle esigenze di un mondo, quello dei pazienti affetti da talassemia, purtroppo in crescita anche nella nostra Isola”.

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IL PRESIDENTE DELLA REGIONE MUSUMECI DA L’AVVIO ALL’EROGAZIONE DEI CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PREVISTI DAL “ BONUS SICILIA “ A SOSTEGNO DELLE IMPRESE
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Grazie alla determinazione e al volere del Governatore Siciliano, Nello MUSUMECI, sono in dirittura d’arrivo i contributi a fondo perduto del “Bonus Sicilia” approvati nella legge di stabilità regionale per gli esercizi finanziari 2020 – 2022.
Il provvedimento sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia entro 15 giorni.
Il bando regionale prevede Contributi a Fondo perduto fino a €uro 35.000 per le microimprese dell’Isola, ossia aziende con meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo sotto i 2 milioni di euro e che hanno subito l’interruzione della rispettiva attività per gli effetti indesiderati del lockdown.
I provvedimenti concessori saranno gestiti con procedure telematiche.
Destinatari della misura sono:
– le microimprese artigiane, commerciali, industriali e di servizi la cui attività economica è stata sospesa ai sensi dei DPCM del 11 e del 22 Marzo 2020 e delle ordinanze del Presidente della Regione Siciliana emanate per l’emergenza Covid-19;
– le microimprese del settore alberghiero, per le quali basta dimostrare di non aver esercitato attività economica.
Il Contributo previsto varia da un minimo di €uro 5.000 a un massimo di 35.000 €uro.
Ecco quali sono i sostegni economici:
– una tantum di €uro 5.000 a chi ha avviato l’attività dopo il 31/12/2018;
– una tantum di €uro 6.000 a chi ha avviato l’attività prima del 01/01/2020, e che nel 2018 era in regime fiscale forfettario;
– una tantum di €uro 5.000, più un ulteriore 40% del fatturato medio di due mesi (periodo standard di chiusura) parametrato sul volume d’affari 2018 (come da Dichiarazione IVA anno 2018).
La Procedura prevista è a sportello.
Le risorse saranno assegnate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande e fino ad esaurimento del plafond, ovvero mediante il sistema del click day.
Per la presentazione della domanda occorre essere muniti necessariamente dello SPID.

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Proficuo incontro Chiesa e Regione

Maria Rita Bonetta
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“Sono certo – ha detto il vescovo di Cefalù Giuseppe Marciante rivolto al governatore – che molte delle mie considerazioni potrebbe condividerle perché corrispondono a valori da lei apprezzati.
I protocolli di sicurezza restano preziosissimi, perché in questo delicatissimo momento storico rappresentano la voce della legalità e della carità verso il mio prossimo più prossimo.
Lo sappiamo benissimo: il Coronavirus non guarda in faccia nessuno.
Per questo dobbiamo dare voce alla dignità umana con il megafono della carità e della solidarietà. Dobbiamo scegliere la via dell’integrazione, chiedendoci se oggi ghettizzare in un campo, elargire una somma mensile utile per sopravvivere, per sopperire alla spese, sia un tentativo di integrazione azzeccato».
cpaPer monsignor Marciante bisogna interrogarsi anche “sulle cause legate alla penuria di strutture di accoglienza, sulle fughe degli immigrati da hotspot e centri.
Facciamo sentire la nostra voce, sempre tenendo in mano la bussola del dialogo, ai politici della nostra Europa, incapaci sul fenomeno migratorio di pianificare strategie e politiche condivise.
Sono certo – ha concluso il vescovo – che Chiesa e Istituzioni democratiche sapranno trovare nel dialogo una via dignitosa e sicura per tutti”.
Il presidente della Regione Siciliana Musumeci, nell’apprezzare i toni e nell’accogliere le parole del delegato della Conferenza episcopale siciliana, ha ribadito la volontà del governo regionale di proseguire nella logica del dialogo con la Chiesa isolana, evidenziando come:
pdo“La mia vita e il mio impegno politico sono sempre stati guidati da una convinta ispirazione cristiana.
Servono realismo e buon senso per affrontare e avviare a soluzione la triste questione dei migranti che perdura da anni e che non ammette più distrazioni da parte di alcuno, a cominciare dall’Unione europea.
Compito del presidente della Regione è quello di garantire la salute di tutti, nel rispetto delle leggi e della dignità umana”.

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Il virus in Sicilia torna a correre e si cercano altri posti letto Covid

La Sicilia

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L’aumento dei casi di coronavirus in Sicilia, che oggi hanno sfondato quota 100, comincia a preoccupare seriamente le autorità sanitarie regionali tanto che questa sera si è tenuto un vertice presieduto dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, con tutti i manager delle aziende del Servizio sanitario siciliano per fare il punto della situazione sull’emergenza Coronavirus nell’Isola e per predisporre ogni misura utile ad affrontare una eventuale crescita del ricorso alla ospedalizzazione.

Alla luce della crescita dei contagi tra la popolazione, si sono analizzate le fasi dei piani di prevenzione dal virus e di incremento delle terapie intensive (già redatti nelle settimane successive al post lockdown). Piani che erano stati accantonati quando sembrava che il virus stesse regredendo in maniera inesorabile ma che ora evidentemente la Regione vuole tirare nuovamente fuori per non farsi cogliere impreparata da un nuovo aumento dei ricoveri ospedalieri che al momento fortunatamente crescono a livelli molto più bassi rispetto ai contagi.

In particolare, sulla base del monitoraggio e dello sviluppo dei dati attuali, l’assessore ed i manager hanno valutato la possibilità di attivare tempestivamente l’ulteriore disponibilità di posti letto Covid-19, di personale e mezzi dedicati anche alla luce degli effetti che potranno produrre l’avvio dell’anno scolastico e la piena ripresa di ogni attività professionale dopo la pausa estiva.

«E’ stato una sorta di tagliando – ha spiegato Razza – uno screening al nostro sistema in base all’attuale andamento epidemiologico. Come è noto, oggi il rapporto tra contagiati asintomatici e pazienti che necessitano di un ricovero e particolarmente basso e la situazione è sotto controllo, ma non vogliamo e non possiamo lasciare nulla al caso anche perchè andiamo incontro ad un periodo dell’anno, l’autunno, che tradizionalmente presenta delle criticità».

«Stavolta dovremo essere ancora più attenti, visto che in questi mesi abbiamo imparato a conoscere il virus. Mi sento, infine, di rivolgere un appello affinchè ciascuno osservi quelle regole, note ormai a tutti, che consentono di contrastare la diffusione di questo nemico invisibile».

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Migranti, Figuccia (Udc) all’attacco: «Orlando parla da vescovo e Lorefice da politico»

La Sicilia

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oo«Alla luce delle dichiarazioni bipartisan targate Orlando-Lorefice che sui migranti esorcizzano coloro i quali chiedono trasparenza, ordine, decoro e dignità per i siciliani e per i migranti stessi, propongo una inaudita staffetta Comune-Curia: ad Orlando le insegne di Vescovo ed a Lorefice la fascia tricolore a Palazzo delle Aquile».

Attacca a testa bassa sia il sindaco di Palermo ma anche l’arcivescovo di Palermo il deputato dell’Udc all’Assemblea regionale siciliana Vincenzo Figuccia, ex assessore regionale.

«La finta e ipocrita misericordia – continua Figuccia – esercitata da Orlando come fosse un leader religioso e le dichiarazioni politiche dell’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice ingenerano confusione nei cittadini e nei fedeli creando. Negli uni e negli altri, sentimenti di disaffezione da una Chiesa politicizzata e da una politica qualunquista che ha fatto dell’accoglienza un mero slogan anche quando vengono lesi i diritti più elementari dell’uomo.

figuccia-1Chi la pensa diversamente viene etichettato come un “demone razzista” che va censurato dai pupari delle lobby mondiali, religiose e del no-profit; Il tutto giocando sulla pelle dei palermitani. Scongiurando l’idea di una improbabile staffetta, invito il sindaco e il vescovo di Palermo ad accettare l’impostazione di coloro i quali chiedono maggiore giustizia, verità e trasparenza sui continui trasbordi che avvengono sulle banchine del porto di Palermo.

A meno che – conclude – non ci si abbandoni ad un certo strabismo che vede ignorare la sofferenza di un “prossimo”, come quello incarnato dai 42 licenziati dell’Opera Pia Ruffini, per darsi alla triste retorica».

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Un incontro al Presidente della Repubblica.

Lo abbiamo chiesto tutti presidenti di Regione del centrodestra. Cioè chi governa con il voto dei cittadini la maggior parte della nostra Nazione. Serve fiducia tra diversi livelli di governo. E rispetto reciproco.

Comprendiamo le remore nel divulgarlo ai cittadini, ma fu grave escludere le Regioni. Ricordiamo bene le tante volte in cui il governo non ha voluto, nella sostanza, una reale collaborazione con tutte le forze politiche nella gestione della terribile crisi sanitaria.

Noi facciamo la nostra parte e non indietreggeremo mai, a tutela dei nostri concittadini.

Nello Musumeci


Covid e il piano segreto del Cts, i governatori del centrodestra a Mattarella: noi tenuti all’oscuro. Dal governo atto ingiustificabile

Corriere della Sera

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Signor presidente, le notizie che si susseguono in questi giorni, dopo la desecretazione dei verbali del Cts, ci spingono a rivolgerci direttamente a lei anche in virtù dell’imparzialità e dell’alto ruolo che ricopre come garante dell’unità e della dignità del Paese di fronte a tutti gli italiani e a tutela della nostra immagine in Europa e nel mondo.

Signor presidente, ci rivolgiamo a lei, facendo appello alla grande e profonda sensibilità e umanità che ha dimostrato, non solo nei confronti delle popolazioni più colpite dal Covid-19, ma anche verso i governi regionali. Non c’è stata occasione, in questi lunghi e durissimi mesi, in cui ognuno di noi non abbia trovato nella Sua persona un interlocutore sempre attento alle esigenze e scrupoloso nel suggerire una strada da seguire.

Ora è il momento della chiarezza: un atto dovuto a tutti i cittadini anche di fronte all’Europa. Purtroppo ricordiamo bene le tante volte in cui il governo non ha voluto, nella sostanza, una reale collaborazione con tutte le forze politiche nella gestione della terribile crisi sanitaria prima e nelle conseguenze negative sull’economia dopo: una fase che non solo non si è conclusa, ma che rischia di penalizzare ancor più la struttura produttiva del nostro Paese. Una condivisione che anche lei più volte ha auspicato e chiesto al governo e in particolare al presidente del Consiglio.

Purtroppo questi auspici, sostenuti anche da noi, non hanno mai avuto risposte positive in nome di una non meglio specificata «responsabilità» di cui il governo nelle sue massime cariche si è sentito investito al di là di ogni ragionevole dubbio. Ora però è il momento di far seguire fatti concreti a quella responsabilità tanto invocata e per questo chiediamo il suo intervento affinché sia dato il giusto peso a una vicenda che appare trascurata da molti organi d’informazione, compreso il servizio pubblico, con grave danno per la democrazia.

Dagli atti che abbiamo avuto finalmente modo di leggere appare ormai chiaro che il governo dal momento della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, il 31 gennaio scorso, non abbia ufficializzato un piano pandemico nazionale, da cui sarebbero derivati quelli regionali di nostra competenza.

Appare ancora più grave essere stati tenuti all’oscuro dello studio che il 12 febbraio, ben 8 giorni prima del paziente 1 di Codogno, rappresentava al Cts una stima (poi rivelatasi corretta) di ciò che sarebbe avvenuto nel nostro Paese, anche in caso di una diffusione media del virus.

Comprendiamo le remore a divulgare tali scenari ai singoli cittadini, ma ci appare ingiustificabile la decisione di escludere i governi regionali. Così come ancora più incomprensibile è che il nostro ministro degli Esteri solo qualche giorno dopo abbia portato un cargo carico di dispositivi di sicurezza in Cina.

Tutto ciò premesso, il nostro approccio è stato sempre di alto profilo istituzionale improntato sulla piena collaborazione tra le istituzioni repubblicane, cosa che stiamo facendo e faremo anche nel futuro nell’interesse esclusivo di tutti i cittadini. Riteniamo quindi indispensabile che i territori siano coinvolti direttamente, non solo per la gestione dell’emergenza sanitaria, ma anche per quella economica.

Signor presidente, a tal fine Le chiediamo un incontro per esplicitarle queste necessità per il bene e il futuro del nostro Paese evitando di veder ripetuti errori già commessi. Questo è il tempo della ripartenza e della rinascita per il nostro Paese, gli italiani hanno necessità di una guida solida, trasparente e preparata. Certi di un suo ascolto, signor presidente, accolga i nostri sentimenti di stima e fiducia.

I presidenti di Regione Abruzzo Marco Marsilio Basilicata Vito Bardi Calabria Jole Santelli FVG Massimiliano Fedriga Liguria Giovanni Toti Lombardia Attilio Fontana Molise Donato Toma Piemonte Alberto Cirio Sardegna Christian Solinas Sicilia Nello Musumeci Umbria Donatella Tesei Veneto Luca Zaia Il presidente Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti.

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