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Archive for the ‘Politica’ Category

Concessione  in comodato d’uso locali Centro Diurno per Anziani sito in Via M. D’Azeglio  all’Associazione “Spartan  Workout  Milena”.

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Proponente è l’Ufficio Tecnico – Lavori Pubblici che ha esaminato l’istanza presentata il 22/06/2018 dal Sig. Gagliano Paolo Presidente dell’Associazione “Spartan Workout Milena”, avente sede in C.so Europa, 32,  93010 Milena con la quale, chiedeva la concessione di un locale del Centro Diurno per Anziani sito in Via M. D’Azeglio, 19 ove svolgere la propria attività.

Considerato che attualmente vi sono dei locali liberi da poter concedere in comodato d’uso; e che l’Associazione svolgerà attività sportiva dilettantistica, a carattere competitivo e non, l’organizzazione di attività didattiche per l’avvio, l’aggiornamento ed il perfezionamento nelle discipline sportive ecc. senza scopo di lucro; la Giunta Comunale (assente solo l’Assessore Carlino) all’unanimità delibera di concedere in comodato d’uso all’Associazione “Spartan Workout Milena”, il locale attualmente libero del Centro Diurno per Anziani sito in Via M. D’Azeglio, con l’obbligo di osservare le seguenti condizioni:

  • il locale dovrà essere adibito per le attività dell’associazione senza fini di lucro;
  • le eventuali spese di pulizia del locale in uso, saranno a carico del concessionario;
  • il concessionario entro il mese di gennaio di ogni anno dovrà versare al Comune di Milena la somma forfettaria di € 90,00 (novanta) annue quale contributo per spese consumi acqua ed energia elettrica.
  • Questa Amministrazione con una semplice comunicazione, in qualsiasi momento e senza alcun onere o penale di qualunque genere, potrà revocare la concessione.

e dà mandato all’Ufficio Tecnico di convocare il delegato dell’associazione per la scelta dei locali e la sottoscrizione del verbale di consegna degli stessi.

E sempre all’unanimità dei presenti dichiara il presente atto imemdiatamente esecutivo.

 

LEGGI LA DELIBERA INTEGRALE

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Non era mai accaduto che in così poco tempo alla Regione #Sicilianafossero mandati in appalto progetti per 101,5 milioni di euro.

#Sicilia #governoMusumeci

ANSA.IT
Lavori per oltre cento milioni di euro in Sicilia aggiudicati o sbloccati negli ultimi sei mesi. E’ il bilancio della struttura per il dissesto idrogeologico, guidata dal presidente della Regione Nello Musumeci. © ANSA

 

La legge sul diritto allo #studio è stata uno dei principali obiettivi del mio governo, sin dall’insediamento. Finalmente, insieme all’assessoreRoberto Lagalla, siamo arrivati alla proposta definitiva, attesa da oltre trent’anni. Adesso, spero che l’iter legislativo possa procedere celermente all’Ars, in modo tale che la #Sicilia possa essere al passo con la quasi totalità delle altre Regioni italiane.


http://www.lasicilia.it/news/politica/175490/regione-governo-musumeci-vara-disegno-di-legge-sul-diritto-allo-studio.html

#governoMusumeci #scuola #giovani

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Via d’Amelio, Fiammetta Borsellino: “Depistaggi sulla morte di mio padre. Ecco le mie 13 domande allo Stato”

F.Q.

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Alla vigilia dell’anniversario della strage in cui suo padre venne assassinato ha preso carta e penna per porgere alcune domande sui depistaggi delle indagini su via d’Amelio. È una lista con tredici quesiti quella stilata dal Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato ucciso da Cosa nostra il 19 luglio 1992.

“Sono passati 26 anni dalla morte di mio padre, Paolo Borsellino. E ancora aspettiamo delle risposte da uomini delle istituzioni e non solo. Ci sono domande – le domande che io e miei fratelli Manfredi e Lucia non smetteremo di ripetere – che non possono essere rimosse dall’indifferenza o da colpevoli disattenzioni. Domande su un depistaggio iniziato nel 1992, ordito da vertici investigativi ed accettato da schiere di giudici”, scrive Fiammetta in una lettera pubblicata dal quotidiano La Repubblica.

Il primo quesito è sulla mancata messa in atto di “tutte le misure necessarie per proteggere mio padre, che dopo la morte di Falcone era diventato l’obiettivo numero uno di Cosa nostra”, scrive Borsellino, che chiede conto anche della mancata protezione della scena del crimine, con la conseguente sottrazione dell’agenda rossa.

“Perché i pm di Caltanissetta non ritennero mai di interrogare il procuratore capo di Palermo Pietro Giammanco, che non aveva informato mio padre della nota del Ros sul ‘tritolo arrivato in città‘ e gli aveva pure negato il coordinamento delle indagini su Palermo, cosa che concesse solo il giorno della strage, con una telefonata alle 7 del mattino?”, prosegue la donna.

“Perché nei 57 giorni fra Capaci e via D’Amelio, i pm di Caltanissetta non convocarono mai mio padre, che aveva detto pubblicamente di avere cose importanti da riferire?”.

Le ultime otto domande riguardano Scarantino, a cominciare da cosa c’è ancora negli archivi del vecchio Sisde sul “falso pentito (indicato dall’intelligence come vicino ad esponenti mafiosi) e sul suo suggeritore, l’ex capo della squadra mobile di Palermo Arnaldo La Barbera“.

Sempre oggi Fiammetta Borsellino è stata audita dalla commissione antimafia dell’Assemblea regionale siciliana.  “Le motivazione del Borsellino quater hanno avvalorato quanto sapevamo sui depistaggi cominciati a partire dal ’92. Io racconto fatti, mi riferisco a dati contenuti nelle carte processuali. Le mie non sono opinioni.

I nomi non li faccio io, ma sono negli atti. Se la procura di Caltanissetta e i magistrati del tempo hanno fatto male, è giusto che rendano conto del loro operato”, ha detto la donna alla fine dell’audizione a Palazzo dei Normanni, cominciata alle 14 e durata fino alle 15.30. “Continueremo con martellanti richieste fino a quando la verità non verrà a galla”, ha aggiunto.

I riferimenti sono chiaramente per le motivazioni della sentenza emessa dai giudici della corte d’assise di Caltanisetta sull’ultimo procedimento legato alla strage di via d’Amelio. I giudici hanno confermato che le prime indagini sull’omicidio di Borsellino rappresentano “uno dei più gravi depistaggi della storia giudiziaria italiana”,

 

LE 13 DOMANDE DI FIAMMETTA BORSELLINO 

FOTOGRAMMA DELLUOMO CHE AVREBBE PRESO L’AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO

1. Perché le autorità locali e nazionali preposte alla sicurezza non misero in atto tutte le misure necessarie per proteggere mio padre, che dopo la morte di Falcone era diventato l’obiettivo numero uno di Cosa nostra? 

2. Perché per una strage di così ampia portata fu prescelta una procura composta da magistrati che non avevano competenze in ambito di mafia? 

3. Perché via D’Amelio, la scena della strage, non fu preservata consentendo così la sottrazione dell’agenda rossa di mio padre? E perché l’ex pm allora parlamentare Giuseppe Ayala, fra i primi a vedere la borsa, ha fornito versioni contraddittorie su quei momenti? 

4. Perché i pm di Caltanissetta non ritennero mai di interrogare il procuratore capo di Palermo Pietro Giammanco, che non aveva informato mio padre della nota del Ros sul ‘tritolo arrivato in città’ e gli aveva pure negato il coordinamento delle indagini su Palermo, cosa che concesse solo il giorno della strage, con una telefonata alle 7 del mattino? 

5. Perché nei 57 giorni fra Capaci e via D’Amelio, i pm di Caltanissetta non convocarono mai mio padre, che aveva detto pubblicamente di avere cose importanti da riferire? 

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ESTATE SICURA A MILENA

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ESTATE-SICURA

Per avere una estate sicura, a Milena,  basteranno 2000 euro.

La grande novità non è la promessa della vigilanza del territorio, questa ce la aspettiamo al di là di ogni programmazione sia pure straordinaria, ma nell’impegno che a spostare transenne ed altro ci sarà personale del Comune: sembra essere finita l’era dei volontari.

Il volontario di sempre si è dimesso o è stato licenziato ?

Io evito di fare commenti, anche perché, il nuovo capo di via Rimembranza sembra non gradire voci fuori dal coro.

Mi chiedo a quando l’inizio dei corsi formativi di democrazia, libertà, di opinione ed espressione, per le nuove leve .

 

Posted by Piazzetta Comunista

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