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Archive for the ‘Politica’ Category

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LA VISITA DEL PREMIER GENTILONI AD ARQUATA DEL TRONTO: SOLO POLVERE NEGLI OCCHI

di Franco Petrraglia

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idotm_gentiloni_ad_arquata_del_tronto_rimozione_macerie_segnale_importante_640_ori_crop_master__0x0_640x360La  recente visita del premier Gentiloni ad Arquata del Tronto, uno dei borghi delle Marche fra i più colpiti dal terremoto, per me significa gettare la polvere negli occhi a tanti abitanti del loco.

Ad un anno dal terremoto, le popolazioni delle Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo  fanno bene a far sentire la loro voce di protesta: le macerie sono ancora lì, le casette di legno arrivate sono pochissime, la ricostruzione è lenta e faticosa. L’agricoltura è in ginocchio.

Il rischio è l’abbandono definitivo dei territori colpiti. Il governo, sull’onda dell’emozione, ha promesso mari e monti ed ora tutto sta cadendo nell’oblio. Ma la gente di qua, coraggiosa e caparbia, vuole tornare, far rinascere i borghi e la loro economia. Le istituzioni facciano il loro sacrosanto dovere e assicurino, in tempi brevi, il ritorno ad una vita dignitosa e civile di questi nostri poveri fratelli sfortunati.

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Vandali e incontinenti

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In questa che poteva essere un’isola verde… c’è di tutto e di più in fatto di inquinamento ambientale, come si conviene in una discarica pubblica abusiva.

I soliti vandali vi abbandonano di tutto, dalla solita immondizia ai rifiuti ingombranti (come se l’Amministrazione non assicurasse questi servizi!), ma non manca neanche il pericoloso amianto…

Questa volta alcuni di questi così detti vandali, l’hanno fatta proprio grossa: hanno lasciato la propria firma… insomma per sommo disprezzo ci hanno cacato pure sopra e accanto i rifiuti abbandonati!

LE FOTO che pubblichiamo (alcune) PARLANO CHIARO e ci dicono due cose a proposito del vandalismo selvaggio e del totale disinteresse di chi dovrebbe sorvegliare l’ambiente, tenerlo pulito e (possibilmente) punire i colpevoli. E se bene osservate potrebbero aiutare ad individuare i colpevoli…

Una telecamera sarebbe indispensabile per questi scopi: l’unico rimedio per tenere pulito l’ambiente e punire i colpevoli, ma gli Ammninistratori sembrano non sentirci da questo orecchio, ma ciò non scoraggia quanti come noi, che amiamo il nostro paese e lo sogniamo bello e pulito, siamo impegnati a stimolare tutti a fare meglio e di più in tema ambientalistico.

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Indennità e libertà in un Comune moderno

primavera milenese

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liberatiSempre la stessa musica sulle indennità rinunciate come missione amorevole e umanitaria. Sempre la stessa solfa sui sindaci buoni padri di famiglia. Basta non ne possiamo più. Alfonso P. Cipolla non riesce a uscire dal suo modo di pensare borbonico e feudale, forse nostalgico dei tempi in cui regnava il padre-padrone e solo i ricchi potevano avere autorità e detenere il potere. Strano non capire che il municipio possa essere gestito come un’azienda diretta da una persona capace che sta dentro l’azienda.
Sulle indennità, a mio avviso, va data libertà di scelta. Le prendano pure le indennità se si dimostrano degni della loro carica e fanno il bene del paese. Rinuncino invece – se lo vogliono – restituendo l’importo al comune. Non facciano però mercimonio politico dei soldi che non si prendono, destinandoli per esempio a persone di loro gradimento senza un apposito regolamento che disciplini come esse vengano date e a chi. Questa è l’altra faccia delle rinunce che poi vanno sfruttate per catturare voti che il consulente forse non vede o non vuole vedere. I soldi rinunciati ritornino alle casse comunali e seguano poi le deliberazioni della giunta e del consiglio comunale in cui la minoranza può esercitare il suo potere di controllo che tutto sia legittimo.

libero

voto libero

Sul buon padre di famiglia, su questa vecchia proposta tutti abbiamo visto come sia andata a finire, un vero fallimento. E nel riproporre una proposta fallita non mi pare che il dottore commercialista si dimostri molto saggio, quanto piuttosto ostinato.
Insomma io dico SI al fatto che anche i non ricchi possano fare politica grazie alle indennità di carica e NO al padre/madre di famiglia che sarebbe meglio restino al loro domicilio ad educare bene i figli e a mandare avanti la casa. Il municipio non è una casa-famiglia, non ha bisogno di ricchi borghesi paternalisti.
Mi auguro che Milocca/Milena possa essere finalmente libera, governata da persone libere ma non liberali, con spirito manageriale moderno ma non paternalistico. Anche gli impiegati vanno apprezzati per la loro capacità e professionalità non certo per i loro sorrisi di buon padri di famiglia. Li paghiamo e devono fare il loro dovere dandoci quanto ci spetta senza farci alcun favore. Così pure dovrebbero essere il sindaco e gli assessori nonché i consiglieri: solo se li paghiamo possiamo pretendere che facciano il bene del popolo senza trasformare i nostri diritti in favori.

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Parla l’uomo che ha denunciato le Ong: “Così aiutavano gli scafisti”

di Cristiana Lodi

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Parla l'uomo che ha denunciato le Ong: "Così aiutavano gli scafisti"

2 agosto scorso: la nave Iuventa della Ong tedesca Jugend Rettet viene scortata nel porto di Lampedusa e messa sotto sequestro su ordine della Procura di Trapani. I magistrati ipotizzano il reato di favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina, anche se sul registro degli indagati non risulterebbe iscritto (per ora) nessun membro dell’ equipaggio.
Il sequestro è l’ epilogo (o forse soltanto il primo atto) di un’ indagine partita dalla denuncia di Pietro Gallo e Lucio Montanino, dipendenti dell’ agenzia di sicurezza Imi Security Service, imbarcati sulla nave di una Ong. La Vox Hestia di Save the children.
Per la prima volta, il direttore della società di sicurezza, Cristian Ricci, racconta quanto accaduto sotto i loro occhi nel mare di Libia. In sette mesi di salvataggi. E ricompone intrecci e sospetti della presunta connivenza fra trafficanti di uomini, scafisti e Ong.

La denuncia alla Squadra Mobile di Trapani (il 12 settembre 2016) subito dopo uno sbarco. E poi la segnalazione all’ Aise, il nostro servizio segreto per l’ estero. Cosa avete visto al largo di Tripoli che meritasse tanto allarme?
«Anomalie? Qualcuno le ha chiamate così, trascurando di specificare che chiunque (attraverso internet o dal satellite) potrebbe vedere (anche ora) e assistere a quel che noi abbiamo denunciato. Cioè una nave (in questo caso la Iuventa) che durante una delle infinite operazioni di soccorso in mare si avvicina alla costa (libica) fino a ad arrivarci a ridosso, per fornire supporto agli scafisti, stando all’ accusa, come da programma».

Eravate a bordo di una nave della più importante Ong, una scelta coraggiosa denunciare.
«Abbiamo scelto di non essere complici. Tacere, girare la testa, avrebbe significato diventare complici».

Avete perso il lavoro.
«Ovvio. Siamo senza contratto. L’ armatore non ce lo ha rinnovato. Ci mancherebbe. Ma la nostra coscienza è libera e adesso vogliamo sperare che l’ inchiesta non si fermi e porti a galla il resto del marcio. Questo è soltanto una parte, se si continuerà a indagare, si potrà vedere il resto.

Sia chiaro, io non sono qui a dire che in generale le Ong sono colluse con i trafficanti o che traggono vantaggi economici dalla tratta dei migranti. Certo è che nel traffico degli essere umani esse hanno il conclamato ruolo del facilitatore. È innegabile. Il fatto che nessuna delle Ong abbia mai denunciato quel che è sotto i propri occhi e che noi abbiamo segnalato, ne è la prova».

Avete lavorato per una di esse, anzi eravate a bordo della Vox Hestia di Save the children, che si dà il caso sia una delle più importanti organizzazioni non governative. Perché non avete discusso del problema con i vertici?
«Abbiamo avuto infiniti confronti, contrapposizioni e scontri durissimi. Reiterati. È stato così fino alla vigilia della nostra denuncia. Io e gli altri dipendenti di Security service abbiamo detto infinite volte che non si poteva chiudere gli occhi davanti allo sfruttamento disumano e alle connivenze con i trafficanti che ci passavano davanti agli occhi. Ma la risposta delle Ong è sempre stata e resta che il solo obiettivo è salvare la gente, portare a terra tutti. L’ autonomia, l’ indipendenza. Ecco, in virtù di questo le organizzazioni si dicono legittimate a tacere. Se e cosa ci sia sotto io non sono tenuto a dirlo né sono in grado di farlo».

Soldi?
«Si dice che il tema sia quello. Io non lo so. Però constato che spesso la Ong di turno rende noto il salvataggio di un bambino e nel farlo scrive “Donare a”. Le donazioni sono soldi. Troppo spesso si pubblicizzano i salvataggi di uomini. Ma non si racconta di quando vengono fatti sbarcare con la varicella, la tubercolosi o la scabbia; sì, a me sono capitati anche i malati di scabbia».

 

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Con i debiti dei Comuni nei confronti degli Ato non si riesce a smaltire l’immondizia.

E la differenziata vive crescenti difficoltà dovute all’insufficienza dei centri di compostaggio

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Le discariche siciliane sono al collasso: incubo rifiuti sulla fine dell’estate

di Daniele Ditta

discarica1_bigIntanto la raccolta differenziata vive crescenti difficoltà dovute all’insufficienza dei centri di compostaggio.

I pochi che ci sono (8 in totale quelli attivi) non riescono a trattare tutto l’organico prodotto. Nell’Agrigentino, il quantitativo di rifiuti che arriva nell’impianto di Sciacca (gestito dalla Sogeir Impianti) è aumentato notevolmente con la stagione estiva e non si riesce a smaltirlo. A Ramacca, la piattaforma privata di Ofelia Ambiente, che accoglie tra le 200 e le 250 tonnellate al giorno di rifiuto cosiddetto umido, entro fine mese chiuderà i cancelli. Un guaio per tanti Comuni della Sicilia Orientale: «Nel silenzio più assordante – dice Paolo Amenta, vicepresidente dell’Anci Sicilia, già sindaco di Canicattini Bagni – l’organico sta riprendendo la strada delle discariche. Nel Siracusano si tratta già di una realtà». Il che, oltre a vanificare gli sforzi per la raccolta differenziata, fa schizzare all’insù i costi di conferimento: da 85 euro per l’umido portato in un impianto di compostaggio ai 140 euro mediamente richiesti da una discarica.

1449416417318.jpg--rosario_crocetta_risponde_a_roberto_vecchioni__I numeri danno la portata di un sistema in crisi che, può provocare la tempesta perfetta. In Sicilia.

Sulla carta, i centri di compostaggio dovrebbero “macinare” qualcosa come 417mila tonnellate all’anno di organico. In realtà, ne differenziano solo 160mila tonnellate. Colpa dei centri mai entrati in funzione, pur essendo autorizzati dalla Regione. Soluzioni? «Nell’immediato – risponde Amenta – l’Anci ha proposto l’attivazione, presso siti già autorizzati, di impianti mobili per trattare l’organico. Potrebbero essere operativi nell’arco di 10-15 giorni, fermo restando che prima, o i Comuni o le Srr, dovrebbero emanare un avviso pubblico. L’idea è piaciuta sia al governatore Crocetta sia all’assessore Contrafatto. Per dare una risposta rapida alle criticità abbiamo avanzato anche la possibilità di aumentare la cubatura dei centri di compostaggio».

 

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Per una Milena migliore

di nonnolibero

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milemandorlo

MANDORLO IN FIORE A MILENA

Quando una cosa non va se ne prende atto e si deve cambiarla. Possibilmente in meglio. Mi riferisco all’amministrazione comunale intesa come sindaco e giunta, mi riferisco ai consiglieri comunali tutti.

Intendo fare un ragionamento al positivo ma non posso non dare un giudizio complessivamente negativo su quanti hanno amministrato il paese sotto il segno del cambiamento. Un cambiamento in meglio che non c’è stato.

Unico fatto positivo la rinuncia alle indennità di carica. Un fatto positivo in se stesso ma che ha portato delle conseguenze negative perché alle indennità può rinunciare il ricco, non il povero. Non si possono agevolare nel fare politica quelli che hanno le tasche piene e penalizzare chi a stento arriva a fine mese o, addirittura, non ha lavoro stabile.

Il prossimo sindaco (l’attuale non si può candidare una terza volta) sia meno appariscente e più presente nel municipio. Se ha un lavoro, si prenda pure i permessi che gli spettano e anche l’indennità di carica, ma stia il più possibile a Milena a contatto con i cittadini e vada più spesso nei palazzi palermitani a trovare finanziamenti.

Non dica sì a tutti. Faccia rispettare le regole e l’ambiente. Guardi di più agli ultimi, i primi non hanno bisogno di lui. Renda il municipio un palazzo di vetro e trasparente. Metta un responsabile unico che controlli gli uffici e la macchina burocratica.

Dia responsabilità ad ogni assessore e lo lasci libero di fare per il paese. E se non va lo cambi pure. Abbiamo bisogno di assessori bravi e capaci di fare. Ma ricordiamoci che bravura e capacità non le determinano il numero dei voti. Le preferenza lasciamole ai consiglieri comunali perchè si diano da fare per essere eletti a fare con dignità i consiglieri e non, contemporaneamente, gli assessori.

Diamo loro dignità eanche i gettoni di presenza. Ne facciano quello che vogliono, lasciamoli liberi anche di rinunciare. I consiglieri stiano attenti ai problemi del paese, li riportino in consiglio e propongano soluzioni. Non possono limitarsi a fare i passacarte della giunte ed eseguiore gli ordini di chi sta più in alto di tutti. Salvo qualche rara eccezione femminile, nessuno ha brillato al riguardo. L’opposizione sia coinvolta nelle scelte di interesse generale. Non si può litigare su tutto e creare inutili muri.

Come fare? Non perdersi d’animo.

A Milena ci sono tante energie che vanno incanalate, tante persone capaci e in grado di spendersi per il paese, andando a cercare occasioni di occupazione e lavoro. Quello che non dobbiamo fare è selezionare le persone secondo criteri di affinità parentale o secondo l’esclusivo peso elettorale.

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