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Archive for the ‘Politica’ Category

Mascherine usa e getta!

Corso Pietro Nenni, diventato ricettacolo di virus.

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C’è tutto il campionario di mascherine, anche quelle rosa della polizia!

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Incivili di passaggio che si tolgono la maschera prima di salire in macchina.

Incivili loro e ancora più incivili e irresponsabili QUELLI che dovrebbero pensare a far pulire le strade e assicurare la salute pubblica!

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Green pass, Giovannini: “Lo Stato non si opporrà alle ordinanze delle isole per i traghetti”

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meIl ministro delle infrastrutture, Enrico Giovannini, in audizione alla commissione Trasporti della Camera si è espresso sulla questione delle isole.

In particolare sulle ordinanze firmate dal Presidente delle Regione Siciliana Nello Musumeci e da quello della Calabria Roberto Occhiuto, i quali che hanno spostato in avanti di un mese l’utilizzo del green-pass rafforzato nelle isole minori.

“Dopo una consultazione con i colleghi e la Presidenza del Consiglio, posso dire che lo Stato è orientato a non impugnare l’ordinanza. C’è un dialogo con le autorità regionali per far sì che nonostante il diverso regime vengano assicurate al massimo le misure di sicurezza sanitaria. Lo Stato non conta di opporsi all’ordinanza dei due presidenti di regione”.

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C’erano una volta la province. E funzionavano!

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C’erano una volta le elezioni provinciali e gli elettori sceglievano – votandoli – i consiglieri provinciali che eleggevano il proprio Presidente del Consiglio provinciale.

C’erano una volta i Presidenti della Provincia che, una volta eletti, nominavano gli assessori della giunta provinciale e governava tutto il territorio provinciale.

Crocetta-Musumeci-passaggio-consegnePoi venne Crocetta Rosario, eletto per il rotto della cuffia Presidente della Regione e cancellò tutte e nove le province  con un colpo di gomma, recidendo il legame diretto tra gli elettori e gli eletti.

L’ex governatore scomparve dalla scena politica e se ne tornò a casa sua a Gela ma, dimostrando quanto amasse la Sicilia, si auto-esiliò in Tunisia.

Il Parlamento regionale successivo dopo ben quattro anni non è riuscito a far rinascere le province e al governatore attuale non è rimasto che rinominare i nove Commissari, prorogandoli nel tempo.

L’unica nota positiva si è riscontrata il 18 dicembre dell’anno scorso quando il parlamento siciliano, approvando l’ulteriore rinvio delle elezioni provinciali, ha deciso che i Commissari delle nove province non potevano essere lasciati soli e, in attesa di un auspicabile futuro voto diretto, dovevano essere affiancati da un’Assemblea dei Sindaci delle varie province.

aula-consiglio-provinciale-310x201La data di questo piccolo/grande passo avanti, nella nostra provincia avverrà su una piattaforma web – alle 16 di giovedì 20/01/2021 in prima convocazione o venerdì alla stessa ora in seconda – nel corso dell’Assemblea dei Sindaci del Libero Consorzio di Caltanissetta con all’ordine del giorno:

  1. Elezione Presidente e Vice presidente
  2. Adozione Regolamento Assemblea dei Sindaci con funzioni di Consiglio Provinciale ai sensi della l.r. n.31/2021.

Un piccolo passo avanti che se non altro permetterà loro di stare a più stretto contatto con il Commissario, farsi sentire e dare voce ai cittadini da loro rappresentati. Ma se alle province non si assicurano – contemporaneamente – personale e soprattutto un bilancio sufficiente, ogni azione sarà difficilmente attuabile e lo stesso impegno di tutti i sindaci rischierà di sottrarre tempo da dedicare alle loro città e ai loro comuni.

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Ma almeno cercare di “copiarlo”, no?

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INIZIANO I LAVORI SULLA SP 24

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Questa mattina si stanno asfaltando alcuni punti della provinciale Sp 24 tra i due bivi di Bompensiere: quello con Milena e quell’altro con Montedoro.

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Il governo Musumeci mantiene gli impegni, come era stato ampiamente anticipato in una riunione tenuta a Caltanissetta dall’assessore Marco Falcone e dal deputato regionale Michele Mancuso con il Commissario del Libero Consorzio Duilio Alongi.

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SICILIA E CALABRIA SI SOSTITUISCONO AL GOVERNO

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meLe ordinanza firmate dal governatore siciliano Nello Musumeci e da quello della Calabria Roberto Occhiuto stabiliscono che dalle 14 di ieri per passare dalla Sicilia alla Calabria basterà avere il green pass base e non quello rafforzato, anche se bisognerà restare nella propria auto o all’aperto e indossare la Ffp2. «Poniamo fine ad un’assurda ingiustizia ai danni dei siciliani – dice Musumeci – una norma discriminatoria del governo. Con l’ordinanza si garantisce e salvaguardia la continuità territoriale». Nelle prossime ore si capirà se il governo impugnerà i due provvedimenti.


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Il centrodestra tra pagliacciate e serietà

Alfonso Cipolla

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Musumeci e Occhiuto  (presidente regione Calabria). Ministro Speranza e Draghi

Prima che il Masaniello dello Stretto montasse tavolo e tenda all’imbarcadero di Messina, già il 5 di questo mese Nello Musumeci interloquiva con il governo nazionale denunciando la stortura delle disposizioni che vietavano il traghettamento a chi avesse un tampone negativo ma non il green pass.

Il Presidente della Regione Siciliana aveva poi dato l’ultimatum di 24 ore al ministro della sanità Speranza. Trascorso il termine aveva emesso l’ordinanza che, assieme a quella del Presidente della Regione Calabria consentono ora a determinate condizioni di passare lo Stretto in entrambi i sensi.

Nel frattempo che due persone serie, Musumeci e Occhiuto, senza spettacolizzare il problema, lo risolvevano, Cateno De Luca rinchiuso in una tenda continuava a sbraitare contro Musumeci “non viene, non viene…” scatenando i suoi sul web ad inveire contro l’odiato nemico.

de1Col passare delle ore, non pago, annunciava: “Sta arrivando Micciché – sta arrivando Micciché” fino a quando l’evocato presidente dell’assemblea regionale non raggiungeva il porto, subito attorniato da giornalisti e tv.

Il forzaitaliota passa da un microfono all’altro barcamenandosi, cercando di non pungere il per nulla amato Musumeci e ritagliandosi il ruolo del politico che vuole l’unità del centrodestra e invitando il dimissionario sindaco di Messina a non correre in solitaria per fare il presidente della regione, dicendogli in pratica vieni con noi che aggiungiamo un posto a tavola.

La scenetta migliore è quando il viceré di Berlusconi e false friend di Musumeci seguito dalla tv si presenta all’ingresso della tenda-grotta dove si era rintanato e dice a Cateno: esci di là che parliamo, ma De Luca non si muove resta seduto al tavolo quasi folgorato dalla notizia dell’ordinanza di Musumeci. Micciché insiste, esci non è che restando lì dentro prendi più voti. Cateno non si scatena dalla sedia.

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Micciché ritorna sui suoi passi e riprende a farsi intervistare sorridente e guascone, sfuggendo divertito alle domande più pungenti dei giornalisti. Qualche ora dopo De Luca smonta le tende!

Ecco abbiamo descritto due tipi di politici, due modi di fare la politica di piazza.

Poi c’è quella istituzionale di Musumeci, uomo serio onesto e capace che lavora giorno e notte per fare diventare bellissima la Sicilia. Una fatica immane resa ancora più titanica non tanto per l’ostacolo degli avversari ma per il mancato aiuto, anzi per gli ostacoli dei falsi amici della maggioranza diretti da registi più o meno noti, venuti allo scoperto dopo la votazione della settimana scorsa quando c’era da eleggere i tre delegati a votare per il prossimo Presidente della Repubblica e hanno fatto mancare i loro voti nel segreto dell’urna, mandando un avvertimento di chiaro stampo.

Il regista di questa tragedia politica sarebbe da individuare proprio in chi si vuole sostituire a lui, promuovendo incontri scoperti con tutti i personaggi politici anti Musumeci. Comunque bisogna ringraziarli questi franchi tiratori per aver fatto scoppiare in anticipo il bubbone.

Così la bomba è esplosa nelle mani degli attentatori e adesso il cerino acceso resta nelle loro mani, nelle mani di chi avrebbe voluto che le cose restassero come prima per potere logorare fino all’ultimo Musumeci e la sua Giunta, restando tranquilli sulle poltrone e nelle stanze del potere.

La crisi ormai è aperta e se non si trova una vera soluzione per andare avanti seriamente per cercare di vincere le elezioni regionali, non è esclusa – come anticipato dalla portavoce di Diventerà Bellissima Giusy Savarino – la possibilità di un governo del Presidente (cioè fuori tutti gli assessori voluti dai partiti) oppure le elezioni anticipate. Due ipotesi in cui saranno proprio i ribelli contro il presidente uscente i più penalizzati perché resterebbero a secco di benzina elettorale e deprivati del potere.

tafazzi2Tutti i sondaggi danno i centrodestra vincente sul centrosinista-5 stelle. Tutti i sondaggi danno Musumeci vincente su ogni altro papabile candidato.

E che ti fanno i Tafazzi del centrodestra come il presidente dell’Ars? Lavorano per eliminare la ricandidatura di Musumeci.

Un giorno – a parole – vantano il centrodestra, tutti i giorni – nei fatti – criticano Musumeci. E c’è pure chi un giorno chiede le dimissioni di Musumeci e il giorno dopo si professa più amico di Musumeci degli stessi suoi fedeli amici.

E’ finita l’ora del false friend nel centrodestra. Facciamo vedere ai siciliani se veramente siamo persone serie, così diventeremo tutti colombe tra di noi e falchi solo per gli avversari. Insomma è tempo che i cosiddetti capi dei partiti del centrodestra si confrontino tra di loro e dopo facciano conoscere per tempo agli elettori siciliani se è ancora possibile non rompere il centrodestra ed eventualmente allargarlo, e anche se vogliono ricandidare Musumeci.

Quanti, legittimamente, non fossero d’accordo abbiano l’onestà politica di dirlo e conseguentemente di ritirare i propri assessori dalla giunta. Consentano di lavorare serenamente e seriamente per i siciliani in questo momento in cui c’è da contrastare la pandemia in crescita, assicurare lavoro e investire i fondi europei in arrivo per risollevare le sorti della Sicilia e proiettarla verso il futuro.

Oppure ,non si perda ulteriore tempo nella palude politica palermitana e si vada pure alle elezioni anticipate rischiando di consegnare la Sicilia al centrosinistra-5stelle.

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Addio, mite compagno di una vita

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La notizia della morte di Tommaso Palumbo, il compagno, è arrivata in paese questa mattina all’alba proveniente da Palermo dove si è concluso il suo calvario sanitario dopo il ricovero all’ospedale di Agrigento, le cui carenze sanitarie ha descritto in diretta su whatsapp in un vero e proprio reportage.

Dopo un lungo periodo di silenzio post ricovero, è ritornato a comunicare il suo ritorno alla vita sprizzando felicità per lo scampato pericolo e riempiendo di contentezza i suoi numerosi amici di Milena, Sutera, Racalmuto e dintorni con cui aveva instaurato profondi legami sociali, culturali e politici.

Tommaso Palumbo era un uomo intriso da un mix inestricabile di cultura e politica, amava le scienze matematiche che curò fino all’ultimo mentre aveva smesso la politica militante senza però mai abbandonarla.

Fece parte della Lista “Insieme per Milena” in cui si ritrovarono assieme alla democrazia cristiana esponenti del partito comunista e provenienti dalla e destra sociale che ribaltarono decenni di assoluto dominio socialista. Fu una bella rivoluzione finché durò.

Coltivava anche il suo orticello in un appezzamento di terreno poco distante dal paese e ne andava fiero. Negli ultimi anni della terza età ricordava spesso gli anni passati con gli amici di sempre, quelli delle elementari di una volta che restano amici per sempre. I suoi studi universitari a Palermo dove fece l’istitutore presso un famoso convitto, l’impegno continuo verso i più poveri.

Spesso i suoi occhi diventavano tristi, soffriva la solitudine dopo la scomparsa della cara mamma, “centenaria” – sottolineava con orgoglio – che accudì con grande amore filiale fino all’ultimo giorno.

Ora è arrivato anche il suo. Addio, Tommaso, ricorderò per sempre gli ultimi tuoi giorni di sofferenza, i messaggi e le telefonate che ci siamo scambiati e le “iniezioni di fiducia” che volevo trasmetterti per non farti arrendere.

Purtroppo, l’ultima volta che ci siamo visti di presenza, in piazza quando ti esortavo al ricovero, cominciai a preoccuparmi seriamente quando fermando il nostro passeggiare dicesti che ti mancava il respiro…

Il resto fu calvario sanitario che hai saputo affrontare con la dignità di sempre.

Addio amico di tutta una vita, dalle elementari.

Alfonso Cipolla

Caro Masino,

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Apprendo con infinita tristezza che il caro amico Tommaso Palumbo ci ha lasciato. Avevo “chattato” con lui qualche giorno fa, era ancora nel suo letto d’ospedale.

Voglio ricordarlo con questa immagine del suo profilo immerso nel suo “angolo” di cultura storico-letterario ed appassionato matematico.

Quante belle discussioni, e che persona speciale e disponibile! Resterai nei nostri ricordi caro Masino!

Totino Saia

Caro amico mio… caro compagno Tommaso,

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Terrò questa immagine scolpita nel cuore. Terrò il tuo sorriso nei miei più custoditi ricordi. Questo mondo che volevamo cambiare non ha avuto considerazione per te…non ha avuto rispetto.

Forse doveva andare così ma forse la indolenza di chi avrebbe dovuto soccorrerti ha fatto il resto. Mi hai chiesto aiuto ma non ho saputo risponderti adeguatamente…

ormai siamo tutti soli e impotenti in questo mondo perverso. Siamo deboli ed indifesi. Noi che lottavano e che non avevamo paura di niente.
Vola amico mio… Vola ancora sui tuoi campi…per le contrade della nostra Milocca. Ti rivedrò sempre nei miei pensieri… nelle pagine della nostra storia… nella moralità che è stata la tua carta di identità… nel tuo forte ed arguto pensiero. T

i abbraccio Masino… abbi cura di noi che ancora restiamo.

Gero Difrancesco

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Sincere condoglianze ai familiari per la triste scomparsa dell’amico Tommaso Palumbo.

La Redazione di Milocca-Milena Libera

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Grazie alla Regione migliorerà la viabilità in tre comuni vicini

 

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Savarino: “Lavoriamo all’unità del centrodestra”

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savLa portavoce del movimento di Musumeci analizza la fase attuale e getta acqua sul fuoco.

“L’unità del centrodestra è sempre stato per noi un valore, su cui abbiamo lavorato alacremente nel 2017, quando la coalizione non esisteva in Sicilia, dilaniata da anni. E ovviamente ci continuiamo a lavorare anche adesso. Governando insieme, il Centrodestra ha dimostrato di poter cambiare le sorti di una Sicilia che ci era stata consegnata senza speranza.

Al di là delle differenze caratteriali, al di là delle empatie nei diversi ruoli, già ad oggi tutti i leader della coalizione possono intestarsi un importante fatturato politico, superiore ad ogni previsione. E questo è merito di tutti”.

crisiLa deputata assicura che lo scopo è ricompattare la coalizione.

“Le incomprensioni possono essere occasione per chiarirsi e rilanciare. Noi, certi che le cose che uniscono sono molto, ma molto di più di quelle che ci dividono, ci stiamo lavorando.

Se buona volontà e nervi saldi non dovessero bastare, ci ritroveremmo a scelte politiche alternative, che prefigurerebbero scenari inediti: dal governo del Presidente ad elezioni anticipate, tutte al vaglio.

Il resto è fantapolitica buona per i fumetti”, spiega. “Conoscendo gli attori protagonisti della politica siciliana, da tanti anni, sono certa che riusciremo a trovare ancora una volta, insieme, la sintesi migliore per i siciliani e per il futuro della Sicilia”.

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Ultimatum a Speranza: «Basta super green pass per passare lo Stretto»

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271952157_1069266516983229_2713221654364132382_nSulle due sponde dello Stretto di Messina c’è il caos del traghettamento negato ai passeggeri senza green pass. Uno di questi ha fatto ricorso al giudice e lo ha vinto.

In queste ore si sta svolgendo la protesta pacifica del Sindaco di Messina Cateno De Luca che ha inscenato una protesta, con un sit-in e passato la notte accampato in una tenda.

Sulla “continuità territoriale nello Stretto” negata di fatto a chi non è in possesso di Green Pass, interviene anche il Presidente della Regione: sostiene che i non vaccinati non possono essere penalizzati nell’attraversare lo Stretto di Messina e scrive al Ministro della Salute affinché non siano disapplicate regole certe e inviolabili

musumIl Presidente della Regione preannuncia provvedimenti straordinari a tutela della sua Regione, in assenza di risposte da parte del Ministro della Salute. È già stata trasmessa una nota al ministero, che si spera possa essere esitata entro le prossime 24 ore. Un vero e proprio ultimatum: “«Attese 24 ore prenderò provvedimenti straordinari a tutela della mia Regione».

Scrive il governatore: «Signor ministro, mi rivolgo alla sua attenzione a proposito della recente entrata in vigore delle modifiche in materia di obbligo di green pass rafforzato e attraversamento dello Stretto di Messina – afferma Musumeci – Com’è ben noto, il decreto-legge n. 19 del 2020 prevede che “nelle more dell’adozione dei decreti del presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 1 e con efficacia limitata fino a tale momento, in casi di estrema necessità e urgenza per situazioni sopravvenute le misure di cui all’articolo 1 possono essere adottate dal ministro della Salute”.

Premesso quanto sopra, la situazione sociale che sta venendo a crearsi sulle rive dello Stretto di Messina in virtù della netta preclusione all’attraversamento a danno dei ‘non vaccinatì, sia presso la sponda siciliana che presso quella calabrese, si sta preoccupantemente acuendo, avendo fondata ragione di ritenere, coloro che sono sprovvisti, per le più disparate ragioni, del cosiddetto green pass rafforzato, di essere stati ‘sequestratì nel territorio della regione e di non poter raggiungere il resto del territorio nazionale nemmeno per comprovate ragioni di urgenza, ad esempio collegate a motivi di salute e di accesso alle cure».

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Fabio Messina ce l’ha fatta. Nel tardo pomeriggio è salito a bordo della sua auto su un traghetto privato che lo ha condotto a Messina, da dove poi raggiungerà Palermo, sua città di residenza. L’agente di commercio era bloccato da lunedì scorso a Villa San Giovanni perchè il personale della società privata di traghettamento gli aveva impedito di imbarcarsi perchè non vaccinato e quindi privo di Green pass. Da quel momento è iniziata la battaglia di Messina contro il divieto. Si è messo in contatto col suo avvocato, Grazia Cutino, che insieme alla collega Maura Galletta ha presentato un ricorso in via d’urgenza al Tribunale civile di Reggio Calabria per chiedere l’annullamento del divieto. Ricorso che stamattina il giudice Elena Luppino ha accolto, sbloccando una situazione che stava ormai assumendo contorni paradossali. Una decisione che potrebbe fare giurisprudenza in casi analoghi.

“A ulteriore conferma di quanto sopra – aggiunge il governatore – le segnalo che il Tribunale civile di Reggio Calabria, con decreto motivato del 14 gennaio 2022, ha ordinato l’imbarco immediato di un cittadino siciliano sul traghetto per Messina a bordo della propria autovettura ‘previa esibizione all’imbarco da parte del ricorrente dell’esito di un test antigenico attestante la sua attuale negatività al virus, con espressa esenzione dalla esibizione della certificazione verde ma con obbligo di tenere indosso per tutta la durata della traversata sin dal momento dell’imbarco e fino al compiuto sbarco una mascherina del tipo FFP2’.

Si tratta, evidentemente, del preludio di numerosi ricorsi giurisdizionali che vedranno certamente e ripetutamente recessiva l’applicazione della disposizione governativa”. Da qui l’appello: “Stando così le cose – ribadisce Musumeci – mi permetto di proporle l’adozione di un’ordinanza, ai sensi dell’articolo 2, comma 2 del decreto-legge n. 19 del 25 marzo 2020, che possa reintrodurre, nelle more della conversione del decreto-legge n. 229/2021, o comunque dell’adozione di altro genere di misura più stabile, alla stessa stregua di quanto già avvenuto il 9 gennaio scorso per la continuità didattica delle isole minori e della Laguna di Venezia, il diritto di attraversamento dello Stretto di Messina anche mediante la semplice esibizione del referto negativo di un test antigenico o molecolare».

«Si tratta, ribadisco, di una misura di assoluta equità e di giustizia volta a scongiurare la conclamata (e già in atto) lesione del principio di continuità territoriale tra il territorio siciliano e quello del resto dello Stato. Per la lealtà e la correttezza che hanno da sempre contraddistinto i rapporti istituzionali con lei intrattenuti, desidero precisare che decorse altre 24 ore, preso atto del reiterato e ingiustificabile insuccesso delle richieste rivolte al governo centrale, sarò costretto a valutare l’adozione diretta di provvedimenti straordinari a tutela della mia regione», conclude il governatore.

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