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Archive for the ‘Storie di Milocca/Milena’ Category

Al 30° anniversario mancherà il fondatore del Comitato del Gemellaggio Jean Paul Chauland

Alfonso Cipolla

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jpcDomenica 18 settembre 2022 è deceduto all’età di 75 anni Monsieur Jean-Paul CHAULAND. La famiglia ha diffuso il triste annuncio.I suoi funerali sono stati celebrati nella Chiesa Notre Dame di Aix-les-Bains.

Il Sindaco di Aix-les-Bains, Renaud Beretti, a nome del consiglio comunale e suo personale ha espresso le condoglianze a Michele, alla sua cara moglie, alla sua famiglia e agli amici e lo ha ricordato con stima e affetto.

“Jean-Paul Chauland era un Aixois attaccato alla sua città. E un amico. Ho appreso della sua scomparsa con grande tristezza. Era un uomo discreto, di grande gentilezza, spiritualità e umanità. Entrò in consiglio comunale nel 1985 e ha fatto parte di vari comitati, tra cui la gioventù. Rieletto nel 1995 e stato responsabile della vita associativa.

aix jocJean-Paul ha contribuito fin dall’origine al gemellaggio con Milena rappresentando una figura imprescindibile e instancabile del Comitato di gemellaggio, recandosi in Sicilia, dove è stato apprezzato, ed accogliendo le delegazioni comunali, scolastiche e associative milenesi ad Aix-les-Bains.

L’Associazione “Milena Mia” “molto triste nell’apprendere la notizia della scomparsa di Jean-Paul Chauland fondatore del Comitato Gemellaggio Aix/Milena e tutta la comunità ha porto le più sentite condoglianze alla sua famiglia e ha detto: “Grazie Jean-Paul riposa in pace”.

Anch’io, a nome mio personale e interpretando il pensiero degli amministratori e dei consiglieri che organizzammo e partecipammo alla stipula del Gemellaggio tra le cittadine di Milena e Aix-les-Bains, porgo le più sentite condoglianze ai familiari di Jean-Paul Chauland e ricordo i tratti gentili e la competenza nel suo operare.

Pubblico una foto simbolica in occasione della seconda sua venuta a Milena, davanti la targa del gemellaggio all’entrata del paese. Ricordo la passione comune e l’orgoglio nell’avere costituito i Comitati del Gemellaggio – lui quello di Aix-les-Bains, io quello di Milena – nei quali chiamammo a partecipare le realtà associative locali.

aixinvitoNessuno muore mai se rimane vivo nel ricordo degli altri. Riposa in pace, Jean Paul.

Purtroppo Jean Paul non potrà partecipare al 30° Anniversario del Gemellaggio tra Aix-les-Bains e Milena che si terrà un Francia nella serata di sabato 29 ottobre 2022 nella sala Vittoria del Casino Grand Cercle.

La Presidente del Comitato del Gemellaggio Liliane Coniglio ha invitato il Sindaco Cipolla Claudio, gli Assessori, i Consiglieri Comunali e il delegato al gemellaggio Sorce Salvatore.

Il Sindaco ha esteso l’invito ai presidenti delle associazioni locali.

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Una bella domenica di partecipazione democratica e di libertà di espressione

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foto raccoltaIl gruppo consiliare “Milena Domani” ha assicurato la presenza costante durante la giornata di domenica per certificare la Raccolta delle firme per la Piazza Garibaldi”.

Sono state autenticate 118 firme di cittadini di ogni categoria sociale che hanno avuto la possibilità di dissentire sulla decisione dell’Amministrazione comunale che ha deciso – senza consultare la cittadinanza – di rialzare il livello della piazza alterando l’architettura e a storia della stessa e rendendola difficilmente accessibile ed insicura.

Il presidente del Comitato cittadino Alfonso Paolino Cipolla del Gruppo “Per Milena – Percorsi di Cittadinanza”  promotore dell’iniziativa ha detto “GRAZIE AI 118 CITTADINI CHE ALLA LUCE DEL SOLE HANNO ESPRESSO IL LORO DISSENSO PER I LAVORI DELLA PIAZZA” e ai Consiglieri comunali della minoranza che, con la loro presenza, hanno garantito ai cittadini la possibilità di esprimere le proprie idee.

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FIRMA PER LA TUA PIAZZA

Alfonso Paolino Cipolla
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firLa raccolta di firme di domenica 21 agosto 2022 non è contro qualcuno, ma per avere una piazza a misura di bambini, di anziani, di disabili e per le loro famiglie. Insomma, una piazza di tutti, agevole e sicura per tutti.

Le firme si raccolgono per dire all’amministrazione comunale che si è ancora in tempo per rivedere i lavori (prima di completarli) e abbassare e riportare la piazza come era una volta (a pedichiuanu).

Abbiamo chiesto ai capigruppo in consiglio comunale (sia di maggioranza che di minoranza) di comunicare l’iniziativa ai loro consiglieri per aiutarci per le autentiche delle firme; qualcuno di loro ci ha dato già la sua disponibilità e altri ci hanno detto che ce lo comunicheranno questa sera 18 agosto. E noi attendiamo.

Questo è lo spirito con il quale ci stiamo muovendo.

Piazza Garibaldi è la nostra piazza; la piazza dove abbiamo giocato tutti da bambini; la piazza che ha visto da sempre bambini, giovani e meno giovani viverla in modo semplice e sicuro. E così vogliamo che possa essere anche in futuro.

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E per poche decine di migliaia di euro in più e qualche mese in più di lavoro, avere una piazza nuova, comoda, sicura e funzionale dovrebbe essere volontà comune di noi tutti.

Per questo crediamo che valga ancora la pena provarci, fino all’ultimo.
Si è ancora in tempo, se si vuole.
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La raccolta delle firme avverrà domenica mattina 21 agosto, presso i tavoli collocati in piazza, dalle 8 alle 12,30 circa e dalle 16,30 alle 20 circa.


I consiglieri comunali di “Milena Domani” condividono l’iniziativa perché convinti che con il rialzo sia stata alterata l’architettura e la storia della piazza Garibaldi e auspicano il ritorno allo stato iniziale della stessa.

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I consiglieri non aderiscono al Comitato Cittadino per non politicizzare l’iniziativa, ma dichiarano la propria disponibilità ad autenticare le firme dei sottoscrittori.

Milena, 18 agosto 2022

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LA TORRE-PRIGIONE DI SAN MARTINO DI MILOCCA

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laroccaRingraziamo l’amico Paolo La Rocca, storico ricercatore, per averci inviato questa testimonianza che ci aiuta a rivivere la storia contadina degli anni del 1600 del nostro territorio e delle origini del nostro paese allora feudo del convento di San Martino delle Scale di Palermo.

Milocca (antico nome di Milena) allora era una frazione del Comune di Sutera. Nei fatti narrati compare anche il limitrofo comune di Racalmuto anch’esso angariato dal mafioso don Fabrizio Trapani di Partinico che divenne ricchissimo, si pentì prima di morire, donò parte dei suoi beni alla chiesa e beneficiò di cori di preghiere.

Un ruolo di primo piano nel territorio viene svolto da una delle quattro torri del Castello di San Martino, torre che fungeva da “prigione” intercomunale, nella quale gli ospiti erano costretti a pagarsi la detenzione…

Alfonso Cipolla


Quel mafioso dai 12 archibugi

di Orazio Cancila

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12cl dodici archibugi che il 9 gennaio 1622, alla morte di Fabrizio Trapani, i Teatini di Palermo ereditarono a Partinico erano un po’ troppi perché si potesse pensare che il defunto se ne fosse servito solo per la caccia.

In realtà il Trapani in vita non era stato uno stinco di santo e lo avevano sperimentato personalmente sulla propria pelle i contadini di Racalmuto e di Sutera, e forse anche quelli di Partinico.

Con una espressione del nostro tempo, potremmo chiamarlo “uomo di rispetto”.

E infatti non era facile non rispettarlo, anche perché aveva la cattiva abitudine, in quanto familiare del Santo Officio, di andare in giro persino nei centri abitati con “scopettone e scopette” e una squadra di almeno cinque guardie del corpo a cavallo.

Lo rispettava e ne aveva una paura del diavolo anche Giacomo Zarba, a pochi mesi nel 1609 capitano di Racalmuto, cioè commissario di polizia dell’epoca. Non è che avessero mai avuto rapporti, ma i racalmutesi glielo “pingiano di manera che ni havia timore io non havandoci di fare“, come confessava candidamente al viceré che gli aveva chiesto informazioni sulla “vita, costume e apportamento di Fabrizio di Trapani“.

La sua indagine, certamente non completa per la paura che attanagliava i suoi informatori, era riuscita tuttavia ad accertare che don Fabrizio – che esercitava le funzioni di gabellotto nel vicino feudo di Milocca (circa 3.500 ettari) del monastero di San Martino delle Scale – faceva “multi stratij alle inquilini ( = coloni) che avevano a che fare con detto lui, li quai si lamentano d’essere estati maltrattati, tanto in dirci diverse ingiurie, come cornuto, lazzarone, levatoci formento, bestiame e non ci la passati alli cunti“.

Non dovevano essere certo le ingiurie e le parolacce a scandalizzare i coloni di Milocca, abituati anche ad essere trattati a colpi di calcio di fucile e a ceffoni (“a buccati di scupetti et a muffuluni”), ma il sequestro di grano e bestiame senza una vera e propria estorsione di tipo mafioso, intollerabile e insostenibile, che convinceva i contadini, se non a chiedere una difficile giustizia, a troncare i rapporti con la fuga dei campi”.

Se i racalmutesi lo accusavano di aver “fatto fugiri roinando et consumando a multi indebitamente che hanno avuto a far con esso“, costretti a pagare più volte e a cedergli infine con atti pubblici i loro beni, i coloni di Sutera non erano da meno e denunciavano di essere stati costretti a pagare due volte i censi dei vigneti e i canoni di terraggi, a subire sequestri di raccolti e di animali, e pene di gran unga sproporzionate rispetto alle colpe.

Il Trapani evidentemente abusava anche della giurisdizione criminale connessa al feudo di Milocca e che egli esercitava in nome e per conto del monastero di San Martino.

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Il feudo peraltro era dotato di una torre con dammuso (bassa soffitta) che fungeva da carcere per coloni che non riuscivano a pagare o avevano commesso qualche furto vero o presunto.

Il soggiorno non era gratuito, ma a spese dei carcerati, uno dei quali, Giacomo Falce, ci lasciò addirittura la pelle. Per tre giorni vi restò chiuso anche Giuseppe Monreale, un borgese di Racalmuto che aveva avuto la disgrazia di mettersi in società con due fratelli Petrocella debitori del Trapani. Per riscuotere il debito, don Fabrizio organizzò un vero e proprio sequestro dei due fratelli.

Mentre erano impegnati nella semina, si presentarono loro cinque uomini armati che si spacciarono per guardie del capitano e incolparono i Petrocella dell’uccisione di un uomo, che -dicevano – avevano trovato poco prima. Per condurli dal capitano, che assicuravano si era fermato a guardia del morto, li attaccarono e li schiaffeggiarono, malgrado il Morreale li implorasse: “Questi non hanno fatto mali, non li stringiti di questa mala maniera“.

Del morto e del capitano ovviamente nessuna traccia, sino a quando si ritrovarono a Milocca al cospetto de Trapani e si scoprì la vera ragione della messa in scena.

Ma il Morreale pagò a caro prezzo la sua curiosità, perché don Fabrizio gli ordinò di portargli quattro buoi dei Petrocella in soddisfazione del debito e visto che si rifiutava – perché i buoi erano suoi e solo nominalmente appartenevano ai Petrocella, che avrebbero dovuto pagarglieli al raccolto – lo fece salire nella torre, ritirò la scala portatile per impedirgli la fuga e lo tenne carcerato sino a quando non si decise a firmare davanti al notaio convocato appositamente nel feudo, la cessione entro otto giorni dei buoi o il pagamento di 20 onze “e non potti fari de altra manera per nexirne“.

Ciò oltre tutto, come rilevava per casi analoghi il capitano di Sutera, era contrario alla legge che proibiva il sequestro di animali da lavoro ai massari indebitati.

Insomma per i due capitani il Trapani esercitava “una potencia absoluta, sin guardar respeto ninguno” e perciò quello di Racalmuto, mentre baciava umilmente i piedi del viceré concludeva che “sarria opera di gran pietà a cacciar il detto affittatore e farcene venire un altro quieto”.

Ignoriamo se Fabrizio Trapani sia mai stato chiamato a render conto dei suoi delitti.

E’ certo invece che con la vecchiaia egli si mise in grazia di Dio ed è altrettanto certo che il suo patrimonio – a Partinico 78 ettari di terra con 200.000 viti e oliveto, palmento per l’uva e frantoio per le olive, altri appezzamenti di terreno, una fornace, una bottega di fabbro, magazzino della saponeria, 15 case terrane, 8 solerate (ad uno o più piani), in una delle quali abitava l’arciprete, 4 botteghe, una casa con torre e baglio, un’altra casa grande, una “bottega di saponaro” e un’altra bottega al Cassaro, cioé nella strada principale della città, un’altra casa, ancora una casa  con due botteghe al Ballarò e un magazzino al molo; e infine rendite al 10% a carico del comune di Palermo e di feudatari – forniva ai Teatino, suoi eredi, una rendita annua lorda di 1.300 onze l’anno, che solo pochissimi grandi feudatari allora riuscivano a superare e che documenta i notevoli profitti realizzati dal nostro personaggio con sistemi che oggi interesserebbero sicuramente la commissione antimafia.

Ma ormai il vecchio peccatore era morto e la donazione finale ai Teatini, le altre a favore di enti ecclesiastici e di privati, i legati di maritaggio a favore di palermitani e partinicensi, il finanziamento per la costruzione del convento dei Cappuccini di Palermo ne facevano un grande benefattore per la cui anima nelle chiese del palermitano si elevavano numerose fervide preghiere.


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Visitiamo San Martino /1 | Milocca – Milena Libera (wordpress.com)

Visitiamo San Martino /2 | Milocca – Milena Libera (wordpress.com)

Visitiamo San Martino /3 | Milocca – Milena Libera (wordpress.com).

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Nuovo sopralluogo nella Zona Archeologica di Milena

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Il 15 luglio 2022 è stata disposto dall’arch. Luigi Gattuso, direttore del Parco Archeologico di Gela (al quale appartiene la Zona Archeologica di Serra del Palco) un sopralluogo per mettere in sicurezza il Villaggio Neolitico interessato nella parte più scoscesa da un movimento franoso. L’arch. Gattuso ha comunicato che, non appena sarà disposta la copertura finanziaria cominceranno i lavori.

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Più agevole l’intervento sulle Tholoi, le preziose tombe micenee, per le quali sono previsti un terrazzamento, una scala più sicura e meno impattante dell’attuale e la collocazione di cartelli descrittivi resistenti ai raggi solari e alle intemperie.

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L’idea di valorizzare la nostra Zona Archeologica è stata del gruppo consiliare “Milena Domani” che l’anno scorso, il 21 luglio 21, ha incontrato l’assessore regionale Alberto Samonà per richiamare la sua attenzione sia sulla Zona Archeologica di Milena che sulla fattoria-convento di San Martino.

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L’assessore aveva coinvolto prontamente la Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Caltanissetta.

Vogliamo le Tholoi e il Villaggio Neolitico visitati da studenti e turisti | Milocca – Milena Libera (wordpress.com)

Successivamente il 27 agosto 2021 è venuto sul posto l’arch. Carmelo Bennardo che ha poi relazionato l’assessore Samonà per stabilire il tipo degli interventi necessari e la loro copertura finanziaria.

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Il 1° Settembre veniva completata dagli operai della Forestale la scerbatura del tratto della strada Milena-Grotte che porta alle Tombe Micenee e al Villaggio Neolitico.

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Nell’inverno scorso, il 25 novembre 2021, è giunta a Milena un’équipe di esperti guidata dal direttore del Parco Archeologico di Gela Luigi Gattuso, a cui appartiene la nostra Zona Archeologica per una ricognizione.

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Il 31 dicembre 2021 si è registrato un significativo passo avanti per la Milena-Grotte: si è completato l’iter burocratico più importante e dopo il finanziamento regionale si aspetta l’appalto dei lavori.

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Nello Musumeci: impegno mantenuto! | Milocca – Milena Libera (wordpress.com)

Se tutto procederà come si spera – la burocrazia purtroppo ha i suoi tempi lenti – la nostra Zona Archeologica diventerà un gioiello fruibile anche in chiave turistica, grazie anche all’intervento sulla Milena-Grotte che è stata finanziata nel gennaio di quest’anno e aspetta di andare in gara.

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151 e 204

LA SP 151 E’ LA MILENA-GROTTE.

LA SP 204 E’ LA MILENA-BOMPENSIERE INTERNA

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Arridateci la nostra Piazza!

Alfonso Cipolla

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Questa mattina – come spesso mi accade da capogruppo di “Milena Domani”- mi sono recato in municipio. Nel corridoio, in attesa di parlare con qualcuno per avere notizie sull’ennesima “Variazione” sul Tema Piazza Garibaldi, ma sarebbe meglio scrivere Problema Piazza Garibaldi, mi sono soffermato davanti a un quadro del nostro concittadino e amico pittore Antonio Di Marco che raffigura la piazza e la chiesa principali del nostro paese.

Un olio su tela 60×80 finito il 20 febbraio 2010 e donato dal pittore all’Amministrazione comunale di allora, assieme ad altri sui quadri che -a ben guardarli oggi – oltre al pregio artistico, hanno assunto anche la funzione di testimonianza dei luoghi storici e dei tempi passati.

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12 anni dopo…

Grazie ad un sostanzioso finanziamento della Regione Siciliana, sono in corso i lavori. E’ giusto ricordare che il progetto originario è stato approvato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta a patto che si rispetti la storia dei luoghi.

Fino ad oggi, è stato un susseguirsi di lavori prima eseguiti, poi cambiati in corso d’opera: sul perimetro della piazza, sulla canonica della chiesa ma anche sui marciapiedi delle strade che contornano la piazza. Lavori in “Stile Penelope” nel senso che ciò che viene realizzato un giorno, poco tempo dopo viene eliminato e rielaborato diversamente. In base a quale criterio non è dato di sapere perché sulla piazza manca l’indispensabile l’esposizione del cartello con il progetto definitivo.

Ma è il 21 maggio 2022 che spunta la “Grande Novità”, la “variante in corso d’opera del progetto” destinata a cambiare la storia stessa della piazza.

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Si comincia a rialzare il livello della piazza.

Ne consegue la creazione di un’enorme barriera architettonica con una notevole riduzione della superficie della stessa. Completa l’opera un ingresso così piccolo da non permettere l’accesso contemporaneo a più di tre adulti. Si creano problemi ai bambini, agli anziani ai disabili. Non si prevede nemmeno una idonea via di fuga per fare sfollare la piazza in caso di urgenze…

Una risposta, anche se parziale, a queste nostre preoccupazioni che abbiamo espresso a chi di dovere ma anche pubblicamente in un video il 10 giugno – che ha superato in poche ore il migliaio di visualizzazioni –  è arrivata il giorno dopo 11 giugno quando i cittadini hanno visto “parare” le tavole per allungare gli scalini centrali per quasi tutto il lato sinistro.

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Domenica e lunedì la ditta non ha lavorato e le tavole si trovavano ancora al loro posto.

Lunedì notte comincia a circolare la voce sulla loro “sparizione” e, come sempre accade in un paese che è piccolo, la gente mormora. E c’è pure chi dubita e pensa a fake news propalate dai criticoni.

Invece questa mattina, andando sul posto… Con grande sorpresa abbiamo visto che le tavole non erano più al loro posto, sparite nottetempo! E abbiamo pensato alla famosa tela che Penelope, moglie del giramondo Ulisse, il giorno tesseva e la notte disfava per rimandare le nozze con l’antipatico e prepotente e arrogante procio.

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Ecco allora la domanda che avrei voluto fare – se ne avessi avuto la possibiità – sulla Sparizione delle Tavole: “Chi è stato?”.

E le sottodomande: “E’ opera di un addetto ai lavori” che ha il permesso di entrare e quindi degli operai della ditta? Oppure “E’ opera di operai comunali autorizzati in questo caso dal Sindaco? O invece è opera di ignoti/noti che di notte furtivamente avrebbero eliminato la “variante” sì non centrata con la piazza, ma veramente utile ad accedervi?

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Nel frattempo sul web impazzano critiche ma anche qualche proposta, molte intese a riportare indietro le lancette dell’orologio e della storia: “Ridateci la nostra vecchia Piazza” e c’è anche chi provocatoriamente evoca salviniane, salvifiche e vindici ruspe…

Mentre la società – cosiddetta –  civile e le associazioni cultural-turistiche stanno a guardare, come le stelle, le umane miserie e assistono al cambiare la storia della piazza senza battere ciglia e muovere un dito…

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Il Presidente costretto ad annullare la convocazione del Consiglio comunale del 10 giugno 2022 per indisponibilità di Segretari Comunali.

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ccIl 7 giugno scorso la segretaria comunale dott.ssa Gretel Schillaci ha comunicato di essere impossibilitata a partecipare ai lavori del tanto atteso Consiglio Comunale del 10 giugno 2022 sui problemi emersi durante i lavori di rifacimento della Chiesa Madre e della Piazza Garibaldi, finanziati dalla Regione Siciliana.

Lo stesso giorno il Sindaco Claudio Cipolla ha richiesto la sostituzione della stessa all’Agenzia Regionale Segretari Comunali e Provinciali

annulIl giorno dopo 8 giugno 2022 il Presidente del Consiglio Giovanni Randazzo ha contattato più volte telefonicamente la stessa Agenzia la quale ha confermato la mancanza di disponibilità degli interpellati.

Il Sindaco ha confermato la non disponibilità dei Segretari Comunali dalla stesso interpellati a sostituire la Segretaria Gretel Schillaci.

Successivamente la notizia è stata comunicata ai Capigruppo Consiliari dott. Alfonso Cipolla e dott. Onofrio Oliva.

Nel tardo pomeriggio l’annullamento della Convocazione del Consiglio Comunale, che si sarebbe tenuto domani 10 giugno, è stato notificato a tutti i consiglieri comunali e a tutte le altre Autorità civili e militari interessate.

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La vecchia fontana si è sgretolata

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Questa mattina, poco dopo le 9, una ventina di cittadini hanno avuto la possibilità e il privilegio di assistere ad un evento storico: la rottura della fontana. Un fatto prevedibile, in tanti lo avevano annunciato nei corridoi del palazzo municipale: sì è rimasta nel progetto, ma si romperà non appena si toccherà, avevano preannunciato personalità tecniche.

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Sul posto sono accorsi personaggi illustri, più o meno interessati al triste evento. Il concittadino  ispettore onorario della sopraintendenza ha raccolto testimonianza fotografica. Presenti sul posto anche alcuni dirigenti comunali.

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Non mancava una folta presenza di concittadini, alcuni commercianti, tanti passanti e una buona fetta di “galantuomini” che siedevano al fresco davanti il lato più ombreggiato della sede. Nella piazza “vuota” il sentimento prevalente non era comunque la tristezza per la perdita di un manufatto attorno al quale hanno stazionato molti esponenti dell’era socialista.

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Alla presenza del sindaco e delll’assessore al ramo, i resti della fontana sono stati sollevati da un potente mezzo meccanico e trasportati in un luogo indicato dai due per eventuali esami e – non si sa mai – per eventuali disperti tentativi di poterla riportare in vita!

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E fu così che la vecchia e malridotta fontana, come si vede nelle foto, ha abbandonato piazza Garibaldi che ora appare in tutta la sua nudità.

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Dopo la fontana, sono stati rimossi altri resti. Un escavatore ha divelto pure la base e i gradini della fontana. E il solito mezzo comunale li ha trasportati in un posto non molto distante. Dove e perché ve lo racconteremo domani.

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C’era una volta Robba Liuzza

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Tra le pietre di gesso può nascere un fiore…

ROBBA CASSENTI

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