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Archive for the ‘Storie di Milocca/Milena’ Category

La lapide dei Caduti

di Arturo Petix

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LA LAPIDE COMMEMORATIVA NELL’ERA FASCISTA

Il contributo di Milena alla prima guerra mondiale, col sacrificio dei suoi uomini migliori, fu piuttosto pesante; i morti e i dispersi furono 52 oltre gli invalidi e i feriti.

Gli uomini tornati dalla guerra vollero ricordare i loro compagni di lotta con una bella lapide commemorativa che avrebbero voluto sistemare nell’interno della nostra chiesa parrocchiale, ma per l’opposizione del clero di allora, venne posta nel muro esterno della chiesa, prospiciente alla piazza.

Tutto fu fatto di notte, al lume delle torce, per non svegliare il clero che si opponeva o le famiglie di parte avversa o la forza pubblica locale, la cui caserma era proprio di fronte.

Per quanto le due frazioni non formassero ancora un comune autonomo, il comitato redasse lo stesso la lapide includendovi i caduti le cui famiglie abitavano nelle due frazioni.

Questo più di ogni altra dimostrazione rende evidente la volontà comune delle due frazioni a formare un solo comune, uniti ormai da ideali e interessi identici. La lapide, scolpita nel 1920 tre anni prima che Milocca fosse un Comune autonomo, ed in relazione a quanto allora conosciuto, presenta una qualche lacuna che qui si vuole correggere, ricordando gli eroici caduti della prima guerra mondiale. Va ricordato che, mentre la media nazionale dei caduti in guerra era del 6,4 per mille, a Milocca su una popolazione di circa 3.500 abitanti si ebbero 52 caduti, pari al 15,1 per mille, superiore di quasi tre volte alla media nazionale.

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GIOVANNI CASSENTI

La posa della Lapide commemorativa dei Caduti in Guerrasul muro esterno della chiesa madre fu molto contrastata, ma alla fine fu inaugurata nel 1921 alla presenza delle autorità venute anche dai paesi vicini e alla presenza di ben 45 carabinieri reali appositamente convenuti per evitare ulteriori disordini.

In precedenza, il presidente dell’Associazione degli Ex Combattenti, Giovanni Cassenti, ideatore, promotore e inauguratore della Lapide dei 69 Caduti in Guerra, era stato tirato a viva forza fuori dalla caserma dove era stato sottoposto a fermo di polizia per avere incitato la folla e tenuto un comizio non autorizzato.

Nel 1922 veniva assolto dal Tribunale di Mussomeli dalle accuse di adunata sediziosa e comizio non autorizzato.

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Li Virgineddri

da I Ricordi di Nonna M.

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imagessPer un voto alla Madonna, una famiglia preparava un pranzo di ringraziamento.

Il pranzo era di pasta e lenticchie; per pasta si usava la “tagliarina” cioè tagliatelle strette preparate in casa.

Si invitavano quattro o sei giovani adolescenti: Le Verginelle”.

Alla fine del pranzo si dava loro un piccolo pane rotondo da portarsi a casa.

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