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Dolce Enna per i Nisseni

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Viabilità nel caos e gli Enti provinciali fanno sentire la loro voce

L’ANCE DI CALTANISSETTA   –
“Anno dopo anno, gli abitanti del “Vallone” percorrono tracciati di remota concezione, caratterizzati da geometrie oggi inaccettabili (tortuosità, pendenze elevate, carreggiata di ridotte dimensioni), subiscono anche gli effetti da uno stato dei luoghi di tipo collinare, formato da terreni del tipo limo- sabbiosi e/o limo- argillosi, aventi pendenze sensibilmente elevate e poggianti su sub-strati marnosi, gessosi e tal volta salini, la cui stabilità è facilmente alterabile in caso di particolari eventi meteorici.
E’ stato sufficiente il ripetersi di eventi piovosi copiosi ed intensi, per far sì che il “vallone” sia rimasto isolato dal resto del mondo.
L’impraticabilità dei collegamenti limita i Siciliani provocando loro un danno personale ed impoverisce ulteriormente l’economia più degradata dell’intera Europa”.   Per questi moti l’ANCE di Caltanissetta aderisce alla manifestazione che si terrà nei prossimi giorni, accendendo così dei riflettori  riguardo la viabilità  del Vallone. Distinti saluti Arch. Claudio Mingoia”-

bLA FENIMPRESE CALTANISSETTA – 

“Intervento da parte di Fenimprese, per il forte degrado in cui versano le strade che collegano i centri minori al capoluogo.

Esprimiamo il nostro disappunto, facendoci portavoce delle imprese nonché lavoratrici e dei lavoratori impiegati nei vari comparti che potrebbero dare un impulso determinante alla ripresa del territori e invece sono penalizzati da una viabilità ormai da terzo mondo.

«I tagli perpetrati dagli organi istituzionali preposti a gestire un certo tipo di attività in settori strategici come la viabilità, hanno fatto in modo che i fondi destinati al territorio siano ora utilizzati per fini lontani dai bisogni della gente –Queste nostre zone, sono martoriate dalle scelte miopi di chi non ha la minima consapevolezza della fatica che si fa per garantire una vita dignitosa alla propria famiglia».

«Chiediamo pertanto allo Stato, alla Regione e alle amministrazioni comunali di farsi portavoce del malessere che questa situazione sta generando, e insieme alle parti sociali avviare un percorso per realizzare una viabilità che permetta ai cittadini di spostarsi adeguatamente secondo le proprie esigenze, e agli imprenditori di poter operare senza costi aggiuntivi .

Non è pensabile avere strade con tempi di percorrenza che vanno dai 50 ai 30 km orari per mancanza di manutenzione. Così come non e’ pensabile che franino le strade o crollino i muri di contenimento per mancanza di manutenzione e/o monitoraggio del territorio.  Per svegliare le coscienze occorre che “ci scappi il morto” ? deve avvenire l’irreparabile? Certo che no, allora partiamo da Mussomeli e tutti insieme facciamo sentire la voce delle imprese e della gente che tutti i giorni deve percorrere quelle strade oramai non più transitabili e pericolose.”

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Conserve Doc

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Nero su bianco nella nota di aggiornamento del Def regionale, la profonda crisi dell’Isola: «Decine di migliaia di giovani vanno via ritenendo la nostra terra senza futuro». Rischio povertà, esclusione sociale e disoccupazione: praticamente nessuno è messo peggio in Europa. La Sicilia ultima in tutto, Musumeci: «E’ in corso “strage” generazionale»

La Sicilia

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La Sicilia ultima in tutto, Musumeci:«E' in corso "strage" generazionale»

In Sicilia «è in corso una “strage” generazionale» con «decine di migliaia di giovani» che «abbandonano» l’isola «ritenendola una terra senza futuro». E’ una fotografia impietosa quella che emerge dalla nota di aggiornamento del Def regionale, approvata dal governo Musumeci. Che non si nasconde: anzi rilancia mettendo nero su bianco, nel documento di programmazione economico-finanziaria, la profonda crisi che sta attraversando la Sicilia, ormai da tempo ai primi posti delle peggiori performance europee, rilanciando il tema delle riforme per uscire dal guado.

«Diplomati e laureati, il meglio delle nuove generazioni alle quali dovremmo affidare le possibilità di sviluppo, dopo esser stati educati e formati in Sicilia, con grandi sacrifici per le famiglie, affidano le speranze di lavoro all’emigrazione senza ritorno», ammette il governo.

Per il quale «sembra ormai prevalere un’irrimediabile percezione della decrescita che tracima in una vera e propria frattura del sistema del diritti di cittadinanza che si misura nel livello dei servizi pubblici i quali, nonostante la pur lievissima ripresa di Pil e occupazione, rimane drammaticamente più basso del centro-nord».

E «analoghe tendenze hanno riguardato vivibilità, ambiente, dotazione infrastrutturale, standard di istruzione, università e ricerca, efficienza dei trasporti locali, ed in particolare qualità dei servizi sanitari e cura per adulti ed infanzia».

Per il governo siciliano sono «effetti di una politica economica statale che nell’ultimo decennio ha investito sempre meno e peggio le proprie risorse al Sud, ma anche della mala amministrazione senza visione ed attenzione alle future generazioni».

sicilia20copia-7728721I dati sono disarmanti. La Sicilia si colloca al secondo posto, solo dopo l’enclave spagnola della Città Autonoma di Ceuta in Marocco, per percentuale di persone che vivono in famiglie con livello di intensità di lavoro molto basso (23,7%). Nel 2017 l’Isola ha raggiunto la peggiore performance in Europa per quota di persone a rischio povertà o esclusione sociale (52,1%) e ha anche il primato della quota di popolazione dai 15 anni in su a rischio povertà (41,3%).

Rifacendosi allo studio «Scuola e università: la grande emigrazione degli studenti siciliani», la Flc Cgil segnala che “negli ultimi 15 anni il numero degli iscritti alla scuola pubblica di ogni ordine e grado è passato da 769.111 a 642.486: una caduta che trova spiegazione nella flessione della natalità e nel fenomeno dell’emigrazione interna ed esterna, mentre i siciliani che hanno trasferito la residenza all’estero dal 2013 al 2016 sono stati quasi 38 mila. Rispetto all’anno accademico 2016/17 c’è stato un calo di 8.000 iscritti nelle università siciliane. Su un totale di 155.271 studenti, 14.248 studiano negli atenei del NordOvest, 8.945 in quelli del NordEst, 19.210 in quelli del Centro e 7.010 negli altri atenei del Sud».

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