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Archive for the ‘Protezione Civile’ Category

Stiamo attenti che qui non frana solo la strada ma rischiano anche le case

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Siccome non è la prima volta che la strada “cede” in questa zona di via nazionale e nella vicina piazza Garibaldi, secondo il parere di alcuni tecnici, sarebbe opportuno che prima di ripristinarla, si facesse un sondaggio sul terreno sia per fare lavori come si deve ed evitare altri cedimenti che per evitare danni alle abitazioni vicine.

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Sulla questione interviene il presidente dell’Ars Miccichè che propone una commissione parlamentare che si occupi del randagismo. Il sindaco Francesca Valenti, minacciata su Fb, è stata denunciata dal presidente di Aidaa. E c’è anche chi chiede le dimissioni di Cocina.

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Sale a 40 il numero dei cani avvelenati a Sciacca e diventa un caso politico

La Sicilia

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Sale a 40 il numero di cani randagi avvelenati a Sciacca E scoppia un caso politico

PALERMO – Mentre sale oltre a 40 il numero dei cani avvelenati ritrovati morti a Sciacca, il presidente di Aidaa Lorenzo Croce ha firmato questa mattina una denuncia nei confronti del sindaco di Francesca Valenti. Il sindaco è stato denunciato per violazione della legge 281/91 in quanto «primo responsabile per il benessere dei randagi presenti sul territorio comunale e della loro salute ed incolumità», per l’articolo 323 del codice penale avendo «con il suo comportamento ritardato volutamente l’emissione dell’ordinanza comunale che avvisava della presenza dei bocconi avvelenati e avendo quindi commesso abuso d’ufficio».

E i volontari dell’Enpa di Catania Adrano e Agrigento, sono andati a Sciacca, nel luogo dove, nei giorni scorsi, erano una trentina i cani morti per avvelenamento. Nell’area di capannoni dismessi, i volontari hanno trovato rifiuti, materiale di risulta e altre esche avvelenate. L’area è stata posta sotto sequestro dai carabinieri tuttavia poco o nulla è dato sapere sia sull’inizo delle operazioni di bonifica previste per legge sia sugli interventi di recupero dei randagi sopravvissuti.

«Purtroppo non ci è stata data alcuna informazione al riguardo. L’amministrazione comunale – spiega Cataldo Paradiso, presidente dell’Enpa di Catania – è assente e, a parte qualche frase di circostanza, continua a fare poco o nulla per tutelare l’incolumità dei suoi cittadini a quattro zampe, contravvenendo così agli obblighi imposti dalla legge». Secondo la normativa, infatti, il sindaco non solo è responsabile per i randagi e gli altri animali vaganti sul suo territorio – responsabilità che naturalmente comprende la tutela della loro incolumità – ma in in caso di ritrovamento di esche avvelenate deve attivare la procedura prevista dalla normativa. Che prevede, appunto, la bonifica dell’area interessata».

Il caso dei numerosi cani avvelenati a Sciacca sta anche registrando la reazione del mondo politico.  «E’ un atto gravissimo di crudeltà gratuita in dispregio del mondo animale. Non è uccidendoli che si risolve il problema dei cani randagi. Per questo motivo, è necessario istituire subito all’Ars una commissione parlamentare che studi il fenomeno del randagismo e si faccia carico di trovare soluzioni concrete». Lo dice il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè dpo che esprime solidarietà al sindaco di Sciacca, Francesca Valenti, minacciata di morte. «Sono dispiaciuto e indignato per gli atti intimidatori subiti dal sindaco a cui esprimo vicinanza, perché i primi cittadini oggi sono esposti nella trincea più difficile», aggiunge. Nei giorni scorsi Miccichè ha nominato un consulente, Giovanni Giacobbe, competente in materia di randagismo e riferimento delle principali associazioni animaliste del territorio.

«Affrontare il problema del randagismo, oggi vera e propria emergenza regionale, significa dare piena attuazione alla legge di riferimento n.15 del 2000 – spiega Giacobbe – Insieme con le principali associazioni animaliste, che hanno il polso reale del territorio, stiamo approfondendo ogni modalità di intervento, e tentando di recepire ed accorpare tutte le istanze di questi soggetti. Sarà l’occasione per tracciare il solco di una vera e propria rivoluzione culturale animalista e realizzare, anche in materia di tutela della salute pubblica, certezza di giuste regole e di altrettanti giusti diritti».

«Non ci sono parole che possano descrivere l’amarezza suscitata dalle immagini dei cani ritrovati senza vita a Sciacca

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Unire le forze positive per risolvere il problema dei rifiuti

Nello Musumeci

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morGiornata intensa di lavoro sabato sulla tematica dei rifiuti.

La mattinata è iniziata con un sopralluogo a Bellolampo, insieme a Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo, per rendermi conto personalmente della situazione della discarica.

Poi un vertice d’urgenza a Palazzo d’Orleans con l’assessore regionale del Territorio e ambiente, Toto Cordaro.

La Sicilia sta attraversando un momento drammatico e abbiamo il dovere di dare risposte immediate ai cittadini siciliani, recuperando il gravissimo ritardo accumulato negli anni. A tal proposito, giovedì prossimo sarò ricevuto dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, per informarlo della situazione siciliana e chiedere alcuni poteri straordinari per risolvere il problema in tempi celeri.

1.jpgHo chiesto al sindaco Orlando, anche nella qualità di presidente dell’Anci Sicilia di sensibilizzare tutti i primi cittadini dell’Isola, affinché potenzino, o attivino in alcuni casi, la raccolta differenziata, che, oltre a far diminuire la quantità di rifiuti che viene conferita in discarica, comporta anche una riduzione dei costi per gli utenti.
Dobbiamo, inoltre, superare le fallimentari Srr, facendo transitare le competenze in capo alle tre Città metropolitane e ai sei Liberi consorzi di comuni. Non sarà semplice, ma sono convinto che troveremo in Parlamento tutta la sensibilità necessaria per voltare finalmente pagina.

 

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Milena, scoperta gigantesca discarica abusiva

La Sicilia

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Cattura.PNGLa Guardia di Finanza ha trovato una ingente quantità di amianto, ma anche materiale di risulta, gomme e carcasse di auto

 

Lo scenario di degrado e di abbandono che si è materializzato alla vista degli operanti è stato qualcosa di inimmaginabile.

Rifiuti di qualsiasi genere, anche pericolosi, hanno invaso e si sono sostituiti alla vegetazione e alle rocce di queste aree collinari.

Oltre ad un’enorme quantità di eternit, sono state rinvenute, infatti, delle carcasse di autovetture, gomme di auto, materiale da risulta, elettrodomestici, vetro, plastica ed altro ancora.

L’intera area adibita a discarica abusiva è stata delimitata e sottoposta a sequestro penale in attesa dell’avvio delle operazioni di bonifica.

 

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Chi brucia … e a chi brucia!

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In queste serate, nonostante il freddo pungente, ci siamo ritrovati fuori e non abbiamo potuto fare a meno di notare che qualcosa è cambiato. Non si tratta della magia del Natale che si avvicina, ma di qualcosa più banalmente ascrivibile all’aria in sé.

Vabbè non vogliamo dilungarci molto sulla questione … dai sveliamo subito che si tratta di un odore molesto che ci ha avvolti e sopraffatti. Sulle prime ci siamo chiesti di cosa diavolo fosse, ma in seguito abbiamo realizzato che l’olezzo che ci stava praticamente “impuzzando”, vestiti, capelli … tutto … era proprio un puzzo simile alla diossina.

Ok, abbiamo pensato, sarà una coincidenza, sarà qualcosa di eccezionale, di straordinario, di … eh no! Nei giorni seguenti, senza peraltro esserci messi di puntiglio ad “osservare” la questione, ci accorgiamo che intorno alle 19,00 ci ricapita la stessa cosa dei giorni precedenti. Cattivo odore nell’aria!

Non è stata una coincidenza, realizziamo in un battibaleno che davvero l’aria è cambiata. Per farla brevissima: in mattinata, l’aria che respiriamo fuori, sembrerebbe pulita o quanto meno non sentiamo niente di particolare, nel pomeriggio, ma soprattutto in serata tutto cambia.

Cos’è? Di cosa si tratta? Cosa accade in paese?

Detto fatto, ci rendiamo subito conto che le abitudini della gente sono cambiate a discapito di altri. Purtroppo!

In parole povere, ma molto poverelle sembrerebbe, e il condizionale è un obbligo, che ci sia l’uso di molte stufe a pellet/legna o qualcosa del genere, che permetterebbero sì di scaldare le varie famiglie che ne fanno uso, ma nello stesso tempo, probabilmente un improprio uso delle stesse, produrrebbe una serie di gas nocivi (?) all’ambiente … data la puzza che si sente dopo le 19,00, ovvero dopo, presumibilmente, aver acceso in massa le stufe incriminate.

Noi non siamo contrari alle alternative che ognuno vuole usare per riscaldarsi in casa propria, ma vorremmo sapere, quanto e se sia normale che gli altri, debbano sentire obbligatoriamente questo fetore? Vorremmo capire se tali combustibili sono inquinanti o cancerogeni … Vorremmo capire se vengono bruciati soltanto materiali “autorizzati” oppure qualcuno adopera impropriamente le stufe per smaltire rifiuti di quotidiano accumulo …

Nei fumi rilasciati dai caminetti e delle stufe locali c’è qualcosa che non quadra e a noi, non sembra affatto qualcosa di buono … a chi dobbiamo rivolgerci, al buon senso oppure all’ Arpa? È mai possibile che in questo “benedetto” paese nessuno parla, se non dietro le quinte? È mai possibile che nessuno si accorge che i gas prodotti potrebbero essere estremamente pericolosi, e non solo per chi ha problemi respiratori, ma perché perfino cancerogeni?

In Italia ci sono moltissimi comuni in cui è vietato l’uso di un certo tipo di stufe … come mai qui dobbiamo essere costretti a non poter uscire la sera e respirare aria pulita?

Nessuno si accorge di tutto questo, nessuno vigila, nessuno … e d’estate c’è chi organizza falò in pieno centro sotto l’indifferenza totale degli addetti al controllo, e d’inverno l’aria è ancora più irrespirabile e non c’è un’anima che fiata … diteci cosa dobbiamo fare per poter tentare di vivere in un paese civile!

Ritornando ai concittadini che usano la stufa come se fosse una discarica, vogliamo invitarli a smettere e a riflettere che stanno immettendo nell’aria sostanze nocive anche per se stessi e i propri figli … non è che rimanendo in casa loro ne rimangono immuni …

Noi nel frattempo inviteremo l’Arpa e l’ASP ad intervenire visto che non “brucia” né ai diretti interessati né ai responsabili competenti.

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La disavventura di un cittadino qualsiasi che, avendo la casa piena di rifiuti, non aspetta il turno di ritiro e li porta all’isola ecologica…

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Di buon mattino, avendo la casa piena di rifiuti un po’ maleodoranti nonostante  tenuti in un contenitore, li metto in macchina per portarli all’isola ecologica. Già all’entrata dell’isola si notano sacchetti abbandonati…

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Scendendo si è accolti da una puzza insopportabile. Pensiamo alle sofferenze degli addetti alla raccolta dei rifiuti costretti a lavorare in quest’ambiente…

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Ma quello che c’è lì dentro si può descriverlo solo con una parola: schifo! Le foto parlano chiaro, ma non possono dir nulla sul fetore nauseabondo…

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