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Archive for the ‘Giovani’ Category

La Regione rivendica i suo ruolo e le somme per il Sud

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DRAIl Presidente del Consiglio, Mario Draghi ha firmato il Dpcm con le modalità di verifica del possesso delle certificazioni verdi Covid-19 in ambito lavorativo.
Il decreto interviene per fornire ai datori di lavoro pubblici e privati gli strumenti informatici che consentiranno una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni.

Le verifiche potranno avvenire attraverso:

  • – l’integrazione del sistema di lettura e verifica del QR code del certificato verde nei sistemi di controllo agli accessi fisici, inclusi quelli di rilevazione delle presenze, o della temperatura;
  • – per gli enti pubblici aderenti alla Piattaforma NoiPA, realizzata dal Ministero dell’economia e delle finanze, l’interazione asincrona tra la stessa e la Piattaforma nazionale-DGC;
  • – per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti, sia privati che pubblici non aderenti a NoiPA, l’interazione asincrona tra il Portale istituzionale INPS e la Piattaforma nazionale-DGC;
  • – per le amministrazioni pubbliche con almeno 1.000 dipendenti, anche con uffici di servizio dislocati in più sedi fisiche, una interoperabilità applicativa, in modalità asincrona, tra i sistemi operativi di gestione del personale e la Piattaforma nazionale-DGC.

Scatta l’obbligo del Green pass

Dal 15 ottobre sarà obbligatorio il Green Pass sui luoghi di lavoro. Occorrerà quindi mostrare di esserne in possesso e per facilitare il flusso di entrata e uscita. Senza certificato i lavoratori dovranno essere allontanati. Ogni giorno di mancato servizio è considerato assenza ingiustificata, in nessun caso è previsto il licenziamento.

controllo greenpass

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, su proposta del Ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e del Ministro della salute, Roberto Speranza, ha adottato con Dpcm le linee guida relative all’obbligo di possesso e di esibizione della certificazione verde Covid-19 da parte del personale delle pubbliche amministrazioni, a partire dal prossimo 15 ottobre.

“Con le linee guida sul Green pass, adottate oggi dal presidente Draghi con Dpcm, e con il mio decreto sul rientro in presenza, si completa la cornice per garantire dal 15 ottobre il ritorno della Pubblica amministrazione alla sua piena operatività, a partire dagli sportelli e dal back office”. Lo sottolinea il ministro della P.A. Renato Brunetta.

Il Governo nel Dpcm prevede l’utilizzo di un pacchetto di sviluppo per applicazioni, rilasciato dal Ministero della Salute con licenza open source, che consente di integrare nei sistemi di controllo degli accessi, inclusi quelli di rilevazione delle presenze, le funzionalità di verifica della Certificazione verde Covid-19, mediante la lettura del QR code.

In attesa della piattaforma vale anche il cartaceo

“Nelle more del rilascio e dell’eventuale aggiornamento delle certificazioni verdi Covid-19 da parte della piattaforma nazionale Dgc, i soggetti interessati possono comunque avvalersi dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta che attestano o refertano” una delle condizioni per il rilascio della certificazione verde (vaccinazione, avvenuta guarigione o effettuazione del tampone)”.

App per verifiche Green pass, vietato conservare il Qr code

Controlli con la App, quotidiani e a rotazione in modo da coinvolgere tutto il personale, niente contribuiti e ferie oltre allo stipendio per chi non ha il certificato verde e risulta assente, divieto per le aziende di conservare il Qr code dei dipendenti, che arriverà anche per chi è esentato per motivi di salute dal vaccino. E ancora, verifiche anticipate non oltre le 48 ore in caso si debbano organizzare turni di lavoro e possibilità per chi si è immunizzato all’estero con i vaccini autorizzati di avere la certificazione.

Con l’entrata in vigore dell’obbligo del green pass in tutti i luoghi di lavoro alle porte, arrivano i Dpcm che integrano il decreto che ha introdotto l’obbligatorietà e definiscono le regole con le quali milioni di italiani – dipendenti pubblici, privati e autonomi – conviveranno da venerdì.

Due sono i provvedimenti adottati da palazzo Chigi e firmati dal presidente del Consiglio Mario Draghi: il primo, su proposta dei ministri della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e della Salute Roberto Speranza, riguarda le linee guida relative all’obbligo della certificazione nella pubblica amministrazione; il secondo, su proposta del ministro dell’Economia Daniele Franco, di quello dell’innovazione tecnologica Vittorio Colao e dello stesso Speranza, introduce una serie di strumenti informatici che consentiranno una verifica automatizzata del possesso delle certificazioni.

Polemica sulla circolare per i portuali

Misure alle quali se ne aggiunge una terza, una circolare – anzi due – del Viminale sulla possibilità per le aziende portuali di offrire gratis i tamponi ai propri dipendenti. Nella prima, il capo di gabinetto del ministero, per evitare che si blocchino i porti in caso di un alto numero di dipendenti senza il green pass, “raccomanda” ai prefetti di “sollecitare” le aziende affinché valutino la possibilità di mettere a disposizione gratis i tamponi. Una formula ambigua, soprattutto su chi – nel caso – dovesse pagare i test, che ha richiesto una seconda circolare.

Le aziende “potranno valutare, nella piena autonomia, ogni possibile modalità organizzativa ai fini dell’acquisizione del green pass da parte dei dipendenti sprovvisti”. In caso decidessero di farlo, il costo sarebbe dunque a carico loro e non dello Stato. La circolare apre comunque un caso ed infatti i sindacati ne hanno subito approfittato per chiedere l’estensione della richiesta a tutto il settore dei trasporti.

Quanto alle linee guida della Pa – sulle quali c’è il via libera del Garante della Privacy – il Dpcm ribadisce che l’obbligo del pass (vale anche quello cartaceo) riguarda tutti i dipendenti pubblici ma anche quelli delle imprese dei servizi di pulizia, ristorazione, manutenzione e rifornimento dei distributori automatici, i consulenti, i collaboratori, i frequentatori di corsi di formazione, i corrieri, i visitatori. Esclusi invece gli utenti.

Chi non ha il pass deve essere allontanato subito e ogni giorno di mancato servizio è considerato assenza ingiustificata (con le giornate festive e non lavorative che rientrano nel conto). Lo stipendio viene sospeso fin dal primo giorno di assenza ma “in nessun caso” si può essere licenziati. Nel periodo d’assenza, inoltre, non maturano né contributi né ferie.

E se la mancanza del dipendente dovesse comportare “un’interruzione di un servizio essenziale”? L’amministrazione, dice il Dpcm, può stabilire una convenzione con altri enti oppure utilizzare la mobilità interna tra uffici o aree diverse.

Ma come funzionano i controlli? Devono essere fatti ogni giorno, all’accesso in ufficio o anche successivamente, a tappeto o a campione in una misura non inferiore al 20% del personale in servizio e assicurando una rotazione costante. Per evitare ritardi e code all’ingresso, i datori di lavoro potranno stabilire una maggiore flessibilità negli orari di ingresso e d’uscita. Per le verifiche potrà essere utilizzata la App ‘VerificaC19’ oppure i nuovi strumenti previsti dal Dpcm, che consentiranno una verifica “quotidiana e automatizzata” rilevando solo il possesso del pass e nessun alto dato del dipendente.

Sarà possibile integrare il sistema di lettura del Qr code con i tornelli o con gli apparecchi per la rilevazione della temperatura già presenti nelle aziende e i software dialogheranno – con un’interazione asincrona – direttamente con la piattaforma nazionale che rilascia il green pass: attraverso ‘NoiPa’ per gli enti pubblici che aderiscono a questa piattaforma o con il portale Inps per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti, sia pubblici che privati o, infine con i sistemi informativi di gestione del personale per quelle amministrazioni pubbliche che hanno almeno mille dipendenti.

Ma il Dpcm che modifica il decreto sull’obbligo del pass chiarisce anche altri due aspetti non secondari:

  1. per il datore di lavoro, pubblico e privato, c’è “l’esplicito divieto” di conservare i Qr code delle certificazioni
  2. né è possibile “in alcun caso” raccogliere i dati dei dipendenti “salvo quelli strettamente necessari” all’applicazione delle sanzioni.

Inoltre, sarà possibile richiedere il pass in anticipo al dipendente in caso si devono programmare turni aziendali, ma questo anticipo dovrà essere “strettamente necessario e comunque non superiore alle 48 ore”.

Il Green Pass copre anche gli italiani vaccinati all’estero

L’ultimo Dpcm, ‘copre’ anche gli italiani che si sono sottoposti a  vaccinazione all’estero, a lungo rimasti in un ‘limbo’ normativo.

LINEE GUIDA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

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Ci sono sindaci che si limitano a protestare e sindaci, come quelli dell’agrigentino, che vanno alla Regione, incontrano l’assessore regionale e ottengono risultati!

nota stampa del sindaco Maria Grazia Brandara

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naroIl sindaco di Naro Maria Grazia Brandara dichiara: ”Stamattina sono stata all’assessorato regionale per le autonomie locali ed ho incontrato l’assessore Marco Zambuto ed il suo capo di gabinetto Silvio Cuffaro.

L’assessore Zambuto ha comunicato che la Regione effettuerà un monitoraggio sulla spesa sostenuta nell’anno 2019 per il trasporto studenti pendolari.

Fermo restando quel tetto di spesa, l’assessore ha assicurato che potranno essere erogati contributi anche a quelle famiglie, il cui reddito ISEE supera i 10 mila euro.”


ESCLUSIONE DAI FONDI PNNR PER PROGETTI IRRIGUI

La Sicilia non può essere condannata alla desertificazione

Giusy Savarino

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244672847_1505155353172968_4591397363641385461_nIn III Commissione ARS – Attività Produttive abbiamo affrontato la questione del mancato finanziamento nel PNRR dei progetti irrigui in agricoltura, presentati dalla Regione siciliana.
Nel corso della seduta, a cui ha preso parte l’Assessore regionale all’agricoltura On. Toni Scilla, una delegazione di deputati nazionali, oltre ai dirigenti e tecnici di settore, si è fatta chiarezza sulle motivazioni soggiacenti ai ben 31 progetti dichiarati inammissibili.
Appare evidente che i problemi hanno una duplice natura.
L’una prettamente burocratica, relativa alla paventata assenza di alcuni requisiti tecnici, che invece i progetti siciliani possiedono, verosimilmente imputabile a errori della piattaforma su cui vengono caricati i dati, per cui confidiamo in un reintegro a seguito di più attenta istruttoria. In alcuni la carenza di studi di settore, molto onerosi per i consorzi di bonifica, speriamo possano essere integrati una volta riconosciuto il finanziamento.
L’altra di natura politica, che richiede una interlocuzione serena con il Ministro Patuanelli, è connessa ad alcuni parametri e relativi punteggi assegnati, che rischiano di penalizzare le aree in via di desertificazione, come la Sicilia, a favore di aree che subiscono il fenomeno solo della siccità estiva.
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savarinoUn danno incalcolabile per tanti territori, penso, tra gli altri, al presentato progetto di canalizzazione che interessa il territorio compreso tra la diga Gibbesi e la Piana Licata, per noi prioritario tanto quanto gli altri presentati sulla provincia di Agrigento, 6 in tutto, da Ribera a Licata.
Dalle parole del Ministro abbiamo appreso, poi, che alcuni progetti sono stati dichiarati non idonei perché già oggetto di altro finanziamento.
Mi chiedo, allora, come mai ciò è stato possibile nei trasporti per i progetti RFI già finanziati e poi inseriti nel PNRR. Ci hanno spiegato che si acclarava la tempistica e che le risorse liberate sarebbero rimaste in Sicilia per altri progetti. Come mai in agricoltura la ratio cambia ed è motivo di esclusione?
La mia attenzione è massima affinché questa e altre domande possano trovare una risposta esaustiva a tutela dell’intero comparto agricolo siciliano che da tempo invoca supporto per il potenziamento delle reti irrigue e delle infrastrutture connesse.

#ARS #PNRR #settoreagricolo 💦

Sindaci della provincia di Agrigento a Palermo faccia a faccia con l’assessore Scilla

ENZO MINIO

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OIP (2)Una delegazione di sindaci e di amministratori comunali agrigentini, guidati dal sindaco di Ribera Matteo Ruvolo, ricevuti a Palermo dall’assessore regionale Scilla per esaminare la situazione dell’esclusione da parte del ministero dei 31 progetti irrigui siciliani che dovevano essere finanziati con i fondi europei del PNRR.

La bocciatura delle progettualità, per usufruire dei fondi del PNRR, – dicono i sindaci – getta nello sconforto decine e decine di migliaia di agricoltori agrigentini che speravano nel rinnovo delle vecchie reti irrigue, diventate colabrodo, e  nell’immagazzinamento di altri milioni di metri cubi d’acqua con le interconnessioni.

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Bocciato il PNRR siciliano, no a 31 progetti su 63, in fumo 360 milioni di euro

di Manlio Viola
 

fondi-europeiRoma dice no alla programmazione di spesa della Sicilia e adesso rischiano di andare in fumo oltre metà dei fondi del Piano di ripresa e resilienza destinato alla Sicilia. Sono ben 31 i progetti bocciati sui complessivi 63 presentati.

Flop dei progetti siciliani giudicati inammissibili

Il flop dei piani siciliani giudicati incoerenti con la spesa arriva nel settore agricoltura e infrastrutture irrigue dove i progetti erano 32 (63 complessivamente nel settore agricoltura) e 31 di questi non sono stati presi in considerazione.

OIP (2)Conferme e proteste dal governo regionale

“Apprendiamo dal Mipaaf che solo 31 dei 63 progetti presentati dalla Sicilia sono stati presi in considerazione attraverso il decreto di approvazione degli elenchi dei progetti ammissibili e non ammissibili a finanziamento con fondi afferenti al PNRR per investimenti nella resilienza dell’agrosistema irriguo.

E questo lo dice lunga sulla recidiva ostilità di Roma nei confronti della agricoltura siciliana” conferma l’assessore regionale all’Agricoltura e sviluppo rurale, Toni Scilla.

paIl Ministro Patuanelli nemico della Sicilia

Un vero flop di fronte al quale la regione protesta “Con quale criterio e come si è proceduto alla selezione? È chiaro che qualcosa non quadra. Il Ministro Patuanelli scade in valutazioni sommarie a tutto svantaggio della Sicilia, e non è la prima volta che lo fa.

Ricordiamo – uno dei tanti esempi che potrei citare – il tentativo di scippare fondi del PSR. Un atteggiamento ostile, che registriamo per l’ennesima volta, e che ci porterà ad effettuare le dovute verifiche e valutazioni.

Quanti si stanno esibendo, con prontezza sospetta, in note e comunicati che di fatto esultano per l’ennesima ingiustizia romana nei confronti del Sud e della Sicilia, farebbero bene – da compagni di partito dello stesso ministro – a indirizzargli pressanti richieste di spiegazioni. Non meritano risposta perché – conclude Scilla – con incosciente sfrontatezza, remano contro gli interessi dell’Isola e dei siciliani”.

euroMa dall’opposizione piovono una sequenza di critiche feroci, invece, al governo regionale.

“A disposizione in questo ambito, strategico per l’economia dell’Isola, ci sono complessivamente 1,6 miliardi di euro. Il primo di ottobre il ministero delle politiche agricole ha reso noto il decreto con l’elenco delle infrastrutture irrigue ammissibili: sono 149 in tutta Italia, nessuno dalla Sicilia. Bocciati sonoramente i 31 progetti dell’Isola, un altro grande traguardo da ascrivere all’inadeguatezza del governo guidato da Nello Musumeci” dice il segretario regionale del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, a margine del sopralluogo alla zona industriale di Lentini, in provincia di Siracusa, insieme al sottosegretario Giancarlo Cancelleri e al candidato sindaco di Lentini, Rosario Lo Faro.

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Mance da tassare, Fisco-vampiro in Italia: la clamorosa decisione della Cassazione

fiLe mance fanno parte del reddito e quindi vanno tassate.

È questa la clamorosa decisione della Cassazione, che ha dato ragione alle pretese dell’Agenzia delle entrate nei confronti di un contribuente di Sassari.

Il lavoratore, capo del ricevimento in un albergo, è finito nel mirino del fisco per non aver dichiarato oltre 73mila euro di entrate, frutto delle mance accumulate durante l’anno.

Condannato in primo grado, il contribuente è stato invece assolto dalla Commissione tributaria regionale, secondo cui in base al testo unico delle imposte sui redditi, avendo natura aleatoria e non essendo erogate dal datore di lavoro, le mance non gonfiano l’imponibile.

Diversa la posizione della Cassazione. Le somme percepite a qualsiasi titolo in relazione ad un rapporto di lavoro subordinato, ha sentenziato la suprema corte, rientrano nel reddito sottoposto a tassazione. Attenzione, perché non si tratta solo di soldi. Il fisco può applicare i suoi balzelli su tutti gli introiti che derivano dal proprio lavoro, in denaro o in natura. Insomma, bisogna pagare le tasse anche sui regali.

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Tanti temi e molto interessanti

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consiglio primo 2018Sette argomenti, molto interessanti la nostra comunità nel consiglio comunale che si terrà alle 19,30 di martedì 5 ottobre.

Al primo punto la solita approvazione dei verbali della seduta precedente con la nomina degli scrutatori.

Al secondo punto si affronta un tema di rilevanza nazionale relativo ad una applicazione del Green Pass anche nelle pubbliche amministrazioni.

cc3Al terzo punto c’è la proposta di approvare la Convenzione per la Gestione Associata dei Sevizi e degli Interventi Socio Sanitari Distrettuali così come proposta dall’Assessorato Regionale della Famiglia che raccoglie 11 comuni compreso il nostro.

Al quarto punto c’è il problema del trasporto degli studenti pendolari che in atto sarà gratuito solo a quelli che hanno una Isee di 10.633 euro con un Appello al Presidente della Regione e alla sua Giunta per estenderlo e trovare altre soluzioni possibili.

OIP (2)Al settimo punto, sullo stesso argomento si discuterà la mozione del gruppo consiliare “Milena Domani” al fine di chiedere l’intervento congiunto di Stato, Regione e Comune di Milena per assicurare il pieno diritto allo studio e per evitare la dispersione scolastica attraverso un contributo adeguato e assegnato in modo proporzionale alla dichiarazione dei redditi.

Al quinto punto un’altra mozione del gruppo “Milena Domani” per la realizzazione di un progetto inteso alla sistemazone della strada provinciale Sp 151 Milena-Grotte, nel tratto nisseno a partire da Masaniello.

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Al sesto punto un altra mozione del gruppo “Milena Domani” che chiede l’immediata applicazione del Baratto Amministrativo per consentire ai soli cittadini che non sono ingrado di pagare la tassa rifiuti di estinguere il loro debito facendo dei lavori utili al paese e protestare contro la norma che prevede che i cittadini in regola con il pagamento di dovere la Tari anche per quanti non lo hanno fatto.

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Musumeci: «Niscemi non poteva restare senza Commissariato di Polizia»

GIUSEPPE VACCARO

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musumeci-1280x720Soddisfazione per il finanziamento dei lavori che consentiranno l’adeguamento degli attuali locali che ospitano l’Ufficio tecnico comunale per trasformarli in Commissariato di Polizia.

È stata la giunta regionale a stanziare oltre due 2 milioni di euro per la ristrutturazione dell’immobile, con il Governo Musumeci che ha accolto le istanze provenienti dal prefetto Chiara Armenia e dal questore Emanuele Ricifari, condivise dal sindaco Massimiliano Conti e dal presidente del Consiglio comunale Fabio Bennici.

«Non possiamo permetterci – afferma il presidente della Regione, Nello Musumeci – che Niscemi possa rischiare di restare senza un presidio delle forze dell’ordine. Ecco perché, pur non essendo di diretta competenza della Regione, abbiamo voluto dare subito seguito alla richiesta, stanziando le risorse necessarie a garantire la permanenza del posto di polizia».

niL’attuale sede del Commissariato, infatti, è inadeguata e sottoposta a procedura di sfratto. Il prefetto e l’amministrazione comunale hanno individuato un edificio del Comune, in piazza Gaetano Scirea, come possibile nuova sede, ma servono interventi di adeguamento sismico e miglioramento funzionale. Il ministero dell’Interno, però, non può intervenire su immobili che non siano di proprietà dello Stato, pertanto il prefetto si è rivolto al presidente della Regione chiedendo di sostenere i costi, quantificati in circa 2,1 milioni di euro in base al progetto redatto dai tecnici comunali e valutato positivamente dal Servizio logistico e patrimoniale della polizia.

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La minoranza per il diritto allo studio e il sostegno alle famiglie più bisognose, contro la dispersione scolastica

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Finanziata la riqualificazione del campo sportivo comunale “Tomaselli” di Serradifalco

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BURUna bella notizia per la comunità di Serradifalco. Il dipartimento per lo Sport del Governo, nell’ambito del bando pubblico “Sport e Periferia”, ha finanziato il nuovo campo sportivo comunale di via Chiarelli. A renderlo noto è stato il sindaco Leonardo Burgio.

Il finanziamento dell’opera è di 700 mila euro a cui si aggiungerà il 10% di cofinanziamento da parte del Comune di Serradifalco di 70 mila euro, per un totale di 770 mila euro.

staSi tratta di un finanziamento destinato a dare un volto nuovo allo stadio comunale “Marco Tomaselli”.

Tra gli interventi previsti c’è l’allargamento a 63 metri, un manto erboso con sistema misto, cioè con erba naturale e sintetica. Sarà rifatta la recinzione e cinta muraria, sarà messo a punto un impianto di irrigazione con 24 augelli collegati al pozzo centrale della vicina villetta comunale “Vittime della mafia”. Previsto anche un impianto di drenaggio.

Oltre a tutta una serie di altre opere destinate a rivoluzionare l’aspetto del campo sportivo comunale facendolo diventare un autentico gioiello calcistico e sportivo.

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Il caro-trasporto dei pendolari

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OIP (2)Molte famiglie di Milena stanno avendo seri problemi economici per il trasporto degli studenti pendolari.

Tante le iniziative in corso per cercare di risolvere il problema e trovare una soluzione che consenta a tutti di esercitare il diritto allo studio senza che le famiglie degli studenti pendolari debbano sostenere spese particolarmente gravose.

firmrLa prima iniziativa proposta da Guido Ferlisi ed Enzo Nicastro è una petizione popolare sia on line che accompagnata da una raccolta di firme indirizzate al Presidente della Regione, al Presidente dell’Assemblea Regionale, all’Assessore regionali all’Istruzionea a quello alle Autonomie locali e al Prefetto di Caltanissetta.

La seconda iniziativa è quella dei consiglieri comunali del gruppo “Milena Domani” che hanno proposto una mozione perché nel prossimo consiglio comunale si affronti tutta la problematica del trasporto scolastico al fine di cercare di trovare la soluzione più giusta al problema, coinvolgendo sia la Regione che il Comune di Milena.

gruppo tavolo2Alla Regione si chiede l’innalzamento dell’Isee che garantisce il trasporto gratuito solo alle famiglie con l’indicatore non superiore a 10.632,94 euro al fine di esentare quante più famiglie dalle spese di trasporto. In alternativa la divisione in diverse fasce di reddito che permettano l’erogazione del contributo per il trasporto in modo proporzionale, per esempio che parta dal 90% per poi scalare in base all’aumento del reddito.

Al Comune di Milena si chiede – in attesa della risposta della Regione – un intervento suppletivo perché da subito distribuisca alle famiglie degli studenti pendolari un “contributo anticipato” per l’anno scolastico in corso per aiutare a sopportare le notevoli le spese di trasporto le famiglie, specialmente quelle meno agiate e con più di un figlio pendolare,

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