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Archive for 7 dicembre 2014

IL SORGERE DELLE ROBE A MILOCCA

di Arturo Petix

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Arturo Petix

Arturo Petix

petix A da milocca a milenaCome abbiamo visto in precedenza, il vecchio Casale di Milocca, come del resto la maggior parte dei Casali delle nostre parti, scompare tra la fine del 1300 e la prima metà del 1400; alcuni dei vecchi Casali a poco a poco si ridussero ad una semplice Masseria del feudo, altri, come il nostroi, scompare del tutto. La popolazione emigra altrove, in genere nei centri maggiori dove si hanno migliori condizioni di vita, da noi è da ritenere che si sia trasferita a poco a poco nelle robe che andavano sorgendo nel territorio.

Ma la scomparsa di tanti Casali, ed il coseguente abbandono dell’agricoltura finirono col generare in Sicilia un periodo di miseria tra i più tristi della nostra storia e contro il quale non era possibile alcun rimedio. La fame divenne un fenomeno ricorrente specialmente nella seconda metà del 1600, spesso accompagnata dalla peste e di altri mali.

rob1Nel 1575 la fame la sua comparsa in Sicilia accompagnata dalla peste, poi sempre accompagnata dalla peste nel 1591 e nel 1952. Il prezzo del grano, che in tempi normali era di una onza e dieci grana la salma, saliva anche a otto e anche dieci onze la salma con conseguenze terribili tra la popolazione più povera. Dalle campagne affamate si fuggiva verso la città nella speranza di trovafre lì il pane, e la miseria diveniva più grave sia per l’abbandono delle campagne qaunto per il sovraffollamento delle città stesse. Nella città di Palermo, in tale ultimo anno di fame si contarono ben tredicimila morti per denutrizione, la gente mangiava di tutto ed era peggio. E poi la fame ritornò nel 1503 e ancora nel 1607.

SAN MARTINO 126Conseguenza naturale della fame era il banditismo, bande armate scorazzavano per le campagne e i paesi minori, rubando, ammazzando, taglieggiando, sotto gli occhi impotenti della legge. Tra il 1559 e il 1560 agiva, nelle nostre parti, la banda di Vincenzo Agnello, una specie di bandito gentiluomo, che rubava ai ricchi e aiutava i poveri. Ma tutte le bande nate dalla miseria hanno questo programma, e in realtà restano sempre bande e il male che generano è sempre più grande del bene.

La banda Agnello si distense per la sua ferocia e la sua crudeltà: l’agnello era un capo di grande astuzia ma tanto efferato che gli stessi compagni di arme che avrebbero dovuto combatterlo, ne avevano un tale terrore che spesso scappavano proma che lui arrivasse. I capitani di questi preferirono farselo amico più che combatterlo, e il danno finì per cadere sulla popolazione più povera e indifesa, come sempre avviene.

rob2In tali tristi condizioni la “roba” dovette sistemarsi a difesa. Le abitazioni dei coloni sorgevano attorno ad un cortile e la sera era un piccolo mondo chiuso sempre pronto a tutte le necessità e i pericoli. Si venne a creare un tipo di colono audace, forte, coraggioso, pronto a tutte le evenienze della vita, capace di contare principalmente su se stesso ma anche sulla collaborazione degli altri gruppi di tutte le robe della zona.

Il rimedio a tanti mali poteva essere un ritorno alla terra ed il sorgere di nuovi centri abitati, dove regnava il latifondo. Il re Filippo III con una sua prammatica imponeva che almeno un terzo delle terre doveva essere coltivato; concesse, nello stesso tempo, delle prerogative particolari per i baroni possessori di terre abitate. Fu così che i feudi cominciarono a popolarsi.

  • fattoria-monastero San Martino

    fattoria-monastero San Martino

    Nel 1583 Don Pietro Campo fondava Campofranco nel feudo di Fontana di Rose e nello stesso anno Donna Francesca Lercara e Ventimiglia fondava Lercara Friddi nel suo feudo de Li Friddi. Fu una vera gara di nuove fondazioni di comuni, si cui citiamo solo quelli della nostra zona.

  • Nel 1684 veniva fondata Castrofilippo; poi tra la fine del 1600 e i primi del 1601 veniva fondata Vallelunga.
  • Nel 1606 Don Diego Naselli fondava Aragona nel feudo di Diesi.
  • Nel 1609 Don Nicolò Galletti di Fiumesalato fondava San Cataldo.
  • Nel 1629 Don Giovanni Vincenzo Maria Termini fondava Casteltermini nel suo feudo di Cuddia.
  • Nel 1630 Don Ottavio Lanza e Barresi fondava Bompensiere nel feudo del Nadoro.
  • Nel 1635 Don Francesco Spadafora fondava Acquaviva Platani nel suo feudo di Machinesi e nello stesso anno Don Diego Aragona Cortes fondava Montedoro nel feudo di Balatazza.
  • Nel 1666 nasce San Biagio Platani.
  • Nel 1696 nasce Ioppolo Giancaxio.

Nel sorgere di tanti comuni nuovi in cui i vari Baroni, per meglio attirare i nuovi abitanti concedevano delle esenzioni particolari, si creava una categoria particolare di nuovi abitanti, i quali andavano in un altro paese di nuova fondazione quando le franchigie del primo finivano.

milena-paese-delle-robbeMa nel sorgere di tanti vecchi centri abitati e di nuovi, il Casale di Milocca non risorge; al suo posto sorgono le robe nei vari punti del feudo. Milocca diviene nel corso del 1600 una fertile terra di espansione agricola.  Sorgono vigneti, oliveti, mandorleti, le robe si popolano e si esapndono. I cassinensi largheggiano in concessioni di terre agli abitanti dei nuovi e dei vecchi comuni che le richiedono, essi vanno a lavorare le loro terre, piantano vigneti ed oliveti, rimoschiscono le zone di collina con querceti.

La roba diviene il simobolo di questa particolare colonizzazione. Sorge come un piccolo aggregato di case dove abitano i nuovi coloni e i loro dipendenti. A poco a poco crescono per il naturale espandersi delle famiglie ed accolgono altri coloni. Divengono dei piccoli villaggi. Isolate per la loro stessa natura, l’autorità risiede nel capo famiglia. Diversa per origine e tradizioni, ogni roba si considera un piccolo mondo a sè, ogni roba tende a mantenere le tradizioni di origine e a perpetuarne i rapporti.

Con il passare del tempo e le nuove generazioni, nasce il senso della roba, un senso nuovo che accomuna tutti gli abitanti delle robe che si estende anche alle robe che vanno sorgendo nel vicino feudo di San Biagio.

(Si ricordi che Milocca e San Biagio, l’una sotto l’amministrazione di Sutera e l’altra sotto quella di Campofranco, dopo una lunga lotta per l’autonomia, si uniranno a formare il nuovo comune di Milena il 30 dicembre del 1923)

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Sconto: sì o no?

Incontri / Scontri sul Blog a colpi di post

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TARI 2013NISAL:

SCUSA RANDAZZO NON PUOI DIRE IN PUBBLICO COMIZIO CHE VIENE FATTO UNO SCONTO DEL 19% SE NON E VERO

ONESTA’ INTELLETTUALE:

consiglio comunale straordinario il giorno prima del comizio… le correzioni sulle bollette se ti brucia che sia vero vai a leggere con i tuoi occhi cosa hanno corretto… al posto di chiedere a me e dare per scontato che chi ha perso ha torto o dice falsità… e confronta i paamenti con i precedenti anni io ne sono sicuro se hai qualche dubbio le prove non devo dartele… per il bruciore ti consiglio del malox

BRUCIORE:

uno che si firma onesta intellettuale non puo essere un disonesto portaci le prove oppure lo sei

YONN:

tutto questo è uno scopo pubblicitario ma in fondo non interressa del bene dei cittadini,dopo avervi praticato preferisco mille volte il sindaco giuseppe vitellaro,spero che venga pubblicato è di esempio

TARI 2014

TARI 2014

PUNTO E BASTA:

Delibera di Consiglio del 22/11/2013 case di cura 5.19 euro metro. Delibera di Consiglio del 29/09/2014 case di cura 4.18 euro metro per una superficie di 338 metri. Delibere sempre approvate dalla sola maggioranza. Carta scritta e approvata leggiri si voli. Non capisco perché si continui a parlare e parlare basta vedere le carte.

PINO:

Luiggi vieni a trovarmi che ti illumino

ICS:

X yonn. Anche io preferisco un mondo migliore con meno corruzione, meno raccomandati, meno favoritismi personali, meno ignoranti “nel senso che ignorano” ma purtroppo non è così. Qua però si parla di un caso specifico che va giudicato non per simpatia personale o partito preso ma per dati di fatto. Un giudice giudica a seguito di indagine e prove alla mano non per simpatia o intuizione personale. Allora se divi giudicare il caso specifico, indaga, vai alla ricerca delle delibere pubblicate sul sito del comune una volta tirate fuori e lette attentamente queste diventano prove, sulla base di queste prove giudica e dici chi ha ragione e chi torto. Tutto il resto come hai ben detto tu è solo pubblicità ma molto fuori luogo hai sbagliato posto e momento per vantare il tuo amato sindaco. Qua non si giudicano le persone ma i fatti.

verIN VERITA’:

tutto fa verita’ ma la vera verita è che se per l’anno 2013 si paga 1440 euro e per il 2014 1470 euri non vedo dove caspita sia lo sconto del 19% elementare ho no i conti si fanno sul pagato basta speculazione stupide

PER PUNTUALIZZARE:

Yonn, se per il 2013 ha pagato 1440 vuol dire che la casa di riposo ha sbagliato i conti. Abbiamo scoperto anche questo oggi qua perché a conti fatti e per quello che c’è su carta doveva pagare oltre 1700 euro considerato 5.19 euro metro per i 338 dichiarati. Bell’esempio da l’assessore. Mi piace sta cosa, scaviamo ancora di più magari spunta che hanno sbagliato forse i 338 metri quadrati.

MAAA

fare passare un post di un cretino che scambia una honnulus per una casa di cura e grave conflitto di ignoranza ho speculazione politica?

ECCO I DOCUMENTI SUGLI SCONTI

20132014

dai quali risulta che a metro quadrato

Nel 2013

  • le banche pagavano la seguente tariffa: 3,588 euro
  • le case di cura e simili: 5,190 euro

Nel 2014

  • le banche pagano la seguente tariffa: 1,403 euro
  • le case di cura e riposo: 4,217

 

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14

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buoniIl buonismo senza regole aiuta la violenza

Paolo R. Andreoli

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Repressione. Un termine che richiama alla mente il soffocamento di istanze libertarie, che blocca le novità, mette in prigione chi si ribella alle riforme. Niente repressione, dunque, ma una revisione del garantismo che da molti anni tutela la “microcriminalità” e lascia indifesa la gente onesta.

romE ‘ accaduto a Roma pochi giorni fa. Una ragazza viaggiava in autobus senza il biglietto. Il conducente se n’è accorto e l’ha invitata a scendere. Si è scoperto che aveva l’abbonamento di un’amica. Un gruzzolo di reati. Ma da coloro che assistevano al fatto sono usciti due giovani e hanno cominciato a spintonare il conducente, seguiti da una folla di picchiatori.

Negli stessi giorni, in una borgata romana. si è, manifestata una maxi-rissa tra cittadini ed extracomunitari. Questi ultimi hanno colto l’occasione per regolare i conti tra etnie che non si amano. Grande fatica della Polizia per calmare gli animi.

itQualche giorno prima, la partita di calcio Italia-Croazia era stata interrotta dal lancio di razzi in campo dagli ospiti croati. Il fatto ha indotto a ricordare il precedente della partita Italia-Serbia, anch’essa sospesa per le violenze dei tifosi serbi.

Non andiamo oltre. Serpeggia in Italia una violenza intollerabile. che garantisce i violenti e punisce gli onesti. Chi rispetta la legge può essere aggredito come il conducente del bus. I campi di calcio diventano campi di guerra E non c’è autorità che escluda dagli stadi gli Slavi incivili, come toccò alla gran Bretagna dopo la strage dell’Heysel.

E’ necessario abbassare il livello della tolleranza, evitare il “buonismo”.

Chi non sa vivere in pace con gli altri deve vivere da solo.

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Routine

Routine

di Briciolanellatte

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alamA una certa ora, sempre la stessa, qualunque cosa stesse facendo, la interrompeva e iniziava il ‘suo’ rito per prepararsi per la notte. Andava in bagno, prendeva il libro da leggere, saliva in soppalco, dove aveva ricavato una suggestiva e comoda stanzetta, e chiudeva la porta: poi raggiungeva nel buio la lampada del comodino e la accendeva mettendosi a letto.
Tutto avveniva pressoché sempre allo stesso modo, lentamente, in automatico, come scandito da un orologio interiore. Un privilegio acquisito con l’età, ma anche un modo per entrare in sintonia con il sonno che di lì a poco lo avrebbe traghettato sino allo soglie del mattino. E così fece anche quella sera.

Spense il televisore, si alzò dalla poltrona, andò in bagno, salì gli scalini di legno, che scricchiolavano lievemente in modo diverso l’uno dall’altro, ed entrò in camera; chiuse quindi al buio la porta e andò alla lampada del comodino. Ma non si accese.
Aveva previsto che un’eventualità simile potesse accadere, prima o poi, tant’è che aveva comprato una lampadina di riserva e l’aveva riposta nello stipetto del comodino. Si chinò, aprì l’anta e, anche se non vedeva nulla, afferrò la lampadina dove sapeva sarebbe stata e sostituì quella fulminata. Ma non si accese.
Controllò la spina: era inserita nella presa. Il problema è più serio, si disse facendo una smorfia. Odiava quei fastidiosi contrattempi. Che fare, adesso?

Fu tentato di mettersi a letto senza leggere, ma poi pensò che questo lo avrebbe messo di pessimo umore e decise di andare a cercare una torcia per accertarsi cosa fosse accaduto. Tornò alla porta. La maniglia non c’era più.
Tastò a lungo i pannelli individuando solo la toppa della serratura: la maniglia di sicuro non era lì. Com’era possibile? Si piegò per cercarla per terra anche se non l’aveva sentita cadere. Il buio era totale e la sensazione di disorientamento improvvisa si era fatta soffocante. E udì un bisbiglio.

Dapprima era debole, un fruscio di seta o uno stormire di frasche e, poi, sempre più forte, come se il lucernario si fosse spalancato e un pipistrello sgomento fosse entrato sbattendo di qua e di là contro i muri della stanza. No, no. Non era quel tipo di rumore. Piuttosto… ecco, sì… era qualcuno che lo chiamava: ora ne era certo; era proprio il suo nome e la voce veniva da lontano anche se, allo stesso tempo, gli pareva scaturisse come un rivolo da un punto preciso dentro la sua testa. Gli si ghiacciò il sangue. Il suono smise.

notProvò a rialzarsi rimanendo per un po’ in ascolto, levando davanti a sé il dito indice come per ricordare da che punto della camera provenissero quelle parole. L’aria era divenuta nel frattempo rarefatta e un gusto amaro gli pervase la bocca mentre la gola si contrasse quasi avesse respirato aria acida. Poi, dal buio appiccicoso e compatto, una mano gelida lo afferrò sulla schiena tirandolo a sé per la maglia della notte e un’altra l’agguantò per i capelli tirandoli con violenza. Erano due mani ossute, fredde, dotate di una forza spaventosa. Le sentì chiudersi di scatto sul suo corpo fragile come una morsa senza ritorno.

(altro…)

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Alla Vecchia

v2ALLA VECCHIA

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di Ivano Mingotti

Alla vecchia
che in un mattino di maggio
per la strada guarda i necrologi
vado a dire non badarvi
non sei
ancora morta.

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Volo nauseante

aerMisterioso malore collettivo in volo: atterraggio d’emergenza a Fiumicino

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Atterraggio d’emergenza a Fiumicino di un volo Us Airways partito da Tel Aviv e diretto a Philadelphia. Due passeggeri e undici membri del personale di bordo si sono sentiti male, tutti avevano gli stessi sintomi: vomito e occhi arrossati.

Il comandante ha quindi interrotto il volo. Appena atterrati i passeggeri sono stati assistiti dal personale medico del pronto soccorso di Aeroporti di Roma, dell’Ufficio sanitario e dagli agenti della Polizia di frontiera. Resta da capire la causa del malore collettivo.

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Soldi e regali: così il clan pagava i politici

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lupaTutti a libro paga. Lo scandalo di Mafia Capitale si allarga e continua a tirare in ballo nomi e soprattutto cifre, ovvero i compensi che percepivano i politici della capitale dalla “cupola” guidata da Carminati e Buzzi.

Nell’elenco dei finanziamenti ci sono diversi personaggi che non appaiono in alcun modo nelle intercettazioni. Così gli inquirenti giorno dopo giorno stanno ricostruendo i versamenti illegali da parte della cupola ad alcuni esponenti della politica della capitale e del Comune di Roma.

Secondo quanto racconta il Messaggero Francesco Panzironi, amministratore delegato di Ama avrebbe ricevuto 200 mila euro e un orologio. Circa 70 mila euro invece sarebbero stati percepiti da Claudio Turella, Responsabile del Verde Pubblico. Ben più pesante invece l’incasso di Mirko Coratti, presidente dell’assemblea capitolina, che avrebbe intascato 150mila euro.

I versamenti – Marco Placidi, dirigente del Comune di Sant’Oreste avrebbe incassato 20mila euro, mentre al sindaco Sergio Menichelli sarebbero andati 30 mila euro. Carlo Pucci, direttore commerciale Eur sps, avrebbe intascato 5mila euro mensili. Un altro orologio e un appartamento da 130mila euro, invece sarebbero stati donati ad Angelo Scozzafava, ex direttore del dipartimento Servizi Sociali del Comune di Roma. Francesco Figurelli, capo segreteria di Mirko Coratti avrebbe percepito 10 mila euro più un assegno da mille euro a cadenza mensile. Eugenio Patanè infine, consigliere regionale avrebbe intascato 10 mila euro.

belpietroIL SINDACO COL NASO LUNGO

Maurizio Belpietro

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A chi gli ha chiesto conto delle imbarazzanti fotografie in cui è ritratto insieme con l’ufficiale pagatore di Mafia capitale, Ignazio Marino ha risposto dicendo che le istantanee sono state scattate durante una visita elettorale, quasi che questo basti a chiarire ogni cosa.

mar2mar3Ma che cosa vuol dire? Che per raccattare voti vale tutto e dunque si è liberi di incontrare chi si vuole, anche un tizio con una fedina penale nera come la pece? O che se si è alla ricerca di consensi ci si può dimenticare di aver incontrato quella persona e anzi si può cancellare dalla memoria l’incontro fino al punto di negare di averlo mai avuto?

mar0 mar6Già beccato le scorse settimane a raccontare frottole, in particolare sulle multe collezionate con la famosa Panda rossa, il sindaco di Roma in questi giorni si è però superato, riuscendo a presentarsi di fronte alle telecamere e a giurare di non aver mai parlato con Salvatore Buzzi, ossia l’uomo della Mafia.

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In spiaggia i ministri si riconoscono dal “mal-costume”?

 

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,1-8

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sgInizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio.
Come è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada.
Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri,
si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico
e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali.
Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo».

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