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Archive for 22 aprile 2011

Venerdì Santo 2011

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della Cerimonia e della Processione

 

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IL SEGRETARIO PDCI INVITA IL SINDACO AD ESSERE PIU’ SERIO E L’AMBASCIATORE A FARE LE VALIGE

Giuseppe Vitellaro

Giuseppe Vitellaro

Carmelo Cipolla

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MILENA . C’E’ UN USURPATORE DI CARICHE PUBBLICHE ?

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Qualche giorno addietro mi è capitato di leggere una copia di lettera di invito, sottoscritta da un personaggio ( noto nel territorio ), estromesso tempo addietro dall’ambito comunale, con un atto di revoca sindacale, qualificandosi ed attribuendosi la seguente funzione amministrativa : “ Resp. Rapporti con le Assoc. Dei Milocchesi all’Estero “.

La lettera ha la sua validità formale, perché controfirmata dal Sindaco: ma questo soggetto in quale epoca ed in quale remoto angolo del mondo è stato nominato a tale funzioni ? Mi sono premurato di leggere le determine sindacali, on line, per verificare se ci fosse stato un atto di revoca della precedente revoca o di successiva ulteriore nomina formale: non l’ho trovata ! Allora ? Con molta probabilità si è autoproclamato pubblico amministratore !

A suo favore c’è una lettera del Sindaco, scritta in lingua politichese, che non ha alcuna equivalenza formale di atto aministrativo di incarico specifico, con dettaglio di competenze.
In questa lettera, il Sindaco lo invita a “ farsi parte attiva “ con l’amministrazione comunale, per continuare ad intessere rapporti con gli emigrati e le associazioni.
E ‘ il rinnovo dell’incarico ? Certamente no ! A mio parere, la lettera del Sindaco non è un rinnovo, perché l’atto ha la forma e la sostanza di una lettera personale e null’altro !

Quindi il sedicente rappresentante dei milocchesi con il popolo milocchese emigrato, sembra ad un primo esame “ un usurpatore di pubbliche funzioni “.
Queste funzioni e mansioni sono di stretta competenza del Sindaco o dell’assessore al ramo. Chiunque svolge queste attività senza averne titolo, rende gli atti “ nulli “ o giuridicamente inesistenti, come colui che li ha fatti.

Da rilevare che il sottoscritto, sia nella qualità di segretario politico di un partito “ cofondatore “ di questa maggioranza elettorale non è mai stato interpellato da nessuno in merito a questa fantomatica e fantasiosa “ nomina “ e nemmeno nella qualità di consigliere comunale.
Nella veste di eletto dal popolo, ho saputo del prossimo viaggio ad AIX LES BAINS dal chiacchiericcio di paese: il redivivo ministro agli affari esteri, non ha sentito la necessità di ascoltare le forze politiche e nemmeno ( presumo ) gli altri consiglieri comunali. Non voglio pensare di essere stato il solo “ boicottato “ .

Un soggetto revocato dall’incarico, senza un rinnovo formale dell’incarico, con quali poteri può trattare modalità, termini, spese e quant’altro per un viaggio di gemellaggio con una comunità di ex milocchesi stanziati ormai definitivamente in uno Stato estero ?

Qualora questo tizio fosse stato davvero il “ preposto “ a svolgere queste mansioni, di fatto è diventato simile al Presidente della Repubblica, irresponsabile dei propri atti, che per aver valore giuridico debbono essere controfirmati dal vero responsabile di settore.

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La Simana Santa

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I riti della “Settimana Santa” iniziano, come da tradizione, la Domenica delle Palme con la benedizione dei ramoscelli di ulivo e delle “palme intrecciate”, tipo esempio di tradizione artigianale che viene tramandata da padre in figlio.

Il Giovedì Santo viene preparato il “sepolcro”,  Gesù nell’orto, mediante piante e fiori di vario genere, tra cui spiccano i germogli di grano fatti crescere in vasi al buio per dare loro un colore bianco che diventa con la luce sempre più giallognolo. I riti del Giovedì iniziano con la lavanda dei piedi.

Da ricordare che fino agli anni settanta beneficiari del rito erano i membri della “Confraternita del Santissimo Sacramento” i quali interpretavano gli apostoli.La Chapmannel suo libro “Milocca un villaggio siciliano” in merito scrive che, dopo il rito, i partecipanti consumavano una cena a base di “rotoli zuccherati e agnelli in zucchero candito” in pratica quelli che ancora oggi sono i dolci tradizionali di Pasqua.

La tradizione continua con la visita, da parte dei fedeli, del Sepolcro con i “viaggi”, mentre gruppi di “lamentatori” si alternano, cantando, lungo un percorso che va dall’ingresso della Chiesa al Sepolcro. 

“Le lamentazioni”, cioè i canti dei lamentatori, sono espressione autentica della fede popolare e ripercorronola Passione di Cristo seguendo a larghi tratti il racconto evangelico. Quelli di Milena si differenziano, rispetto a quelli dei paesi viciniori, in parte per i testi che, tramandati verbalmente, hanno subito variazioni, ma soprattutto  per l’intonazione ed il ruolo degli accompagnatori.

Viaggi e lamentazioni proseguono anche il Venerdì Santo mattina fino alla celebrazione di quella che gli anziani chiamano “Mezza Missa”, cioè messa senza la celebrazione dell’Eucarestia come da rito cattolico.

Fino agli anni sessanta il pomeriggio aveva luogo una rappresentazione teatrale della passione e morte di Gesù “la scinnenza”, tradizione che salvo qualche rara rappresentazione negli anni successivi si è definitivamente persa.

Il pomeriggio-sera inizia la processione del Cristo Morto e della Addolorata.

La processione che percorre le vie principali del paese viene accompagnata dai lamentatori e dalla banda musicale con una vasto repertorio di marce funebri, frutto anche esse, di antiche tradizioni.

Da ricordare la famosa marcia, di autore ignoto, “ha, sì versate lacrime” che è accompagnata dal canto dei fedeli.

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Lo Stabat Mater (dal latino per Stava la madre) è attribuito a Jacopone da Todi (XIII sec.)

La prima parte è una meditazione sulle sofferenze di Maria, durante la crocifissione di Cristo. Nella seconda parte he inizia con le parole Eia, mater, fons amóris (“Oh, Madre, fonte d’amore”) c’è l’ invocazione a Maria di partecipare al suo dolore. 

È recitata in maniera facoltativa durante la messa dell’Addolorata (15 settembre) e le sue parti formano gli inni latini della stessa festa. Prima della Riforma liturgica era utilizzata nell’ufficio del venerdì della settimana di passione (Madonna dei sette dolori – venerdì precedente la Domenica delle Palme). Ma popolarissima era soprattutto perché accompagnava il rito della Via Crucis e la processione del Venerdì Santo. Un canto amatissimo dai fedeli, non meno che da intere generazioni di musicisti colti (si pensi solo a Scarlatti, Vivaldi, Pergolesi, Rossini).

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Stabat Mater dolorósaSostava la Madre addolorata

iuxta crucem lacrimósa, – piangendo sotto la croce,

dum pendébat Fílius.da cui pendeva il Figlio.
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Cuius ánimam geméntem, – La sua anima gemente,

contristátam et doléntemrattristata e dolente

pertransívit gládius.penetrò una spada.
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O quam tristis et afflíctaOh quanto triste e afflitta

fuit illa benedíctafu la benedetta

Mater Unigéniti !Madre dell’Unigenito !
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Quae moerébat et dolébat, – Quanto piangeva e si doleva

pia mater, cum vidébat la pia madre, vedendo

nati poenas íncliti.le pene dell’inclito figlio.
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STEFANIA CRAXI. UN’ALTRA “VERONICA” SULLA LUNGA VIA CRUCIS DEL PROVERO CRISTO BERLUSCONI

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Un passo indietro, uscire di scena prima di essere “travolto dal ridicolo”

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L’invito, rivolto a Silvio Berlusconi è durissimo e sembra la raccomandazione velenosa di un avversario politico. Invece no. Le parole vengono da un sottosegretario del suo governo, una donna che porta il cognome dell’uomo che più di ogni altro (con la sua fine politica) determinò la decisione del presidente del Consiglio di scendere in campo 18 anni fa.

L’invito a mollare e rinunciare anche alle ambizioni di presidenza della Repubblica arriva infatti da Stefania Craxi, figlia di Bettino e attuale sottosegretario al ministero degli Esteri. La Craxi sceglie il settimanale “A” in edicola in settimana per dispensare il suo consiglio: “Silvio deve uscire di scena nel modo giusto, non può essere travolto dal ridicolo. Deve smetterla di raccontare queste barzellette oscene: non gli fanno onore e non fanno ridere”.

Parole dure anche perché evidentemente indirizzate all’ultimo Berlusconi, quello che ha deciso di mostrare una faccia “simpatica” e scanzonata davanti alla minaccia del processo Ruby. L’obiettivo del premier, evidentemente, è quello di squalificare il “bunga bunga” relegandolo a una barzelletta da seppellire a suon di barzellette. Il tutto mentre il Parlamento si occupa di legiferare per seppellire questo e gli altri processi che lo vedono imputato in qualsiasi modo.

Strategia che, evidentemente, alla Craxi non piace. Così il sottosegretario spiega: “E’ ora di aprire una stagione nuova. Con idee nuove, uomini nuovi, linguaggi nuovi. Perché, direbbe mio padre, non era questa l’Italia che sognavo; derisa all’esterno e miserabile al suo interno”.

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Lu Venniri Santu…

VENERDI’ SANTO ( ED IO CARUSU )

di Vincenzo C. Ingrascì

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Lu Venniri e Santo

di quannu era carusu.

Ricordo ‘a scinnenza,

il tempo velato

durante la simana

e lu venniri quasi pioveva,

chè il tempo sembrava

piangesse pì la morti

di lu Signuri, pì Gesù.

Mi si vietava di giocare,

di essere gioioso di ridere

e questo era digiuno.

Mi si vietava di scherzare,

di cantare di correre,

di fare rumore,

nenti battarìa.

Astinenza.

Si chiedeva compostezza

alla mia età.

Silenzio. Sosta. Lutto.

E’ lu Venniri e Santu.

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