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Archive for 16 aprile 2011

Indagini a 360°

di Roberto Mistretta

A distanza di pochi mesi dall’ultimo duplice furto (novembre 2010), i ladri sono tornati in azione nella cittadina delle robbe. A finire nel mirino dei ladri, stavolta sono stati il Bar Silver che si trova in via Nazionale e il bar/tabacchi Garrasi, ubicato in corso Pietro Nenni.

I ladri si sono introdotti all’interno della tabaccheria di via Pietro Nenni dalla quale hanno asportato e trafugato diversi scatole di sigarette, vari oggetti e denaro in contanti, contenuto all’interno delle macchinette da videopoker. I primi rilievi effettuati dai carabinieri della Stazione di Milena, giunti sul posto, hanno evidenziato le modalità d’ingresso all’interno dell’esercizio commerciale; non è risultata forzata o manomessa la porta d’ingresso del bar tabaccheria per cui i militari stanno cercando di capire come i delinquenti si siano introdotti all’interno dell’esercizio commerciale. Il valore del bottino ammonta a circa 4mila euro.

Nella stessa nottata, un altro bar è stato oggetto di furto; anche per entrare nel Bar Silver, in via Nazionale a Milena, i carabinieri non hanno notato effrazioni o forzature nella porta d’ingresso; tuttavia anche in questo caso, sono stati asportati apparecchiature da videopoker contenenti una somma di denaro contante; il danno complessivo è stato quantificato intorno ai 2.500 euro circa.
Le indagini dei militari della Compagnia carabinieri di Mussomeli sono ora volte a verificare eventuali transiti di macchine sospette nella giornata di ieri nonché di avventori sconosciuti. I carabinieri hanno verificato eventuali impronte d’interesse ed ogni traccia disponibile, utile all’identificazione degli autori del furto.

Due apparecchiature da videopoker ed una macchina “cambiasoldi”, dopo essere state trafugate e portate via, sono state rinvenute non lontano dal bar in una casa in costruzione nella quale quasi certamente sono state svuotate del denaro contante; dopo essere state aperte, le macchinette sono state abbandonate. Nessuna impronta importante è stata rilevata per cui si pensa che i ladri abbiano agito con tutte le cautele del caso.

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In Conciliazioni

Giovanni Cassenti

IN CONCILIAZIONI

di Giovanni Cassenti

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Quannu si teni conciliazioni

nun c’è bisognu d’addumannari,

basta dari un sguardu a li persuni

ca pi l’ufficio afferranu a calari.

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Sempri li stessi, a usu di saluni,

ca la duminica si fannu sbarvari,

di bon matinu l’agnuna su chîni

e nun lassanu largu pi passari.

.

E unu ca prossimu ci veni

d’aviri tiempu di putiri appizzari,

guardannu a tutti a menti sireni,

cunferma tuttu quantu staiu a diri.

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Dda intra, misu ‘ntra n’agnuni,

a scriviri si vidi lu cancilleri

ca pi l’angustia di lu sò panzuni

pari ca fussi misu a li turturi.

.

L’uscera cu aria di patruni

li carti si dispuoninu a priparari

ed ognunu cu li sò citazioni

grana e carta bullata fa ballari.

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Mimmu Munnizza

Dopo Er Monnezza interpretato da Tomas Milian, arriva alla notorietà delle cronache Mimmo Munnizza, tale Domenico Scilipoti.

La definizione ha il coyright IdV, il partito a conduzione personale di Di Pietro al quale apparteneva il siciliano Scilipoti prima di venire fulminato sulla via di Arcore e, dopo questa caduta, divenire responsabile e leader dei responsabili… della permanenza di Berlusconi al governo.

Domenico Scilipoti "Munnizza" per gli (ex) "amici" IdV

Per tale strenna natalizia, era il 14 dicembre, attende ancora il sacchetto con la ricompensa sonate sotto forma di sottosegretariato o altro che ne faccia risaltare la corsara azione. Tra non molto verrà ricompensato al prossimo rimpasto nella tavolata politica berlusconiana. Nel frattempo si sta godendo la celebrità, e viene richiesto come una tapstar dai media, esilarante la sua intervista su Radio Due.

C’è da dire però che, purtroppo per lui, esiste ed opera nel suo ambito, una frangia di irresponsabili che appena possono, sempre davanti alle telecamere, lo fischiano, gli gridano traditore, venduto e simili deprezzamenti. Ora quelli di IdV, nel corso dell’apporvazione del processo breve, altro regalo dei responsabili al premier, gli dedicano cori da stadio chiamandolo a gran voce “Munnizza! Munnizza!” il nomignolo con cui passerà alla leggenda (la storia è un’altra cosa): Munnizza, immondizia, appunto.

Montecitorio peggio che allo stadio!

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Le vittime non cambiano mai: sono sempre agnelli condotti al macello

di Attilio Doni

Arrigoni

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Accadeva nel medioevo, durante l’Inquisizione, che innocenti venissero torturati e uccisi in nome Dio. Crocifissi in qualche modo come il Cristo. Gli ecclesiastici del tempo erano persuasi di agire in nome di Dio, ed invece agivano in nome del diavolo, vale a dire in nome dell’ottusità. Persuasi di rendere un servizio a Dio, rendevano un servizio al dio dell’idiozia.

Oggi fanatici islamici sono persuasi di agire in nome di Allah, ed invece agiscono in nome del dio della più bieca imbecillità. In nome di questo Dio è stato ucciso Vittorio Arrigoni.  Ucciso senza colpa alcuna, com’erano torturate e uccise persone senza colpa in quel periodo nero del medioevo.

Cambiano i tempi e i luoghi, cambiano i carnefici, le vittime non cambiano mai: sono sempre agnelli condotti al macello.

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Una sfida impari

di Roberto CAFISO

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La prima reazione è di stupore, a seguire una rabbiosa frustrazione.

Il disastro in Giappone ripropone il delirio dell’uomo di controllare il mondo, rendendo tutto prevedibile, posando lo scettro della conoscenza e della scienza su fenomeni che tuttavia continuano a debordare dalla pianificazione a tavolino con cui si vorrebbe intrappolare la natura. Controllare la vita, allungarla, sconfiggere la morte. E’ l’antico sogno di un rettile evolutosi in posizione eretta, proteso a dimostrare che il più furbo del reame è lui. E che l’intelligenza e le acquisizioni che ne derivano, possono consentirgli di accettare e vincere la scommessa con ciò che più lo terrorizza: l’imprevedibilità.
Dal comandante di un volo transoceanico che alla partenza è in grado di annunciare ai passeggeri che impiegherà dieci ore alla destinazione, sino al medico che formula una prognosi di guarigione o al metereologo che pronostica il tempo nei prossimi cinque giorni, arrivando in taluni casi a stabilire l’orario di massima in cui pioverà . Il tutto salvo appunto gli imprevisti, in genere rimossi.

Nella ricerca di certezze, dal positivismo in poi, ci siamo abituati all’idea di progredire talmente con la conoscenza da uscire definitivamente dalle tenebre degli avvenimenti inaspettati e in particolare quelli scomodi, dolorosi, in grado di modificare in pochi attimi il corso della nostra esistenza. La sofferenza è al primo posto ed è perciò che i sistemi di riferimento mentali dell’era moderna non strizzano l’occhio alle religioni, alla fede in Dio, che fanno dell’imponderabile un elemento di forza della vita. L’osservanza ad un credo prevede l’accettazione e pone l’uomo in una condizione di fragilità consapevole all’interno di un pianeta dove il destino non è tracciato solo dalla sua volontà.

E’ reale che in molti campi dello scibile l’uomo sia diventato preponderante rispetto allo scandirsi normale del tempo. La scienza e la tecnologia hanno messo a punto delle procedure e dei sistemi di sicurezza che funzionano, pur se in percentuale. E difatti succede che qualcuno muoia di influenza o di parto o che deragli un treno, oppure che una centrale nucleare messa in sicurezza possa diventare un’atomica. In questi ed in altre mille circostanze le verifiche previsionali e la prevenzione non sortiscono l’effetto sperato e l’incubo di soccombere all’imponderabile ha il sopravvento.
La natura a volte si scatena, quasi ad accettare la sfida dell’uomo, per dimostrare che esso resta una formica.

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Non si placa la spirale di violenza contro i cristiani in Pakistan

Questa settimana sono stati  uccisi due cristiani davanti a una chiesa a Hyderabad, altri due sono stati gravemente feriti. L’aggressione è avvenuta nel giorno del 30° anniversario  della fondazione  della chiesa dell’Esercito  della Salvezza.

A scatenare l’attentato le molestie di un gruppo di giovani musulmani, che, radunatosi davanti la chiesa, ha  nfastidito la cerimonia religiosa importunando alcune donne cristiane e disturbando la funzione con musica ad alto volume . Younis Masih, di 47 anni, Jameel Masih, di 22 anni e altri fedeli sono usciti dalla chiesa per chiedere ai musulmani di rispettare le persone e il luogo. Ne è nata una forte discussione. I musulmani se ne sono andati, per tornare più tardi armati di pistole per uccidere. La polizia non ha arrestato nessuno degli accusati. La madre di Jameel, Surraya Bibi, ha dichiarato che «la polizia si è comportata come se non fosse nulla di importante. Non hanno registrato la denuncia fino a tarda notte, quando tutti noi abbiamo bloccato la strada principale di Hyderabad, con i due cadaveri, per varie ore».

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