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Archive for 20 aprile 2011

NON SI TORNI AL VECCHIO SISTEMA CLIENTELARE

Nino Di Guardo

di Nino Di Guardo *

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No, indietro non si torna. Non possiamo riconsegnare la Sicilia al vecchio sistema affaristico clientelare cuffariano che ha portato sull’orlo del disastro la nostra Isola.

Il sostegno del PD al governo tecnico di Lombardo ha scardinato il centrodestra e avviato la stagione delle riforme, quali la nuova legge elettorale degli Enti locali, quella sulla trasparenza amministrativa, il riordino della Sanità e dei Rifiuti, la messa al bando dell’affare del secolo: la realizzazione dei quattro termovalorizzatori.
Purtroppo, c’è una sparuta parte dl centrosinistra che si sente più rassicurata a stare all’opposizione piuttosto che mettersi in gioco.

Ma il PD, che è già uscito dal pericoloso isolamento nel quale era finito, deve continuare, senza indugi, a fare la propria parte per mettere all’angolo la destra berlusconiana e rinnovare con le riforme la Sicilia.
La conclusione delle indagini che riguardano anche il Governatore Lombardo non ha portato alcuna novità. Non c’è, nei suoi riguardi, un rinvio a giudizio e nemmeno la richiesta di un rinvio a giudizio.
Nulla di nuovo, quindi, rispetto al passato. E tuttavia su tale fatto coloro che avversano l’esperienza del governo Lombardo hanno scatenato una tempesta per modificare il quadro politico e tornare alle urne. Alla Sicilia non serve oggi una nuova consultazione elettorale ma una politica che affronti i problemi veri della Regione quali rilancio produttivo, lotta agli sprechi, recupero ambientale, lavoro con particolare riguardo a quello dei giovani.

Lasciamo che la Magistratura faccia fino in fondo il suo lavoro. La Politica non può dipendere da indagini sulle quali le parti interessate non hanno potuto svolgere nel contraddittorio le proprie difese. La presunzione di non colpevolezza, affermata dalla nostra Costituzione, è espressione di civiltà. L’alternativa è la barbarie.

 *Deputato Regionale PD

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Mancuso d’attacco

Michele Mancuso con Gianfranco Miccichè

LOMBARDO E’ VENUTO SOLTANTO PER CRITICARE FORZA DEL SUD

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In merito alle dichiarazioni su “Forza del Sud” che il presidente della Regione on. Raffaele Lombardo ha rilasciato nella sua visita di sabato pomeriggio a Caltanissetta, il presidente del Consiglio provinciale Michele Mancuso (che è referente nel Nisseno dell’on. Gianfranco Miccichè, “padre” del neonato partito) interviene per evidenziare che la visita dell’on. Lombardo «sarebbe stata certamente più gradita se, piuttosto che, preoccuparsi dello stato di salute del partito di “Forza del Sud” avesse convinto i dirigenti del suo partito e il presidente dell’Ap a fare il rimpasto della Giunta dopo 4 mesi di crisi».
«Non sarebbe stato neanche male – continua Mancuso – se avesse portato un po’ di buone notizie in tema di formazione, per esempio, dove migliaia di famiglie sono nella disperazione per la mobilità che li attende oppure se ci avesse prospettato qualche soluzione per la viabilità, dato che ci ha onorato di percorrere le disastrose “vie del sale” nel Vallone. La visita sarebbe stata più interessante se ci avesse parlato di lavoro, dato che da queste parti si “muore di fame” ma forse i “suoi” non glielo dicono».
Michele Mancuso ricorda poi che «per contrapporsi alla forza della Lega, era creare appunto una Forza del Sud che pensasse per il Sud». E continua: «Mi perdoni l’on. Lombardo, ma non si può definire “finto” un progetto politico che sta trovando forza nella gente. È come negare che la nostra Sicilia, stia attraversando un momento di grave crisi e che la politica ha il dovere di risollevarla. Se c’è un progetto finito, è quello dell’Mpa.

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L’Apa

L’APA

di

Biagio Scrimizzi

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Lu Signiruzzu

facennu l’armàli

nni fici tanti

iuncènnuci l’ali.

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Ma all’apa detti,

nzèmmula a l’ali

puru lu meli,

cosa riali.

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Però cci dissi:

“Nun ti scurdàri,

sulu anticchiedda

pi gghiornu, nn’ha fari.”

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“Oh Signiruzzu,

nun è troppu picca?

Quannu lu tasta

la ggenti si licca.”

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“Propriu  pi chistu”,

dissi u Signuri

“si s’abbuttura

cci voli u duttùri.”

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Il «Giardino della legalità» fiorisce nel quartiere S. Luca Messe a dimora 30 querce.

Alla manifestazione sono intervenuti 3 magistrati

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TOMAI -TONA - CHINNICI

Domenica di festa nel quartiere San Luca dove è stato inaugurato il «giardino della legalità» con l’auspicio che possa diventare un polmone verde per tutta la città. La manifestazione ha riportato a nuova vita un terreno abbandonato e ignorato e che, metaforicamente, attraverso la memoria, ha riportato nel circuito della vita tante vittime della mafia.

 La parte centrale della manifestazione è stata la messa a dimora di trenta querce – alberi tipici del nostro territorio – nello spazio di fronte l’Enel; ogni quercia è stata dedicata a una vittima della mafia (magistrati, uomini della scorta, politici, uomini delle forze dell’ordine, giornalisti, preti, cittadini comuni), con il duplice obiettivo di lasciare un ricordo visibile di chi per la legalità ha lottato fino al sacrificio estremo, e di rinverdire il territorio.
Tanti i gruppi che hanno collaborato per realizzare il “giardino”: il Comitato di Quartiere San Luca (il cui presidente, Carlo Campione, ha animato la mattinata), l’associazione “Sunodia”, la scuola secondaria di primo grado “Rosso di San Secondo”, il Movimento Cinque Stelle, l’associazione “Iopervoiperio”, oltre a tanti commercianti del quartiere. Presenti anche assessori e consiglieri comunali, semplici cittadini, movimenti ambientalisti, alunni delle scuole “Pietro Leone” e “Filippo Cordova”.
A sottolineare il valore dell’iniziativa la presenza di tre magistrati: Caterina Chinnici, Gabriella Tomai e Giovanbattista Tona.

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http://www.youtube.com/watch?v=BCqjUCUWig4&feature=player_embedded

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