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Archive for 1 aprile 2011

di Roberto Mistretta
di ROBERTO MISTRETTA

Il sindaco di Milena, dott. Giuseppe Vitellaro, in affanno politico da quando ha perso la sua maggioranza, ha ringraziato il presidente del consiglio Salvatore Tona circa l’approvazione del Prg, per «la sensibilità politica che ha dimostrato su un argomento di grande importanza come lo strumento urbanistico, che investe l’intera comunità».

A tale proposito però, Forza del Sud di Milena, che trova nel presidente del Consiglio provinciale Michele Mancuso (milocchese) il suo leader nisseno, ma è anche lo schieramento a cui Tona appartiene pur essendo un indipendente in Consiglio da quando ha lasciato la maggioranza insieme ad altri importanti pezzi sullo scacchiere politico locale, precisa: «Ringraziamo il sindaco per il complimento: peccato che noi di Forza del Sud non possiamo dire la stessa cosa di lui e della sua squadra. Per quanto ci riguarda, le distanze politiche che ormai ci separano dall’amministrazione comunale guidata dal dott. Vitellaro non ci faranno mai prendere decisioni che vadano contro gli interessi della nostra comunità. Bene ha fatto il presidente Tona a votare a favore del Prg quando avrebbe potuto far emergere per l’ennesima volta che l’amministrazione ormai non ha più una sua maggioranza».
«Si è già verificato in più di una occasione che importanti provvedimenti consiliari siano stati approvati con il voto determinante del presidente del Consiglio, come ad esempio il Gal e il riconoscimento delle associazioni culturali milenesi. Tuttavia, Forza del Sud di Milena – continua la nota di partito – non può non rimarcare che sono proprio gli interessi della cittadinanza ad essere sacrificati ogni giorno da questa amministrazione. Non passa giorno senza avere la conferma che la nostra scelta di dichiararci indipendenti è stata una decisione giusta.

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PIRCHI’ LU PORCU HAVI LA FUNCIA

di Biagio Scrimnizzi

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Quannu u Signuri

lu munnu criò

ad ogni armàli

cci detti la sò.

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A certaduni

cci fici l’ali

ma lassò urmu,

però, lu maiali.

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Lu porcu, allura,

vidènnusi senza,

a lu Signuri

cci dissi: “Ccillenza,

.

Ed iu chi sugnu

figghiastru e no figghiu

ca senza ali

lu volu nun pigghiu?

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Nostru Signuri

rispusi: “Va bbeni,

ora ti levu

di tutti li peni.

.

Cci metti l’ali,

lu porcu l’ammira,

ma nun s’addùna

ca sunnu di cira.

.

Cu l’ali finti

lu porcu vulò

e celu celu

si la fissiò.

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Un impianto fotovoltaico sul tetto della Casa anziani

di  c.l.)

L’autorizzazione alla cooperativa che gestisce la casa di riposo per anziani del Comune a realizzare un impianto fotovoltaico sul tetto della struttura è stata data dalla Giunta comunale guidata dal sindaco Giuseppe Vitellaro.

CASA ANZIANI S.GIUSEPPE - MILENA

E’ stata la “San Giuseppe Società Cooperativa Sociale” di Milena, che ha in gestione la casa di riposo di Via Volta, a richiedere l’autorizzazione all’amministrazione comunale. L’impianto che i responsabili della cooperativa intendono realizzare è finalizzato alla produzione di energia elettrica.
Ovviamente, la realizzazione di questa struttura fotovoltaica avverrà senza alcuna spesa a carico del Comune di Milena.

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Noi altri. Gli “arrusi” catanesi nell’Italia fascista

di Pasquale Quaranta

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«A Catania, Filippo e Salvatore conducono vita appartata per qualche mese. Quando li arresteranno, sembreranno presi alla sprovvista. Nessuno immaginava, nessuno poteva sapere. E anche sospettare l’arresto: che si poteva fare? Si poteva scappare? E dove? E da chi? Così, mentre la polizia li osserva da lontano, loro continuano con lo chiffon, i balli a piazza Sant’Antonio, e gli appuntamenti all’arvulu russu, sotto le poche luci di piazza Alcalà, davanti al buio che è tutto mare, tutto mare, e respira». da La città e l’isola di Gianfranco Goretti e Tommaso Giartosio, Donzelli editore 2006.

Già prima del Ventennio fascista, il confino di polizia puniva cittadini che non rientravano nella norma politica e sociale, incisa «nel silenzio della legge» eppure presente nell’opinione pubblica, che colpiva la semplice presunzione di «diversità». Con il fascismo la tendenza si accentua, in linea con la concezione di stato «etico e familistico» propugnata da Mussolini, e via via si inferocisce con una progressiva e totale adesione a una legislazione totalitaria e omofoba.

La Commissione provinciale per i provvedimenti di polizia sorvegliava tanto gli atti contrari alla pubblica moralità, quanto le ingiurie al duce e le canzoni antifasciste. Bastava anche una sola denuncia anonima per far sì che essa si mettesse all’opera, spesso all’insaputa dello stesso imputato. Seguiva il fermo, il carcere e infine l’invio dei condannati in una colonia di confino (una piccola isola o una località sperduta delle Alpi o del Meridione).

 Di molti di loro, antifascisti e oppositori politici, si conoscono il nome e le storie. Di tanti altri, s’è persa la memoria. La loro colpa era quella di amare e desiderare altri uomini. Pochissimi di loro, a distanza di decenni, hanno accettato di ricordare.

Questa la cornice in cui Gianfranco Goretti e Tommaso Giartosio – l’uno insegnante nelle scuole superiori, l’altro narratore e saggista – inquadrano le ricerche compiute (a partire da testimonianze e da fonti d’archivio) sulla storia, le storie, dei «arrusi» di Catania. Decine e decine di giovani, e meno giovani, omosessuali che il fascismo inviò al confino nell’arcipelago delle Tremiti, sull’isola di San Domino, solo perché tali, cioè arrusi.

Un numero così elevato, da far di Catania la città «omosessuale» più sotto tiro del Ventennio, la più colpita dalla repressione fascista ossessivamente tesa a sostenere il modello virile stile duce, e a colpire qualunque attentato «all’integrità della stirpe».

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LINO GIUSTI: «il fenomeno IKEA è tutto una montatura»

di Gaetano Lo Presti

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peppa-napa1lino-giustiPer uno che è nato il primo d’aprile il destino è segnato: scherzi, battute, lazzi, e, ancora, scherzi.

«Sono sempre alla ricerca di nuovi spunti umoristici- confessa, infatti, Lino Giusti– nuove battute, che freneticamente trascrivo in numero copiosissimo su qualunque foglio di carta mi passi tra le mani, persino sulla carta igienica!»

Se a ciò si aggiunge che trattasi di un siciliano, allora il quadro si fa completo. Perché, come spiega, «Il popolo siciliano ha dimostrato, attraverso i secoli, di possedere nel proprio genoma e, direi, anche nel proprio gecognoma, il senso dell’umorismo. Da Epicarmo di Siracusa, che nel 500 a.C. istituì il tipo del “Buffo” nel teatro comico italiano, alla maschera di Peppe Nappa, il servo estroso e svagato, che causa delle situazioni comiche culminanti in solenni randellate. Per continuare, poi, con  Pirandello, Angelo Musco, Pino Caruso, Turi Ferro, Franco e Ciccio, Nino Frassica, Leo Gullotta, Ficarra e Picone, Sasà Selvaggio e, dulcis in findus, la new entry Emilio Fede (a me fa ridere).»

Giusti ha finora pubblicato tre libri: “Anche i Siciliani in due tentano di ridere”(1993), “L’Irco di Noè e 3 omini in Arca”(1994)  e “L’ultimo chiuda la morta!!!” (con Antonio Di Stefano). Vi si muovono modelle “senza testa né moda”, Buddisti che si battono per la “libertà di pagoda” e kamikaze che non lasciano “nulla di attentato” (tanto se disoccupati c’è la “cassa disintegrazione”). Il futuro della scuola? Io scuolerò. E, come sono soliti dire i giardinieri, “Ed è subito serra”.

GRANDISSIMO LINO

DA TUTTI GLI AMICI DEL BLOG I PIU’ SINCERI AUGURI

 

Comunicazione di disservizio:   per conoscere meglio Lino Giusti cliccare su

http://www.linogiusti.it

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IL LATTE CON LA SORPRESA

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Anche un prodotto puro e candido come il latte a volte può riservare esperienze disgustose. Una è accaduta a una donna svedese che ha comprato una confezione di latte e dentro vi ha trovato una spiacevole sorpresa: un preservativo.

La donna, che vive in Svezia nel paesino di Gunnilse, dice di aver fatto la terribile scoperta mentre versava le ultime gocce del “filmjolk” – il tipo di latte fermentato che aveva acquistato – nella ciotola del cane. La conferma del bizzarro incidente arriva anche da sua figlia Milica. Ha detto che mentre sua madre versava la bevanda nel piatto del cane sono saltati fuori dalla confezione sia il profilattico, definito “un anello di plastica di colore rosa”, che uno scontrino. La ragazza ha dichiarato al quotidiano svedese “Expressen” che l’episodio è riuscito a rovinare l’appetito di entrambe per giorni. “Ora mia madre ha ripreso a mangiare ma sicuramente non comprerà mai più nessuna confezione di filmjolk”, ha affermato Milica.

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