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Archive for 15 aprile 2011

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LA PALERMO AGRIGENTO CONTINUA A MIETERE VITTIME

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Ci giunge notizia di un grave incidente verificatosi pomeriggio sulla SS 189 Palermo Agrigento, tristemente nota come strada della morte, resa viscida dalla pioggia che ad intermittenza è caduta sulla nostra zona.

Lo scontro frontale che ha coinvolto due autovetture di grossa cilindrata, una Ford Focus e una Mercedes, è stato particolarmente violento tanto che i mezzi si sono accartocciati. L’incidente è avvenuto nella zona della ex Montecatini, tra il bivio di Milena e quello di Campofranco.

Sul posto è giunta l’ambulanza con i medici e il personale del 118 di Milena che hanno prestato le prime cure e trasportato i tre feriti al San Giovanni di Dio di Agrigento, qualcuno di loro sarebbe in condizioni gravissime.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri del Nucelo operativo e radiomobile di Cammarata, i vigili del fuoco di Mussomeli e la polizia stradale di Lercara Friddi.

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Le foto sono tratte da agrigentonotizie.it

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LA DESTRA AL GOVERNO

Nello Musumeci a commento della odierna sua nomina a sottosegretario di Stato al Lavoro:

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«Sono grato al presidente Berlusconi e ai signori ministri che hanno voluto, con la mia nomina, riconoscere alla Destra un ruolo di responsabilità per contribuire alla crescita sociale ed economica del nostro Paese in un momento di così grande difficoltà. Allo stesso modo voglio esprimere, con emozione vera, la mia gratitudine a Francesco Storace e alla classe dirigente del mio partito perché questo risultato è di tutti e ci impegna a diventare protagonisti di una stagione di riforme per il Paese. Ho già sentito il ministro Sacconi al quale ho fin da subito offerto leale collaborazione e assicurato il massimo impegno. Per La Destra poter collaborare ad affrontare questioni sociali è una sfida nella quale profondere passione».

MML si complimenta con Nello Musumeci e gli augura di dimostrare nel governo nazionale ancora una volta le sue note e apprezzate doti di capacità, serietà ed onestà

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Pagano (Pdl), nomina Musumeci dimostra attenzione per Sud

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LADRI NELLA NOTTE PORTANO VIA LE SLOT-MACHINE (MACCHINETTE MANGIASOLDI) DEL SILVER BAR E DEL CHIOSCO BAR-TABACCHI GARRASI

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L’ennesima scorribanda notturna di ladri nel nostro paese. Ormai per i commercianti di Milena non è più una sorpresa trovare il proprio negozio svaligiato. Questa mattina il turno è toccato al SILVER  BAR in via Nazionale del signor Di Marco e al CHIOSCO BAR-T GARRASIi sulla circonvallazione.

Il chiosco è stato fatto oggetto in passato di altre rapine e anche di un attentato incendiario a scopo estortivo, secondo le intercettazioni ambientali avvenute nell’Operazione Uragano. I ladri avrebbero pure danneggiato, senza riuscire a portarsela via, l’utilitaria di un cittadino residente in via Siracusa a poche decine di metri in linea d’aria dal chiosco in cui erano state prese, giustamente, alcune precauzioni. Ma il sistema di allarme sonoro non avrebbe funzionato mentre le telecamere esterne sono state divelte e abbandonate all’interno dai ladri, c’è da sperare che almeno abbiano registrato qualcosa. Oltre alla slot machine hanno rubato una quantità impreciata di tabacchi.

Sul posto delle dei due furti con scasso si sono portati i carabinieri della locale stazione e della tenenza di Mussomeli. Il Nucleo Operativo ha rilevato ogni possibile traccia che porti all’individuazione dei responsabili.  

Un particolare curioso che dimostra la sicurezza e la prudenza degli scassinatori è avvenuto al Silver Bar. Lì i ladri (gli stessi o un’altra coppia) hanno agito in pieno centro urbano, in via Nazionale, e per potere attutire i rumori dello scassinamento e agire indisturbati lontano da case abitate, hanno trasportato l’apparecchiatura a una cinquantina di metri di distanza, in via Petix, dentro una struttura ancora in costruzione. Un partivcolare che potrebbe agevolare gli inquirenti nel tracciare l’identikit e il sistema di lavoro di questa banda.

I cittadini inquieti si pongono alcune domande: “Cosa succede nel Paese delle Robbe?” e “Ma veramente non c’è niente da fare e dobbiamo rassegnarci?” e noi con loro. Sappiamo che quanto capita a Milena purtroppo capita in tanti paesi. Ma sappiamo altresì che in altri paesi si fa qualcosa di più che da noi. Qualcuno pianta telecamere agli ingressi e alle uscite e nei punti nevralgici.

Quì, nel Paese adottivo di Pirandello se ne parla da anni e restiano sempre in attesa di trovare un sistema all’avanguardia, nel mentre non se ne fa niente, come accadde per la nuova illuminazione raccontata nella nota novella Le sorprese della scienza del premio Nobel agrigentino, quando in attesa di scegliere il migliore impianto, si celebravano i consigli comunali a lume di candela!

Il consiglio comunale di oggi, ci si augura, possa dimostrare che è moderno, attuale, sensibile ai bisogni della cittadinanza. Il presidente, i capigruppo attivino la giunta e il primo cittadino: “amministrare bene si deve!!!  In fondo poi la cifra per video controllare il territorio è alla portata di tutte le tasche. Quando poi si pensa che ad hoc sono previsti addirittura contributi locali ed europei, un po’ di delusione ci prende.

Ma non è il momento di abbattersi, ma dell’azione. Alla quale siano pronte le associazioni di categoria e gli amministratori di ogni ordine e grado.

Questi signori, passandosi una mano sul cuore, possono sinceramente dire di avere fatto qualcosa per dare una concreta risposta ai cittadini che amministrano oggi più di ieri per niente tranquilli?

La spesa non esagerata aiuterebbe i carabinieri nel controllo del paese facendo loro risparmiare fatica e benzina e darebbe sicurezza a tutti i milenesi. E tale semplice e poco rischiosa video sorveglianza potrebbe interessare anche la polizia municipale.

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Zona franca per la legalità

Fonte Giornale di Sicilia

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Nuovo libro. Roberto Mistretta raccoglie le testimonianze di magistrati da cui emerge uno spaccato della nostra realtà

Roberto Mistretta

 

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Quando la mafia si combatte con la parola

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«Giudici di frontiera: testimonianze/interviste di chi combatte in prima linea contro la mafia» uscirà questo mese, per i tipi di Sciascia editore, l’ultima fatica letteraria del nostro collega Roberto Mistretta dal titolo. Il libro si avvale della prefazione dello scrittore/magistrato Giancarlo De Cataldo autore del celeberrimo «Romanzo criminale» da cui è stato tratto un film e un serial televisivo, si compone di un capitolo introduttivo dal titolo «Giudici nel mirino: l’evoluzione mafiosa nel nisseno, da don Calò Vizzini ai nostri giorni».

A tale introduzione fanno seguito altri sei capitoli:

  • Giovanbattista Tona: «L’insegnamento di don Pino Puglisi nell’esercizio giornaliero del proprio dovere»;
  • Sergio Lari: «La solitudine dei magistrati di periferia. Carenza di organico e super lavoro. La riapertura delle indagini sulla strage di via D’Amelio»;
  • Antonino Patti: «Centoventi morti nella guerra di mafia a Gela 1987-1991 e la pax tra Stidda e Cosa Nostra»;
  • Domenico Gozzo: «Dalla scuola di Falcone e Borsellino alla cattura dei Lo Piccolo»;
  • Onelio Dodero: «L’esperienza piemontese per combattere il fenomeno mafioso là dove nasce»;
  • Ottavio Sferlazza: «Un quarto di secolo contro Cosa nostra. Mafia e ‘Ndrangheta, differenze e similitudini. Il Ponte sullo Stretto e il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nel progetto del secolo».

Dai colloqui coi magistrati emerge uno spaccato della nostra provincia dove le collusioni mafiose non sono un’eccezione ma la regola, e le interviste, pur diverse nella loro essenzialità, si concludono con una domanda comune a tutti i magistrati: qual è la via da seguire affinché la Sicilia si liberi della mafia?

I magistrati sono concordi: quando si parla di mafia nelle aule di giustizia, il cancro è già in metastasi. Occorre fare prevenzione. Come? Parlando di mafia senza timore, nelle scuole, nelle parrocchie, nei circoli culturali. La mafia si combatte anche e soprattutto con la parola. Quello che questo libro intende fare.

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 “Basta ironia, bisogna pensare al bene comune”

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“C’é un paese reale che sta reagendo e si sta dando da fare”.
Almeno ne é convinto Luca Cordero di Montezemolo che oggi ha presentato un accordo per una iniziativa di solidarietà a sostegno della ricerca.
Alla domanda di alcuni giornalisti su quanta distanza vi sia tra il paese reale e quello che si sta discutendo in Parlamento, l’ex presidente di Confindustria ha risposto che “iniziative come queste dimostrano che c’é un paese che ha voglia di fare e non di occuparsi solo degli affari propri. Sono quelli che chiamo gli italiani ignoti, che sono la grande forza di questo paese, malgrado una politica sempre più lontana dai problemi, dalle esigenze vere e da scelte coraggiose che bisogna assolutamente fare per guardare al futuro, a cominciare da non trascurare la ricerca”.
Commentando la battuta di Giulio Tremonti sugli industriali rimasti soli Montezemolo ha detto che “c’é poca ironia da fare vista la situazione di mancata crescita e di mancate iniziative di politica economica. E’ meglio fare meno battute e impegnarci di più per avere più risultati. Condivido totalmente l’opinione di Emma Marcegaglia per quanto riguarda gli industriali”.
Ma l’avvocato imprenditore ha parlato anche della necessità di innovare l’Italia. “E’ significativo e condivisibile il richiamo fatto dal governatore della Banca d’Italia” di cui si legge oggi sui quotidiani, per la necessità di riforme strutturali per il nostro Paese.
 
I giovani italiani sono “lontani dalla politica”, ma dovrebbero invece “impegnarsi di più su questo fronte”, ha poi spiegato Montezemolo.
 

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La mano morta di Arcore

Ben…venute!

di Alfonso Biondi

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Serate ad Arcore: due 19enni raccontano che Berlusconi le palpeggiò sul culo mentre le accompagnava a vedere le stanze della villa.

Più o meno come fa ogni buon padrone di casa. 

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