Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 23 aprile 2011

Una tragica morte

Forse un caso di suicidio

.

Morire a 42 anni compiuti da poco è terribile. Alla vigilia di Pasqua ed in questo modo poi sembra ancora più tragico e ingiusto.

Dalle prime notizie pare che il nostro concittadino Rosario Ingrascì ieri a notte fonda o nella prime ore di oggi, forse in preda ad un momento di sconforto, avrebbe posteggiato la macchina sul margine del viadotto Morandi, che collega Agrigento a Porto Empedocle, e si sia lanciato nel vuoto. La scena che si è presentata alle forze dell’ordine, ai sanitari e ai vigili del fuoco accorsi sul posto è stata raccapricciante.

Mentre sono in corso gli accertamenti del caso, non resta che prendere tristemente atto del fatto che Rosario Ingrascì è un altro giovane che lascia questo mondo prematuramente e tragicamente, come era successo ad Alfredo Cordaro nel novembre 2010 e a Giuseppe Manta nel gennaio 2011.

Rosario lascia nella disperazione la giovane moglie, insegnante a Lercara Friddi, e due bambini e nello sconforto i  familiari e gli amici.

Ai suoi familiari le più sentite condoglianze da MML.

Annunci

Read Full Post »

Lavorano sui punti deboli

PROSEGUONO CON LENTEZZA MA PROSEGUONO I LAVORI DI CONSOLIDAMENTO DELLA STRADA MILENA – BIVIO CAMPOFRANCO. LO STATO DEI LAVORI IN 6 FOTO

.

( cliccare sulle foto per ingrandirle )

 

(altro…)

Read Full Post »

Quel luglio del ’33…

Questa è la mia traduzione di una “cronaca” scritta nel luglio 1933 da Rubem Braga, un giornalista brasiliano che fu reporter di guerra in Italia durante il secondo conflitto mondiale. Mi sembra il paradigma di questo tipo di genere narrativo. Buona Lettura e Buona Pasqua, Giuseppe Butera.

.

Nell’ora neutra del primo mattino

di Rubem Braga

 

Molti uomini, ma anche delle signore, hanno ricevuto la visita del Diavolo e hanno chiacchierato con lui in modo elegante e paradossale. Centinaia di scrittori in mancanza di argomenti interessanti hanno inventato un dialogo con il Diavolo.

Quanto a me, il caso e’ diverso. Non e’ entrato all’improvviso nella mia stanza, non e’ spuntato fuori dal buco della serratura, ne’ da sotto la luce rossa dell’abat-jour. Ha passato un’intera giornata con me. Siamo scesi insieme in ascensore, siamo andati per strada, abbiamo lavorato e abbiamo cenato insieme. Confesso che all’inizio ero un po’ preoccupato.

Quando sono andato a comprare le sigarette ebbi paura che rivolgesse qualche galanteria grossolana alla commessa del tabaccaio. Era una signorina dagli occhi color “garapa” (spremuta di canna da zucchero) e capelli castani, molto semplice, che conosco e mi conosce, nonostante non ci siamo mai salutati. Ma il Diavolo si comporto’ educatamente. La giornata – era un sabato – trascorse senza novita’. Mi rimase accanto mentre lavoravo in redazione, poi al ristorante, dal lustrascarpe, dal barbiere. Io gli offrii un caffe’; lui mi pago’ il biglietto del tram. Nel pomeriggio non gli davo piu’ del Belzebu’, ma solo Bebu’ e lui mi dava del Rubem. La nostra familiarita’ cresceva rapidamente anche senza volerlo. Quando un cieco ci chiese l’elemosina, gli detti duecento re. E’ mia abitudine dare sempre duecento re. Lui invece gliene diede duemila, non so se per capriccio o perche’ non aveva spiccioli. Parlammo poco; ci mancavano argomenti.

La sera, dopo cena, siamo andati al cinema… Mi venne di nuovo l’ansia che avevo sentito di mattina. Per coincidenza lui si sedette vicino a due ragazze che conoscevo vagamente, amiche di una mia cugina che abita in periferia. Ebbi paura che le importunasse; mi sarei sentito a disagio. Lo vigilai per tutto il primo tempo, ma lui se ne stava tranquillamente al suo posto; mi rasserenai. Fu quando mi accorsi che alla mia sinistra si era seduta una ragazza che mi sembro’ simpatica. La osservai nella penombra. La sua pelle era bruna e i capelli quasi crespi. Sentivo il tepore del suo corpo. Seguiva il film con molta attenzione. Lentamente toccai il suo braccio con il mio; era facile e naturale; succede sempre per caso alle persone sedute una accanto all’altra al cinema. Ma quella banale carezza mi inondo’ le vene di desiderio. Strisciai leggermente la mano a sinistra. La ragazza continuava a guardare lo schermo. Mi parve bellissima ed ebbi l’impressione che anche lei fosse emozionata quanto me e cio’ le facesse piacere. Ma in quel momento sentii una risata sommessa e mi girai. Bebu’ mi stava guardando. In realta’ non stava ridendo; era serio. Ma lessi nei suoi occhi qualcosa di malizioso. Ne ebbi vergogna come un bambino. Il film fini’ e non parlammo affatto dell’incidente.

(altro…)

Read Full Post »

Sabato Santo

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: