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Archive for 29 aprile 2011

L’asta pubblica per l’assegnazione in locazione dell’immobile di proprietà comunale denominato “centro commerciale” svoltasi il 27 aprile presso il municipio di Milena, come le precedenti, non ha visto alcun partecipante, come di suol dire, è andata nuovamente deserta.

Ricordiamo che:

  • Il canone annuo a base d’asta era di 30 mila euro.
  • La superficie dell’immobile è di mq 1.294,98.
  • Non sono ammesse offerte al ribasso.
  • La durata è di nove anni.

Adesso tutti gli occhi sono puntati su cosa deciderà l’amministrazione, se deciderà per un ulteriore ribasso che attiri partecipanti oppure per una sospensiva o ancora per trovare un’altra destinazione all’immobile.

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LE ULTIME PAROLE FAMOSE:

NON BOMBARDEREMO MAI LA NOSTRA EX COLONIA LIBIA!

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E’ stata effettuata la prima missione dei caccia Tornado italiani armati di bombe sulla Libia.

“In data odierna hanno iniziato a partecipare alle operazioni aeree a protezione della popolazione civile le nuove configurazioni idonee ad assolvere gli ulteriori compiti assegnati dalla Nato”, rende noto lo Stato maggiore della Difesa.

I caccia si sono levati in volo da Trapani e hanno portato a termine la missione assegnata, dicono fonti del ministero della Difesa.

 “Ieri sono stati forniti gli assetti aerei alla Nato e sarà eventualmente sempre la Nato a dare informazioni sulle missioni”, ha confermato uscendo da Montecitorio il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, senza aggiungere particolari.

I due Tornado avrebbero operato nell’area di Misurata. “L’ordine di ingaggio” assegnato dal comando della missione internazionale prevedeva infatti per i nostri caccia una missione operativa nella zona della città-simbolo degli insorti, da settimane sotto assedio delle forze di Tripoli.

Alla missione ha partecipato una coppia di Tornado attualmente rischierata nella base di Trapani Birgi. Si tratta di due velivoli in configurazione Ids (Interdiction and Strike) specializzati nell’acquisizione di target specifici a terra, armamento di precisione per colpire “bersagli selezionati”.

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NON SI RISPETTA COSI’ L’AMBIENTE IN CUI SI VIVE

COME SI FA A NON VEDERE QUESTO SCHIFO?

IL CONTENITORE PIU’ APERTO E’ QUELLO DEI FARMACI SCADUTI

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di Vincenzo Pane

Lasciano il carcere 5 dei 28 indagati nell’inchiesta antimafia “Grande Vallone”, mentre restano in piedi le accuse per altri 8 soggetti coinvolti nel blitz.

Le prime decisioni dei giudici del Tribunale del Riesame riguardano Edmondo Belardo di Priolo (48 anni), Antonino Grizzanti di Sutera (55 anni), Salvatore Pirrello (54 anni) e Ambrogio Vario (58 anni) di Campofranco ai quali è stata annullata l’ordinanza e quindi sono tornati in libertà. Va agli arresti domiciliari Salvatore Gianluca Modica (39 anni) di Campofranco, al quale i giudici hanno tolto l’aggravante di avere favorito la mafia. A difenderli sono gli avvocati Emanuele Limuti, Adriana Salerno, Pietro Sorce e Claudio Testa.

A Salvatore Gianluca Modica viene contestata l’accusa di avere aiutato Giuseppe Modica, presunto esponente di spicco della mafia di Campofranco, a trovare, grazie un’apparecchiatura particolare, una microspia installata dai Carabinieri nell’impianto di calcestruzzo di proprietà dello stesso Giuseppe Modica.
Edmondo Belardo è invece accusato di frode informatica per avere, secondo gli inquirenti, manomesso alcune macchinette elettroniche installate nella sala giochi “Games Over” di Serradifalco per conto di Rosario Allegro. Pirrello, Vario e Grizzanti sono invece accusati di far parte delle famiglie mafiose di Campofranco e Sutera.

I giudici hanno invece rigettato i ricorsi presentati dai legali di Cosimo Caltabellotta (70 anni) di Campofranco, Gaetano Caltabellotta (44 anni) di Campofranco, Maurizio Carrubba (39 anni) di Campofranco, Nicolò Falcone (63 anni) di Montedoro, Paolo Falcone (68 anni) di Montedoro, Giuseppe Falcone (74 anni) di Montedoro, Angelo Lo Sardo (57 anni) di Bompensiere e Salvatore Termini, detto “Caterino”, di Campofranco (78 anni) che restano in carcere. Giuseppe Falcone e Salvatore Termini erano agli arresti domiciliari in quanto ultrasettantenni. A tutti e otto viene contestato il reato di associazione mafiosa.

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A proposito della farsa dell’Ambasciatore di Milocca nel Mondo rimasto innominato, pubblichiamo un post di congratolazioni  di un certo “cittadino normale” il quale si complimenta con l’avv. Salvatore Ferlisi per l’intervento a gamba tesa dentro il Palazzo Municipale

Gent.mo Segretario del PDCI

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L'avv. Ferlisi Salvatore

finalmente hai capito da che parte sta la ragione ed hai scritto quello che hai nel cuore.

Sono contento per te, spero non ritornerai sui passi prerduti, c’è tempo per rimediare.

Auguri a te e a tutti i milocchesi seri ed onesti.

A casa tutti i politicanti  “per caso”.

cittadino normale

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Riaperta al traffico la Sp per Milena
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E’ stata riaperta al transito autoveicolare la Sp. 152 che va dalla Sp. 24 (Bompensiere-Milena) alla miniera di Racalmuto, relativamente al tratto compreso tra il km. 2,750 e il km. 2,850.

Questo tratto era stato interessato da un movimento franoso, che ha richiesto l’esecuzione di interventi per il ripristino delle normali condizioni di transitabilità. Tali interventi sono stati eseguiti, anche se allo stato attuale la strada presenta ancora alcuni tratti dissestati che impediscono il transito sulla corsia di destra percorrendo l’arteria da valle verso monte.

E’ stata pertanto disposta la riapertura al transito con limitazione della velocità a 40 kmh su l’intero tracciato, tranne nel predetto tratto tra il km. 2,750 e il km. 2,850 dove la sede stradale è stata ripristinata con tout-venant di cava per cui la velocità dev’essere ulteriormente ridotta a 20 kmh con traffico limitato ai soli veicoli di peso inferiore, a pieno carico, ai 35 quintali.

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I DANNI RIMBORSABILI DAI COMUNI

di Paolo Amato

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Il proprietario di un veicolo, parcheggiato in divieto di sosta, non risponde del sinistro stradale poiché non si pone in rapporto di causalità con l’evento-morte. E’ quanto ha stabilito il Gip del Tribunale di Rieti, con l’ordinanza del 1° marzo 2011. Nel caso specifico un motociclista perdeva il controllo della sua moto e, dopo aver strisciato sulla carreggiata per 22 metri circa, impattava violentemente con il casco contro lo pneumatico anteriore sinistro dell’autovettura in sosta sul margine sinistro della carreggiata: il conducente della moto decedeva sul posto a causa della frattura della base cranica.

Il pedone, invece, che cammina sul marciapiede e, inaspettatamente, inciampa su un tombino sporgente non segnalato e cade, riportando lesioni personali, è tenuto ad essere risarcito del danno dal Comune. Lo ha stabilito la Cassazione civile, sez. III, sent. 18.11.2010, confermando la sentenza della Corte d’appello, che sostiene, l’instabilità di un tombino in carenza di cartelli costituisce evento imprevedibile per un pedone. Lo stesso dicasi se un tombino non si vede e il conducente di un veicolo fa un incidente, è tenuto a risarcire il danno il Comune.

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