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Archive for 11 aprile 2011

 di Roberto Mistretta

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Sogni e Incubi

Il sindaco di Sutera, Gero Difrancesco, interviene in merito alle dichiarazioni del pentito di mafia Pietro Riggio nell’ambito all’operazione antimafia “Grande Vallone” riportate dal nostro giornale.

“Desidero chiarire – scrive il primo cittadino di Sutera – che il sottoscritto è stato ed è tutt’ora contrario alla realizzazione del termovalorizzatore, che il vecchio piano dei rifiuti varato da Totò Cuffaro prevedeva lungo la strada veloce 189 Palermo-Agrigento in territorio di Casteltermini, a poche centinaia di metri di distanza in linea d’aria dal mio Comune. La mia forte avversità nei confronti di una struttura sovradimensionata, obsoleta prima ancora di nascere e fortemente inquinante, è stata dimostrata con la mia presenza attiva e determinata nelle manifestazioni locali, in quelle di Aragona, Casteltermini e San Giovanni Gemini, nonché in uno scontro verbale molto duro con il presidente della Regione Totò Cuffaro, durante una assemblea di sindaci presso la Presidenza della Regione”.

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Impossible riportare indietro i migranti

di Tony Zermo

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Ci sembra un’idea sgangherata quella di tentare di riportare in Tunisia i migranti che sono arrivati in Italia. Hanno rischiato la vita nella traversata, non accetteranno mai di essere rimpatriati, non basteranno né soldi, né promesse di lavoro. Vi immaginate una delle nostre navi che arrivano al porto di Tunisi con 2000 clandestini da riportare indietro? Saranno 2000 belve. E chi li ferma? E’ possibile pensare che vengano ammanettati tutti e 2000?
Qui la sola cosa da fare è convincere il nuovo governo tunisino a sorvegliare le coste, con l’aiuto degli italiani, e fermare i barconi (meglio requisirli in anticipo) prima che prendano il largo. E pazienza per i 22.000 che sono già arrivati in Italia, non resta che tenerseli, perché poi loro in Italia non ci vogliono restare, hanno parenti e amici in Francia, in Germania, in Svizzera, è lì che vogliono andare. Del resto i tunisini sono di lingua francese. In ogni caso 22.000 sono molti di meno dei 50.000 arrivati dall’altra sponda dell’Adriatico, quando scoppiò la guerra del Kossovo.

Il problema attuale è stato ingigantito, ha creato spaccature, s’è visto che molte regioni non vogliono i clandestini, perché nel nostro Paese la solidarietà si fa solo a parole. Il Piemonte e la Lombardia, forse anche il Veneto, non vogliono migranti e le loro tendopoli maleodoranti. Ecco perché in quelle regioni non ce li portano. Il fatto è che la maggioranza, soprattutto la Lega, teme di perdere consensi alle imminenti amministrative.

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L’Unità d’Italia vista attraverso le vignette di Umberto Romaniello

OBIETTANDO, OBBEDISCO! Quando la satira fa la storia



In occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia il Comune di Foggia inaugurerà il prossimo 16 aprile la mostra del vignettista satirico foggiano Umberto Romaniello.

L’unità nazionale vista quindi attraverso le matite pungenti di un autore satirico, soprattutto, interpretata sulla scorta delle attuali vicende politiche del Paese.
L’appuntamento è fissato dunque presso la Sala Grigia del Palazzetto dell’Arte di Foggia dove le vignette resteranno esposte fino al 30 aprile

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Il “pazzo” più famoso è Cutolo, ma il caso più eclatante è quello del boss napoletano condannato a 8 anni per associazione mafiosa e poi beneficiario della pensione di invalidità civile, riconosciuta dallo Stato con tutti gli arretrati. Perché ? Disturbi mentali.

E che dire dello stragista dei Casalesi, oggi sotto processo, il quale, dopo aver lasciato il carcere grazie ad una diagnosi di maculopatìa per andare in un Centro oculistico di Pavia, evade dal Centro fa una strage a Casal di Principe? Diciotto morti in pochi mesi, nella primavera del 2008 , e tutti a colpi di mitra. Niente male, per un paziente quasi cieco, no ?

Sono solamente alcuni casi raccontati con nome e cognome da Corrado De Rosa (medico e scrittore) nel suo interessante libro-inchiesta “I medici della camorra” , in cui affronta trent’anni di storia e di cronaca con dati e ricostruzioni molto precise, arricchite da testimonianze di magistrati e di psichiatri.
Dove apprendi, infine, molte cose sull’arte e sul metodo della recitazione per detenuti, boss e quant’altri.
Ovvero, sottotitolo ideale: come fingersi pazzo o malato in poche mosse e ingannare i giudici in vista di evasioni, scarcerazioni e riduzioni della pena.

Ma non solo – attenzione – false perizie. All’uopo, i medici e psichiatri assoldati dalla mafia e dalla camorra (con tariffe da 5000 a 50.000 euro a seconda del caso) si occupano anche dell'”apprendimento” del soggetto, insegnandogli ad esempio a simulare allucinazioni visive e acustiche, a produrre tremori da panico, a esternare stati confusionali, paranoici, e turbe psichiche o depressive, a manifestare delirio e prostrazione (preferibilmente astenendosi dal cibo ) il tutto con l’ausilio di farmaci ad hoc, per creare sintomi di sostegno alla diagnosi.
Come dire: la variante estrema e carceraria del metodo Stanislavskij. O no?

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ANNULLABILE LA SANZIONE PER MEZZO DELL’AUTOVELOX SE NON SONO PRESENTI GLI AGENTI. LO SOSTIENE LA CASSAZIONE

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Insufficiente supervisione municipale a installazione apparecchi

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È annullabile la multa per eccesso di velocità se, presso l’autovelox gestito e installato da un’azienda privata, non c’era il vigile. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso di un piccolo comune che aveva multato un automobilista per eccesso di velocità con un autovelox installato e gestito da una ditta privata. Il caso a Bolzano. Una signora era stata multata per eccesso di velocità. Aveva impugnato il verbale contestando la taratura degli apparecchi e il fatto che l’infrazione era stata “immortalata” senza la presenza degli agenti.

Infatti l’ente locale aveva affidato l’installazione e la gestione degli apparecchi interamente a una ditta privata. Ma la municipale, riporta il sito Cassazione.net, aveva vigilato soltanto sulla fase di installazione (non di gestione) dell’apparecchio e non si era fermata in quella di accertamento dell’infrazione. Per questo il Tribunale aveva annullato il verbale.

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I FESTEGGIAMENTI

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Cercando te…

CERCANDO TE…!

di Alessandra Messina

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Seduta ai piedi di un albero mi ritrovai

io e la mia solitudine

le mani poggiate sull’erba

lo sguardo rivolto al cielo

qualcosa cercavo

cosa di preciso non so spiegare

so soltanto che mi sentivo sola

piccola e smarrita

in un mondo troppo grande

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