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La rabbia contro le superbollette

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c6Un comizio a fine novembre è un evento più unico che raro. A farlo il Pd di Milena che ha anche così ha voluto interpretare il malessere dei cittadini, i quali sempre più numerosi hanno apposto la loro firma per chiedere al sindaco di ridurre la Tari e di suddividere in sei rate la tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti che – ha detto Angelo Manta segretario del Pd locale – “in questo momento strozza e toglie serenità alle famiglie, alle attività commerciali e alle persone che vivono da sole”.

E giù critiche articolate sulla “inefficace e inefficiente gestione dei rifiuti da parte dell’Amministrazione comunale”. Molte le domande indirizzate al Sindaco. A cominciare dalla raccolta differenziata: “Dove va a finire il tanto sbandierato profitto della raccolta differenziata? Ci avevano detto che questa avrebbe comportato una diminuzione della tariffa, ma così non è stato!”

E a questo proposito si fa notare che “nei paesi vicinori il materiale raccolto viene pesato per singolo contribuente e lo sgravio avviene in rapporto alla quantità di differenziata prodotta”. Dopo aver sottolineato: “i cittadini che collaborando fanno la raccolta differenziata non ricevono nessun beneficio” il segretario Pd conclude amaramente: “Milena è l’unico comune in cui la raccolta differenziata contribuisce ad aumentare la bolletta”. Giovanni Randazzo, nel successivo intervento, preciserà che “raccogliere la differenziata senza alcun beneficio per i cittadini, costa 100mila euro l’anno”.

Angelo Manta segretario del Pd Milena

Angelo Manta segretario Pd Milena

Angelo Manta inizia poi una sfilza di dati su cui occorre riflettere.

Fino al 2012 una famiglia tipo pagava la Tarsu. Mediamente 200 euro per un’abitazione di 100 mq, cioè 2 euro a mq; il servizio costava 430mila euro e il comune contribuiva con 120mila.

Nel 2013 l’Amministrazione applica la Tares determinando un aumento del 50% e la tassa passa da 200 a 300 euro. Alle critiche del Pd che riteneva ingiustificato l’aumento il Sindaco rispondeva che la legge era cambiata e il comune non poteva più intervenire a coprire parte dei costi.

Nel 2014 il 15 novembre scorso il Pd scendeva in campo con una raccolta di firme per richiedere l’abbassamento della tassa rifiuti e di farla pagare in sei rate. Il Sindaco rispondeva in una dichiarazione sulla stampa che “sino allo scorso anno il comune è intervenuto con 120mila euro consentendo il contenimento dei costi, ma che da quest’anno il costo del servizio è a totale carico dei cittadini”.

c1Manta contesta il primo cittadino: ” Non è assolutamente vero, l’amministrazione comunale non è intervenuta con i 12omila euro perché la legge non lo consentiva”. Per cui il costo del servizio di 510mila è stato coperto senza i 120mila euro. Quindi l’affondo: “Se nel 2013 pagando mediamente 300 euro a famiglia si è riusciti  pagare interamente i 510mila euro del costo del servizio senza l’intervento del comune, perché quest’anno ci si chiede di pagare mediamente 500 euro per una spesa prevista di 589mila euro” e la conclusione: “I conti non tornano!”

“Non si discolpi additando la responsabilità alla Legge perché la tassa deve coprire per intero il servizio e quindi le aliquote sono commisurate al costo del servizio. L’anno scorso abbiamo pagato 510mila euro. Quest’anno aumentare la tassa del 65% a fronte di un aumento del costo del servizio del 15% è da irresponsabili”.

Una stoccata viene rivolta dall’esponente Pd ai compagni “comunisti di Milena”: “In tutto questo dove stanno i Comunisti… i difensori dei cittadini…”.

La verità secondo il segretario Pd è che “il servizio ha costi esorbitanti e fuori controllo. Negli ultimi anni è costantemente aumentato: nel 2008 costava 372mila euro, nel 2014 589mila euro, passando da 300 a 500 euro”.

Anche il Regolamento, approvato dalla sola maggioranza, lascia perplessi. Per esempio: “Se una famiglia ha una seconda casa, paga come se abitasse sia nella prima che nella seconda casa, come se producesse il doppio della spazzatura, come se avesse il dono dell’ubiquità!”. Altri esempi: “Ci sono famiglie in cui sono caricati figli che da anni non solo non vivono più a Milena, ma non fanno più parte del nucleo familiare”; “ci sono figli che studiano fuori sede e vivono fino a 10 mesi fuori sede”.

c2Oltre alle famiglie se la passano male anche gli esercizi commerciali “si registrano aumenti eccessivi che costringeranno alcune attività a chiudere”.

I cittadini non possono nemmeno sfogarsi: “si recano al comune e non ricevono risposte, non trovano interlocutori, non trovano gli amministratori, si sentono abbandonati, sono arrabbiati, delusi e mortificati dall’atteggiamento superficiale e indifferente dell’Amministrazione”.

Capita invece di sentire che a qualche amico sia stato detto di pagare la prima rata che poi si vedrà… Quì Angelo Manta alza forte il tono della voce: “Si vedrà cosa? La pubblica amministrazione deve essere trasparente e imparziale, deve dare risposte certe, uguali per tutti, i cittadini sono tutti uguali”.

E continua: “Invece di dare risposte certe, cosa fanno… scaricano la responsabilità sui dipendenti comunali” ricordando che “per gli atti emessi la responsabilità è politica, di chi aumenta le tasse e le tasse le avete aumentate voi!”.

E la critica si sposta sugli amministratori che prima di emettere un atto non lo verificano meticolosamente: “Sarebbe bastato fare una simulazione su come l’imposta sarebbe andata a gravare sulle tasche delle varie categorie dei cittadini”. Invece continua Manta “A seguito del recapito delle bollette gli stessi amministratori cadono dalle nuvole… si meravigliano anche loro dell’eccessivo aumento della tassa!”

lotta_evasioneA questo punto si fa una disparità di trattamento dice Manta: “Ai commercianti si riconosce l’eccessivo e insostenibile costo della bolletta, migliaia di euro. Ci risulta che agli stessi non sono state ancora consegnate… ed in alcuni casi ritirate”. Viene riconvocato in fretta il consiglio comunale per modificare le aliquote soltanto ad alcune categorie di commercianti pensando di recuperare le somme evase dai cittadini negli anni precedenti per coprire lo sconto.

La domanda sorge spontanea: “Perché non le avete recuperato prima queste somme evase? Cosa ve lo ha impedito?” e Manta si rivolge al Sindaco: Le tariffe andavano tutte modificate, anche quelle delle famiglie sono elevate e insostenibili”.

Una stoccata è stata rivolta al sistema degli Ato “fallito anche perché i sindaci, compreso il nostro, l’hanno considerato come un luogo dove far politica e sistemare i propri amici-elettori facendo aumentare i costi di anno in anno scaricando i costi di gestione sui cittadini considerandoli delle vacche da mungere”.
E ha rafforzato il concetto: “L’Ato è un ente in liquidazione e i costi dovrebbero essere decrescenti rispetto allo scorso anno, invece c’è stato un aumento anche quest’anno. Negli ultimi due anni c’è stato un aumento di 159mila euro!!!”

Il finale del suo comizio è pirotecnico e si concluderà con una specialissima sorpresa…

Si vuole conoscere:

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