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Posts Tagged ‘Serradifalco’

Serradifalco. Scioperano gli 8 operatori in credito di 3 mensilità

Carmelo Locurto

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cassonetto_dei_rifiuti Niente raccolta di rifiuti, ieri mattina, a Serradifalco e dunque cassonetti ancora strapieni. E’ accaduto che gli 8 dipendenti a tempo indeterminato che curano il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani si sono fermati per protestare per il mancato pagamento degli stipendi di ottobre, novembre, dicembre, della tredicesima e della quattordicesima. Inoltre, nel manifestare il loro disagio legato al fatto di non poter più contare sugli stiprndi arretrati hanno chiesto che sia accelerato il passaggio alla nuova Srr manifestando timori circa il fatto che si possano creare le stesse condizioni di una società di Palermo che, essendo fallita, ha licenziato i propri dipendenti.
I lavoratori hanno anche chiesto il rinnovo del contratto a favore dei cinque dipendenti contrattisti fermi ormai dallo scorso 28 dicembre. E’ stato anche fatto rilevare che, al momento, c’è un solo autista in servizio e che, per scaricare a Lentini ci vogliono cinque ore di viaggio più almeno un’ora di attesa e che il mezzo presenterebbe perdite di olio e gomme usurate.
foto-boomerang-serradifalco-210x141Il sindaco Dacquì, interpellato al riguardo, ha sottolineato: «il problema è che dal 12 dicembre al 16 gennaio le tesorerie sono tutte chiuse, per cui in questo momento non si può pagare; per quanto riguarda il resto, se si ferma il lavoro per l’espletare un servizio senza che sia indetta alcuna forma di protesta nelle forme di legge previste, si tratta di interruzione di pubblico servizio». Riguardo alla situazione dei mezzi che viaggiano alla volta della discarica di Lentini, il sindaco ha aggiunto: «nel momento in cui l’Ato ha comunicato al Comune l’esistenza di problemi in merito ai mezzz, l’amministrazione comunale, in forma sostitutiva, ha provveduto alla riparazione dei mezzi stessi».
Circa i timori manifestati dai dipendenti, il primo cittadino ha precisato: «I timori espressi dai dipendenti sono infondati in quanto la società palermitana era di diritto privato mentre l’Ato Cl1 è una soggetto di diritto pubblico». Infine, sul passaggio alla Srr, Dacquì ha concluso: «E’ dal marzo del 2013 che sollecito questo passaggio; da parte nostra ci siamo già costituiti in Aro e abbiamo già messo a punto il piano industriale per i rifiuti».

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Una folla commossa ai funerali dell’autista della Sais che fu pure consigliere comunale di Serradifalco

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freVenerdì è giunto da Roma il corpo dell’autista della Sais deceduto per un infarto.

La salma del 49enne Franco Palumbo è stata trasportata nel salone accanto alla Chiesa dell’Immacolata. Straziante il dolore della moglie e delle figlie, ma anche dei parenti e degli amici che si sono stretti alla sua famiglia in occasione di questa tragedia.

Dopo la veglia funebre, sabato pomeriggio si sono celebrati i funerali nella Chiesa Madre di Serradifalco alla presenza di tantissime persone. Molti i milenesi, paese di origine dello sfortunato autista, tra cui una delegazione municipale, che hanno voluto così dargli l’estremo saluto e fare le sentite condoglianze ai familiari.

Fonte: La Sicilia

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Rapina serale in una villetta di Altarello

Carmelo Locurto

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LaIPCL10022720140628CLCinque rapinatori, tutti incappucciati ed armati, di notte sono penetrati all’interno della villetta in cui abita l’imprenditore e presidente del Serradifalco Calcio, Leonardo Burgio, e sua madre, la dott. ssa Daniela Faraoni, dirigente dell’Asp, in contrada Altarello-Cusatino. Hanno immobilizzato entrambi, riuscendo ad arraffare un bottino ancora in corso di quantificazione e a far perdere le tracce. E’ quanto, in estrema sintesi, accaduto in una villetta che si trova alla periferia di Serradifalco, Una zona già scenario, 13 anni fa, di una impressionante catena di furti.

Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, erano circa le 22,30 quando Leonardo Burgio si trovava in casa assieme a sua madre. Pare che i banditi siano riusciti ad introdursi all’interno della villetta da un cancello laterale. La madre ha sentito dei rumori ed è uscita dalla casa venendo immobilizzata dai ladri che si sono poi portati nella stanza in cui, nel frattempo, aveva preso sonno da poco Leonardo Burgio.
I rapinatori sono così riusciti ad immobilizzarlo.

faraonSono stati momenti di interminabile paura e tensione per entrambi. Anche perché i rapinatori hanno intimato loro di indicargli l’ubicazione della cassaforte. Invano, in quanto non sarebbe esistita alcuna cassaforte nella casa. Alla fine, pertanto, dopo aver messo letteralmente a soqquadro l’abitazione, i ladri sono riusciti ad arraffare un bottino composto da soldi e preziosi ancora in corso di quantificazione, dopo di che, anche per coprirsi la fuga, hanno staccato i fili della linea telefonica e disattivato i telefonini dei proprietari. L’imprenditore e la madre, comunque, hanno poi dato immediatamente l’allarme.
Sul posto si sono portati i carabinieri: la Scientifica ha effettuato tutti i rilievi del caso alla ricerca di ogni indizio utile per le indagini. La mattina dopo lo stesso presidente del Serradifalco Calcio s’è recato nella caserma dell’Arma dove ha sporto denuncia per quanto avvenuto la notte precedente.
Un episodio inquietante che, inevitabilmente, ha scosso profondamente la comunità serradifalchese. Anche perché, tanto Leonardo Burgio quanto sua madre Daniela Faraoni, sono persone conosciutissime in paese. La notizia del «colpo» nella loro villetta ieri mattina è corsa di bocca in bocca in paese destando sorpresa, ma anche sconcerto e condanna. Un fatto grave che ha portato numerosi serradifalchesi a manifestare la propria solidarietà alla famiglia Burgio-Faraoni per quanto accaduto. Tanti i tifosi, ma anche i giocatori del Serradifalco, che hanno voluto manifestare vicinanza al loro presidente.

I carabinieri, nel frattempo, dopo aver effettuato un sopralluogo nella villetta, hanno avviato le indagini del caso per cercare di risalire agli autori della rapina che, per la sua dinamica, ha ricordato quello consumato l’11 maggio scorso a Butera. Allora i banditi, anche loro incappucciati ed armati, erano sei ed entrarono in azione nella villa di campagna della famiglia dell’imprenditore Aldo Bronte in contrada Milinciana, riuscendo a rubare preziosi e soldi.

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Salvatore Pelonero

Salvatore Pelonero

Serradifalco. Il responsabile organizzativo del Pd ribatte al sindaco per i conti comunali

«Caro Dacquì, il tuo progetto è naufragato»

Carmelo Locurto

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«Il sindaco vuol sapere da quali documenti emergerebbe il buco di due milioni di euro? E allora la relazione di accompagnamento del responsabile dell’area finanziaria al bilancio di previsione 2013? E’ forse una mia invenzione? O è una diceria il parere non favorevole dei sindaci revisori che hanno registrato un buco di circa 2 milioni di euro nei conti del Comune? E poi, di recente, non è stato lui a dire in conferenza stampa che l’ufficio finanziario del Comune ha messo a punto un piano di riequilibrio finanziario pluriennale o pre dissesto? ».
E’ un Totò Pelonero polemico quello che ha inteso fare delle precisazioni rispetto alla replica del sindaco Dacquì sulla questione dei conti comunali: imagesV0VBZERA«Capisco il suo nervosismo dovuto al totale fallimento politico amministrativo della sua sindacatura, la peggiore dal secondo dopoguerra ad oggi, comprendo anche che il suo isolamento politico lo irrita non poco, ma portare la questione dei conti comunali a livelli così banali senza invece chiarire ai cittadini il reale stato in cui versano le casse comunali, è imperdonabile e fa capire perché tutte le forze che prima lo avevano sostenuto hanno preso le distanze da lui».
Pelonero ha poi sottolineato: «Il Pd è stato accusato di aver tramato con il nemico; e il Gruppo Cigna con chi ha tramato? E la Strata Nova? E l’Udc? Caro sindaco, credo che invece sia arrivato il momento di prendere atto che il progetto politico originario della coalizione “Semplicemente Serradifalco” è naufragato e va fatta una seria quanto dignitosa riflessione sul fatto che l’attuale amministrazione rappresenta un soggetto politicamente delegittimato».
Totò Pelonero, infine, riguardo alle presunte nozze tra Alaimo e il Pd ha ribadito: «Il tentativo del sindaco di puntare a mettere in imbarazzo il Pd è politicamente puerile; in realtà farebbe meglio a togliere dall’imbarazzo i serradifalchesi che allora lo abbiamo votato ma che hanno compreso, in questi anni di sua infelice sindacatura, di aver preso una cantonata politica colossale».

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Ricorso respinto. Burgio si dimette e ritira la squadra. Serradifalco nel caos.

Carmelo Locurto

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untitledLa Commissione disciplinare territoriale ha respinto il ricorso che il Serradifalco aveva presentato in appello per i noti fatti di violenza accaduti a Favara e il presidente Leonardo Burgio ha ritirato la squadra dal campionato di Eccellenza. Questa la clamorosa evoluzione che s’è registrata nel tardo pomeriggio di ieri. La Commissione disciplinare territoriale «non ha ritenuto ci siano state situazioni tali che abbiano potuto avere influenza sul regolare svolgimento e conclusione della gara» rigettando il ricorso dei falchetti. A quel punto, il presidente ha annunciato il ritiro della sua squadra.
images«Non si può uscire da casa la domenica e rischiare la propria incolumità, cosa ancora peggiore, l’incolumità di ragazzini», ha detto un amareggiato Leonardo Burgio, che ha aggiunto: «oggi non sono solo io che ho perso, ma ha perso lo sport perché si trattava di ristabilire il rispetto dei principi di legalità, ha perso la Lega nel poter dimostrare che è presente nel difendere chi agisce con trasparenza e legalità, hanno perso tutte le società di calcio che da domani sanno che chiunque assumerà questi comportamenti, da noi subiti, è giustificato e non rischia nulla, ha perso la “giustizia” sportiva che giustiza non ha fatto». Parole durissime, quelle di Leonardo Burgio, che ha concluso: «ritiro la squadra dal torneo di Eccellenza con decorrenza immediata, presento le mie dimissioni da Presidente della società e accettato, per le stesse motivazioni, quelle del Presidente onorario Massimo Monti e per quanto mi riguarda “Addio calcio”».

 

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Arresti a Serradifalco – Abusava di una quindicenne con la combutta della madre

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I VERI UOMINI NON SI COMPRANO LE RAGAZZINE

Un uomo di 78 anni, Calogero Castelluzzi, è finito agli arresti domiciliari a Serradifalco con l’accusa di prostituzione minorile in concorso, insieme alla madre di una quindicenne di cui avrebbe abusato.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Caltanissetta, sulla scorta delle indagini dei carabinieri iniziate lo scorso settembre. Secondo voci raccolte in paese, un anziano del luogo, era solito appartarsi in tarda serata nelle campagne della zona con una ragazzina. In seguito a una serie di appostamenti gli investigatori hanno individuato una “Fiat Panda” con a bordo Castelluzzi e la minorenne.

Le indagini dei militari hanno consentito di accertare che l’anziano avrebbe abusato della quindicenne, ricompensandola con regali come capi di abbigliamento, sigarette e piccole somme di denaro. Tutto sarebbe avvenuto con il consenso della madre della ragazza, senza un’occupazione e in condizioni economiche disagiate, che in alcune occasioni avrebbe addirittura accompagnato la figlia e l’anziano recandosi insieme a loro presso supermercati e negozi di abbigliamento per fare acquisti pagati da Castelluzzi. I due indagati si trovano adesso agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni mentre la minore è stata affidata ad una comunità, dove verrà seguita da medici e psicologi.

(Fonte ANSA)

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«Qui regna un sovrano che accentra tutto nelle sue mani e ha tradito il progetto iniziale»

Carmelo Locurto
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Valenti e Dacquì

Serradifalco. «Ho accettato con entusiasmo l’incarico affidatomi dal sindaco; con il senno di poi tuttavia, ho capito che mi erano state affidate le deleghe più rischiose e sgradite da tutti, sindaco compreso, senza avere a disposizione né le risorse finanziare né quelle umane, intese come personale che mi collaborasse. Forse nella speranza di un mio insuccesso».

Così scrive l’ex assessore Francesco Valenti nella lettera di dimissioni protocollate ieri mattina al Comune.
L’ex assessore ha proseguito: «Ho cercato di dare il massimo e sono riuscito a far sì, con la disponibilità dei vertici dell’Ato Cl1, che nel nostro paese non esplodesse una vera emergenza rifiuti».
Valenti, parlando di «mancanza di collegialità in seno alla Giunta, mancanza di trasparenza, ostruzionismo messo in atto dal sindaco di concerto con il responsabile dell’Ufficio tecnico, mancanza di controlli interni da parte del segretario», ha poi rilevato come «ogni mia iniziativa, come per le discariche comunali (già in frana prima del mio insediamento), o per la raccolta differenziata, o per la richiesta riguardante la validità delle sedute di Giunta in assenza del suo plenum, sull’avere sollecitato iniziative a sostegno delle criticità ambientali, sia stata disattesa».
Valenti ha chiarito di aver percepito l’indennità «solo perché il sindaco assicurava che i conti del Comune erano a posto e, quindi, che era giusto che fosse percepita da tutti, compreso lui, tranne poi, quando tutti erano disposti a percepirla, fare marcia indietro. Forse perché aveva capito (senza, suo solito, comunicarlo a nessuno) che ormai la bufala dei “conti a posto” sarebbe venuta fuori quanto prima».
Parole durissime, quelle di Valenti che ha poi sottolineato: «Le mie dimissioni sono anche la conseguenza della mancanza di risposte concrete, e non fuorvianti, da parte del sindaco, alle numerose interrogazioni dei consiglieri comunali e da privati cittadini. Come, ad esempio, la richiesta di chiarimenti sulla gestione del teatro comunale “Antonio De Curtis ” e sul rendiconto della stagione teatrale 2013 e, ancora, sulla ricostituzione del corpo dei vigili urbani.
E sono anche conseguenza della volontà del sindaco d’accentrare tutto nelle sue mani, di decidere unilateralmente su ogni cosa senza averne le capacità politiche, amministrative e umane, svuotando la Giunta di ogni sua prerogativa».
untitledSecondo Valenti «a Serradifalco, infatti, regna un sindaco-sovrano che ha tradito il progetto politico della coalizione “Semplicemente Serradifalco”, per il quale era stato eletto. E che, a conti fatti, non ha saputo o voluto realizzare nessuno degli obiettivi del programma, nonostante i numerosi tentativi, da parte di tutti i gruppi politici, di ricondurlo sulla via maestra; il sindaco ha preferito, in maniera sprovveduta e personalistica, scontrarsi con quanti si permettevano di criticarlo, piuttosto che fronteggiare l’evidente disastro economico del paese disattendendo anche quel famoso “Patto etico per la governabilità” che per primo aveva sottoscritto.
Ha preferito, di fatto, interrompere i rapporti politici anche con chi gli ha teso la mano, nonostante la vergognosa vicenda dell’indennità di carica da lui percepita di nascosto, con la complicità di qualche suo scudiero che spera, forse, in qualche remunerato ripescaggio al vertice dei servizi finanziari».
Valenti ha concluso: «La tragica situazione economica del bilancio comunale – che il sindaco ha tenuto nascosta fino a quando non è stato costretto ad approvare lo schema del bilancio di previsione per il 2013, con il quale ha dovuto dichiarare, a seguito della relazione del responsabile dei servizi finanziari del Comune, di doversi fare ricorso alla procedura di pre-dissesto – mi costringe oggi, non volendo continuare ad assumermi responsabilità che non mi appartengono, a decidere, con grande dispiacere, unitamente alla segreteria del Pd a mettermi da parte».

«Non intendo dimettermi»

Carmelo Locurto
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Serradifalco. Con una tempistica da verificare, l’ormai ex assessore Francesco Valenti è stato licenziato dal sindaco con un atto di revoca nella stessa mattinata di ieri nella quale l’ex assessore ha presentato al protocollo del Comune la lettera di dimissioni.

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il sindaco Dacquì con Pasquale Lalumia e Cettina Gibaldi

Alle 13, poi, il sindaco Giuseppe Maria Dacquì ha convocato una conferenza stampa alla presenza degli assessori Cettina Gibaldi e Pasquale Lalumia, rimasti nella sua Giunta.
Dacquì ha sottolineato: «L’incarico all’avv. Balistreri per difendere le ragioni del Comune in una mediazione con l’ing. Pecoraro è stato attribuito in continuità per una vicenda risalente al 1996; dopo di che, avendo il legale espresso un parere “pro veritate” e avendo l’ente basato tutti i pagamenti sull’interpretazione di quel parere, non si poteva non affidargli l’incarico. Semmai, a parte che è falso dire che il suo costo è di 20 mila euro (è invece di 2 mila euro per la mediazione e poi, eventualmente, di 5.450 euro oltre Iva), come mai Valenti, quando è stato chiamato a deliberare per incaricare l’avv. Stallone a difesa delle ragioni del Comune per la scuola crollata, ha fatto valere il principio della continuità dicendosi d’accordo nell’attribuire l’incarico ad un legale diverso da quello di Terre di Collina? ».
d1Secondo Dacquì: «la contestazione a questa delibera, in realtà, è del tutto pretestuosa». Il primo cittadino ha snocciolato i dati sulla partecipazione di Valenti alle sedute di Giunta: appena 3 in 23 sedute nel 2014 e 70 su 140 nel 2013. «La Giunta è convocata nelle forme più libere; in realtà, considerato il numero di assenze, ci siamo accorti di Valenti più quando era presente di quando era assente», ha sottolineato il sindaco, che ha poi aggiunto:

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