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Posts Tagged ‘Polizia municipale’

Vigili vestiti di nuovo

untitledAcquisto vestiario per la Polizia municipale

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L’amministrazione comunale ha disposto la liquidazione e il pagamento delle somme previste per l’acquisto di vestiario a favore dei componenti del corpo di Polizia municipale.

La ditta che ha fornito il vestiario è stata la Sa. Ma.

L’importo previsto è di 1.468,88 euro.

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«Nonni davanti le scuole contro il bullismo

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nonE’ stata riproposta alla nuova Giunta l’istituzione, anche a Caltanissetta, del “Nonno vigile”, un’iniziativa sperimentata con successo in altri Comuni d’Italia.
Si tratta di anziani volontari impegnati davanti le scuole, con il compito di sorvegliare l’entrata e l’uscita degli alunni, di vigilare su eventuali casi di bullismo e su tutto ciò che accade attorno alle scuole, con particolare riguardo all’attraversamento pedonale.

Triplice è il vantaggio di questa iniziativa, si assicura gratuitamente la sicurezza degli alunni negli orari di entrata e di uscita dalle scuole, si offre agli anziani un’opportunità di impegno e di aggregazione sociale in modo tale che si possa valorizzare il loro tempo con un progetto utile alla Città, e non per ultimo si evita l’impiego di personale della Polizia Municipale fisso davanti le scuole, per poterlo invece destinare ad altri scopi.

nnnAltrove tale servizio di vigilanza e sorveglianza davanti le scuole viene svolto, gratuitamente, da anziani reclutati principalmente tra Poliziotti, Carabinieri, Finanzieri o Vigili urbani in pensione, riuniti solitamente in apposite Associazioni di volontariato che hanno stipulato protocolli d’intesa con il Comune.

I “Nonni Vigili”, nelle città dove operano con successo, sono muniti di pettorina e paletta per essere immediatamente riconoscibili; oltre a presidiare il territorio loro assegnato, segnalano possibili situazioni pericolose alla scuola o alla Polizia Municipale.

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vigBugiardi e ostinati

 

Bivio Acquaviva sulla SS189: polizia municipale e auto di servizio non visibili! Il dubbio è legittimo: sono lì per la nostra sicurezza o per aiutare le casse comunali?!?

Ripasso della storia.

Il deputato regionale Lillo Firetto, contro l’utilizzo degli autovelox “nascosti” posizionati lungo la Ss 189 Palermo-Agrigento. Ha perfino scritto al prefetto di Caltanissetta per chiederne la rimozione ed ha contestato l’operato della Polizia municipale di Sutera che al pari di altri comuni nisseni (tra cui Acquaviva Platani e Campofranco), nel cui territorio di pertinenza si snoda la strada statale 189, da anni si posiziona lungo il tracciato, sanzionando, tramite rilevatore di velocità, chi supera i limiti di velocità.

Il deputato agrigentino che è anche sindaco (di Porto Empedocle) sostiene che tali autovelox vengano collocati in tratti nascosti e che vengano segnalati in modo approssimativo, allo scopo di penalizzare il più alto numero possibile di automobilisti per fare cassa.

Tutto ciò in palese violazione dell’articolo 183 del Dpr 16.02.1992 n.495 (Regolamento di attuazione del Codice della Strada), il quale recita che “gli agenti preposti alla regolazione del traffico e gli organi di polizia stradale di cui all’art.12 del codice, durante i servizi previsti dall’art.11, commi 1 e 2, quando operano sulla strada devono essere visibili a distanza, sia di giorno che di notte”.

Tutto ciò in palese violazione dell’articolo 183 del Dpr 16.02.1992 n.495 (Regolamento di attuazione del Codice della Strada), il quale recita che “gli agenti preposti alla regolazione del traffico e gli organi di polizia stradale di cui all’art.12 del codice, durante i servizi previsti dall’art.11, commi 1 e 2, quando operano sulla strada devono essere visibili a distanza, sia di giorno che di notte”.

Il suo collega Giuseppe Grizzanti, sindaco di Sutera, sostiene la propria tesi di aver messo gli autovelox solo per scopi umanitari. La comandante della polizia municipale della stessa ha dichiarato che gli agenti non si sarebbero imboscati. Affermazione non vera, come possono confermare un mucchio di foto e migliaia di automobilisti che percorrono la SV 189 giornalmente: i vigili si vedono solo  all’ultimo momento e se ne stanno ben nascosti alla vista.

Adesso arriva anche un video che sbugiarda l’operato dei vigili su quel tratto della SS 189 confinante con i comuni di Campofranco, Sutera e Acquaviva e ne denuncia l’abuso nei confronti degli atomobilisti di passaggio.

Fino a quando li lasceranno fare impunemente?

Si resta in attesa dell’intervento di altri politici con il cuore di leone e non la pelle di pecora.

 

 

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Alessandra Giunta

L’inchiesta sull’assenteismo. Ben 18 indagati lavorano all’Ufficio tecnico, 14 della Polizia municipale

Sospesi dal Gip 32 comunali

Vincenzo Pane

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A due mesi dalla notifica degli avvisi di garanzia il gip Alessandra Giunta ha preso la sua decisione sui presunti casi di assenteismo al Comune: 32 dipendenti sospesi temporaneamente dal loro posto di lavoro e soltanto per tre di loro il giudice non ha ritenuto di dovere applicare alcuna misura, mentre per una delle indagate, nel frattempo deceduta, il gip ha emesso il provvedimento di non luogo a provvedere per morte del reo. Accolta dunque in parte la richiesta avanzata dalla Procura, che aveva sollecitato per venti indagati gli arresti domiciliari (misura non applicata dal gip) e per gli altri solo la sospensione dalle funzioni di dipendente pubblico.

giuntaPer 20 indagati il gip ha deciso la sospensione per un mese dal posto di lavoro, mentre per gli altri dodici la sospensione è dimezzata: quindici giorni senza poter lavorare. Ieri mattina, non appena i carabinieri della Compagnia di Caltanissetta hanno notificato i provvedimenti del gip, gli impiegati in servizio hanno firmato ed hanno lasciato il posto di lavoro, seguendo le disposizioni dell’autorità giudiziaria.

Una vicenda, quella venuta a galla due mesi fa, che ha scosso i componenti dell’Ufficio tecnico e del comando di Polizia Municipale vista la gravità delle accuse formulate dagli inquirenti. Per i magistrati diversi dipendenti avrebbero timbrato la loro presenza sul posto di lavoro strisciando il badge magnetico nella macchinetta che rileva l’orario di ingresso e di uscita, ma dopo aver fatto ciò si sarebbero allontanati. In altri casi alcuni dipendenti avrebbero strisciato i tesserini per conto di colleghi. Il tutto sarebbe stato documentato dalle microcamere installate dai carabinieri negli uffici comunali e l’indagine avrebbe preso il via dopo un accertamento riguardante una coppia di coniugi, entrambi dipendenti comunali, con il marito che avrebbe timbrato il badge anche per la moglie.

Diversi gli episodi che gli inquirenti ritengono di avere accertato, tutti risalenti tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 e che sono costati a vario titolo le imputazioni di truffa a danno della pubblica amministrazione e di falsa attestazione. Nel corso degli interrogatori resi al gip alcuni indagati hanno scelto di non rispondere, mentre altri hanno chiarito alcune condotte ed altri si sono difesi sostenendo che anche per le mansioni che svolgevano dovevano allontanarsi in quanto non svolgevano lavoro d’ufficio.

Nel febbraio 2013, sempre secondo quanto emerso dagli atti d’indagine, sembrerebbe che tra gli impiegati si fosse diffusa la voce che erano state installate delle videocamere e la situazione era quindi tornata alla normalità in quanto avrebbe cominciato a serpeggiare un certo timore tra gli impiegati.

Ora si attende che la Procura chiuda le indagini, scegliendo se chiedere o meno il rinvio a giudizio.

 

L’atto d’accusa del gip per i 32 dipendenti comunali sospesi per assenteismo: «È emersa la reiterazione delle condotte illecite»

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assebParla di “regolarità” e “puntualità” nei presunti fenomeni di assenteismo il gip Alessandra Giunta nel provvedimento con cui ha deciso la sospensione di 32 impiegati comunali dal posto di lavoro e chiamati a rispondere a vario titolo delle accuse di truffa alla pubblica amministrazione e falsa attestazione.

Il giudice analizza nel dettaglio i vari episodi e soprattutto quella che sarebbe, secondo la tesi accusatoria, la condotta illecita che consisterebbe nel timbrare l’entrata e l’uscita per conto di altri colleghi, nell’allontanarsi dal posto di lavoro senza chiedere permessi o nel timbrare il cartellino nelle macchinette marcatempo poste in uffici diversi da quello in cui un dipendente è impiegato.

«Emerge la regolarità nella reiterazione delle condotte illecite dei dipendenti comunali – scrive il gip – i quali, suddivisi in gruppi di poche unità (da due a quattro) timbravano sistematicamente l’uno in luogo dell’altro facendo attenzione che chi timbrava l’ingresso per sé e per il collega poteva lasciare l’ufficio in anticipo poiché certo che la persona per la quale aveva timbrato, ed era giunta in ritardo in ufficio, avrebbe poi timbrato per entrambi all’orario previsto per l’uscita».

imagesQ5N9VOVBProseguendo nella sua analisi della vicenda il giudice parla di condotta consolidata, di un abitudine praticamente fissa: «Si evince la puntualità della condotta illecita con gli impiegati che giungevano nella sede di servizio e si allontanavano dalla stessa prevalentemente nei medesimi orari con conseguente prevedibilità dei loro comportamenti illeciti, tanto da poter ritenere tale condotta consolidata nelle abitudini di ciascuno. Dall’analisi delle condotte degli indagati è emerso in maniera chiara come gli stessi costituissero un “gruppo di assenteisti”. Il carattere piuttosto diffuso delle condotte assenteiste dimostra che ci si trova di fronte ad un vero e proprio stile di vita lavorativo, evidentemente comune agli indagati e che appare realizzato con modalità sistematica».

Il giudice ha disposto un mese di sospensione per Loredana Gambino, Elena Antonella Garofalo, Graziella Ambrosini, Michela Anna Di Marco, Michele Consaga, Giorgio Salamanca, Giuseppe Indorato, Salvatore Longo, Giovanni Reina, Michele Gioè, Michela Angela Baiomazzola, Francesco Patermo, Nunzio Bennati, Salvatore Iorio, Giuseppe Schifano, Fausto Romano, Silvana Rando, Francesca Rosa Silvia Fardella, Sergio Vinicio Lomonaco e Michele Grisafi, mentre per due settimane sono stati sospesi Calogero Lupo, Lucio Giannavola, Giuseppina Campisi, Stefano Barba, Michela Lovetere, Andrea Marchese, Alessio Maria Buono, Giovanni Antonio Marchese, Fortunato Enrico Giannone, Angelo Maira ed Angelo Cartone.

 

 

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Basta buche. Affidati i lavori per il manto stradale

Carmelo Sciangula

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untitledcilAppaltati i lavori di rifacimento del manto stradale di via Legnago. Ad aggiudicarsi il cottimo fiduciario è stata la ditta Edil Sommy di Sommatino, con un ribasso a base d’asta pari al 25,43%. L’importo complessivo dell’appalto è di 37.522,95 euro, oltre oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso e somme a disposizione dell’amministrazione.
A presiedere la gara è stato il responsabile dell’area tecnica del Comune di Sommarino, geom. Roberto Alotta, assistito da Carmelo Indorato e Giosuè Vendra, mentre il segretario verbalizzante è stato Matteo Castronovo.
«L’unica nota stonata – commenta il geom. Roberto Alotta – è la mancata partecipazione delle ditte locali, visto che nonostante abbiamo invitato ben 15 ditte, ossia tutte le imprese iscritte nell’albo delle imprese di fiducia del Comune di Sommatino, solo in quattro hanno presentato la propria offerta e, di queste quattro, una non è stata ammessa per carenza di documentazione». L’aggiudiazione è stata effettuata con il criterio del massimo ribasso.
La via Legnago, arteria che collega Corso Roma a Piazza Vittoria, è oramai impercorribile e impraticabile considerato che il manto stradale è distrutto, pieno di buche. Un intervento previsto anni fa, ma che non era stato attuato per mancanza di soldi. «Appena mi sono insediato – spiega l’assessore ai lavori pubblici Ignazio Indorato – ho attenzionato il problema, trovando le somme necessarie per procedere al rifacimento del manto stradale».

Arriva il Velomatic, multe a chi corre

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Il vice sindaco Ignazio Indorato insieme agli ispettori di polizia municipale

Sommatino. L’occhio del Grande Fratello arriva in paese per sanzionare chi corre troppo. Si chiama «Velomatic» e dovrà far rispettare la sicurezza stradale in paese contro gli automobilisti che sfrecciano.
Dure sanzioni, infatti, per chi nelle zone del centro urbano spingerà il piede sull’acceleratore senza rispettare i limiti di velocità mettendo a repentaglio la propria sicurezza e quella degli altri.
In paese è arrivato giovedì mattina alle ore 11,30 e appena montato è stato già testato nel viale Berliguer. Il rilevatore di velocità acquistato dal Comune è stato richiesto dal vice sindaco Ignazio Indorato ed è stato affidato al comando della polizia municipale.
Gli ispettori di polizia Giuseppe Di Vincenzo, Luigina Cocita, Paolo Scalia, Rino Tornabene, Elio Capraro e Calogero Tricoli già hanno partecipato ad un primo corso di formazione e nei prossimi giorni ne seguiranno altri.
Già nei prossimi giorni Velomatic sarà piazzato lungo le strade cittadine e una pattuglia della polizia municipale rileverà e fotograferà l’eccessiva velocità. «Non vogliamo creare disagi agli automobilisti, ma è doveroso che si rispetti la velocità imposta per legge perché è inammissibile che molti automobilisti indisciplinati corrano per le vie cittadine senza un freno, – spiega il vice sindaco Ignazio Indorato – già nei prossimi giorni sarà installata la dovuta segnaletica sia fissa che mobile per segnalare la presenza del Velomatic e del posto di controllo della polizia municipale. Dunque basta correre. Con questo rilevatore di velocità sarà garantita la sicurezza stradale, e non sarà usato assolutamente con l’intento di far cassa come alcuni pensano».
Nelle prossime ore sia il vice sindaco Ignazio Indorato, sia l’assessore alla polizia municipale Liborio Cravotta comunicheranno le vie interessate ai vari controlli. I posti di blocco saranno ben visibili e il Velomatic sarà segnalato con apposito cartello.

(altro…)

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Consiglio per «patto dei sindaci», revisore dei conti e…

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consiglio_comunale-sortinoMilena. Il presidente del consiglio comunale, la dott. ssa Menuccia Falletta, ha convocato la massima assise civica per lunedì alle ore 18 nella sala “Falcone-Borsellino”.

  1. Ci saranno alcune comunicazioni da parte del sindaco Peppuccio Vitellaro.
  2. Subito dopo i consiglieri procederanno alla nomina del revisore dei conti.
  3. Quindi si passerà alla trattazione del punto relativo alla adesione del Comune di Milena al Patto dei Sindaci. Si tratta di un provvedimento che riguarda il miglioramento delle politiche a sostegno del territorio e la promozione dell’energia alternativa.
  4. Sarà poi affrontato il piano di miglioramento dell’efficienza dei servizi della Polizia Municipale per l’anno 2014.
  5. Sarà anche affrontato il punto riguardante il conferimento della cittadinanza onoraria al prof. Vincenzo La Rosa.
  6. Infine, dopo l’esame del riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio,
  7. saranno affrontate le problematiche inerenti l’ospedale di Mussomeli.

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Condannato per il contratto di un Pon

D. V.
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Gioacchino Pellitteri

Gioacchino Pellitteri

Otto mesi con la sospensione condizionale della pena perchè riconosciuto colpevole di abuso d’ufficio. E’ il verdetto emesso l’altro ieri dal Tribunale per il prof. Gioacchino Pellitteri finito nelle maglie della giustizia perchè da direttore del secondo circolo didattico firmò a se stesso, nell’ambito dei progetti Pon assegnati alla scuola, un contratto di dirigente scolastico esperto in pedagogia. In quell’anno, su delega della Procura, la Polizia Municipale effettuò dei controlli sui progetti che si tenevano nelle scuole e chiese a tutte l’invio dei documenti. Anche sui Pon. Cosa che il secondo circolo fece subito.

Secondo l’accusa, il prof. Pellitteri non avrebbe potuto nominare se stesso esperto esterno nei Pon in quanto era già dirigente scolastico. La difesa, sostenuta dall’avv. Giuseppe Panepinto, ha invece evidenziato che quel contratto al massimo poteva avere un vizio forma, che nel bando non era previsto alcun esperto esterno in pedagogia e non ci fu. Il dirigente siglò quel contratto per acquisire la quota del 5 per cento che, per legge, spetta ai capi d’istituto nell’ambito dei Pon. Allora la normativa europea non era ben definita nelle procedure come oggi che, il 5 per cento, lo calcola direttamente la piattaforma europea dei Pon. Per l’accusa, rappresentata in aula dal procuratore Lucia Lotti, nella condotta del dirigente c’era stato dolo. Perciò ha chiesto di condannarlo ad 8 mesi. Istanza accolta dal collegio preisieduto dal dott. Paolo Fiore che lo ha condannato anche all’interdizione dai pubblici uffici per 8 mesi ed ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte dei Conti.

“Sono sereno – ha dichiarato il preside Pellitteri – so di non aver rubato, ma di aver usufruito di ciò che mi era dovuto per legge come dirigente per il Pon, cioè quelle 1.500 euro. Purtroppo non abbiamo fatto capire in aula che quel contratto non produceva risultati e che non c’è stato nessun esperto in pedagogia in quel Pon. Conto fiducioso nell’appello”.
L’ufficio scolastico regionale al processo non si è costituito.

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