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Gruppo di genitori contrario. Il preside «Al momento è soltanto una prova»

Roberto Mistretta

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Il preside Mario Barba

Il preside Mario Barba

Tra i promotori della protesta contro la settimana corta alla scuola elementare dell’istituto comprensivo “Paolo Emiliani Giudici” di Mussomeli diretto dal preside Mario Barba, ci sono i genitori Giuseppe Genco Russo, Giuseppe Sorce e Luigi Intilla, che hanno cominciato una raccolta di firme da affiancare alla lettera di contrarietà contro tale decisione adottata dal Consiglio d’Istituto.

Da parte sua il preside, a cui la lettera è indirizzata, avrebbe detto ai genitori contrari alla settimana corta, di cominciare con un periodo di prova e poi valutare insieme come tale innovazione sarà accolta. Diversi genitori però sono contrari perfino alla sperimenazione.

Mussomeli - Istituto Paolo Emiliano Giudici

Mussomeli – Istituto Paolo Emiliano Giudici

Nella lettera di protesta si legge: “I sottoscritti, genitori di alunni che frequentano le classi primarie di questo istituto, si oppongono all’adozione della settimana corta, anche a titolo sperimentale, e ritengono illegittima nella sostanza, seppur ineccepibile nella forma, la delibera adottata dal Consiglio d’istituto, in quanto votata da organi che non hanno tenuto conto della reale volontà dei genitori (tra l’altro già espressa nell’anno scolastico 2013/2014). Tra le tante motivazioni -si legge ancora- la più significativa è quella che l’orario concentrato in cinque giorni, significa maggiore difficoltà nell’apprendimento e nel recupero, come nel caso ad esempio che un alunno si assenti. Anche un eventuale recupero pomeridiano, è sicuramente una debole alternativa: gli alunni sono meno concentrati e meno attenti, anche per motivi biologici; è risaputo che l’apprendimento e l’attenzione sono più elevati la mattina quando si è meno stanchi e la mente è più ricettiva. A nostro parere la “settimana corta” si traduce in un danno per i ragazzi che vengono depauperati di preziose ore di lezioni”.
Quindi la conclusione: “A tale proposito chiedono che sia annullata o revocata tale delibera per ciò che concerne questo punto ed a dimostrazione che i rappresentanti di noi genitori, non sono stati rappresentativi, si raccolgono le firme che alla presente si allegano”.

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Anche una raccolta di firme alla «Giudici» promossa dai genitori che non sono favorevoli

«No alla settimana corta»

Roberto Mistretta

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Mussomeli - Istituto Paolo Emiliano Giudici

Mussomeli – Istituto Paolo Emiliani Giudici

Protesta e raccolta di firme da parte di molti genitori all’istituto comprensivo “Paolo Emiliani Giudici” di Mussomeli diretto dal prof. Mario Barba, contro l’istituzione della settimana corta (con il sabato libero) nelle classi elementari.
La settimana corta dovrebbe cominciare dal prossimo 29 settembre (finora i bambini continuano ad uscire ogni giorno alle 12.30), ma contro tale proposta già formalmente approvata all’unanimità dal Consiglio d’Istituto, come già detto s’è levata vibrante la protesta di non pochi genitori che non sono d’accordo.

Diceva ieri un papà che sta raccogliendo le firme: “I rappresentanti dei genitori che in Consiglio d’Istituto hanno approvato tale proposta senza prima consultare tutti i genitori, a questo punto dico che rappresentano soltanto se stessi, perché non si può apportare una modifica così radicale che riguarda i nostri figli, senza prima consultare i genitori. Questi rappresentanti quindi non rappresentano certo noi genitori. I miei figli frequentano sia la scuola media che la scuola elementare, e quindi uno dovrebbe fare la settimana corta, mentre l’altro il sabato dovrebbe continuare a frequentare. Che senso ha tale risoluzione? Da qui la raccolta di firme che ho già avviato e che sta riscuotendo non pochi consensi”.
Sulla stessa scia le dichiarazioni di altri genitori, che senza comunicazione preventiva alcuna, si ritrovano a dover “subire” quella che ritengono una decisione calata dall’alto. Insomma la campanella è appena suonata che all’istituto comprensivo “Paolo Emiliani Giudici” è protesta.

imagesTDVDK94WDa parte sua la scuola si difende richiamando la decisione collettiva approvata dall’organo maximo di rappresentanza, ovvero il Consiglio d’Istituto.
Ieri tuttavia un genitore rappresentante diceva: “In Consiglio d’istituto erano tutti d’accordo e quindi il mio eventuale voto contrario non avrebbe di certo influito. Forse comunque abbiamo sbagliato a non consultare prima tutti i genitori e tuttavia il preside che adesso vorrebbe rimettere tutto in discussione dopo le proteste delle mamme, bene avrebbe fatto ad evidenziare prima eventuali problematiche”.
Di fatto insomma l’istituto in questione, a seguito di tale decisione collegiale si ritrova coi ragazzi di scuola media che continueranno ad osservare la settimana lunga, mentre quelli più piccoli dovrebbe osservare la settimana corta.

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I genitori difendano i figli, gli amministratori i concittadini, le autorità preposte intervengano contro “sorprusi” del genere.

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1014406_651767931531959_604183148_nMartedì 21 gennaio 2014 è una pessima giornata gli studenti pendolari di Milena che frequentano le scuole superiori di Mussomeli. Sono stati in balia del maltempo e, peggio ancora, della Sais.

La trentina di giovanissimi cittadini di Milena costretti a fare la spola con la capitale del Vallone per motivi di studio, pur avendo l’abbonamento mensile pagato per la tratta Milena /Mussomeli A/R, sono stati incredibilmente abbandonati a Campofranco sotto la pioggia, senza una spiegazione soddisfacente.

58164_651768191531933_398308299_nAi ragazzi sono state addotte imprecisate esigenze di personale o di necessità di copertura di un’altra corsa. Imprecisate e comunque ingiustificate: nulla può umanamente giustificare l’abbandono dei pendolari nella piazza di un paese forestiero, senza la presenza di una guida maggiorenne e responsabile.

Nonostante le insistenze dei ragazzi l’autista li ha obbligati a scendere non preoccupandosi del disagio che ha provocato. Colpevole la dirigenza della Sais e lo stesso autista che avrebbe dovuto rifiutarsi di scaricare i giovanissimni pendolari per strada e sotto la pioggia in una giornata di forte maltempo. Gli stessi ragazzi, minorenni per la maggior parte, sono stati costretti a chiamare i genitori per ritornare a casa.

Ci dispiace dare notizie di questo tipo, ma occorre fare qualcosa, immediatamente e seriamente: insomma, se c’è colpa, qualcuno deve pagare, non si può passarci sopra. Non basta augurarsi che fattacci simili non accadano più. La misura è colma, bisogna affrontare e risolvere il problema VIAGGIO.

imagesCABU97GGAttendiamo nell’ordine, la reazione dei genitori che devono denunciare questo gravissimo episodio; delle forze dell’ordine perchè si scoprano le responsabilità e venga diffidata la Sais a non ripetere simili episodi gravissimi ed inqualificabili, i dirigenti scolastici e il sindaco del nostro comune in difesa dei piccoli ed indifesi cittadini di Milena.

L’unica parola che viene in mente è VERGOGNA.

  • Oggi nei confronti della Ditta di autotrasporti, sempre in prima fila in quanto a disagi offerti ai pendolari.
  • Domani verso quanti possono intervenire e non onterverranno come si deve.

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