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Posts Tagged ‘centro di accoglienza’

Sei nigeriane si prostituivano nel centro di accoglienza: i clienti pagavano con i voucher

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Il sesso a pagamento non può essere tollerato in una struttura gestita della Prefettura, nell’ambito di un programma di accoglienza organizzato dal Ministero dell’Interno. Invece all’ex Prandina succede anche questo. Nella tendopoli dove attualmente sono accolti 320 profughi (dati ufficiali della Prefettura, in realtà oltre 400) c’è chi ha utilizzato i 2 euro e 50 cent di contributo diurno per fare sesso. - See more at: http://www.giampietrozanetti.it/#sthash.0EHRluo7.dpuf

Il sesso a pagamento non può essere tollerato in una struttura per l’accoglienza gestita della Prefettura per il Ministero dell’Interno. Invece all’ex Prandina succede anche questo. Nella tendopoli dove sono accolti 320 profughi (dati ufficiali della Prefettura, in realtà oltre 400) c’è chi ha utilizzato i 2 euro e 50 cent di contributo diurno per fare sesso. – http://www.giampietrozanetti.it

Una struttura di accoglienza per i profughi di Padova ha visto crescere al suo interno un giro di prostituzione. Sei donne nigeriane infatti si prostituivano facendosi pagare con i voucher dati ai migranti dalla prefettura della città, che gestisce la struttura. A ogni migrante è destinato un voucher di 2.50 euro al giorno, che però vengono sommati fra loro e consegnati al singolo profugo solo una volta alla settimana. Il conteggio è presto fatto, sono 17.50 euro ogni settimana. Per il cibo e il vestiario non è necessario spendere quote di questa cifra, perché sono consegnati al migrante a parte.

Il dubbio – Gli operatori della struttura si sono dunque insospettiti quando un numero sempre maggiore di ospiti si ritrovava senza voucher subito dopo che gli era stato consegnato. Dove avrebbero potuto spendere quei soldi? Così dopo qualche indagine è emerso il giro di prostituzione che si era creato all’interno del centro di accoglienza.

Le sei donne nigeriane, come scrive il quotidiano il Giornale, facevano pagare le proprie prestazioni sessuali con quei pochi spiccioli, e sempre più numerosi si facevano i clienti che pagavano per poter fare sesso con loro. Un sesso della disperazione, cui le nigeriane si piegavano per cercare di costruirsi un futuro, spicciolo dopo spicciolo, magari per pagarsi il viaggio verso quel tanto agognato nord Europa.

CatturaA questa tratta si erano sottoposte anche madri di famiglia con il benestare dei loro mariti: si prostituivano per racimolare qualche soldo in più, per dare maggiori possibilità ai propri figli. Le sei donne, non appena questo traffico illecito è emerso, sono state trasferite in altre strutture della provincia. Ma, come è facile immaginare, il problema è lungi dall’essere risolto. Adesso nelle strutture si temono le gravidanze indesiderate, per evitare le quali qualcuno aveva proposto di distribuire preservativi agli ospiti della struttura. Ma la distribuzione di preservativi potrebbe incentivare il sesso nei centri di accoglienza. L’ipotesi dunque è stata per il momento messa da parte. E quello che si dipinge si tinte sempre più fosche è un quadro di disperazione, di orrenda disperazione.

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Sottile (Lega): “No al centro per gli immigrati”

Salvo Milazzo

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SOTTILE CON SALVINI

SOTTILE CON SALVINI

Dura presa di posizione dell’esponente del movimento “Noi con Salvini” Denis Sottile, che ha chiesto l’indizione di un Consiglio comunale urgente per dire no alla possibile apertura di un centro di accoglienza per immigrati.

“Chiediamo a tutti i consiglieri sia di maggioranza che di opposizione – scrive Sottile in una nota –  la convocazione urgente del civico consesso per discutere sulla delibera di Giunta numero 88 del 24/1272014 dove si evince la concessione in comodato d’uso dei locali del centro diurno per anziani di via massimo d’Azeglio all’associazione onlus “I girasoli”; un fatto che lascia presagire un’imminente invasione del nostro paese da parte di extracomunitari”.

“Circola infatti voce – continua Sottile – che il Comune abbia aderito al progetto Sprar (il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, costiutito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo)”.

L’esponente del movimento chiede una mobilitazione di tutta la comunità temendo che si possano verificare problemi di ordine pubblico: “Vogliamo vivere sereni – scrive ancora nel documento – , vogliamo che i nostri figli possano essere liberi di coircolare in paese senza alcun pericolo. Sicuramente ci accuseranno di essere razzisti, ma se questo può servire ad evitare l’invasione ben venga”.

“Invitiamo – conclude – tutti i nostri rappresentanti politici che non hanno votato a favore dell’operazione ‘Mare Nostrum’ e successivamente di ‘Triton’ a sostenere questa nostra battaglia”.

 

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Maxirissa al Centro richiedenti asilo politico San Cataldo

Vincenzo Pane

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rissMartedì sera movimentato al centro di accoglienza per i richiedenti asilo politico di piazza San Francesco, ospitato nei locali dell’ex Ipab, dove un gruppo di stranieri ha dato vita ad una maxi rissa, in cui sono volati colpi proibiti ed anche oggetti pesanti, compresi estintori.
Protagonisti dell’accaduto sette ospiti della struttura – poi denunciati dai Carabinieri – in particolare si tratta di sei pakistani ed un afgano, che avrebbero litigato per motivi futili – a quanto sembra perché qualcuno parlava a voce alta disturbando gli altri – ma la discussione è via via degenerata finché non sono volati spintoni, pugni, calci.

Il parapiglia è cresciuto d’intensità finché qualcuno dei protagonisti della rissa ha afferrato un estintore di 6 chili lanciandosi nella mischia, mentre qualcun altro ha anche divelto alcuni pezzi di corrimani per utilizzarli, secondo la ricostruzione degli investigatori, come oggetti contundenti.

Estintore usato come corpo contundente, i carabinieri hanno denunciato sei pachistani e un afgano

Estintore usato come corpo contundente, i carabinieri hanno denunciato sei pachistani e un afgano

Non potendo riportare l’ordine da soli, i componenti del personale della cooperativa che gestisce la struttura, hanno subito chiamato il “112” ed in piazza San Francesco sono arrivati i Carabinieri della Tenenza di San Cataldo assieme ai colleghi del Nucleo Radiomobile, i quali hanno subito provveduto a bloccare gli stranieri, sedandone i bollenti spiriti.
Ai militari non è rimasto altro che identificare i partecipanti alla rissa, tre dei quali sono stati accompagnati all’ospedale “Sant’Elia” per farsi curare le ferite ed uno degli stranieri ha riportato lesioni giudicate guaribili in venti giorni. Si tratta dell’afgano K. S. (27 anni) e dei pakistani G. H. Z. (25 anni), K. S. N. (27 anni), Z. M. (26 anni), A. M. (30 anni), A. N. (26 anni) e A. J. M. (27 anni), i quali sono stati denunciati dai Carabinieri per rissa aggravata, lesioni aggravate dall’uso di oggetti atti ad offendere e danneggiamento aggravato. Reati dai quali saranno poi chiamati a rispondere davanti al giudice.
Nelle scorse settimane gli ospiti del centro di accoglienza di San Cataldo avevano dato vita ad una protesta per chiedere la velocizzazione delle pratiche per il riconoscimento dello status di rifugiato in quanto provengono da nazioni sconvolte da guerre civili e dittature. Alcuni di loro sono spesso ricercati dai regimi ed anche per questo non è possibile indicare i nomi per esteso. A volte, purtroppo, nelle varie strutture, si verificano liti tra i componenti di etnie diverse; i Carabinieri di San Cataldo hanno recentemente intensificato i controlli nella struttura di piazza San Francesco.

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