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Posts Tagged ‘Beppe Grillo’

L’ITALIA NELLA BOLGIA E DALLA SICILIA SCAPPANO ANCHE I MIGRANTI

Domenico Tempio

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hgjhbbbSe l’Italia è quella di questi ultimi giorni, noi siciliani, ai confini del Paese e non del mondo, come molti vorrebbero, ci consoliamo un po’. Nella bolgia infernale dantesca ci siamo immersi tutti. La Sicilia di scandali ha pieno il suo curriculum. La Regione è stata così depredata da tutte le parti da essere costretta a farsi prestare i soldi per pagare gli stipendi alla sua folla di dipendenti. Un’azienda in fallimento perché vittima del latrocinio. In questi tempi di crisi si aggiunge alle tante aziende costrette ad abbassare le saracinesche. Per le quali però non c’è cassa integrazione in soccorso.

Nonostante tutto la gente, per fortuna, sembra non arrendersi. I giovani, quasi la metà è disoccupata, affollano le piazze e le strade dei centri storici, vanno nei pub, hanno voglia di divertirsi, si interessano di cultura, amano gli spettacoli, vivono, insomma, con speranza la società che li circonda. Dimostrando la vitalità di una comunità. Ciò ci riporta indietro nel tempo, nel dopoguerra, quando molte famiglie ridotte alla fame pur non avendo in mano una lira facevano lo stesso la fila davanti ai panifici. Speravano nella generosità del panettiere. Bastava scrivere il credito sulla stessa carta che avvolgeva il pane. Pur sapendo che forse era difficile riavere quei soldi, c’era però la fiducia dell’uno verso l’altro. Oggi il Paese non esce da una guerra che allora accomunò la gente nella sofferenza, ma vive in un periodo forse più difficile, quello di uno sfacelo morale dove gli uni sono contro gli altri.

beppe-grillo_elezioni_2012C’è rabbia, c’è odio, c’è diffidenza. Se oltre il 40% degli elettori non vuole andare a votare deve pur significare qualcosa? Pochi, a differenza di quel panettiere di settant’anni fa, si sentono di dare credito. Sì, Beppe Grillo, il santone del momento, avanza nei sondaggi, ma è perché stimola proprio quell’odio di cui si diceva sopra. Al momento fa presa sui giovani, e si può capire, ma, cosa strana, influenza anche chi poi tanto male non sta. C’è la sindrome dello sfascio. Senza pensare poi al rischio di trovarsi immersi in un mare di macerie.

Sappiamo, difatti, benissimo che con la rabbia non si governa, come non si è governato sino adesso con il taccheggio, con la corruzione, con gli uomini che ci portiamo dietro sin dalla prima repubblica. Che dire di un Greganti, il cosiddetto compagno G, perdonato dal suo partito «perché tutti possono sbagliare»? O il sempre presente Scajola con la licenza di sbagliare perché tutto avviene a sua «insaputa»? Forse l’arresto lo avrebbe meritato più per la casa al Colosseo che per il tentato aiuto all’amico ricercato.

berlusconifacts_20080424105701E che dire dei riciclati ex dc, corrotti, tornati in vita all’ombra del Cavaliere, come i Frigerio e i Grillo? O del fallimento di un Berlusconi, l’uomo della provvidenza, assediato dalla giustizia come un Riina? O dello scontro di potere di una magistratura che mostra le sue crepe persino nel monolitico Palazzo di Milano? Anche lì si sono infiltrati i veleni della politica. Non è un macigno su un’inchiesta che ha fatto clamore, rinfacciarsi l’accusa di una Boccassini non abilitata a indagare sul caso Ruby? Non è desolante vedere un «Genny’a carogna» ristabilire l’ordine in uno stadio tumultuante davanti alle massima autorità? Come facevano i «padrini» dalle nostre parti. Ma senza telecamere.

big-renzi-italiaDavanti a tutto questo rimaniamo in attesa che le promesse di un giovane premier, Matteo Renzi, diventino fatti. Un barlume di speranza cui attaccarsi. Pur non sapendo come finirà. Sono in molti nel suo partito, vedi il presidente del Senato, a bacchettarlo continuamente. Questo giovane sicuro di se dà fastidio. L’accuseranno magari di essere un parolaio, ma almeno ci mette la faccia. C’è, addirittura, nel suo partito chi tifa Grillo. E chissà, con i tempi che corrono, non ci pensi persino un magistrato a fermarlo…
A proposito di parole, l’altro giorno un altro Matteo, il leghista Salvini, ha detto: «La Sicilia è una terra meravigliosa, liberiamola dall’assalto di migliaia di migranti. Così facciamo fuggire i turisti». Dice la verità, ma che scopra solo ora la Sicilia «terra meravigliosa», fa nascere un sospetto: evitare che i migranti dall’Isola salgano sino alla sua Padania. Sa bene, difatti, che qui nel profondo Sud neanche i disperati vogliono viverci. Cercano altri approdi. Cercano quel lavoro che in Sicilia non c’è.

 

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I VAFFA DEL GRILLO…

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msi5“Fa benissimo Grillo a usare il pugno di ferro: o state con me o andatevene. Chi se ne va, non ha capito che rischia l’oblio. Perché il M5s forse non è neanche un partito, bensì una setta. E le sette stanno in piedi finché c’è uno che comanda e gli altri che eseguono. Poche storie”.

Vittorio Feltri nella disputa tra i dissidenti del Movimento Cinque Stelle e il leader Beppe Grillo si schiera dalla parte di quest’ultimo.
Dati alla mano, il fondatore di Libero, spiega che sì, 13 parlamentari messi alla porta in dodici mesi sono tanti, ma che alla fine non hanno prodotto quel terremoto in termini di consensi che in molti si aspettavano. Gli ultimi sondaggi danno infatti ancora il M5S al 20% e oltre, “segno evidente”, per Feltri, “che la soldataglia grillina, deputati e senatori, per quanto si agiti e dimostri insofferenza verso la linea calata dall’alto, è stimata assai meno influente del generale fondatore.

grillo-221700Perché? La gente probabilmente è affascinata, o suggestionata, da Grillo, cui riconosce autorevolezza o almeno carisma, ed è pronta a seguirlo ancora, mentre non dà alcuna importanza ai peones, dei quali sa poco o nulla: non li stima, non li ritiene fondamentali ai fini di un successo politico”.
Anche perché senza Grillo i grillini non esisterebbero ed “è giusto”, scrive il direttore sul Giornale, “che gli obbediscano evitando di andare in cerca di gloria fuori dal recinto. Fatalmente, chi sgarra, perché convinto di potersela cavare in proprio, è destinato a essere espulso. Non ha alternative”.
Quindi per Feltri fa bene Grillo ad aver mandato via i dissidenti e a chi obietta che la democrazia richiede un continuo confronto di idee tra gli iscritti e un partito risponde: “Tra teoria e la pratica c’è di mezzo l’esigenza di sopravvivere alla burrasca politica. Se il movimento si adeguasse alle regolette che assegnano a chiunque la facoltà di comportarsi secondo coscienza, addio collaborazione, addio unità di intenti. Sarebbe una bolgia”.

Quindi, “caro Grillo, mandali via tutti”.

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Grillo nano divora grillini

M5s nel caos: Grillo espelle 4 senatori, 16 verso la scissione

Giampiero Di Santo e Franco Adriano

espulsiPrecipita nel caos il Movimento 5 Stelle. Dopo una lunga assemblea dai toni concitati, all’una di notte i parlamentari 5 stelle hanno votato a favore dell’espulsione dei quattro senatori dissidenti Luis Alberto Orellana, Francesco Campanella, Fabrizio Bocchino e Lorenzo Battista. Ma come prevede il regolamento, l’ultima parola l’ha detta la Rete nel tardo pomeriggio di oggi.

E Il risultato della consultazione on line degli attivisti, pubblicato sul sito Beppegrillo.it, è netto: “Hanno partecipato alla votazione 43.368 iscritti certificati. 29.883 hanno votato per ratificare la delibera di espulsione. 13.485 hanno votato contro”.

Un verdetto netto nei numeri della Rete, ma che ha davvero certificato la spaccatura completa del M5S. Non soltanto perché nell corso del’assemblea notturna la decisione votata a maggioranza da deputati e senatori M5S si era conclusa con 73 sì, 35 no e 11 astenuti per l’espulsione di Battista; 67 sì, 30 no e 13 astenuti per quella di Bocchino; 70 sì, 35 no e 9 astenuti per l’espulsione di Orellana e infine 77 sì, 33 no e 11 astenuti per la ‘cacciata’ di Campanella. Ma anche e soprattutto perché dopo la conferma del verdetto da parte dei militanti in rete, i quattro si sono detti pronti a rassegnare le dimissioni da senatori e si sono riuniti con altri cinque colleghi pronti a rassegnare le dimisioni, in contemporanea con la riunione del gruppo per così dire ufficiale del M5S. Mentre il deputato Alessio Tacconi ha annunciato:  “Esco dal gruppo dei 5 Stelle alla camera e con me ci sono altri cinque deputati”.

Insomma, una scissione in piena regola, con 16 parlamentari pronti a lasciare tra lacrime, accuse reciproche e lancio dell’epiteto “fascisti” da parte dei dissidenti costretti a uscire all’indirizzo di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Addirittura alcuni parlamentari hanno denunciato la falsità delle proprie firme apposte sulle mozioni di sfiducia individuali presentate oggi  dal M5S al senato nei confronti dei ministri del lavoro e dello Sviluppo economico Giuliano Poletti e Federica Guidi.

Il Post di Grillo contro i dissidenti

imagesCARJ2VF4Dopo l’assemblea Beppe Grillo aveva lanciato sul suo blog il referendum tra gli iscritti che avrebbero dovuto decidere se confermare o meno la decisione dei parlamentari.

“Dopo svariate segnalazioni dal territorio di ragazzi, di attivisti, che ci dicevano che i 4 senatori Battista, Bocchino, Campanella e Orellana si vedevano poco e male – scrive Grillo – i parlamentari del M5S hanno fatto un’assemblea congiunta decidendo l`espulsione dei suddetti senatori”. “A me dispiace – confessa il comico genovese – perché in fondo non c`è niente di drammatico, però non sono più in sintonia con il MoVimento: ‘fate alleanze …perché non ha fatto alleanze con Letta … perché non fate’. Tutte persone che sul palco quando c`ero io dicevano esattamente il contrario, dicevano: ‘a casa tutti’, facevano degli olà che fulminavano. Sono cambiati, si cambia, non è mica detto. Si terranno tutto lo stipendio, 20.000 euro al mese fanno comodo, capisco anche quello.

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Grillo a Napolitano: “Dimettiti come Cossiga”

Libero

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131231112929“Spero che come Cossiga, Napolitano si dimetta prima. Lo dico per lui. Non può più permettersi di bloccare un Paese”. Beppe Grillo nel suo contromessaggio di fine anno chiede la testa di Re Giorgio.
Dopo qualche problema tecnico dovuto ai troppi accessi al suo sito, va in scena il messaggio del leader Beppe che raduna i suoi sul web mentre parla Napolitano in tv.
resizer.jspDopo aver “sistemato” Re Giorgio chiedendone le dimissioni, Grillo afferma: “Nel 2014 ci sono le europee – ha detto il comico -, il M5S parteciperà per vincerle, per ridare all’Italia un ruolo centrale in Europa. Le politiche economiche europee sono contro gli interessi nazionali, dettate dagli interessi tedeschi, le ricontratteremo e se necessario disdetteremo accordi firmati da altri governi che non hanno mai sentito la necessità di informare o consultare gli italiani come Monti cha ha firmato un taglio di 50 miliardi all’anno dal 2015 nel bilancio dello Stato per 15/20 anni”.

flopPoi il leader pentastellato invita i suoi iscritti a girare per l’Italia per “mostrare cosa sta facendo il Movimento Cinque Stelle”: “Abbiamo già fatto una rivoluzione, abbiamo già cambiato il Paese e non ve ne state accorgendo, perché le persone quando sono dentro il cambiamento non lo riconoscono. Ma vi garantisco – ha proseguito – che siamo già cambiati. Se non fosse per noi Berlusconi sarebbe ancora senatore. Abbiamo salvato l’articolo 138 della Costituzione. Ci siamo ridotti lo stipendio, abbiamo rinunciato a 42 milioni di euro. Se volevo soldi, carriera e potere facevo il tesoriere di un partito di 42 milioni di euro. Sono queste le prove – ha concluso – che dovete cercare nelle persone: onestà e coerenza”.

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