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Miccichè spaccatutto

Regionali, Forza Italia «spaccata»: cresce la fronda contro Micciché

La Sicilia
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Regionali, Forza Italia «spaccata»: cresce la fronda contro Micciché

L’ultima presa di posizione è quella di del deputato regionale Giorgio Assenza, che si è schierato apertamente il candidato del movimento Diventerà bellissima Nello Musumeci, nonostante il partito di Berlusconi sia orientato a sostenere invece l’avvocato Gaetano Armao. E come accade ormai sempre più spesso sono i social a dare la linea: «Io penso e spero – ha scritto Assenza sul suo profilo Facebook rivolgendosi a Musumeci – che, alla fine, Forza Italia, e per questo mi appello al presidente Berlusconi che, più di ogni altro, è capace di interpretare il comune sentire dei cittadini, e gli altri partiti e movimenti che, a parole, si dicono di centrodestra convergano sulla tua candidatura. In ogni caso, sappi che molti ti seguiremo e, soprattutto, ti seguirà il popolo siciliano che è veramente stanco di essere considerato merce di scambio di chissà quali interessi».

Ma è una posizione non condivisa da tutti: «La linea tenuta da Gianfranco Miccichè – ha detto Pino Federico, altro deputato azzurro che si è riferito alle dichiarazioni di Vincenzo Fiducia – per definire candidato e coalizione in vista delle elezioni regionali è la linea di Forza Italia. Nessun protagonismo da parte del coordinatore regionale – continua Federico – ma semmai un faticoso lavoro di cucitura che è frutto di un mandato e di una scelta condivisa dalla rappresentanza siciliana azzurra e sposata da Silvio Berlusconi. Vincenzo Figuccia – conclude Federico – piuttosto che dare alle stampe ulteriori deliri estivi, si chiarisca le idee e decida se lavorare o meno con Forza Italia per la costruzione di una coalizione di centrodestra vincente».

Ma comunque il caos sembra regnare sovrano visto che nelle ore l’incrinatura nel dialogo tra Forza Italia e la destra si è allargata: per la Destra la figura di riferimento è Nello Musumeci, mentre per Silvio Berlusconi la persona giusta per la Sicilia sarebbe Gaetano Armao. E infatti Miccichè ha già avvertito che se la situazione di stallo dovesse perdurare “potremmo andare da soli al voto, come nel ’94”. Una Ipotesi che però il deputato azzurro all’Assemblea Regionale Siciliana Marco Falcone, esclude categoricamente.

Per questo il presidente di Fi Silvio Berlusconi avrebbe intenzione, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, di trascorrere un mese in Sicilia, “a stretto contatto con la gente che mi ama”, prendendo un appartamento a Palermo per fare campagna elettorale porta a porta. Berlusconi è sempre più convinto che il voto siciliano sia decisivo per gli equilibri nazionali al punto da poter determinare il risultato delle elezioni politiche del prossimo anno.

E dovrà lavorare molto visto che Vincenzo Figuccia accusa senza mezzi termini Miccichè di “rappresentare solo se stesso”.

 

 

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Autovelox mangiasoldi

autovel

Un abcpo’ di Relax

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Che cosa s’intende con “mavorzio”?

  • Un divorzio tipico del Sud Est asiatico?

  • Ciò che è guerresco o marziale

  • Un furto di bestiame.

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Mussomeli applaude Sasà

“Anche gli islamici pagheranno. E se invece a fare un attentato…”

Vittorio Feltri

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Abbiamo perso il conto degli attentati. Ce ne è uno al bimestre e ogni volta piangiamo. Lacrime di coccodrillo. Il primo provvedimento che adottiamo è il lutto nazionale, che non serve ma fa scena. Poi è indispensabile un bel corteo con la partecipazione di ministri e autorità varie predicanti.

La frase d’ordinanza recitata in coro è la seguente: non cederemo ai terroristi che puntano ad avere il sopravvento sui nostri costumi occidentali e sulla nostra civiltà. Buoni propositi cui non seguono atti concreti. Dopo aver seppellito con cerimonie solenni i morti ammazzati, ci dimentichiamo perfino dei vivi. Cosicché non ci predisponiamo adeguatamente al prossimo attacco dei bastardi. Che arriva puntuale come il destino.

L’ultimo è avvenuto a Barcellona, 14 salme e numerosi feriti travolti dal solito furgone lanciato sulla folla con l’intento di far secco il maggior numero di cristiani. Tra alcuni giorni, durante i quali saremo bombardati da retorica bolsa, archivieremo la pratica sino alla ventura strage in qualche altro paese europeo, che per decenni ha insistito a spalancare le porte ai musulmani nella convinzione fosse facile integrarli nei sistemi democratici.

Terrorismo1L’Europa si è irresponsabilmente riempita di islamici e ne paga le conseguenze in termini tragici, facendo subire periodiche aggressioni ai propri cittadini inermi, colpevoli, a giudizio degli adoratori di Allah, i più bigotti e invasati, di non uniformarsi alle contraddittorie leggi coraniche.

Noi come ci difendiamo dai folli che abbiamo ospitato, offrendo loro alloggi e lavoro? Imitiamo i fratelli Bandiera: sbottoniamo la camicia affinché il plotone di esecuzione sia agevolato nel fucilarci e spedirci all’altro mondo. Non solo non siamo stati capaci di organizzare una efficiente rete di protezione contro i criminali dell’islam, ma non cessiamo di invogliarli a colpirci spalancando le frontiere a qualunque balordo che salga su un barcone, sia raccattato in mare e catapultato da queste parti.

Il risultato è scoraggiante. Aumentano i profughi e i fedeli di Allah inclini a massacrarci non per divertimento bensì per costringerci alla resa e a consegnare loro il bastone del comando.

C’è chi li aiuta. Sono i cretini di sinistra e similari che ogni due per tre dichiarano che l’immigrazione è una benedizione di Dio e quindi va incentivata, e sostengono che il terrorismo è una variabile indipendente dalle invasioni barbariche. Fingono di ignorare che la matrice delle carneficine è musulmana e sostengono che la pacifica convivenza fra etnie diverse sia un gioco da ragazzi. Intanto le stragi si moltiplicano e suscitano sempre meno scalpore nella pubblica opinione causa l’effetto anestetizzante della ripetitività che induce alla assuefazione.

Ci si abitua a tutto. Al tempo delle Brigate rosse le gambizzazioni a un dato momento diventarono talmente frequenti da non meritare più titoloni sui giornali. Ma quando venne ucciso Moro, i politici impauriti si mobilitarono e sconfissero il comunismo armato. Ci tocca attendere un attentato pazzesco in Italia per sperare che il governo chiuda i porti e si decida a considerare pericoloso l’arrivo degli islamisti?

Comunque sarebbe più eclatante un attentato compiuto da gente nostrana in danno dei musulmani che viceversa. Occhio per occhio. Se bisogna che sia guerra, meglio vincerla con ogni mezzo, escluse le lagne dei cretini progressisti, delle cui idee assurde Libero riporta oggi un vasto campionario.

 

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America impazzita

STORIA AMERICANA IN PEZZI

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Giù le statue dei generali sudisti. I prossimi saranno Washington e jefferson?

di Glauco Maggi

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Giù le statue dei generali sudisti. I prossimi saranno Washington e jefferson?

Trump fa il paladino della Storia Americana, e di fatto lancia con una serie di tweet la sfida alla intellighenzia politicamente corretta e alla sinistra: dove volete arrivare nella condanna, con relativo abbattimento delle Statue, dei leader della Confederazione degli stati razzisti del sud? E, strada facendo, coinvolgendo nella scomunica gli eroi della rivoluzione contro gli inglesi?

“Triste vedere che la storia e la cultura del nostro grande paese vengono dilaniate con la rimozione delle nostre belle statue e dei monumenti”, ha scritto il presidente. “Tu non puoi cambiare la storia, ma puoi imparare da essa”, ha insistito con un’affermazione che sara’ ignorata dai media ma che e’ ragionevole e soprattutto corretta. “Robert E Lee (generale capo dell’esercito confederato che perse la Guerra Civile NDR), Stonewall Jackson (il generale confederato piu’ celebre dopo Lee NDR) … chi e’ il prossimo, Washington, Jefferson? E’ cosi’ assurdo”, ha concluso Trump con una provocazione che colpisce nel segno.

George Washington e Thomas Jefferson, citati da Trump, sono due dei Padri Fondatori e due ex presidenti della prima ora che furono notori proprietari di schiavi, peraltro insieme ad un’altra nutrita di leader post rivoluzione . E l’allusione del presidente al fatto che potrebbero essere loro due le prossime vittime della campagna montante contro i protagonisti del passato degli Stati Uniti che sono stati protagonisti di episodi di schiavismo e di razzismo e, al culmine della crisi istituzionale, promotori della politica separatista che ha portato alla Secessione e alla formazione della Confederazione sudista, ha purtroppo un fondamento.

Un pastore di Chicago ha infatti chiesto oggi al consiglio comunale di rimuovere la statua di George Washington da un parco cittadino e di rinominare l’area in “celebrazione della schiavitu'”. E il senatore Democratico del New Jersey Cory Booker, afroamericano, aveva annunciato ieri che introdurra’ una proposta di legge per rimuovere tutte le statue attualmente presenti a Capitol Hill, la sede del Congresso Usa, che raffigurano soldati Confederati. “Proporro’ una legge per togliere le statue confederate da Capitol Hill. Questo e’ solo un primo passo. Abbiano molto lavoro da fare”, ha twittato Booker.

 

 

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La nazionale italiana di deltaplano vince il suo nono titolo mondiale e quinto consecutivo

Gustavo Vitali

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Cattura2Accrescono l¹impresa degli azzurri la medaglia d’argento di Alessandro Ploner di San Cassiano (Bolzano) ed il bronzo di Christian Ciech, nato in Trentino e varesino d’adozione, nell¹individuale.

Il nuovo campione del mondo è Petr Benes, pilota della Repubblica Ceca che raccoglie il testimone dal nostro Alessandro Ploner e solo nel corso dell¹ultima giornata. Infatti, Ploner ha quasi ininterrottamente tenuto la testa della graduatoria nei nove giorni di gara e il divario tra i due nella classifica finale è assolutamente esiguo.

Cattura1Quarto un altro pilota della Repubblica Ceca, Dan Vyhnalik e quinto Filippo Oppici, pilota di Parma. Ottime le prestazioni del ciociaro ed esordiente Marco Laurenzi e del resto del team azzurro, Davide Guiducci di Villa Minozzo (Reggio Emilia) e il padovano Valentino Bau che hanno contribuito al successo collettivo. Dirigeva la nazionale Flavio Tebaldi di Venegono Inferiore (Varese).

La supremazia degli azzurri come squadra non è mai stata in discussione. Ha iniziato e chiuso in testa davanti alle nazionali della Repubblica Ceca, Germania, USA, Australia, Brasile, e Giappone. 26 i paesi presenti per un totale di 131 piloti.

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Le classifiche sono stilate in base ai risultati di ogni volo con assegnazione di un punteggio a ciascun pilota secondo l¹ordine di arrivo al traguardo. La somma dei punteggi di tutti i voli determina la graduatoria individuale e quella di tutti i voli dei piloti di ogni nazionale quella a squadre.

CatturaTeatro dell¹impresa, avvenuta nel corso de 21° Campionato del Mondo volato sotto l’egida della FAI (Fédération Aéronautique Internationale), la Valle di Paraná in Brasile. Dalle sue pendici a circa 1000 metri di quota, nelle vicinanze di Formosa, comune dello Stato del Goiàs a 92 km dalla capitale federale, per nove giorni sono decollati i volatori alla volta dell¹atterraggio nella Esplanada dos Ministérios a Brasilia. La valle gode di un clima secco e vento costante, ma talvolta i piloti hanno incontrato anche condizioni difficili.

I percorsi assegnati dalla direzione di gara misuravano tra i 100 ed i 135 chilometri e contrassegnati da boe aeree in corrispondenza di punti salienti del territorio che i piloti dovevano obbligatoriamente aggirare prima di raggiungere la meta. Il tempo impiegato mediamente dai migliori è stato tra poco meno delle due ore e le tre ore e mezza, secondo le condizioni meteo della giornata.

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