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18.53

MML nel Mondo alle 18:53

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Nuove regole in famiglia

Veronica Tussi

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bc859-1aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaasssZio: In questa famiglia non si vive bene, ve ne siete accorti, vero? Così il vostro caro zio e zietta hanno scritto nuove regole.

Coro: Bravi, caro zio e cara zia, ve ne siamo molto grati, ma non potevamo scriverle insieme le nuove regole?

Paolo: A me queste regole non sembrano fatte bene.

Laura: Non corriamo il rischio poi di vivere peggio?

Zio e zia: Sì, sì, non sono regole perfette, ma è meglio cambiare, no?

Franco: “No, è meglio cambiare quando si cambia in meglio, altrimenti è meglio non cambiare.

images-6Elisa: Giusto, non si può fare il rimedio peggior del male.

Zio: Bisogna fare un passo avanti, poi si vedrà.

Coro: E se il passo è verso il baratro? Se cominciamo a litigare da matti?

Enrico: Hanno ragione gli zii. Meglio cambiare, poi le regole le aggiusteremo.

Coro: Ma che discorso è?

Zio e zia: Va bene, va bene. Votiamo: o le regole nuove o le regole vecchie. Prendere o lasciare.

Coro: Ma non c’era la possibilità di scrivere tutti assieme regole nuove fatte bene?

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MML nel Mondo alle 15:36

 

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Sbagliare è umano, perseverare è diabolico

Alfonso Cipolla

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catturaGià la prima volta l’Amministrazione comunale ha sbagliato nel non informare il consiglio comunale e i cittadini dell’arrivo in paese di alcune famiglie di profughi, ne abbiamo saputo tutti a cose fatte. Lo stesso errore ha fatto la cooperativa che gestisce l’accoglienza che non ha pubblicizzato la richiesta di persone locali da impiegare e di alloggi disponibili come ha fatto invece in altri comuni.

download-2Sbagliare è umano, ma non si deve continuare nell’errore, questa volta sarebbe diabolico e imperdonabile.

Ricordino quelli che hanno in mano le leve del comando che Milena è un paese ospitale. Si può e si deve fare accoglienza ma informando il popolo e coinvolgendolo nelle scelte. E tutto si può e si deve fare senza mettere a rischio la tranquillità e la sicurezza della nostra cittadina con il ventilato arrivo di minori non accompagnati.

Meglio ospitare nuclei familiari, come è stato fatto perchè non hanno creato contrasti e disordini.

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Interrogato il Sindaco sull’eventuale accoglienza nel territorio comunale di minori non accompagnati

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Il Consiglio Comunale, in passato, si è occupato della problematica dell’accoglienza dei profughi relativa allo SPRAR soltanto su sollecitazione del Gruppo Consiliare di Milena in Comune e non ha potuto avere notizie dell’arrivo in paese di alcune famiglie afghane e di una pakistana, se non a cose fatte.

catturaDal blog locale Milena Libera si è appreso che le famiglie afghane ospitate in paese si sono allontanate all’improvviso per motivi che non sono stati resi noti alla cittadinanza.

Ultimamente ai Consiglieri della Minoranza sono pervenute diverse notizie  relative alla possibilità che nel nostro territorio sia accolto un numero imprecisato di minori non accompagnati.  Si è appreso pure che starebbe per arrivare in paese un folto numero di minori non accompaganti di età prossima ai 18 anni. Tali notizie non sono state finora né confermate né smentite.

I Consiglieri comunali della Minoranza –  non essere contrari ai valori dell’accoglienza, dell’integrazione tra i popoli né alla  società multietnica ed ai valori della solidarietà – fanno comunque presente che la problematica sopra evidenziata è particolarmente sentita dai cittadini milenesi che manifestano per tale eventualità preoccupazione, timore e perplessità. Fanno presente che i cittadini vanno informati, tranquillizzati e possibilmente coinvolti in una decisione che in ogni modo influenzerebbe la loro vita e la società.

I timori sono giustificati anche dal fatto che questo annunciato arrivo di minori non accompagnati, se confermato, rischia di avere, come in passato, un percorso politicamente sbagliato. L’accoglienza delle famiglie afghane avrebbe dovuta essere avallata e promossa dal Consiglio Comunale, e non invece essere trattata come un affare privato dell’Amministrazione che si è avvalsa dell’Associazione I Girasoli. Per un fatto così importante sarebbe stata auspicabile la cooperazione tra le forze politiche, sindacali, e tra i servizi pubblici comunali ed il sistema del privato sociale operante nel nostro territorio prima di ricorrere all’esterno.

minoranza milena in comuneLa Minoranza poi si dice non a conoscenza della  stipula di un protocollo d’intesa tra il nostro Comune e l’Ufficio Territoriale del Governo di Caltanissetta che avrebbe dovuto prevedere diversi servizi tra loro integrati, di accoglienza residenziale, integrazione e tutela nei confronti  di  soggetti  con disagio e necessitanti di assistenza sanitaria, domiciliare, con la finalità di promuovere e concretizzare l’integrazione di immigranti nel nostro contesto sociale.

E fa rilevare che:

  • -gli enti pubblici,in base alla normativa vigente, stabiliscono forme di collaborazione con le organizzazioni di volontariato avvalendosi dello strumento della convenzione
  •  -il Consiglio Comunale avrebbe dovuto deliberare come da indicazioni del Ministero la convenzione con il soggetto attuatore in quanto gli affidamenti di attività o servizi mediante convenzione sono di competenza del Consiglio Comunale come cita l’art 42 del TUEL.

Un percorso di accoglienza integrata cosi come vuole lo  SPRAR non deve dimenticare che il beneficiario degli interventi è il  minore straniero che entra nel territorio degli stati membri dell’UE senza essere accompagnato da una persona adulta responsabile per esso in base alla legge, finchè non ne assuma effettivamente la custodia una persona per esso responsabile.

dsc_01041-copiaIl ruolo del Comune nella presa in carico del minore è di assicurare servizi destinati a garantire i diritti di cui il minore è portatore, la regolarizzazione dello status giuridico e il suo avvio graduale verso l’autonomia e l’inclusione nel tessuto sociale del territorio in cui viene ospitato. Il Comune deve anche prevedere interventi articolati per raggiungere le seguenti finalità e obiettivi:

  • collocamento in luogo sicuro del minore, sia in strutture autorizzate sia presso famiglie individuate e selezionate secondo criteri prestabiliti in base a norme regolamentari vigenti, tenendo conto,in modo particolare dell’età
  • assistenza socio-pedagogica,sanitaria e orientamento legale
  • apertura della tutela
  • regolarizzazione dello status giuridico e della presenza sul territorio
  • iscrizione al SSN
  • insegnamento di base della lingua italiana
  • inserimento scolastico e professionale e attivazione di servizi a sostegno dell’integrazione socio-lavorativa del minore
  • definizione di un progetto socio-educativo individualizzato per ciascun minore che sarà formulato tenendo sempre presente il supremo interesse del minore, le sue aspettative e competenze, il suo progetto migratorio, oltre ad essere preferibilmente condiviso anche dal tutore e aggiornato durante l’intero periodo di accoglienza.

milena-in-comune2Il Gruppo Consiliare di Milena in Comune chiede di conoscere ed interroga il Sindaco su quanto segue:

  • se è stata fatta richiesta all’UTG di disponibilità di accogliere  MSNA
  • se il nostro Comune ha aderito al Programma per l’accoglienza dei MSNA a valere sul fondo Nazionale per l’accoglienza
  • il numero dei minori che il nostro Comune dovrà ospitare;
  • quali sono le strutture che verranno utilizzate per l’accoglienza;
  • il costo complessivo del progetto;
  • se verranno utilizzate procedure di evidenza pubblica per la scelta dell’operatore che dovrà gestire il progetto
  • se vengono rispettati i parametri previsti dal manuale del Ministero dell’Interno;

i motivi che hanno portato l’Amministrazione Comunale a non informare preventivamente la cittadinanza sul progetto.

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MML nel Mondo alle 15:23

LEGGI L’INTERROGAZIONE INTEGRALE

(altro…)

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I vaneggiameni di Casaleggio

L’ultimo delirio di Casaleggio

Libero

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Il mondo che sarà, secondo Gian Roberto Casaleggio:

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niente centri commerciali, che verranno rasi al suolo; taxi, tabaccai, librerie e macellai scomparsi per sempre; ci si muoverà solo con monopattini e biciclette, poiché le auto saranno vietate.

Dunque le case: non si potranno avere immobili per più di 5 milioni di euro. I fuorilegge? Non in carcere, ma in un centro di rieducazione yoga gestito da neomaoisti.

1Il “guru” del Movimento 5 Stelle ha profetizzato tutto ciò nel suo ultimo libro (digitale, va da sè) dal titolo Veni, vidi, web (con prefazione di Fedez).

Casaleggio non risparmia richiami all’esoterismo, all’ecologismo, alla fantascienza, all’anticapitalismo e alla filosofia new age. L’unico Dio: ovvio, la Rete, che salverà il mondo dalla crisi e ci aiuterà nel lavoro, regalandoci sempre più tempo libero.

Ovviamente, nel libro si parla della nuova classe politica, trasparente e incorruttibile.

E udite udite: “Corrotti e corruttori sono esposti in apposite gabbie sulle circonvallazioni delle città. Ogni cinque anni si vota on line per una nuova costituzione e si rinnova il patto sociale nei diversi Paesi. La parola mercato si usa solo per il mercato rionale. Nelle cariche politiche e istituzionali si alternano per un tempo limitato e per solo spirito civile, cittadini estratti a sorte (…).

Il cittadino deve dedicare dalla maggiore età di 16 anni, due ore al giorno alla comunità. All’Onu ogni Stato ha gli stessi diritti degli altri. Nessuno ha più diritto di veto. La Palestina, il Tibet e il Kurdistan sono diventati Stati membri”.

images (1)Un assoluto delirio, insomma.

Ci sono poi altre vette di follia:

  • chiudere i barbieri per favorire la crescita di una popolazione capelluta;
  • obbligare le edicole a vendere solo albi di Tex;
  • il Milan vince ogni anno la Champions League (Casaleggio è rossonero).

Ultima perla, sui cacciatori: costretti a stare nudi nei boschi, bersaglio di chi vorrà sparargli con un fucile caricato a sale. Sic.

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Milena 8 marzo 15

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LIBERTA’ DI DIRE SENZA OFFENDERE LA SENSIBILITA’ DEGLI ALTRI

Je suis François le Pape

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je neIn un’intervista sull’aereo che lo portava nelle Filippine, teletrasmessa in tutto il mondo, Papa Francesco, ha detto la sua sull’oscenità di molte vignette pubblicate su Charlie Hebdo a tema religioso. In modo chiarissimo, portando un esempio di facile e universale comprensione, ha fatto capire cosa provochi negli animi dei credenti più sensibili la diffusione di certe immagini, spacciate per libertà di stampa.

Specialmente nel mondo islamico dove non vogliono toccato il loro capo religioso Maometto e dove per legge coranica è proibito anche effigiarlo: nessun ritratto infatti è stato mai posto all’interno dei luoghi culto o sulle pagine degli scritti sacri.

Ma ritorniamo al Papa che risponde così all’intervistatore a proposito delle vergognose vignette di Charlie Hebdo spacciate per libertà di pensiero e stampa: “C’è libertà di dire, ci mancherebbe, ma non di offendere gli altri”.  E porta un illuminante esempio tratto dall’intimo familiare:

“Se qualcuno dice una parolaccia contro la mia mamma gli aspetta un pugno!”

papa

“Credo che la libertà religiosa e la libertà di espressione siano entrambe diritti umani fondamentali. Ognuno ha diritto di praticare la propria religione senza offendere. Non si può fare la guerra, uccidere in nome della propria religione, cioè in nome di Dio. Questa è un’aberrazione.

D’altra parte ognuno non solo ha la libertà e il diritto, ma anche l’obbligo di dire quello che pensa per aiutare il bene comune. Ma senza offendere. Perché è vero che non si può reagire violentemente. Ma se il dottor Gasbarri (responsabile dell’organizzazione dei viaggi del Papa) che è un mio grande amico, dice una parolaccia contro la mia mamma gli aspetta un pugno. È normale.

Non si può provocare, non si può insultare la fede degli altri, non si può prendere in giro la religione degli altri. C’è tanta gente che sparla delle religione, le prende in giro, “giocattolizza” la religione degli altri, questi provocano le persone. Come se il dottor Gasbarri dice qualcosa contro la mia mamma. C’è un limite. Ogni religione che rispetti la vita e la persona umana ha dignità. E io non posso prenderla in giro. Questo è un limite. Ho preso questo esempio del limite per dire che nella libertà di espressione ci sono limiti come quello della mia mamma”.

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