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Archive for the ‘Stampa, Tv e Blog’ Category

Il rapporto di Cristoforo Pomara, il capo ispettore: «Lampedusa, hotspot da sfollare. Stanze inagibili, letti all’aperto, a rischio la salute di ospiti e personale»

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Stangati i “furbetti” della corsia d’emergenza

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Nell’ambito dei servizi mirati al controllo del territorio e alla vigilanza stradale predisposti dal Compartimento Polizia Stradale “Sicilia Orientale” di Catania, pattuglie dipendenti hanno proceduto solo nell’ultimo fine settimana, sulla Tangenziale di Catania, a ritirare ben dieci patenti di guida.

Sono stati così “puniti” i cosiddetti furbetti della corsia di emergenza che, incuranti dell’importanza di lasciare libera la corsia d’emergenza, sfrecciano liberamente sulla corsia dedicata in barba a quanti rispettosi e consapevoli aspettano incolonnati nel traffico avanzando prudentemente sulle corsie di marcia.

L’intervento tempestivo della Polizia Stradale, che ha riscosso il plauso degli automobilisti in transito, è servito a ripristinare la corretta circolazione stradale e a salvaguardare la pubblica incolumità.

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Il lampione che parla

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«Ecco finalmente qualcuno mi risponde…»
«Come sarebbe a dire che avete tante chiamate?»
«Non è possibile che si fulminino in continuazione tutti i lampioni della città!»
«Sì, sono calma, sono calma non mi sto agitando… mi scusi è il mio modo di parlare… non ce l’ho con lei…»
«Perché ho chiamato? Per il lampione davanti a casa mia… tra l’altro è l’unico nel raggio di cento metri.»
«Cos’ha il lampione? Parla!»
«No, cos’ha capito? Non è che “parla” sul serio, non sono matta… “parla” nel senso elettricistico…»
«No, mi faccia spiegare, per cortesia… è che la luce della lampadina va e viene, sfarfalla insomma… e, in questi casi, in gergo, si dice che “parla”. Pensavo lo sapesse visto che si occupa di lampioni… va bene, lasciamo perdere; piuttosto, ogni tanto si spegne e poi si riaccende e così via di continuo… È davvero fastidioso.»
«Da quanto tempo? Da almeno una settimana… ho provato a chiamarvi più volte e…»
«No no, non ricomincio daccapo a far polemica… sì sì capisco… sono molte le chiamate che ricevete, me l’ha già detto…»
«Una settimana che non funziona, secondo lei non sarebbe tanto? Cosa significa? Che deve fulminarsi del tutto perché veniate?»
«No, guardi… non sto alzando la voce… le dico solo che si tratta di un problema serio perché il marciapiede oltretutto è pieno di buche e con il buio o la scarsa illuminazione c’è pericolo di cadere, sa sono anziana….»
«Sì, lo so da me che per la manutenzione dei marciapiedi mi devo rivolgere a un altro Ufficio, ma anche lì non mi rispondono mai, da settimane… anzi c’è una voce registrata che mi ha indicato l’indirizzo di un sito dove raccomandano di scrivere una mail cui però nessuno risponde… la solita storia, insomma.»
«Ma no, che dice? Non è vero che non mi va bene mai niente… il problema è che in un paese civile quando le cose non funzionano bisognerebbe aggiustarle, non trova? Non è complicato…»
«E poi non le ho detto tutto… quando a volte si spegne…»
«Come che cosa?»
«Il lampione! Sto sempre parlando del lampione! Ma mi sta a sentire?»
«No, per carità… non metta giù… mi calmo, mi calmo, mi scusi… lei però mi stia ad ascoltare sennò non ci capiamo… stavo dicendo… che quando a volte il lampione si spegne il buio si popola di esseri mostruosi…»
«Sì, esseri mostruosi… cosa c’è di strano?»
«Come faccio a vederli se è buio? Perché quando all’improvviso la luce si riaccende, per un attimo li vedo benissimo… sono orribili… hanno occhietti iniettati di sangue, braccia lunghe e scheletriche, mani unghiate e sbavano come mastini… li vedo che si avvicinano al mio portone per poter entrare, grattano e ghignano in un modo che fa accapponare la pelle e poi, quando torna la luce, urlano e spariscono… per poi subito dopo ricominciare. Vivo sola sa?, e ho tanta paura…»
«No, non alzo affatto il gomito… come si permette? Sono una signorina seria, anziana sì, ma lucida e morigerata… cosa crede? Prenda piuttosto buona nota dell’indirizzo che le do e venite a cambiare la lampadina il più presto possibile, per favore…»

 

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E CI VOGLIONO FARE CREDERE CHE TUTTO QUESTO E’ NORMALE?
Alfonso Paolio Cipolla
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La cittadinanza di Milena “paga” alcuni assessori che non hanno alcuna competenza e/o fanno poco e niente.
E per il sindaco tutto questo è normale.
Ora, con questa nomina la cittadinanza pagherà anche un “esperto” per supportare il sindaco per fare quello che i suoi assessori non sanno fare.
E questo scherzetto ci costa 1.400 euro al mese oltre alle indennità di carica erogate agli assessori.
In pratica, Milena è passata da Peppuccio Vitellaro, zio del sindaco attuale, che faceva il sindaco a titolo gratuito al nipote, Claudio, che paga anche lo zio del Ministro per fare le cose che i suoi assessori non sanno fare.
E ci vogliono far credere che tutto questo è normale?
Vabbè.

LA NOMINA A CONSULENTE DEL SINDACO DELLO ZIO DEL MINISTRO CON UN COMPENSO MENSILE DI 1.400 EURO È UNO SCHIAFFO AI CITTADINI.
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Il Partito Democratico ha il vicesindaco ai lavori pubblici ed ora viene nominato consulente del sindaco per i lavori pubblici un uomo sempre del Partito Democratico che è stato già in passato sindaco di Milena e che milita nel PD ed è zio dell’attuale Ministro per il Sud.
Qualche amico vicino all’amministrazione ha spiegato questa nomina dicendo che con lo zio del Ministro avremo le “porte aperte…”
Io dico che questa nomina offende i giovani di Milena, i professionisti di Milena, i cittadini di Milena. Ed offende la politica.
Mi auguro che il Ministro Provenzano chieda a suo zio di fare un passo indietro e di non accettare questa consulenza a pagamento.

apc

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Quei politici che nascondono la testa sotto la sabbia (e agitano l’onorevole piumaggio posteriore)… non lo potranno fare ancora per molto

ALFONSO CIPOLLA

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L’EMERGENZA SANITARIA E UMANITARIA

Musumeci – Razza – Martello

Totò Martello sindaco di Lampedusa, da due mesi chiede a Conte che si riconosca lo stato di emergenza nel suo paese. La Regione appoggia formalmente la sua richiesta. Son trascorsi più di due mesi, ma da Roma nessuna riposta.

Giorni fa Musumeci emana un’ordinanza con la quale chiude i centri di accoglienza e l’hotspot di Lampedusa per gravi motivi sanitari. Troppi gli extracomunitari, quasi mille invece del centinaio consentito. Troppi i casi di contagiati nei centri di raccolta d’immigrati in grado di trasmettere il coronvirus agli altri trattenuti ammassati come polli. Due emergenze visibili, tangibili, innegabili.

L’EMERGENZA NEGATA

Niente emergenza per il presidente del consiglio Conte e la ministra dell’interno Lamorgese. E i due impugnano l’ordinanza davanti al Tar di Palermo, adducnedo le loro motivazioni. La presidente del tribunale nega al presidente della regione siciliana la possibilità di esporre le sue ragioni nonostante avesse formalmente chiesto di essere ascoltato. Decide a tamburo battente di sospenderne la validità. Il 17 settembre ci sarà una seduta collegiale per stabilire se la regione abbia invaso le competenze del governo oppure no.

A Musumeci non piace essere stato trattato così irrispettosamente sia dal governo nazionale che dal Tar, la cui presidente, poi si verrà a sapere sia stata  consulente remunerata del presidente della regione Lazio Zingaretti, un fatto che ne incrina l’immagine e non la mette al di sopra di ogni sospetto.

Musumeci – rivendicando la propria competenza in materia di sanità pubblica – dichiara che non cederà di un millimetro e continuerà a disporre controlli sanitari sui centri di raccolta. Cresce il consenso nei suoi confronti non solo quello di tutti i siciliani che non vogliono la loro terra trasformata in un campo profughi, dimenticata da Roma e da Bruxelles.

Intanto la Regione, non lo stato, continua a provvere a eseguire i tamponi agli extracomunitari, dimostrando serietà istituzionale e collaborazione leale con un governo che si gira dall’altra parte, i cui componenti mettono la testa sotto la sabbia come gli struzzi.

LA REALTA’ RESTA A GALLA

Nel frattempo…

Lamorgese fa sgomgrare 800 extracomunitari.

sinUn poliziotto mandato a fare servizio d’ordine a Lampedusa viene contagiato e messo in quarantena con tutti i commilitoni impegnati sull’isola.

Continuano i casi di extracomunitari con il covid-19 e si apprende che la media dei contagi tra gli extracomunitari è quadrupla rispetto a quella nazionale.

L’hotspot arriva a superare i mille ospitati. Contìtinuano gli sbarchi isolati. Sono in arrivo altri 500 migranti sulle navi Ong.

La motovedetta di Bansky è piena di extracomunitari salvati in mare, ne sbarcheranno una cinquantina tra i più deboli. Lo street-artist ha il merito di centrare il problema: denunzia l’insensibilità dell’Europa.

Mentre la comandante Pia Klemp, tedesca di Germania come la collega Carola, invece straparla di lotta antifascista nei confronti dell’Italia.

LA PREPOTENTE POLITICA FILOGOVERNATIVA

Musumeci non cede di un millimetro e continua a disporre controlli sanitari. Tutta la Sicilia è con lui. Anche a livello nazionale viene apprezzata la sua posizione.

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Conte invece continua a starsene muto e inattivo. Lamorgese a sostenere che spetta solo a lei governare l’accoglienza degli extracomunitari.

Il ministro Boccia definisce antiitaliano il governo regionale. Il ministro del Sud e un senatore di Italia Viva sicilianissimi scendono minacciosi da Roma nell’isola non per esaminare da vicino lo stato delle cose e tentare di mediare, ma rispettivamente per intimidire e denunciare.

L’ISOLA DIMENTICATA DAL CONTE

Poi i fatti che sono testardi e i numeri indiscutibili prendono il sopravvento sulla linea struzziana seguita dal governo e sulla sentenza tribunalizia.

Hotspot-Lampedusa-2-625x400 (1)Appena un giorno dopo che l’hotspot di Lampedusa è stato svuotato di 800 extracomunitari, supera i mille e ieri fa il record di oltre 1.500.

Sono in arrivo due navi ong con circa 500 extracomunitari a bordo.

Da Marsala a San Leone a Pachino si succedono sbarchi fantasma che sfuggono al controllo e i clandestini si sparpagliano e  spariscono nelle zone vicine.

dimA Lampedusa si organizza un sit davanti al Municipio e si chiedono le dimissioni del sindaco. Quello stesso sindaco Totò Martello che qualche giorno prima aveva fatto l’inchino al governo.

È crisi nera nell’isola, esplosiva, e il suo sindaco che fa? Totò dovrebbe darsi martellate sulle parti intime. Troppo ondivago, non fa gli interessi di Lampedusa ma quelli del governo verso cui fa finta di alzare la voce. Anche lui verrà travolto dalla “non emergenza sanitaria” dell’isola, secondo una giudice non di Berlino, invenzione del “visionario” Musumeci. Tutti i deputati di sinistra locali, nazionali ed europei vadano a soggiornare all’isola, però dentro hotspot stretti stretti alla carne da macello su cui speculano. Eurofili, amanti degli euro. Sonanti.

stopOra però Totò Martello sindaco di Lampedusa e Linosa proclama un giorno di protesta a Lampedusa: “Il silenzio di Conte fa paura, proclamiamo lo sciopero sull’isola”.

Domenica sera la popolazione di Lampedusa si reca sul molo, si scontra con la polizia e impedisce che i pullman portino gli ultimi sbarcati nell’hotspot.

https://video.ilsecoloxix.it/italia/lampedusa-sbarcano-450-migranti-sit-in-di-protesta-e-tensione-con-la-polizia/63711/63691

FINE DELLA POLITICA DEGLI STRUZZI

mettere-la-testa-sotto-la-sabbiaL’hotspot per migranti (assieme alla parrocchia locale) ospita ormai più di 1.500 persone.

La ministra Lamorge adesso «segue con estrema attenzione la grave situazione», cerca di correre ai ripari, inviando altre tre navi-quarantena, oltre alle due già presenti: la prima arriverà a Lampedusa entro domani notte, le altre due entro mercoledì. Inoltre, per ridurre il sovraffollamento dell’hotspot, tra stasera e domani oltre 300 migranti saranno trasferiti altrove a bordo di motovedette e della nave Dattilo delle Capitanerie di porto.

Praticamente la stessa ministra conferma quell’emergenza che era alla base dell’ordinanza di Musumeci. Siamo convinti che ne terrà giusto conto la presidente del Tar.

MUSUMECI RIVENDICA RIVENDICA IL DIRITTO DI PARTECIPARE AL CONSIGLIO DEI MIINISTRI

Nello Musumeci chiede al governo di convocare un Consiglio dei Ministri per discutere quella che considera un’emergenza assoluta, al quale intende partecipare, perché “la Costituzione e la Legge danno diritto al presidente della Regione Siciliana di partecipare alle sedute del Consiglio dei Ministri in cui si trattano questioni riguardantila Sicilia”.

muroI fatti testardi e i numeri incorruttibili descrivono una situazione di emergenza non solo sanitaria poiché si rischiano seri problemi di ordine pubblico.

Lo capiranno adesso il Governo, il Tar e i politici filogovernativi che la Sicilia è stata trasformata in un campo di concentramento con all’interno un lazzaretto?

POLITICI SICILIANI NON GRADITI IN SICILIA

401185_1Una menzione particolare e disonorevole va rivolta a tutti i politici siciliani (di qualsiasi ordine e grado: locale, regionale, nazionale, europeo) che si sono fatti notare distinguendosi per il loro assordante silenzio.

Tacciono costoro. Acconsentono e consentono la gornaliera distruzione del tessuto sanitario, sociale ed economico di quella che dovrebbe essere anche loro terra.

Accertatene le responsabilità, andrebbero esiliati.

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I numeri sono numeri, e preoccupanti

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Augusto Minzolini smentisce Luciana Lamorgese e il Viminale, che continuano a far finta di niente ed a sostenere che l’immigrazione non rappresenta un’emergenza per il nostro paese.

La ministra dice che la percentuale dei clandestini contagiati è appena del 3,98%. Sarà ma è più del doppio di quella degli italiani”, fa notare l’editorialista de Il Giornale.

I numeri parlano chiaro in questo senso: nell’ultima settimana circa l’1,5% delle persone sottoposte a tampone è risultato positivo. Quindi l’incidenza generale è molto più bassa di quella dei migranti: dal primo giugno in Sicilia sono stati effettuati 6.371 tamponi a chi è arrivato con i barconi, per una percentuale di positivi pari al 3,98%.

Nota Bene 1 – E a fare i tamponi ci ha pensato non lo Stato ma la Regione Siciliana.

“Il politicamente corretto della sinistra – ha aggiunto Minzolini – nell’attuale crisi è fuori luogo e demente quanto il sovranismo spinto.

Ci vuole serietà”. Quella che al momento sembra mancare dalle parti del Viminale e dell’intero governo, che continua a ignorare l’emergenza rappresentata dall’immigrazione clandestina, che non è più soltanto un problema sociale ma anche sanitario.

Nota Bene 2 – Come sostiene il Presidente della Regione Siciliana la cui ordinanza è stata incredibilmente “sospesa” dal Tar di Palermo.

Nota Bene 3 – Si consideri che gli italiani non viviamo ammassati l’uno sull’altro come negli hotspot e nei centri di raccolta, dove quindi i contagi sono agevolati e più frequenti… e non risparmiano nemmeno le forze di polizia sul posto.

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La Valle dei Templi e il teatro antico di Taormina nella top ten dei siti culturali più visitati d’Italia. Il ministero nei giorni scorsi aveva stilato la graduatoria nazionale senza inserire i luoghi siciliani

La Sicilia

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La Valle dei Templi e il teatro antico di Taormina nella top ten dei siti culturali più visitati d'Italia

La Valle dei Templi di Agrigento e il Teatro Antico di Taormina figurano fra i primi sette siti più visitati d’Italia. Prima ancora del Museo Egizio e della Venaria Reale di Torino, della Reggia di Caserta e di Villa Adriana e Villa D’Este a Tivoli. Al top anche Siracusa, la Villa del Casale di Piazza Armerina, i Parchi di Segesta e Selinunte e il Chiostro di Monreale. I dati sono stati diffusi dal dipartimento regionale dei Beni culturali, guidato da Sergio Alessandro, dopo che il ministero dei Beni culturali, nei giorni scorsi, nello stilare la graduatoria nazionale non aveva inserito gli analoghi luoghi siciliani della cultura. Una “dimenticanza” dovuta all’autonomia che la Regione ha in materia. Sono ben sette i siti dell’Isola che si collocano nei primi trentasette posti delle destinazioni più frequentate da visitatori e turisti in Italia.

Ad esempio, il Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, che nel 2019 ha superato i 940mila visitatori, e il Teatro Antico di Taormina, di poco sotto agli 890mila ingressi, risultano a ridosso del Colosseo a Roma, degli Uffizi a Firenze e del Parco a Pompei. Anche il Parco archeologico della Neapolis di Siracusa, che si colloca con quasi 700mila visitatori prima del Museo archeologico di Napoli, della Galleria Borghese di Roma, del Parco archeologico di Paestum, della Pinacoteca di Brera e dei Musei Reali di Torino, vede un suo momento di grande rinascita grazie anche ai recenti provvedimenti messi in atto dal governo regionale che ha riordinato il sistema dei Parchi archeologici. 

«I beni culturali siciliani e i luoghi di fruizione come i Parchi archeologici, i musei, le Gallerie, le biblioteche – evidenzia il presidente della Regione Nello Musumeci – costituiscono un bene comune da preservare e valorizzare. Certamente sono luoghi che devono attrarre turismo e creare un circuito produttivo e occupazionale, ma nel contempo devono essere parte integrante del territorio, della sua identità e generare crescita civile della nostra comunità».

«Lo sforzo che il mio governo sta compiendo, con attenzione, investimenti, eventi di valorizzazione, va in questa direzione. I primi risultati ci sono, ma – aggiunge Musumeci – debbono moltiplicarsi anche in termini di visitatori. Gli incassi ottenuti nell’ultimo anno mi fanno ben sperare e non appena i Parchi entreranno a regime e avremo fatto un restyling dei musei, che stiamo programmando, si vedranno gli effetti».

Nella classifica figura anche il Parco della Villa del Casale di Piazza Armerina che, nonostante le difficoltà dovute alla viabilità per i mezzi turistici che devono raggiungere il sito, sta mettendo in atto una serie di eventi per l’incremento delle visite. La Villa romana tardo-imperiale sarà visitabile, ad esempio, in notturna a partire dalla prossima primavera con iniziative collaterali che arricchiranno l’offerta turistica. Il Parco di Segesta e il Chiostro di Santa Maria La Nuova di Monreale seguono con circa 300mila visitatori attestandosi in una posizione di rilievo nella classifica davanti al Palazzo Reale di Napoli, la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino e le Terme di Caracalla a Roma.

Anche il Parco archeologico di Selinunte, anch’esso inserito nel nuovo sistema dei Parchi regionali, con 230mila visitatori, è nel gruppo dei siti più visitati d’Italia.

La Sicilia quindi si inserisce a buon diritto nel novero dei siti della cultura italiani, contribuendo al processo di sviluppo della Nazione che certamente deve passare attraverso la crescita legata alla bellezza e al pregio delle nostre testimonianze storico-artistiche. «Sarà anche decisiva – aggiunge il governatore – un’estensione dei servizi aggiuntivi e integrati (caffetterie, ristoranti, bookshop, biglietterie online) perchè ritengo la partnership con i privati qualificati un carta vincente nella sfida alta che stiamo affrontando. Intanto, una migliore comunicazione renderà giustizia a qualità e anche ai numeri dei beni culturali siciliani che, come si può notare nel raffronto con quelli del resto d’Italia, non sfigurano e anzi conquistano le prime posizioni nel contesto nazionale.

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