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Archive for the ‘Stampa, Tv e Blog’ Category

Prosegue senza tregua da parte della squadra di Vigilanza Ambientale del Comando della Polizia Urbana di Agrigento, la caccia a quanti si ostinano a sporcare e inquinare il territorio comunale piuttosto che adeguarsi e rispettare il regolamento della raccolta differenziata dei rifiuti.

Ben 34 verbali per abbandono rifiuti sono stati elevati dai Vigili ad altrettante persone sorprese a lasciare indiscriminatamente l’immondizia nel centro urbano e nelle periferie della città dei templi. In particolare i trasgressori sono stati individuati in Via Acrone, Via Toniolo, Via Alletto, contrada Esa-San Biagio, Via Volpe, contrada Ciavolotta-Gibisa, Piazzale Giglia, Via Madonna degli Angeli, Via Plebis Rea, Via Sironi e Via Regione Siciliana.

Tutte le persone identificate anche attraverso l’uso di telecamere e altri sofisticati mezzi investigativi, dovranno pagare una multa salatissima che gli arriverà direttamente a casa.

Il filmato realizzato nelle ultime ore, documenta la serie di trasgressioni compiute e proprio attraverso  questo video sono stati identificati alcuni dei trasgressori sanzionati.

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Nel gorgo vuoto

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Era una delle peggiori tempeste che si fossero mai abbattute in quel tratto di mare. Il capitano Kamamura, anziché tornare al porto più vicino, stava proseguendo imperterrito lungo la sua rotta. Non sarebbe mai tornato se non con la stiva piena del quantitativo di pescato pattuito.
Da tempo vi era grande rivalità con Sukato, l’altro comandante di punta della flotta Mutziko, e Sukato aveva fatto sapere a tutti che era seduto già da qualche ora al bar del porto di Shiogama a sfondarsi di sakè visto che aveva appena consegnato una partita eccezionale di merluzzi e tonni.
Kamamura si era chiuso in un mutismo impenetrabile, spezzato unicamente da comandi secchi e precisi. Il suo secondo, Ishikawa, che ben lo conosceva, aveva capito che si preparavano per tutti giorni difficili.
Alle 14.06 dell’ottavo giorno di navigazione il vento rafforzò da est. Una gabbia per granchi reali si frantumò contro la scialuppa numero due lanciando ovunque schegge di bambù e fasciame di barca.
«Perché non l’avete assicurata con una doppia volta di cima…?» gridò rabbioso contro il vento Kamamura. Nessuno l’aveva visto arrivare sul ponte e ora, sotto gli scrosci potenti del maestrale, sembrava un fantasma sorto dal profondo dell’oceano. Formulando quella domanda si era fatto così vicino al suo secondo che sembrava volesse prenderlo a schiaffi. Si limitò però a sputargli addosso tutto il suo disprezzo facendolo vergognare di essere al mondo.
Poi l’imprevedibile.
La gloriosa e rispettata bandiera della flotta Mutziko, dimenticata anch’essa sul pennone, con lo schiocco di una frustata, udibile finanche nel fragore della tempesta, si era liberata del suo sostegno finendo in mare. Il capitano avrebbe potuto sopportare anche l’umiliazione di tornare con la stiva mezza vuota, ma mai di fare rientro senza bandiera. Sarebbe stato per lui un disonore intollerabile e tutti si sarebbero sicuramente presi gioco di lui. Rimase così, immobile, per un tempo sospeso, a fissare quella striscia di stoffa volare nel cielo come un’uria ferita e infilarsi dentro un’onda di diversi metri che subito la avvolse spingendola nel profondo. Poi, come lanciato da una balestra, Kamamura si mise a correre all’impazzata verso la poppa del peschereccio lanciandosi in mare in modo scomposto e senza nemmeno tuffarsi. L’equipaggio a quella scena rimase impietrito. Ishikawa salì subito in cabina per fermare il motore. Occorreva mettere immediatamente in mare una scialuppa, quella rimasta integra, per cercare di salvare il capitano o quantomeno per riportare a bordo il suo corpo.

 

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Musumeci e la crisi di governo «Calvario finito». E vedrà Berlusconi

di Mario Barresi

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musumIn salotto la foto di Giuseppe (il primo nipotino maschio di otto mesi, ieri all’“esordio” in Sicilia), è quattro volte più grande di quella di Almirante. Una montagna di volumi, soprattutto di storia, nella libreria a parete; sul tavolo un chinotto, appena comprato al supermercato, in due bicchieri con ghiaccio e limone. Il padrone di casa ci riceve in jeans e polo blu.

Nello Musumeci, ma cos’è questa crisi vista da Palazzo d’Orléans?
«È il naturale epilogo di un papocchio, durato più di un anno e che ha rappresentato tutto il contrario di quello che dev’essere la politica. Un contratto programmatico arido, triste, malinconico, senza un supporto culturale né un’affinità valoriale tra chi avrebbe dovuto sostenerlo e realizzarlo».

 

Musumeci e la crisi di governo «Calvario finito». E vedrà Berlusconi

«Al voto subito? Sarebbe giusto. Ma forse Salvini è stato troppo ottimista. Nessun tacchino vuole avvicinare il Natale…». La maggioranza M5S-Pd «un altro papocchio, durerà pochi mesi». Il timore per i dossier siciliani a rischio, ma anche l’esultanza per l’addio di Toninelli: «Un ristoro per la comunità»

Lei può rivendicare di aver invocato la rottura di Salvini con M5S anche in piena luna di miele gialloverde…
«Un calvario. È finito un calvario senza sosta. Perché la rissosità quotidiana, il veto incrociato e l’inerzia di alcuni ministeri hanno fortemente penalizzato le aree più deboli della nazione e quindi il Mezzogiorno e la Sicilia».

Dal voto in ottobre si è passati allo scenario di un governo senza la Lega. Salvini ha sbagliato nella tempistica?
«Forse in un eccesso di ottimismo. Ma non dimentichiamo che nessun tacchino vorrebbe anticipare l’arrivo del Natale. La sopravvivenza è un’esigenza fisiologica, prima che politica».

Il principale effetto collaterale della crisi è il centrodestra ricompattato.
«Quando è unito, il centrodestra vince sempre. E in Italia il centrodestra è maggioranza morale, prima ancora di esserlo in Parlamento. È inevitabile che il profumo di vittoria che arriva dalla casa del centrodestra mette in allarme tutti gli altri alle ricerca di formule, forumulicchie e di pietose giustificazioni che mostrano quanto fragile sia la resistenza umana di fronte alla paventata perdita di un seggio».

Eppure ci sono i numeri per una maggioranza alternativa.
«Io sono per andare al voto subito. Se si dovesse formare una maggioranza-papocchio, il ricorso alle urne sarebbe solo rinviato di qualche mese. La coalizione esploderebbe di fronte alle contraddizioni interne, accentuate dalle diffidenze di Bruxelles e dalla preoccupazione dei mercati. Ed è questo il periodo in cui il centrodestra deve capitalizzare il tempo a disposizione per organizzare il ritorno al governo, spero con una maggiore incisività rispetto al passato».

Sondaggi-1-690x362Aveva detto a Salvini: «Molla i grillini, ti farò vincere al Sud». La reazione dei leghisti è stata freddina, ma il leader, domenica a Catania, ha detto: «I sindaci e i governatori sono i benvenuti». Il matrimonio fra Lega e DiventeràBellissima è più vicino, adesso?
«Siamo attenti in questo momento a due fronti. Il primo è quello di realizzare il programma di governo, con risultati che non esito a definire incoraggianti. L’altro fronte ci vede attenti a mantenere un rapporto di buon vicinato con tutte le forze politiche della coalizione. La scelta di una eventuale aggregazione o patto federativo sarà presa dall’assemblea di DiventeràBellissima, possibilmente con un voto unanime. Quale sarà la scelta ancora è presto per dirlo».

Dicono che Berlusconi abbia apprezzato le sue recenti ospitate tv. L’ha chiamata?
«Ho sentito il Cavaliere alcune settimane fa. Lui ha sempre avuto una grande simpatia per me: quando non avevamo nulla da offrire, mi chiamò al governo nel 2011 affidandomi la delega agli Affari sociali».

Di che avete parlato?
«Intanto mi ha rimproverato perché gli ho dato del lei: “Se non ricordo male, ci davamo del tu…”. Richiesta che, lo confesso, mi mette un po’ a disagio. Abbiamo parlato del governo, ha voluto conoscere le novità, ma mi è sembrato molto informato sulla Sicilia. Siamo rimasti d’intesa che ci vedremo non appena sarei tornato a Roma. Ma lo stesso vale per gli altri leader. Con la Meloni ci siamo sentiti in occasione del cambio alla guida dell’assessorato al Turismo. Con Salvini ci siamo rivisti al Cipe e ci siamo messaggiati durante la sua ultima visita in Sicilia».

Salvini, molto più di Berlusconi o Renzi, è divisivo: o con lui o contro di lui. È chiaro che lei è dalla sua parte.
«Salvini non è un personaggio da mezze misure. Non è un uomo politico che lascia indifferente chi lo osserva. Io apprezzo il suo decisionismo e molte sue idee appartengono al mio bagaglio culturale. Alcuni temi ci dividono, ma questo è più che naturale. Qualche avversario lo ritiene un anacronistico intruso, ma Salvini è uno dei soci fondatori del centrodestra».

68458725_10219080049141680_2765938868241825792_nQuali sono, per la Sicilia, gli effetti concreti della crisi di governo?
«Innanzitutto le vertenze irrisolte. Sulle più grandi, Almaviva e Blutec, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico governo non ha ancora dato risposta, ben prima della crisi di questi giorni. E poi le infrastrutture. Abbiamo manifestato tutta la nostra diffidenza sull’ottimismo ostentato dal ministro Toninelli sull’autostrada Ragusa-Catania: un rimedio peggiore del male. L’avere accantonato la soluzione mista pubblico-privato con motivazioni molto discutibili e l’aver proposto un modello pubblico con Anas, in assenza di certezze sulle risorse e di un formate accorto col concessionario sull’acquisto del progetto, mettono in allarme il governo regionale e i sindaci. E ancora: la Nord-Sud, la vertenza Cmc, il viadotto Himera sulla Palermo-Catania. Toninelli aveva promesso un commissario per le strade provinciali: abbiamo concordato un nome assai vicino a lui, un dirigente statale. Se ne parla da novembre, ma intanto è la Regione a intervenire sulle strade provinciali con 200 milioni. Ecco, una delle poche notizie buone è che la crisi di governo dovrebbe mettere a riposo l’attuale ministro delle Infrastrutture. E sarebbe un ristoro per tutta la comunità siciliana».

1980 – Un giovanissimo Musumeci con Almirante

Ma per una Regione governata dal centrodestra non sarebbe anche peggio un governo Pd-M55?
«Io mi illudo sempre che l’interesse istituzionale e collettivo debba prevalere su quello dell’appartenenza. Forse perché sono stato educato a questa scuola (e indica la foto di Almirante sul tavolino del salotto, ndr) di zio Giorgio che ci guarda. Qualunque sarà il governo che si tenterà di mettere in piedi nelle prossime settimane, ove non si dovesse andare al voto anticipato, troverà in noi fermi sostenitori di alcune richieste irrinunciabili».

Quali richieste farà al nuovo governo?
«Una corsia preferenziale per le grandi infrastrutture siciliane, poi un piano Marshall per il Mezzogiorno, con un cronoprogramma che affidi al governo nazionale la cabina di regia, la verifica della puntualità e l’applicazione delle sanzioni. E ancora la defiscalizzazione dei prodotti petroliferi: siamo stanchi di dover continuare a pagare sulla pelle della nostra gente e non ricevere un segnale che prima di essere finanziario è morale. Ne abbiamo parlato col ministro Tria e torneremo a parlarne col prossimo ministro dell’Economia perché per noi è una battaglia di bandiera irrinunciabile. E poi il tavolo sulla finanza locale, al quale abbiamo lavorato con risultati concreti. Infine, il ritorno all’elezione diretta del Presidente della Provincia. Altro che collegi e candidati, al prossimo governo che verrà fuori noi chiederemo queste priorità».

 

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Chi abbandona un cane abbandona la propria coscienza sulle strade della dannazione!

Arialdo Giammusso

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Il cane che abbandoni ti scodinsolerebbe anche se ti vedesse ripassare davanti a lui pochi istanti prima di morire.

Lui non darebbe mai la colpa della sua morte a te ma penserebbe che ha sbagliato qualcosa per meritarsi di essere stato abbandonato: non ha sbagliato nulla se non di aver amato un padrone come te!!

#nonabbandonarlimai

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I creditori hanno una memoria molto migliore dei debitori

Benjamin Franklin

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Buon ferragosto e buona festa dell’Assunta

Antonio Scavone

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