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Archive for the ‘Stampa, Tv e Blog’ Category

Gli scrutini sono ancora in corso, ma i dati appaiono stabili.

provenzano_675_920x450Sembra certa l’elezione a deputato nazionale di Peppe Provenzano del Partito Democratico (nella foto) e di Michele Mancuso di Forza Italia riconfermato deputato regionale.

Mussomeli, capitale del Vallone, porta nel Palazzo dei Normanni il suo sindaco Giuseppe Catania di Fratelli d’Italia.

Il terzo deputato regionale è il gelese Nuccio Di Paola del Movimento Cinque Stelle della parte sud della provincia nissena.

Calcisticamente parlando Il Vallone batte Gela 3 a 1 mentre il capoluogo Caltanissetta resta a guardare.


A tutti loro i migliori auguri di fare il bene della nostra terra dalla Redazione

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Stravince il Vallone con Milena e Mussomeli, poi brilla solo Gela

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Peppe Di Cristina, quarto dietro Michele Mancuso di Forza Italia, Giuseppe Catania di FdI e Nuccio Di Paola dei Cinquestelle, si è dimesso da segretario provinciale del Pd dopo aver preso atto che ”ha vinto la destra italiana guidata da Giorgia Meloni e in Sicilia Schifani e di aver perso il seggio per un soffio”.

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Musumeci recordman di preferenze

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Il Presidente uscente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, è stato eletto al Senato per Fratelli d’Italia.

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Grazie a tutti i siciliani per il voto a Fratelli d’Italia, a Giorgia Meloni per aver creduto in me, ma soprattutto a Catania, la mia città, che ancora una volta mi ha dato fiducia. Con oltre 150.000 voti sono stato eletto senatore. Il mio impegno per la Sicilia continuerà anche al Parlamento nazionale.

Grazie!

A Catania, in particolare, si è infatti ‘consumato’ il big match tra lo stesso Musumeci e Cateno De Luca, l’ex sindaco di Messina e candidato alla presidenza della Regione Sicilia. Musumeci di fatto triplica il risultato conseguito da De Luca con circa 52 mila preferenze.

Nello Musumeci festeggia nella sua Catania l’affermazione nel collegio uninominale per il Senato che lo “incorona” nuovo senatore della Repubblica con oltre 35mila in più rispetto alla candidata dei Cinquestelle Giuseppina Rannone, mentre Cateno De Luca, anche lui candidato al Senato, si è classificato al terzo posto.


Razza: “Felice per affermazione di FdI ed elezione Musumeci in Senato”

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Vincere le elezioni nazionali nel tempo di una crisi economica, di una guerra dentro i confini dell’Europa e. speriamo, nella coda finale di una emergenza sanitaria globale, è una responsabilità infinita.

Giorgia Meloni sarà all’altezza di questa sfida che, tra le sue emergenze, ha il Mezzogiorno e la disaffezione dei cittadini nei confronti della politica. Sono contento per l’affermazione di FdI e per l’elezione del presidente Musumeci e di tutti i nostri rappresentanti al Parlamento nazionale.

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La Meloni trascina il centrodestra alla vittoria

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ELEZIONI POLITICHE 2022

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L’Italia è del centrodestra: la coalizione ottiene la maggioranza sia alla Camera che al Senato. A trainarne il successo è FdI, mentre delude la Lega.

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Primi exit poll per le regionali. Schifani in netto vantaggio

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Ci ha riquerelato Scarpinato, siamo terrorizzati!

Piero Sansonetti – Il Riformista

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Ieri Nino Di Matteo, ex Pm palermitano e ora membro del Csm, ha criticato i partiti che hanno fatto sparire dai loro programmi la lotta alla mafia.

Giusto. L’unica traccia di impegno contro le cosche lo hanno dato i Cinque Stelle candidando l’ex procuratore generale di Palermo. Che però… Proprio l’altro ieri è riemersa una storia che era stata dimenticata da tutti.

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SCARPINATO

Pare proprio che l’ex procuratore generale di Palermo (Roberto Scarpinato) qualche anno fa abbia venduto ad un prezzo altissimo una casa di famiglia nel paese di Sciacca a un suo ex imputato, che lui archiviò un paio di volte ma che poi fu condannato da altri.

Non è una vicenda edificante.La sollevò tanti anni fa l’ex ministro della Giustizia Filippo Mancuso, il quale sostenne anche che questo compratore di casa fosse amico dei Siino, una famiglia che aveva tra i suoi esponenti il cosiddetto “ministro dei lavori pubblici dei corleonesi di Riina”. Ahi ahi ahi.

Nessun reato, pare, ma insomma per i Cinque Stelle che sospendono dal partito un assessore per una bazzecola qualunque, anche se non provata, questo è un macigno. Ieri ancora non era giunta la notizia di una nota di presa di distanze da Scarpinato da parte di Giuseppe Conte.

E’ molto probabile che la nota arriverà oggi in giornata. E che Conte chieda a Scarpinato di impegnarsi a dimettersi dalla Camera in caso di elezione. (Sia chiaro: noi non siamo d’accordo; se il reato non c’è, non c’è. In nessuna parte del codice penale c’è scritto che un magistrato non possa fare affari con il proprio imputato. Però conosciamo purtroppo l’intransigenza morale di Conte).

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Sansonetti

Scarpinato ci ha riquerelato.

Ha querelato il direttore di questo giornale perché abbiamo scritto di una casa di proprietà della sua famiglia, a Sciacca, che lui vendette alla bella cifretta di quasi 700 milioni a un signore che tempo prima era stato suo imputato ed era stato da lui archiviato. È un reato vendere la casa a un proprio imputato (che poi, da altri magistrati, fu condannato per altri fatti)? No. Pare che il codice penale non proibisca la compravendita di appartamenti tra magistrati e imputati e nemmeno proibisca pagamenti molto alti.

Del resto che una casa a Sciacca, nel ‘96, valesse quasi settecento milioni quando a Roma trovavi un appartamento in zona semicentrale a 400 milioni non è un fatto così eccezionale. Sciacca è una cittadina di una certa importanza e non è lontana da Agrigento. Le case costano.

Non è chiaro però per cosa ci quereli Scarpinato.

Nel comunicato che ha diffuso alle agenzie conferma tutte le notizie che noi abbiamo dato. Sorvola solo sul fatto che l’acquirente della abitazione fosse un suo ex imputato, però neanche lo smentisce questo fatto. E allora? Dov’è la diffamazione da parte nostra?

Nell’aver riportato una interrogazione parlamentare regolarmente presentata da un deputato della Repubblica? Non credo. Nell’aver taciuto il fatto che questa interrogazione è vecchia di qualche anno? No, non lo abbiamo taciuto, lo abbiamo scritto bene bene in prima pagina. Nell’aver sostenuto che la vendita fu un reato? No, abbiamo spiegato e rispiegato che non c’è nessun reato.

libertaAbbiamo solo fatto notare che certo – ma questo è indiscutibile – se una cosa simile fosse successa a un assessore – non parliamo nemmeno di un deputato…- beh, quell’assessore avrebbe passato guai seri. Scarpinato non era un assessore e infatti – anche questo lo abbiamo scritto – la magistratura siciliana stabilì che non c’era niente su cui indagare e l’interrogazione del deputato – ed ex ministro della Giustizia – fu archiviata.

Giusto. E infatti anche questo lo abbiamo scritto. Dunque?

Niente, le cose stanno così e noi siamo abituati. In Italia puoi scrivere quello che vuoi di chi vuoi, specie dei politici, ma dei magistrati o degli ex magistrati è meglio che non scrivi niente. Tacere, sopire, sopire, tacere. Così fan tutti. Pensate all’oblio nel quale è stato lasciato dai grandi giornali e dai politici il libro di Palamara e Sallusti. E vabbé, noi non ci adattiamo. Il nostro direttore ha già collezionato una ventina di querele dai magistrati. Si paga un prezzo alla libertà di stampa, no? La libertà dal potere dei magistrati è la più difficile. L’importante è non spaventarsi per le intimidazioni.

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I Comuni, entro il 30 settembre, dovranno votare il “Regolamento edilizio tipo”

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musumeci-1280x720La recente approvazione, da parte del presidente della Regione siciliana, con il decreto 531 del 20 maggio 2022, di un Regolamento edilizio tipo regionale ed il conseguente obbligo di recepimento, ha posto ai Comuni siciliani “la necessità di deliberare su un tema di grande rilevanza per l’economia di ciascun comune”.

Lo scrive il Centro Regionali Studi Urbanistici (CeRSU) costituitosi lo scorso anno per iniziativa della Consulta degli Ingegneri di Sicilia.

Secondo il centro studi l’imminente scadenza del primo termine perentorio fissato dal decreto al primo ottobre 2022 pone infatti ciascun comune siciliano nella necessità di decidere sulle iniziative da intraprendere, tenendo conto che, non adottando alcun provvedimento esplicito entro la fine del mese di settembre, “le disposizioni del Regolamento edilizio tipo regionale prevarranno comunque sulle norme dei Regolamenti edilizi comunali vigenti, di fatto sostituendoli”.

Il Regolamento tipo come “codice di pratica”

redSu questo tema è intervenuto il presidente del CeRSU, il professor Giuseppe Trombino.

“Per indirizzare l’attività dei Comuni in questa delicata fase di passaggio alla nuova regolamentazione, ma più in generale per sottolineare il nuovo ruolo che la legislazione urbanistica vigente, con la L.R. 19/2020, ha assegnato al Regolamento edilizio comunale, il CeRSU ha elaborato un documento di Linee guida, che è stato offerto alla valutazione di quanti sono impegnati nell’attività di progettazione dei nuovi Regolamenti edilizi comunali”, spiega.

Questo strumento infatti, da semplice raccolta di disposizioni regolamentari riguardanti l’edilizia, può assumere anche le caratteristiche di un “codice di pratica”, ovvero uno strumento orientato a garantire appropriati livelli qualitativi degli interventi edilizi, soprattutto di recupero, fornendo indirizzi metodologici sotto forma di protocolli operativi da adottare per affrontare le problematiche legate all’intervento edilizio. Il codice di pratica tende a responsabilizzare il professionista rispetto alle specifiche necessità dettate dal contesto e, pur lasciandogli la possibilità di personalizzare il progetto, definisce le opportune strategie di intervento orientando l’appropriatezza delle scelte materiche, tecnologiche e tipologiche.

30settembrePer i consigli comunali c’è tempo fino a fine settembre

Dunque entro il primo ottobre i Comuni possono approvare, con provvedimento consiliare, il Regolamento edilizio tipo regionale, ovvero anche introdurvi integrazioni necessarie per adattarne il contenuto “alle specifiche caratteristiche locali”.

Successivamente potranno ancora farlo, ma determinando di fatto un periodo transitorio nel quale potrebbero verificarsi disfunzioni e gravi incertezze applicative sia per i professionisti esterni che per gli uffici tecnici comunali, dovute all’entrata in vigore delle nuove norme regolamentari non ancora adeguate alle specifiche caratteristiche locali e senza alcuna continuità con la previgente regolamentazione.

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D.P. 531- GAB con allegato Regolamento Edilizio Unico

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ELISABETTA, finisce la donna inizia il mito

Antonella Pavasili
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Mia mamma sta appiccicata alla tv da stamattina. Non è la sola. Chiunque ne abbia avuto la possibilità ha seguito le immagini in diretta del funerale della Regina.

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E non ha senso liquidare quest’interesse con altezzoso disprezzo.
Non hanno senso gli inutili riferimenti ai “nostri” enormi problemi.
Non giova schernire chi conosce ogni dettaglio di questa gigantesca kermesse funebre.
Il mondo assiste ad una trasformazione forse unica nella storia.
Finisce una donna e inizia un mito.
Una donna che mito lo era già, fino a qualche giorno addietro.
Malgrado le sue mani piene di ematomi, malgrado l’evidente fragilità.
Elisabetta era già un mito.
Sebbene respirasse, mangiasse, salutasse la sua gente.
Era un mito vivente.
Oggi si trasforma in un mito vero e proprio.
Mia mamma ha l’ansia di raccontare tutti i dettagli che ha colto.
E poi aggiunge, quasi commossa, “Io sicuramente non vedrò mai più un funerale così…e nemmeno voi…”
Ed ha ragione.
E non servirebbe dirle di pensare alle bollette o al gas che forse quest’inverno non avremo.
Mia mamma si è staccata dalla nostra triste realtà.
Per qualche ora si è infilata nel mito, nella favola, nella storia.
E come lei tanti altri.
E va bene così.
Dio accolga la Regina.

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Le due volte che la Regina Elisabetta venne in visita a Palermo

Fonte Sicily World

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La Regina Elisabetta II due volte ha voluto visitare Palermo. La prima volta nel 1980, a scopo turistico; la seconda nel 1992 il 28 maggio, cinque giorni dopo la strage di Capaci per rendere onore a Giovanni Falcone barbaramente assassinato dalla mafia e pregare per la sua morte.

eliNel 1980 durante una sua visita istituzionale in Italia, avendo sentito tanto bene di Palermo da sua nonna Maria di Teck qui venuta negli anni ’20, volle recarsi nel capoluogo siciliano con una visita che fece clamore.

All’arrivo dello yacth reale “Britannia” al porto di Palermo ad accogliere la regina e il principe Filippo, ci furono le più alte cariche politiche ed ecclesiastiche, incluso Mario D’Acquisto allora presidente della Regione.

Ci fu una regale passerella lungo il percorso in cui la folla agitò le bandierine inglesi, poi la visita al Duomo di Monreale e alla Cappella Palatina, infine il saluto al popolo dal balcone del Palazzo dei Normanni.

La visita si concluse con una visita allo splendido palazzo Valguarnera-Gangi che aveva ospitato i l nonno re Giorgio V e la consorte Maria di Teck.

Nel maggio del ’92 la regina Elisabetta venne in visita per la seconda volta a Palermo, arrivò in aereo di Punta Raisi e dopo una breve sosta salì sullo yacth “Britannia” che l’avrebbe portata a Malta.

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Ma siccome appena cinque giorni prima dell’arrivo della regina Palermo fu scossa dal devastante attentato della strage di Capaci dove persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e la sua scorta, Elisabetta II modificò il programma.

Con stupore dei servizi segreti e della stampa britannica, la Regina volle dimostrare la sua vicinanza al popolo siciliano fermandosi a pregare sul luogo della strage. Il corteo proveniente da Punta Raisi si fermò in autostrada, la regina e il principe Filippo scesero dall’auto restando in piedi di fronte allo scenario di distruzione che avevano davanti. Sull’orlo della voragine la Regina disse “Incredible!” e si raccolse in preghiera davanti alla corona di fiori deposta pochi giorni prima dal presidente Scalfaro.

Poi senza clamori e festeggiamenti il corteo raggiunse il porto dove era ancorato il “Britannia” che avrebbe portato a Malta la coppia regale.

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CONTINUA LA POLITICA ALLA “ABBONE’ DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

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Perché spesso e volentieri per avere una normale amministrazione deve intervenire la Minoranza?

ECCO UN PEZZO DEL LORO INTERVENTO RIVOLTO AL SINDACO E AGLI ASSESSORI COMUNALI, AI VIGILI, ALL’UFFICIO SANITARIO E PER CONOSCENZA ANCHE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE.

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GUARDATE IN CHE STATO ERA TENUTA LA FONTANA DEL PARCO URBANO

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OLTRE AI SASSI, AI LEGNI, AI RIFIUTI GALLEGGIAVA UNA COLOMBA MORTA E SPENNATA

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E COSI’ LA MINORANZA ANCORA UNA VOLTA HA RICHIESTO L’INTERVENTO DELL’UFFICIO SANITARIO CHE HA INVITATO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE A RIMUOVERE I PERICOLI PER LA SANITA’ PUBBLICA, ZANZARE COMPRESE. ECCO IL RISULTATO.

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E’ STATO CHIUSO IL COPERCHIO DELLA CENTRALINA ELETTRICA ED EVITATO IL RISCHIO FOLGORAZIONE

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FERRI E FILI

SODDISFATTI E CONTENTI? NO! PERCHE’ COME AL SOLITO GLI AMMINISTRATORI NON RIESCONO A FARE ESEGUIRE UNA NORMALE PULIZIA E A RIMUOVERE ALTRI PERICOLI PER I FREQUENTATORI DELLA VILLA… SEMPRE ALLA “ABBONE'”

COSTAVA MOLTO FARE RIMUOVERE ANCHE LE PIETRE E ALTRI RIFIUTI?

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E ALTRO ESEMPIO: A NEMMENO 2 METRI DALLA FONTANA SONO RIMASTE LE TAVOLE CON CHIODI LUNGHI APPUNTITI E “ARRUGGINITI”, CI VOLEVA TROPPO SFORZO?

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E I FERRI SCOPERTI E PIENI DI RUGGINE FORSE SONO MENO PERICOLOSI ?

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E I VETRI ROTTI PER TERRA CHE HANNO GIA’ FERITO QUALCUNO?

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SI PULISCE E SPAZZA SOLO NEL CENTRO URBANO?

PER NON PARLARE DELL’ALLARMANTE TOMBINO…

TOMBINO

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A Caltanissetta il cannolo da record: è lungo 21 metri ed è entrato nel Guinness

di Lino Lacagnina
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Il cannolo più grande del mondo è quello realizzato a Caltanissetta: la lunghezza accertata e certificata è di 21,43 metri che polverizza il precedente record registrato nel “Guinness World Records” di 5,75 metri.

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La spettacolare “impresa” è stata realizzata ieri pomeriggio in corso Umberto dove, prevedendo la realizzazione di un cannolo record, era stato allestito un tavolo lungo 30 metri. Mèntore di questo primato è stato il maestro pasticciere nisseno Lillo Defraia che è stato collaborato da un gruppo di colleghi arrivati da ogni parte della Sicilia.

A dare il loro contributo sono stai anche numerosi pasticcieri locali, per un totale complessivo di 150 persone. Decisivo anche l’apporto di Ristoworld Italia di cui è presidente Marcello Proietto di Silvestro, che ha coordinato tutta la fase preparatoria dell’evento culminato con la realizzazione del record del mondo.

Defraia non è nuovo a imprese di questo tipo. Nel 2002, guidò un drappello di colleghi per la realizzazione del “rollò” (altro dolce tipico di Caltanissetta) che fu catalogato come il più lungo del mondo: 303 metri. In quella occasione, per realizzarlo furono necessari 780 kg di ricotta fresca, 3.600 uova, 400 kg di zucchero, 60 kg di farina, 20 kg di cacao, 40 kg di scaglie di cioccolato e 40 kg di marzapane.

Per la realizzazione del cannolo-record di ieri (così lungo da renderlo inattaccabile nel tempo) sono stati utilizzati oltre 600 chili di ricotta, 35 chili di zucchero, e poi cannella, gocce di cioccolato e granella di pistacchio. Le cialde (del diametro di 18 centimetri), confezionata sabato in una fornace di Belpasso con circa 200 litri di olio e trasferite con cura a Caltanissetta, erano state confezionate utilizzando 10 tubi in acciaio inox appositamente realizzati. Il tentativo di realizzare

il cannolo più grande del mondo era finalizzato anche ad accendere i riflettori sul “Cannolo di Caltanissetta”, prodotto identitario che si propone come unico e aderente alla filosofia della “denominazione comunale di origine” (“De.Co”)

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Vipera come riconoscerla e cosa fare dopo il morso

Irma Albertini
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vipa Ecco le informazioni utili per proteggersi.

L’attacco di una vipera è più frequente nei mesi caldi, in occasione di escursioni occorre indossare un abbigliamento adeguato soprattutto se si visitano luoghi impervi (scarponi da trekking o da montagna, calze, pantaloni lunghi) che mantengano coperte e protette zone del corpo a rischio di morso. In secondo luogo, è importante prestare la massima attenzione a dove mettere le mani senza protezione.

Dove vivono le vipere

La Vipera aspis o vipera comune  – la più diffusa in Italia tra le specie di vipere, vive sulle Alpi e sugli Appennini, predilige luoghi caldi e aridi, spesso sotto i sassi, in mezzo ad arbusti e siepi.

vpera-pbiscia-compressedCome riconoscere una vipera

La vipera è un serpente lungo meno di un metro (tra i 40 e gli 80 centimetri), di colore grigio / marrone, qualche volta rossastro o giallastro, con una striscia a zig-zag sul dorso. La testa è triangolare piatta, ricoperta di placchette piccole e irregolari, si distingue bene dal collo, ed è più larga del corpo. Le pupille degli occhi presentano una fessura verticale; la coda è tozza

Le serpi innocue (bisce) hanno invece la testa ovale che si continua con il corpo senza collo, la pupilla è rotonda e la coda sottile e appuntita.

Le vipere giovani hanno un veleno meno pericoloso.

vipMorso di vipera: com’è

Il morso di vipera presenta due piccoli fori distanziati di 0,5-1 cm, più profondi degli altri, corrispondenti ai segni lasciati dai denti. Il morso di altri serpenti non velenosi, invece, non presenta i due fori maggiori, ma il segno dell’intera arcata dentaria.

Morso di vipera: i sintomi

L’area del morso diventa dolorosa dopo pochi minuti; compaiono gonfiore, arrossamento e lividi. Successivamente la persona può presentare problemi di tipo digestivo, renale, neurologico e alla coagulazione del sangue.

Cosa fare e cosa non fare

il-punto-118_5b7e75f54ef51La prima cosa da fare è chiamare il 118. 

I movimenti e l’agitazione fanno sì che il veleno si diffonda più rapidamente, per cui è importante rimanere calmi e per quanto possibile immobili. Per effettuare una buona immobilizzazione dell’arto colpito,  applicare una stecca rigida.

La ferita va disinfettata: non con alcol, evitando così la formazione di composti tossici, bensì con acqua ossigenata o con acqua semplice. 

In attesa dei soccorsi, evitare incisioni o suzioni, sopra e sotto il punto del morso procedere con un bendaggio con discreta compressione (senza bloccare la circolazione del sangue).

Il siero antivipera viene somministrato in ambito ospedaliero, per evitare il rischio di choc anafilattico.

COSA NON FARE

  • Spaventarsi per nulla. In Italia esistono 23 specie di serpenti, ma solo 4 appartengono alla famiglia dei viperidi, sono cioè velenose;
  • Dare per scontata l’equivalenza morso = veleno. Non tutti i morsi sono velenosi: circa 1 su 5 sono i cosiddetti morsi secchi, che l’animale dà senza utilizzare le zanne velenifere: in questo caso, nel punto colpito mancano i fori d’entrata dei due denti anteriori. Questo tipo di morso è del tutto innocuo;

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