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Archive for the ‘Spettacoli’ Category

Sanremo 2019, la vittoria di Mahmood può rovinare la Rai: truffa al televoto, risarcimento stratosferico?

La polemica sul ribaltone del televoto al Festival di Sanremo rischia di costare carissimo alla Rai.

La parola alle cifre: Viale Mazzini rischia una multa da 5 milioni di euro, che potrebbe arrivare dall’Antitrust. L’associazione dei consumatori Codacons guidata da Carlo Rienzi ha preso le difese di tutti quei telespettatori che hanno votato da casa, pagando, per poi vedere il proprio voto completamente stravolto dalla giuria di qualità.

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Il ricorso presentato dal Codacons si basa fondamentalmente sullo stravolgimento del risultato che ha portato alla vittoria del rapper Mahmood, a discapito di Ultimo, arrivato secondo, nonostante avesse ottenuto percentuali più alte dal televoto.

“La pratica commerciale è scorretta – dice il Codacons nel testo del ricorso – considerato che il voto schiacciante del pubblico da casa, a pagamento, che aveva premiato Ultimo, è risultato annullato e ribaltato dalla giuria d’onore e dalla sala stampa, che hanno decretato la vittoria di Mahmood”.

Il sospetto avanzato dal Codacons al Garante della concorrenza è che lo scopo degli organizzatori del Festival fosse di spingere i telespettatori a votare solo per fare cassa: “È evidente che indurre i telespettatori a spendere soldi per il televoto lasciando loro intendere che possono determinare la classifica finale del Festival, e poi consentire ad altri soggetti di modificare totalmente il voto del pubblico, potrebbe realizzare la fattispecie in oggetto. Senza contare i canali ufficiali, subendo un possibile danno economico”.

 

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Tutte vipere le donne nelle canzoni delle nonne

Renato Pierri

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Le canzoni dal testo misogino, che cantavano le nostre nonne (mamme per i vecchietti come me) non si contano. Io le udivo cantare da mia madre che certo non si rendeva conto di come gli autori, maschi ovviamente, trattassero le donne nei loro versi. Figuratevi se me ne potevo rendere conto io che pure, ragazzino, le cantavo a voce spiegata.

Mi udì Ugo una volta, ricordo, mentre cantavo salendo le scale, Ugo il ciabattino, che aveva laboratorio e dimora nelle soffitte del palazzo dove abitavo.  Mi fissò, si tolse la pipa di bocca, mi disse:  «Bravo!», e ripeté le parole che avevo cantato: «Se vuoi vivere senza pensieri, dalle donne ti devi guardar, sono vipere dagli occhi neri, e perciò non le devi curar…”. Non sono proprio neri gli occhi delle vipere, ma il colore serviva per la rima.

Vipera è anche la donna di un’altra canzone, così per l’appunto intitolata: “Vipera”. Qualche verso: “Vipera… Vipera… sul braccio di colei che oggi distrugge tutti i sogni miei, sembravi un simbolo: l’atroce simbolo della sua malvagità”. Donne  malvagie, perverse, peccatrici, ammaliatrici d’uomini, tormentatrici d’uomini. Autore:  E. A. Mario. Il compositore e poeta dialettale napoletano, inconsapevolmente misogino senz’altro, ed anche un po’ razzista, se si pensa alla celebre “Tammurriata nera”, sebbene di questa avesse scritto la musica e non il testo, era l’autore della a tutti nota “Leggenda del Piave” e d’altre famose canzoni.

Ma questa mattina, durante la mia solita passeggiata, distrattamente ho preso a canticchiare un’altra di queste canzoni dal testo misogino che, apprese da piccolo, non ho più dimenticato. Perlomeno il motivo non ho dimenticato. Ricordo il ritornello: “Chi vuole con le donne aver fortuna non deve mai mostrarsi innamorato”, e pochi versi, quelli che evidentemente, uditi dalla bocca di mia madre, colpivano la mia immaginazione: “Ma il mese appresso / ebbi un espresso / dalla mia bella ingrata: / era pentita della sua vita / e s’era avvelenata”. Sicuramente un’altra vipera, causa di dolori per gli uomini. Vipera o donna di facili costumi, come la pessima madre nella strappalacrime “Balocchi e profumi”, sempre dovuta alla fervida immaginazione di E. A. Mario.

Altra canzone misogina che, avendola sentita cantare tante volte da mia madre, non ho più dimenticato e che ancora oggi canticchio distrattamente è “Ladra”. Anche qui una donna perfida che si prende gioco dell’amato: “E tu / che pei capricci tuoi morir mi fai / m’hai preso il cor per farne quel che vuoi / e il tuo peccato non lo sconti mai”. Versi che colpivano la mia d’immaginazione e alle volte mi mettevano tristezza. L’autore? Di Giovanni Ermete Gaeta, naturalmente. E. A. Mario era il suo pseudonimo.   

 

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Torna il Kaos Festival, dal 18 al 20 gennaio al Centro culturale San Domenico di Canicattì, un percorso ideale tra libri, arte e sapori. I premi speciale creati dall’Accademia d Belle Arti Michelangelo.

Daniela Gambino

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Torna il Kaos e promette di creare stimoli, dare spunti e idee. Kaos Festival ripropone a Canicattì il suo format vincente, creando un percorso ideale tra libri, arte e sapori. Le date da segnare in agenda sono il 18, 19 e 20 gennaio.

Tre giorni in cui l’editoria e l’identità siciliana fanno festa, all’insegna della legalità, delle eccellenze umane e materiali. il Kaos Festival, itinerante per scelta e inclinazione (come non portare in giro la cultura?), in occasione dell’edizione del 2019 verrà ospitato nello splendido complesso del centro San Domenico. ristrutturato su progetto dell’archistar Paolo Portoghesi.

L’arte e la cultura vanno a braccetto. Il festival infatti non è solo una fiera del Libro con editori siciliani indipendenti, ma offre uno spazio con allestimenti di mostre e installazioni di artisti straordinari, curato da Salvino Marrali e Aldo Cammalleri e un angolo degustazioni di qualità, sapori ed eccellenze che scopriremo insieme ad Antonio Cani, sabato 19 gennaio alle ore 12, con il coordinamento di Piera Lo Leggio che cure le numerose e sorprendenti incursioni artistiche.

In quest’ottica si rinnova la collaborazione, fondamentale, fra il Kaos Festival e l’Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento.

Kaos festival non solo vivifica e crea eventi lungo un intero week end, ma crea legami con il territorio, “contamina” e ribadisce alcune necessità, “fare arte e scommettere sulla cultura come volano di crescita – sottolinea il direttore artistico Peppe Zambito – creare una fitta serie di appuntamenti che dimostrino la capacità trasformativa della cultura, dei libri, del confronto, che ribadiscano l’importanza del patrimonio di tradizioni e saperi”.

I premi speciali, dunque – uno dedicato alla memoria dei Giudici Rosario Livatino e Antonino Saetta –  saranno manufatti pensati e realizzati dal maestro Domenico Boscia, artista riconosciuto, oltre che docente dell’Accademia, attualmente impegnato in un progetto di ricerca in Spagna.

Si tratterà di un piatto in ceramica che riporta il logo che accompagna il Kaos Festival ormai da anni.

“Per noi è importante condividere l’esperienza del Kaos Festival – fa sapere Alfredo Prado, direttore del’Accademia BB.AA: “Michelangelo” – l’idea di fondo, coinvolgere il pubblico su temi seri, e riportare i libri in primo piano, discuterli e assimilarli, fa parte delle nostre priorità, siamo convinti che sia una delle azioni necessarie non solo alla crescita personale ma al miglioramento generale del territorio”.

Presenti in programma una serie di incontri, fra cui quelli con l’Assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla e con lo scrittore Gaetano Savatteri, intervallati da momenti di musica, teatro e intrattenimento.

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Cinemanìa

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