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Archive for the ‘Spettacoli’ Category

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SI’ AL SUCCESSO DI GIANNI BONCOMPAGNI, MA NO AL SUO ATEISMO

Franco Petraglia

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gianniboncompagninonlaraiIn questi giorni si è spento, all’età di 84 anni, Gianni Boncompagni: regista, autore televisivo e radiofonico, paroliere e conduttore.
D’origine aretina, ha rivoluzionato la radio e la televisione del nostro Paese firmando numerosi programmi molto apprezzati dal pubblico.
Personalmente, non posso non plaudire all’enorme successo riscosso da quest’uomo dotato di spirito vulcanico, un’intelligenza vivace, un’intraprendenza invidiabile.
Ma ciò che non posso “perdonargli” è il suo ateismo.
Egli dichiarò, nel 2012,in un’intervista:”Io sono sempre stato  ateo e morirò ateo”.Trovo inconcepibile e strano che un uomo possa negare l’esistenza di Dio.
Per me la sola Bibbia è più che sufficiente per crederci. E poi, come si può non riconoscere che Dio è il creatore al quale tutte le bellezze del creato appartengono. Nessun filosofo o scienziato è riuscito a dimostrare che Dio non esiste.
Requiescat in pace, caro dottor Boncompagni!

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Troppa ipocrisia per i 50 anni dalla morte di Totò

Franco Petraglia

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tostamp44Noi italiani, ahimè, siamo avvezzi a fare polemica su ogni cosa. Persino su una ricorrenza come i 50 anni dalla morte di Antonio de Curtis in arte Totò.

Da un lato ci sono i tanti, troppi, che intonano peana per celebrare il più grande comico di sempre. Dal lato opposto coloro che ricordano pernacchi e stroncature con cui certa critica fustigò il principe della risata. Una critica feroce e demolitrice messa a tacere  solo dalla sua fama. Ora, al contrario, tutti fanno a gara per salire sul carro dell’estinto.

Ma tutto ciò il grande artista partenopeo lo aveva previsto nella sua visione del post mortem, tanto da fargli dire in vita: ”Al mio funerale sarà bello assai perché ci saranno parole, paroloni, elogi, mi scopriranno un grande attore… Perché questo è un bellissimo Paese, in cui però per venire riconosciuti in qualcosa, bisogna morire”.

hqdefaultE qui la mente mi riporta ad una saggezza di Libero Bovio (poeta, scrittore, drammaturgo napoletano): “Sarebbe bene amarli più in vita gli uomini degni che dopo morti, poiché la lode postuma o è un primo segno di rimorso o un ultimo gesto di ipocrisia”.

Personalmente amo ricordare Totò come attore simbolo dello spettacolo comico in Italia. Uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema italiani. Drammaturgo, poeta, paroliere e cantante. Le sue  opere rimarranno atemporali e piacevolissime. Così come la sua straordinaria generosità, solidarietà, bontà d’animo, carità cristiana e l’amore viscerale che nutriva per la sua adorata Napoli.

Grazie, Maestro amatissimo, per il suo aulico paradigma di vita ed il prezioso patrimonio artistico–cinematografico-umano  che ci hai lasciato!

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ballo diavoli

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1630

MML nel Mondo alle 16:30

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La religione si piega allo spettacolo

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La messa in scena della Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo è finita da qualche ora. Quanti non si sono potuti recare in piazza hanno potuto comunque vederla in diretta streaming.

Bravi, più o meno, tutti: regista, attori dilettanti, figuranti e volontari che hanno prestato la loro opera, anche manuale. Insomma la buona volontà non è mancata, come non è mancata la voglia di mettersi alla prova e di sano esibizionismo.

In questa sede non si vuole dare giudizi sulla sceneggiatura, sulla recitazione, sulla regia, sul testo, sul gradimento del pubblico, quanto piuttosto su un aspetto di quest’ultima edizione del Martirio di Gesù Cristo, la quale poco o addirittura nulla ha da spartire con una rievocazione sacra che, pur avendo aspetti spettacolari, resta pur sempre profondamente religiosa.

Non ci si riferisce certamente alla presenza nuova di qualche giovane extracomunitario di pelle scura sul palcoscenico: scura era certamente la pelle anche di Nostro Signore. Anche se fossero ragazzi di fede islamica, non bisogna dimenticare che Islam e Cristianesimo si riconoscono nello stesso Monoteismo, anche se per loro Gesù viene considerato non come Dio, ma come semplice Prefeta.

Ci si riferisce piuttosto all’affidamento del ruolo di Cristo ad un giovane che in passato si sarebbe dichiarato ateo, vale a dire una persona che non crede in Dio, in alcun dio; e pare che lo abbia ribadito anche in occasione di questa innovativa Scinnenza.

Tale fatto ha generato qualche momento di confusione e di attrito con i rappresentanti del clero locale e con molti credenti e praticanti secondo i quali – logicamente –  non si sarebbe dovuto affidare la parte principale della sacra rappresentazione ad un ateo. Nemmeno se fosse stato un attore professionista o premiato con l’Oscar. Insomma avrebbero preferito non si rappresentasse la Passio Domini piuttosto che fare intrepretare il ruolo di Gesù Cristo a un sedicente ateo.

A meno che quest’ultimo non sia stato folgorato, come San Paolo sulla via per Damasco, e si sia convertito alla religione cristiana: in tal caso avremmo assistito ad un vero e proprio miracolo!

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