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Archive for the ‘Scuola’ Category

DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO: CAMPOFRANCO VA CON MUSSOMELI

Rino Pitanza *

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Già nel Luglio 2017 il Sindaco di Campofranco era stato chiamato dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Caltanissetta ad esprimere un orientamento in merito al piano di dimensionamento e razionalizzazione della rete scolastica della Sicilia per l’anno scolastico 2019/2020.

La nostra amministrazione si è orientata per far convergere la popolazione scolastica di Campofranco presso il Primo Comprensivo di Mussomeli, motivando tale nostra decisione con i vantaggi naturali, logistici e formativi che i nostri ragazzi avranno per le loro scelte professionali future.

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RinoPitanza

CI è sembrata la cosa migliore anche in prospettiva futura per il corpo docente, quello di segreteria e ausiliario per gli alunni e soprattutto per le loro famiglie, componenti che hanno apprezzato la nostra linea di condotta.

Con Decreto Assessoriale n. 161 del 25 gennaio, la Regione Sicilia ha approvato l’intero Piano Scolastico Regionale e con la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale di venerdì scorso l’iter si è concluso positivamente per quanto la nostra amministrazione aveva già da tempo auspicato.

*sindaco di Campofranco

 

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Virgilio parla il latigreco

Il “Virgilio” al servizio del Territorio: il “Latigreco che noi parliamo”

prof. Gabriella Barba*

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Lunedì pomeriggio, 11 febbraio 2019, presso i locali dell’Istituto “Virgilio”, dopo l’ultimo incontro del progetto “Il Latigreco che noi parliamo”, alla presenza della Dirigente dottoressa Calogera Genco e della referente del progetto, è avvenuta la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione agli alunni degli Istituti Superiori di Primo grado che hanno aderito all’iniziativa. Questo progetto, giunto quest’anno alla quarta edizione, promosso dall’Istituto “Virgilio” e ideato dalla docente di Latino e Greco del Liceo Classico professoressa Gabriella Barba, è stato indirizzato – appunto – agli allievi dell’ultimo anno delle Scuole Medie del Territorio.

L’iniziativa ha voluto creare un efficace legame di continuità tra la Scuola Superiore di Secondo grado e quella di Primo grado, con l’obiettivo di offrire ai ragazzi importanti spunti di riflessione sulla forte valenza educativa e morale del mondo classico e sul ruolo fondamentale del Latino e Greco che, soprattutto nell’era della tecnologia, favoriscono l’ideazione e l’intuizione, aprono la mente, preparandola al Domani perché – come diceva Umberto Eco – “l’avvenire è di coloro che sanno ragionare”.

Durante i quattro incontri la docente referente del progetto ha presentato ai ragazzi i primi elementi della lingua greca, favorendo la riflessione sul valore culturale del Latino e Greco che arricchiscono il lessico, aiutano a comprendere appieno l’Italiano, abituano all’attenzione, al ragionamento ma, soprattutto, insegnano agli studenti il “mestiere del vivere” e li preparano, citando Pavese, “a tutta la gamma di dolori e successi che la vita adulta riserva”. Insomma tutto si può dire, tranne che sia inutile studiare il Latino e il Greco!

Viva la soddisfazione degli alunni e dei loro genitori, della Dirigente e della referente del progetto per una esperienza coinvolgente, partecipata e, a detta di una alunna, “formativa” che conferma il ruolo di una Scuola sempre aperta al Territorio, alle esigenze di tutti gli utenti e che, soprattutto, pone al centro della sua azione formativa l’Alunno, unico vero protagonista.

* (Professoressa Gabriella Barba docente di Latino e Greco presso l’I. I. S. “Virgilio” di Mussomeli)

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Sale e matite: il mistero di uno scasso senza furto (?)

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Alla scuola Luigi Pirandello di Milena accadono cose logicamente… pirandelliane, tanto per restare in tema sulle tracce del nostrano premio Nobel a cui è dedicato l’istituto.

Una “voce dal sen fuggita”, come scrisse Pietro Trapassi in arte Metastasio, darebbe per avvenuto un tentativo di intrusione da parte di (soliti?) ignoti, ieri in orario post scolastico dentro la scuola di via G. Verdi.

Bocche cucite ma occhi ammiccanti confermano che qualcosa sia veramente avvenuta.

L’ignoto (o gli ignoti) avrebbe svitato alcune viti di una finestra per poi  penetrare all’interno. Interno scolastico in cui niente però mancherebbe all’appello, nonostante qualcosa sia stata oggetto di una “toccata e fuga” alla J. S. Bach. Lasciati in pace anche i preziosi p.c. qualche supestizioso (buontempone?) avrebbe sparso grammi di sale sul pavimento e anche delle matite.

images1HYE9QIGChissà cosa si potrebbe scrivere sul sale con le matite? Forse il nome e cognome dell’autore del blitz tenebroso? Resta questa sola infatti la traccia per risalire all’autore e al suo probabile palo? Si suppone di no… dato che ci sarebbe a portata di mano l’aiuto di una vicina telecamera, se funzionante.

In attesa di sviluppi più o meno clamorosi, una considerazione: con più sale i genitori avrebbero potuto cospargere abbondantemente il “capo” di chi ha ideato questo blitz, che appare più una burla che uno scasso senza furto.

Per curiosità, sarebbe auspicabile togliere il lenzuolino bianco dentro cui si nasconde il fantasma della scuola dedicata a Pirandello… Cercasi acchiappa-fantasmi.

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Disintegrazione scolastica

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Tutti restano zitti zitti non direi…

Giovanni Schillaci

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Tutti restano zitti zitti non direi: come MeetUp M5S già più volte ci siamo interessati a questo problema, incontrando insieme al deputato on. Matteo Mangiacavallo e alcuni docenti milocchesi anche l’assessore all’istruzione, avanzando delle proposte alternative, purtroppo non tenute in considerazione.

Una di queste, che stiamo adesso riproponendo, è quella che prevede la formazione di un Istituto Omnicomprensivo del Vallone, che raggruppi l’attuale I.C. Milena-Campofranco e l’IPIA ad indirizzo meccanico di Campofranco -che fonti giornalistiche darebbero in imminente chiusura a Campofranco per essere trasferito a Mussomeli-.

Tale proposta salverebbe sia il comprensivo di Milena-Campofranco che l’IPIA di Campofranco, che ne uscirebbe oltretutto rafforzato, diventando il proseguo privilegiato degli studenti del proprio omnicomprensivo, e che nel tempo potrebbe offrire più indirizzi.

Purtroppo la risposta a questa proposta dall’Assessorato fu negativa, come negativa e molto tiepida -spiace dirlo- fu la reazione alla chiusura del Comprensivo di Milena-Campofranco da parte di Campofranco stessa, felice anzi di entrare a far parte del nuovo Comprensivo di Mussomeli.

Comprensivo mussomelese che già di suo non necessitava di aiuti esterni da parte di altri comuni, ma che piuttosto avrebbe dovuto ricercare una soluzione all’interno del proprio comune, con il logico accorpamento semmai tra i due Istituti Comprensivi mussomelesi.

schillPotevano essere così salvate tutte le realtà urbane e scolastiche del Vallone -un comprensivo autonomo a Mussomeli, rafforzato da un punto di vista numerico e didattico, e un istituto omnicomprensivo a Milena-Campofranco-, coinvolgendo anche Sutera (oltretutto dall’accorpamento con Mussomeli anche loro non hanno avuto nessun giovamento, anzi hanno dovuto assistere alla chiusura della scuola media).

Oltretutto la tipologia di Istituto Omnicomprensivo è già realtà in diversi comuni svantaggiati calabresi e nella stessa Catania, dove per motivi di svantaggio economico nel 2015 venne autorizzato dal MIUR e dall’assessorato all’istruzione siciliano la formazione di un istituto omnicomprensivo a Librino.

Ma ritornando nella nostra zona, un’intera area del Vallone viene svuotata e depauperata quasi supinamente dagli ennesimi servizi essenziali!

Ma l’aspetto che brucia maggiormente in queste vicende è purtroppo la rassegnazione di molti cittadini, rassegnazione che dà forza a queste decisioni scellerate, che oramai non più tanto lentamente, portano ad un declino culturale, economico, ambientale, sociale ed urbano dei nostri territori.

Se i piccoli comuni del Vallone e le loro realtà politiche, invece di operare come entità autonome ed isolate da un campanilismo fine a se stesso, talvolta perfino in competizione tra loro, si ritrovassero invece uniti nel proporre soluzioni condivise alternative a questo depauperamento dei servizi essenziali -come un comprensivo proprio ed autonomo e una scuola superiore, frutto e spinta socio-culturale per tutta l’area di appartenenza-, ne avrebbero sicuramente un giovamento tutti.

Un’istanza spinta da più Amministrazioni e dagli stessi cittadini avrebbe sicuramente più peso di una varata isolatamente da un solo comune.

C’è stato il decreto di smembramento del Comprensivo di Milena-Campofranco e la ventilata decisione di spostare l’IPIA a Mussomeli, ma entrambe le decisioni ancora non sono in atto: nulla in questo mondo è irreversibile, ed anche una decisione puó essere cambiata, specialmente quando iniqua.

Uniamo in una sola voce le varie forze politiche milocchesi, coinvolgendo le amministrazioni dei comuni del Vallone, a prescindere dell’appartenenza politica, e tentiamo di salvare queste due realtà!

La proposta c’è: peroriamone tutti insieme la causa!

 

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La scuola di Milena ridimensionata nel silenzio generale

nota del Gruppo consiliare “Milena Domani”

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Maria Carmela FERLISI, Alfonso CIPOLLA, Angela FALCONE, Maria Giulia Provenzano

Abbiamo appreso dal D.A. n. 161 del 25/1/2019 dell’approvazione del Piano di Dimensionamento della rete  scolastica della Sicilia per l’anno scolastico 2019/20.

Ci siamo resi subito conto che la provincia di Caltanissetta è stata fortemente penalizzata, numerose infatti le soppressioni e l’aggregazione di istituti.

Il taglio effettuato sull’Istituto Comprrensivo Milena-Campofranco, non è passato inosservato a quanti hanno a cuore le sorti della comunità, soprattutto in considerazione del fatto che si sia adottato un criterio esclusivamente “economico” a scapito di una modalità organizzativo-didattica efficace ed efficiente.

L’I.C. Milena-Campofranco comprende una utenza proveniente da quattro diversi paesi, Milena, Campofranco, Bompensiere e Montedoro. Inizialmente anche Sutera faceva parte dell’I.C. ma venne dimensionato per aggregarsi a Mussomeli.

Con l’attuale Piano di Dimensionamento L’I.C. viene soppresso e aggregato, per i paesi di Milena, Bompensiere e Montedoro, all’I.C. Puglisi di Serradifalco, mentre Campofranco all’I.C. di Mussomeli.

In sostanza non si tratta di una semplice soppressione, ma di una disgregazione/frammentazione di realtà che con fatica hanno lavorato in sinergia ed equilibrio per anni. Sparpagliando i plessi tra Mussomeli e Serradifalco si è tolta la possibilità di ottenere in un futuro una nuova autonomia, i servizi sul territorio.

Siamo dell’idea che i pesi e le misure siano disuguali, infatti se osserviamo gli istituti di Mussomeli, ci accorgiamo che, in barba all’economia, esistono ben due Istituti comprensivi autonomi che non sono stati minimamente presi in considerazione. Sarebbe stato più logico, per esempio, in un’ottica di risparmio, accorpare i due istituti nello stesso paese e non dilaniare ben quattro paesi già martoriati da una viabilità disastrata.

A questa imposizione, sostenuta soltanto da criteri oramai obsoleti e vetusti, sarebbe dovuta corrispondere almeno una rivisitazione della governance e di conseguenza vera attenzione nei confronti delle piccole realtà che rimangono di fatto emarginate. Invece? Il nulla più assoluto, il cittadino deve accettare supinamente le decisioni politiche senza battere ciglio.

Le prassi che finora abbiamo visto ci allarmano perché i paesi che vengono accorpati ad una realtà più grande, vengono totalmente, o quasi, ignorati “grazie” al potere dato ai grandi numeri.

La riforma del Titolo V della Costituzione ha fatto nascere il federalismo scolastico, ma non bisogna dimenticare che ha anche chiesto a tutti un equilibrio tra autonomia, unità del sistema educativo-formativo superando un modello gerarchico dell’organizzazione. Ci saremmo aspettati, grazie al federalismo appunto, la possibilità di partecipare come cittadini ai processi decisionali. Invece? Niente di niente. Diventa di massima urgenza allora stabilire regole di sistema che salvaguardino le prestazioni essenziali su tutto il territorio e soprattutto nei piccoli centri fortemente penalizzati. Gli ultimi criteri e parametri risalgono al 2008/2011!

La frammentazione proposta, peraltro, se da un lato asseconda gli obiettivi del contenimento dei costi, dall’altro porta paradossalmente ad un colossale aggravio sull’utenza che a vario titolo è coinvolta con la scuola. Si pensi ad esempio che anche per un banalissimo certificato o colloquio bisognerà spostarsi da ben quattro paesi! Sarebbe meno dispendioso e quindi più economico che si spostasse solo un paese dovendo rispondere agli obblighi economico- legislativi. Altrimenti si parla di economia a senso unico!

Lo Stato risparmia e la popolazione paga!?

Se di economia dobbiamo parlare che lo sia per tutti!

Siamo profondamente delusi, non si può investire nella scuola tagliando e razionalizzando. Il diritto allo studio viene messo in serio pericolo se nessun intervento in favore delle piccole realtà e dei comuni dell’interno viene messo in atto. Queste sono le politiche contro lo spopolamento delle zone interne?

Se non ci sarà una seria riflessione e una modifica a delle decisioni incompatibili con le realtà della provincia nissena e in particolare di Milena, Bompensiere, Montedoro e Campofranco, noi crediamo, che i risultati non potranno che essere negativi.

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