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Archive for the ‘Natura’ Category

Rimandata l’esecuzione dell’albero del Gemellaggio

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In principio fu l’ex vicesindaco Enzo Nicastro, preoccupato delle voci che giravano in paese, a scrivere al sindaco di Milena un accorato appello perché non facesse tagliare l’albero posto in piazza Aix-les-Bains a perenne ricordo del Gemellaggio con la città savoiarda.

Fino ad allora non esisteva un atto ufficiale al riguardo. Intervistato da un cronista del quotidiano La Sicilia, Claudio Cipolla dava una notizia che aveva persino taciuto al Consiglio comunale, nonostante ben due viaggi degli Amministratori ad Aix-les-Bains dei quali nulla è stato ufficialmente comunicato.

In sintesi l’albero sarà tagliato per far posto ad un manufatto realizzato da un artista di quella città. Si apprendeva anche che l’albero sarebbe stato condannato a morte perchè dannoso per la viabilità e le civili abitazioni vicine: fatti questi mai denunciati e dimostrati in passato.

images (4)Vista l’insistenza del sindaco Claudio Cipolla che quest’estate pare accanirsi contro gli alberi, tre concittadini ai quali preme la sopravvivenza dell’Albero del Gemellaggio, hanno preso carta e penna e indirizzato alcune missive al sindaco stesso e anche alla Sopranintendeza per i Beniculturali e Ambientali di Caltanissetta per tutelare ciò che ritengono sia un bene monumentale.

Nella domanda viene altresì segnalata la volontà dell’Amministrazione comunale milenese di abbattere l’albero per ragioni tecniche e di collocare nello stesso luogo una scultura a ricordo del citato gemellaggio.

Il 2 settembre l’architetto Daniela Vullo, Sopraintendente nuova di nomina, ha scritto al sindaco di Milena con posta certificata una lettera in cui lo informa che le è pervenuta una istanza dei signori Salvatore Ferlisi, Alfonso Paolino Cipolla e Vincenzo Nicastro, con la quale chiedono l’avvio di un iter istruttorio per la dichiarazione ai sensi della Legge 10/2013 di “albero monumentale” della pianta posta al centro della piazza Aix-les-Bains legata al gemellaggio con la città francese.

Nella lettera firmata dal Dirigente Responsabile arch. Ettore Di Marco e della Sopraintendente Daniela Vullo, tenuto conto che la piazza in argomento ricade in area sottoposta a vincolo paesaggistico” e che pertanto ogni intervento è subordinato alla preventiva autorizzazione secondo l’ex articolo 146 della D. Lgs 24/04 , si chiede al sindaco di notiziare in merito alla problematica sollevata e di fornire tutte le informazioni ed ogni utile documentazione per le valutazioni ed il seguito di competenza.”.

Un punto a favore dei tre concittadini che hanno accolto con soddisfazione l’intervento della Sopraintendenza che riaccende la speranza che si possa ancora salvare l’Albero del Gemellaggio.

Dal suo blog Piazzetta Comunista l’avv. Ferlisi invita il Popolo milenese a farsi parte attiva e a scendere in campo perché l’unione fa la forza.

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Anche oggi il nostro incendio quotidiano!

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l’elicottero della Forestale raccoglie l’acqua del fiume…

eli

si alza

prende quota e si dirige verso Monte Conca

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Viva l’ape nera

L’ape nera sicula: la specie che resiste ai pesticidi e ai cambiamenti climatici

Francesca Mancuso
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Operiose e tenaci, piccole ma capaci di difendersi dall’uomo.

Le api sono minacciate un po’ ovunque dai pesticidi  dagli Usa all’Europa, ma c’è una specie che ha resistito più di altre ed è diventata praticamente immune ai cambiamenti climatici e ai danni inflitti dall’uomo all’ambiente. Non è una specie esotica, ma si trova proprio in Italia, precisamente in Sicilia: è l’ape nera sicula (Apis mellifera siciliana).

L’ape nera sicula è la razza che ha colonizzato la zona occidentale dell’isola. Questa piccola e operosa creatura, dall’addome molto scuro e una peluria giallastra, gode di una maggiore resistenza e può sopravvivere ai cambiamenti climatici. A differenza di molte sue simili, la cui vita è continuamente messa a rischio dal clima, nemico giurato delle api.

Il clima, l’utilizzo dei prodotti Ogm e i concianti – spiega Carlo Amodeo, apicoltore siciliano, che da circa un ventennio lavora con l’ape nera sicula – sono le cause principali della moria delle api”. L’ape sicula, invece, è stata “salvata” alla fine degli anni ’80, proprio da Amodeo grazie a un lavoro svolto in passato da Pietro Genduso, appassionato e docente universitario.

downloadRitrovati degli esemplari alla fine degli anni ’80 in alcuni alveari abbandonati, l’ape era quasi estinta. Di lontani origini africane, essa è particolarmente forte e resistente perché in un certo senso è rimasta come allo stato selvatico. E oggi sa anche sopravvivere indenne senza trattamenti farmacologici. Ma non solo. Una delle sue particolarità è che non va in blocco di covata durante l’inverno e durante i mesi più freddi produce miele di nespolo e di mandorlo, particolarmente ricchi di antiossidanti.

Dalla sua scoperta, ormai 30 anni fa, è partito poi uno studio specifico sull’ape nera, che venne portata su quattro isole: Ustica, Alicudi, Filicudi e Vulcano per la riproduzione in purezza. ”Le api si accoppiano in volo – spiega Amodeo al GdS – e la regina vola per chilometri. Per questo è stato necessario isolarle. Adesso c’è un progetto della Regione per avviare la riproduzione della nostra ape sulla terra ferma”. Il progetto è stato portato avanti grazie al supporto di Slow food. L’ape nera sicula è infatti un predisio Slow Food.

mieleSpiega l’esperto che è stata la mano pesante dell’uomo ad aver reso fragili le api. Essi infatti esisterebbero da milioni di anni, già dall’era dei dinosauri. Hanno quindi resistito alle glaciazioni ma anche alle temperature calde. L’ape nera sicura è molto docile, tanto che, secondo Slow Food, non servono maschere nelle operazioni di smielatura, ed è molto produttiva, anche a temperature elevate, oltre i 40° quando le altre api si bloccano.

“L’ape sicula ha una maggiore varianza genetica rispetto ad ogni altra sottospecie di ape mellifera Europea, ciò è dovuto alle sue origini Africane” spiega Amodeo sul proprio sito. Le api nere avrebbero inoltre “forte capacità di autodifesa, in venticinque anni di lavoro con l’ape sicula e con la sicula f1 non mi è mai successo che un’arnia o un nucleo con regina si lasciassero saccheggiare”.

Operiose e tenaci, piccole ma capaci di difendersi dall’uomo.

 

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Ieri 12 agosto 2019 Alfonso P. Cipolla, Salvatore Ferlisi e Vincenzo Nicastro hanno scritto al Sindaco di Milena per comunicargli che il 9 agosto 2019 è stata formalizzata l’istanza per dichiarazione formale di albero monumentale del cipresso sito in piazza Aix Les Bains

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C’è l’istanza per dichiarazione formale di albero monumentale del cipresso di piazza Aix Les Bains a Milena

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Abbiamo formalizzato con istanza al Soprintendente ai BB. CC. AA. di Caltanissetta ed all’organismo a ciò preposto presso la Regione Sicilia una richiesta tesa alla dichiarazione formale di albero monumentale del cipresso di Piazza Aix Les Bains, in Milena.
Come certamente Ella saprà questa pianta è stata messa a dimora a suggello e perenne ricordo del gemellaggio tra la comunità milocchese e quella della cittadina francese.
La pianta per decenni è stata curata e coccolata dai suoi residenti, fino a vederla oggi ergersi con i suoi rami verso il cielo.
albaixPer ogni Suo concittadino, questa pianta è “l’albero del gemellaggio“, e come tale, data la sua simbologia, dovrebbe essere oggetto di protezione e cura.
Pertanto, tenuto conto che l’albero di Piazza Aix Les Bains costituisce un preciso riferimento attinente un evento storico locale, legato ormai alla memoria collettiva ed alla tradizione locale, anche per come previsto dalla legge 10/2013; e avendo letto su organi di stampa che è Sua intenzione procedere all’espianto di questa pianta; La invitiamo a voler desistere da questo proposito, perché antistorico e, per noi, non legittimo.
Ci corre l’obbligo di avvisarLa che qualora, Ella, nonostante l’invito, ed in attesa della decisione degli organi istituzionali investiti, dovesse disporne od autorizzarne l’estirpazione, ci vedremo costretti ad inviare gli atti in nostro possesso alla Procura della Repubblica per gli interventi del caso.
LEGGI LA LETTERA INTEGRALE

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Lo smaltimento selvaggio delle ramaglie comunali

L’esempio viene sempre dall’alto:

I rami residui della stroncatura degli alberi che ornavano il paese, sono stati ammassati in una parte nascosta del paese, quasi a volerli nascondere, in attesa che un fuoco amico possa togliere i depositari dall’impiccio dello smaltimento dei rifiuti speciali.

I rifiuti derivanti dalla  potature degli alberi, dai tronchi, ramaglie, sfalci e grandi arbusti, provenienti da aree verdi pubbliche e private (giardini, parchi, aree cimiteriali) sono rifiuti urbani sottoposti alla disciplina disposta dal codice dell’ambiente  (D. lgs. 152/200).

Attualmente i diversi residui vegetali provenienti da pulitura di aree verdi, sono classificati come rifiuti urbani ex art. 184, D.lgs. 152/2006 o come rifiuti organici e devono essere conferiti al servizio di raccolta.

In questo paese, è stato eseguita una potatura selvaggia e tutti i rami sono stati accatastati, come si vede nelle foto.

L’ammasso  irregolare dei rami  cosi come si vede dalle foto da chi è stato disposto ? Dal Sindaco ? O è stato atto arbitrario della ditta potatrice ?

Le ramaglie avrebbero dovuto essere trasportate presso un impianto di smaltimento a ciò preposto, ogni altro modo spicciativo di smaltimento è reato.   

MI auguro ed invito le Autorità di Polizia Giudiziaria e Forestale preposte al controllo del territorio di voler attenzionare questi fatti e relazionare il tutto alla Procura della Repubblica .

Discariche abusive di rifiuti speciali prodotti dall’attività di capitozzatura comunale ?

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Non si può tormentare un intero paese con rigide norme di raccolta differenziata dei rifiuti e con una tassazione specifica ai limiti della sopportabilità.

La gente ha il terrore della busta. Si il terrore di non aver fatto una corretta separazione degli scarti domestici. I cittadini hanno imparato che i rifiuti speciali o di altro genere vanno raccolti con apposite precauzioni.

Ma quando è il Comune a produrre scarti pericolosi cosa succede come provvede allo smaltimento di questi ?

Il Comune di Milena ha capitozzato le piante ornamentali del paese, e i rami oggi li vediamo ammassati da una parte in uno slargo di contrada Iannigallo e una altra parte sono ammucchiati nell’area dell’ex discarica  in i contrada “ PILI “.

Mi chiedo e chiedo.

Ma l’area di contrada Pili dopo lo sgombero della discarica non doveva essere risanata e bonificata ? Ed ogni caso,  dato che sul luogo sono stati ammassati i residui del taglio degli alberi, ci chiediamo ancora, chi ha autorizzato la riapertura di una discarica chiusa da tanti anni. Senza creare mostri credo che qualcuno si sia reso responsabile di aver dato luogo ad una discarica abusiva.

Noi da questo blog, ci limitiamo a segnalare l’evento  e a pubblicare le foto, il compito di attivarsi per reprimere le condotte illecite e punire i colpevoli di reati gravi contro l’ambiente spetta agli Organi di Polizia Giudiziaria, che nel territorio dovrebbero essercene.

Segnaleremo questi fatti alla Prefettura di competenza per valutare le ipotesi di una  eventuale revoca degli organi amministrativi dalle loro cariche. Anche perché i rami sono certamente quelli provenienti dalla capitozzatura degli alberi del demanio stradale del Comune di Milena, ed il loro ammasso nei luoghi delle foto non poteva avvenire che per mani riconducibili al potere comunale, sia in forma diretta o indiretta.

S. Ferlisi

 

Le foto sono state riprese dal blog Milenalibera

 

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Altri rami degli alberi fatti tagliare dal Comune sono finiti qui

Vicino al contenitore per l’umido c’è di tutto

da stupirsi, da vergognarsi, da preoccuparsi

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Qui siamo a Iannigallo, vicino l’abbeveratoio

il Comune ha messo il divieto di discarica

per tutti… ma non per chi lavora per il Comune

ecco il risultato della straordinaria potatura estiva

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