Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Ambiente’ Category

(altro…)

Annunci

Read Full Post »

ARS, la Commissione randagismo incontra le associazioni di settore, Calderone (FI): Il business del randagismo deve finire”

Dario Cataldo
.
Continuano le audizioni presso la Commissione speciale d’inchiesta sul fenomeno del randagismo in Sicilia. Stamattina si è conclusa la seduta che ha coinvolto il mondo dell’associazionismo.
Tra i presenti: l’Associazioni ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), LAV (Lega Anti Vivisezione), OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), Nucleo di Guardie ecozoofile, UGDA (Ufficio Garante Diritti Animali), CAA (Confederazione Associazione Animalisti) Sicilia, LIDA (Lega Italiana dei Diritti dell’Animale)e LE.I.D.A.A (Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente.
Il filo conduttore emerso dal dibattito è: una migliore consapevolezza delle strutture pubbliche. La necessità che i Comuni possano gestire in proprie strutture rifugi sanitari e canili è la strada maestra per arginare il business del randagismo.
“È orientamento di questa Commissione, quella di rapportarci con tutte le parti sociali per liquidare nel più breve tempo possibile una norma che io definirei epocale”. Così il Presidente, on. Tommaso Calderone, del Gruppo Parlamentare di Forza Italia.
cani_randagiDalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane, l’incontro di oggi è definito “fondamentale”. Nella fattispecie, dalla Responsabile regionale si chiarisce che: “Da tempo ci occupiamo volontariamente dell’argomento, in tutta Italia. Quello che posso affermare con sicurezza è che tra Nord e Sud c’è una notevole differenza a sfavore del Meridione.
Abbiamo perso di vista il problema dei Canili. Dobbiamo liberarli dalla gestione imprenditoriale dei privati, che di certo fanno i propri interessi piuttosto che degli animali. Tutto questo ha un costo – chiosa l’Attivista – a carico dei Comuni. Il canile sanitario deve essere obbligatoriamente pubblico, non più privato”.
“Per la prima volta – conclude il Parlamentare rivolgendosi alle associazioni presenti – sia qui a discutere di un tema che coinvolge non solo la sicurezza bensì anche la salute pubblica. Con il vostro contributo vogliamo arginare un problema che giorno dopo giorno assume portate esagerate”.

Read Full Post »

Era ora!

.

Quando la passata amministrazione – era vitellaro – con un atto poco ponderato decise di posizionare un megacassonetto dei rifiuti in una zona abitata a ridosso del villaggio Piave senza tenere conto dell’esistenza di altre migliori alternative, siamo stati tra coloro che criticammo quella scelta e ce ne lamentammo.

La risposta data a quanti chiedevano un ripensamento e la scelta di un altro posto più periferico e lonatano dalle abitazioni, fu in stile  mussoliniana: “me ne frego!”, o se preferite verghiana: “me ne impipo”; e infatti se ne impiparono che, secondo Treccani volgarmente si può tradurre in “me ne sbatto” o “me ne fotto”.

Nessuno toccò quel grande cassonetto che l’mpresa Traina continuò a svuotare fino a ridosso delle elezioni comunali.

Dopo il voto, con la nuova amministrazione il grande cassonetto di raccolta dell’umido è “sparito”, non si trova più nel precedente posto.

Qualcuno lo ha fatto sparire, con felicità del vicinato. Di chi è il merito?

Ad una sommaria ricostruzione pare che le proteste dei vicini del megacassonetto siano state ascoltate dalla dalla nuova compagine a tre teste che aveva sentito le voci durante il giro per la campagna… elettorale.

Ad essere più espliciti quella che il 10 giugno ha visto  l’ex maggioranza vitellariana abbracciata all’ex minoranza randazziana, convolare a giuste (?) nozze benedette e officiate da una moderna Pulzella d’Orleans.

Fatto è che il megacassonetto Traina è stato trainato lontano dal posto origirario.

traina2E’ cominciata così una specie di caccia al tesoro agevolata dallo strano odore del megacassonetto, ricerca che ha avuto la sua prima tappa all’Isola ecologica, dove si diceva fosse stato trasportato. Ma lì non c’era spazio sufficiente e l’accesso scosceso troppo scomodo.

Allora si perlustra il centro urbano, niente. Si passa alle periferie del paese. Infine ai villaggi. Ancora ricerca fallita.

Ci si siede ad un tavolo a più mani ed esotericamente si chiedono lumi a presenze dell’altro mondo e piano piano compaiono sulla mappa questo segno alfanumerico: ” S–>+d1pelo “.

Più confusi che persuasi continuammo la caccia al tesoro. Riusciremo a trovarlo?

Seguite la fotocronaca e lo scoprirete…

 

(altro…)

Read Full Post »

Energia, svolta in Sicilia: parchi eolici e fotovoltaici all’interno delle miniere e delle cave dismesse

La Sicilia

.

Energia, svolta in Sicilia:  parchi eolici e fotovoltaici all'interno delle minieree delle cave dismesse

Pubblicato dal ministero dell’Ambiente il decreto sugli incentivi per le fonti rinnovabili. Nell’Isola priorità a chi investirà su siti degradati legando la bonifica alla produzione di elettricità a costo zero.

CATANIA – La Sicilia ospiterà nuovi parchi eolici e fotovoltaici in cave e miniere dismesse. Il ministero dell’Ambiente ha trasmesso il decreto sugli incentivi al settore delle energie da fonti rinnovabili alla Conferenza delle Regioni. La notizia è stata pubblicata dal nostro quotidiano.

Sarà data priorità a chi investirà su siti degradati legando la bonifica alla produzione di energia a costo zero. Così, in cima alla lista ci sono la sostituzione di coperture in amianto, la copertura di discariche esauste, la conversione di siti industriali e l’utilizzo delle superfici occupate da cave e miniere dismesse.

Il dipartimento regionale Energia, in attesa che il decreto entri in vigore, ha pubblicato l’elenco delle 272 cave abbandonate nell’Isola, più l’avviso ai proprietari privati invitandoli a presentare istanza per la concessione dell’autorizzazione a tali investimenti.

Presto sarà pubblicato anche l’elenco delle circa 100 miniere esaurite o abbandonate, che sono passate al demanio regionale, con relativo avviso che invita i soggetti interessati a partecipare ad una selezione per valutare progetti di bonifica e riconversione degli immobili, dei terreni e delle pertinenze che si trovano sulle superfici degli ex siti minerari, con finalità di installazione di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili.

Ulteriore procedura sarà attivata, infine, per la copertura energetica delle discariche esauste, quasi tutte di proprietà pubblica.

Read Full Post »

Maltempo, fiumi esondati e lavori mai finiti Musumeci: «Più facile sconfiggere la mafia che certa burocrazia»

La Sicilia

.

Maltempo, fiumi esondati e lavori mai finiti Musumeci: «Più facile sconfiggere la mafia che certa burocrazia»

Dopo il fiume Mazaro, che a Mazara del Vallo ha provocato l’allagamento di alcune case e danni alle imbarcazioni, c’è preoccupazione per le condizioni di un altro corso d’acqua. La sorpresa del presidente della Regione nell’apprendere che la pratica per i lavori al porto canale si trascina da anni.

Nove persone di due nuclei familiari e un cane, Ettore, salvati; pescatori in lacrime per la perdita delle loro barche, tre auto parcheggiate inghiottite dalle acque, strade e scantinati allagati e tonnellate di detriti finiti nel porto nuovo che per alcune ore, in via precauzionale, è stato chiuso ai pescherecci.

E’ il resoconto sommario dell’esondazione del fiume Mazaro, la scorsa notte, a Mazara del Vallo. I danni appaiono ingenti soprattutto per la piccola pesca e la cantieristica.

Read Full Post »

Viabilità nel caos e gli Enti provinciali fanno sentire la loro voce

L’ANCE DI CALTANISSETTA   –
“Anno dopo anno, gli abitanti del “Vallone” percorrono tracciati di remota concezione, caratterizzati da geometrie oggi inaccettabili (tortuosità, pendenze elevate, carreggiata di ridotte dimensioni), subiscono anche gli effetti da uno stato dei luoghi di tipo collinare, formato da terreni del tipo limo- sabbiosi e/o limo- argillosi, aventi pendenze sensibilmente elevate e poggianti su sub-strati marnosi, gessosi e tal volta salini, la cui stabilità è facilmente alterabile in caso di particolari eventi meteorici.
E’ stato sufficiente il ripetersi di eventi piovosi copiosi ed intensi, per far sì che il “vallone” sia rimasto isolato dal resto del mondo.
L’impraticabilità dei collegamenti limita i Siciliani provocando loro un danno personale ed impoverisce ulteriormente l’economia più degradata dell’intera Europa”.   Per questi moti l’ANCE di Caltanissetta aderisce alla manifestazione che si terrà nei prossimi giorni, accendendo così dei riflettori  riguardo la viabilità  del Vallone. Distinti saluti Arch. Claudio Mingoia”-

bLA FENIMPRESE CALTANISSETTA – 

“Intervento da parte di Fenimprese, per il forte degrado in cui versano le strade che collegano i centri minori al capoluogo.

Esprimiamo il nostro disappunto, facendoci portavoce delle imprese nonché lavoratrici e dei lavoratori impiegati nei vari comparti che potrebbero dare un impulso determinante alla ripresa del territori e invece sono penalizzati da una viabilità ormai da terzo mondo.

«I tagli perpetrati dagli organi istituzionali preposti a gestire un certo tipo di attività in settori strategici come la viabilità, hanno fatto in modo che i fondi destinati al territorio siano ora utilizzati per fini lontani dai bisogni della gente –Queste nostre zone, sono martoriate dalle scelte miopi di chi non ha la minima consapevolezza della fatica che si fa per garantire una vita dignitosa alla propria famiglia».

«Chiediamo pertanto allo Stato, alla Regione e alle amministrazioni comunali di farsi portavoce del malessere che questa situazione sta generando, e insieme alle parti sociali avviare un percorso per realizzare una viabilità che permetta ai cittadini di spostarsi adeguatamente secondo le proprie esigenze, e agli imprenditori di poter operare senza costi aggiuntivi .

Non è pensabile avere strade con tempi di percorrenza che vanno dai 50 ai 30 km orari per mancanza di manutenzione. Così come non e’ pensabile che franino le strade o crollino i muri di contenimento per mancanza di manutenzione e/o monitoraggio del territorio.  Per svegliare le coscienze occorre che “ci scappi il morto” ? deve avvenire l’irreparabile? Certo che no, allora partiamo da Mussomeli e tutti insieme facciamo sentire la voce delle imprese e della gente che tutti i giorni deve percorrere quelle strade oramai non più transitabili e pericolose.”

Cattura2

(altro…)

Read Full Post »

Il castagno più conosciuto al mondo è sull’Etna

di Carmen Greco

.

Il Castagno europeo è presente sul nostro continente da milioni di anni. Una pianta portentosa dalle tantissime funzioni (produttive, protettive, paesaggistiche, ambientali, nutraceutiche). Queste piante raggiungono età plurisecolari e vengono definiti castagni patriarcali o monumentali.

In Italia ce ne sono tanti, censiti e descritti oltre un centinaio, da Nord a Sud, ma il più conosciuto al mondo è sull’Etna, a Sant’Alfio, il “Castagno dei cento cavalli”.

Sant'alfio, nuova “linfa” per il castagno dei Cento cavalli

Leggenda vuole che le sue chiome fossero così ampie da ospitare una Regina (Giovanna d’Aragona, per alcuni, o Giovanna d’Angiò, per altri) con tutto il suo seguito di cento cavalieri.

Ovviamente si tratta solo di fantasia popolare anche perché, fonti storiche accertano, la regina Giovanna d’Angiò non venne mai in Sicilia. In ogni caso, vera o non vera, la maestosità dell’albero è una realtà che nel 2008 è stata riconosciuta anche dall’UNESCO che l’ha nominato “Monumento Messaggero di pace”.

Alcuni botanici gli attribuiscono la vertiginosa età di 3-4000 anni, il che ne farebbe con ogni probabilità l’essere vivente più vecchio d’Europa. La sua circonferenza è di 22 metri, l’altezza di circa 25, la circonferenza della chioma di oltre 50 metri.
Nelle sue vicinanze esistono altri castagni monumentali: quello della “Nave” e quello di “Nucifori Taverna”.

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: