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Archive for the ‘Ambiente’ Category

Non solo 5. Corrono voci di altri denunciati. Non lasciamo soli i Carabinieri.

Alfonso Cipolla

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Dovrebbe ormai essere chiaro a tutti che i carabinieri di Milena “vigilano”, più dei vigili; i militari dell’Arma fanno solo il loro dovere con lo scopo di limitare il contagio e non fare diventare la Sicilia come la Lombardia, alla quale siamo umanamente vicini e solidali.

Eppure in questo gravissimo periodo, in cui in molti osserviamo le disposizioni di contrasto, dobbiamo prendere atto che alcuni nostri concittadini maturi per età ma non certamente per senso civico, si ostinano a circolare come se niente fosse.

Come se ogni giorno altri italiani non morissero a migliaia, come se non sapessero che in ogni provincia siciliana aumentino giornalmente i casi e i morti, come se non sapessero che nella nostra provincia di Caltanissetta sono 26 i contagiati, molti, troppi se consideriamo che in tutto il palermitano sono 52, soltanto il doppio!

E allora?

Come medico, politico e genitore vi dico: difendiamoci da questi concittadini irresponsabili, non lasciamo da soli i carabinieri nel contrastarli.

Ogni milenese degno di questo nome e “responsabile” dovrebbe sentire il dovere di segnalare, logicamente un maniera riservata, queste persone, vere e proprie “mine vaganti”, anche ai Vigili Urbani e, perché no? anche al Sindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali, e pure ai vostri medici. E’ una lotta immane che si può e si deve vincere, soltanto lottando insieme.

Ricordiamoci sempre che il Virus non ha gambe ma ci può raggiungere usando quelle degli irresponsabili.


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Ottimo suggerimento

La sanificazione è necessaria per la prevenzione

L'immagine può contenere: auto, notte e spazio all'aperto

Leo Virgone

Ci sono paesi e…. PAESI.

Tutti gli agricoltori di Delia (CL) si sono messi a disposizione del sindaco.
Un plauso alla comunità, questo è senso di unione, di voler bene il proprio paese.
Stanno disinfettanto il paese. Già soni passati tre volte. Grandi i Deliani.

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Agricoltori disinfettano gratuitamente il loro paese

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Un gruppo di agricoltori di Campobello di Mazara hanno disinfestato gratuitamente le vie del paese e delle due frazioni di Tre Fontane e Torretta Granitola

L’intervento, su un’idea di Giacomo Mangiaracina e Peppe Scavuzzo, è stato realizzato come azione collaborativa e solidale col Comune per l’attuale emergenza coronavirus. L’idea è nata nel giro di poche ore e così i 13 agricoltori hanno comunicato al sindaco di Campobello di Mazara la disponibilità a disinfestare, coi propri mezzi agricoli, l’intero territorio comunale.

Così Francesco Critti, Giacomo Mangiaracina, Peppe Scavuzzo, Vincenzo Calandro, Giovanni Beltrallo, Giuseppe Cusumano, Pietro Leone, Nino Lupo, Paolo Luppino, Nino Mangiaracina, Francesco Panicola, Giuseppe Pavoncelli, Natale Pisciotta, Tommaso Stallone, Giovanni Trento e Noè Volpe hanno messo a disposizione trattori con rimorchi con atomizzatori.

Il Comune ha provveduto ad acquistare la candeggina che è stata diluita nell’acqua delle grosse taniche dei rimorchi. Gli agricoltori non hanno preteso nulla in cambio da parte del Comune. «Campobello sta dimostrano di essere una comunità solidale. Grazie di cuore ai nostri valorosi e encomiabili agricoltori», ha detto il sindaco Giuseppe Castiglione. Un secondo intervento di disinfestazione, sempre da parte degli agricoltori di Campobello, sarà ripetuto questa settimana, sempre in collaborazione col Comune

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MUSSOMELI – Emergenza “coronavirus”. Il sindaco Catania ha comunicato che […]
ILFATTONISSENO.IT

BANDITO IL “CONCORSO CASALINGO”

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PIAZZETTA NON ALL’ALTEZZA DELL’UOMO!

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spNon sappiamo di preciso quando e dove sia nato il desiderio di mettere nero su bianco i nostri pensieri, certamente ci sarà stato un punto di rottura, il famoso break-point, per cui ci siamo dovuti fermare ed eccoci qui.

Non è un mistero che la vita politica paesana ci abbia da sempre “rapiti”, forse per quel desiderio innato di giustizia, di uguaglianza, di onestà in tutti gli ambiti e a tutti i livelli …

Comunque sia, ad oggi non riusciamo ancora capire come si possa resistere ed assistere ad una amministrazione la cui natura è il difetto e il vizio il principio costruttivo (Inciucio).

Il disagio annichilisce anche i più tenaci. Mmah!

Pensavamo che col tempo il soffio vitale di questa allegra brigata si affievolisse, infatti non sbagliavamo. La spensierata compagnia ad oggi sembra soltanto una vuota facciata dove i veri problemi rimangono sulla carta, mentre quelli effimeri trattati come irrinunciabili. Un mondo alla rovescia!

ripetiDEMOCRAZIAIn questi giorni, osservando bene l’andazzo delle vicende, ci siamo resi conto di alcune anomalie che, sinceramente ci hanno alquanto preoccupati. Siamo dell’idea che questa conduzione a livello familiare, sia priva dell’essenza principale: la democrazia. Si ha come l’impressione che essa venga declinata in tutte le salse, ma quella vera, quella pura, quella autentica non sia neanche lontanamente presa in considerazione.

I nostri decisori dovrebbero iniziare a capire che l’interesse generale non si può ottenere se non si riesce a sacrificare il particolare. Chi è garante del bene comune non può continuare ad agire come se della democrazia non gliene importasse nulla. Non è permesso!

Come è possibile che dopo aver tagliato l’albero della piazzetta Aix-les-Bains, probabilmente piantato da un nostro compianto concittadino, adesso pare gli si voglia intitolare addirittura una misera piazzetta adiacente le case popolari?

Allora, come funziona questo “giocattolo”? In piazza si taglia e in periferia si pianta? Perché intitolare una buia piazzetta sperduta?

Mi evoca l’agire di un prete, tanto tempo fa che in pubblico rimproverava e in privato si scusava! Eh no, noi, allora e ora, pretendiamo le scuse, come per il rimprovero, pubbliche!

Comportamento indimenticato, biasimabile e scorretto!

Noi siamo dell’idea che quando si voglia veramente ricordare una persona di spessore culturale e che abbia avuto rilievo nella storia di un paese e si voglia fissare la memoria nella vita quotidiana dei cittadini, bisogna trovare “topologicamente” un posto altrettanto meritevole, un posto più esposto e in vista affinché il ricordo sia sempre motivo di orgoglio. Diversamente è irrispettoso nei confronti del defunto, irrispettoso verso i familiari e lascia troppi margini di dubbio sulla questione.

Sicuramente i nostri amministratori avranno fatto un sondaggio circa l’intitolazione e l’ubicazione, prima di iniziare i lavori. Certamente ci sarà stata, qualche commissione all’uopo costituita, qualche consiglio comunale in cui decidere sul da farsi, l’acquisizione dell’autorizzazione della Sovraintendenza, informazioni ai capigruppo … Sicuramente!

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Non possiamo pensare che tutto sia frutto di una gestione strampalata.

Quando un contesto è democratico, tutto l’impianto nel suo complesso vive di Democrazia, non dovrebbero esistere dei “corpi sociali” che agiscono autonomamente e separatamente. I nostri amministratori non possono rappresentare interessi specifici e particolaristici mettendo da parte il generale, si tratta di RES PUBLICA, non salotto di casa propria.

Noi riteniamo che i cittadini non siano tali solo quando votano, ma lo siano ancor di più controllando l’operato degli eletti. Non si esaurisce tutto con la delega, ma tramite l’ascolto e decidendo in ragione di quest’ultimo.

marcheseA noi invece sembra che alcuni si siano costruiti delle torrette d’avorio autoreferenziali da cui ognuno recita la propria piccola commedia. Chi alza la voce, chi si sveglia la mattina e fa zappare un vialetto, chi sciorina leggi, chi semina odio e tensione, chi spolvera non sapendo fare altro, chi getta petali sui passi del proprio primus, chi … potremmo continuare per ore.

Ecco perché pensiamo sia giusto che, prima di intitolare qualcosa a qualcuno, bisogna chiedersi e chiedere, in primo luogo, alla popolazione il consenso, altrimenti il senso della Democrazia è messo in serio pericolo e, in secondo luogo, bisogna avere la correttezza etico-morale di trovare un ambiente consono e dignitoso.

Altrimenti nulla ci impedisce di pensare che sia tutto frutto di un albero barbaramente segato, di un assessorato mai nato o di una coscienza non esattamente pulita.

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