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Archive for 23 settembre 2022

VOTA FACILE

Come si vota in modo semplice

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SCHEDA VERDE PER LA REGIONE

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ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE E DELL’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

SCHE

 1 -FAI UNA CROCE SUL SIMBOLO DEL PARTITO

2 – SCRIVI IL COGNOME DEL CANDIDATO

3 – FAI UNA CROCE SUL COGNOME DEL PRESIDENTE

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SCHEDA ROSA PER LA CAMERA

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1 – FAI UNA CROCE SULLA COLONNA SINISTRA

2 – FAI UNA CROCE SUL SIMBOLO DEL PARTITO NELLE ALTRE COLONNE


SCHEDA GIALLA PER SENATO

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1 – FAI UNA CROCE SULLA COLONNA SINISTRA

2 – FAI UNA CROCE SUL SIMBOLO DEL PARTITO NELLE ALTRE COLONNE

……..

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(altro…)

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Ci ha riquerelato Scarpinato, siamo terrorizzati!

Piero Sansonetti – Il Riformista

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Ieri Nino Di Matteo, ex Pm palermitano e ora membro del Csm, ha criticato i partiti che hanno fatto sparire dai loro programmi la lotta alla mafia.

Giusto. L’unica traccia di impegno contro le cosche lo hanno dato i Cinque Stelle candidando l’ex procuratore generale di Palermo. Che però… Proprio l’altro ieri è riemersa una storia che era stata dimenticata da tutti.

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SCARPINATO

Pare proprio che l’ex procuratore generale di Palermo (Roberto Scarpinato) qualche anno fa abbia venduto ad un prezzo altissimo una casa di famiglia nel paese di Sciacca a un suo ex imputato, che lui archiviò un paio di volte ma che poi fu condannato da altri.

Non è una vicenda edificante.La sollevò tanti anni fa l’ex ministro della Giustizia Filippo Mancuso, il quale sostenne anche che questo compratore di casa fosse amico dei Siino, una famiglia che aveva tra i suoi esponenti il cosiddetto “ministro dei lavori pubblici dei corleonesi di Riina”. Ahi ahi ahi.

Nessun reato, pare, ma insomma per i Cinque Stelle che sospendono dal partito un assessore per una bazzecola qualunque, anche se non provata, questo è un macigno. Ieri ancora non era giunta la notizia di una nota di presa di distanze da Scarpinato da parte di Giuseppe Conte.

E’ molto probabile che la nota arriverà oggi in giornata. E che Conte chieda a Scarpinato di impegnarsi a dimettersi dalla Camera in caso di elezione. (Sia chiaro: noi non siamo d’accordo; se il reato non c’è, non c’è. In nessuna parte del codice penale c’è scritto che un magistrato non possa fare affari con il proprio imputato. Però conosciamo purtroppo l’intransigenza morale di Conte).

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Sansonetti

Scarpinato ci ha riquerelato.

Ha querelato il direttore di questo giornale perché abbiamo scritto di una casa di proprietà della sua famiglia, a Sciacca, che lui vendette alla bella cifretta di quasi 700 milioni a un signore che tempo prima era stato suo imputato ed era stato da lui archiviato. È un reato vendere la casa a un proprio imputato (che poi, da altri magistrati, fu condannato per altri fatti)? No. Pare che il codice penale non proibisca la compravendita di appartamenti tra magistrati e imputati e nemmeno proibisca pagamenti molto alti.

Del resto che una casa a Sciacca, nel ‘96, valesse quasi settecento milioni quando a Roma trovavi un appartamento in zona semicentrale a 400 milioni non è un fatto così eccezionale. Sciacca è una cittadina di una certa importanza e non è lontana da Agrigento. Le case costano.

Non è chiaro però per cosa ci quereli Scarpinato.

Nel comunicato che ha diffuso alle agenzie conferma tutte le notizie che noi abbiamo dato. Sorvola solo sul fatto che l’acquirente della abitazione fosse un suo ex imputato, però neanche lo smentisce questo fatto. E allora? Dov’è la diffamazione da parte nostra?

Nell’aver riportato una interrogazione parlamentare regolarmente presentata da un deputato della Repubblica? Non credo. Nell’aver taciuto il fatto che questa interrogazione è vecchia di qualche anno? No, non lo abbiamo taciuto, lo abbiamo scritto bene bene in prima pagina. Nell’aver sostenuto che la vendita fu un reato? No, abbiamo spiegato e rispiegato che non c’è nessun reato.

libertaAbbiamo solo fatto notare che certo – ma questo è indiscutibile – se una cosa simile fosse successa a un assessore – non parliamo nemmeno di un deputato…- beh, quell’assessore avrebbe passato guai seri. Scarpinato non era un assessore e infatti – anche questo lo abbiamo scritto – la magistratura siciliana stabilì che non c’era niente su cui indagare e l’interrogazione del deputato – ed ex ministro della Giustizia – fu archiviata.

Giusto. E infatti anche questo lo abbiamo scritto. Dunque?

Niente, le cose stanno così e noi siamo abituati. In Italia puoi scrivere quello che vuoi di chi vuoi, specie dei politici, ma dei magistrati o degli ex magistrati è meglio che non scrivi niente. Tacere, sopire, sopire, tacere. Così fan tutti. Pensate all’oblio nel quale è stato lasciato dai grandi giornali e dai politici il libro di Palamara e Sallusti. E vabbé, noi non ci adattiamo. Il nostro direttore ha già collezionato una ventina di querele dai magistrati. Si paga un prezzo alla libertà di stampa, no? La libertà dal potere dei magistrati è la più difficile. L’importante è non spaventarsi per le intimidazioni.

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L’ira di Re Carlo d’Inghilterra allergico alle penne

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Il passaggio di potere nel Regno Unito dopo la morte di Elisabetta II prevedeva la firma del figlio per salire al trono e diventare il nuovo Re sotto il nome di Carlo III. Durante la firma Carlo è parso piuttosto irritato e nervoso per una serie di fattori: la scrivania piccola gli rendeva difficile firmare i grandi registri e quaderni che aveva davanti, la custodia per le penne gli si è chiusa a metà durante l’operazione e una penna sembrava non scrivere bene…

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Il momento storico dell’ascesa al trono di Carlo III è stato catturato dagli utenti di Twitter e YouTube che non hanno esitato a trasformarlo in un’esilarante serie di clip: “Sarà ma questa insofferenza, quasi stizza, per cose così banali non mi sembrano molto … regali, anzi!”, ha scritto un utente su Twitter commentando l’accaduto.

Mai la Regina Madre in 70 anni di regno si era scomposta in pubblico, il figlio invece a qualche giorno di distanza è riapparso infastidito anche a Belfast, quando il nuovo monarca è arrivato alla residenza reale di Hillsborough Castle.

Mentre cercava di firmare un libro degli ospiti alla fine della sua visita, è apparso nuovamente in difficoltà. La penna che gli avevano dato, infatti, gocciolava inchiostro. Il liquido gli ha macchiato le dita, mentre lui ha cominciato a lamentarsi con sua moglie Camilla.

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È stata proprio la Regina consorte a chiedere di sostituire la stilografica mentre un furioso Re Carlo ha lasciato la stanza insofferente dicendo “Odio tutto questo“. La firma, alla fine, l’ha apposta proprio Camilla con una nuova penna (decisamente non difettosa).

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