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Archive for 14 agosto 2022

Pubblichiamo un articolo apparso ieri sabato 13 agosto su La Sicilia”.

Il bravissimo giornalista illumina i retroscena del teatrino della politica offerto dal centrodestra che, senza Musumeci, rischia di perdere le elezioni regionali.

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Riusciranno queste prime donne e le comparse dietro le quinte – feriti nell’orgoglio e mortificati nelle ambizioni – a darsi una calmata in queste poche settimane che ci separano dal voto e a non giocare brutti scherzi nel segreto delle urne a Schifani e all’intera coalizione?

Con questo caldo agostano ci manca solo il “fuoco amico”. Confidiamo nei pompieri.

Dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi Iddio.

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“La mala mangiata” di Gianfranco Miccichè

Mario Barresi

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Quando si materializza il traNello meloniani, Gianfranco Miccichè sta pranzando al “Biondo” a due passi da casa sua, in zona Politeama. Gli altri (pochi, nel sabato pre-ferragostano) avventori della trattoria ascoltano gli improperi urlati dal leader forzista al telefono. Poi notano il sudore che gronda, il volto paonazzo. E l’appetito che svanisce: Miccichè lascia il piatto pieno e va via.

3Ignazio La Russa comunica la scelta, fior da fiore, di Giorgia Meloni fra i potenziali candidati di Forza Italia: “Ci va bene Renato Schifani”.

E il partito azzurro va in tilt. “E’ un delinquente, questo è un vero delinquente” continua a ripetere il presidente dell’Ars a chiunque lo senta in quel frangente…

“Così ci vogliono far scoppiare il partito” è la tesi che rimbalza sull’asse Palermo-Olbia a Villa Certosa dove Berlusconi è riunito con il braccio destro Licia Ronzulli, con quello sinistro (Antonio Taiani) e con i capigruppo Anna Maria Bernini e Paolo Barelli.

In mattinata Schifani, che non è certo un politico di primo pelo, riceve la carezzevole telefonata del senatore di Paternò: “Ignazio, decide il presidente Berlusconi” è la realistica risposta alla lusinga patriota.

lar Ma nel frattempo fioccano, come era stato per Stefania Prestigiacomo comunicati di apprezzamento e di sostegno da parte degli alleati, in Sicilia così come a Roma.

E’ esattamente l’effetto che il mefistofelico La Russa vuole creare: mettere in imbarazzo Forza Italia e soprattutto tutto il fronte dei No-Nello…

Si nota il silenzio della Lega, rotto da Salvini appena arrivato pure lui a Villa Certosa: “Ho detto a Berlusconi che aspettiamo lui, se dà il via libera noi ci accodiamo”. Ma il via libera a Schifani non arriva.

Arriva anzi un altro colpo di scena: dalla Sicilia viene fuori una nota di assessori, deputati e vertici di Forza Italia per rilanciare la candidatura di Micciché.

Non ci sono le firme: “L’ennesima bufala del falsario Calderone” (capogruppo dei deputati regionali di Fi) si sfoga Gaetano Armao, nel frattempo corteggiato dai calendiani, con chi gli chiede se pure lui sostenga l’arcinemico.

Ma come suggerisce il saggio Marco Falcone (altro “nemico” di Miccichè), da un po’ freddo con Schifani, è piuttosto “un modo per ridare la delega a Gianfranco per trattare con gli alleati”. E infatti spunta subito il nome di Barbara Cittadini.

“Io che avevo detto? Palermitana, donna e di Forza Italia. Manca l’ultimo requisito, ma è perfetta” ridacchia Miccichè. Il Cav chiama “Lady Sanità” e le strappa una disponibilità di massima.

Intanto i cecchini si mettono in moto: Fratelli d’Italia non risponde e pensa che l’ora del ritorno di Nello Musumeci sia sempre più vicina; c’è chi cerca incompatibilità last minute; mentre Raffaele Lombardo (che non si arrende su Massimo Russo, sempre in lizza) rompe gli indugi e chiama Berlusconi. E prova a convincerlo a schierare Miccichè e non la Cittadini.

Dal Cav, in nottata avrebbe ascoltato una promessa-minaccia: “Sulla Sicilia sono disposto a rompere la coalizione”

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Le ultime parole famose… Ora sappiamo come è andato a finire il braccio di ferro Berlusconi-Meloni. Quando ha visto che Fratelli d’Italia era altrettanto pronta a rompere la colazione, è stata accettata la proposta prendere o lasciare del diabolico La Russa e così finisce il teatrino autolesionistico con Renato Schifani che diventa il candidato unificante di tutto il centrodestra. (NdR)

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La brutta fine politica di Gianfranco Miccichè non coincida con quella del centrodestra siciliano

Alfonso Cipolla

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m1Facciamo una sintesi dei convulsi avvenimenti del pazzo weeckend di Ferragosto.

Dopo avere proposto e bruciato una serie interminabile di candidati a presidente della regione, Miccichè esce finalmente allo scoperto e si autopropone come successore di Nello Musumeci.

Presenta a Berlusconi un documento in cui tutta Forza Italia (deputati, assessori, dirigenti provinciali) chiede che sia candidato a presidente della regione siciliana. Berlusconi lo benedice e minaccia Fratelli d’Italia di rompere l’accordo nazionale in caso lo rifiutassero.

Di fronte all’irremovibilità di La Russa, delegato dalla Meloni alle trattative, Silvio è costretto ad abbandonare il suo viceré e tenta l’ultima carta: al posto di Miccichè propone Barbara Cittadini. Ma anche questa donna nell’elenco di Miccichè viene respinta da Fratelli d’Italia, come era successo pochi giorni prima alla forzista Prestigiacomo.

E’ comprensibile umanamente e politicamente che Fratelli d’Italia non può dare spazio né a Micccichè il colpevole principale della estromissione di Musumeci né a personaggi a lui troppo legati e vicini.

rissaLa Russa, per non rompere l’unità del centrodestra, allora tra i nomi proposti da Berlusconi, sceglie Schifani.

Così vanno in fumo i sogni di Miccichè: in caso di vittoria del centrodestra – messa a repentaglio dallo stesso irresponsabilmente – perderà la carica di Presidente dell’Assemblea Regionale. Tanto rumore per nulla.

L’unico suo unico obiettivo raggiunto è  la non riconferma di Nello Musumeci, il migliore Presidente della Regione di sempre, l’unico in grado di battere tutti gli avversari: la sua mancanza può costare caro a tutto il centrodestra. E, nel malaugurato caso di sconfitta, Miccichè e gli esponenti della Lega & C. dovranno renderne conto e sparire dalla scena politica per “alto tradimento degli elettori”.

armao1Un altro fallimento del principale “generatore di caos” nel centrodestra è lo sfilacciamento di Forza Italia: l’assessore regionale Armao se ne è andato sbattendo la porta, dopo avere affermato che nel documento del partito favorevole alla candidatura di Miccichè non poteva contenere la sua firma.

armaoLa stampa infatti riporta che quel documento consegnato dal capogruppo Calderone fosse privo di firme. Se vero, sarebbe una mascalzonata, un trucco, una forzatura realizzata per sedersi immeritatamente sulla poltrona onorata per 5 anni da Musumeci.

E, per finire, c’è anche l’autogol! In caso di vittoria del centrodestra, il potere del piccolo viceré berlusconiano sarà quasi azzerato: tanto rumore per nulla!

Questa la cronaca dei fatti che hanno portato alla scelta di Schifani, ex Presidente del Senato.

Raccontati i fatti per come sono andati, adesso ritorniamo alla realtà, a come affrontare la campagna elettorale.

Il centrodestra adesso deve augurarsi che gli elettori di Musumeci, una volta digerita la delusione, si attivino ricordando che gli avversari sono quelli del centrosinistra, dei cinque stelle e la pallina pazza De Luca. E non altri.

Non sarà facile il recupero degli elettori di Musumeci, molti dei quali provengono da sinistra, che in questo momento si sentono orfani del loro leader. Un recupero difficilissimo, ma possibile che sarebbe stato impossibile nel caso che si fosse concretizzata la candidatura di Miccichè. Nel qual caso, diciamocelo chiaro e tondo, ci sarebbe stata una “grande fuga” di dirigenti ed elettori di destra e lo stesso centrodestra si sarebbe fatalmente rotto.

Ecco cosa scrivevo sabato mattina ai dirigenti apicali del nostro movimento e di Fratelli d’Italia – interpretando lo sdegno nostro e dei nostri elettori di fronte alla irricevibile proposta di candidatura di Miccichè –  a quanti ci invitavano ad essere realisti e a serrare le fila, a non farci coinvolgere emotivamente e a impegnarci al voto:
alf 70L’emozione per fortuna fa parte ancora del voto. E questo spettacolo non mi emoziona. Mi emoziona come hanno trattato Nello. Mi emoziona votare per l’assassino politico dell’uomo migliore in grado di amministrare degnamente la Sicilia. E l’emozione che mi ha fatto seguire sempre Nello mi vieta di votare per Miccichè e compagnia bella e per chi non ha difeso il principio del diritto di ricandidatura che si garantisce in Lombardia.

Il voto non è un calcolo di poltrone. Si vota per il bene migliore; a volte per quello minore turandosi il naso ma Miccichè puzza troppo; a volte non si vota proprio; a volte ancora si vota contro il proprio schieramento. Tutte queste opzioni ci regala un centrodestra che a Roma si è unito in 24 ore e in Sicilia a quasi 24 ore offre solo squallore. Io comunque non voterò nessun altro presidente che non sia Nello. Io mi disgiungo, mi separo, corro dietro l’emozione. E non sarò il solo.

lafrPoi in mattinata, per fortuna si è dissolto l’incubo Miccichè.

Un plauso va a La Russa per avere sparigliato il campo di Miccichè e impedito la sua candidatura e di donne e uomini “bruciati” uno dopo l’altro per la bramosia di questo assetato di potere, di un potere che adesso gli si è ridotto di molto.

Schifani è una personalità politica, al di sopra delle parti, non è certo un pupo nelle mani di un puparo di infima serie.

Tra qualche giorno, quando saranno sfumate la delusione e la rabbia, ci apparirà chiaro il concetto che gli avversari politici sono al di fuori del centrodestra e, frenando il risentimento, ci regoleremo di conseguenza.

Ci auguriamo solamente – in caso della vittoria del centrodestra – che il responsabile passo di lato di Nello Musumeci, possa consentirgli dopo il 25 settembre di continuare ad aiutare la Sicilia, ricoprendo una carica governativa che riguardi lo sviluppo della Sicilia e del Sud.

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Stromboli, la Regione dichiara lo stato di emergenza

Nello Musumeci

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strombLa Regione dichiara lo stato di emergenza per l’isola di Stromboli e chiede al governo nazionale di fare lo stesso.

Ho convocato per il giorno di Ferragosto una apposita seduta straordinaria del governo regionale.

In attesa di ricevere una dettagliata relazione dal capo della Protezione civile siciliana Salvo Cocina, sono in contatto con i nostri dirigenti che coordinano il lavoro sull’isola.

Un centinaio di volontari che, assieme ai vigili del fuoco ed alle Forze dell’ordine, sono impegnati nella rimozione di fanghi e detriti e nel ripristino della viabilità. La delibera del governo regionale servirà anche ad avviare le procedure per chiedere i ristori a quanti hanno subìto danni dalla calamità.


1,5 MILIARDI PER LA CATANIA-RAGUSA

Nello Musumeci

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È stato pubblicato, su mia disposizione, il nuovo bando di gara della Catania-Ragusa, che tiene conto dell’aumento dei prezzi imposto dalla crisi. Finalmente questa opera si realizzerà e, con il valore di 1,5 miliardi, sarà una delle opere più importanti realizzate in Sicilia negli ultimi decenni.

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Mantenere gli impegni con i siciliani è, forse, un mio difetto. Ma per me adempiere con onore al mio mandato fino all’ultimo giorno significa rispettare il consenso e la fiducia ricevuti.


Saremo leali con Schifani

Nello Musumeci

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musHo ricevuto in serata una piacevole telefonata da Renato Schifani.

Gli ho rinnovato il sentimento di amicizia e stima che ci lega da tanto tempo.

L’ho ringraziato per avere sempre difeso le ragioni del mio governo, in coerenza col suo profilo istituzionale.

Siamo stati i primi, con Fratelli d’Italia, a proporre ieri il suo nome e saremo leali con lui anche in questa non facile ma esaltante competizione elettorale regionale.

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 12,49-53

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indexHo un battesimo nel quale sarò battezzato,In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse gia acceso!
C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione.
D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

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