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Archive for 6 agosto 2022

Isoliamo quelli che giocano sulla pelle dei siciliani per consegnare la Regione alle sinistre

Alfonso Cipolla

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alf 70Da mesi tutti i sondaggi confermano che solo ricandidando Nello Musumeci il centrodestra può vincere in Sicilia. Ogni partito del centrodestra dovrebbe invitarlo a ricandidarsi…

Eppure i responsabili (?) di Forza Italia, Lega e qualche autonomo incredibilmente e tafazzianamente continuano e si ostinano a mettere il veto nei suoi confronti e fare nomi che vengono bruciati il giorno dopo.

Il Presidente della Regione si è dimesso due mesi prima per consentire di accorpare le elezioni regionali a quelle nazionali per il rinnovo di Camera e Senato: fa risparmiare 20 milioni di euro ai cittadini e evita una doppia chiusura delle scuole sedi elettorali.

Alle dimissioni anticipate i soliti noti di centrodestra e l’opposizione stranamente insieme, esultano. La decisione delle dimissioni anticipate significa che Nello Musumeci abbia rinunciato alla candidatura? Certamente no!

mmLo ha voluto ribadire ancora una volta il Presidente della Regione. Anche con una vena di umorismo (leggere la nota qui accanto): passo di lato solo se si riesce a trovare un candidato unificante e migliore di lui.

Una vera e propria mission impossible data la ristrettezza dei tempi e la carenza di figure in grado non solo di unificare ma soprattutto di battere gli avversari del centrosinistra e dei cinque stelle e di ridimensionare Cateno De Luca.

Musumeci rappresenta l’unico candidato capace di portare un valore aggiunto rispetto alle liste di appoggio; rappresenta anche la capacità perché maturata da decenni di esperienza amministrativa; la coerenza perché non ha mai tradito i suoi ideali; la correttezza perché non ha mai avuto a che fare con la giustizia; l’efficienza perché mai nessun governo regionale era riuscito a spendere sul territorio tutti i fondi europei e nazionali; l’onestà perché ha chiuso le porte della Regione agli affaristi e ai mafiosi; e l’indipendenza perché non si è fatto piegare dai rappresentanti dei partiti…

Non sarà forse che questi suoi “meriti” rappresentino delle “colpe” agli occhi di Miccichè e compagnetti vari che ne chiedono lo sfratto da Palazzo d’Orleans? Guai se così fosse!

Perché altra cosa è fare un passo di lato e correttamente appoggiare un candidato diverso di Musumeci capace di unificare tutto il centrodestra e condurci alla vittoria. Tutt’altra cosa sarebbe partecipare ad una competizione guidata da questi “irresponsabili” che mettono veti alle persone capaci e per bene, per niente preoccupati di perdere le elezioni regionali, per spartirsi la Regione ai tavoli nazionali o a quelli regionali alla faccia degli interessi della Sicilia e dei siciliani di centrodestra.

E allora ci pensino bene gli alleati che fanno capo a Miccichè, che non rappresenta tutta Forza Italia, della Lega o dei cespuglietti del centro. Non giochino a farci perdere, perché i primi a perdere sarebbero proprio loro, condannati all’opposizione, all’irrilevanza, fuori dal governo e dal potere a lor sì caro, e “in piedi” per ben cinque anni senza potersi sedere nelle poltronissime preferite.

Pensino costoro che esiste una grande fetta di siciliani che si riconoscono in Musumeci e nella Meloni. Non tirino troppo la corda. Anche i più pazienti nel loro piccolo s’incazzano. Non creino le condizioni di uno strappo del centrodestra che per noi è un valore assoluto.

musumeci-1280x720Per me comunque, dovesse accadere lo strappo, la ricandidatura di Nello Musumeci – sostenuto dalla Meloni, da altri partiti politici e assessori del suo governo e da tanti siciliani – risulterebbe altrettanto competitiva, capace di battere gli avversari di centrosinistra e anche gli ex alleati del centrodestra.

A costoro non si può permettere di disperdere il lavoro fatto dal governo Musumeci che ha operato senza i continui rimpasti di Crocetta, senza un giorno di crisi e sempre impegnato a lavorare per la Sicilia producendo risultati mai visti prima.

Mancano alcuni giorni per riflettere e dare la possibilità agli “allenatori” di schierare la squadra più competitiva del centrodestra che – lo sanno tutti – non può fare a meno del giocatore migliore se vogliono davvero vincere lo scudetto siciliano. Oppure preferiscono far vincere gli egoismi e gli avversari?

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C’è post per voi!

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Finalmente qualcuno che ha messo la parola fine a questo scempio!

слава україні
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csEvvivaaaaaaaaa!!! Non ci posso credereeeeeee!

Un plauso alla determinazione, alla caparbietà, all’impegno costante della minoranza e di tutti quelli che ci hanno creduto…

Ma lasciatemi dire un grandissimo immenso infinito ringraziamento alla Dottoressa Daniela Vullo, Soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta, persona encomiabile per avere dato dignità al proprio lavoro il tutto a dimostrazione del fatto che abbiamo dei dirigenti preparati.

Non v’è dubbio che sicuramente con molto dispiacere ha dovuto fare una tale scelta ma allo stesso tempo di contro sarà rincuorata nel sapere che moltissimi hanno apprezzato quanto successo e che staranno esprimendo tale apprezzamento rilasciando attestati di stima per essere stata coraggiosa ed intransigente.

w2Finalmente qualcuno che ha messo la parola fine a questo scempio!

Adesso per finire l’opera sarebbe necessario che altri facessero il proprio dovere attribuendo le responsabilità a chi ha sbagliato peraltro sperperando soldi pubblici di onesti cittadini che pagano le tasse.

Si spera che chi di dovere vigili al fine di poter verificare che chi ha sbagliato paghi e soprattutto che ci siano le coperture assicurative! Speriamo!

Dovete demolire tutto… vergogna (ancora non lo avevo detto! ).

Ma poi mi chiedo… chi avrebbe il coraggio di attestare che questi lavori siano stati eseguiti secondo la regola dell’arte con tutto quello che abbiamo visto tra le altre cose pure fotografato. Volevo vedere se i soldi erano i vostri.

Vergogna … vergogna e vergogna! Quannu e quannu vi dunanu qualche lira faciti sulu dannu.

 

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Infarto, non solo dolore al petto e braccio sinistro: secondi preziosi, il sintomo che ti salva la vita

di Melania Rizzoli

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infarNon c’ è più tempo da perdere. La “Golden hour” (l’ora d’oro), ovvero i sessanta minuti successivi all’attacco cardiaco considerata il limite entro cui intervenire per salvare un cuore infartuato, è ormai superata, perché nei casi più gravi, per ogni 10 minuti di ritardo, 3 pazienti in più su 100 perdono di sicuro la vita.

La Società Italiana di Cardiologia (Sic), insieme alla Fondazione Italiana Cuore Onlus, in occasione della presentazione della campagna “Ogni minuto conta” sottolineano che un intervento successivo ai 90 minuti dall’esordio dei sintomi cardiaci può addirittura quadruplicare la mortalità.

In pratica raggiungere il pronto soccorso 10 minuti prima può cambiare il destino cuore infartuato perché più si indugia e più si aspetta, più le coronarie si chiudono definitivamente, soffocando e danneggiando il muscolo cardiaco in modo irreversibile.

Il caldo e l’ afa di questi giorni sono nemici subdoli e pericolosi per chi soffre di cardiopatie manifeste o mascherate poiché, essendo il nostro organismo costantemente controllato da un complesso meccanismo di termoregolazione, ogni rialzo eccessivo della temperatura richiede uno sforzo cardiaco supplementare, attraverso il quale aumenta la sudorazione, i vasi sanguigni si dilatano, la pressione arteriosa si abbassa, ed il cuore, per contrastare tutto ciò, aumenta la sua frequenza, ovvero va in tachicardia, lavorando quindi più intensamente.

Nei soggetti adulti e in buone condizioni fisiche i fisiologici meccanismi di autoregolazione si attivano senza problemi, mentre nei cardiopatici, essendo tali metodi di compenso più deboli e meno efficaci, possono portare a gravi conseguenze.

Mai minimizzare!

infarto-miocardioPurtroppo ancora oggi moltissime persone non riconoscono immediatamente i sintomi cardiaci, perché quando essi compaiono, in oltre il 60% dei casi vengono minimizzati, declassati a semplici disturbi, attribuiti erroneamente a cattiva digestione, a costipazione, a gengiviti, dolori muscolari, ossei o intercostali, al reflusso esofageo, o al mal di schiena, e vengono affrontati con generici antidolorifici od antinfiammatori (nel dubbio sempre meglio prendere la semplice aspirina!), i quali non influiscono minimamente sulla tragicità della patologia miocardica in atto, che pure manda evidenti e precisi segni di sé durante il suo malefico decorso.

Ecco, per ridurre questo mancato riconoscimento, ed il conseguente colpevole ritardo, l’ unica strategia è imparare a riconoscere su se stessi e sugli altri i sintomi di un attacco cardiaco, che sono chiari ed indicativi, tenendo sempre ben presente il rischio di un ritardato accesso in pronto soccorso, il che non vuol dire precipitarsi in ospedale al primo colpo di tosse, ma chi avverte per la prima volta il dolore al cuore, capisce immediatamente che si tratta di un dolore “diverso”, mai provato prima, che genera angoscia, ansia e che spaventa, e che soprattutto attanaglia e non accenna a diminuire.

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In caso di infarto il dolore più tipico è quello al petto, dietro lo sterno, che insorge dopo sforzo e più spesso a riposo, che è oppressivo e stringe la gola, che dura oltre 15 minuti e che si irradia alla base del collo, raggiungendo frequentemente anche la mandibola, ed interessando sovente la spalla e il braccio sinistro, colpiti anche da un senso di pesantezza. Tale dolore, che insorge più o meno lentamente, diventa spesso lancinante, ed il sintomo principe è che non si modifica con la respirazione, cosa che deve indurre il paziente o i suoi familiari a chiamare immediatamente i soccorsi. Però oltre a questa sintomatologia classica della sofferenza coronarica, che tutti più o meno conoscono, a seconda delle arterie cardiache colpite dalla ostruzione trombotica, i sintomi possono essere molto diversi.

L’attacco cardiaco infatti può presentarsi in maniera più subdola, simulando per esempio un dolore alla bocca dello stomaco, con una sensazione di peso gastrico come dopo un pasto abbondante (mi è rimasta la cena sullo stomaco…) oppure provoca un dolore addominale indefinito ma acuto (ho una colica intestinale…), che può irradiarsi alla parte posteriore del torace (dolore intercostale) coinvolgendo anche la spalla destra (dolore “a mantellina”).

 

Attenzione ai diabetici.

Una attenzione particolare deve essere rivolta ai pazienti diabetici di lunga data, poiché, essendo la loro malattia complicata spesso da arteriopatia e da neuropatia, l’infarto spesso inganna, può comparire in maniera silente, ovvero senza manifestazione di dolore, e quindi non essere riconosciuto durante la sua acuzie, il che può comportare un sicuro ritardo diagnostico che aggrava notevolmente la prognosi.

In questi pazienti ed in quelli più anziani, quando non compare il classico dolore retrosternale, ma viene avvertita una intensa nausea, o un insolito mal di denti, che sembra interessare tutta la mandibola, se accompagnato da lieve dispnea, ovvero difficoltà a respirare, il sospetto di un infarto diventa certezza, perché anche questi sono segnali precisi che il cuore invia per avvisare che gli arriva poco sangue e che è in corso una grave ischemia.

La necessità dell’intervento terapeutico il più immediato possibile per la miocardiopatia ischemica, è dettata dall’urgenza di “liberare” nel più breve tempo possibile la coronaria ostruita, quando cioè il trombo di piastrine accumulato nel lume del vaso non si è ancora consolidato e solidificato, e tutto ciò è possibile con l’angioplastica, un intervento che si esegue in anestesia locale, introducendo un catetere in una vena del braccio o della gamba, e farmaci trombolitici, che distruggono cioè il “tappo” piastrinico, rivascolarizzando la coronaria, applicando degli stent che dilatano l’ arteria, ed evitando la morte ischemica del tratto di tessuto cardiaco circostante, ovvero risolvendo l’ infarto.

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Quanto prima si riescono ad attivare i trattamenti che consentono di ridare flusso di sangue ossigenato al cuore, tanto minori saranno i danni irreversibili dell’infarto.

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Con Rita Botto si esibiscono la soprano Caterina Pistone e il tenore Lillo Bellomo con la partecipazione della concittadina Emanuela Garlisi

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bbc

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savona

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