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Archive for 26 ottobre 2021

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Inaugurata la Mostra: “La Città Aurea. Urbanistica e Architettura a Caltanissetta negli anni Trenta”, curata dalla Soprintendenza dei Beni culturali provinciale.

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248685026_357978472581179_8055747661151443038_nAlle 18 del 25 ottobre, nella sede dell’ex Palazzo delle Poste di Caltanissetta è stata inaugurata la mostra  alla presenza del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, dell’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, della dirigente generale dei Beni culturali Mariella Antinoro e della Soprintendente dei Beni culturali e ambientali di Caltanissetta, Daniela Vullo.

La tappa di Caltanissetta rappresenta il settimo appuntamento dopo quelli di Catania, Agrigento, Ragusa, Enna, Trapani e Messina.

La mostra che si concluderà con l’esposizione generale a Palermo testimonia audiovisivamente le trasformazioni nel tessuto urbanistico e architettonico della Sicilia nel periodo a cavallo tra le due guerre, ricco di importanti fermenti culturali caratterizzati da un’atmosfera di grande rinascita; vengono realizzate moderne reti infrastrutturali e nuove tipologie edilizie: stazioni ferroviarie, edifici governativi e per l’educazione, edifici postali, banche, impianti sportivi, abitazioni popolari e residenziali.

dLa mostra è articolata in sei sezioni che affrontano tutti gli aspetti della produzione: Edilizia pubblica, Edilizia privata, Edilizia ecclesiastica, Borghi rurali, Città-giardino, Concorsi di architettura.

E anche a Caltanissetta viene avviata una produzione architettonica di elevata qualità sia nel settore delle opere pubbliche che private. Gli edifici più rappresentativi sono realizzati in aree strategiche del tessuto urbano, al fine di contribuire, attraverso l’imponenza architettonica, al rinnovamento e alla trasformazione della “nuova” città.

cTra le moderne tipologie edilizie si evidenzia la realizzazione di due strutture sanitarie: l’ospedale sanatoriale “Dubini” (1933), allora tra i più attrezzati e moderni d’Italia per la cura della tubercolosi, e la clinica “Ballati” (1930), oggi non più esistente, opera dell’architetto nisseno Salvatore Cardella.

Tra gli architetti più attivi del tempo ricordiamo Antonio Zanca, progettista della sede del Banco di Sicilia, coadiuvato da Pietro Bevilacqua per la decorazione delle raffinate vetrate in stile liberty, e Salvatore Cardella, autore di due imponenti edifici in stile razionalista nel nuovo asse viario di viale Regina Margherita, la Casa Littoria (oggi Palazzo degli Uffici Finanziari) e il Palazzo Provinciale degli Studi (attuale sede dell’Istituto Mario Rapisardi).

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bRicordiamo inoltre il noto architetto viterbese Franco Petrucci, progettista della Casa del Balilla (divenuta poi sede della Gil) e l’eclettico artista Gino Morici, a cui si deve l’apparato decorativo del Palazzo delle Poste nisseno. L’attività edilizia di professionisti illustri come quelli sopra citati determina, a Caltanissetta, la compresenza di più caratteri stilistici, tra i quali l’eclettismo misto a neoclassicismo del Palazzo delle Poste e del Banco di Sicilia, in linea con un filone diffuso nel resto dell’Isola nel primo ventennio.

Nell’edilizia privata si ricordano le ville suburbane Fiocchi e Pucci, dove riecheggiano motivi liberty.

Anche imponenti opere infrastrutturali vengono realizzate nel territorio nisseno; di particolare rilevanza è la realizzazione della galleria ferroviaria elicoidale Sommatino-Riesi e la bonifica della piana di Gela, zona di grande interesse agricolo resa irrigua grazie allo sbarramento del torrente Disueri.

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Carini. Investimento da 200 milioni pubblico-privato per un centro innovativo di riferimento in Europa progettato da Renzo Piano. Musumeci: «Puntiamo a una sanità competitiva».

GIAMPIERO VALENZA

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ROMA.

Un centro di ricerca biomedica del futuro, per lo sviluppo di vaccini e farmaci innovativi, e un ospedale progettato per la difesa dalle pandemie e dalle infezioni multiresistenti: con un investimento di circa 200 milioni di euro, nasce a Carini (Palermo) il nuovo Polo mediterraneo per la ricerca, un centro che tradurrà nella pratica clinica di tutti i giorni i risultati raggiunti dal mondo
scientifico. A promuoverlo è la Fondazione Ri-Med, nata grazie alla partnership tra Governo, Regione Siciliana, Cnr, University of
Pittsburgh e Upmc.

cari

Il nuovo Polo è formato dal Cbrb, il Centro per le biotecnologie e la ricerca biomedica, attualmente in costruzione, e dal nuovo ospedale Ismett 2, progettato da Renzo Piano. «Aspettavo questo progetto da 20 anni», ha detto l’architetto e senatore a vita in un video messaggio alla presentazione organizzata da Ri.Med a Roma alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e della
presidente del Senato Elisabetta Casellati.

Nel Cbrb oltre che lo sviluppo di vaccini e farmaci innovativi, si farà ricerca su terapie cellulari e ingegnerizzazione di organi e tessuti, per diagnosticare e curare gli organi malati, i tumori, le malattie infettive e quelle legate all’invecchiamento e secondo le previsioni sarà aperto entro il 2023.

musumeci-1280x720Ismett 2, invece, avrà 250 posti letto e Piano consegnerà il progetto definitivo, secondo quanto ha spiegato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, «il 6 marzo 2022.
Il nuovo ospedale è disegnato per rispondere in maniera ottimale ai fabbisogni sanitari emergenti da future pandemie, non solo per le competenze cliniche e di ricerca, le tecnologie, l’integrazione con il centro di ricerca della Fondazione Ri.Med ma anche per caratteristiche strutturali uniche.

Puntiamo a una sanità competitiva che possa soddisfare le esigenze di milioni di cittadini che oggi si rivolgono alle città del settentrione per avere risposte alle loro esigenze. Con il nuovo ospedale Ismett 2 puntiamo a innalzare ulteriormente gli obiettivi e a fornire un nuovo modello di progettazione ospedaliera, moderna ed efficiente. In questo percorso il sostegno della Regione Siciliana continuerà a essere convinto e costante».

Tutte le stanze saranno singole, «in modo da ridurre al minimo, anche lontani da un contesto pandemico, i rischi e le occasioni di contagio delle infezioni multiresistenti. Ismett 2 – ha concluso il governatore – consentirà di ridurre la mobilità passiva della Regione Siciliana di oltre 40 milioni di euro all’anno, pari al 34% del totale della mobilità regionale sostenuta per tali attività, aumentando la mobilità da altri Paesi per un valore di 3 milioni di euro l’anno».

Un modello virtuoso, quello di Carini, ha sottolineato Casellati, «che recepisce la lezione della pandemia – il valore della scienza
nel preservare salute e stile di vita» con l’auspicio che il Centro possa «diventare il laboratorio Italia». Casellati ha parlato dell’importanza di «mettere al centro di ogni progettualità l’essere umano, la sua salute e qualità di vita. Guardando ai bisogni dei pazienti quale motore primario e fine ultimo della ricerca biomedica».

La struttura si ispira al modello del cosiddetto “villaggio-strada” e prevede un’organizzazione flessibile dello spazio: 52.464 mq di superficie totale, di cui 17.070 mq di laboratori, ampi spazi comuni, sale riunioni, uffici, un auditorium, la foresteria e il collegamento diretto con il nuovo ospedale Ismett.
Una volta a regime entro il 2023, il solo centro di ricerca impiegherà circa 600 persone.

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no marciap

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