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Archive for 13 ottobre 2021

DRAIl Presidente del Consiglio, Mario Draghi ha firmato il Dpcm con le modalità di verifica del possesso delle certificazioni verdi Covid-19 in ambito lavorativo.
Il decreto interviene per fornire ai datori di lavoro pubblici e privati gli strumenti informatici che consentiranno una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni.

Le verifiche potranno avvenire attraverso:

  • – l’integrazione del sistema di lettura e verifica del QR code del certificato verde nei sistemi di controllo agli accessi fisici, inclusi quelli di rilevazione delle presenze, o della temperatura;
  • – per gli enti pubblici aderenti alla Piattaforma NoiPA, realizzata dal Ministero dell’economia e delle finanze, l’interazione asincrona tra la stessa e la Piattaforma nazionale-DGC;
  • – per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti, sia privati che pubblici non aderenti a NoiPA, l’interazione asincrona tra il Portale istituzionale INPS e la Piattaforma nazionale-DGC;
  • – per le amministrazioni pubbliche con almeno 1.000 dipendenti, anche con uffici di servizio dislocati in più sedi fisiche, una interoperabilità applicativa, in modalità asincrona, tra i sistemi operativi di gestione del personale e la Piattaforma nazionale-DGC.

Scatta l’obbligo del Green pass

Dal 15 ottobre sarà obbligatorio il Green Pass sui luoghi di lavoro. Occorrerà quindi mostrare di esserne in possesso e per facilitare il flusso di entrata e uscita. Senza certificato i lavoratori dovranno essere allontanati. Ogni giorno di mancato servizio è considerato assenza ingiustificata, in nessun caso è previsto il licenziamento.

controllo greenpass

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, su proposta del Ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e del Ministro della salute, Roberto Speranza, ha adottato con Dpcm le linee guida relative all’obbligo di possesso e di esibizione della certificazione verde Covid-19 da parte del personale delle pubbliche amministrazioni, a partire dal prossimo 15 ottobre.

“Con le linee guida sul Green pass, adottate oggi dal presidente Draghi con Dpcm, e con il mio decreto sul rientro in presenza, si completa la cornice per garantire dal 15 ottobre il ritorno della Pubblica amministrazione alla sua piena operatività, a partire dagli sportelli e dal back office”. Lo sottolinea il ministro della P.A. Renato Brunetta.

Il Governo nel Dpcm prevede l’utilizzo di un pacchetto di sviluppo per applicazioni, rilasciato dal Ministero della Salute con licenza open source, che consente di integrare nei sistemi di controllo degli accessi, inclusi quelli di rilevazione delle presenze, le funzionalità di verifica della Certificazione verde Covid-19, mediante la lettura del QR code.

In attesa della piattaforma vale anche il cartaceo

“Nelle more del rilascio e dell’eventuale aggiornamento delle certificazioni verdi Covid-19 da parte della piattaforma nazionale Dgc, i soggetti interessati possono comunque avvalersi dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta che attestano o refertano” una delle condizioni per il rilascio della certificazione verde (vaccinazione, avvenuta guarigione o effettuazione del tampone)”.

App per verifiche Green pass, vietato conservare il Qr code

Controlli con la App, quotidiani e a rotazione in modo da coinvolgere tutto il personale, niente contribuiti e ferie oltre allo stipendio per chi non ha il certificato verde e risulta assente, divieto per le aziende di conservare il Qr code dei dipendenti, che arriverà anche per chi è esentato per motivi di salute dal vaccino. E ancora, verifiche anticipate non oltre le 48 ore in caso si debbano organizzare turni di lavoro e possibilità per chi si è immunizzato all’estero con i vaccini autorizzati di avere la certificazione.

Con l’entrata in vigore dell’obbligo del green pass in tutti i luoghi di lavoro alle porte, arrivano i Dpcm che integrano il decreto che ha introdotto l’obbligatorietà e definiscono le regole con le quali milioni di italiani – dipendenti pubblici, privati e autonomi – conviveranno da venerdì.

Due sono i provvedimenti adottati da palazzo Chigi e firmati dal presidente del Consiglio Mario Draghi: il primo, su proposta dei ministri della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e della Salute Roberto Speranza, riguarda le linee guida relative all’obbligo della certificazione nella pubblica amministrazione; il secondo, su proposta del ministro dell’Economia Daniele Franco, di quello dell’innovazione tecnologica Vittorio Colao e dello stesso Speranza, introduce una serie di strumenti informatici che consentiranno una verifica automatizzata del possesso delle certificazioni.

Polemica sulla circolare per i portuali

Misure alle quali se ne aggiunge una terza, una circolare – anzi due – del Viminale sulla possibilità per le aziende portuali di offrire gratis i tamponi ai propri dipendenti. Nella prima, il capo di gabinetto del ministero, per evitare che si blocchino i porti in caso di un alto numero di dipendenti senza il green pass, “raccomanda” ai prefetti di “sollecitare” le aziende affinché valutino la possibilità di mettere a disposizione gratis i tamponi. Una formula ambigua, soprattutto su chi – nel caso – dovesse pagare i test, che ha richiesto una seconda circolare.

Le aziende “potranno valutare, nella piena autonomia, ogni possibile modalità organizzativa ai fini dell’acquisizione del green pass da parte dei dipendenti sprovvisti”. In caso decidessero di farlo, il costo sarebbe dunque a carico loro e non dello Stato. La circolare apre comunque un caso ed infatti i sindacati ne hanno subito approfittato per chiedere l’estensione della richiesta a tutto il settore dei trasporti.

Quanto alle linee guida della Pa – sulle quali c’è il via libera del Garante della Privacy – il Dpcm ribadisce che l’obbligo del pass (vale anche quello cartaceo) riguarda tutti i dipendenti pubblici ma anche quelli delle imprese dei servizi di pulizia, ristorazione, manutenzione e rifornimento dei distributori automatici, i consulenti, i collaboratori, i frequentatori di corsi di formazione, i corrieri, i visitatori. Esclusi invece gli utenti.

Chi non ha il pass deve essere allontanato subito e ogni giorno di mancato servizio è considerato assenza ingiustificata (con le giornate festive e non lavorative che rientrano nel conto). Lo stipendio viene sospeso fin dal primo giorno di assenza ma “in nessun caso” si può essere licenziati. Nel periodo d’assenza, inoltre, non maturano né contributi né ferie.

E se la mancanza del dipendente dovesse comportare “un’interruzione di un servizio essenziale”? L’amministrazione, dice il Dpcm, può stabilire una convenzione con altri enti oppure utilizzare la mobilità interna tra uffici o aree diverse.

Ma come funzionano i controlli? Devono essere fatti ogni giorno, all’accesso in ufficio o anche successivamente, a tappeto o a campione in una misura non inferiore al 20% del personale in servizio e assicurando una rotazione costante. Per evitare ritardi e code all’ingresso, i datori di lavoro potranno stabilire una maggiore flessibilità negli orari di ingresso e d’uscita. Per le verifiche potrà essere utilizzata la App ‘VerificaC19’ oppure i nuovi strumenti previsti dal Dpcm, che consentiranno una verifica “quotidiana e automatizzata” rilevando solo il possesso del pass e nessun alto dato del dipendente.

Sarà possibile integrare il sistema di lettura del Qr code con i tornelli o con gli apparecchi per la rilevazione della temperatura già presenti nelle aziende e i software dialogheranno – con un’interazione asincrona – direttamente con la piattaforma nazionale che rilascia il green pass: attraverso ‘NoiPa’ per gli enti pubblici che aderiscono a questa piattaforma o con il portale Inps per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti, sia pubblici che privati o, infine con i sistemi informativi di gestione del personale per quelle amministrazioni pubbliche che hanno almeno mille dipendenti.

Ma il Dpcm che modifica il decreto sull’obbligo del pass chiarisce anche altri due aspetti non secondari:

  1. per il datore di lavoro, pubblico e privato, c’è “l’esplicito divieto” di conservare i Qr code delle certificazioni
  2. né è possibile “in alcun caso” raccogliere i dati dei dipendenti “salvo quelli strettamente necessari” all’applicazione delle sanzioni.

Inoltre, sarà possibile richiedere il pass in anticipo al dipendente in caso si devono programmare turni aziendali, ma questo anticipo dovrà essere “strettamente necessario e comunque non superiore alle 48 ore”.

Il Green Pass copre anche gli italiani vaccinati all’estero

L’ultimo Dpcm, ‘copre’ anche gli italiani che si sono sottoposti a  vaccinazione all’estero, a lungo rimasti in un ‘limbo’ normativo.

LINEE GUIDA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

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Democrazia Partecipata – Consultazione e raccolta delle proposte. Riapertura termini.

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Avviso Pubblico
democrazia-partecipataPremesso che il Comune di Milena, così come stabilito dal Regolamento comunale del Bilancio in Democrazia Partecipata, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 29 del 4 ottobre 2018 attua il bilancio partecipato quale strumento per il coinvolgimento dei cittadini nella formazione delle scelte amministrative.
Rilevato che, in ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 6 comma 1 della Legge Regionale 5/2014, e ss.mm.ii., è fatto obbligo ai comuni assegnatari “di spendere almeno il 2 % delle somme loro trasferite, in attuazione del presente decreto con forme di democrazia partecipata, utilizzando strumenti che coinvolgano la cittadinanza per la scelta di azioni di interesso comune, pena la restituzione nell’esercizio finanziario successivo delle somme non utilizzate secondo tali modalità”;
Vista la Delibera di Giunta Comunale n. 19 del 10 marzo 2021 con la quale è stata determinata in € 13.974,25 la quota del 2% da destinare alle scelte di azioni di interesse comune, con forme di democrazia partecipata;
Al fine di dare attuazione alla terza fase del procedimento, ai sensi dell’art. 6 del Regolamento comunale del Bilancio in Democrazia Partecipata (Consultazione e raccolta delle proposte);
RENDE NOTO
Ad ogni cittadino residente nel territorio comunale che abbia compiuto il diciottesimo anno di età ed a tutte le associazioni, le ditte, gli enti pubblici e privati ed in generale tutti gli organismi di rappresentazione collettiva che abbiano sede legale od operativa nel territorio comunale, che possono presentare progetti da realizzare utilizzando le risorse sopra specificate secondo la scheda di partecipazione alla Democrazia Pertecipata che può essere ritirata presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico dal lunedì al venerdì (nelle ore d’Ufficio) o scaricata dal sito internet del Comune www.comune.milena.cl.it
La presentazione dei progetti (scheda di partecipazione alla Democrazia Pertecipata) dovrà essere effettuata entro e non oltre le ore 14:00 del giorno 21 ottobre 2021,
con le seguenti modalità:
  • consegna a mano presso l’Ufficio Protocollo;
  • invio per posta ordinaria o raccomandata con ricevuta di ritorno al seguente indirizzo: Comune di Milena – Via Rimembranza, 24 – 93010 Milena
  • invio a mezzo posta elettronica al seguente indirizzo:  protocollo@pec.comune.milena.cl.it
Per qualsiasi informazione è possibile rivolgersi l’Ufficio Relazioni con il Pubblico dal lunedì al venerdì nelle ore d’ufficio.

Allegati

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Allegato Scheda partecipazione Democrazia Partecipata.docx 84.09 KB
Allegato 3) Avviso Presentazione progetti- 2021 -Riapertura termini-signed.pdf 421.15 KB

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Red Bull o Vodka?

4x4

RED BULL TI METTE LE ALI – LA VODKA TI TRASFORMA IN 4 X 4

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Anti-Musumeci. Peppe l’ha fatta fuori dal vaso. E nel Pd…

Carlo Giulio Grimbé

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Sarebbe uno dei candidati più accreditati a sfidare Nello Musumeci per la conquista di Palazzo d’Orleans. Lui, Peppe Provenzano, siciliano, ex ministro per il Sud, adesso vice di Letta, per conto della corrente che fa capo al ministro Orlando.

In questi giorni ha confermato quanto circolava da tempo nel Pd dell’Isola. Non ha il “quid”, di berlusconiana memoria. Sembra un prodottino bio, creato in laboratorio. Nessuno si ricorda di lui come ministro.

pdE adesso, da vicesegretario del Pd, ha messo in imbarazzo il partito e lo stesso Enrico Letta.

È stato capace, lui da solo, di mettere fuori dall’”arco democratico e repubblicano” Giorgia Meloni e il suo partito che nelle stesse ore mandava una delegazione – il capogruppo Lollobrigida e il vice presidente della Camera, Rampelli – ad esprimere la solidarietà di FdI alla Cgil attaccata dai “fascisti” di Forza nuova e facinorosi no pass.

L’infortunio è di quelli che tradiscono un deficit di bussola politica e di statura. Quel dire quando e quanto occorra, un “sapere” che Peppe Provenzano ha dimostrato di non possedere. Dire del primo partito – secondo i sondaggi – e unica opposizione, che è fuori dal gioco democratico, in nome della vecchissima architettura dell’arco costituzionale, significa affermare una cosa lunare, così grave che, dinanzi alla giusta reazione della Meloni, ti costringono poi a rettificare, i tuoi stessi. Come poi è puntualmente accaduto.

Senza l’opposizione della Meloni, sarebbe in crisi la stessa democrazia italiana e ai limiti della legittimità lo stesso Governo Draghi. Questo lo capiscono pure i bambini. “Credo abbia avuto un colpo di caldo fuori stagione. Non si capisce di che parli. Deve aver sentito parlare dei partiti facenti parti dell’arco costituzionale. Ma senza studiare la storia”, lo stronca Piero Sansonetti, direttore del “Riformista”.

L’effetto politico sul Centrodestra dell’attacco fuori misura è stato che ha ricompattato Berlusconi e Salvini con la Meloni.

Insomma, Peppe l’ha fatta fuori dal vaso e gli amici-nemici siciliani ne hanno approfittato per tagliargli le gambe nella corsa alla candidatura. “Non è cosa sua”, è il commento laconico di ambienti vicini al segretario regionale dem Anthony Barbagallo, che sperano nella candidatura dell’uomo di Pedara.

La “scivolata” di Peppe ha fatto gongolare anche Giancarlo Cancelleri e Claudio Fava, che ci sperano e lavorano per la propria. I sostenitori dei due sono i più attivi a ricordare che Provenzano è stato attivo partecipe della disastrosa esperienza Crocetta. È vero: Provenzano è stato capo della segreteria dell’assessore regionale all’Economia Luca Bianchi da dicembre 2012 a marzo 2014. Non proprio una medaglia da esibire in un eventuale confronto col Presidente in carica.

Peraltro da Ministro, aveva messo piede a Palazzo d’Orleans, ricevuto con la sua tipica cortesia istituzionale da Musumeci.

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Ma di cose fatte per la Sicilia, nell’agenda della Regione, non c’è segnato nulla. Fatturato zero. A parte la “mise” con cui si presentò a Palazzo, confuso per uno dei turisti, che visitano la Cappella Palatina, li di fronte. Vero è che l’abito non fa – in comunicazione, sì – il monaco. Ma qui, dicono in tanti, manca proprio il monaco.

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semina

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PARAPIOGGIA

Guido Clericetti

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pio

Non sempre la pioggia cade egualmente sul giusto e sull’ingiusto, perché spesso l’ingiusto ha fregato l’ombrello al giusto.

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